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Rèz, 30 Dicembre 2008.
I problemi insorti nel matrimonio tra Iride ed Enìa forse aiutano a chiarire l’inspiegabile fretta di Delrio di approvare la fusione per incorporazione tra le due Aziende multiservizi in tempi così rapidi: hanno tentato politicamente una mossa da furbetti! Già le condizioni approvate dal Consiglio comunale in dicembre non erano favorevoli alla nostra città, cui restava solo la medaglietta simbolica della sede legale, ora se si addivenisse ad una variazione nei rapporti di concambio già stabiliti, il nostro territorio ne uscirebbe con le ossa rotte: se Delrio sperava che a Genova e Torino non si accorgessero delle problematiche legate alla partecipazione in Delmi è stato per lo meno incauto. La fretta, lo avevamo detto, è cattiva consigliera e a questo punto ci chiediamo quale valore abbia la delibera votata dal Consiglio comunale e se non valga la pena di fermarci a nostra volta per rivalutare i termini dell’operazione, oltretutto già l’idea di concedersi un dividendo straordinario per assecondare tanto le esigenze elettorali di Delrio quanto le enormi difficoltà di bilancio create dalla sinistra a Torino era discutibile, ora si aggiunge anche la spinosa questione dei debiti tributari di Iride, valutati in circa 180 milioni di euro, come partenza non è male… Se si arriverà a riaprire il tavolo delle
trattative con Iride per rinegoziare gli accordi, crediamo si debba
ripensare tutta la partita da capo. La strada scelta pilatescamente dal Sindaco Delrio ne ha rivelato nuovamente il pressappochismo politico, l’incapacità a confrontarsi ed una fretta che si sta infrangendo contro scogli molto scomodi: la scelta di farsi fagocitare da Iride rischia di aggiungere beffa al danno per i nostri cittadini. Rèz, 27 Dicembre 2008. Spese comunicative del Comune molto discutibili.
Una comunicazione di dubbia utilità, poiché
a nostro avviso politicamente la Giunta dovrebbe dare informazioni
sui servizi e non farsi propaganda, così come ci pare sia avvenuto
nella maggior parte dei casi: negli stessi giorni in cui scoppiava
il “caso facebook”, veniva affidato un incarico di 17.700,00
euro per definire una “strategia di comunicazione e progettazione
degli strumenti rivolti a stakeholder e cittadini per l’informazione
relativa ai risultati del mandato (Bilancio di mandato)” dell’attuale
Amministrazione! Da un’analisi complessiva dei costi di comunicazione si evince che nell’ultimo anno e mezzo sono stati spesi, quasi 400mila euro in campagne di marketing: molti se pensiamo che la Giunta si è già dotata anche di un giornalino che arriva a casa di tutti i reggiani! E proprio sul giornalino “Reggio Comune”
vale la pena di spendere una ultima considerazione che conferma la
finalità politica data dalla Giunta alla comunicazione pubblica:
il 23 maggio scorso è stato riaffidato per il periodo di un
anno, il contratto relativo ai servizi di stampa e distribuzione del
periodico comunale che per tale periodo da bimestrale è diventato
mensile… Rèz, 23 Dicembre 2008. Spese comunicative del Comune molto discutibili.
Una comunicazione politicamente di dubbia utilità, poiché a nostro avviso la Giunta dovrebbe dare informazioni sui servizi e non farsi propaganda, mentre per la maggior parte dei casi ci pare che questo non sia avvenuto. Da un’analisi dei costi di comunicazione si
evince che nell’ultimo anno e mezzo sono stati spesi, oltre
250mila euro in campagne di marketing: molti se pensiamo che la Giunta
si è già dotata anche di un giornalino bimestrale che
arriva a casa di tutti i reggiani!
Rèz, 16 Dicembre 2008. A Sesso lavori infiniti e eseguiti male.
Sono mesi che si assiste a lavori di rifacimento dei marciapiedi, dei dossi, di rotonde che sembrano non avere mai fine, con grande disagio dei residenti e dei commercianti. Per di più che gli esiti ci sembrano più che pasticciati, tanto che la fermata dell’autobus è giusto in corrispondenza di un’aiuola con albero al centro, il passaggio pedonale non è più illuminato compromettendo la sicurezza di chi deve attraversare la strada e per di più termina non sullo scivolo della ciclopedonale ma sul gradino, creando non pochi disagi ai disabili… I dossi posti sulla carreggiata in entrata ed in uscita della frazione ci paiono oltre ogni misura di buon senso oltre che certamente fuori legge (il codice della strada prevede una misura massima di 7cm laddove il limite di velocità è 30km/h) risultando pericolosi per i ciclomotori e di intralcio agli autobus. La rotondina all’incrocio con via Nobel è incompiuta e circondata da buche profonde e pericolose. Per tutti questi lavori la Giunta Delrio ha speso,
male, circa 120mila euro. Rèz, 16 Dicembre 2008. Per Sarzi Comune Reggio non ha fatto nulla.
Nel gennaio scorso chiesi alla Giunta Delrio se era informata delle difficoltà sorte a Bagnolo per l’utilizzo di spazi pubblici da destinare all’attività della fondazione e se intendeva intervenire di concerto con i soggetti interessati per realizzare un museo permanete del patrimonio artistico di Otello Sarzi: per tutta risposta l’Assessore Castellani mi disse che non aveva avuto alcuna richiesta di interessamento sulla vicenda e che non era possibile prevedere un museo permanete a lui dedicato. L’Amministrazione Delrio si interessa di valorizzare
gli artisti reggiani solo di fronte a cospicue donazioni come avvenuto
per Gerra? Per il patrimonio di Otello Sarzi la Giunta comunale di Reggio, se avesse voluto, avrebbe potuto fare molto di più, invece è stata a guardare. Rèz, 14 Dicembre 2008. Iride-Enìa: con incorporazione Reggio ed Emilia marginali. Delrio ed il potere politico che lo sostiene ha fretta, lo si è capito nella fase delle trattative che ha portato all’esclusione non solo dell’ipotesi di aggregazione con Hera, ma anche di tutte le altre possibili. Delrio ha fretta perché le elezioni incombono
ed in soli 5 giorni vuole chiudere la partita anche in Consiglio comunale,
che evidentemente è sempre più visto come un intralcio:
la sera di mercoledì 10 consegna dei documenti, venerdì
12 Commissione consiliare, lunedì 15 discussione e voto. La fretta però è cattiva consigliera anche nel merito di questa scelta, perchè questa incorporazione di Enìa in Iride, conduce l’Emilia occidentale ad essere marginale rispetto l’asse Torino-Genova: per questo il voto di domani assomiglia molto ai plebisciti post unitari… Torino avrà tutta la parte energetica, Genova
tutto il settore idrico e gas, mentre i territori di Reggio e dell’Emilia
occidentale rinunciano alla propria centralità e raccolglieranno
le briciole. Noi avremmo preferito una scelta frutto del confronto su varie ipotesi e la nostra idea era ed è quella di mantenere il pallino su Reggio con una operazione di aggregazione ed integrazione nel territorio mediopadano, rafforzando Enìa nei territori di Mantova e Verona. Dal nostro punto di vista una operazione strategica per la creazione di un polo aggregativo attrattivo per altre Utilities di piccola e media dimensione del nordest, una operazione tattica verso gli altri soggetti “forti” (Iride, Hera, A2A) in ottica di una migliore “valorizzazione” in prospettiva, una operazione industriale di radicamento e presidio integrale delle filiere energetiche ed ambientali, una operazione finanziaria che migliora la solidità complessiva. Delrio però ha fretta e rifugge il confronto
e quindi sulla proposta che ci viene presentata noi non potremo che
respingerla poiché non potremo mai condividere una operazione
che di fatto impoverisce il patrimonio della nostra gente. Rèz, 8 Dicembre 2008. In “Variantona” nulla di nuova stagione urbanistica.
