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Rèz, 31 dicembre 2009.

Per il 2010.

Per perseguire il bene comune la politica, anche a livello locale, dovrebbe ragionare senza pregiudizi per programmare quelle scelte strategiche ritenute utili a mantenere competitivo il territorio nel mondo globalizzato.

In una fase di crisi economica ciò vale a maggior ragione per chi ha responsabilità di governo e dovrebbe quindi assicurare una capacità di ascolto, condivisione e sintesi delle scelte, la più ampia possibile.

Perché gli obiettivi da perseguire sono molteplici e debbono essere orientati alla qualità, in termini ambientali, infrastrutturali, produttivi, del lavoro, dei servizi ed in ultima analisi del vivere, specializzando i territori e riformando le Amministrazioni locali e razionalizzando la spesa pubblica.

A Reggio Emilia questo non avviene.
A Reggio Emilia, dopo i fatidici primi 100 giorni di governo, Delrio non ha raggiunto alcun obiettivo significativo, se non annunciare nuovi marciapiedi a San Lazzaro e al Mirabello.
I progetti più importanti, come la stazione Tav e la fusione di Enìa, continuano a slittare nel tempo: politicamente questo Sindaco ha tirato i remi in barca mentre la città sprofonda anche nelle classifiche sulla qualità della vita.

A Reggio Emilia per il PD sembra che problemi quali la sicurezza, la mobilità, la tenuta del sistema sociale non esistano.
L’importante per qualcuno è non disturbare la rapida approvazione del principale strumento strategico di programmazione urbanistica, ossia quel Piano Strutturale Comunale avversato da gran parte del mondo produttivo.

Politicamente per l’oligarchia regnante in Municipio garantire regole ed equità e porre al centro gli interessi di lavora e produce ricchezza, ossia il nerbo del Paese fatto di operai, artigiani, commercianti ed imprenditori, pare un affare indigesto.

Se c’è un augurio da farsi per il nuovo anno allora, credo che sia di recuperare nei fatti il senso di Comunità: se chi governa la città non ha questo senso di responsabilità, ma per tirare politicamente a campare continua anche ad andare a braccetto con un partito che attacca quotidianamente le Istituzioni repubblicane, allora è meglio che si faccia da parte per il bene di tutti.


Rèz, 30 dicembre 2009.

Aumentare risorse per manutenzioni stradali.

La recente nevicata prenatalizia ripropone con forza il tema delle manutenzioni stradali.
Vuoi a causa dello spargimento del sale, vuoi forse per una bassa qualità di taluni asfalti, ogni inizio anno ci troviamo con il problema delle pericolose buche stradali sparse in tutta la città.

Negli anni la Giunta Delrio da un lato ha aumentato le spese per interventi estetici e non funzionali, dall’altro ha drasticamente ridotto le risorse per le manutenzioni.

Andamento delle spese per manutenzioni

  2004 2005 2006 2007 2008 2009
Strade e segnaletica 3.190.000 2.540.000 2.551.000 2.200.000 2.155.000 1.600.000


Fonte bilanci comunali

Che sia causa di un retaggio politico-ideologico teso a contrastare l’uso dell’automobile?
Verrebbe da pensare così, viste le politiche sulla mobilità di questa Giunta, che vedono continui restringimenti di carreggiate e la costruzione di piste ciclabili anche laddove inutili: il caso politicamente scandaloso di via Benedetto Croce dove si è creata addirittura una situazione di grave pericolo, con la costruzione di una chicane ne è la prova evidente, così come tutti quei dossi di misure fuori misura disseminati sulle nostre strade.

Lo scorso anno già nei mesi di marzo ed aprile si videro alcuni importanti lavori di asfaltatura: riteniamo opportuno che anche quest’anno, pur in assenza dell’approssimarsi delle elezioni comunali, si proceda con celerità negli interventi.

Con la discussione del prossimo bilancio preventivo proporremo di eliminare alcune opere inutili come la bretella di Rivalta (2 milioni di euro) e le 2 nuove rotonde sulla rotonda dell’acquedotto (650mila euro) per destinare quelle risorse alla manutenzione della rete stradale cittadina.

Via Benedetto Croce 1
Via Benedetto Croce 2

Reggio Emilia, 18 dicembre 2009.


COMUNICATO STAMPA

Psc, prima dei criteri Assessore Ferrari non incontri nessuno.

Dopo che da un mese aspettavamo una risposta formale alla nostra lettera, dopo 48 ore dalla presentazione delle due mozioni urgenti, tese a pretendere il rispetto dei diritti dei Consiglieri comunali, ieri l’Assessore Ferrari si è degnato di venire in Commissione garantendo che i documenti richiesti saranno messi a disposizione.

Inoltre egli ha condiviso il percorso che i gruppi di opposizione hanno suggerito per esaminare le oltre 900 osservazioni pervenute, garantendo anche che, in merito all’intervento delle nuove norme regionali sopravvenute dopo l’adozione di Psc e Rue, vi saranno degli incontri specifici per valutarne le ricadute e gli adeguamenti da apportare ai nuovi strumenti urbanistici.

Se l’Assessore ha condiviso il percorso preliminare (pur anche in assenza di un formale avallo della Giunta ed in assenza dell’Idv), ossia messa a disposizione degli atti, definizione dei criteri di valutazione delle osservazioni, analisi in Commissione ed infine stesura delle controdeduzioni alle singole osservazioni, crediamo risulti altamente inopportuno, che egli o i responsabili degli uffici tengano incontri specifici, come ha candidamente dichiarato e rivendicato il Ferrari, sulle stesse prima che vengano approvati i criteri di valutazione.

L’Assessore Ferrari ha sostanzialmente sostenuto che questi incontri “propedeutici” facciano parte dello stile della Giunta: cosa intende dire? Forse che sta conducendo di fatto una trattativa privata con alcuni presentatori di osservazioni?

In questa fase, prima di stabilire le “regole del gioco” (i criteri), avere incontri con singoli soggetti o gruppi associati che hanno presentato osservazioni al Psc ed al Rue, significa politicamente non garantire la dovuta equidistanza ed imparzialità dell’Amministrazione rispetto al complesso delle istanze avanzate della cittadinanza, significa non mettere tutti i cittadini sullo stesso piano.


Giacomo Giovannini
Capogruppo Lega Nord – Padania

Rocco Gualtieri
Consigliere Pdl

Antonella Spaggiari
Capogruppo Città Attiva

Luca Damian
Capogruppo Udc

Matteo Olivieri
Capogruppo Reggio 5 Stelle


Rèz, 16 dicembre 2009.

Quartiere Mirabello, rifare marciapiedi non basta, occorre rifunzionalizzare contenitori.

Sulla filosofia siamo d’accordo.
Riqualificare il quartiere Mirabello è utile per due motivi: il primo è porre un argine all’espansione del degrado proveniente dall’area stazione, il secondo è prevenire il disagio sociale e migliorare la convivenza in un ambito in cui il numero di persone anziane e stranieri è significativamente sopra la media.

Non basta però fermarsi al rifacimento di quattro vialetti, dei parchi o dell’illuminazione, è indispensabile dare nuove funzioni ai principali “contenitori” esistenti, a partire dal vecchio stadio passando per la ex polveriera.
Su questi ambiti è anche necessario, viste le poche risorse pubbliche, coinvolgere i privati in progetti di qualità che possano meglio integrare il quartiere anche con il resto del centro cittadino.
L’area dello stadio potrebbe tranquillamente essere valorizzata per ospitare un mix funzionale direzionale, commerciale e residenziale, gli stabili pubblici della ex polveriera potrebbero diventare la “casa delle associazioni” mentre quello privato della Curia, che è al centro di una importante zona verde, potrebbe diventare un centro di socializzazione ed aggregazione.

Bisognerebbe inoltre agire per modificare la mobilità per integrare tutte le aree sportive poste tra via Melato e via del Partigiano rivedendo ad esempio la funzionalità di questa ultima strada per sgravarla dell’imponente traffico che sopporta, certamente non compatibile con una cittadella sportiva, magari anche arrivando ad eliminare il cavalcavia sulla via Emilia e spostando il traffico di attraversamento sulle tangenziali esterne.

Per questi motivi abbiamo già depositato un documento in Consiglio comunale per puntualizzare tutte le proposte relative ai diversi ambiti del quartiere e superare così la fase fumosa dei principi generali.

Lunedì prossimo si aprirà la discussione in merito, resta tuttavia incomprensibile la posizione della Giunta che alla faccia dei bei discorsi sui percorsi partecipati e sul decentramento, ha bellamente ignorato le Circoscrizioni nel percorso politico di redazione degli indirizzi per la rigenerazione urbana del quartiere.

Ordine del Giorno Quartiere Mirabello


Rèz, 15 dicembre 2009.

Dal Vescovo parole importanti, dal centro storico parta la città dell’uomo.

Il nostro gruppo consiliare ha partecipato con interesse all’iniziativa promossa dalla Commissione diocesana per l’impegno sociale e politico.

Monsignor Caprioli ha offerto alla riflessione dei rappresentanti dei cittadini una visione corretta e condivisibile di sviluppo incentrato sull’uomo, la centralità della famiglia e sul limite dello sfruttamento dei beni irriproducibili.

Per la Giunta municipale però la “città delle persone” è solo un marchio.
La politica autoreferenziale del PD è sorda alle istanze di quella mezza parte di città che pone istanze differenti sebbene largamente condivise dalla cittadinanza.

Quanto sta avvenendo politicamente sul sistema di accesso ai costosi, seppur belli, asili comunali lo abbiamo messo sotto gli occhi di tutti.

Se è il Bene Comune che vogliamo perseguire allora la risposta politica di chi ha responsabilità di governo deve essere molto diversa: la prova è che sul principale strumento di governo della città, quello urbanistico, Delrio ed il suo Assessore non intendono dialogare, garantire trasparenza e certezza di regole uguali per tutti anzi, il loro sforzo è teso unicamente a concludere l’iter di approvazione il prima possibile.

Se non vuole ascoltare l’opposizione Delrio ascolti almeno il messaggio del Vescovo che chiede una città diversa, con più opportunità di socialità.
Delrio abbia la forza di cambiare il proprio approccio a livello di programmazione commerciale rinunciando a tutti quei centri commerciali ed anche in centro storico si modifichi la tendenza in atto, limitando il “divertimentificio” per passare ad un nuovo luogo del vivere.

Partiamo dal centro cittadino per costruire una nuova città dell’uomo.

Riqualificando la residenza, attraverso un piano di recupero degli immobili coniugato a un sistema di parcheggi sotterranei per i residenti.
Rendendo il centro più accessibile, specie la sera, aprendo alcune zone della ZTL.
Garantendo maggiore sicurezza attraverso controlli serrati non solo in termini di presenza delle forze dell’ordine.

Di recente il vicesindaco ha sostenuto che è “impossibile che vi siano clandestini residenti” eppure i controlli sul rinnovo delle dichiarazioni di dimora abituale, che presuppone il possesso del permesso di soggiorno, non vengono effettuati.
Gli strumenti a disposizione dei Sindaci che intendono avere il controllo del proprio territorio ci sono tutti nel pacchetto sicurezza: in materia di concessione delle residenze ora si può verificare anche il rispetto dei parametri igenico-sanitari delle abitazioni.

Noi intendiamo accogliere gli inviti del Vescovo rendendoci disponibili a collaborare per offrire il nostro contributo orientato al perseguimento del bene comune.

Giacomo Giovannini
Capogruppo


Gabriele Fossa
Presidente Circoscrizione Città Storica


Reggio Emilia, 14 dicembre 2009.

COMUNICATO STAMPA

I gruppi di opposizione ancora una volta sono uniti nel pretendere trasparenza e certezza delle regole dalla Giunta Delrio.

Il 16 novembre scorso avevamo formalizzato, all’Assessore all’urbanistica ed al Presidente della Commissione uso e assetto del territorio, una richiesta di copia di tutte le osservazioni presentate su Psc e Rue, la relativa cartografia di inquadramento, che venissero proposti e discussi in commissione i criteri a cui attenersi per rispondere in modo omogeneo e trasparente alle osservazioni stesse prima di passare alle controdeduzioni, di non esaminare le osservazioni che dovessero pervenire dopo la discussione pubblica di detti criteri ed infine di accorpare per argomento le varie osservazioni al fine di favorirne l’analisi da parte della commissione prima di stendere materialmente le controdeduzioni: a tutt’oggi, con grande spregio istituzionale, non ci è pervenuta alcuna risposta ufficiale, ma solo una sommaria ed elusiva dichiarazione rilasciata alla stampa dall’Assessore Ferrari.

Inoltre il 6 luglio 2009 è stata approvata la Legge Regionale n.6 recante “Governo e riqualificazione solidale del territorio”, che ha modificato sostanzialmente la Legge Regionale sull’urbanistica dalla quale discendono i nuovi strumenti urbanistici che il nostro Comune ha adottato il 6 aprile 2009: nonostante la Giunta fosse pienamente a conoscenza dell’arrivo di queste novità legislative ha voluto forzare l’adozione del Psc tre mesi prima dell’entrata in vigore della nuova Legge Regionale.

Tramite due mozioni urgenti chiediamo che gli strumenti urbanistici adottati vengano aggiornati alla Legge Regionale n.6 prima dell’esame delle osservazioni pervenute ed inoltre che la Giunta dia immediatamente seguito alle istanze che abbiamo formalizzato nel novembre scorso.


Giacomo Giovannini
Capogruppo Lega Nord – Padania

Liborio Cataliotti
Capogruppo Pdl

Antonella Spaggiari
Capogruppo Città Attiva

Luca Damian
Capogruppo Udc

Matteo Olivieri
Capogruppo Reggio 5 Stelle


Rèz, 5 dicembre 2009.

Crisi e programmazione, politica PD danneggia la città.

Nel tempo della crisi globalizzata il compito delle Amministrazioni locali non è certo di inventarsi provvedimenti anticiclici, la cui incidenza per le dimensioni delle stesse non potrebbe risultare significativa.

La politica a livello locale dovrebbe ragionare su scala regionale per programmare le scelte strategiche utili a mantenere competitivo il territorio nel momento della definitiva ripresa economica, in un quadro che risulterà certamente nuovo e che presumibilmente avrà una dinamica di crescita ben diversa da quella degli ultimi dieci anni.

La qualità è l’obiettivo da perseguire.
Qualità del lavoro, delle produzioni, dell’ambiente, delle infrastrutture, dei servizi in ultima analisi del vivere. Specializzare i territori superando la cosiddetta logica del campanile.
Riformare le Amministrazioni a livello locale, così come sta facendo il Governo per trasformare il Paese modernizzandolo in senso federalista.
Dobbiamo impegnarci per innovare e per razionalizzare la spesa pubblica: l’obiettivo anche qui è spendere meno e spendere meglio.

La politica del partito di maggioranza relativa ci pare agli antipodi di queste necessità.
Il modello emiliano si è esaurito e dopo dieci anni di presidenza Errani non si vedono risposte nuove, credibili e coerenti.

A Reggio Emilia, dopo i fatidici 100 giorni di governo, Delrio non ha mantenuto nessuna promessa e delle circa 120 delibere di Giunta approvate, quasi il 60% riguardano cause legali: questo Sindaco ha tirato i remi in barca.

Addirittura sul principale piano strategico, il Psc, la Giunta e il PD non solo non garantiscono la dovuta trasparenza, ma addirittura sono in aperto contrasto con il mondo produttivo, dimostrando per di più di essere affetti da nanismo politico: il caso dell’area nord è lampante.

Com’è possibile imporre un nuovo strumento urbanistico senza la condivisione di cittadini, artigiani, commercianti, industriali, agricoltori?

Se è il Bene Comune che perseguiamo allora la risposta politica deve essere molto diversa.
Se l’attuale governo municipale non è all’altezza di darla, la città se ne dia rapidamente uno nuovo, perchè Reggio non può permettersi una situazione conflittuale che avrebbe come conseguenza altri cinque anni di immobilismo.

Angelo Alessandri


Rèz, 3 dicembre 2009.

Area Nord-Palasport ed Ex Casello, Ferrari disco rotto, PD muto: rispondete a domande!

L’Assessore Ferrari ha tentato di ricostruire la “vera storia” relativa all’alienazione dell’area ex casello autostradale ed al palasport, ma ha finito solo per raccontarla politicamente a modo suo: suonando il solito disco rotto.

Il palasport e l’area nord

Il capogruppo del PD ha dichiarato che esiste un accordo tra Amministrazione e privati sul palasport in assenza di tutti gli atti dovuti.
Vi sono soggetti anche nella Giunta che politicamente sembrano maghi dotati della sfera di cristallo:
il 15 aprile 2009 l’Assessore Catellani annunciava a Telereggio il progetto di realizzare il nuovo palasport “grazie a due cooperative molto importanti”: nel servizio si evidenziava il fatto che l’impegno era “accompagnato dalla conferma dei diritti acquisiti su un’area di via Filangeri” e che i tempi per realizzare e aprire il palasport potrevano essere celeri, “secondo l’Assessore Catellani già nel 2010”;
nel Psc adottato il 6 aprile 2009 l’Assessore Ferrari ha già previsto la destinazione di via Romano a produttivo come richiesto dai soggetti proponenti il nuovo palasport.

La proposta di questi privati porta come data di protocollo il 12 maggio 2009…

L’Assessore Ferrari, il Sindaco e il PD evitano accuratamente di rispondere alle domande.

Perché il capogruppo del PD ritiene pubblicamente fatto l’accordo con i privati?
Conosce notizie che altri non hanno? Ha già deciso per il PD?
Perché secondo l’Assessore Catellani i tempi per realizzare il palasport potrebbero essere celeri, forse già nel 2010?
E’ vero che oggi il Prg non prevede un centro commerciale di livello superiore di fronte alla fiera mentre il Psc si?
E’ vero che il nuovo Psc ha trasformato l’area di via Romano in produttiva prima ancora che i proprietari chiedessero la variante?
Nel caso si volesse procedere celermente sarebbe necessaria una variante al Prg su via Romano?
E’ vero che nell’area di riqualificazione che comprende l’Ariosto i centri commerciali sono ammissibili solo laddove preesistenti?
Se si, perché è stata assunta questa decisione politica se non esiste la possibilità di duplicazione dei centri commerciali?
Quali sarebbero le funzioni pubbliche che Ferrari apprezzerebbe al posto dell’Ariosto?
Rispetto a questa ultima domanda bisogna sottolineare che nel mese di ottobre, in Commissione consiliare, chiedemmo all’ex Presidente di FCR se l’Azienda fosse interessata a trasferire negli stabili oggi occupati dalla galleria commerciale, alcune attività: ci venne risposto che tale ipotesi non era stata né vagliata né proposta.
Chi allora vuole riutilizzare la struttura? Forse l’USL che nei prossimi anni intende realizzare i nuovi poliambulatori per un valore presunto di 15 milioni di euro?

L’Assessore Spadoni invita a guardare oltre gli interessi del proprio lotto e il Presidente di Legacoop gli corre dietro.
Quale coerenza c’è tra questi propositi filosofici e la richiesta puntuale di Aurora srl di insediare nel proprio lotto il centro commerciale?
Considerato che anche Sofiser ha formulato alla Provincia una istanza analoga a quella di Aurora per il rispettivo lotto, il PD quale priorità si da considerato che Sofiser è sostanzialmente una società pubblica?

L’ex Casello autostradale.

Era fine 2007 quando la Giunta Delrio propose di portare in Consiglio comunale la propria delibera, tentando di limitarsi a dare una superficiale spiegazione in Conferenza dei capigruppo: la nostra opposizione li costrinse ad una formale presentazione in Commissione consiliare, rendendo palese le contraddizioni interne alla maggioranza.
In Consiglio comunale poi, alcuni consiglieri come Eboli e Fornaciari, denunciarono la scarsa trasparenza della Giunta che non mise a disposizione del Consiglio gli allegati alla delibera, perizia dell’UTE compresa.

L’area dell’ex casello autostradale venne acquisita nel gennaio 2008 con un voto che spaccò la maggioranza, tanto che l’allora consigliere Colosimo sottolineò la stranezza per cui la proposta venne presentata dal Sindaco e non dall’Assessore di riferimento, i voti favorevoli furono18 (compresi Vecchi ed il Sindaco), quelli contrari 13 (compresi Colosimo e Fornaciari) e 5 astensioni (la sinistre, verdi e Scarpino).

Le attuali affermazioni dell’Assessore Ferrari non convincono.
Egli sostiene che la voce di bilancio di 7.500.000, sia relativa alla previsione di cessione dell’intera area dell’ex casello (sia quella posta a nord che quella a sud dell’autostrada), di cui 6.630.000 derivanti dallo svolgimento dell’asta per la cessione della sola porzione posta a sud, mentre a bilancio 2010 sarebbero iscritti ulteriori 550.000 euro relativi alla cessione di quella a nord.

1.6.630.000 più 550.000 che fa 7.180.000 euro sono inferiori a quelli inizialmente preventivati?
2.se la stima relativa alla sola area nord dell’ex casello predisposta dall’UTE vedeva quell’area valutata 1.220.000 euro, perché oggi Ferrari parla di 550mila?
3.per quale motivo non è stata data una più ampia informazione attraverso altri quotidiani nazionali per favorire una più ampia partecipazione all’asta?

Politicamente vogliamo risposte chiare, inequivocabili e non elusive: se questa Giunta ha il coraggio delle proprie scelte si confronti pubblicamente!


Rèz, 28 novembre 2009.

Asili, riunioni commissione criteri conferma necessità cambio criteri.


Alcuni consiglieri del nostro Gruppo hanno assistito alle riunioni della Commissione sui criteri di accesso agli asili comunali, composta da genitori operatori ed insegnanti.

