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Rèz, 11 Gennaio 2005.

L’aumento del 100% del costo della sosta oraria in tutti i parcheggi del centro storico testimonia ancora una volta, per quei pochi che non lo avessero ancora capito, che nulla è cambiato nella politica dell’Ulivo rispetto alle esigenze del centro cittadino.

E non è finita!

La Giunta Delrio si appresta, con il nuovo Piano triennale dei lavori pubblici, a creare nuovi parcheggi scambiatori ancora più esterni rispetto agli attuali in particolare:
• tra via Inghilterra e via Guittone D’Arezzo, di 400 posti (guarda caso nei pressi del futuro centro commerciale della Coopnordemilia);
• tra via Martiri di Cervarolo dietro il ristorante Amarcord, di 600 posti;
• tra via Francia e via Inghilterra, di 300 posti;
• in via Benedetto Croce;
per un totale di investimento triennale di €.2.900.000.

Con la realizzazione di tali parcheggi gli attuali parcheggi scambiatori diverranno, conseguentemente, a pagamento così come le corse dei minibus.

Questa politica costerà da subito ai lavoratori del centro fino a €.200/250 mensili, ma anche per il futuro il pericolo è che quei nuovi, ma lontani, parcheggi scambiatori (per altro inutilizzabili dagli ambulanti) risultino un investimento inutile.

L’Ulivo prima di tartassare i cittadini nel tentativo di disincentivare l’utilizzo dei mezzi privati diretti verso il centro, dovrebbe pensare a risolvere i gravissimi problemi della mobilità pubblica, ed in particolare la vertenza dell’ACT con i suoi lavoratori e la grandissima evasione nel pagamento dei biglietti, dopodiché dovrebbe pensare anche di riservare agli operatori ambulanti dei parcheggi calmierati.

Rimane comunque il fatto che il problema della mobilità reggiana è legato al pendolarismo verso le zone industriali e fintanto che la viabilità e la mobilità pubblica non saranno efficienti e il problema permarrà, mentre i balzelli sui parcheggi sanno tanto di volontaria penalizzazione del centro storico.


Rèz, 8 febbraio 2005.

Più immigrati? Bargiacchi ascolti di più i suoi cittadini!

Le dichiarazioni odierne del Sindaco Bargiacchi sono quanto meno sconcertanti: di fronte alla richiesta dei cittadini della montagna di migliori condizioni di accessibilità e quindi di competitività del loro territorio, la ricetta dei DS è che non ci vogliono più strade ma più immigrati.

La domanda spontanea che sorge è cosa se ne farebbero in montagna di più immigrati se strade e lavoro continuano a mancare?
Invece di avanzare proposte ‘sgangherate’ credo sarebbe meglio che si ascoltassero di più i cittadini, ma forse la politica dei DS, conserva quel retaggio sovietico da “deportazione di massa dei popoli”, cosicchè anche i montanari, così “pericolosamente” ascoltati dai parroci, saranno una minoranza imbavagliata.

Forse ai DS non va giù il fatto che oramai la montagna si sollevi di fronte al loro fallimento politico-amministrativo, che la rende sempre meno competitiva ma, d’altronde quelli che oggi vogliono una montagna piena di immigrati sono gli stessi che avevano promesso ricchezza per tutti con il Parco Nazionale…

E i DS sembrano fare finta di nulla anche sulle esperienze che hanno già avuto, ad esempio a Castelnovo Monti, dove una piccola comunità di stranieri ha prodotto gravissimi problemi di ordine pubblico.

Morale: più ascolto alle idee dei montanari e meno a quelle dei Bargiacchi.


Réz 14 Febbraio 2005.

L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia non finisce mai di stupire!

A seguito della presentazione della mozione della Lega Nord - Padania riguardante la mancata applicazione del D.M.18/12/2000, relativo alla verifica periodica delle residenze dei cittadini extracomunitari, l’Amministrazione comunale si è sentita in dovere di emanare un comunicato stampa di precisazione quasi a volere giustificare il proprio operato.