Circa la metà di queste varianti pur essendo di poco conto concedono comunque in sette casi una destinazione residenziale laddove ve ne era una a infrastrutture per la viabilità, ossia politicamente vengono “elargite” volumetrie aggiuntive ai contesti residenziali presenti. Sei richieste di variante recepiscono istanze volte ad armonizzare ambiti a prevalente destinazione produttiva, mentre la parte restante riguarda ambiti di carattere residenziale con importanti risvolti politici per quanto attiene le ennesime previsioni delocalizzative. Vi sono infatti casi di trasferimento di cubature frutto del bando con il quale il Comune per fare cassa ha ceduto volumetrie proprie e del bando con il quale Act per il medesimo motivo ha ceduto le volumetrie di via Talami. Vi sono le istanze sottoscritte dal liquidatore di ENAIP che otterrebbe di trasferire 3.330 mq di superficie utile dall’area a destinazione produttiva polifunzionale di via Guittone d’Arezzo in zone oggi agricole che verrebbero trasformate in residenziale e che sono molto più pregiate: Fogliano 1.200 mq, Canali 1.500 mq, S. Bartolomeo 630 mq (quest’ultima nonostante la Circoscrizione 3 abbia espresso parere contrario all’unanimità). Ma vi sono anche altri soggetti che si avvarranno dell’istituto
delle delocalizzazioni con questa variante: Vi sono in conclusione alcune considerazioni politiche di carattere generale su cui vale la pena soffermarsi: più che un anticipo del Psc ci pare che questa “variantona” abbia un fine elettoralistico, se così non fosse si sarebbe potuto tranquillamente attendere l’adozione del nuovo Psc. C’è poi una incoerenza gigantesca alla base di questa proposta di variante: da un lato la Giunta Delrio, con il Piano Poliennale d’Attuazione, ha spostato nel tempo diversi interventi che erano previsti nel Prg vigente, propagandando questa scelta come un necessario rallentamento della crescita edilizia, dall’altro concede con le delocalizzazioni, di trasformare ex novo circa 13.600 mq di superficie utile da aree agricole a residenziali! Delrio e la sua Giunta stanno raschiando il barile della decenza politica. Rèz, 4 Dicembre 2008.
Se la nuova frontiera della pseudo integrazione propagandata
dal Sindaco Delrio è il microcampo nomadi allora, come abbiamo
ricordato più volte, bisogna che i cittadini non dimentichino
che a Reggio esistono già circa 20 microaree su appezzamenti
di proprietà di alcune famiglie Sinte sulle quali in diversi
casi sono stati rilevati da parte dell’Amministrazione comunale
degli abusi edilizi, essendo quasi tutte queste situazioni classificate
dal Prg come aree agricole (ed in taluni casi anche come zone a pericolo
esondazione). Uno di questi siti è quello di via Strozzi a S.Rigo un complesso, come riportato dalla relazione del Dirigente del Servizio Patrimonio allegata alla delibera relativa al progetto “tra il campo alla città”, “di aree acquisite nel 1990 a seguito di apposito verbale di accertamento di violazione della normativa urbanistico/edilizia da parte di nomadi, che successivamente hanno mantenuto il proprio insediamento nella zona senza che l’Amministrazione (nonostante i solleciti del Servizio scrivente agli assessori al Patrimonio via via succedutisi nel tempo) abbia richiesto canoni di occupazione delle aree medesime”. A queste situazioni mai risolte, se ne aggiunta una nuova di zecca circa un anno fa in via Zannoni: dal campo di via Gramsci infatti nei mesi scorsi sono uscite altre due famiglie oltre quella che forse andrà in via Felesino, la prima occupò un’area nel Comune di Cadelbosco Sopra la seconda un’altra area in via Zannoni appunto. Gli uffici comunali hanno provveduto celermente ad accertare gli abusi effettuati in loco ordinando la demolizione delle opere edilizie ed ingiungendo il ripristino dello stato dei luoghi, ma a tutt’oggi tale ordinanza non ha avuto seguito tanto che già nell’aprile di quest’anno se n’è verificata l’inottemperanza con la conseguenza che l’area in questione verrà acquisita al patrimonio del Comune proprio come avvenne in via Strozzi. Temiamo che l’esito sia il medesimo, ossia che
dopo che l’area è diventata pubblica, la famiglia continuerà
a risiedervi senza pagare alcun canone ed in assenza della confromità
urbanistica. Rèz, 2 Dicembre 2008. Approvata la variante Giglio, cattocom convertiti ai grandi centri. Lunedì il Consiglio comunale ha approvato la richiesta di variante avanzata della Tuttogiglio per consentire “una maggiore flessibilità organizzativa della porzione commerciale, nella quale più esercizi commerciali possano essere inseriti in una struttura a destinazione specifica e possano usufruire di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente”: un bel regalo natalizio che come ha avuto modo di affermare anche l’Assessore Spadoni in una recente intervista “di fatto va a sanare una situazione già esistente riconoscendo a quell’area la sua vera valenza commerciale”. E il suggello politico dei lavori consigliari è
stato il voto dei consiglieri ex Margherita, che è stato favorevole
per coloro che sono confluiti nel Pd e di astensione (solo dopo un accorato
appello dell’Assessore Ferrari) per quelli di Italia popolare. Il primo tassello della politica commerciale della Giunta Delrio, incentrata sui sette nuovi grandi centri commerciali, è stato posto. Durante la seduta sono stati inoltre respinti dalla
maggioranza due nostri ordini del giorno con i quali chiedevamo: Rèz, 29 Novembre 2008. La variante Giglio e l’ipocrisia dei cattocom.
La questione sembrava finita nel dimenticatoio lo scorso anno, ma la necessità di adeguare lo stadio alle attuali norme di sicurezza hanno suggerito alla Giunta Delrio di stipulare un accordo con la Tuttogiglio nel quale, tra l’altro, era previsto di adottare la variante entro il 30 settembre scorso. Ci sembrava di avere capito dal Sindaco Delrio che
volesse inaugurare una nuova stagione urbanistica improntata alla filosofia
della “città delle persone”, ci sembrava che l’attuale
Assessore Colzi avesse a cuore la necessità di “reti che
connettano” e non di “luoghi dove spendere e basta”,
ci sembrava che l’attuale Assessore Castellani ritenesse “altre
varianti al camaleontico progetto Giglio” come “semplici
provocazioni politiche”, forse hanno cambiato idea. Rèz, 26 Novembre 2008. Viabilità, Giunta Delrio lascia nodi irrisolti. Il Piano Urbano della Mobilità individua 5 nodi di congestione del traffico da risolvere: l’anello di via Adua, l’accessibilità allo stadio Giglio, l’anello di via Makallè, l’anello di via Cecati, la rotonda dell’Orologio. Del primo abbiamo recentemente discusso in Consiglio comunale, prendendo atto di come i provvedimenti della Giunta Delrio abbiano acutizzato i problemi di traffico già esistenti in via Adua e via dell’Aeronautica lasciando i cittadini senza risposte, quando probabilmente l’unico provvedimento utile sarebbe il collegamento diretto tra le tangenziali nord e sud e il superamento di viale del Partigiano come asse di scorrimento. Il sistema di accessibilità allo stadio Giglio è stato messo alla prova con insuccesso durante lo svolgimento della partita internazionale di rugby e a breve pare non troverà soluzione: ma che fine ha fatto lo studio commissionato in merito? Con il raddoppio della pista ciclabile su via Regina Margherita la situazione in via Makallè è precipitata e probabilmente bisognerebbe arrivare rapidamente ad eliminare la circolazione ad anello ed inserire il doppio senso di marcia direttamente sulla stessa via Makallè. Per quanto riguarda via Cecati l’Assessore Gandolfi ci ha informati che si procederà solo a rivedere le entrate sui parcheggi scambiatori realizzando una rotatoria all’incrocio con via Pariati: del progetto di rimettere a doppio senso via lungocrostolo chissà quando se ne riparlerà… Infine per quanto riguarda l’asse attrezzato di via Inghilterra e della rotonda dell’acquedotto sempre l’Assessore Gandolfi, rispondendo ad una nostra interpellanza ha chiarito che sul primo verrà realizzata una ulteriore rotonda di accesso con via Dimitrov, sul secondo che esiste un progetto di decongestionamento: attendiamo che vengano quanto prima presentati alla Commissione competente. Nel complesso si può affermare, ormai a fine legislatura, che la Giunta Delrio ha lasciato irrisolte tutte queste situazioni di criticità, anzi in talune di queste il congestionamento tanto del traffico privato come di quello pubblico si è aggravato, mentre l’unico impegno ci pare sia stato nel fare cassa aumentando gli introiti da multe e strisce blu. Rèz, 18 Novembre 2008. Molti project financing: nuovo Piano LL.PP. elettoralistico. La Giunta Delrio ha approvato il 12 novembre scorso lo schema del Piano triennale dei lavori Pubblici 2009-2011 nel quale si riscontrano diverse curiosità. Complessivamente sono previsti investimenti nel 2009 per ben 92 milioni di cui 69 per project financing, che come abbiamo imparato in questi anni hanno iter lunghissimi, mentre per le annualità successive si prevedono investimenti per 21 milioni nel 2010 e solo 7 nel 2011. Alla luce di alcuni importanti insuccessi del recente passato (parcheggio ospedale, palasport, piscine) risulterà indispensabile approfondire bene come alcuni di questi project financing potranno reggersi economicamente, trattandosi di centri sociali, scuole, parcheggi, sportelli socio sanitari e cosa si vorrà fare a villa Marchi per la quale è previsto un importo di quasi 15 milioni. Vi è poi la voce Paesaggi estensi lungo il Crostoso, progetto sempre in project financing già previsto nel bilancio dello scorso anno per 20 milioni e passato a 25 nel nuovo Piano triennale, vi è poi la realizzazione del nuovo casello autostradale disegnato dall’Arch. Calatrava che ci costerà 3,5 milioni invece dei 2,5 inizialmente previsti. Un capitolo a parte merita il nuovo palasport, iscritto nel nuovo Piano per un valore di 16 milioni nel 2009, anch’esso in project financing (sarà ripreso quello già presentato a suo tempo ??), ma per il quale il Comune prevede una posta di 1,5 milioni quale “contributo per realizzazione opere” solamente nelle annualità 2010 e 2011. Risulta del tutto evidente come trattandosi di un atto
allegato al bilancio preventivo 2009, l’ultimo che firmerà
Delrio, ha pienamente un sapore elettoralistico. Rèz,11 Novembre 2008. Enia, Delrio spieghi aumento dirigenti e attività Sot.