Dalle riunioni è emerso chiaramente come la maggior parte dei suggerimenti e delle modifiche che abbiamo proposto, come i punti ai nonni all’estero o sul disagio linguistico, come l’assenza di iscrizione ai centri per l’impiego per i disoccupati o l’espressione in percentuale per le disabilità, come l’equiparazione tra lavoratori senza differenze tra categorie, siano condivisi dalla gran parte dei genitori presenti all’interno di quella Commissione consultiva.

Al contrario del PD che, politicamente in grande difficoltà, che nell’ultima seduta della Commissione Scuola dedicata alla questione, persevera nel volere negare l’evidenza dei fatti: nessuna autocritica, nessun ripensamento ma solo autoreferenzialità, supponenza e molte contraddizioni.

Il PD rifiuta il confronto ma preferisce lo scontro, limitandosi a svolazzare tra pensieri filosofici e provocazioni politiche rispetto alle politiche del Governo o di altre città, dimostrando una volta di più la propria distanza dal mondo reale.

La nuova Presidente dell’Istituzione, unitamente al Consiglio di amministrazione, a cui diamo il benvenuto augurando buon lavoro, sono stati investiti della responsabilità di rivedere gli attuali criteri: dopo avere assistito al le discussioni tra i genitori, siamo sicuri che importanti modifiche verranno apportate ai regolamenti di accesso agli asili correggendo le storture attuali alla faccia della cecità politica del PD.


Rèz, 27 novembre 2009.

Area Nord, la Giunta asseconda interessi di parte?

La Giunta Delrio ha ricevuto, come noto, una proposta di realizzazione del nuovo palasport da alcuni soggetti privati: nel corso dell’unica seduta di Commissione svoltasi (per altro solo su nostra esplicita richiesta) per illustrarla, ha dichiarato di non avere alternative a questa ipotesi.
Pare veramente curioso per un Sindaco che aveva promesso la posa della prima pietra del nuovo palasport nel 2009….

La procedura con la quale si intenderebbe portare avanti questo progetto appare anomala considerato che ci troviamo nel bel mezzo dell’iter di approvazione dei nuovi strumenti urbanistici.

La trasparenza
Sull’area nord registriamo troppe contraddizioni, oppure qualcuno politicamente sta mentendo.
Da una parte il capogruppo del PD, Luca Vecchi, afferma sibillino a Reggio 24 Ore che “c’è quello che pubblicamente è ormai noto, c’è un accordo tra l’Amministrazione e una serie di imprese che hanno dato disponibilità a contribuire anche autonomamente alla realizzazione di un nuovo palasport”, dall’altra l’Assessore all’urbanistica Ugo Ferrari, che ha invece parlato di tempi lunghi, di verifiche da effettuare di decisioni da prendere, non foss’altro per il fattoche è necessario stipulare preliminarmente un Accordo Territoriale con la Provincia sull’area del polo funzionale nord.

Le affermazioni del capogruppo del PD risultano pertanto politicamente gravissime: come fa Vecchi a parlare di accordi esistenti se la Giunta non ha ancora deliberato in merito alla quella sussistenza del pubblico interesse che oggi è solo una eventualità?

E’ palese una conduzione politica ampiamente deficitaria, sotto il profilo della trasparenza, di questo che complessivamente rappresenta il principale ambito strategico contenuto nel nuovo Psc.

Le società coinvolte.
Sono tre le società coinvolte dalla proposta: Aurora srl (Coopsette 50% + Coop Consumatori Nordest 50%) titolare di gran parte dell’area prospiciente la Fiera (Pua1), Unieco scrl e Sansedoni spa (Fondazione Mps 48% + Banca Mps 16% + Unieco 8% + altri) che rappresentano il 98,43% della proprietà delle aree e dei diritti edificatori del comparto urbanistico compreso tra via Gramsci, via Romano e la ferrovia Reggio-Guastalla.

La proposta.
Le richieste formulate all’Amministrazione da parte dei proponenti, in cambio della realizzazione del palasport subordinatamente all’approvazione definitiva del Pua1 e del Pua di via Romano, sono:

1.individuare nell’ambito del Pua1, previo Accordo Territoriale con la Provincia, la possibilità di realizzare una grande struttura alimentare di attrazione di livello superiore con oltre 4.500 mq di vendita, oggi individuata nell’ambito del Polo funzionale “sistema stazione medio padana-nuovo casello-fiera”;
2.inserire nella propria strumentazione urbanistica la destinazione d’uso “area di trasformazione produttiva polifunzionale” in variante all’attuale “area integrata di trasfromazione”,
3.inserire nel primo POC che verrà approvato il Pua1;
4.procedere all’istruttoria del Piano urbanistico di attuazione relativo all’area di via Romano ed inserirlo nel primo POC che verrà approvato.

Il Prg vigente.
Oggi il Piano regolatore vigente prevede che:
1.l’area del Pua1 possa ospitare al massimo centri commerciali di vicinato e di medio piccola e medio grande struttura di vendita;
2.l’area di via Romano abbia un indice di utilizzazione territoriale di 0,2 con verde pubblico di compensazione pari al 40% della superficie territoriale.

Il Psc adottato.
Il Psc in approvazione prevede:
1.che nel polo funzionale, comprendente anche il Pua1, siano insediabili strutture commerciali con attrazione di livello superiore nonché eventuali altre strutture commerciali di livello inferiore senza indicazione precisa delle dimensioni;
2.la classificazione dell’area di via Romano come ambito per nuovi insediamenti produttivi;
3.nell’area di riqualificazione denominata San Prospero - viale Morandi (comprendente anche l’attuale Ipercoop Ariosto), che le attività commerciali medio-grandi o grandi o centri commerciali sono ammissibili solo laddove preesistenti!

Cosa cambia.
Altro che diritti acquisiti! Di fatto, se fosse confermata la volontà di spostare nel Pua1 l’attuale Ipercoop Ariosto, si creerebbero le basi per realizzarvi un mega centro commerciale oggi non previsto, mentre contemporaneamente la stessa area di partenza di quello esistente parebbe mantenere gli attuali usi.
Inoltre a Prg vigente, l’area di via Romano modificata come richiedono i proponenti, vedrebbe aumentare i propri indici a 0,4 con un verde pubblico ridotto al 25% della superficie territoriale e monetizzabile
C’è di che riflettere rispetto all’interesse pubblico della proposta pervenuta!

Il nanismo politico.
Nel merito della proposta bisogna poi considerare che il Pua1 si trova nel contesto di maggior valore della città: tra i costosi ponti e la futura stazione griffati Calatrava.
Così come per altro l’area dell’ex casello autostradale recentemente aggiudicato, con soli 200mila euro di rilancio rispetto la base d’asta di 6,43 milioni di euro, dall’Immobiliare Nordest (Coop Consumatori Nordest 95% + CCPL 5%).

Consentire la trasformazione della più importante area strategica di Reggio per impiantarvi un “supermercatone” significa perdere una clamorosa occasione per migliorare l’immagine e soprattutto lo sviluppo della nostra città.

Inoltre ci troveremmo di fronte ad un precedente pericoloso. Domani qualunque altro soggetto potrebbe praticare una strada simile pur di avere approvati e inseriti nel POC i propri piani: per Delrio Reggio è in vendita?

Le mani sulla città.
Ci troviamo di fronte ad una sorta di cartello politico-economico?
Considerato il blocco di interessi gravanti sulle principali aree di trasformazione della città lasciamo che i reggiani si facciano la propria idea.

Politicamente ci sembrano molto gravi le posizioni espresse del capogruppo del PD, che risulterebbe anche Sindaco revisore di Coop Consumatori Nordest oltre che dell’Immobiliare Nordest da essa controllata.
Non abbiamo dubbi sul fatto che non sussistano motivi legali per conflitto di interesse e d’altronde Vecchi ha tranquillamente votato l’adozione di Psc e Rue, ma sull’opportunità politica crediamo che non lui ma il PD, debba una spiegazione alla città.

Politicamente l’Assessore Ferrari ci sembra ottimista sul fatto che non vi siano regali sull’operazione palasport: forse, più realisticamente, ci troviamo di fronte ad un nuovo “sacco di Reggio”.
L’Assessore creca giustificazioni e ci pare preoccupato perché Reggio sarebbe “all’ultimo posto per ipermercati che risalgono a una quindicina di anni fa e rischiano di diventare velocemente obsoleti”: non ci risulta che la necessità di riqualificazione dei centri commerciali attenga l’interesse pubblico e non ci sembra corrispondente ad una posizione equidistante ed imparziale sostenere o assecondare determinati interessi privati che paiono per altro largamente dominanti sul nostro territorio.

Politicamente dietro la foglia di fico del nuovo palasport ci pare che questa operazione sostenuta dal Sindaco, somigli al pagamento dei “debiti di guerra elettorali”.

Il 48% e il suo ruolo.
Auspichiamo che tutta l’opposizione, quando avrà analizzato le carte, sia compatta nel respingere la posizione politica di una maggioranza ed un Sindaco che non ci paiono orientati a perseguire il Bene Comune tanto a nord (oggi) quanto a sud (domani) della città: qual è la coerenza dei cattolici del PD che avevano criticato il modello Petali?
Quale sarà la posizione di Delrio rispetto alla richiesta di Sofiser che vorrebbe avere sulla propria area il centro commerciale di livello superiore?

Estratto PRG Vigente


Reggio Emilia, 16 novembre 2009.

COMUNICATO STAMPA

Tra gli obiettivi strategici annunciati dal Sindaco Delrio nel mese di luglio e da realizzare nei primi 100 giorni di governo, figurava la firma degli accordi per il piano di riqualificazione del campus universitario di San Lazzaro.

Con una delibera di Giunta del maggio scorso è stato infatti individuato un primo stralcio (dei tredici individuati all’interno del progetto preliminare generale) delle sole opere di urbanizzazione da attuare con assoluta priorità rispetto alle ulteriori dotazioni da realizzare all'interno del Comparto, anche in anticipazione cronologica rispetto alla approvazione del Piano di Riqualificazione Urbana, al fine di consentire quanto prima un organico insediamento dell'Università, la concreta operatività delle attività universitarie nei padiglioni per i quali le opere di recupero dei fabbricati sono ultimate o sono in via di ultimazione (padiglioni Livi, Buccola, Tamburini, Morselli, Besta e De Sanctis), un corretto allestimento del Museo della Psichiatria (padiglione Lombroso), lo sviluppo delle possibilità di insediamento prospettate nell'immediato (padiglione Vittorio Marchi, area Colonia Agricola e area Ex Porcilaia).

La progettazione e l’esecuzione delle opere di urbanizzazione di cui sopra costituisce una mera anticipazione cronologica della attuazione dell'approvando Programma di Riqualificazione Urbana del "Complesso del San Lazzaro".

La scheda di rilevazione delle alienazioni patrimoniali poste a finanziamento del piano investimenti dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, contenute nel bilancio pluriennale di previsione 2009/2011 prevede l’alienazione dei padiglioni Esquirol ed ex Porcilaia nonché del terreno Agricola nell’anno 2009, per un importo complessivo di presunto realizzo pari a 5.665.000 euro, mentre nell’anno 2010 è prevista l’alienazione dei padiglioni Guicciardi, Villa Rossi, Golgi, Tanzi, Ex Orto, Scuolette ex Biffi, Vassale per un importo complessivo di presunto realizzo pari a 13.130.000 euro ed infine nell’anno 2011 l’alienazione del padiglione Bertolani per un importo complessivo di presunto realizzo pari a 5.635.000 euro.

Considerato che gli immobili di cui al punto precedente sono tutti ricompresi nel Pru San Lazzaro, ma allo stato attuale non è chiaro a chi competa l’acquisizione degli stessi, abbiamo presentato oggi una interpellanza alla Giunta per sapere quale sia lo stato dell’arte del Pru San Lazzaro, in particolare per quanto attiene la conclusione dell’iter relativo all’Accordo di Programma per la completa attuazione dello stesso, gli assetti proprietari e gestionali finali, gli impegni dei soggetti coinvolti ed abbiamo chiesto di relazionarne anche alla Commissione competente.

Giacomo Giovannini
Capogruppo Lega Nord – Padania

Antonella Spaggiari
Capogruppo Città Attiva


Rèz, 14 novembre 2009.

Piano triennale lavori pubblici, tra sorprese e progetti non chiari.

Anche quest’anno il piano triennale dei lavori pubblici, recentemente licenziato dalla Giunta Delrio, riserva alcune sorprese.

Per il prossimo anno sono previste alcune opere molto discutibili come ad esempio i primi lavori di fluidificazione di via Chopin, per una valore di 650mila euro già fortemente contestati in sede di commissione consiliare, oppure l’ennesima pista ciclabile da 300mila euro a Pratofontana.

Troviamo 550mila euro in due anni per l’ennesima riqualificazione di viale IV novembre.

Troviamo 200mila euro per interventi di sistemazione della torre dello stadio Giglio: considerato che si intende cedere questa struttura (anche se il primo bando di cessione è andato deserto) vi è da capire quali lavori si intendano apportare ad un immobile che è nuovo.

Sul capitolo ristrutturazioni sono stati iscritte due voci una di 830mila euro per alloggi sfitti ed una di 400mila euro per un fabbricato posto in via Cugini.

La Giunta insiste nell’iscrivere due opere, la bretella di Rivalta (2 milioni) e la riqualificazione di piazza Prampolini (450mila euro) i cui progetti sono stati bocciati dalla Soprintendenza.

Per la nuova caserma della polizia municipale la spesa lievita dai 3,5 milioni dello scorso anno ai 4,85 milioni di quest’anno, per di più che con la cessione dell’attuale sede si prevedeva un introito di 2,5 milioni…

E’ sparita nel frattempo la voce in project financing relativa al palasport che era iscritta lo scorso anno per 16 milioni.
Sempre alla voce project financing vi sono molte voci (forno crematorio, ampliamento cimitero Coviolo, centro sociale Pieve, mense scuole tempo pieno) che avranno bisogno di approfondimenti se non si vuole che abbiano l’esito di quelli avviati nel 2005 che non hanno trovato ancora la parola fine.


Rèz, 10 novembre 2009.

Gandolfi senza pudore, PD sostiene sprechi e opere inutili.

L’Assessore Gandolfi non ha alcun pudore, da una parte chiama in causa il Governo per avere più risorse senza per contro presentare uno straccio di progetto, dall’altra sperpera quotidianamente i denari pubblici in opere inutili e dannose per la mobilità come i restringimenti delle carreggiate, piste ciclabili immense quanto vuote, costruzioni e demolizioni di rotonde come fossero dei lego.

A partire dalla questione di Rivalta l’Assessore Gandolfi, rispondendo alla nostra interpellanza, ha manifestato ulteriormente tutte le proprie contraddizioni: nel Piano della Mobilità si dice che la “bretellina” risolverà il problema della frazione, mentre i numeri che egli ci ha fornito ne testimoniano l’inutilità.

Senza contare poi la sonora bocciatura che tutto l’iter amministrativo ha avuto da parte della Soprintendenza, che ha parlato addirittura di autorizzazioni illegittime e conseguentemente di un provvedimento viziato da eccesso di potere: in buona sostanza il Comune non si è curato della presenza di vincoli paesaggistici sull’area dell’intervento!

Da anni gli strumenti urbanistici prevedono che la vera variante alla SS.63, sia quella che proseguendo da Canali arrivi a Puianello attraversando il territorio di Albinea, ma in tutto quello stesso tempo gli Enti Locali così come il Governo Prodi, hanno preferito sostenere il progetto della Bocco-Canala, finanziato da Anas, che costerà alle casse pubbliche oltre 50 milioni di euro per un tratto lungo ben 1,5 Km: con quelle risorse si sarebbe risolto il problema ben più consistente presente a valle…

Invece di preoccuparsi di realizzare progetti ben fatti che risolvano definitivamente i problemi delle nostre frazioni Gandolfi fa demagogia politica: non avendo argomenti attacca per nascondere la propria incapacità politica.

Gli proponevamo di mettersi attorno ad un tavolo, con la Provincia e tutti gli Enti interessati, Anas compresa, per realizzare un progetto e sostenerlo politicamente, ma evidentemente a Gandolfi non interessa guardare oltre il proprio naso: chi gioca allora sulla pelle dei cittadini ?


Rèz, 4 novembre 2009.

Palasport, presa d’atto … ma di assenza idee Giunta..

Su nostra richiesta doveva essere presentata la proposta pervenuta alla Giunta municipale da parte di alcuni soggetti privati intenzionati a realizzare il nuovo palasport, ieri invece ai Consiglieri intervenuti alla seduta della Commissione uso e assetto del territorio era chiesto qualcosa di diverso, per altro in una sede dove non si vota: una presa d’atto valida politicamente a dare una sorta di via libera all’operazione.

Di fronte al fatto che i Consiglieri non hanno avuto la necessaria documentazione per potersi esprimere nel merito, abbiamo chiesto l’aggiornamento della seduta dopo l’introduzione degli Assessori: pare veramente singolare che ciò sia avvenuto trattandosi di un progetto determinate per il futuro della città…

Perché di questo parliamo se pensiamo alle implicazioni che comporterebbe licenziare una proposta che di fatto impegnerebbe il Comune ad inserire nel prossimo piano operativo comunale determinate aree prospicienti alla fiera: un precedente pericolosissimo dal momento che ci troviamo nella fase delle osservazioni al Psc una proposta da verificare e su cui riflettere attentamente rispetto l’effettiva esistenza dell’interesse pubblico.

Il primo pensiero va infatti al precedente iter di project financing ed ai soggetti che vi parteciparono: project respinto sul punto della sostenibilità economica, soggetti cui non venne prospettato un beneficio compensativo di natura urbanistica.

L’unica presa d’atto della Commissione è stata sul fatto che la Giunta, in assenza di questa proposta di privati, non ha altre idee cui mettere mano: per un Sindaco che aveva promesso la prima pietra del palasport nel 2009 è un bel risultato…


Rèz, 30 ottobre 2009.

Città storica, Delrio nega l’evidenza e spinge Reggio 2.

Il convegno promosso dal Rotary sulla città storica ha messo il re nudo.
Delrio ha perso l’11% dei consensi, pur tuttavia continua a negare la realtà dei fatti, dimostrando di non conoscere nemmeno lo stato dei progetti che ha promosso.

Vi è da dire che dei cinque obiettivi strategici promessi nei fatidici primi 100 giorni di governo (solarizzazione tetti, patto del welfare, riqualificazione San Lazzaro, tangenziale nord, riqualificazione polveriera), ben poco è stato fatto.

Vi è da sottolineare che in un centro storico, che ha quasi il 30% di immigrati (e non il 15% dichiarato dal Sindaco) e privato della propria identità anche a causa di opere estetiche anonime, il problema dell’accessibilità è atavico e condizione preordinata a qualsiasi estensione della ztl: fare paragoni con Milano dove operano 3 efficienti linee di metrò è un errore grossolano.

Delrio finge di non sapere che al Mercato coperto, primo dei progetti che ha avviato, i lavori non sono partiti non risultando ancora approvato il progetto esecutivo.

Il project financing per la realizzazione dei parcheggi sotterranei, avviato nel 2005 deve ancora essere messo a bando, quindi se tutto andrà bene occorreranno ancora molti mesi prima che prendano avvio i lavori.

Nel Piano di Riqualificazione Urbana del centro, dei quattro progetti di recupero che vede coinvolti alcuni soggetti privati, solo quello dell’isolato S.Rocco pare cantierizzato.

Resta il fatto che complessivamente anche questi progetti paiono insufficienti a raggiungere l’obiettivo di garantire più box auto ai residenti, migliorare l’accessibilità e soprattutto di riqualificare la residenza di un centro cittadino che ha ancora troppi spazi vuoti o abbandonati al degrado e quindi all’insicurezza.

La rivelazione del Sindaco che tra due anni l’area nord sarà una risorsa fruibile e collegata al centro pare invece la prova che ormai tutto sia deciso: il riconoscimento dei “debiti di guerra” elettorali avviene cestinando le promesse sul masterplan e favorendo le richieste di alcune coop che vorrebbero insediare un centro commerciale di livello superiore di fronte alla fiera.
Dopo i Petali del Giglio un altro pesantissimo tassello della Reggio 2.


Rèz, 24 Ottobre 2009.

Aeroporto, troppe incertezze. Giunta si fermi.

Dalla relazione dell’Amministratore Unico della società Aeroporto srl, sullo stato dell’arte relativo alla privatizzazione della stessa, sono emerse situazioni a dir poco sconcertanti sotto il profilo politico.

Per prima cosa la scarsissima quantità d’informazioni su alcuni soggetti, che dovrebbero fare parte della costituenda società assegnataria, esponenti di mandati fiduciari di cui non si conoscono i mandanti: politicamente è opportuno affidare una società pubblica a imprenditori che non si espongono in prima persona?

In secondo luogo il fatto che con 150mila euro, ossia il 6,5% del nuovo capitale sociale, la costituenda società assegnataria avrebbe la possibilità di gestire la società aeroportuale in forza di una sorta di “golden share” che le vedrebbe assegnati 2 consiglieri di amministrazione su 3.
Ci pare una strana privatizzazione.

Poi vi è il problema dell’assenza di un concreto piano industriale, per il quale il Dott. Scalabrini ha riferito che sarà presentato ad Enac solo dopo l’assegnazione: in una situazione del genere politicamente sorge naturale chiedersi quali garanzie abbiamo per la salvaguardia del patrimonio pubblico.

Il Dott. Scalabrini si è dimostrato capace di dimezzare le perdite, ma il suo mandato è stato politicamente limitato alla sola privatizzazione o liquidazione della società Aeroporto e non già al suo rilancio: non sarebbe stato meglio procedere stipulando un contratto di gestione prima di decidere l’entrata in società di nuovi soggetti?