In tale comunicato stampa si afferma, quasi trionfalisticamente, che alla data del 10/2/2005 il numero dei cittadini classificati all’Ufficio Anagrafe come “irreperibili” è di n°1.529 di cui 827 italiani e padani e 702 stranieri .

A prima vista sembrerebbe che tale valore, ancorché elevato, possa essere contenuto nei limiti fisiologici tipici di una Amministrazione comunale con la peculiarità però che a Reggio Emilia gli irreperibili anziché diminuire di numero aumentano ed anche in modo consistente.

La conferma di ciò avviene dall’Amministrazione comunale stessa in quanto in una risposta ad una mia interrogazione datata 5/4/2004, a firma dell’allora Vice Sindaco Tancredi, il numero complessivo degli irreperibili era di n°985, di cui 552 italiani e 433 stranieri, e pertanto vi è stato un aumento di 544 unità pari a circa il 55% e tutto questo dall’insediamento del Sindaco Del Rio.

In questo “turbinio” di numeri mancano però ancora all’appello le migliaia di altre persone, precisamente n°5.293, che alla data del 28/10/2002 risultavano come non censite al 14° Censimento della popolazione e come tali oggetto di accertamento per la cancellazione dagli elenchi anagrafici e di cui andremo presto a vedere dove sono finiti.

Il comunicato stampa dell’Ufficio Anagrafe contiene inoltre una grave affermazione, che la dice lunga su come questa Amministrazione intenda rispettare le Leggi, in quanto lamenta il fatto che uno straniero residente a Reggio Emilia potrebbe essere privato della residenza unicamente per non avere compiuto un adempimento burocratico che non è previsto per tutti gli altri cittadini significando così che siccome tale adempimento non è richiesto per i residenti italiani e padani allora non bisogna richiederlo agli stranieri.

Si ricorda ancora una volta che piaccia o no ogni Amministrazione comunale è comunque tenuta al rispetto delle Leggi vigenti tanto più di quella nel caso di specie in quanto si tratta di un Decreto emanato nel 2000 quando governava l’Ulivo.


Réz 16 Febbraio 2005

Le parole espresse dal nuovo Prefetto Montebelli sull’impiego fattivo della Polizia Municipale nell’attività di contrasto alla criminalità sono un segnale chiaro e assolutamente condivisibile.

La Polizia Municipale è stata per troppo tempo sotto utilizzata e questa è una precisa responsabilità politica dell’Amministrazioni Comunale che non ha mai perso l’occasione per bocciare tutte le proposte e mozioni della Lega Nord - Padania indirizzate nel senso di dare un ruolo nuovo alla Polizia municipale, un ruolo che il nuovo Prefetto auspica.

La maggioranza dell’Ulivo ha sempre inteso relegare il corpo della Polizia Municipale a meri compiti amministrativi e di repressione dei divieti di sosta e l’attuale Giunta Delrio intende utilizzare i nostri 150 Agenti locali di Pubblica Sicurezza per misurare il diametro degli alberi da tagliare così come è previsto nel nuovo regolamento del verde.

Speriamo ora che il richiamo del Prefetto non venga disatteso perché i cittadini reggiani sono stanchi ed è arrivata l’ora di reagire per riappropriarsi del nostro territorio da troppo tempo in mano ai delinquenti.


Réz 19 Febbraio 2005

La decisione presa dalla Federazione internazionale di assegnare all’Italia l’organizzazione dei campionati mondiali di pallavolo maschile del 2010, che vedrà coinvolte non meno di 6 Città italiane, apre delle importanti prospettive per la realizzazione del nuovo palasport della nostra Città.

Oltre agli indubbi benefici d’immagine che se ne ricaverebbe internazionalmente, in occasione di tali manifestazioni vengono stanziati dei contributi pubblici per costruire e/o adeguare gli impianti sportivi allo svolgimento dei campionati il che ci permetterebbe di potere avere dei fondi per la costruzione del nuovo palasport.