All’atto della nascita i dirigenti della società erano 25 ma sono aumentati progressivamente dall’anno 2006 per raggiungere l’attuale numero di 39. Dal novembre 2006 sono poi state attivate anche le tre Società Operative Territoriali di Enìa, con i rispettivi Consigli di Amministrazione, la cui funzione dovrebbe essere di garantire la gestione dei rapporti di collaborazione con gli Enti, le Istituzioni e le Organizzazioni locali, e le attività di monitoraggio delle esigenze della clientela e del territorio attraverso una puntuale pianificazione degli interventi. Abbiamo presentato oggi una interrogazione per sapere
dal Sindaco Delrio, in qualità di primo azionista di Enìa,
le motivazioni per cui il numero dei dirigenti della multiutility sia
aumentato così notevolmente (+56%) e quali siano appannaggi e
benefit degli stessi. In un momento economicamente difficile per le famiglie
come quello attuale, è indispensabile la massima chiarezza e
lo è ancor più nella fase che anticipa l’incorporazione
di Enìa in Iride. Rèz, 6 Novembre 2008. Pronta la “variantona” elettorale.
Circa la metà di queste varianti sono di poco
conto trattandosi di piccole rettifiche o aggiustamenti cartografici,
miglioramenti nelle dotazioni, nell’accessibilità. Naturalmente le sorprese non mancano, specie per quanto riguarda le ennesime previsioni di delocalizzazione che francamente paiono molto votate alla speculazione. Lasciamo da parte i casi ormai noti relativi a trasferimenti di cubature frutto del bando con il quale il Comune ha ceduto volumetrie proprie e del bando con il quale Act ha ceduto le volumetrie di via Talami. Che dire però delle istanze sottoscritte dal
liquidatore di ENAIP che ha chiesto di trasferire 4.030 mq di superficie
utile dall’area di via Guittone d’Arezzo? In conclusione ci pare che sebbene vi siano alcune
situazioni che effettivamente contribuiscono al riordino di alcuni ambiti
del territorio, non tutte le proposte però sono politicamente
coerenti con la politica propagandata dalla Giunta Delrio. Rèz, 5 Novembre 2008. Enìa Solaris, perché scelta Ata Group come partner privato?
La scelta di dare vita all’iniziativa segue le previsioni del piano industriale di Enìa e consentirà alla nostra multiutility di investire nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili rafforzandosi in un segmento che potrebbe offrire opportunità di sviluppo futuro. Abbiamo chiesto alla Giunta Dlerio, con una specifica interpellanza, di sapere perché sia stato scelto come partner proprio Ata Group e non altre realtà, alcune delle quali presenti anche nel nostro territorio provinciale che sono tra l’altro leader nazionali nel settore. Inoltre da una verifica che abbiamo effettuato, risulterebbe che il Presidente del Consiglio di sorveglianza di Ata Group spa sarebbe anche membro del Consiglio di Amministrazione di Enìa: sebbene non ci si trovi di fronte ad una situazione illegittima o incompatibile, desideriamo sapere dal Sindaco Delrio, che è il primo azionista di Enìa, se ritiene politicamente opportuna una tale commistione di cariche e, in ultima analisi se vi si siano in essere altre situazioni simili. Rèz, 5 Novembre 2008. Microarea via Felesino: anche per la Regione variante indispensabile. Anche la Regione Emilia Romagna conferma che la Lega Nord ha ragione: la variante urbanistica all’area di via Felesino, oggi agricola, per insediare il primo dei nuovi 6 microcampi nomadi che Delrio vorrebbe realizzare per ridimensionare quello di via Gramsci, è indispensabile. Rispondendo ad una nostra interrogazione, l’Assessore Anna Maria Dapporto, pur condividendo l’operato del Comune, non ha potuto non considerare indispensabile sottoporre al Consiglio comunale la variante al Prg “realizzando così la opportuna applicazione della Legge Regionale n.47 del 1988” sulle minoranze nomadi, che prevede una specifica zonizzazione dei campi sosta che non è quella agricola attuale. La Regione ha anche assicurato che “condurrà comunque un’attenta opera di vigilanza affinché l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia non standardizzi questo iter accelerato giustificato dalla necessità di non perdere il finanziamento assegnato e di inserire i minori del nucleo prescelto già nell’anno scolastico 2008-2009 iniziando nei tempi previsti il percorso di inserimento sociale e di integrazione”. Nel merito restano due considerazioni: la prima è che le scuole sono già cominciate mentre la microarea non è ancora realizzata, la seconda è che la Regione, probabilmente non sapendo che l’area di via Felesino è isolata e chiusa tra Tav e Canile, non può immaginare che l’inserimento sociale sarà impossibile, disattendendo così anche il comma 3 dell’art.4 della Legge Regionale sulle minoranze nomadi che recita: “l'ubicazione dell'area di sosta deve essere individuata in modo da evitare qualsiasi norma di emarginazione urbanistica e da facilitare l'accesso ai servizi pubblici e la partecipazione dei nomadi alla vita sociale”… Politicamente le furberie procedimentali urbanistiche
sono risultate alla fine inutili, mentre sotto il profilo dell’inclusione
sociale il progetto del Sindaco Delrio è fallito ancora prima
di partire. Rèz, 1 Novembre 2008. Microarea via Felesino: per la Provincia variante indispensabile.