Quello è il grave errore commesso dalla Giunta comunale, che intende privilegiare il sistema ferroviario e di ridimensionare l’aeroporto, dopo che vi sono stati investiti circa 10 milioni di euro pubblici.
Come avere una Ferrari e tenerla in garage mentre per contro i treni Tav sfrecciano in mezzo ad una stazione che non vede la luce…


Rèz, 24 Ottobre 2009.

Enìa, su Dirigenti da Azienda risposte confuse ed incomplete.

Stupisce la risposta incompleta e confusa di Enìa alle nostra richiesta di trasparenza.
Stupisce anche lo stile che privilegia la stampa agli atti formali.

E’ inutile negare l’evidenza: all’atto della nascita Enìa Spa (e non tutto il Gruppo), aveva 25 dirigenti (rif. Bilancio ‘05 approvato il 13 maggio 2006 pag.43), al 31 dicembre 2008 (rif. bilancio ‘08 approvato il 28 aprile 2009 pag.40) questi sono diventati 41, mentre alla stessa data il Gruppo Enìa risulta averne 42.

Dirigenti – dati bilanci d’esercizio – da www.eniaspa.it

Drigenti - dati bilancio d'esercizio - da www.eniaspa.it
  2005 2006 2007 2008
Enìa Spa 25 30 37 41
Gruppo Enìa ND 38 39 42

Risulta strano che si conteggino nel 2005 i dirigenti delle Società Operative Territoriali (SOT) dato che queste sono divenute operative solo dal 1 gennaio 2007: sarebbe bene invece che l’Azienda rendesse una precisa risposta sugli appannaggi ed i benefit degli stessi dirigenti dato che si è ben guardata dal rispondere a precisa domanda.
E’ vero o non è vero ad esempio che è stato rinnovato recentemente il parco macchine ad uso dei dirigenti che utilizzerebbero nuove fiammanti Audi?

È vero che l’attuale Amministratore Delegato è stato assunto dall’Azienda? Se è vero quando e perché?
E poi quante volte si sono riuniti i Consigli di amministrazione delle Società Operative Territoriali di Enìa?

Ci pare che di risposte ve ne siano da dare molte e precise ai cittadini, specie in una fase economica come quella attuale ed in un contesto di tariffe sempre crescenti…


Rèz, 24 ottobre 2009.

Asili, PD giudica senza avere letto. Aprire verifica anche su rette e bilancio.

La reazione del capogruppo del Pd alla nostra proposta sulla gestione delle graduatorie degli asili comunali testimonia lo “spessore” di una classe politica disabituata al confronto di merito: Vecchi giudica senza nemmeno avere letto!

Se infatti si fosse preso la briga di affiancare e confrontare gli attuali criteri con quelli da noi proposti si sarebbe potuto rendere conto della portata innovativa, in termini di semplicità e chiarezza, dei principi che abbiamo introdotto, ma tant’è quando non si hanno argomenti e si è in difficoltà si usano le solite armi: accuse di demagogia, autoreferenzialità culturale, per arrivare fino all’assurdo di sostenere che non sia compito del Consiglio comunale occuparsi dell’accesso ad un proprio servizio.

Il Pd evidentemente preferisce difendere lo status quo piuttosto che affrontare un problema, quello dell’accesso agli asili che da anni denunciamo: un co.co.pro. da 1.400 euro lordi con i criteri attuali prenderebbe da 3 a 9 punti, con il nostro modello arriverebbe a 13!

E visto che ci siamo e che il vertice dell’Istituzione si è dimostrato sensibile al confronto, è ora anche di approfondire il tema del bilancio dell’Istituzione: è mai possibile che un servizio comunale, destinato al 2% della popolazione ma che assorbe il 15% delle risorse comunali (oltre 20 milioni di euro) viva simili problematiche di accesso?
I reggiani non accettano di pagare caro un servizio al quale poi non riescono accedere!

E anche sulle rette bisogna riflettere: per andare incontro agli effetti della crisi il Comune ha attivato delle agevolazioni per le famiglie che hanno un mutuo sulla casa considerandolo alla stregua dell’affitto il che ha comportato 413 passaggi nelle fasce Isee inferiori ed una spesa di circa 200mila euro per l’Istituzione.
Valutando positivamente questa azione crediamo però che sia indispensabile arrivare a conteggiare nel computo dei redditi qualsiasi erogazione in denaro data dal Comune sotto forma di buoni affitto, buoni libro, ecc. per evitare indebiti vantaggi a chi gode di queste entrate.

Esaminando poi l’elenco degli iscritti ai nidi e scuole comunali, convenzionate e statali e delle relative rette, fornitoci dal Direttore dell’Istituzione, si evince che su 3.173 posizioni le esenzioni totali dal pagamento della retta sono 198.
Di queste il 70% dei casi riguardano famiglie straniere.
Nei soli nidi, tra le 792 posizioni emerge che gli stranieri pagano mediamente 85 euro (per un totale di 9.762 euro) mentre gli italiani 286 euro (per un totale di 193.778 euro).

Sulle “morosità” infine il Dirigente dell’Istituzione si rifiuta improvvisamente di consegnarci l’elenco dei, ma stando alle dichiarazioni della Presidente Piccinini risulterebbe che tra chi non paga, gli italiani sarebbero il 55%: se si considera che gli italiani sono 6 volte più numerosi e che gli stranieri pagano mediamente due terzi in meno, significa che gli stranieri sono 5 volte più “morosi”.
Anche su questo aspetto è necessario intervenire non solo inviando lettere ma arrivando ad iscrivere a ruolo le somme dovute tramite Equitalia.


Rèz, 21 Ottobre 2009.

Enìa, su Dirigenti Giunta garantisca trasparenza.


Leggiamo oggi l’intervento di una rappresentante della Uilcem, la quale chiede se corrisponde al vero che l’Amministratore Delegato soggiornerebbe nel miglior hotel di Parma a spese dell’Azienda ed inoltre dichiara che starebbe operando in Enìa anche un altro manager advisor sempre proveniente dal Friuli.

Abbiamo presentato una interpellanza per chiedere alla Giunta dare ogni chiarimento in merito al fine di garantire la massima trasparenza, specie ora che siamo in una fase di crisi economica.

Ma non ci siamo limitati a questo: poichè all’atto della nascita di Enìa, i dirigenti della società risultavano 25 (rif. Bilancio ‘05 approvato il 13 maggio 2006), mentre al 31 dicembre 2008 (rif. bilancio ‘08 approvato il 28 aprile 2009) risultano essere 41 e considerato che ad una specifica interrogazione (pg.24064 del 11 novembre 2008) non è stata data risposta alcuna rispetto ad appannaggi e benefit degli stessi, desideriamo sapere se ritiene opportuno l’incremento del 64% del numero dei dirigenti di Enìa.

Infine, poiché dal novembre 2006 sono state attivate anche le tre Società Operative Territoriali di Enìa, con i rispettivi Consigli di Amministrazione composti da tre membri ciascuna, chiediamo di sapere quale sia stata la loro attività in particolare nel numero di sedute svolte.


Rèz, 13 ottobre 2009.

Asili, consegnata proposta su nuovi criteri alla Presidente Piccinini.

Dopo la fase di controllo effettuata durante i mesi estivi, che fece emergere una chiara situazione gestionale del servizio poco trasparente, eccessivamente discrezionale e discriminatoria non solo tra cittadini comunitari e non, ma anche tra categorie di lavoratori e di famiglie, il nostro Gruppo consiliare non ha cessato la propria attività.

Nei giorni scorsi abbiamo così incontrato la Presidente dell’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia, Sandra Piccinini, per consegnarle la proposta del nostro Gruppo consiliare, finalizzato alla revisione dei “criteri per la formazione delle graduatorie per l’accesso ai nidi d’infanzia” delle relative “modalità di raccolta delle domande e procedure di ammissione per i nidi dell’infanzia comunali e convenzionati” e delle “Indicazioni procedurali per la determinazione dell’ISEE”.

Inoltre abbiamo anche provveduto a depositare una specifica Mozione che contiamo di discutere a partire dall’apposita Commissione competente: vedremo in quella sede istituzionale se persisterà lo strabismo politico di chi, come il Capogruppo del PD, ritiene che non vi sia alcuno scandalo nell’attuale gestione.

Nella nostra proposta abbiamo inteso rafforzare il principi della trasparenza, della semplicità e chiarezza: ci accontentiamo di proporre criteri equi, uguali per tutti e facilmente calcolabili e controllabili.

I criteri completi devono essere indicati nei moduli di iscrizione da consegnarsi alle famiglie: a tal proposito abbiamo accolto favorevolmente il fatto che successivamente alle nostre proteste sia stato pubblicata la determina dirigenziale con tutti gli attuali criteri sul sito internet dell’Istituzione.

Le domande devono essere complete in ogni parte: le schede punteggi non devono essere scritte a matita e i documenti forniti completi sia da parte delle famiglie che degli operatori sociali.

Per quanto attiene i punteggi abbiamo introdotto poche modifiche numeriche, poichè da anni le famiglie sanno che servono circa 28-29 punti per entrare di diritto nell'asilo scelto, abbiamo proposto modifiche che non cambino troppo l'ordine di grandezza dei punteggi.

Abbiamo cancellato i punteggi secondari e quelli “occulti”, contemporaneamente abbiamo limitato fortissimamente la discrezionalità lasciando punteggi fissi per ogni categoria tipologica, oltretutto eccessive e specifiche e distinzioni portano ad un aggravio di lavoro per le impiegate e ad una complicazione che è solo a favore di scarsa trasparenza.
E' evidente che nessun criterio numerico potrà adattarsi a situazioni particolarissime o di difficile interpretazione, così come avere la pretesa di poter inventare criteri "perfetti" è semplicemente assurdo ed irrealistico.

Per quanto attiene la determinazione ISEE crediamo che sia indispensabile conteggiare nel computo dei redditi qualsiasi erogazione in denaro ai richiedenti sotto forma di buoni affitto, buoni libro, ecc.

Infine chiediamo che si introduca il monitoraggio del servizio introducendo sistemi e principi di customer satisfaction, di modo che tutte le fasi del servizio siano sottoposte ad una sistematica opera di raccolta di impressioni degli utenti.


Rèz, 13 ottobre 2009.

Fogliano trascurata, Gandolfi basta spot, presenti progetti.

Alcuni cittadini di Fogliano lamentano la trascuratezza della frazione da parte della Giunta Delrio e hanno ragione.

Non è solo con una pista ciclabile infatti che si risolve il problema della sicurezza di una Comunità che da troppi anni attende lo spostamento del traffico sulla nuova tangenziale e che ha visto ripetutamente cadere nel vuoto le istanze di messa in sicurezza di via Fermi.

L’Assessore Gandolfi si arrampica sugli specchi, ma proprio lui venne in commissione a ripresentarci alcune opere per abbassare almeno la velocità di percorrenza dell’ex statale e proprio il caso dell’incrocio di via Casello Veneri è emblematico: dal 2006 è a bilancio, ma la promessa rotonda (150mila euro) non è mai stata realizzata non per mancanza di fondi ma per l’inettitudine della Giunta!

Infatti di recente ne è stata costruita una assolutamente inutile al cimitero di Canali mentre la Giunta si appresta a costruire una bretellina (oltre 200mila euro) che possa fluidificare le colonne che si creano sulla rotonda posta all’incrocio con via Piacentini per rimediare ad un evidente errore progettuale.

Insomma le risorse ci sono ma il centrosinistra le sperpera!

Se un’Amministrazione parla per atti, riteniamo allora utile che l’Assessore Gandolfi la smetta con gli spot propinati ai cittadini e presenti un progetto complessivo e coerente sul sistema della mobilità ad est, poichè crediamo che la nuova tangenziale di Fogliano sia un’opera che adeguatamente integrata, possa assolvere anche il compito di spostare il traffico sul sistema tangenziale sud-est-nord, oggi sottoutilizzato, svuotando di traffico di attraversamento improprio Due maestà, Buco del signore e l’asse di viale del Partigiano.


Rèz, 3 ottobre 2009.

Blocco Manodori scelta irresponsabile.


La scelta di bloccare l’attività del Consiglio generale della Fondazione Manodori appare sempre più una strada politicamente irresponsabile per chi la pratica.

Delrio continua a tacere mentre nemmeno l’appello rivolto dal Vescovo è servito a fare riflettere i Consiglieri “ostruzionisti” ed in particolare coloro che professionalmente operano nel settore pubblico.

L’aspetto più rilevante e grave in questa faccenda è prendere atto che qualcuno pare avere perso di vista il fatto che in una Fondazione gli amministratori operano in una posizione “servente” rispetto allo scopo cui è preordinata.

E lo scopo è la beneficenza…


Rèz, 26 Settembre 2009.

Gravissime responsabilità nel blocco nella Manodori.


Quanto avvenuto ieri nel Consiglio generale della Fondazione Manodori è molto grave, poiché l’atteggiamento dei sei consiglieri “ostruzionisti” ne blocca di fatto il funzionamento: impedire il completamento degli organi dell’Ente è un evidente attacco alle regole della democrazia.

Per di più risultano molto discutibili le ragioni di questo gesto che sarebbero ricondotte alla pretesa di una gestione unitaria della Fondazione dopo avere scatenato una guerra per il suo controllo: è come se la minoranza in Comune o in Provincia pretendesse di governare assieme a Delrio o alla Masini…

E’ evidente che qualcuno vuole giocare allo sfascio senza preoccuparsi del fatto che soprattutto in un momento di crisi economica, a pagarne le conseguenze sarebbero infine solo i destinatari della beneficenza elargita dalla Fondazione.

Presenteremo una interpellanza urgente nei rispettivi Consigli per sapere se il Sindaco Delrio e la Presidente Masini condividono questo comportamento che politicamente appare scorretto e dal sapore “ricattatorio”.


Rèz, 22 Settembre 2009.

Enia-Iride, Delrio e Viero avvisati da Deloitte.

La relazione sul concambio del marzo 2009 (rassegnata quindi dopo il voto di consiglio comunale di Reggio che dava il via libera alla fusione) redatta della società di revisione Deloitte, evidenziava come “la situazione patrimoniale di Iride” non includesse “alcuno stanziamento a fronte dei rischi derivanti dal recupero aiuti di stato” tanto che alla data della relazione gli amministratori di Iride confermavano a Deloitte “di non essere a conoscenza di provvedimenti adottati dall’Agenzia delle Entrate” nei confronti della società.
Gli amministratori di Iride si limitarono a creare un fondo rischi di 15 milioni di euro ed a comunicare al mercato il 31 dicembre 2008 che “le indiscrezioni circa un ipotetico debito tributario di Iride (170/180 milioni di euro) … potrebbe riferirsi alla liquidazione delle imposte e non … alla liquidazione degli aiuti di stato illegittimamente goduti”.

La conclusione di Deloitte era chiara: “eventuali sviluppi di tale problematica in termini difformi da quelli considerati dagli amministratori potrebbero determinare effetti anche significativi sul rapporto di concambio”.

La situazione che oggi si prospetta è quindi quella da “cul de sac” e di questa condizione dobbiamo politicamente ringraziare coloro che non hanno voluto ascoltare chi, come noi, denunciava il pericolo di una fusione frettolosa che politicamente non ha voluto tenere conto della spada di Damocle della Comunità Europea: se i timori diverranno realtà allora ad essere appeso ad un filo non sarà solo il progetto di fusione ma chi ne è stato artefice ossia il Sindaco Delrio e l’A.D. Viero.

Senza contare le altre problematiche relative agli accordi con Delmi ed alla pesante posizione debitoria del Comune di Torino nei confronti di Iride, già la situazione di incertezza derivante dal procedimento di infrazione imposto dalla Comunità Europea sui cosiddetti “aiuti di stato” doveva fare suonare un campanello d’allarme a Delrio che evidentemente ha voluto procedere mostrando però politicamente poca cautela nel gestire un così importante patrimonio della nostra Comunità.

Se a questa brutta situazione aggiungiamo il fatto che l’indebitamento finanziario, ancor prima di nascere, che graverebbe su Enia-Iride sarebbe passato in pochi mesi da 1,5 miliardi di euro a 2,2 miliardi in dieci mesi circa e che le crescite tariffarie stanno decisamente penalizzando gli utenti, possiamo concludere che la politica del centro sinistra è più che fallimentare.

Chiederemo la convocazione urgente della commissione competente affinchè il Sindaco riferisca agli organi consiliari.


Rèz, 19 Settembre 2009.

Fiere Reggio, CdA Siper bene su fusione con Sofiser e ricerca partner, contraddittorio su sede.


Finalmente.
Il Consiglio d’Amministrazione delle Fiere di Reggio pare abbia preso la strada della fusione con Sofiser e della ricerca di nuove partnership: in questo modo crediamo si possa puntare a rafforzare e dare identità ad un sistema fieristico che sino ad oggi è parso troppo isolato e debole rispetto alle altre realtà regionali.

Sulla questione della ubicazione della fiera però, restano da chiarire alcuni il motivo del repentino cambio di rotta, successivo al rinnovo delle amministrazioni locali, rispetto alla decisione di realizzare o meno una nuova sede.

Eppure nella richiesta formalizzata alla Provincia per ottenere una modifica al PTCP in modo da valorizzare tutti i 18mila mq di superficie a commerciale, nonostante sussista già oggi la possibilità di insediare all’interno del comparto una pluralità di medio-grandi strutture di vendita, era scritto chiaramente che “la ridotta estensione dell’area fieristica non consente un ulteriore sviluppo della sede espositiva” e quindi “si è resa necessaria una valutazione circa la possibilità di un trasferimento della stessa in un luogo più idoneo e con una dimensione più appropriata”.

Ora, per una Società che risulterebbe indebitata e che si colloca ultima in Regione per ricavi, fermandosi sotto i 3 milioni di euro (prima di lei Parma con 26!), pare curioso che si rinunci ad un potenziamento infrastrutturale mentre si cercano nuove partnership e si annunci una ristrutturazione della sede esistente senza esplicitare con quali risorse questa riqualificazione verrà effettuata.

Questa scelta pare poco chiara ma forse non è incomprensibile se pensiamo agli interessi che gravitano anche sull’area prospiciente la stessa fiera, ove pare che la Giunta comunale intenda concedere alle Cooperative che ne sono proprietarie, la realizzazione di un centro commerciale a valenza sovra provinciale, per altro non previsto dal Psc.

Nuovi mega centri commerciali, Palasport gratis (?), Fiere: è improrogabile che si mettano sul tavolo con trasparenza atti, idee e proposte se vogliamo che l’interesse pubblico venga salvaguardato. O le Giunte locali sono “politicamente commissariate” da alcune Cooperative?


Rèz, 18 Settembre 2009.

Palasport, aprire discussione seria con la città.

Le recenti dichiarazioni dell’Assessore Del Bue in merito alla realizzazione del nuovo palasport evidenziano la necessità che si squarci finalmente la cappa di silenzio che dal 2006 (ossia dalla bocciatura del project financing) si è creata intorno alla questione.
Del Bue parla di una proposta avanzata da una certa Società Aurora, proposta che nessuno conosce perché il Sindaco sotto la campagna elettorale l’ha tenuta nascosta nei cassetti, parla di un palasport a costo zero e di operazioni urbanistiche contenute nel Psc: se il riferimento è all’ipotesi di scambio tra Comune e Cooperative legata anche al trasferimento in zona fiera dell’ipermercato Ariosto, allora bisogna porre ancora più attenzione alla vicenda.

Il Psc infatti nell’area prospiciente la fiera non prevede un dimensionamento commerciale preciso, ma si limita, nella descrizione del polo funzionale relativo all’area nord, ad identificare la possibilità di inserire in quell’area una struttura commerciale di rilievo provinciale i cui aspetti attuativi sono rimandati ad un accordo territoriale: l’ipotesi quindi non è solo di trasferire l’Ariosto, ma grosso modo di realizzare una struttura più grande del Grand’Emilia.
Questa politica commerciale è condivisa ed è coerente con le previsioni del Psc?
Lo scambio palasport-concessioni urbanistiche è accettabile e soprattutto è equilibrato?
O politicamente è da considerarsi l’ennesimo “marchettone” alle coop amiche?

Per di più vi è da considerare il fatto che anche Sofiser (titolare della Fiera) ha chiesto alla Provincia di convertire la propria area, che fa sempre parte dell’ambito nord, a commerciale: stando così le cose la scelta politica che si pone è tra la valorizzazione del patrimonio pubblico o di quello privato…

Vi è poi un’altra considerazione, ossia se siano state valutate tutte le ipotesi possibili per realizzare il nuovo palasport, perchè non vorremmo che la soluzione ventilata come unica strada percorribile, fosse uno “specchietto per le allodole” finalizzato a dare il via libera all’operazione urbanistico-commerciale dell’area nord.

Perché ad esempio non si prende in considerazione la possibilità di un intervento pubblico-privato in cui la parte pubblica sostiene l’investimento con le risorse derivanti dall’alienazione e valorizzazione del Mirabello?
Quella del Mirabello, di cui si è tornato a parlare in questi giorni, è un’area strategica, vicina al centro, il cui ruolo è da ridefinire, è già inserita nel Prg vigente come ambito di riqualificazione denominato Reggio Est e riconosciuto tale anche dal Psc, è un pezzo di città (comprensivo anche dell’ex polveriera) che è già stato oggetto di un concorso di idee che non ha avuto alcun seguito a causa dell’assenza di decisioni politiche e soprattutto di risorse pubbliche.

Se si vuole veramente raggiungere l’obiettivo di realizzare l’opera nella consiliatura bisogna aprire una discussione seria, approfondita e aperta alla città per assumere decisioni condivise e non imposte o preconfezionate che potrebbero contrariamente risultare anche dannose per l’interesse pubblico.