La realizzazione del nuovo palasport ci metterebbe nella invidiabile posizione di potere garantire al CONI un moderno impianto per caratteristiche di capienza, sicurezza ecc. che altre città non possono avere.

La città di Reggio si trova pertanto nella invidiabile posizione di potere avere forti possibilità di ospitare un parte dei campionati mondiali di pallavoloi con irripetibili opportunità di carattere economico e di prestigio in campo internazionale ma per giungere a questo risultato occorre una mobilitazione generale di tutte le forze sportive, economiche, sociali, culturali ed anche politiche a sostegno di tale possibilità.

L’Amministrazione comunale si deve pertanto fare promotrice di istituire uno specifico comitato organizzativo che raccolga tali forze che, per una volta almeno senza distinzioni e contrapposizioni strumentali, porti un pieno e incondizionato sostegno alla candidatura di Reggio.

La Lega Nord – Padania ha pertanto presentato una specifica interpellanza per conoscere gli intendimenti della Giunta in tal senso perché per portare lustro alla Città di Reggio Emilia non c’è solo Calatrava.


Rèz / Reggio Emilia, 1 Marzo 2005

Sul problema cinese e i governanti locali che si svegliano tardissimo

La Cina è vicina, e anche l'ipocrisia politica è abbastanza vicina.
Dopo anni in cui da soli, e sottolineo il "da soli" , avevamo cercato di svegliare i governanti locali, le associazioni locali e i sindacati locali, adesso sembrano svegliarsi.
Ma serve a poco svegliarsi quando i buoi sono oramai scappati.

Quante cose si potevano fare se avessero ascoltato noi leghisti che a nostra volta avevamo semplicemente ascolato la nostra gente , il grido di aiuto di quella parte di lavoratori che si era resa conto di cosa accadeva.

E questo dimostra che non solo si sono ben guardati dall'ascolatre noi leghisti ma evidentemente si sono dimenticati anche di ascolatre la gente.

E questo , in una terra come l'Emilia dove qualche illuso ancora si culla in fantasie di buon governo della sinistra emiliana , non è un fatto da poco e che và rimarcato con forza : anche solo per rimettere in ordine cose fatte e cose dimenticate.
E per dare un quadro trasparente a chi oggi sembra finalmente svegliarsi e rendersi conto che ancora una volta avevamo anticipato tutti e avevamo ragione.

Apprendo che l' 8 Marzo p.v. in Piazza del Monte a Reggio Emilia faranno uno sciopero per chiedere cose che avevamo chiesto da tempo.
E le avevamo chieste a Carpi con insistenza perche' dal centro modenese era allora necessario partire invece di dormire.

Oggi chiedono : di prendere atto che il settore ha perso 70.000 posti ( e pensate se si fossero mossi prima quanti ne avremmo salvati) , il 21% delle piccole aziende hanno chiuso ( che rabbia a pensarci ) , chiedono la tracciabilita' dei prodotti (e ci arrivano anche loro alfine ) , chiedono intensificare la lotta alla concorrenza sleale (rileggano i manifesti che da anni stiamo affiggendo sui muri della nostra terra cosi' almeno si vergogneranno un poco ) , e di istituire ammortizzatori sociali (quando oramai c'e' poco da fare ecco che propongono tamponature statali).

Appena un mese fà avevo sollecitato la Provincia di Reggio per l'ennesima volta ed oggi finalmente vedo coronati anni di paziente lavoro.
Ma non dimentico che tutto questo tempo perso ha colpevolezze e responsabilità che la gente dovrebbe imparare a riconoscere.

E sui dazi ecco una novità che sarebbe bene fosse finalmente pubblicizzata con i giusti meriti ai cittadini e agli operatori del mercato.
Il Commissario europeo al Commercio , Peter Mandelson , starebbe per varare dazi antidumping sui prodotti tessili cinesi.
E vi ricordate quante stupidate avevamo sentito contro la Lega Nord che proponeva i dazi ?
I dazi potranno variare dal 20 all'80% rispetto al loro prezzo ed i tempi sarebbero stretti addirittura dal 17 di Marzo.
Iniziano quindi con il tessile sintetico ma viene confermata la linea della Lega Nord.