Rispondendo ad una nostra interrogazione, la Presidente Sonia Masini ha rilevato che “la destinazione di aree comprese nel territorio suddetto all’uso di campine per nomadi (uso extra-agricolo) deve essere prevista con lo strumento di pianificazione comunale o sua variante motivata”. Non bastasse la Provincia conferma un’altra anomalia che avevamo evidenziato ossia che “dalla relazione dei legali fornita dal Comune su nostra richiesta” si palesa come “il percorso amministrativo adottato dal Comune in applicazione dell’art.16 (attrezzature del territorio) delle norme tecniche attuative del vigente Prg comunque prevede la successiva adozione della specifica variante urbanistica”, vale a dire che la Giunta al contrario di quanto aveva sostenuto poche settimane fa in Consiglio comunale respingendo la nostra richiesta di attingere la conformità urbanistica adottando preventivamente la dovuta variante, intenderebbe procedere sostanzialmente con una variante in sanatoria: un vero e proprio insulto ai cittadini che rispettano le regole seguendo le procedure richieste dall’Amministrazione. La Presidente Masini conclude assicurando che “qualora la variante venga adottata, la Provincia esprimerà il proprio parere di legittimità valutando la proposta e gli atti presentati”, anche in considerazione del fatto che l’area in questione risulta interessata da inondazioni storiche e quindi in caso di trasformazione si rende necessaria la messa in atto di una corretta gestione delle acque per la riduzione del rischio idraulico. Politicamente è ormai del tutto evidente che
il Sindaco Delrio si prodiga con ogni strumento per riservare ai soli
nomadi privilegi e corsie preferenziali inaccettabili ed ingiustificate. Rèz, 23 Ottobre 2008. Parcheggio Zucchi, spesi 150mila euro per lifting. Il 22 marzo 2006 la Giunta Delrio dichiarò la sussistenza del pubblico interesse per il project financing relativo al sistema parcheggi del centro storico presentato del raggruppamento d’impresa costituito da CCC-Italcantieri e CFC. Come noto oltre alla gestione delle strisce blu il
progetto verte sulla realizzazione e gestione di tre parcheggi interrati:
ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79
posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti). In particolare ad oggi la proposta relativa al parcheggio della Zucchi, che prevedeva anche la realizzazione in superficie di un parco, è stata ritenuta peggiorativa in quanto pur in assenza di problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio a più piani la proposta offre solo 460 posti auto su un piano interrato. L’iter del project è ancora in essere e dovrebbe concludersi, se non sorgeranno problemi di natura politica, nella prossima primavera per poi avviare i cantieri. Se questo sarà, ci pare stoni parecchio la scelta dell’Assessorato alla Città Storica di avviare un progetto di riqualificazione ed ampliamento del parcheggio attuale. A fine agosto infatti l’Arch. Magnani, Dirigente dell’Unità di progetto città storica, ha approvato il progetto esecutivo che, trasformando anche parte degli spazi oggi utilizzati dalle autocorriere, porterà alla realizzazione di circa 250 nuovi posti auto oltre che a riorganizzare i flussi viabilistici e pedonali dell’area: costo dell’intervento 150mila euro. Politicamente se tra sei mesi prenderanno effettivamente
avvio i lavori per il parcheggio sotterraneo ci troveremmo di fronte
all’ennesimo sperpero di denaro poiché i lavori appena
finiti sarebbero gettati al vento, tanto paga Pantalone... Rèz, 22 Ottobre 2008. Psc: Giunta riferisca su area produttiva tra Roncocesi e Cadelbosco. Nei giorni scorsi abbiamo informato la Città del vero dimensionamento del nuovo Piano strutturale comunale relativamente alle previsioni residenziali che sono ben più alte dell’obiettivo politico dichiarato dalla Giunta Delrio: ora ci occupiamo degli interventi relativi alle aree produttive. Il Prg vigente prevede 1.440.000 mq a destinazione produttiva, di cui 340.000 relativi ad interventi diretti e la differenza relativa a 41 piani attuativi: di questi ultimi ne sono stati realizzati circa 600.000 mq, mentre la parte restante verrà gestita dal nuovo strumento urbanistico. La Giunta Delrio ha individuato come ambiti specializzati
produttivi di rilievo sovracomunale le aree di Mancasale, Gavassa-Prato
e Corte Tegge. Sul campo inoltre vi è anche la destinazione dell’intero ambito di circa 300.000 mq, compreso tra via Gonzaga ed il casello autostradale, ad area di trasformazione destinata ad ospitare industrie di eccellenza del territorio, prima delle quali sarà il nuovo stabilimento Brevini. La Giunta Delrio sostiene di avere operato confrontandosi su scala provinciale per corrispondere alle esigenze del territorio: se così fosse all’Assessore Ferrari non sarebbero dovute sfuggire le previsioni del vicino Comune di Cadelbosco Sopra, che nei documenti preliminari del proprio Psc (recepiti anche dal nuovo Ptcp della Provincia), vorrebbe insediare una nuova area industriale di rilevo sovracomunale di circa 450.000 mq proprio al confine con Reggio vicino a Roncocesi. Ci pare una dimenticanza di non poco conto considerate
la portata e l’impatto che questa previsione comporterà
non solo sui centri abitati vicini, ma anche sul sistema della mobilità
nel suo complesso.
Rèz, 22 Ottobre 2008. Dimensione Psc: Giunta contraddice se stessa. Ma quale stop al cemento, i proclami della Giunta Delrio sui numeri del nuovo Piano Strutturale Comunale palesano solo come la nuova stagione urbanistica fondata su un fantomatico “stop al cemento”, sia solo uno slogan: durante la seduta di Commissione tenutasi ieri, l’Assessore Ferrari ha confermato i nostri dubbi sul vero dimensionamento del nuovo Piano urbanistico. Innanzitutto una doverosa premessa: a differenza di quanto sostiene l’Assessore Ferrari, una crescita come gli anni precedenti è oggi impossibile poiché il mercato vive una fase di stanca molto marcata tant’è che il residuo degli alloggi potenzialmente edificabili previsti dal Prg vigente è di circa 11.700 unità (di cui 5.370 contenuti in Piani urbanistici buona parte dei quali rinviati dal PPA 2006-2010), ovvero il 59% del totale. Il nuovo Psc gestirà tale residuo integrandolo con quote aggiuntive di Edilizia Residenziale Sociale, nuove riqualificazioni e trasformazioni urbane (ex Reggiane e aree circostanti, ex Consorzio Agrario…), tessuti consolidati (previa demolizione e ricostruzione), nuove delocalizzazioni: il totale di queste previsioni farà molto probabilmente superare i 16.000 alloggi di previsione del nuovo Piano urbanistico della Giunta Delrio, ben al di là quindi dei 12.000 reclamizzati, si badi bene, solo come obiettivo politico. La prova scritta di questa tesi la troviamo nell’allegato
B del “Verbale conclusivo della Conferenza di Pianificazione per
l’adozione del Psc” del 23 aprile scorso. La risposta della Giunta Delrio a questa richiesta di chiarimenti della Provincia è chiara ed incontrovertibile: “il totale tra interventi diretti e Piani Urbanistici Attuativi, comprensivo come detto della quota aggiuntiva di Edilizia Residenziale Sociale e delle nuove riqualificazioni urbane ammonta a circa !5.000-16.000 alloggi.”, oltre a questo vengono richiamati “ma non possono essere puntualmente conteggiate le quote riferite ad interventi di recupero e riqualificazione di: complessi dimessi in territorio agricolo, tessuti consolidati, delocalizzazioni”. Dunque il dato dimensionale delle previsioni residenziali è di 16 mila e più alloggi del Psc contro i 19.800 dell’attuale Prg (attuato nemmeno per la metà in dieci anni), senza tenere conto per altro dell’importante dato mai tenuto in debita considerazione, ossia le migliaia di alloggi invenduti presenti in città. Se il dimensionamento del nuovo Psc fosse veramente
quello delineato dalla Giunta Delrio (12 mila alloggi, praticamente
poco più del residuo del Prg vigente) potremmo allora tranquillamente
rivalutare il Prg targato Malagoli poiché ci consegnerebbe una
visione della città a 25 anni e non dei soli 10 di vigenza, ma
per contro essendo il vero dimensionamento potenziale del nuovo Psc
sui 16 mila alloggi, dobbiamo constatare che i due Piani, dimensionalmente,
sono pressoché equivalenti.