Rèz, 12 Settembre 2009.


Asili, il Re è nudo basta arrampicate sugli specchi: apertura del PD lo testimonia.

Le dichiarazioni odierne della Dirigente Tiziana Tondelli sono l’ennesimo vano tentativo di distorcere la realtà presentataci dalla sua Presidente: si prenda atto che molte cose non funzionano a dovere e vi si ponga rimedio.

È inaccettabile che il servizio comunale, destinato al 2% della popolazione e che assorbe il 15% delle risorse comunali (oltre 20 milioni di euro), sia gestito con i metodi politicamente discrezionali e sgangherati che abbiamo dimostrato prove alla mano.

L’analisi sui criteri di ammissione è così accurata e ragionata “anno per anno” che è dal 2003 che sono invariati, tanto che le nuove condizioni determinate dalla recente crisi economica sono bellamente trascurate.
Cosa risponde la Tondelli ai lavoratori autonomi, come gli artigiani edili colpiti dalla crisi ma esclusi dei punteggi spettanti alle famiglie monoreddito?

I criteri occulti esistono perché non sono pubblicati per intero nelle guide distribuite alle famiglie: inseriremo sul nostro sito www.leganordreggioemilia.org la determina dirigenziale completa.

I verbali di attribuzione dei punteggi, scritti e firmati a matita esistono e vengono unicamente trasferiti nel sistema informativo: di quali belle copie parla allora la Tondelli?

L’atteggiamento autoreferenziale di chi governa l’Istituzione ci porta alla conclusione che sia necessario un completo cambio della guardia ai vertici.

Apprezziamo invece l’apertura del PD da parte del capogruppo Vecchi: verificheremo presto se si passerà dalle parole ai fatti, anche perché altre sono le situazioni da mettere sotto la lente d’ingrandimento, come quella dell’esenzione totale dalle rette.

Dall’elenco degli iscritti ai nidi e scuole comunali, convenzionate e statali e delle relative rette, fornitoci dal Direttore dell’Istituzione, si evince che su 3173 posizioni le esenzioni totali dal pagamento della retta sono 198.

Di queste il 70% dei casi riguardano famiglie straniere: se solo il 15% degli utenti è straniero, a sentire la Tondelli, lo squilibrio è eclatante.
Vi è da segnalare inoltre che tra gli esenti l’8,6% sono famiglie di nomadi italiani.

Altri numeri su cui riflettere…


Esenzioni Totali: 198


Rèz, 10 Settembre 2009.

Archivi comunali, Giunta programmi ampliamento spazi.

L’archivio generale del Comune, curato da un unico Archivista responsabile, venne riorganizzato a partire dal 2002 dividendo l’archivio contemporaneo (post 1955) da quello storico (1870-1955).
Il primo è di competenza del Servizio Affari Istituzionali ed è ospitato nei moderni capannoni di via Mazzacurati, il secondo è competenza del Servizio Istituzioni Culturali ed è situato agli ex Stalloni.

La scissione dell'archivio e la collocazione della parte storica agli ex stalloni, rispondeva all’esigenza di creare un Polo archivistico, quale istituto culturale in grado di rappresentare, con le diverse componenti, la pluralità delle istituzioni, delle forze sociali e delle tradizioni politiche dei cittadini che hanno segnato la storia della nostra Comunità.

Il Polo archivistico è gestito da Istoreco (con la sovrintendenza dell'Archivista) per mezzo di una convenzione semestrale (scaduta il 30 giugno scorso) che prevede, a fronte di un corrispettivo di €.32.500, anche l’ideazione e progettazione di eventi e celebrazioni relative a ricorrenze istituzionali.

La progressiva acquisizione di patrimonio storico documentale (ultimo arrivato l’archivio della Cassa di Risparmio) e la ristrettezza degli spazi dedicati agli ex stalloni, che non garantiscono nel futuro le più avanzate tecniche di conservazione e consultazione, pongono il problema dell’adeguatezza delle strutture.

Vi è inoltre da aggiungere che l’archivio dell’anagrafe (compreso quello storico) giace in gran parte nell’obsoleto ed inadeguato sottotetto della sede municipale ed allo stesso tempo anche le strutture di via Mazzacurati, nelle quali trova collocazione parte del patrimonio librario della Biblioteca Panizzi, necessiterebbero di un ampliamento.

Abbiamo presentato una interpellanza alla Giunta per sapere se e come si intende provvedere all’adeguamento degli spazi necessari ad ospitare gli archivi del Comune, anche per consentire una corretta archiviazione dei documenti anagrafici oggi ospitati nella sede municipale ed inoltre se si intende potenziare il Polo archivistico, eventualmente individuando nuovi spazi all’interno della città storica magari coinvolgendo anche la Provincia (anch’essa titolare di un importante archivio storico), al fine valorizzare al meglio il patrimonio storico-documentale della nostra Comunità.


Rèz, 7 Settembre 2009.

Asili, Sassi e Piccinini si arrampicano sugli specchi.

Di irreale nella gestione degli asili comunali non vi sono certo i dati o le informazioni rese pubbliche dal nostro Gruppo consiliare per dovere di trasparenza, dati che per altro sono desunti da documenti ufficiali e mai esaminati così accuratamente da nessuno, nonostante già in campagna elettorale avessimo chiesto (invano) a Delrio risposte in merito.

Politicamente di irreale vi è semmai la scoperta che a Reggio almeno dal 2003 ad oggi, quando Sandra Piccinini divenne Presidente dell’Istituzione e Iuna Sassi Assessore comunale alla scuola, la gestione del servizio si dimostrata così poco trasparente e discriminatoria non solo tra cittadini comunitari e non, ma anche tra categorie di lavoratori e di famiglie.

Tanto la Sassi quanto la Piccini si arrampicano sugli specchi e tentano di buttarla in politica, perché non possono fare altrimenti, non avendo alcuna giustificazione plausibile per confutare quanto abbiamo scoperto e reso noto alla cittadinanza:
nulla spiegano sulle troppe riunioni del consiglio di amministrazione: tutti i mesi parlano di bilancio?
Nulla spiegano sul perché i documenti sono redatti a matita;
nulla spiegano sul perché non sono resi noti ai genitori tutti i punteggi contenuti nella determina dirigenziale;
nulla dicono sul perché vi siano oltre dieci categorie di punteggi che prevedono assegnazioni discrezionali degli uffici o degli assistenti sociali;
nulla dicono perché continuino a reclamizzare dati sull’azzeramento delle liste d’attesa solo dopo alcuni mesi dall'apertura delle scuole, quando tantissime famiglie si sono dovute “arrangiare” diversamente.

Appare evidente allora che la propaganda politica l’ha fatta e la fa chi, sino ad oggi, non ha garantito quell’etica della responsabilità cui faceva cenno il Sindaco Delrio nell’assemblea di inizio anno della scorsa settimana.

Invece di cercare la rissa politica per difendere posizioni indifendibili sarebbe meglio, per rendere un servizio alla Comunità e giustizia ai troppi bimbi esclusi dagli asili, che con umiltà si accettasse un serio confronto per cambiare un sistema che evidentemente non funziona ed è ingiusto.

La questione infatti non sta solo nella scelta politica di avvantaggiare o meno qualche categoria di persone, ma di assicurare regole chiare e trasparenti oltre ad una gestione efficiente ed ineccepibile delle graduatorie: se la Sassi e la Piccinini non vogliono capirlo è meglio che si facciano da parte.

Rèz, 7 Settembre 2009.

Asili, Sassi e Piccinini si arrampicano sugli specchi.

Di irreale nella gestione degli asili comunali non vi sono certo i dati o le informazioni rese pubbliche dal nostro Gruppo consiliare per dovere di trasparenza, dati che per altro sono desunti da documenti ufficiali e mai esaminati così accuratamente da nessuno, nonostante già in campagna elettorale avessimo chiesto (invano) a Delrio risposte in merito.

Politicamente di irreale vi è semmai la scoperta che a Reggio almeno dal 2003 ad oggi, quando Sandra Piccinini divenne Presidente dell’Istituzione e Iuna Sassi Assessore comunale alla scuola, la gestione del servizio si dimostrata così poco trasparente e discriminatoria non solo tra cittadini comunitari e non, ma anche tra categorie di lavoratori e di famiglie.

Tanto la Sassi quanto la Piccini si arrampicano sugli specchi e tentano di buttarla in politica, perché non possono fare altrimenti, non avendo alcuna giustificazione plausibile per confutare quanto abbiamo scoperto e reso noto alla cittadinanza:
nulla spiegano sulle troppe riunioni del consiglio di amministrazione: tutti i mesi parlano di bilancio?
Nulla spiegano sul perché i documenti sono redatti a matita;
nulla spiegano sul perché non sono resi noti ai genitori tutti i punteggi contenuti nella determina dirigenziale;
nulla dicono sul perché vi siano oltre dieci categorie di punteggi che prevedono assegnazioni discrezionali degli uffici o degli assistenti sociali;
nulla dicono perché continuino a reclamizzare dati sull’azzeramento delle liste d’attesa solo dopo alcuni mesi dall'apertura delle scuole, quando tantissime famiglie si sono dovute “arrangiare” diversamente.

Appare evidente allora che la propaganda politica l’ha fatta e la fa chi, sino ad oggi, non ha garantito quell’etica della responsabilità cui faceva cenno il Sindaco Delrio nell’assemblea di inizio anno della scorsa settimana.

Invece di cercare la rissa politica per difendere posizioni indifendibili sarebbe meglio, per rendere un servizio alla Comunità e giustizia ai troppi bimbi esclusi dagli asili, che con umiltà si accettasse un serio confronto per cambiare un sistema che evidentemente non funziona ed è ingiusto.

La questione infatti non sta solo nella scelta politica di avvantaggiare o meno qualche categoria di persone, ma di assicurare regole chiare e trasparenti oltre ad una gestione efficiente ed ineccepibile delle graduatorie: se la Sassi e la Piccinini non vogliono capirlo è meglio che si facciano da parte.


Rèz, 29 Agosto 2009.

Asili, gestione graduatorie vergognosa: è l’ora della trasparenza.

Trasparenza.
E’ forse questa la parola che meglio riassume la richiesta politica che a 360 gradi pretendiamo ora dalla Giunta municipale.
Trasparenza, in nome della quale il nostro Gruppo consiliare ha svolto per la prima volta nella storia dell’Istituzione il lavoro di cui ora vi rendiamo conto.
Un lavoro che fa emergere come diversi aspetti nella gestione delle graduatorie, così determinanti e purtroppo discriminanti agli occhi dei cittadini, gettano un’ombra profondamente sgradevole sull’immagine di un servizio che invece all’interno delle aule è veramente eccellente.
Le lamentele che abbiamo raccolto in questi anni da tanti genitori che vedevano esclusi i propri figli dagli asili hanno trovato conferma, ma ciò che abbiamo scoperto è forse anche peggio del previsto.

"L'ISTITUZIONE" SCUOLE E NIDI DI REGGIO EMILIA
Come noto l'Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia è un ente di secondo grado del Comune e conseguentemente il primo responsabile è il Sindaco, che con il consiglio comunale detta gli indirizzi generali per il servizio.
L’Istituzione è governata da un consiglio di amministrazione composto dal presidente (che percepisce uno stipendio pari al 70% di quello del sindaco) e da 4 consiglieri che percepiscono un gettone di presenza di €.500 (senza contare le spese di trasferta).

Abbiamo verificato che il consiglio di amministrazione si riunisce mensilmente e pertanto non ne è chiaro il motivo considerato che, esame dei bilanci a parte, è dal 2003 che i criteri relativi a rette ed accesso non vengono modificati: poiché tali riunioni costano ai reggiani mediamente 2-3.000 euro a seduta, verificheremo anche i verbali e gli ordini del giorno per capire di cosa si dibatte.

[Rif. Determinazione prot. n. 86/AD del 2.3.2008 che recita ..”in data 1.12.2003 .... il consiglio di amministrazione dell'Istituzione approvava...."RETTE e CRITERI DI ACCESSO"..... sentito il gruppo di lavoro .....(genitori, educatori e insegnanti)... segnalava...... la sostanziale positività dei criteri in essere....”]

I CRITERI D’ACCESSO
Sono (o meglio dovrebbero essere) indicati nella “Guida alla compilazione della domanda” fornita ai genitori.
Per semplificare possiamo grossomodo affermare politicamente che:
con 30 punti si entra nel nido che si preferisce e con orario full time,
con 25 punti si entra dove "passa il convento",
con 20 si rischi l’esclusione dal servizio.
In situazioni normali 1-2 punti fanno spesso la differenza.

La formazione della graduatoria per l’accesso avviene attraverso l’attribuzione di un punteggio principale ed uno secondario (serve in caso di “spareggio” in caso di parità di punti).

Politicamente riteniamo che già i criteri per l'attribuzione del punteggio principale, siano molto discutibili, qualche esempio:
- il figlio del carcerato ha il massimo punteggio, ovvero entra in qualunque asilo scelga.
Il Poliziotto che lo ha arrestato, se ha la moglie disoccupata o lavoratrice part-time, rischia l'esclusione.
- divorzio e separazione legale vengono "incentivati" con l'assegnazione del tutto discrezionale di punti da 14 a 18 tale casistica è equiparata al caso di un figlio non riconosciuto.
Curiosamente, il caso (purtroppo frequente) di coppie separate ma mai sposate, non viene preso in considerazione dai criteri con l'attribuzione di un punteggio, ma lasciato al totale arbitrio dell'ufficio iscrizioni: ma non era la sinistra che difendeva le coppie di fatto?
- la presenza di fratelli già grandi di oltre 15 anni o addirittura maggiorenni, anche se non occupati, “frutta” incredibilmente punteggi aggiuntivi.
- le "particolari ed eccezionali condizioni del nucleo", anche in questo caso con una scelta discrezionale, attribuiscono:
fino a 14 punti se relativi a salute, adozione, lavoro, abitazione, rete parentale, disagio sociale.
fino a 10 punti se relativi a precarietà socio-economica.
E a questo punto, dietro queste categorie piuttosto generiche, si scopre un segreto.

Esiste un "punteggio occulto" che non viene comunicato alla famiglie poichè non é riportato nella Guida e del quale riportiamo qui alcuni punti che riteniamo sinceramente molto discriminatori nei confronti dei cittadini italiani e di alcune categorie di lavoratori e di nuclei famigliari:
- i lavoratori dipendenti occupati a tempo pieno godono di 0,5 punti in più rispetto ai lavoratori autonomi;
- i dipendenti pubblici con contratto da 36 ore hanno diritto a 0,5 punti in più rispetto ai dipendenti di ditte private.
- per invalidità grave di uno dei genitori si assegnano solo 6 punti;
- l'invalidità di un fratello può generare discrezionalmente da 1 a 14 punti;
- l'assenza di "rete parentale", riconosce 1 punto a chi ha tutti i nonni deceduti, invalidi oppure all'estero.
Il fatto che si considerino i parenti “all’estero” è notevolmente lesivo per tutti quelli che hanno avuto la “sfortuna” di nascere da genitori italiani: se si ritrovano con tre nonni invalidi ed uno a Palermo, non usufruiscono di alcun beneficio riguardo i punteggi!
- nei casi riferibili a stato disoccupazionale non si richiede la regolare iscrizione ai Centri per l’Impiego;
- l’attribuzione di 1 punto in base al disagio linguistico per gli stranieri già in Italia da oltre 5 anni è poi di fatto un assurdo incentivo a non integrarsi e resta da capire come facciano i verificatori a capire se il genitore parla o non parla italiano;
- alle famiglie monoreddito, si riconoscono 3 punti aggiuntivi per figlio, ma sono esclusi artigiani o lavoratori autonomi in genere: non ne è chiara la motivazione, ma di certo tale punteggio ci pare contrario alle linee programmatiche del Comune che già da anni aveva stabilito che la situazione economica potesse essere considerata solo nella fissazione delle rette.

LA GESTIONE DELLE PROCEDURE
Tale gestione, particolarmente critica come potrete ben comprendere è affidata ad un dirigente che ci ha candidamente confessato di non aver mai effettuato controlli come quelli da noi eseguiti sul personale che dirige.
Inoltre non facilita i controlli il fatto che le graduatorie siano pubbliche ma prive di nomi e cognomi per una interpretazione della Privacy molto rigida e molto discutibile. In pratica, se un genitore passa da povero e mutilato, poi gira in SUV, nessuno lo verrà mai a sapere.

Accedendo agli uffici abbiamo constatato che:
- i documenti interni contenenti le attribuzioni dei punteggi, le note salienti, gli interventi di assistenti sociali e le firme delle operatrici, vengono redatti a matita: alla nostra osservazione in merito ci è stato risposto che si tratta “di una consuetudine”.
- non esiste in archivio una copia completa della domanda che riporti la sintesi dei dati della richiesta e la documentazione comprovante quanto dichiarato: certificati vari, scheda punteggi, ecc.., infatti la documentazione è dispersa in vari luoghi.
Le domande in originale presso le scuole, i dati sensibili negli uffici comunali divisi per asili, i verbali punteggi (compilati e firmati a matita) in ordine numerico in un unico faldone: di fatto risulta difficilissimo se non impossibile un controllo interno dell'amministrazione.
- molte domande sono compilate in modo incompleto: genitori che dichiarano di essere operai e dipendenti, ma non scrivono nome, indirizzo e recapito telefonico della ditta sono attendibili?
- come detto le assistenti sociali, possono fare attribuire fino a 14 punti, ma spesso non esiste traccia di un verbale, fax o una semplice e-mail: i punti vengono attribuiti sulla base di una vaga telefonata e il Dirigente si è giustificato così “... sa sono così impegnate, non le trovi mai, a volte non arrivano in tempo ...”

LA CORRETTEZZA DELLE GRADUATORIE
Abbiamo chiesto al Gruppo PD di partecipare al controllo: non hanno accettato l’invito.
L’accesso al servizio dei cittadini stranieri si attesta sul 19,6%.
I nidi comunali non sono tutti uguali, vi sono asili più ambiti in particolare quelli con orario "full-time" in quanto sono asili dotati di più personale e quindi con la possibilità di lasciare il figlio fino alle 18,30.
Nei nidi comunali meno ambiti (aperti solo al mattino o senza possibilità di tempo lungo), la percentuale di accesso degli stranieri è dell’8,3 %, in quelli più graditi questa percentuale balza al 25 %.

Abbiamo controllato in modo dettagliato 6 asili (circa 180 domande).
Il nido LINUS, ad esempio risulta uno dei più ambiti.
In questo asilo i bambini extracomunitari sono il 32% e tutti “piazzati” nelle prime posizioni, (mentre in un asilo part-time come il RIVIERI, c'è un solo bimbo extracomunitario su 31...).
Un terzo di questi bimbi sono entrati solo grazie al punteggio fatto attribuire da una assistente sociale (mediamente ben 7 punti a testa): in uno solo di questi casi vi era una nota scritta firmata dall'assistente sociale, in due casi vi era la sola scritta (a matita) sulla domanda “assistente sociale” ed in un altro caso non vi era nessuna annotazione.
Abbiamo appurato dei casi limite dove il punto per il disagio linguistico è stato assegnato anche se uno dei due genitori stranieri è in Italia da addirittura 10 anni, o anche nel caso che non sia indicata la data di arrivo nel nostro Paese.
Abbiamo verificato che praticamente tutti gli extracomunitari godono del punto per i "nonni all'estero".
Una mamma non sposata, ma separata di fatto, ha avuto 14 punti in più.
In una altro asilo, altra mamma in identica situazione mal con l'ex-compagno residente in Europa (quindi comunitario) ha ottenuto solo 6 punti.

I bimbi esclusi dagli asili nido di Reggio al termine delle iscrizioni per l’anno 2009/2010, sono oltre 500 a fronte di 1288 domande presentate.
I bimbi esclusi dalle scuole dell’infanzia comunali sono circa 450 su 1147 domande presentate.

In moltissimi casi 1-2 punti hanno fatto la differenza.
I dati reclamizzati dalla Giunta sull’azzeramento delle liste d’attesa vengono calcolati e diffusi alcuni mesi dopo l'apertura delle scuole, quando tantissime famiglie, ormai rassegnate si sono “arrangiate” diversamente e tolte dalla lista di attesa: un espediente politicamente miserevole!

CONCLUSIONI

Martedì scorso, all’assemblea di inizio anno, il Sindaco ha ricordato che sono molte anche a Reggio le famiglie in difficoltà e, tra le solite dotte citazioni, ha parlato di etica della responsabilità: i reggiani hanno diritto di sapere se possono fidarsi delle Istituzioni locali, se c’è qualcosa che non funziona nella macchina burocratica o se c’è una politica deliberatamente discriminatoria.

Il nostro desiderio politico, proprio in questa delicata fase economica, è dare la precedenza ai nostri cittadini, la nostra ferma volontà è che sia garantito un servizio pienamente efficiente dove le regole sono certe e rispettate: si rivedano i criteri di accesso e i meccanismi di gestione delle graduatorie.

E’ indispensabile che il Comune sia come una grande casa di vetro: se anche Delrio tiene alla trasparenza abbia il coraggio ad esempio di creare una commissione di controllo se non già di aprire il consiglio di amministrazione anche alle forze di opposizione.

Il nostro impegno continua: verificheremo le scuole materne, per proseguire poi con l’analisi delle modalità di definizione delle rette e delle esenzioni totali.


Rèz, 29 Agosto 2009.

Concorso europeo, piazza Prampolini bocciata, via Morandi sparita?