E ci auguriamo che , al di la' delle proteste tardive e dei programmi sbandierati (tra l'altro ad unmese dalle elezioni regionali ) seguano anche i fatti in questa terra che ultimamente a livello politico non sà più costruire percorsi fattivi e fattibili ma spesso solo promesse e chiacchiere.

In ogni caso noi non molliamo e continuiamo a controllare, a sollecitare , sensibilizzare , a dare in anticipo soluzioni , a rompere le scatole.

Nella consapevolezza che la politica locale dorme e si sveglia sempre tardi e che se invece si svegliasse la nostra gente certi cambiamenti sarebbero puntuali e non sempre cronicamente in ritardo.


Rèz / Reggio Emilia, 14 Marzo 2005

Alemanno viene in Emilia : sarebbe meglio che qualcuno gli spiegasse i problemi degli emiliani

Metodi di lavoro , metodi ascolto e metodi diversi di far politica .
Noi leghisti emiliani da anni stiamo lottando sul territorio a difesa delle nostre imprese e le soluzioni che difendiamo sono quelle che scaturiscono dal territorio , che conosciamo molto bene .
E allora fatichiamo a svegliare il mondo politico addormentato del centrosinistra emiliano e piano piano ci stiamo anche riuscendo .
E allora cerchiamo una reazione positiva dei cittadini e piano piano ci stiamo riuscendo .
Ed ecco che arriva Alemanno , pur sempre un Ministro di questo Governo , che ci viene ad insegnare che per battere la concorrenza sleale e i dumping incolmabili bastano norme e passetti in avanti come se tutto questo fosse un gran risultato .
Come se non ci avessimo gia' provato : ma di fronte ai grandi problemi ci vogliono grande coraggio e grande detrminazione .

A mio modo di vedere e' invece ben poco , almeno per i problemi piu' cogenti , e non risolverà purtroppo i veri problemi dei comparti piu' colpiti , dei distretti strangolati e di tutti i cittadini che in quel sistema lavorano e sopravvivono .
Nel senso : se aspettiamo di vedere i risultati di una politica ragionata con il rischio di arrivare quando magari rimane poco da salvare allora io opto per interventi immediati che tamponino le emorragie e intanto , questo si', mando avanti interventi e soluzioni strutturali ad ampio respiro .
Metodi diversi : diciamo che sia cosi' .

Certo, va' anche detto che almeno questo Governo qualcosa sta' anche facendo , a confronto di quello Prodi-Dalema-Amato che invece chiacchiero' e basta .

Ma tanto c'e' ancora da fare a prima si parte e meglio e' : e tra le urgenze quella dei dazi puo' aiutare immediatamente questa terra a risollevarsi .
Cosi' come finalmnente sembra aver capito anche l'Europa con i dazi per il tessile sintetico che costituisce un primo eccezionale punto di partenza .

Forse ad Alemanno andava fatto un quadro completo della situazione e sopprattutto dei problemi del tessile e della ceramica e del biomedicale e....ma , tant'e' , siamo in cxampagna elettorale .
E a sinistra ne abbiamo lette e sentite anche di peggio : pero' due righe mi sentivo in dovere di scriverle .

 


Rèz / Reggio Emilia, 27 aprile 2005.

Sviluppo: “Dibattito sulle spiaggie utile, Giovanelli pensi a sua sconfitta su Parco nazionale”.

La reazione del Sen. Giovanelli alla proposta del Vicepremier Tremonti di allungare la durata delle concessioni sulle spiaggie, è tipico di coltiva la cultura dell’odio politico oltre che risultare incoerente rispetto allo stesso atteggiamento recente del centro-sinistra.