Rèz, 18 Ottobre 2008. Enìa, Delrio difende interessi Reggio? Sulle alleanze tra utilities, l’On. Castagnetti ha giustificato la clamorosa inversione a U di Delrio sostenendo la tesi che i Sindaci difenderebbero gli interessi delle rispettive città. Considerato che i termini precisi degli accordi tra Iride ed Enìa sono ancora materia chiaroscura, ci pare che questa tesi debba essere tutta dimostrata soprattutto sotto il profilo industriale. Certo è che sotto il profilo politico il tavolo emiliano è stato repentinamente gettato all’aria preludendo uno tsunami interno al Pd: politicamente bisognerà che il “piagnucolante” neo ricandidato Delrio spieghi bene ciò che è accaduto giacchè quasi a parità di offerte il cambio di rotta è palese e cambia molto il destino di Enìa, così come non potrà schivare il tema politico della coerenza delle alleanze di governo essendo stati piantati precisi paletti da parte dell’arcipelago di sinistra cui fa parte anche il Vicesindaco Ferretti. Il vero interesse della nostra città non sta nei giochini di potere ma nell’esigenza di valutare un orizzonte chiaro per il futuro e la vicenda di Enìa intrecciata alla riproposizione mascherata dell’attuale cartello elettorale di governo finalizzato alla mera conservazione del potere non è un segnale incoraggiante. Delrio considera Reggio in prestito e non sua: ma non
doveva essere la propagandata città delle persone? Le Sot ad esempio: quante volte si sono riuniti i rispettivi
consigli di amministrazione? E cosa hanno prodotto? E’ cominciando a rispondere a queste ed altre domande che si misura la cura del bene comune e dei veri interessi della città. Rèz, 13 Ottobre 2008. Enìa-Iride: Delrio schiaffeggia Errani e sinistra. A settembre i problemi legati al concambio, alla governance ed al mantenimento della maggioranza in mano pubblica avevano arenato le trattative tra Hera, Enìa ed Iride, tanto che Delrio aveva rivolto il proprio sguardo verso la sola Hera, mentre Sinistra Democratica cui fa capo il Vicesindaco Ferretti, i sindacati e più in generale tutta la sinistra estrema, si erano espressi contro la privatizzazione del nuovo soggetto societario. Ieri Delrio ha schiaffeggiato tutta la sinistra nascondendosi, così pare leggendo i quotidiani, dietro una clausola che garantirebbe per soli tre anni la proprietà pubblica delle azioni della nuova società che vede coinvolte le sole Enìa ed Iride e, a differenza di ciò che sosteneva lo stesso Delrio, ci pare che non sarà Enìa ad allargare la propria esperienza, ma Iride a fagocitarci. E’ del tutto evidente che siamo di fronte a scelte più politiche che industriali, a difesa del potere costituito. Non è un caso che il centrosinistra, una volta perso il controllo di Brescia e Roma, abbia escluso trattative con le rispettive utilities, non è un caso che anche la recente rinuncia di Cofferati a ricandidarsi a Bologna abbia complicato il quadro, ecco allora partorita la strada in sicurezza: partono Iride ed Enìa, si celebrano le elezioni amministrative, poi si vedrà, sia per Hera che per quanto riguarda il 51% in mano pubblica. Chi esce malconcio dal blitz politico di Delrio è anche il Presidente della Regione Errani, il cui disegno di “Bologna capitale” non è andato in porto, chi invece non pare trarre beneficio da queste operazioni è sicuramente il cittadino-utente che in tutti questi giochi politici fatti di aggregazioni, fusioni e nuove poltrone, non vede diminuire le tariffe dei servizi. Rèz, 10 Ottobre 2008. Delrio a Bologna? Lega gli pagherebbe il biglietto di sola andata… La rinuncia di Cofferati a ricandidarsi a Sindaco
di Bologna deve avere acceso la fantasia di qualche buontempone: così
nel disperato tentativo di spacciare il nostro Sindaco come un modello
da esportazione, è stata lanciata l’idea che egli sia invocato
come salvatore della patria del Pd bolognese. Ma se Delrio è veramente così forte che rischierebbe di stravincere, chi vivrebbe quel “malessere” tale da volersi sbarazzare politicamente di lui? E di fatti le agenzie, alle 17,12 di ieri, divulgavano le dichiarazioni del segretario bolognese del Pd, Andrea De Maria, il quale garantiva che “nel Pd di Bologna vi sono personalità autorevoli che possono raccogliere il testimone di Cofferati” ed inoltre, a differenza di quanto avviene a Reggio, specificava che “il partito ha già definito un proprio percorso in vista delle primarie del 14 dicembre”. L’impressione politica quindi è che si stia raschiando il barile della bassa propaganda pur di sostenere un Delrio in gravissima difficoltà per il nulla politico-amministrativo dimostrato in quattro anni e mezzo di governo, che hanno visto irrisolti tutti i principali problemi della città dal traffico, alla sicurezza, all’immigrazione. Siamo di fronte ad una bufala e chi l’ha pensata forse crede che anche in politica una telefonata allunghi la vita … Rèz, 9 Ottobre 2008. Deleghe Circoscrizioni: fallimento annunciato. Le relazioni presentate dalle circoscrizioni durante la seduta del consiglio sul decentramento di ieri, hanno fornito importanti spunti di riflessione che confermano per altro tutte le perplessità e i difetti del regolamento che nemmeno due anni fa venne approvato dalla maggioranza. Ci pare che tutti abbiano concordato sulle problematiche ed in particolare sul fatto che dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta: le circoscrizioni restano scatole vuote senza potere né risorse adeguate. Se solo a fine 2006 fosse stata approvata la nostra proposta di attivare entro un anno le deleghe ieri in consiglio ci saremmo confrontati sui primi esiti della sperimentazione territoriale delle stesse, ma anche in questo caso la Giunta Delrio è in grave e colpevole ritardo, anzi mentre il capogruppo del Pd auspicava una graduale attuazione delle deleghe, il vicesindaco Ferretti ha dichiarato apertamente che sulle manutenzioni, il capitolo più spinoso nell’attività delle circoscrizioni, “la piena attribuzione della delega avrà piena attuazione con la nuova organizzazione circoscrizionale conseguente alle prossime elezioni amministrative”: vale a dire l’ennesimo rinvio! Di fatto come più volte abbiamo denunciato le circoscrizioni sono state svuotate delle competenze su verde (affidato ad Enìa per 400mila euro l’anno), sport (con la nascita della Fondazione le circoscrizioni gestiscono pochissimi impianti) e manutenzioni, mentre per contro si sono avviati costosi processi partecipativi che surrogano l’attività delle stesse ed i cui esiti sono insoddisfacenti. Il Pd si è dimostrato confuso anche sulla questione relativa al numero delle circoscrizioni, di cui saremo chiamati a discutere solo in forza delle disposizioni di legge: il vicesindaco infatti ha chiarito, all’esatto contrario di quanto era scritto sul programma elettorale di Delrio, che la decisione di non rivederne il numero due anni fa fu per “garantire una rete di ascolto” più capillare, pur ritenendo che le circoscrizioni “non possono essere dei piccoli municipi”! Per la Giunta Delrio la giornata sul decentramento non doveva essere un atto dovuto da regolamento, per contro né sulle deleghe né sulla revisione delle circoscrizioni è stata ancora depositata una proposta formale. Circ. 2 Rèz, 3 Ottobre 2008. Più pedaggi e meno parcheggi, Delrio ha fallito. In ossequio al Piano Urbano della Mobilità, il cui unico vero provvedimento è l’ulteriore estensione dei parcheggi a pagamento con la benedizione di Act, la Giunta Delrio pone un nuovo tassello concedendo ai residenti del centro un tardivo contentino la cui prima conseguenza sarà l’occupazione di molti posti delimitati dalle strisce blu, e quindi l’ulteriore spostamento fuori dalla circonvallazione dei lavoratori e degli utenti diretti in centro, per altro senza avere realizzato i nuovi parcheggi scambiatori. Un disegno chiaro e per di più pasticciato di questa Giunta: per i reggiani del centro e non, vi sono meno parcheggi (interrati e scambiatori) e più balzelli (strisce blu e telecamere, abbonamenti), proprio come prefigurato nel febbraio 2006 quando l’allora Presidente di Act Giulio Fantuzzi, invocava misure draconiane al convegno della Provincia sulla pianificazione dei trasporti sostenendo che “va scoraggiato l’uso dell’auto anche tramite provvedimenti fortemente impopolari come l’imposizione di pedaggi per i centri urbani, la diminuzione dei parcheggi ed introdurre il pagamento per quelli ancora gratuiti”. Il passo ulteriore sarà la riduzione a due sole corsie, una per senso di marcia, dell’intera circonvallazione. Per rispondere alle esigenze dei residenti del centro crediamo che fosse necessario puntare sui parcheggi sotterranei, cosa che non è stata fatta: infatti avere abbinato