Con Determinazione Dirigenziale n.12271 del giugno 2004 vennero indetti tre concorsi europei di progettazione nei seguenti ambiti:
1.riqualificazione sistema delle piazze: Vittoria – Martiri del 7 luglio
2.riqualificazione sistema delle piazze: Prampolini
3.riqualificazione via Morandi – Paterlini.

Successivamente la Giunta Delrio diede avvio al Programma di Riqualificazione Urbana dell’asse portante del centro storico, quale strumento attuativo in grado di mettere a sistema gli interventi pubblici e privati concentrati lungo il sistema urbano delle piazze oggetto anche del Concorso Europeo di Progettazione.

Nel dicembre 2005 vennero approvati gli esiti del concorso europeo, stilate le graduatorie di ciascun concorso, proclamate le proposte vincitrici e infine determinati i rispettivi premi così ripartiti:
Vittoria – Martiri del 7 luglio, totale 39.648,3 di cui al primo classificato 21.988,98;
Prampolini, totale 25.020,2 di cui al primo classificato 10.698,86;
Morandi – Paterlini, totale 56.677,06 di cui al primo classificato 30.406,50.

In particolare il progetto relativo a piazza Prampolini, vinto da uno studio francese e per la cui realizzazione venne inserita una specifica posta di 450mila euro in tutti i bilanci preventivi sin dal 2005, non ci pare soddisfi l’obiettivo generale di valorizzare la centralità e la valenza simbolica del luogo tanto che già nel febbraio 2006 il nostro Gruppo consiliare fece rilevare come il summenzionato progetto snaturasse l’identità del luogo.
Proprio in quella occasione, per dimostrare che a volte non è necessario affidarsi a costosi concorsi o a professionisti stranieri ma si potrebbe procedere più semplicemente, regalammo all’Assessore Spadoni un nostro progetto di ristrutturazione ispirato da uno studio particolareggiato commissionato dall’Amministrazione comunale ad alcuni professionisti reggiani, contenuto nella pubblicazione “L’ordine delle cose” del 1990 probabilmente giacente dimenticato nei cassetti municipali.

Nel novembre del 2006 e del 2008 sottoponemmo la questione, alla competente Soprintendenza, la quale l’8 giugno scorso, aggiornandoci sulla situazione, ha espresso le proprie perplessità dopo avere visionato l’ipotesi progettuale vincitrice del Concorso Europeo, in particolare evidenziando che “la realizzazione di una pavimentazione e di un’illuminazione che per caratteristiche e materiali non appare scaturire da un’analisi storica dei luoghi” portava alla conclusione che “le soluzioni progettuali appaiono avulse dal contesto storico e quindi non risultano condivisibili” !

Tenuto conto che a tutt’oggi il solo progetto vincitore del concorso europeo che ha trovato parziale attuazione è quello relativo alle piazze Vittoria – Martiri del 7 luglio, per il cui completamento si è per altro in attesa che venga “sbloccato” il project financing sui parcheggi sotterranei, abbiamo presentato una interpellanza alla Giunta Delrio per sapere:
A) se si intende accantonare definitivamente il progetto di riqualificazione di piazza Prampolini già vincitore del Concorso Europeo, proponendone alla città uno più aderente al contesto storico, alle tipologie architettoniche e rispettoso del valore identitario del luogo, utilizzando a tal fine anche il lavoro del 1990 già disposizione dell’Amministrazione;
B) perché il progetto per la riqualificazione delle vie Morandi e Paterlini non abbia avuto seguito alcuno tanto da non essere mai stato inserito nemmeno nei bilanci previsionali e quali siano i suoi intendimenti in proposito, considerato che alcuni importanti interventi urbanistici sull’area sono in fase conclusiva e che sono stati avviati anche altri progetti come RETE.


Rèz, 26 Agosto 2009.

Giunta presenti piano definitivo per parcheggi Ospedale.


Il problema del sistema di parcamento dell’Ospedale S.Maria Nuova si è aggravato dal raddoppio sostanziale delle strutture dello stesso.

Nel febbraio 2005 la Giunta Delrio bandì un project financing del valore presunto di 10 milioni di euro per la costruzione di nuovi parcheggi in struttura, ipotesi poi scartata così com’era facilmente ipotizzabile, per una serie di criticità, tra le quali problemi d’impatto architettonico.

Successivamente, per consentire l’apertura della nuova ala nord dell’ospedale, si è dovuto procedere ad autorizzare la costruzione di un parcheggio provvisorio a lato di via Murri, in adiacenza alle abitazioni di via Balletti, che doveva avere caratteristiche di reversibilità per la successiva trasformazione a parco: la Commissione per la qualità architettonica ed il paesaggio infatti, durante le sedute del 5-12-2007 e 7-5-2008, diede il proprio parere favorevole facendo presente che “in sede di rivisitazione urbanistica della zona nonché in sede delle ulteriori progettazioni di ampliamento della struttura ospedaliera, sarà opportuna una rivalutazione generale in ordine alla collocazione del sistema di parcamento. Il parere favorevole tiene conto delle necessità legate alla fruizione dell’ampliamento dell’ospedale nonché delle caratteristiche di reversibilità delle soluzioni tecniche non invasive proposte”.

Era altrettanto facilmente ipotizzabile che costruire un parcheggio provvisorio in ghiaino e senza protezioni arboree, come sottolineato per altro in commissione consiliare dal nostro Gruppo, avrebbe creato disagi agli abitanti e difatti il parcheggio è stata immediatamente asfaltato nelle aree carrabili.
Questo parcheggio provvisorio, al netto dell’intervento di bitumatura, è costato circa 400mila euro all’Amministrazione ospedaliera.

Nei giorni scorsi abbiamo presentato una interpellanza alla Giunta per sapere quale sia il costo definitivo dell’opera, se sia da intendersi non più provvisorio e se si intenda provvedere a presentare entro 6 mesi, una proposta definitiva in merito alla mobilità e sistema di sosta dell’Ospedale anche in previsione dell’apertura della nuova ala sud.


Rèz, 25 Agosto 2009.

Spostare il traffico proveniente da Scandiano su nuova tangenziale integrata Fogliano-Sud est.

Nel corso degli anni ’80 l’Amministrazione municipale intese risolvere il problema dell’attraversamento viabilistico nord-sud dell’area est della città, creando una nuova arteria viaria denominata viale del Partigiano.

Già allora tale soluzione infrastrutturale era da molti ritenuta obsoleta poichè attraversava diversi quartieri cittadini e creava un’impatto notevole anche a causa dei due cavalcavia poi realizzati.
Negli anni si sono dimostrati tutti i limiti di quella scelta e con l’aumentare del traffico, si è registrato un peggioramento della circolazione e conseguentemente della qualità dell’aria ed in ultima analisi della qualità della vita dei residenti.

Il Prg vigente prevedeva la realizzazione di una tangenziale a Fogliano, per risolvere il problema dell’attraversamento di quella frazione: quell’infrastruttura non è ancora stata realizzata ma il tracciato è confermato anche nel Psc adottato di recente e risulterebbe finanziata.
Anche questa nuova infrastruttura avrebbe però il limite di lasciare irrisolto l’analogo problema delle località Due Maestà e Buco del Signore, tant’è che nella nuova rotonda posta all’incrocio tra viale Piacentini e via Martiri di Cervarolo si prevede già di realizzare una nuova bretellina del costo presunto di oltre 200mila euro per ovviare al problema delle code che si formano in entrata verso la città.

Se infine consideriamo che il Piano Urbano della Mobilità prevede la connessione diretta tra le tangenziali nord e sud-est, crediamo allora che per risolvere oggi un problema affrontato con poca lungimiranza negli anni ’80 sarebbe opportuno agire politicamente con uno sguardo d’insieme più ampio e porre mano ad una progettazione infrastrutturale tale per cui il traffico proveniente da Scandiano venga indotto a superare Fogliano ed instradarsi direttamente sulla tangenziale sud-est e di li dirigersi verso quella nord oggi sottoutilizzata.

Per questo abbiamo presentato una interpellanza alla Giunta, per sapere se si intende presentare un progetto della nuova tangenziale di Fogliano che sia direttamente integrata alla tangenziale sud-est e che consenta così di liberare tutte le frazioni e viale del Partigiano dell’improprio traffico di attraversamento, consentendo inoltre di recuperare urbanisticamente l’intera asta viaria che attraversa la città, fiancheggia case ed importanti impianti sportivi come il campo da baseball quelli di tennis e di atletica.


Rèz, 18 Agosto 2009.

Via Inghilterra e asse attrezzato: Giunta avanzi proposte … se ne ha.

Il problema della viabilità su via Inghilterra e della Canalina, venne sollevato dal nostro Gruppo consiliare già nel settembre 2004 quando proponemmo il raddoppio dell’asse attrezzato che oggi vede di fatto un arteria di grande viabilità trasformata in strada di quartiere a causa della politica cementificatrice del PD: un primo collegamento con via Inghilterra è stato infatti autorizzato nel febbraio 2006, per il tramite di una rotonda, laddove sorgerà la nuova sede della Croce Verde ed un secondo è stato autorizzato poco distante laddove sorgerà il nuovo centro commerciale.

La situazione attuale infatti non risolve i problemi legati alla messa in sicurezza ed al carico viabilistico determinato dall’avvenuto allacciamento alla via in oggetto della variante alla SS.63 ed all’asse attrezzato “sud-est”.

Nonostante le molteplici sollecitazioni sino ad oggi la Giunta non ha fatto nulla, cosicché via Inghilterra continua a rimanere una strada a rischio mentre la crescita dei quartieri su via Dimitrov rende caotica la viabilità su via della Canalina tanto che ad una specifica interpellanza del 2 luglio 2007 l’Assessore Gandolfi ci rispose promettendo che il nuovo ponte sul Crostolo al Casale di Rivalta “permetterà la chiusura dell’anello di circonvallazione a sud della città e quindi la possibilità di inviare parte del traffico verso quel ponte” e che “c’è la necessità di risolvere il nodo dell’acquedotto”.

A tutt’oggi però non si riscontrano benefici dall’apertura della variante di Canali, mentre lo studio sul rondò dell’acquedotto non è stato ancora reso noto nonostante lo stesso Gandolfi rispondendo ad una nostra interpellanza nel novembre 2008 sosteneva che per quegli interventi erano stanziati 550mila euro, ed i lavori sarebbero stati realizzati “presumibilmente nell’estate 2009”.

Infine non è stata ancora presentata alcuna previsione progettuale sulla terza rotonda annunciata in via Inghilterra, ritenuta utile per scaricare su quella strada il traffico derivante dall’urbanizzazione di via Dimitrov.

Abbiamo presentato oggi una interpellanza per sapere dalla Giunta Delrio se i progetti relativi all’intero asse attrezzato siano stati rassegnati ed in caso affermativo in cosa si concretizzano e se si intenda presentarli quanto prima alla Commissione consiliare competente.

Se si intende prendere in considerazione l’idea di adeguare via Inghilterra alla funzione propria di asse attrezzato così come la sua naturale prosecuzione in via Chopin e quali soluzioni siano state individuate per sgravare il traffico improprio di attraversamento su via Canalina e Martiri della Bettola determinato in buona parte dalle nuove urbanizzazioni di via Dimitrov.


Rèz, 3 Agosto 2009.

Sicurezza, l’On. Castagnetti parla del Governo locale?

Dov’era l’On. Castagnetti quando noi, soli e denigrati, denunciavamo nei primi anni ‘90 il problema della criminalità crescente e dell’insicurezza che montava a partire dalla zona stazione?

Dopo la risposta del Ministro Alfano all’interrogazione presentata da Angelo Alessandri forse Castagnetti deve avere pensato che la migliore difesa è l’attacco, dimostrando però solo di confondere le presunte mancanze del Governo nazionale con quelle ben più eclatanti di quello locale !

La nomina del nuovo Prefetto, cui va il nostro benvenuto, sarà arrivata anche dopo un anno, certo è che la Prefettura non è parsa alla deriva in questo periodo: in verità in tema di sicurezza la vera assenza politica almeno negli ultimi 5 anni, è stata quella del Sindaco imposto politicamente dal Castagnetti, Sindaco che non ha fatto altro che minimizzare a suon di “tutte balle” una delle emergenze della nostra città.

Delrio è stato l’ultimo a firmare la “Carta di Parma” voluta dai Sindaci ed è stato l’unico a non utilizzarla, almeno fino a quando oltre 11mila reggiani non gli hanno confermato il voto, questo nonostante le nostre ripetute sollecitazioni in tema di controllo e presidio del territorio, prostituzione, accattonaggio…

Delrio, che ora pensa di risolvere il problema dell’illegalità non con controlli capillari sulle residenze, come chiediamo e denunciamo da anni, ma spendendo altri soldi pubblici per realizzare 50 piazze “contro la tristezza”, è lo stesso Delrio che continua a sottoutilizzare la Polizia Municipale preferendo impegnarla a fare cassa con le multe ed è lo stesso Delrio che non è nemmeno riuscito a firmare, a fine 2007, il Patto sulla sicurezza con l’allora Governo Prodi e che non ha approfittato nemmeno di due recenti visite del nostro Sottosegretario all’Interno, On. Davico, per chiedere un impegno al nuovo Governo.

Mi pare allora chiaro che l’On. Castagnetti abbia confuso il Governo nazionale con quello locale che politicamente si è dimostrato presuntuoso e indiscriminatamente buonista, considerato per di più che in questi ultimi 15 anni è stata proprio la politica scellerata del centrosinistra ad alimentare l’esplosione edilizia entro la quale si è nascosta l’attività principale di riciclaggio del denaro della malavita organizzata, politica urbanistica che Delrio non ha minimamente cambiato ma è stata frenata solo dalla crisi economica.

Se i cattocomunisti non fossero unicamente accecati dall’odio politico, ma volessero fare qualcosa di positivo per la nostra città, saprebbero evitare inutili polemiche ed instaurare un dialogo politico serio, purtroppo preferiscono continuare ad accusare la Lega Nord di fare “caricature” di problemi che poi puntualmente si rivelano reali ed irrisolti.


Rèz, 1 Agosto 2009.

Rivalta, su “bretellina” molte bugie: si proceda su variante SS63.

Il Servizio Pianificazione Urbanistica nell’aprile 2008 avrebbe voluto rilasciare il proprio parere di conformità utilizzando il famigerato art.16 delle norme tecniche d’attuazione del Prg (quello usato per evitare le varianti con le campine nomadi): peccato, anzi per fortuna, che le aree su cui doveva essere realizzata la “bretellina” di Rivalta non erano del Comune ma andavano espropriate, altrimenti quell’opera sarebbe già fatta!
Da allora la “bretella” di Rivalta è rimasta bloccata sino al 18 febbraio 2009, quando la Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio ha dato il proprio parere favorevole, cui è seguita, il 5 marzo 2009, l’Autorizzazione paesaggistica del Servizio Edilizia per l’esecuzione dei lavori.

Tutto a posto? Neanche per sogno, infatti in data 5 maggio il Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, per altro dopo un medesimo parere preliminare del 1 aprile 2009, ha decretato l’annullamento del provvedimento autorizzativo del Comune, poiché “l’atto autorizzativo si limita a citare il vincolo paesaggistico ma non ne esamina in concreto i contenuti … la costruzione di opere edilizie in zone protette devono essere ancor più adeguatamente motivate … l’Autorità decidente non esterna le ragioni giustificatrici in base alle quali l’intervento è stato ritenuto compatibile con il contesto paesistico vincolato in relazione all’esigenza di rispetto e conservazione dei valori ambientali indicati che hanno dato luogo al provvedimento di vincolo, valori comunque primari rispetto a qualsiasi altro interesse pubblico o privato … l’opera infrastrutturale autorizzata costituirebbe un impatto paesaggistico non compatibile con la tutela gravante sull’area … non essendo quindi concesso in sede autorizzativa di derogare all’accertamento di detti valori contenuto nel relativo provvedimento, una valutazione di compatibilità che si traduca in una obiettiva deroga al vincolo stesso si risolve in un’autorizzazione illegittima … per quanto sopra esposto il provvedimento in esame è viziato da eccesso di potere … ”.

Ecco perché Delrio non ha partecipato in campagna elettorale all’incontro con i cittadini di Rivalta !
I problemi non sono legati al parcheggio o alla rotonda come ha raccontato l’Assessore Gandolfi !!
L’intero progetto è cassato ma Gandolfi e Delrio hanno taciuto la verità continuando a starsene tranquilli sulla loro poltrona !!!

Non bastasse anche sul merito del progetto si rivela un’altra bugia politica della Giunta Delrio, ossia che la “bretellina” risolva il problema del traffico di Rivalta: i dati forniti dall’Amministrazione stessa testimoniano che il progetto proposto, all’esatto contrario di quanto dichiarato anche dal PUM, non sarebbe affatto decisivo rispetto al problema dell’attraversamento della frazione: non solo i flussi di traffico attesi lascerebbero sostanzialmente inalterati quelli attuali (tranne almeno un -36% dalla rotonda all’incrocio tra via Repubblica e via S.Ambrogio in direzione Reggio), ma il primo tratto di via Bedeschi subirebbe un incremento di circa il 42% del traffico oggi presente, senza contare che gli automobilisti potrebbero scegliere di utilizzare in alternativa la strada che proviene da Orologia e transitare per via S.Ambrogio in direzione Reggio.

Flussi Verso Reggio Verso Collina
Strade Oggi Attesi Oggi Attesi
Via S.Ambrogio 1148 1000 620 630
Via Repubblica 1139 730 858 860
Via Bedeschi 310 280 467 820

Questa bretella non risulta poi direttamente collegata alla nuova tangenziale di Canali per cui il traffico che eventualmente verrebbe sottratto da Rivalta dovrebbe avventurarsi in un’assurda gimcana passando ancora per un tratto di via Tassoni.

Il tema vero allora ovvero la risoluzione definitiva del nodo viabilistico a sud di Reggio viene eluso.
Politicamente con grande scorrettezza e per mera convenienza elettorale, la Giunta Delrio ha taciuto la verità ai cittadini e vorrebbe perseverare su un inutile “pezza” del costo di ben oltre 2 milioni (sul sito del Comune ne sono indicati ben 8 di milioni), rinviando al futuro ogni decisione strategica.
Questo mentre la Provincia sta realizzando il primo stralcio delle varianti di Puianello, mentre per il secondo stralcio, che terminerebbe al curvone della vasca di Corbelli, starebbe già incontrando notevoli difficoltà progettuali, il tutto lasciando contemporaneamente sul campo anche il tracciato che passerebbe da Albinea.

Politicamente dovrebbero andare a casa subito, ma poiché non lo faranno auspichiamo almeno che alla ripresa dei lavori consiliari si possa riunire attorno ad un unico tavolo Comuni, Provincia ed Anas poiché riteniamo che si debba lascire perdere la politica delle “pezze” quali appaiono il 2° stralcio di Puianello e la bretellina di Rivalta e invece si debbano fare convergere tutte le risorse su una soluzione UNICA e DEFINITIVA.
Forse però per Delrio è prioritario costruire 50 nuove piazze piuttosto che risolvere l’emergenza traffico…

BretellaRivalta


Rèz, 28 Luglio 2009.

Giglio, messa a norma distinti e altre opere per città dello sport con le risorse derivanti da cessione torre sud.

Il neo Assessore Mauro Delbue dichiara di volere riportare lo stadio Giglio alla capienza massima, lasciando poi alla società granata di decidere quanta parte utilizzarne: la Lega Nord gli sottopone oggi con una interpellanza una proposta sino ad oggi rimasta lettera morta.

Poiché si è deciso di vendere la torre sud dello stadio, precedentemente destinata ad ospitare un centro culturale comunale, per un valore di 2,5 milioni di euro, crediamo sia giusto che quelle risorse vengano primariamente utilizzate nell’area della città dello sport, ad esempio per realizzare i tornelli dei distinti, per completare il centro sportivo della Galileo o per realizzare il sovrapasso di via Cavallotti a Mancasale.

Speriamo che la nuova Giunta faccia una riflessione su quanto suggeriamo poiché già nel 2008 l’Amministrazione ha sbloccato oltre 800mila euro per la messa a norma di un impianto che ha finalità pubbliche ed è in ogni modo destinato ad entrare nel patrimonio pubblico essendone il legittimo proprietario e quindi interessato ad evitarne il parziale decadimento.

Sempre oggi abbiamo poi interpellato l’Assessore allo sport per sapere se si intende, in alternativa all’immediato esercizio del diritto di ottenere il trasferimento in proprietà dello stadio, così come previsto dalle convenzioni, promuovere la costituzione di una società, anche pubblico-privata, che possa acquisire l’impianto dal curatore fallimentare attraverso un concordato preventivo.


Rèz, 28 maggio 2009.

Filippi è politicamente un “non candidato”: voto a lui è voto sprecato.

Gli schieramenti sono chiari e tutta la stampa, anche quella nazionale, se n’è accorta: il Pdl a Reggio si suicida per lasciare campo libero ai giochi “politico-alchemici” dell’Udc.

Cadono così anche tutti i veli sugli strani voti cui abbiamo assistito nel recente passato: dall’astensione sul Prg ’99 dell’Udc, al voto favorevole di FI ai piani urbanistici del golf club e alle delocalizzazioni.

Ormai tra un Pd soffocato dai dossettiani, forzisti che appoggiano Delrio e “civisti baldiani” che si esercitano nelle capriole politiche dopo essersi astenuti sul programma del Sindaco uscente, la politica reggiana pare come una maionese impazzita in cui solo la Lega Nord tiene salda e rafforza la propria posizione di novità veramente alternativa ad un sistema di potere che pare sempre più come un mostro a più teste.

Filippi quindi si rassegni, è un non candidato senza alcuna speranza di arrivare secondo nella competizione elettorale: basta ascoltare le corbellerie politiche che propina quotidianamente per capire che ogni voto a lui è sprecato ed un regalo a Delrio.