“E’ partita l’operazione coste, Un pool di esperti del ministero delle finanze, ha realizzato una fotografia aggiornata dei 6.000 km di coste. Ed ha avanzato una proposta tecnica che delinea un percorso di recupero che coinvolgendo gli enti locali valuti caso per caso l’ipotesi migliore: la vendita del bene”. Questa notizia data 13 febbraio 1998 in pieno governo Prodi!

E’ evidente che anche allora, come oggi, non si intendeva vendere ciò che è inalienabile, ovvero il demanio marittimo, ma allora come oggi si intende avviare un dibattito, che grazie a Tremonti è esploso, su come valorizzare le migliaia di km di coste ancora oggi da valorizzare.

Mentre Giovanelli si agita usando il peggior repertorio della propaganda soviettista, esistono già studi specifici di Società quali Nomisma e Patrimonio Spa che descrivono uno scenario molto diverso: su quasi 8.000 km di coste circa 5.000 sono balenabili (il 70% al centro-sud) e soprattutto vi sono 11.573 concessioni in regola ed altre 10.639 (quasi il 50% al sud) da accertare.
Si rende quindi indispensabile rimettere ordine ad un settore che oltretutto è gestito da diversi Enti ed Istituzioni ed in cui la limitazione temporale delle concessioni rende inadeguato il sistema, causando incertezza difficoltà di programmazione e di accesso ai finanziamenti per i titolari delle concessioni.

Valorizzare le spiagge non risolve certamente la cosiddetta ed abusata ‘questione meridionale’, ma significa valorizzare il territorio, portare più lavoro dove oggi non c’è, responsabilizzare gli Enti locali con le nuove risorse reperite: un maxi-investimento mirato al turismo balneare calcolato tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro a costo zero per lo Stato.

Il Sen. Giovanelli, come è solita fare una certa sinistra “all’ultima spiaggia”, demonizza e non porta alcuna proposta, se non come quelle che abbiamo già sperimentato, che dovevano produrre un mirabolante sviluppo per l’economia appenninica e che a distanza di cinque anni sono ancora un costoso infruttifero fantasma: la politica statalista dei Parchi Nazionali.


Rèz / Reggio Emilia, 07 Giugno 2005

Euro considerazioni

Bisogna ammettere che se non ci fossimo abituati potremmo anche spaventarci , o quantomeno porci amletici dubbi , dopo l'onda anomala di invettive contro la nostra proposta euro/lira .
Ma , piaccia o non piaccia , ci siamo abituati .
Di piu' : anche vaccinati e preparati .
Recita un adagio cinese << Se c'e' un rimedio perche' urli ? Se non c'e' un rimedio , perche' urli ? >> .
E tutto il gotha politicoaffaristicoistituzional di questo paese , come era prevedibile , urla e si strappa i capelli rimasti contro stì rompiscatole leghisti .
Quelli che ... sono politically correct , of course .
Noi invece veniamo dipinti come sempre alla stregua di barbari ignoranti che priettano "film dell'orrore" , "follie" e "stravaganze varie" (quando va' bene ) .
A sentire loro faremo la fine dell'Argentina , andremo nel baratro e via disfacendo : aiuto !
Una domanda : ma davvero la Lega può tutto questo ?
E concedetemi una seconda domanda (sono curioso lo ammetto) : ma continuando di questo passo , con l'euro in tasca e fine mese in mutande , con l'export defunto ed il Pil che boccheggia, con politiche comunitarie latitanti e vincoli esponenziali , con Convenzioni blindate e allargamenti spericolati ,..... dove andiamo ?
Qualcuno ha ancora il coraggio di asserire che l'Euro e' una opportunità ? Che insieme stiamo tutti meglio ? Che il futuro è roseo ?
Ma qualcuno ha mai simulato scenari diversi ?
No , cari soloni tecnoburocrati , ci siamo cascati una volta ma , permettetecelo , perseverare sarebbe davvero criminale oltreche' diabolico .
E allora avanti così e un grazie grande come una montagna al coraggio padano dei nostri Ministri : micca è facile o semplice , dalla loro posizione , prendere una strada così impervia .
Come per il federalismo , come per gli investimenti sulla famiglia , come per l'attenzione al terrorismo a casa nostra , come per i dazi o per il salvacalcio : partiamo sempre da soli ma poi alla tappa in salita chiudiamo in gruppo .
E siamo vaccinati : se ancora qualcuno non l'avesse capito .
Di piu' : vuoi vedere che entro pochi mesi si ritroveranno tutti a dire queste cose e magari a rivendicare primogeniture o scemenze simili ?
Anche per questo Pontida diventa un appuntamento che avrà i fari anche internazionali puntati e saremo davvero in tanti .
Ammetto che per certuni Pontida sarà davvero un film dell'orrore .
Chi in questo sistema ha interessi economici o politici di certo gli si drizzeranno i capelli (quelli che ancora non si era strappato ) .
E se il vampiro europeo va' colpito con un legno appuntito (di frassino padano) credo che il finale del film sarà a lieto fine : e a vincere saranno i buoni , i padani .
Apriamo gli occhi al paese adesso : questa è la cosa prioritaria .
La bella euroaddormentata nel bosco va' svegliata da un principe verde ....
E indovinate a chi toccherà ancora una volta studiare una soluzione , valutare ciò che oggi neppure si può pensare , parlare alla gente che il Palazzo ignora ?
Come la barchetta padana che spostava il transatlantico nel porto , quell'immagine che volle Umberto Bossi al Congresso Federale di qualche anno fà .
Che fatica trainarli tutte le volte , ma questo e' il nostro dovere , il nostro compito , e ne vale la pena : perche' restiamo solo noi a difendere la nostra gente .
Ci vediamo a Pontida , l'Emilia non vede l'ora