nel project financing avviato dalla Giunta, la gestione complessiva del sistema di sosta con la realizzazione di tre autosilos di cui due per i residenti (piazza Vittoria - 120 posti e piazza 24 maggio - 72 posti), ha provocato dubbi e critiche da settori dalla stessa maggioranza forse perché oggi è Act a gestire le “strisce blu”. Di fatto anche il progetto principale di Delrio sul sistema di sosta del centro cittadino non ha trovato attuazione. Rèz, 23 Settembre 2008. Depositata proposta su nuove Circoscrizioni. La ridefinizione del numero e del dimensionamento delle circoscrizioni era un intendimento che si trovava in molti dei programmi elettorali dei candidati alle elezioni del 2004. Nel gennaio 2007 il consiglio comunale approvò a maggioranza il nuovo regolamento dei consigli di circoscrizione ma sia la Giunta Delrio che la maggioranza di centrosinistra che lo sostiene, non tenendo fede alle promesse elettorali, lasciarono inalterato il numero delle circoscrizioni. Ora in forza della legge finanziaria 2008 il consiglio comunale sarà nuovamente chiamato, dopo solo un anno e mezzo, a rivedere quel regolamento, poiché si rende necessario ridurre il numero delle circoscrizioni, che dovranno avere una popolazione media di 30mila abitanti, con la conseguenza che a Reggio ne potranno rimanere un numero massimo di 5. La Giunta Delrio ha annunciato durante la conferenza
dei capigruppo del 10 settembre scorso l’intenzione di abbinare
alla conferenza annuale sul decentramento che si terrà in ottobre,
la presentazione della propria proposta di ridisegno territoriale delle
circoscrizioni: è la prima volta che su una materia di competenza
consiliare la Giunta prende l’iniziativa ed è la prima
volta che una proposta arriva direttamente in consiglio senza passare
dalla commissione. Prendiamo atto della scorrettezza istituzionale della Giunta Delrio e mentre il centrosinistra decide quante circoscrizioni debbano restare, noi abbiamo già depositato nei giorni scorsi il nostro progetto che ridisegna le circoscrizioni ed abbiamo chiesto al Presidente della commissione affari istituzionali, di convocare la stessa per avviare la discussione in quella che riteniamo sia la sede politica naturale. Il progetto che abbiamo predisposto articola il territorio
comunale in 5 circoscrizioni, in particolare il centro storico verrebbe
allargato assumendo come confini a nord la ferrovia Reggio-Ciano, a
est viale Risorgimento, a sud via Manenti e ad ovest il torrente Crostolo. Rèz, 20 Settembre 2008. Giglio, Delrio non rispetta i patti. Lo stadio Giglio è finalmente tornato a norma e di questo bisogna ringraziare in primis l’Ing. Zambelli e Tuttogiglio: Reggio rispetta le regole e questo è un merito. Restano sul campo due problemi, il primo è quello della proprietà dell’impianto per il quale auspichiamo una rapida conclusione del procedimento fallimentare, il secondo è quello del settore “distinti” per la cui riapertura sarà indispensabile continuare la collaborazione con Tuttogiglio. I demeriti invece li lasciamo tutti alla Giunta Delrio, che prima ha sprecato molti mesi per assumere delle decisioni ed ora non rispetta nemmeno i patti che ha sottoscritto. Infatti uno dei due punti salienti dell’accordo tra Comune e Tuttogiglio prevedeva esplicitamente l’impegno della Giunta a portare in Consiglio comunale la proposta di variante presentata da Tuttogiglio nel febbraio 2006, relativa alla riparametrazione delle aree commerciali, entro il 30 settembre: non solo il punto non è nemmeno iscritto all’ordine del giorno, ma la Giunta ne ha recentemente proposto la trattazione a novembre. Politicamente anche questa vicenda la dice lunga sulla
credibilità e sull’affidabilità del Sindaco e della
sua compagine di governo. Rèz, 17 Settembre 2008. Circoscrizioni, no consiglieri aggiunti. Il Consiglio di Stato il 6 luglio 2005 ha confermato
che il diritto di elettorato e di accesso alle cariche pubbliche è
coniugato espressamente al requisito della cittadinanza. E questo è ciò che deve valere per tutti, pena calpestare le regole civili che il nostro Paese si è dato. Noi rigettiamo con fermezza l’idea di Consiglieri di circoscrizione aggiunti in rappresentanza delle comunità immigrate avanzata dall’Assessore Corradini e benedetta oggi dal Sindaco Delrio, il quale non perde occasione di manifestare le proprie strampalate tesi: infatti all’esatto contrario di ciò che egli sostiene in Italia i diritti non sono affatto concessi ma si acquisiscono con la cittadinanza, titolo che può essere richiesto dopo dieci anni di residenza nel Paese. L’integrazione non si realizza aggirando le regole
o richiamandosi a un astratto concetto di “cittadinanza mondiale”
come fa Delrio, ma con la precisa e manifesta volontà quotidiana
di chi viene a risiedere qui. L’integralismo ideologico del Sindaco Delrio combinato all’accoglienza indiscriminata offerta dai cattocomunisti hanno già fatto troppi danni alla nostra città con le conseguenze in termini di mancata integrazione, di tenuta del welfare locale, di sicurezza e controllo del territorio che tutti vediamo. Cosa si inventerà poi il centrosinistra per
stravolgere le regole? I consiglieri aggiunti per orientamento sessuale?
Per religione? Per professione? Rèz, 15 Settembre 2008. Giunta Delrio paralizza traffico. Quello del traffico è una delle emergenze che in quattro anni di governo la Giunta Delrio non è stata in grado di risolvere in prima istanza per la scelta di Delrio che propose alla città le ricette integraliste dell’ex Assessore Santèl, in seconda istanza per la scelta di Delrio di annacquare quell’impostazione evidentemente impopolare con un nuovo Assessore, Gandolfi, che pur dimostrandosi aperto all’ascolto e ad un maggiore pragmatismo, non è politicamente in grado di produrre soluzioni efficaci. Non dimentichiamo infatti che il principale impegno dichiarato dalla Giunta, approvando il Piano Urbano della Mobilità, è di avere “meno auto in città” proposito che si sta concretizzando mettendo in opera numerosi interventi, come il restringimento di molte carreggiate stradali, che stanno rendendo molto difficoltosa la circolazione degli autoveicoli, mezzi pubblici compresi, così da bloccare invece di fluidificare il traffico. Ultimo caso in ordine di tempo quello di via Adua, dove venne istituita la zona 30 in entrata da viale Regina Margherita al fine scoraggiarne l’attraversamento: il Piano Urbano della Mobilità indica lo snodo tra la parte finale di via Adua e via del Chionso come uno dei “Punti in congestione da rivalutare”, il dettaglio degli interventi proposti dal Piano prevede che “l’eliminazione del circuito di sensi unici tra via del Chionso, via Aeronautica, via Adua ripristinando i doppi sensi di marcia” e la contestuale realizzazione di tre rotonde. Il risultato a lavori ormai conclusi, è che la decisione di mantenere il senso unico in uscita da via Adua, sommato al ripristino del doppio senso su via dell’Aeronautica sta producendo incolonnamenti continui su tutta via Adua, arrecando gravi disagi anche alle molte attività economiche che si svolgono in zona. Con l’interpellanza che abbiamo presentato oggi chiediamo conto alla Giunta anche di questa situazione particolare. Rèz, 13 Settembre 2008. Strade pericolose, Giunta Delrio non risolve problemi. Via Fermi, via Inghilterra, via Cecati, via Settembrini: sono anni che chiediamo risposte ed interventi da parte della Giunta per razionalizzare il traffico e migliorare la sicurezza di queste arterie, ma Delrio e la sua Giunta quando non rispondono ideologicamente, non sanno far altro che allargare le braccia e dichiarare che “stanno studiando il problema”. Mentre la Giunta Delrio “studia”, continuano a verificarsi incidenti anche mortali e gravi disagi per i cittadini. A Fogliano sebbene i ripetuti annunci i lavori di messa
in sicurezza, in particolare le due rotonde poste all’entrata
dell’abitato, non hanno ancora preso avvio, mentre in via Inghilterra,
per diatribe di maggioranza, non si comprende ancora come verrà
risolto il nodo dell’intersezione con via Ungheria e via Dimitrov. Il caso di via Settembrini è emblematico del misto fra incapacità politica e ideologia che caratterizza la Giunta Delrio. Dopo i due gravi incidenti verificatisi a fine agosto
l’Assessore Colzi ha respinto ogni responsabilità morale
e politica della Giunta anzi, ha ribadito che via Settembrini deve rimanere
così com’è, come previsto da Comune e Circoscrizione,
per contro l’Assessore Gandolfi tanto per cambiare promette ulteriori