Rèz, 27 maggio 2009.

Delrio fa il furbetto tra verità taciute e lotta di potere.

In questi giorni il candidato Delrio mostra politicamente la veste rassicurante di un “agnellino” che tace però, per opportunismo elettorale, verità scomode del suo programma, il tutto in una lotta di potere interna al centrosinistra che dopo 15 anni è emersa come un fiume carsico tra gli estremismi “cattocom”, impadronitisi del PD e quel poco che rimane di quella sinistra riformista, che forse sarà animata da rancore ma che ha assistito come noi, gli unici fuori da ogni giochetto di potere di democristiana memoria, al nulla politico amministrativo del peggiore Sindaco della storia: dopo cinque anni di governo la campagna di Delrio si fonda su pose di prime pietre, doppie inaugurazioni come quella della tangenziale di Canali, fontane anonime degne della nuova identità multiculturale e plastificata che il Pd vuole conferire a Reggio e notti bianche che sanno tanto di “panem et circenses” ossia di intorbidimento della coscienza politica collettiva.

Basterebbe però leggere il programma di Delrio per accorgersi dell’inganno politico di un candidato che tace ai propri cittadini ciò che veramente vuole fare.

  1. La mission che egli dichiara è rilanciare il nostro modello economico: peccato che già nel Psc avesse dichiarato di conoscere i limiti di “replicare nel futuro l’attuale modello della nostra economia e sapendo che alimentare l’immigrazione a bassa qualificazione significa fare decrescere il gettito fiscale pro-capite, mettere in crisi il rapporto fra entrate comunali e livello qualitativo e quantitativo del welfare ed in ultima analisi acuire il conflitto sociale” e ciò nonostante, egli intende portare Reggio alla soglia dei 200mila abitanti che potranno essere raggiunti solo con una ulteriore imponente immigrazione che per Delrio ha come sbocco “il sostegno del diritto di voto agli stranieri”.
  2. Delrio dichiara di volere una continua e diffusa cura della città: peccato che negli ultimi cinque anni abbia dimezzato le risorse per le manutenzioni di strade, scuole, impianti sportivi.
  3. .Altra promessa del Sindaco uscente è una città della sostenibilità ambientale, ma in tema di gestione dei rifiuti nasconde la volontà dichiarata del Pd, di realizzare un inceneritore, parlando genericamente di “impiantistica di valorizzazione energetica”, parla di limitare le nuove espansioni edilizie e di tutelare i varchi liberi tra frazioni e città, ma il suo Psc prevede la trasformazione di oltre 2 milioni di mq di aree agricole e recentemente ha concesso una serie di varianti che occupano tutti gli spazi liberi di Canali.
  4. .Delrio sostiene che “tutte le bambine e i bambini debbono potere continuare ad avere un posto nei nidi e nelle scuole dell’infanzia” eppure abbiamo facilmente smascherato il gioco delle graduatorie che premiano chi ha i nonni all’estero o chi non si iscrive nemmeno alle liste di disoccupazione.
  5. .Delrio parla di una mobilità sostenibile ma continua nella crociata anti auto e tace ai reggiani del progetto sulla circonvallazione dimezzata e riempita da tredici rotonde, tace dei parcheggi non realizzati tanto quelli sotterranei così come gli scambiatori a sud, per non parlare del suo PUM che lascia inalterato l’uso dell’auto.
  6. .Delrio parla di legalità ma vuole altri 5 nuovi campi nomadi, critica le ronde ma vuole istituire dei “progetti di assistenza civica” ossia “presidi attivi e cordiali del territorio da parte dei cittadini”….
  7. .Delrio parla di spesa responsabile ma ha lasciato inalterato il costo delle consulenze, senza parlare delle inutili spese autocelebrative.

C’è solo una grande verità politica che conferma l’idea fissa del PD castagnettiano: il desiderio di mettere definitivamente le mani sulla città partendo dalla revisione di “regole e politiche della Fondazione Manodori ”.

Una lotta per il potere fine a sé stesso in un gioco da illusionisti politici che non tiene conto delle vere esigenze della nostra città, che ha bisogno invece di un serio rinnovamento politico e di uno scatto d’orgoglio per il suo rilancio superando quel degrado che è sotto gli occhi di tutti tranne di Mr. “tutte balle” ma che non è ineluttabile: il domani è oggi è ora di cambiare!


Rèz, 23 maggio 2009.

Delrio fa il furbetto: da lui poca trasparenza e disparità trattamento.

Politicamente bisogna sottolineare come in questi giorni il candidato Delrio tende a mostrare sempre più la veste rassicurante di un agnellino, tra mezze verità ed opportunismo elettorale.

A Reggio il centrosinistra ha balbettato negli ultimi 15 anni sul tema delle infiltrazioni mafiose, tanto che quando la Lega Nord ne parlava, sola nel panorama politico, veniva tacciata di terrorismo: oggi siamo ad un quadro ulteriormente preoccupante che non può vedere un’Amministrazione locale scaricare le proprie responsabilità su altri.

Infatti è stato solo l’andamento del mercato e non già l’Amministrazione che Delrio ha guidato sino ad oggi a porre un argine alla esagerata crescita urbanistica nella quale tutte le fonti investigative ed antimafia hanno rilevato da tempo una importante attività di riciclo di denaro sporco.

Ma a prescindere dal tema scottante delle infiltrazioni bisogna rilevare che in generale la gestione dell’urbanistica a Reggio, al contrario di quanto afferma il candidato Sindaco del PD, ha invece fatto molte distinzioni tra cittadini, a partire dal PPA quando molti ma non tutti i piani particolareggiati sono stati rinviati, passando per la cosiddetta “variantona” di dicembre ed il Psc dove è stato lo stesso Assessore Ferrari ad ammettere di avere accettato alcune richieste di varianti tra le tante pervenute all’ente.

Sul tema della trasparenza infine il Sindaco uscente non ha politicamente ritegno, tanto da dimenticare che sempre sul tema del Psc si è consumata recentemente una spaccatura verticale con buona parte dell’Associazionismo economico e sul progetto delle microaree nomadi, del quale Delrio si guarda bene dal parlare sta tacendo alla città di come intende completarlo.

Politicamente da Delrio arrivano sempre e solo slogan vuoti come la sua inaffidabile politica.


Rèz, 20 maggio 2009.

Il PD vuole l’inceneritore ma Delrio non lo dice.

Due delle caratteristiche politiche dei cinque anni di governo Delrio sono state la scarsa trasparenza e l’incapacità di assumere decisioni strategiche tanto da rinviarle sempre al futuro.

Sul tema della gestione dei rifiuti Delrio ha sostenuto una posizione ideologica salvo poi ritrattarla per convenienza politica.
La Lega Nord invece ha sempre sostenuto una politica pragmatica fondata sul potenziamento della raccolta differenziata, sul riuso e sul trattamento ecosostenibile delle frazioni non riciclabili dei rifiuti, questo perché bisogna fare coincidere la tutela dell’ambiente, della salute e dell’agricoltura con l’esigenza di un sistema gestionale non eccessivamente invasivo e vessatorio nei confronti del cittadino.

Sono passati cinque anni ma il centrosinistra non ha ancora chiarito in via definitiva come vuole trattare la frazione residua e non riciclabile dei rifiuti: inceneritore, combustibile da rifiuti o cos’altro?

Bisogna invece sottolineare la grande contraddizione, tra detto e non detto, tra volontà ed opportunismo politico, che caratterizza il PD ed il candidato Delrio.

Leggendo il documento programmatico del partito di Fantuzzi infatti, è indiscutibilmente chiaro che si intende procedere per fasi attuative e nel contesto della “progressiva attuazione del PPGR si potranno valutare ulteriori opportunità e sinergie in ambito regionale da cui emerga il dimensionamento e l’eventuale definitiva localizzazione di un termovalorizzatore”.

Delrio invece con un gioco di prestigio politico, si è limitato a scrivere nel proprio programma che “il Comune si impegna a valutare eventuali scenari di area vasta e di programmazione regionale che possano rendere necessario un eventuale cambio di programma nell’attuazione di quanto concordato nei tavoli di concertazione con particolare riferimento all’impiantistica di valorizzazione energetica”.

Insomma il Pd vuole l’inceneritore ma Delrio non lo dice.


Rèz, 18 Maggio 2009.

Chi vuole più immigrati vota Delrio.


Delrio oggi afferma che sull’immigrazione servono politiche serie e che centrodestra “e Lega dovrebbero discutere invece che rispondere affondando tre barconi”: è politicamente un bugiardo!
Il nostro Governo non affonda alcun barcone ma li rispedisce al mittente così come vogliono gli italiani!

Ma forse Delrio è tradito dalla tensione elettorale e comincia politicamente a straparlare, oppure si riferiva al Governo Prodi durante il quale, il venerdì santo del 1997, venne speronata e affondata nel canale d’Otranto una barca con 108 persone a bordo….

Delrio è politicamente patetico e dovrebbe dire la verità ai reggiani: durante il suo mandato l’immigrazione è aumentata esponenzialmente e con il nuovo Psc egli prevede di portare la nostra città a 200mila abitanti!
Reggio poi è dopo Brescia (governata sino a pochi mesi dalla sinistra Dc) la città a più alto tasso di clandestinità: qualcosa vorrà pur dire.
La politica di Delrio si fonda sull’accoglienza indiscriminata e sulla negazione tanto del problema sicurezza che di una crescita ordinata e sostenibile.

Delrio forse ha uno spirito più da missionario che da Sindaco e per questo speravamo che Veltroni fosse passato per portarlo con sé in Africa, perché una città si governa con la legge non con il Vangelo.


Rèz, 15 Maggio 2009.

Bagno, Delrio senza credibilità.


Le promesse di Delrio naufragano contro la realtà: in questi cinque anni ha sbandierato di volere essere più attendo alle frazioni ma non ha fatto nulla, per questo la sua credibilità politica è nulla.

A Bagno abbiamo assistito alla protesta dei cittadini per la nuova scuola che doveva esserci e ancora non c’è, eppure Deliro è stato molto celere in scadenza di mandato a consentire lo “sbarco” di 5.400 mq di volumetrie residenziali in via Lasagni: ma non si doveva smetterla con l’appesantimento delle aree prossime alla via Emilia?
E che fine ha fatto la pista ciclabile verso Rubiera?

Il partito di Delrio poi è sempre stato contro il tracciato della nuova tangenziale che passa a sud della via Emilia eppure anche il nuovo Psc la prevede: noi restiamo coerentemente fermi sulla proposta di variante alla statale a nord, parallela alla ferrovia, meno costosa, più rapida da realizzare e conforme con la previsione di un nuovo casello autostradale tra Gavassa e Prato.

Confronto ipotesi via Emilia bis verso Modena

  Lunghezza Km
Costo €
Tratti verso Modena esistenti adeguati
9,5 0
Tratto esistente da allargare 2,0 3
Z.I. Prato Correggio – confine Modena
3,9 9
IPOTESI RE - MO NORD 15,4 12
     
Tangenziale Re – Bagno 4,8 20
Variante Bagno – Rubiera
6,5 30
IPOTESI RE – MO SUD 11,3 50

Dati Provincia di Reggio Emilia

Il centro sinistra si presenta diviso alle elezioni ma nuovamente unito con le proprie promesse non mantenute: da una parte con un ex presidente di Circoscrizione che si è dimostrato sordo ad ogni istanza avanzata dal territorio, dall’altra con un Sindaco che in cinque anni ha pensato politicamente più alle fontane e a creare nuovi campi nomadi che alle esigenze vere dei cittadini.


Rèz, 13 Maggio 2009.

Scegliere scrutatori prioritariamente tra cassintegrati e disoccupati.

In tempi di crisi e disoccupazione dilagante, crediamo che anche avere il posto da scrutatore o da segretario ai seggi, possa risultare estremamente utile a padri o madri di famiglia che il lavoro lo hanno perso.

Per questo, come avvenuto a Varese, dove il Sindaco ha già dato precise indicazioni alle commissioni elettorali, invito Delrio a riservare i posti ai seggi prioritariamente a cittadini disoccupati o cassaintegrati.

Tenuto conto che oltre alle giornate del 6 e 7 giugno si voterà anche il 21 giugno per il referendum e come ci attendiamo per il ballottaggio di Reggio, sarebbe un modo semplice per aiutare, anche se di poco, molti nostri concittadini che si trovano in difficoltà.


Rèz, 7 Maggio 2009.

Garantire la sicurezza delle lavoratrici.

Uno dei problemi più sentiti da chi lavora in città, specie per le donne, è la sicurezza nei momenti in cui ci si reca al lavoro, in particolare verso sera quando troppe losche figure si aggirano per le strade in particolare del centro storico.

Ad esempio, visitando i nuovi uffici dell’anagrafe, ho potuto constatare che gli operatori comunali debbono entrare da via S.Filippo, che sotto sera è piuttosto deserta e spesso mal frequentata, senza disporre oltretutto nemmeno di uno spazio riservato per potere depositare le proprie biciclette.

Crediamo che la nuova Amministrazione, a differenza di quella uscente che ha considerato “tutte balle” il problema sicurezza, dovrà dare risposte immediate e concrete a queste esigenze particolari e a quelle più generali di tutta la città.

Con una ferma volontà politica noi ci candidiamo a riportare legalità controllo del territorio e a fare piazza pulita di tutti coloro che non sono venuti a Reggio per lavorare ma hanno scambiato la nostra città per un buon rifugio dove fare ciò che gli pare, magari pure con il sostegno di un centrosinistra votato sempre e comunque all’assistenzialismo indiscriminato.


Rèz, 28 Aprile 2009.

Iride-Enìa, pasticcio politico: Delrio si ritiri a vita privata.

Il matrimonio Iride-Enia è ormai politicamente una farsa.

Oggi è stata approvata la delibera a Genova ma non è chiaro se con uno Statuto diverso rispetto a quello approvato dai Comuni emiliani: delle due o si dovrà tornare in Consiglio per modificarlo (ma i Comuni della nostra provincia hanno terminato la scorsa settimana il proprio mandato) oppure sinistra e Idv si sono accontentati di sterili promesse.

Resta il fatto che questa operazione, che consegna il controllo della nostra multiutility ad altri territori allontanando conseguentemente il potere decisionale da Reggio, mantiene pesantissime ombre rispetto al rapporto di concambio.

Chi infatti ha avuto modo di leggere il parere di Deloitte, incaricata dal tribunale di Torino a valutare la congruità del rapporto di concambio, avrà potuto constatare che i tre problemi legati alla moratoria fiscale di Iride, alla partecipazione di Enìa in Delmi e la posizione debitoria del Comune di Torino nei confronti di Iride, potrebbero comportare successivi sviluppi determinando effetti anche significativi sul rapporto di concambio e conseguentemente sul valore delle partecipazioni dei Comuni alla Newco Iride-Enia.

In particolare riguardo la partecipazione in Delmi di Enìa e sull’applicabilità della clausola di change of control, Deloitte ha sottolineato che il parere pro-veritate, sbandierato con tanta sicurezza da Delrio, non esclude “che in un eventuale giudizio l’organo giudicante possa accogliere un’interpretazione diversa da quella prospettata nel citato parere”.

Le incertezze che avevamo più volte denunciato sono quindi più che confermate, mentre la credibilità politica di Delrio è ormai del tutto evaporata: dopo questo ennesimo pasticcio politico-amministrativo farebbe bene a ritirarsi subito a vita privata.


Rèz,21 Aprile 2009.

Piazza 24 maggio, altro spreco di Delrio.

La credibilità politica della Giunta Delrio si misura con il fatto che pretende di fare oggi ciò che non ha fatto in 5 anni, cosicché fioriscono iniziative, posa di prime pietre, promesse di nuovi progetti, il tutto infarcito da una costosissima campagna pubblicitaria occulta a spese del Comune.

E’ il caso dell’odierno annuncio riguardante piazza 24 maggio, dove Delrio intende spendere 250mila euro per rifare la pavimentazione e 200mila euro per i cassonetti interrati.

Bisogna ricordare ai reggiani però che nel marzo 2006 la stessa Giunta Delrio approvò il progetto per la realizzazione di tre parcheggi interrati di cui uno proprio in piazza 24 maggio (gli altri erano quelli della ex Zucchi e piazza Vittoria).

Quando venne presentato il progetto milionario di rifacimento di corso della Ghiara e viale Umberto 1°, la Lega Nord presentò una proposta articolata in 10 punti finalizzata a contenere le spese di riqualificazione garantendo alo stesso tempo un’alta qualità degli interventi di riqualificazione.

Una di queste proposte era di allineare i tempi di realizzazione del parcheggio sotterraneo di piazza 24 maggio con la riqualificazione della piazza stessa, che in questo modo sarebbe stata realizzata dagli attuatori del parcheggio interrato (un piano per 72 posti auto).

Delle due: o il progetto dei parcheggi sotterranei è finito su un binario morto oppure la contingenza elettoralistica non consente a Delrio di badare a spese…


Rèz,14 Aprile 2009.

Psc, area riqualificazione Gardenia non comprenderà Unicarni.

L’ambito di riqualificazione di Gardenia, contenuto nel Psc, comprende attualmente le aree del mercato ortofrutticolo e dell’ex Cap e di parte dell’ex dogana, per una superficie complessiva di circa 217mila mq che potranno ospitare funzioni residenziali e terziarie.

In quel contesto urbano resterebbe perciò solo lo stabilimento produttivo Unicarni: di una possibile delocalizzazione di tale stabilimento se ne parlava già da quando venne approvato il vecchio Prg, poi non se ne fece nulla.

Durante la discussione degli emendamenti al Psc abbiamo proposto di allargare tale ambito di riqualificazione anche all’area oggi occupata dallo stabilimento Unicarni, ma sia il Sindaco Delrio che la maggioranza hanno votato contro: evidentemente si preferisce cementificare Fogliano che recuperare un’area strategica come quella del Tondo votata integralmente alla residenza e non ad ospitare funzioni produttive impattanti come quella del macello!

Durante la discussione si è anche nuovamente chiesto dove sarà localizzato il nuovo mercato ortofrutticolo ma la Giunta non è stata in grado di dare alcuna risposta.

Un altro esempio di come la promessa “nuova stagione urbanistica” sia solo uno slogan propagandistico.
In allegato tavola del PSC

Estratto tavola P6 del Psc

[ in rosso l’area dell’ambito di riqualificazione Gardenia ]


Rèz, 4 Aprile 2009.

Con il Psc Delrio cementifica ancora Canali e Fogliano.

Da troppi anni tanto via Settembrini quanto le frazioni di Fogliano e Canali hanno subito una cementificazione esagerata, per questo motivo abbiamo presentato un emendamento al Psc con il quale chiedevamo di riclassificare come “ambito agricolo periurbano da qualificare come parco di campagna” l’ampia area agricola compresa tra le vie S.Marco a sud, Piacentini a nord e le frazioni di Canali e Fogliano, in modo da mettere in rete i due parchi previsti lungo i torrenti Crostolo e Rodano.

Il Sindaco Delrio e la sua maggioranza lo hanno bocciato senza tanti complimenti ed il motivo pare ovvio: continuare a costruire!

A Fogliano è infatti prevista la trasformazione di 17 ettari (su oltre 32 in programma) per realizzare circa da 350 a 450 alloggi, a Canali invece sono state vergognosamente inserite negli atti del Piano dei primi di marzo, 3 nuove delocalizzazioni per complessivi 6.350 mq di superfici da trasferire.

Di questi una superficie di 2.650, proveniente da Gavasseto “atterrerà” in fregio a via Tassoni: con questa delocalizzazione tra l’altro la locale parrocchia potrà potenziare le proprie attività aggregative.
Un’altra superficie di 700 mq proveniente ancora una volta dall’area Enaip, atterrerà in prossimità di via De Sica.
Infine una superficie di 3.000 mq, provenienti da via Agosti e da via Mazzacurati, occuperà l’area che fiancheggia la pizzeria di via S. Marco.

Forse per Delrio questa è la nuova stagione urbanistica, per noi invece è politicamente l’ennesima porcheria contenuta in questo Piano che prosegue la politica fatta di varianti, variantone e delocalizzaioni che abbiamo visto in questi 5 anni.


Rèz, 2 Aprile 2009.


Con il Psc Delrio soffoca aeroporto.


Ieri sera tra gli altri, abbiamo proposto un’emendamento al Psc che cancellava la previsione di realizzare un nuovo bosco urbano al confine est dell’Aeroporto: la maggioranza si è spaccata e l’emendamento è stato bocciato con 16 voti contrari (tra cui il Sindaco Delrio) e 10 favorevoli.

Di fatto il Piano urbanistico di Delrio prevede di soffocare l’Aeroporto, dalla parte di Villa Curta realizzando appunto un bosco e dalla parte di Santa Croce consentendo la trasformazione delle ex Reggiane per le quali il masterplan prevede la parte residenziale proprio sul fronte di via aeronautica, inoltre anche l’area dei campi di via Agosti che nel Prg vigente era un piano unitario (Pua 7) è stata smembrata tra aree verdi private e servizi di quartiere: se anche per quell’area si stessero ponendo le basi per una trasformazione urbanistica, va da sé che di fatto verrebbero occlusi entrambi i coni di atterraggio della pista aeroportuale.

Questo Sindaco che ricordiamolo, avrebbe voluto liquidare di punto in bianco la società aeroporto, realizzerebbe così il disegno di ridurre a campo volo una struttura strategica della città consegnataci dalla storia, per lasciare spazio definitivamente alla speculazione edilizia e alla festa del suo partito che da anni alberga in quella zona.

Gli investimenti milionari per costruire un aeroporto a cosa sono serviti?


Rèz, 29 Marzo 2009.