Rèz / Reggio Emilia, 11 Giugno 2005.

Inceneritore non è unica soluzione.

Bene hanno fatto le Associazioni di categoria ad ‘incalzare’ l’Amministrazione pubblica sulla realizzazione del Ppgr, la maggioranza politica che governa il nostro territorio deve dirci ora quale strada intende percorrere e su quella proposta avviare un dibattito non infinito, ma serio, approfondito, trasparente e partecipato: ne va della salute dei cittadini, dell’equilibrio ambientale, della salvaguardia della produzione agricola.

Condividiamo quindi la necessità di cominciare a dare risposte per garantire una gestione dei rifiuti improntata all’autonomia provinciale, efficiente, partecipata e costi ragionevoli, ma agitare lo spettro dell’emergenza rifiuti è una forzatura, anche in considerazione del silenzio assoluto che ha caratterizzato sino ad oggi la politica d’importazione di rifiuti extra provinciali.
Così come una forzatura è il discorso sull’utilizzo della leva tariffaria da parte delle Amministrazioni locali che dovrebbero invece impegnarsi di più nel tagliare più efficacemente le tante spese inutili.

Non condividiamo invece l’approccio al ragionamento sull’impiantistica: l’obiettivo primario di chi ha interessi particolari nella gestione rifiuti è da sempre stato unicamente la realizzazione dell’inceneritore ed il Ppgr prima, il piano industriale di Newco Emilia (ora Enìa) poi hanno indicato precisamente questo tipo di impiantistica per di più abbondantemente sovradimensionata: l’inceneritore però è una, non l’unica soluzione per gestire la parte residuale dei rifiuti!

Detto tutto questo, ribadiamo che per noi la scelta dell’inceneritore è completamente sbagliata, non tiene conto delle alternative e invece spinge su scelte fatte a priori rendendo tutta questa discussione quasi superflua e semplice retorica accademica.
Noi invece proporremo, con quei numeri che chi ha la responsabilità di fornirli invece da tempo nicchia, per dimostrare che le scelte di quel PPGR sono figlie di logiche poco popolari ma piuttosto aziendali o almeno politicamente forzate.
Vi sono altre vie che passano dalla raccolta differenziata ‘porta a porta’ e, addirittura all’opzione 0 che non vanno scartate a priori, ma ragionate nell’interesse di tutta la Comunità.