studi… Si può essere d’accordo o meno con le previsioni del piano regolatore e con l’urbanizzazione prevista su via Settembrini e noi siamo sempre stati critici in merito, ma si sappia che il piano regolatore vigente in corrispondenza delle nuove urbanizzazioni prevedeva eccome l’allargamento della strada: il 21 dicembre 2004 il consiglio comunale approvò il piano particolareggiato di via Reggiani (denominato Ti 2-26) nella cui relazione illustrativa si può leggere: “il progetto in relazione agli obiettivi del prg prevede l’allargamento di via settembrini” ed ancora nel parere del Servizio traffico allegato e citato nella delibera è scritto “via settembrini dovrà essere allargata su tutto il fronte dell’intervento considerando una sezione definitiva di m.7.00 simmetrica all’asse attuale” … “l’allargamento così pure la realizzazione della pista ciclabile a lato dovranno essere eseguiti anche davanti al circolo della cassa di risparmio fino a via negri in modo da rendere continuo e uniforme il fronte stradale”. Queste previsioni avrebbero comportato il tombamento della canaletta prospiciente l’area d’intervento ed il tutto sarebbe stato a carico degli attuatori del piano (solo il tombamento aveva un costo di circa 22mila euro). Poi nel luglio 2007 il Servizio ingegneria espresse il proprio parere favorevole ad una variante alle opere di urbanizzazione che riportava la larghezza della strada agli originari ed attuali m.4.74, modifiche “richieste e concordate con la circoscrizione e gli uffici dell’amministrazione comunale”: la politica ci ha messo lo zampino modificando di fatto le determinazioni del Consiglio comunale ed il Prg e piegando il buon senso dei tecnici al proprio ideologismo. Risultati conseguiti dalla Giunta Delrio e dal Presidente
della Circoscrizione (chissà dov’era questi quando venne
approvato il piano regolatore…): E’ forse questa la fantomatica “città delle persone” propagandata da Delrio? Rèz, 9 Settembre 2008. Viabilità, Gandolfi e Giunta non decidono e non fanno. Via Fermi, via Settembrini, via Inghilterra, via Cecati: sono anni che chiediamo risposte ed interventi da parte della Giunta razionalizzare il traffico e migliorare la sicurezza di queste arterie ma per tutta risposta Delrio e Gandolfi non sanno far altro che allargare le braccia e dichiarare che “stanno studiando il problema”. A Fogliano sebbene i ripetuti annunci i lavori di mezza in sicurezza, in particolare le due rotonde poste all’entrata dell’abitato, non hanno ancora preso avvio e in via Inghilterra non si comprende ancora come verrà risolto il nodo posto all’intersezione con via Ungheria. Via Cecati poi, pur essendo collocata in un ambito residenziale, ha di fatto svolto negli ultimi anni le funzioni di una tangenziale, da diversi anni vi è l’intenzione di ripensarne la viabilità al fine di migliorarne sicurezza e vivibilità tanto che il programma delle opere pubbliche allegato al bilancio preventivo 2005 prevedeva una posta di €.200.000 nel 2007 per “moderazione traffico vie Cecati-Lungocrostolo-Pariati”, che pare siano stati destinati ad altri ambiti del centro storico. Abbiamo perciò presentato in merito alcune interpellanze per potere comprendere quale sia lo stato dell’arte perchè mentre la Giunta “studia”, continuano a verificarsi incidenti e disagi per i cittadini. Rèz, 3 Settembre 2008. Microcampi nomadi: Giunta Delrio politicamente abusiva. Approvando il progetto della prima microarea di via Felesino la Giunta Delrio certifica l’abusivismo politico in cui versa. “I tempi sono democrazia” soleva ripetere l’Assessore Corradini quando era capogruppo dei Ds, ma lo stravolgimento delle regole operato dalla Giunta, che solo per paura politica e per risparmiare tempo non rispetta gli iter urbanistici preordinati la dice lunga sul concetto di democrazia che la ispira. La giustificazione ufficiale di questa forzatura è il timore di perdere i finanziamenti ministeriali: se così fosse chiederemo subito, nelle sedi opportune, di congelare quel finanziamento, poiché è inaccettabile che un Sindaco decida per tutti come un novello Podestà, senza avere alcun sostegno popolare su un progetto che non faceva parte di nessun programma politico elettorale. Da oggi infatti il Sindaco Delrio potrà realizzare tutti i campi nomadi che vorrà senza interpellare i cittadini, il Consiglio comunale, la Provincia, nessuno: l’ex Sindaco Spaggiari mai si era sognata di calpestare le regole e quando realizzò il campo di Masone affrontò, con la forza politica che la contraddistingueva, tutti i passaggi dovuti. Ma questa è una stagione politica diversa ma certamente non migliore. L’aspetto grottesco è che nelle vicinanze
della nuova microarea, precisamente nell’ex cantiere della Tav,
pare che la Provincia voglia insediare un polo di protezione civile,
ma che il Comune abbia posto la necessità di una variante urbanistica
essendo un’area agricola…. Rèz, 1 Settembre 2008. Stadio Giglio: Catellani politicamente senza ritegno. Nel mese di marzo discutemmo in Consiglio comunale
la nostra mozione relativa alla proprietà ed alla messa in sicurezza
dello stadio Giglio: in tale occasione l’Assessore Catellani sostenne
che il Comune non aveva la titolarità per chiedere il rientro
del bene così come invece previsto dalla convenzione con Mirabello
2000, ma tentò di rassicurare la città rispetto ai lavori
di adeguamento dello stadio, pur dichiarando che il Comune non poteva
tirare fuori un euro. Ora che i lavori sono cominciati e la lotta contro il tempo si fa più serrata per la puntuale consegna dei lavori, lo stesso Assessore non trova di meglio che sbeffeggiare l’Ing. Glauco Zambelli, cui va tutta la nostra solidarietà, sostenendo che non vi sarebbero ritardi imputabili all’Amministrazione: Catellani non ha politicamente alcun ritegno! Vi è infatti da porre in evidenza come alla
base di tutto vi sia eccome una precisa responsabilità politica
della Giunta Delrio, basta leggere il recente accordo stipulato con
Tuttogiglio che si fonda su due punti precisi: il primo prevede la discussione
entro settembre della richiesta di variante alla galleria commerciale,
la cui istanza giace in Comune dal 2006, il secondo prevede la destinazione
degli 826mila euro di fondi destinati alle opere di urbanizzazione,
previste dalla convenzione urbanistica del 2003 stipulata sempre con
Tuttogiglio, per la messa a norma dell’impianto. Da tutto ciò si possono ricavare alcuni dati di fatto:
Mi auguro che la Società granata convinca l’Ing. Zambelli a tornare al suo posto e che questi faccia prevalere la passione sportiva alle “miserie politiche” di questi cattocomunisti, che oltre a dimostrare la propria inettitudine politica vorrebbero anche prendere per i fondelli la città. Rèz, 29 Agosto 2008. Depuratore Mancasale: cos’ha fatto Giunta Delrio? Nella Zona Industriale Mancasale sono presenti gli impianti di depurazione gestiti da Enìa, che ad un trattamento a fanghi attivi analogo a quello che si svolge negli impianti convenzionali affiancherebbero una linea di rimozione biologica dell'azoto (predenitrificazione-nitrificazione): da molti anni si registra in loco una situazione insostenibile per tutti gli operatori del complesso industriale a causa dei miasmi prodotti da tali impianti. Questa situazione stride molto rispetto ai pomposi annunci della Giunta Deliro intenzionata a contenere il più possibile, con il nuovo Piano urbanistico generale, i fenomeni di dispersione urbana di aree produttive che corrisponde all’impegno politico di strutturare nelle zone di Mancasale e Gavassa due poli produttivi sovracomunali con tutte le caratteristiche di aree ecologicamente attrezzate. Il Consiglio comunale in data 4 giugno 2007 approvò a maggioranza una nostra mozione con la quale si impegnava la Giunta “a pianificare con ENÌA l'installazione di impianti tecnologicamente avanzati volti a ridurre gli agenti patogeni eventualmente presenti nei fanghi e ad eliminare gli odori associati alla presenza di sostanze organiche volatili e putrescibili, nonché a realizzare un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati al fine di una organica pianificazione urbanistica tesa alla completa rivalorizzazione della Zona Industriale”. Purtroppo leggendo i documenti preliminari del Psc
non si rileva alcunché riguardo la soluzione dei problemi generati
dalla presenza del depuratore, situazione che potrebbe pregiudicare
tanto il possibile insediamento nelle residue aree di completamento
della Zona Industriale di nuove attività produttive, che l’obiettivo
conclamato dalla Giunta di riconvertire l’area produttiva in Area