Discesa Spaggiari prova di malessere a sinistra, voto a Filippi è un voto sprecato.

Il ritorno sulla scena politica di Antonella Spaggiari è la testimonianza più chiara del malessere esistente all’interno del centrosinistra rispetto ad una inadeguata gestione politica del nostro Comune da parte dell’attuale Sindaco e ad un partito di maggioranza relativa ostaggio dei cattocomunisti.

Se Delrio comincia a perdere pezzi da ogni parte si dimostra ancora di più la necessità, per gli elettori del Pdl, di una scelta consapevole a giugno: chi sceglie Filippi sa che non avrà alcuna speranza di vittoria e fa un regalo a Delrio sprecando quindi il proprio voto.
È ormai chiaro che l’unica vera possibilità di cambiamento è in Angelo Alessandri e nella Lega Nord.


Rèz, 21 Marzo 2009.

Via Scaruffi, Giunta pasticciona non ascolta residenti.


L’apertura di via Scaruffi su via Gattalupa è un fatto che preoccupa molto i residenti.

Fino ad oggi l’unica uscita del quartiere di via Scaruffi è quella sulla via Emilia passando da via Pascarella, una strada stretta che avrebbe bisogno di interventi di manutenzione e per migliorarne la percorribilità e soprattutto l’illuminazione.
Le scelte di piano fatte dall’amministrazione comunale hanno portato in via Scaruffi nuove abitazioni, con la conseguente previsione di saturazione del collegamento con la via Emilia una volta che i nuovi edifici saranno pronti.

Il timore dei residenti di via Scaruffi è quello che, una volta aperto il collegamento (che già esiste) con via Gattalupa, molti automobilisti utilizzino la via nella quale risiedono e via Pascarella per raggiungere rapidamente la via Emilia, al contrario gli studi dell’Assessorato alla mobilità negherebbero tale possibilità.

Ciò nonostante per realizzare questo collegamento viario è stato anche “asfaltato” una parte del parco che con fatica gli abitanti della zona avevano ottenuto, con un costo di circa 80mila euro ritenuto da molti abitanti eccessivo e non giustificato.
Questa scelta ha comportato inoltre lo spostamento dei giochi per i bambini in una zona già occupata da una ex cava di argilla che, ad ogni temporale, viene letteralmente allagata.

Ancora una volta la Giunta Delrio si dimostra sorda verso i cittadini e le loro esigenze di una quieta convivenza, politicamente inadeguata a governare tanto l’urbanistica quanto le risorse pubbliche.


Rèz, 21 Marzo 2009.

Con il Psc Delrio liberalizza i campi nomadi.

Come noto nel solo Comune di Reggio Emilia esistono ben 26 campi nomadi di cui 5 su aree pubbliche ed il resto su aree private.
Come noto nei campi nomadi pubblici il rispetto dei regolamenti comunali pare un optional: in via Da Genova ad esempio, nonostante le ripetute promesse, pare non siano ancora state attivate le utenze singole.
Come noto in molte delle aree private sono stati rilevati abusi edilizi trattandosi per lo più di superfici a destinazione agricola.
Come noto Delrio ha voluto inaugurare il progetto microaree da via Felesino, non rispettando la Legge Regionale che prevede una specifica destinazione d’uso delle aree adibite a tali fini che non è quella agricola, tanto da essere richiamato tanto dalla Provincia quanto dalla Regione.

>Come temevamo sin dall’inizio del nefasto progetto politico “Tra il campo e la città”, Delrio ha nascosto tra le pieghe del nuovo Piano Strutturale Comunale la “polpetta avvelenata” ai reggiani: in una norma del Regolamento edilizio sta scritto che nelle aree rurali i campi attrezzati per la sosta dei nomadi “sono ammissibili in via ordinaria per intervento edilizio diretto … interventi di realizzazione di manufatti non configurabili come edifici ad integrazione di attrezzature preesistenti … nonché ogni altra opera pubblica non comportante esproprio”.

>Con l’adozione del PSC ci pare che si stiano ponendo le basi da un lato per sanare gli abusi in area agricola per quanto riguarda i campi nomadi privati e dall’altro, in caso di vittoria elettorale, per dare pieno compimento al progetto microaree senza dire preventivamente alla città dove saranno collocate, in quanto gli interventi diretti non passano preventivamente nè dalle Circoscrizioni né dal Consiglio comunale: i reggiani se ne accorgeranno solo a lavori ultimati.
In più con questa norma ci pare che Delrio perseveri nell’infrangere la Legge regionale che prevede una destinazione non agricola dei campi sosta per nomadi.

E’ ormai chiaro che la cifra politica della Giunta Delrio è la fretta con la quale intende approvare i propri progetti senza dare la possibilità, tanto al Consiglio comunale che li vota quanto alla Città che li subisce, di poterli comprendere appieno, ma è proprio nella fretta che si compiono gli errori o si tentano di nascondere le immondizie politiche.

E’ ormai evidente che la trasparenza è nemica dei cattocomunisti, politicamente abituati a fare l’esatto contrario di ciò che sostengono.
I reggiani sono avvisati: chi vuole ancora Delrio Sindaco vuole altri campi nomadi.


Rèz, 20 Marzo 2009.

Vele Calatrava: dopo Pdl esenzione anche per Pd?

Vedendo sui quotidiani che la campagna pubblicitaria del Pd raffigura la nuova anonima fontana del Teatro Municipale e le vele di Calatrava, il primo pensiero che mi è sopraggiunto è che più che fatti con le nostre mani si sarebbe dovuto scrivere “fatti con le vostre tasse”...

Una cosa forse l’ho capita: il motivo per cui Delrio ha esentato Filippi dal pagare la tariffa per l’uso dell’immagine dei ponti nei suoi manifesti era perchè doveva usarle anche il Pd !?


Rèz, 17 Marzo 2009.

Circoscrizioni, Pd isterico: chi semina vento raccoglierà tempesta.

Nella vicina Modena (città di 180 mila abitanti) esistono da molti anni 4 Circoscrizioni, di cui una del centro storico, di circa 23.250 abitanti e 303 ettari di superficie.
La nuova proposta che abbiamo presentato con i gruppi Pdl e Udc ricalca quell’esperienza mantenendo il centro storico nella versione allargata, così come proposto anche dalla Giunta Delrio nella delibera votata nel febbraio scorso, quindi con 23.199 abitanti e 282 ettari.

Considerato che due mesi fa la Giunta Delrio sosteneva che per bilanciare la nuova dimensione di 5 Circoscrizioni “che divengono un aggregato astratto e poco legato ai singoli contesti territoriali, si ipotizzano nuovi strumenti in grado di favorire il contatto quali l’istituzione di consulte di villa o quartiere”, credevamo che anche nella necessaria nuova versione a 4 circoscrizioni tali strumenti risultassero sufficienti a migliorare la partecipazione nelle 3 Circoscrizioni esterne.

Invece no. L’arroganza della maggioranza e della Giunta è tale da sfidare il buon senso e presentare al Consiglio, una ridefinizione delle Circoscrizioni che eliminano il centro storico per aggregarlo a quella est.

Politicamente si tratta di una becera ed immotivata forma di rappresaglia politica nei confronti del centrodestra che governa il Centro: il PD invece di pretendere le dimissioni del vicesindaco Ferretti, che ha sbagliato clamorosamente sia sul Catasto che sulle Circoscrizioni, se la prende con l’opposizione rea di avere fatto rispettare la legge!

Il Partito Democratico, invece di seguire la strada del pragmatismo e addivenire rapidamente ad una proposta condivisa, preferisce lo scontro politico, presentandosi alla città come una formazione politicamente irresponsabile, schizofrenica ed isterica alla stregua delle frange più ideologizzate che sostengono Delrio.


Confronto tra proposta 4 Circoscrizioni Lega-Udc-Pdl e Comune Modena

Città REGGIO MODENA
Circoscrizione Abitanti
Ettari Abitanti Ettari
Centro 23.199 282 23.250 303
Ovest 45.352 6.222 51.742
8.291
Nord-est 40.268 10.177 46.744
4.445
Sud 53.471 5.160 58.201 5.324
TOTALI 162.290 21.841 179.037 18.363

Rèz, 11 Marzo 2009.

Delrio fa il “furbetto”, Psc è ormai una farsa politica.

In una democrazia compiuta trasparenza e certezza delle regole sono alla base del confronto politico: si tratta di una precondizione indispensabile per ottenere la condivisione più ampia possibile in una qualsiasi scelta di governo.
Se parliamo poi di uno degli atti fondamentali di un Comune, come l’adozione di un nuovo piano urbanistico, per di più in una fase economica negativa, la condivisione è ineludibile.

Il nuovo Piano Strutturale Comunale di Delrio è invece delegittimato di fatto a causa della sua poca trasparenza, della genericità, e dell’ambiguità creata dal continuo rinvio ad un successivo Piano Operativo che invece dovrebbe politicamente essere delineato contestualmente al Psc.
Insomma la cornice è troppo ampia e per questo pare ormai chiaro che Delrio intende espropriare politicamente i diritti dei cittadini per sottomettere la città nella successiva fase operativa, nel tentativo tutto politico di consolidare il potere della minoranza cattocomunista che ha occupato il PD a Reggio come a Roma.

Se stiamo assistendo ad una levata di scudi da parte di molte Associazioni economiche locali, compresa quella parte silenziosa di cooperazione esclusa dai progetti del Sindaco, è perché questo Piano non garantisce i prerequisiti necessari alla sua adozione e perché dopo la sua adozione non ci sarà alcuno spazio per il confronto come promette Delrio, ma solo negoziazione politica.

Il rilancio di Delrio sul masterplan per l’area nord è chiaramente l’ennesima promessa politica da “furbetti”: perché salta fuori solo ora se no?
La prova provata che questa sia l’ennesimo sotterfugio politico di una Giunta inattendibile è sotto gli occhi di tutti: nonostante i richiami dello stesso Calatrava, gli elettrodotti presenti nell’area nord che deturpano il paesaggio e che dovevano essere eliminati sono ancora al loro posto!

Cosa dice poi Delrio della delocalizzazione dell’inceneritore di Cavazzoli decisa all’unanimità dalla Giunta provinciale? Dove si intende collocare il nuovo impianto?
Vuole tenere nascosta anche questa informazione al Consiglio comunale cui viene imposto in fretta e furia di adottare il Psc entro marzo?

L’arroganza e la supponenza politica del Sindaco Delrio è direttamente proporzionale alla sua debolezza: se così non fosse il Psc dovrebbe essere un tema di confronto della campagna elettorale in modo che sia il voto eventualmente a suffragarlo.
Delrio non ascolta nessuno, ma preferisce continuare a pasticciare politicamente così come dimostrato recentemente sulla incorporazione di Enìa o sulle Circoscrizioni: i reggiani sono migliori di chi li sta governando così malamente e debbono ribellarsi al ricatto politico di una minoranza irresponsabile di cattocomunisti che sta spaccando la città.


Rèz, 5 Marzo 2009.

Circonvallazione, PUM di Delrio e Gandolfi paralizzante.


Promesse molte, fatti ben pochi.

Questo è l’Assessore Gandolfi, chiamato da Delrio a dare una immagine e solo quella, meno ideologica del suo predecessore Santel, ma che nei fatti continua a penalizzare il sistema delle strade cittadine riempite di dossi, rotonde, piste cilcabili e restringimenti anche dove non occorrono.

Sulla circonvallazione Gandolfi ci ha risposto la scorsa settimana che presenterà i vari progetti di nuove rotonde, sensi unici, piantumazione delle piante ed eliminazione delle corsie di marcia quando ne avrà la disponibilità la singola disponibilità e quindi senza presentare unitariamente l’intero progetto.

Politicamente un atteggiamento dilettantesco e da furbetti, di chi teme di presentarsi alla città, alle elezioni, con un progetto che di fatto paralizzerà il traffico in centro.

In questi anni Delrio e Gandolfi si sono detti contrari a potenziare via Inghilterra, non hanno chiarito su quali progetti puntano sulla SS.63 e sull’integrazione della tangenziale sud-est con quella di Fogliano: solo chiacchiere e vane promesse!

Di assurdo quindi non ci sono le nostre proposte, ma l’assenza nel PD di un quadro chiaro per la mobilità reggiana per la quale, al contrario delle promesse di Delrio (meno auto in città), il PUM prevede a regime lo stesso utilizzo dell’automobile che se ne fa oggi.


Rèz, 21 Febbraio 2009.

Psc, Ferrari politicamente senza ritegno: sindrome d’assedio lo acceca.

Ritengo politicamente vergognose ed inadeguate le parole che l’Assessore Ugo Ferrari rivolge alle Associazioni economiche sul Psc, sostenendo che vi sarebbe una campagna orchestrata e scientifica animata da livore nei confronti dell’Amministrazione.

Da quando Delrio si è insediato questa Giunta e i suoi “tutor” politici vivono una sindrome da accerchiamento, quasi come la nostra città fosse in mano a dei congiurati che tramano alle loro spalle.

Non è così caro Assessore.
Il Piano Strutturale Comunale della Giunta è già delegittimato di suo a causa della sua poca trasparenza, della genericità, e dell’ambiguità creata dal continuo rinvio al successivo Piano Operativo.

Politicamente delle due: o questa situazione è frutto di incapacità o è creata politicamente ad arte per sottomettere la città nella successiva fase operativa nel tentativo di consolidare il potere della minoranza cattocomunista che ha occupato i piani alti del PD.

In una democrazia compiuta trasparenza e certezza delle regole sono alla base del confronto: questo Piano non le garantiscono.
Delrio vuole forse trasformare le regole del gioco nel gioco delle regole?

Le Associazioni di categoria, i cittadini e gli imprenditori chiedono più tempo per approfondire questo Psc, mentre l’Assessore Ferrari avrebbe voluto adottarlo in tutta fretta entro febbraio: Delrio farebbe bene una volta tanto ad ascoltare la città, evitare forzature e fare del Psc un tema di confronto della campagna elettorale in modo che sia il voto eventualmente a suffragarlo.

La sua decisione in merito ne misurerà politicamente forza ed autorevolezza.


Rèz, 21 Febbraio 2009.

Circoscrizioni, Comune non si fida nemmeno del Ministero?

Il lavoro che assieme ai colleghi dell’Udc stiamo conducendo affinché la delibera sulla revisione del numero delle Circoscrizioni votata in Consiglio comunale sia pienamente legittima e rispondente ai principi della norma che l’ha determinata, ossia il contenimento dei costi della politica, è ispirato alla collaborazione e ad evitare che le elezioni circoscrizionali siano sospese se non invalidate.

Passi che non si tenga conto dei pareri dell’Anci (di cui Delrio è vicpresidente), ma non fidarsi nemmeno di quell’interpretazione autentica del Ministero in materia che più volte venne sollecitata in Consiglio comunale è troppo.

Per questo ritengo quantomeno avventato, che un Dirigente del Comune tenti di delegittimare un parere non politico ma tecnico, trasmesso dal Sottosegretario all’Interno Sen. Davico solo dopo avere consultato, come ovvio, la Direzione Centrale per le Autonomie, la quale ha confermato ciò che per altro era anche riportato nei dossier del Servizio studi della Camera dei Deputati allegato alla legge, ossia che la popolazione da prendere in riferimento per individuare il numero delle Circoscrizioni in cui può essere articolato il territorio del Comune di Reggio Emilia, conformemente alle linee interpretative costantemente seguite dall’Ufficio è quella derivante dall’ultimo censimento ufficiale del 2001 vale a dire 141.877 abitanti e quindi in ultima analisi 4 e non 5 Circoscrizioni.

L’errore c’è, è palese e va corretto, se non si accetta nemmeno la collaborazione allora noi ci comporteremo di conseguenza presso gli organi competenti.


Rèz, 20 Febbraio 2009.

Circoscrizioni tutto da rifare, Delrio e Pd inadeguati a governare Reggio.

Nelle scorse settimane è stata approvata a maggioranza la ridefinizione del numero delle Circoscrizioni cittadine che sono state diminuite nel numero da 8 a 5 per effetto della legge finanziaria 2008.

Durante la discussione i colleghi del gruppo Udc sollevarono una questione che poteva apparire secondaria e che forse era sfuggita ai più, ma che risultava dirimente nel determinare il numero massimo di Circoscrizioni da istituire: quale popolazione prendere a riferimento? Quella residente al 31 dicembre 2007 o quella dell’ultimo censimento?

La Giunta, per la consueta fretta che la caratterizza di questi tempi dopo avere dormito per quattro anni, ha preso la prima e quindi circa 165mila abitanti, che diviso il numero medio di abitanti previsti per ogni circoscrizione (30.000) previsto dalla legge fa 5 e così tante sono state istituite.

Avevamo chiesto ripetutamente e con forza al Pd di chiedere un parere al Ministero dell’Interno poiché il Servizio studi della Camera così come l’Anci parlavano invece di popolazione censita.

Invece no, con arroganza hanno voluto tirare dritto: oggi il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Sen. Michelino Davico, ha risposto ad una nostra richiesta di parere sostenendo che “conformemente alle linee interpretative costantemente seguite da questo Dicastero, la popolazione, sulla base della quale istituire le circoscrizioni, è determinata dai risultati dell’ultimo censimento ufficiale. Nel caso specifico, la popolazione dell’ultimo censimento ufficiale (2001) risulta, come pure evidenziato nella Sua nota, di 141.877 unità e, pertanto, il numero massimo delle circoscrizioni di decentramento al momento istituibile per il comune di Reggio Emilia è pari a 4”.

Delrio e il Pd sono inadeguati a governare Reggio, hanno dimostrato ulteriormente di essere armati politicamente solo da dilattentismo ed arroganza, è ora che si facciano da parte!

Lunedì proporrò al Consiglio un atto d’indirizzo urgente al fine di modificare quanto sino ad ora erroneamente deliberato dalla maggioranza.


Rèz, 17 Febbraio 2009.

Giunta Delrio ideologica su mobilità.


L’Assessore Gandolfi ci pare che sia stato chiamato a sostituire Santel perché Delrio aveva l’esigenza di ammorbidire l’immagine di una Giunta che resta politicamente troppo integralista, per questo da lui non ci aspettiamo nulla, essendo ostaggio di chi preferisce fare impazzire il traffico e gli automobilisti senza curarsi del fatto che non tutti possono usare la bicicletta.

La Giunta Delrio ha peggiorato lo stato del traffico creando congestionamenti anche dove non c’erano: Gandolfi invece di arrampicarsi sugli specchi dovrebbe farsi sentire all’interno della Giunta dove si continua a sperperare il denaro in opere estetiche, a restringere e non curare adeguatamente le strade che sembrano delle groviera, invece di concludere le infrastrutture necessarie alla città come le tangenziali.

Il fallimento di Delrio e della sua propaganda sta tutto di un Piano della Mobilità che prevede solo interventi di minima lasciando inalterato l’uso dell’auto e prevedendo la contrazione dell’uso dei mezzi pubblici, altro che aumentarne i passeggeri!


Rèz, 13 febbraio 2009.


Mobilità e traffico, Delrio ha fallito, è ora di cambiare.

Quella della mobilità e del traffico era e resta una delle emergenze irrisolte della nostra città.

OGGI a Reggio Emilia la politica dell’Amministrazione comunale ha reso il traffico insopportabile: in certi orari gli spostamenti sono sempre più lenti, non considerando che non tutti possono utilizzare la bicicletta.
Inoltre il centrosinistra programma a bilancio l’incasso di multe per un valore di 7,5 milioni di euro (più del doppio rispetto al 2003), mentre delega Act ad introitare i circa 2,5 milioni di euro derivanti dai sempre più numerosi parcheggi a pagamento.
Dopo avere dormito per 5 anni il Sindaco Delrio si è svegliato improvvisamente elargendo promesse come quella di aumentare del 20% i passeggeri sui mezzi pubblici e di realizzare nuove strade, come la via Emilia bis.
Sulle prima promessa dimentica che il Piano Urbano della Mobilità da lui approvato prevede tra quindici anni lo stesso utilizzo dell’auto che se ne fa oggi ed una contrazione nell’uso dei mezzi pubblici, senza dimenticare che a differenza del Comune di Parma, Reggio continua a non investirvi, sulla seconda promessa dimentica che sino ad oggi non ha mosso un dito preferendo spendere in opere estetiche e non funzionali: è ora di cambiare!

DOMANI noi vogliamo un Comune che non vessa i cittadini, ma li aiuta a muoversi meglio con una rete viabilistica integrata sicura ed efficiente.

10 AZIONI PER MUOVERSI MEGLIO
1.aumentare la presenza della Polizia Municipale sul territorio per migliorare la sicurezza e non solo per fare le multe;
2.abolire i cosiddetti “blocchi del traffico” che si sono dimostrati inutili per risolvere il problema dell’inquinamento e penalizzano solamente i più deboli;
3.fermare il restringimento delle strade e la realizzazione di dossi fuori misura ed evitare la costruzione di nuove costose piste ciclabili e rotonde laddove non servono;
4.raddoppiare gli stanziamenti per la manutenzione e la cura (buche, cordoli, segnaletica…) di strade e piste ciclopedonali;
5.ristrutturare la circonvallazione inserendo il senso unico di marcia nell’onda verde e nuovi parcheggi al posto dell’onda rossa;
6.liberare le strade del centro storico costruendo i parcheggi sotterranei per i residenti,operatori e utenti;
7.potenziare la rete dei minibus che attraversano il centro città realizzando i parcheggi scambiatori nella zona sud;
8.risolvere i principali nodi di congestionamento del traffico (via Aeronautica-Partigiano, via Cecati, via Makallè, rotonda Orologio);
9.potenziamento via Inghilterra e collegamento tra le tangenziali nord e sud-est, realizzazione della tangenziale di Fogliano e studio per collegare la tangenziale di Canali con la prevista variante alla SS.63 in località Forche di Puianello, iniziare il percorso realizzativo della via Emilia bis verificando la congruità della variante a sud di Bagno;
10.aumentare gli investimenti rivolti al trasporto pubblico locale.

ALCUNI DATI DI BILANCIO DELLA GESTIONE DELRIO

  2004 2005 2006 2007 2008 2009
Strade e segnaletica 3.190.000 2.540.000 2.551.000 2.200.000 2.155.000 1.600.000

Andamento dei Project Financing avviati nel 2005 (*)

Intervento Oggetto Promotore
Parcheggi interrati Euro 15.000.000 Costruzione parcheggi interrati in centro ITER NON ANCORA CONCLUSO
Parcheggio ospedale Euro 10.000.000 Costruzione parcheggio in struttura presso l'ospedale Santa Maria Nuova INSUSSITENZA del pubblico interesse per le opere presentate

Andamento dei proventi da multe

Anno
Importi in €
2003 2.950.000
2004 3.160.000
2005 3.160.000
2006
4.000.000
2007 4.500.000
2008
7.500.000
2009 7.500.000
  + 154 % su 2003

Andamento del traffico
Come cambierà l’uso dei mezzi di trasporto per effetto del Piano Urbano Mobilità (PUM)

Mezzo di trasporto Oggi Senza PUM Con PUM a regime
Auto 67,5%
68,2%
67,0%
Trasp pubb + piedi 16,1%
14,4% 15,8%
2 ruote 15,4% 17,4% 17,2%

Il piano del Sindaco non migliora il traffico

Confronto ipotesi via Emilia bis verso Modena

  Lunghezza km Costo €
Tratti verso Modena esistenti adeguati 9.5 0
Tratto esistente da allargare 2 3
Z.I. Prato Correggio – confine Modena
3,9 9
IPOTESI RE - MO NORD 15,4 12
     
Tangenziale Re – Bagno 4,8 20
Variante Bagno – Rubiera 6,5 30
IPOTESI RE – MO SUD 11,3 50

 


Rèz, 10 Febbraio 2009.

Propaganda Delrio Ariosto costata più di 30mila euro.

Il Direttore Generale del Comune, così come il Sindaco Delrio si erano affrettati a chiarire che la giornata del teatro Ariosto non era l’avvio della campagna elettorale: i reggiani sono sufficientemente intelligenti per non farsi incantare da queste banali scuse.

Una questione è certa: quella manifestazione ci è costata più dei 30mila euro dichiarati.

Rispondendo ad una nostra specifica richiesta di inizio febbraio, ci è stato comunicato che l’evento “la nostra città” ha avuto spese a carico del Servizio Comunicazione per 19.810,26 e a carico del Gabinetto del Sindaco per 3.214,80 cui vanno aggiunti i 20mila euro per il lavoro di riordino dei dati per un totale oltre 43mila euro.
Oltre a ciò va ricordato che a fine 2008 è stata incaricata un’Agenzia bolognese per realizzare la strategia comunicativa della Giunta sul bilancio di mandato per un costo di 17.700 euro: di fatto politicamente l’auto celebrazione di Delrio è cominciata … a spese di tutti i contribuenti!


Rèz, 5 Febbraio 2009.


Psc: Assessore Ferrari inadeguato “furbetto”, si dimetta.

Una caratteristica politica dell’Assessore Ugo Ferrari è stata in questi anni di nascondere importanti informazioni al Consiglio comunale: è accaduto con la questione Brevini, quando rimase criptico rispetto alla modifica degli accordi che rischiava di fare perdere all’Amministrazione la terzietà fra privati, è accaduto più di recente con la cosiddetta “variantona” quando ricordandogli che era necessaria la conformità agli strumenti sovraordinati egli si arrabattò parlando di istruttorie informali.

Con il Psc però sta toccando l’apice.

Prima ha tentato di circoscrivere il dimensionamento del Piano ad una cifra politica di 12mila alloggi, pur sapendo che il dimensionamento vero supera abbondantemente i 16mila nuovi alloggi, poi sotto Natale, dopo che la Provincia aveva adottato il proprio strumento urbanistico, ha modificato le carte inserendo oltre 2 milioni di metri quadri di aree agricole da trasformare in residenziali, produttive e direzionali.
Lunedì rispondendo ad una nostra interpellanza, egli ha affermato di essere a conoscenza della previsione del Comune di Cadelbosco che ha inserito un’area produttiva di circa 450mila mq vicino a Roncocesi: peccato che non ne abbia mai informato i Consiglieri comunali!

Ferrari dovrebbe dimettersi non solo per l’incoerenza dimostrata ma per il metodo furbesco con il quale fa le cose tacendole agli organi politici che dovranno poi votare il Psc.
Sua Grazia può informare i Consiglieri e la città anche delle previsioni del Comune di Correggio sulla zona produttiva di Prato?
O ad esempio di dove si intende insediare la nuova sede del Consorzio Agrario Provinciale e del mercato ortofrutticolo prima che vengano smobilitate le aree e venga adottato questo pessimo Piano Strutturale Comunale?

Il metodo con cui l’Assessore all’urbanistica sta partorendo il nuovo Piano urbanistico comunale, tra ambiguità ed un corpo normativo di oltre 250 articoli e 440 pagine, apre molti dubbi sulle sorprese che potrebbero rivelarsi una volta adottato: l’unica idea chiara di Delrio e del suo Assessore all’urbanistica è la rottamazione della promessa elettorale che “La Città non si amplia, si trasforma”.


Rèz, 4 Febbraio 2009.


Bilancio 2009 come precedenti, Reggio è migliore di chi la governa.

Il bilancio preventivo 2009 è un “copia incolla” dei precedenti con qualche taglio imposto dal patto di stabilità ma sempre e comunque nella stessa scia dei precedenti.

La discussione sull’ultimo bilancio dell’era Delrio è stata un’occasione anche per allargare lo sguardo all’intero bilancio di mandato considerato che il Sindaco se ne ben guardato anche nel suo intervento del teatro Ariosto: non avendo infatti alcun risultato concreto da offrire ai reggiani ha impostato tutto al futuro, come sempre senza contenuti concreti.

Da quando si è insediato Delrio l’immigrazione è aumentata di più che nei cinque anni precedenti, le entrate per contravvenzioni sono aumentate del 154%, la tariffa rifiuti del 38%, le spese estetiche come per porta S.Pietro e S.Stefano del 511%, mentre per la cura della città, le manutenzioni straordinarie di strade, scuole, impianti sportivi, le risorse sono state dimezzate.
La spesa per consulenze esterne sono rimaste invariate mediamente in 5,3 milioni di euro e nel 2008 hanno subito una impennata già nel primo semestre.
Importanti progetti come la ristrutturazione delle piscine di via Melato, il nuovo palasport, i parcheggi sotterranei in centro e quelli scambiatori, sono al palo, mentre il piano del traffico di Delrio, all’esatto contrario delle sue promesse, prevede una contrazione nell’uso dei mezzi pubblici.
Per Delrio i problemi del traffico e della sicurezza non esistono, anzi per lui Reggio è ostaggio di 100 spacciatori: è la resa!

In una fase di crisi economica un Sindaco vero dovrebbe sapere proporre una strategia che guarda al rinnovamento della nostro sistema produttivo e sociale: continuando nella politica di cessione del patrimonio immobiliare e delle azioni Enìa per fare cassa e con una spesa corrente che è aumentata negli ultimi cinque anni del 26%, ciò significa che i cattocomunisti perseguono invece una politica meramente assistenziale e votata a soddisfare politicamente le manie estetizzanti di qualche Assessore “parigino”.

Dopo cinque anni d’immobilismo Reggio non ha più bisogno di chi si esercita politicamente in voli pindarici o in prediche evangeliche, ma di chi sappia tornare a farla camminare con le proprie gambe: certo Delrio non poteva dal palco dell’Ariosto “promettere di portarci sulla luna”, per il semplice motivo che nemmeno lui sa dove portare la nostra città: ha navigato a vista e continuerebbe a farlo.

Reggio è migliore di chi la governa.


Rèz, 28 Gennaio 2009.


Iride-Enia: Sindaco Derio pressapochista.

Politicamente è dilettantesco il metodo pasticciato con cui il Sindaco Delrio sta conducendo una delle più importanti operazioni della città ed inoltre ci troviamo, sotto il profilo istituzionale, ad un comportamento altamente irrispettoso del Consiglio comunale.

E’ infatti dal 12 gennaio che aspettiamo che il Sindaco riferisca in aula sulle importanti novità che sorte dopo la “fulminea” approvazione in Consiglio comunale, in soli 5 giorni dalla presentazione degli atti, eppure ogni scusa è buona per nascondersi.

In più ora salta fuori che sarebbe pronto un parere messo a punto dall’avvocatura comunale sulla questione della clausola di change of control di Delmi, quando giusto ieri il Gabinetto di Delrio ha riferito alla segreteria dei gruppi, dopo una nostra formale richiesta, che il Comune non era in possesso di alcun parere: siamo all’ennesima scorrettezza istituzionale!

Nel merito anche le affermazioni odierne del Sindaco confermano il pressapochismo politico con cui sta affrontando i problemi: com’è possibile infatti che il rapporto di concambio concordato tra le due Multiutilities resti invariato se entrambe corrono il rischio di perdere pezzi e segnatamente Iride di dovere restituire circa 170 milioni all’Erario ed Enìa di perdere la partecipazione in Delmi magari con un deprezzamento?

L’arroganza politica, l’incapacità a confrontarsi unita alla fretta di concludere partite sulle quali ha dormito beatamente per quattro anni dimostrano che Delrio è politicamente inadeguato a difendere gli interessi di Reggio Emilia: altro che stati generali!


Rèz, 22 Gennaio 2009.

Bilancio 2009: Piano investimenti tra incoerenze, furbate, cancellazioni e sprechi.

Il Piano degli investimenti contenuto nel Bilancio preventivo 2009 riserva molte sorprese.

Project financing.

Se nel 2009 il piano triennale dei lavori pubblici si attesta complessivamente su 92 milioni, oltre 64 si riferiscono a cinque project financing: Paesaggi estensi che vede una posta di 25 milioni in aumento rispetto sia al 2007 (13 milioni) che al 2008 (20 milioni).
E’ indicata la voce palasport per 16 milioni cui vanno aggiunti 3 milioni nelle annualità 2010 e 2011 quale contributo del Comune, anche se non è ancora chiaro dove verrà realizzato l’impianto e se esiste già un progetto.
Vi sono poi tre progetti, scuola elementare di Bagno (3,45 milioni), villa Marchi (14,7) e nuovo centro sociale Pieve (1,03 milioni nel 2009, 500mila euro nel 2008), che lo scorso anno non prevedevano il coinvolgimento di risorse private: ci pare sia una furbata politica per aggirare il patto di stabilità come può infatti reggersi un project financing su tali strutture pubbliche?

Rinvii, cancellazioni e prospettive.

Vi sono poi alcuni significativi rinvii su progetti che il precedente bilancio prevedevano per quest’anno, mentre quello attuale pospone al 2011: la biblioteca per la 2^ e 3^ Circoscrizione ed il sottopasso del Campo di Marte.
Sono inoltre state cancellate alcune voci significative, la prima è quella relativa all’attesa ristrutturazione delle piscine di via Melato (3,6 milioni), la seconda è l’impianto di atletica indoor (200mila euro) le altre sono rispettivamente il 2° stralcio della scuola elementare (1,35 milioni) e la palestra (1,35 milioni) di Parco Ottavi:se queste opere di base sono state eliminate significa probabilmente che quel progetto sta subendo un rallentamento dovuto all’attuale congiuntura di mercato, allora quale coerenza c’è nel prevedere contestualmente entrate per 9 milioni nel triennio da concessioni edilizie riferite allo stesso Parco Ottavi?

Si pongono infine i presupposti per nuovi interventi targati dall’Assessore Spadoni: nel 2010, se Delrio si confermasse Sindaco potrebbe proseguire i contestati progetti relativi allo stravolgimento di porta S.Pietro (2 milioni) e della circonvallazione (1,35), questo mentre i fondi destinati alle manutenzioni straordinarie delle strade sono in continua diminuzione (1,6 nel 2009, 1,3 nel 2010 e 2011 – erano 3,2 nel 2004 e 2,1 lo scorso anno).

Mobilità.

Se per una serie di piste ciclopedonali non prioritarie si intende spendere circa 1,4 milioni, inoltre bisognerebbe comprendere quale sia l’urgenza di investire 4 milioni per il parcheggio della Tav quando la stazione sarà pronta forse nel 2011 ed inoltre perché si debba prevedere nei prossimi tre anni una spesa complessiva di 1,45 milioni per opere di mitigazione nell’area Nord quando questi per lavori potrebbero essere coinvolti i soggetti privati che attueranno le previsioni urbanistiche in quella zona.

Patrimonio.

La Giunta Delrio intende cedere la sede della Polizia Municipale per incassare 2,5 milioni, per poi spenderne 3,5 per costruire la sede nuova.
Si vuole acquistare un ulteriore spazio per 400mila euro per gli uffici della 4^ Circoscrizione quando la stessa cesserà di esistere.
Si vuole vendere il lastricato antistante all’Hotel Astoria per 400mila euro (allo stesso hotel???) dopo averlo appena realizzato.
Verranno utilizzati 3,5 milioni (già 1 in più del previsto) per realizzare la pensilina del casello autostradale firmato Calatrava e si conferma l’intenzione di cedere l’area del mercato ortofrutticolo per un valore di 8 milioni.
Infine due importanti curiosità.
Lo scorso anno si prevedeva di incassare dalla cessione dell’area dell’ex casello autostradale 2,085 milioni quando denunciammo il fatto che sul mercato ne valeva almeno il triplo e che la stessa Agenzia delle Entrate l’aveva valutata 4,863 milioni (si disse che bisognava scomputare le opere di ripristino dell’area dimenticando però che erano già state realizzate da Tav), ora questa posta viene reiscritta, come prevedibile, ad un valore di ben 7,5 milioni !
Qualche mese fa infine, ponemmo all’attenzione del Consiglio comunale la proposta di cedere la torre sud dello stadio Giglio (valore in entrata 1,85 milioni) per completare le opere di messa in sicurezza dello stadio, il sistema della mobilità della zona e il centro sportivo della Pol. Galileo: allora Giunta e Consiglio comunale dissero di no, ora però si vuole vendere l’immobile per incassare 2,5 milioni!

 


Rèz, 21 Gennaio 2009.


Giunta Delrio ideologica e sprecona: rivedere subito progetto di via Cecati.


Il Piano Urbano della Mobilità si basa sull’obiettivo politico di avere meno auto in città sebbene preveda allo stesso tempo che la ripartizione modale (auto, bici e trasporto pubblico), una volta a regime, resterà inalterata.

Per raggiungere questo obiettivo la Giunta Delrio, in quello che si può ormai definire politicamente un delirio ideologico, prevede in particolare di regolare il traffico in via Cecati riservando una corsia preferenziale al trasporto pubblico in direzione del centro storico e consentendo la circolazione privata nel solo senso inverso.
Se ciò non bastasse la stessa Giunta ha approvato il progetto definitivo dei lavori di sistemazione del tratto di via Cecati compreso tra via Pariati e viale Timavo, dove intende riprodurre, esattamente a fianco di una nuova rotonda all’incrocio con via Pariati, una piattaforma rialzata come quella presente nei pressi di Villa Verde.
Oltre a ciò si vorrebbero rifare completamente entrambi i marciapiedi restringendo la strada ed utilizzando gli stessi materiali (graniglia) ed elementi di arredo dell’infelice intervento di via Emilia all’Angelo.

Vi è da chiedersi perché si debba sperperare così il denaro pubblico giacchè il costo complessivo di questi discutibili lavori si attesta su 400mila euro, per altro lasciando irrisolto il problema dell’improprio traffico di attraversamento sul tratto di via Cecati compreso tra le vie Guido da Baiso e Montefiorino.

Ne chiediamo conto alla Giunta tramite una interpellanza con la quale desideriamo sapere se si intende modificare il progetto definitivo eliminando la prevista ed inutile piattaforma rialzata, riqualificando unicamente il marciapiede lato scuole medie, lasciando inalterata l’ampiezza della sede stradale ed infine presentando contestualmente un progetto di ridefinizione della mobilità che introduca il doppio senso di marcia sulle vie Lungocrostolo e Da Baiso interdicendo il traffico di attraversamento nella parte sud di via Cecati.


Rèz, 14 gennaio 2009.

INTERPELLANZA


Premesso che

il rapporto finale del Piano Urbano della Mobilità prevede diversi interventi sulla circonvallazione ed in particolare, la riduzione del numero di corsie di marcia per i mezzi privati (una per senso di marcia), nonchè la realizzazione di 13 rotonde, prime delle quali risultano essere quelle di porta S.Stefano (già realizzata) e quella di porta S.Pietro (inserita a bilancio nel 2010 nel piano triennale delle opere pubbliche);

nel bilancio preventivo 2009 è inserita la voce nel 2010, “viali urbani di circonvallazione” per un importo di 1.350.000 euro;

a porta Castello sono già stati effettuati lavori propedeutici alla realizzazione di una rotonda ed inoltre il Piano del verde prevede la piantumazione di circa 2000 nuove essenze arboree lungo la circonvallazione;

rispondendo ad una nostra specifica interpellanza, in data 19 maggio 2008, l’Assessore Gandolfi assicurava che “ il Piano Mobilità prevede appunto una trasformazione della circonvallazione,
trasformazione che va realizzata con gradualità, pezzo dopo pezzo a seconda del fatto che gli interventi previsti nel PUM che nel loro complesso darebbero quei risultati di riduzione del 50-60% del traffico entreranno in funzione. Sono interventi di natura diversa, legati a complessità diverse, quindi è ovvio che questo è un approccio processuale che dovremmo vedere con grande attenzione e lo vedremo assieme al Consiglio Comunale e alla Commissione competente. E’ mia intenzione presentare la lettura completa del sistema della circonvallazione alla luce di valutazioni ulteriori sui tempi di attuazione dei diversi interventi che precedentemente abbiamo approvato, i costi e gli effetti sul traffico. Dentro tutto questo è mio intendimento arrivare prima che si dia l’avvio allo stralcio relativo alla rotatoria, che supponiamo possa essere dal punto di vista economico, sarebbe nel 2009, 2010, quindi la sua realizzazione entro quei tempi e sto parlando dello stralcio relativo alla rotatoria di Piazzale Tricolore, avere quel quadro completo che lei chiede di valutazione complessiva sulla circonvallazione comprensivo della valutazione sugli altri interventi. ”;

interpella la Giunta per sapere

se si intenda presentare il progetto cos’ come previsto da piano Verde e PUM unitariamente, alla commissione preposta ed alla città, prima della scadenza della consiliatura.


Rèz, 5 Gennaio 2009.

Albero di Natale e corteo islamista: Spadoni e Delrio ipocriti.


L’Assessore Spadoni è uno dei più fidati collaboratori di Delrio, possibile che non sapesse nulla della demolizione dell’albero di Natale per fare posto all’orda barbarica degli estremisti anti israeliani?
Non è politicamente credibile e sicuramente siamo di fronte ad una pantomima politica per salvare la faccia: anche noi ora attendiamo risposte alla interpellanza che abbiamo presentato oggi.

Che dire poi delle lacrime di coccodrillo di Delrio? Che non ci sorprende che abbia avuto la stessa identica reazione dell’Imam: lasciare fare e poi condannare.
Invece di dissociarsi da ciò che ben sapeva poteva accadere, anche alla luce delle esperienze passate, per di più nel cuore identitario di Reggio, Delrio avrebbe dovuto fare qualcosa affinché quella indecente manifestazione si svolgesse altrove, ma forse per Lui questi sono i suoi nuovi, veri cittadini reggiani…

Domani consegneremo al Sindaco e a Spadoni il carbone che si sono ben meritati in nome e per conto della Befana.


Rèz, 3 Gennaio 2009.


Psc prevede raddoppio Fogliano, Pratofontana e trasformazione Massenzatico nord.

Le schede del nuovo Psc riguardanti gli ambiti di riqualificazione e di nuovo insediamento prevedono che a Fogliano possano essere trasformati 14 ettari di area oggi agricola, compresa tra via Fermi e la ferrovia Act, per realizzare tra i 350 ed i 450 alloggi secondo l’indirizzo della Giunta Delrio per “offrire nuove opportunità insediative e rendere efficaci le politiche su delocalizzazioni ed edilizia sociale”.

Parimenti a Pratofontana è stata inserita l’indicazione, con i medesimi indirizzi, per la trasformazione di 11 ettari compresi tra via Spagni e la ferrovia Reggio-Guastalla, per realizzare tra i 250 ed i 350 alloggi.

Da sottolineare che la Provincia nel proprio Ptcp, adottato a novembre, classifica quelle aree a destinazione agricola.

Infine Massenzatico dove si prevede una profonda conversione di ben tre ambiti a nord della frazione: quello della cantina sociale tuttora in attività della superficie territoriale di 24.770 mq, quello produttivo compreso tra le vie Saltini e Beethoven di 44.280 mq e quello nei pressi della scuola dalla superficie territoriale di 24.770 mq.
Per tutti questi ambiti si indica una riconversione a residenziale, commerciale e a servizi.

Se aggiungiamo il fatto che a tutte queste nuove previsioni vanno aggiunti i Piani attuativi che dall’attuale Prg verranno riversati nel nuovo Psc, come possiamo giudicare una Giunta che doveva frenare il consumo di territorio e che invece prevede addirittura il raddoppio di due frazioni?
Quanto meno politicamente incoerente ed inaffidabile.


fogliano

pratofontana