Ecologicamente Attrezzata. A questo punto abbiamo presentato oggi una interpellanza per sapere quali siano le azioni svolte con Enìa tese a superare i problemi derivanti dalla presenza del depuratore e quali siano le risultanze del lavoro svolto dai tavoli di concertazione con i soggetti interessati, poichè la nostra città non può ulteriormente sopportare la costante politica del rinvio delle decisioni condotta dalla Giunta Delrio. Rèz, 29 Agosto 2008. Ponte S. Pellegrino: Giunta dorme. Il 5 marzo scorso presentammo una interpellanza alla Giunta Delrio per sapere quando si intendeva rimettere in sicurezza il ponte di S. Pellegrino. Infatti dopo i lavori di riqualificazione che ne aveva comportato il rifacimento di marciapiedi e carreggiate attraverso la posa di una pavimentazione pregiata, si è presentato a più riprese il problema di profondi avvallamenti che ne rendono pericoloso il transito. La Giunta ci rispose, per bocca dell’Assessore Colzi, che si sarebbe proceduto con il rifacimento della pavimentazione e successivamente a fine luglio, con una nota ufficiale alla stampa, la Giunta diede l’annuncio che “come da programma si svolgeranno in agosto i lavori di rifacimento del manto stradale…il periodo è stato scelto per le adatte condizioni climatiche e perché corrisponde alle ferie estive quindi a condizioni meno intense di traffico”. Siamo al 29 agosto e nulla è stato fatto, mentre i cittadini giustamente protestano continuando a sopportare il disagio di un lavoro mal fatto. La Giunta Delrio dorme, non tiene fede agli impegni e non si preoccupa di vigilare meglio sull’esecuzione di opere che sono pagate da tutti e che per la loro qualità dovrebbero garantire un’efficacia ed una durata media ben superiore a quella che si può troppo spesso riscontrare. Rèz, 21 Agosto 2008. Campine nomadi: Giunta inganna politicamente cittadini. Come noto e così come si può anche leggere
nel Documento preliminare e Relazione tecnica generale del progetto
esecutivo della prima microarea sperimentale di via Felesino, l’Amministrazione
ha proceduto “a produrre un’accurato studio da cui si poteva
desumere la mappatura del territorio da cui identificare le zone dove
ubicare le sei microaree da destinare ai nuclei familiari attualmente
residenti nel campo sosta di via Gramsci”. L’area di via Felesino che Delrio vorrebbe destinare ad area sosta per nomadi è inquadrata urbanisticamente come: zona agricola a valenza paesaggistica (art.65 norme Prg) ed area a vulnerabilità idrogeologica e soggetta ad allagamenti (art.68.03 norme Prg), se ciò non bastasse vi insistono anche vincoli sovraordinati del PTCP provinciale che classifica l’area come zona a paticolare interesse paesaggistico-ambientale (art.13) con vincolo paesistico (Legge Galasso). Il giorno 26 maggio 2008 discussi una interpellanza con la quale chiedevo alla Giunta quale fosse “lo stato dell’iter amministrativo per il cambio di destinazione urbanistica dell’area di via Felesino”: la Giunta Delrio rispose che gli uffici tecnici stavano ancora approfondendo le valutazioni di merito. Esattamente due giorni prima, il 24 maggio due legali del Comune rassegnavano il proprio “inquadramento normativo e procedimentale inerente le tematiche di carattere urbanistico per la realizzazione dell’area di sosta a particolare destinazione per la popolazione nomade”, tale documento venne poi allegato dal Dirigente alla Pianificazione e Qualità urbana al parere di conformità urbanistica del progetto esecutivo dell’area di sosta rassegnato il 4 giugno al Servizio di manutenzione titolare del procedimento. La Giunta sapeva già tutto ma ha taciuto. Tutte le aree sosta esistenti, quale diverrebbe anche
quella di via Felesino, è normata a Prg dall’art.43 bis
(zone D), in ottemperanza alle disposizioni della Legge regionale sulle
minoranze nomadi: ne discende l’assoluta necessità giuridica
e soprattutto politica di una variante al vigente Prg, altrimenti a
cosa servirebbero gli strumenti di pianificazione urbanistica se non
a mettere in grado i cittadini di comprendere l’evoluzione territoriale
del Comune? Il parere legale che supporta il parere di conformità urbanistica, pur sostenendo che “il percorso procedimentale più lineare per attingere la conformità urbanistica è senz’altro quello della variante” valuta come “si tratta però di un percorso che comporta tempi lunghi di attuazione” stimati in un periodo non inferiore ai 9-10 mesi, da qui l’escamotage per tagliare tempi e discussione politica in barba alla legge regionale che cautelativamente dispone l’obbligatorietà di una zonizzazione specifica (zone D o F) che non è quella attuale di via Felesino (zona E) e di una conseguente variante motivata. Con questo percorso consigliato dai legali del Comune si consente di intervenire tempestivamente con la realizzazione dell’area sosta recuperando eventualmente solo in una fase successiva l’ordine cartografico e normativo sulle tavole del vigente Prg. Politicamente avere cercato vie brevi ed avere assecondato tale discutibile parere legale, si configura come un inganno politico alla Città: se un domani non lontano continuasse a governare ancora la Giunta Delrio, una volta fatta cessare la sperimentazione della prima microarea, il centrosinistra potrebbe procedere alla realizzazione di tutte le altre senza passare preventivamente dal Consiglio comunale e facendo conoscere solo a lavori ultimati le decisioni ai cittadini. In un “paese normale” di dalemiana memoria, una Giunta ed un Sindaco così politicamente scorretti dovrebbero andarsene a casa di volata! Rèz, 7 Agosto 2008. Dimensione Psc: Giunta contraddice se stessa. Ma quale stop al cemento, le argomentazioni della Giunta Delrio sui numeri del nuovo Piano Strutturale Comunale palesano solo come la nuova stagione urbanistica fondata su un fantomatico “stop al cemento”, sia solo uno slogan. A differenza di quanto sostiene la Giunta, una crescita come gli anni precedenti è oggi impossibile poiché il mercato vive una fase di stanca molto marcata ed inoltre il residuo degli alloggi potenzialmente edificabili previsti dal Prg vigente è di circa 8.400 unità (di cui 5.370 contenuti in Piani urbanistici buona parte dei quali rinviati dal PPA 2006-2010), ovvero il 42% del totale. Il nuovo Psc invece gestirà tale residuo integrandolo con quote aggiuntive di Edilizia Residenziale Sociale, nuove riqualificazioni e trasformazioni urbane (ex Reggiane e aree circostanti, ex Consorzio Agrario…), tessuti consolidati (previa demolizione e ricostruzione), nuove delocalizzazioni: il totale di queste previsioni farà molto probabilmente superare i 16.000 alloggi di previsione del nuovo Piano urbanistico della Giunta Delrio, ben al di là dei 12.000 reclamizzati. La prova scritta di questa tesi la troviamo nell’allegato
B del “Verbale conclusivo della Conferenza di Pianificazione per
l’adozione del Psc” del 23 aprile scorso. La risposta della Giunta Delrio a questa richiesta di chiarimenti della Provincia è chiara ed incontrovertibile: “il totale tra interventi diretti e Piani Urbanistici Attuativi, comprensivo come detto della quota aggiuntiva di Edilizia Residenziale Sociale e delle nuove riqualificazioni urbane ammonta a circa !5.000-16.000 alloggi.”, oltre a questo vengono richiamati “ma non possono essere puntualmente conteggiate le quote riferite ad interventi di recupero e riqualificazione di: complessi dimessi in territorio agricolo, tessuti consolidati, delocalizzazioni”. Dunque il dato dimensionale delle previsioni residenziali è di 16mila e più alloggi del Psc contro i 19.800 dell’attuale Prg (attuato per metà), senza tenere conto per altro dell’importante dato di mercato, mai tenuto in debita considerazione, relativo all’andamento del mercato e quindi all’invenduto. la crescita edilizia è ancora troppo marcata, il resto sono spot elettoralistici. Rèz, 6 Agosto 2008. Consulenze: media spesa rimane sui 5,3 milioni. Come abbiamo a più riprese sostenuto, visionando i dati sull’esternalizzazione degli incarichi professionali risulta che l’Amministrazione Delrio sia sostanzialmente in media col recente passato. Se escludiamo l’anno 2003, che vide una crescita eccezionale degli importi relativi agli incarichi esterni essendovi compreso il costoso onorario dell’Arch. Calatrava (circa 7milioni), tra il 2002 ed il 2007 la media si attesta su circa 5,3 milioni di euro. Nell’aprile 2007 presentammo alla Giunta una interrogazione per avere conto della situazione locale relativa agli incarichi eterni, anche in funzione della Circolare n.5/2006 del Ministro delle Innovazioni nella Pubblica Amministrazione recante “Linee di indirizzo in materia di affidamento di incarichi esterni e di collaborazioni coordiante e continuative”. L’obiettivo di tale Circolare era quello di “richiamare le amministrazioni al contenimento delle spese relative all’affidamento di collaborazioni” e più in particolare l’allora Ministro Nicolais esplicitava quali fossero i criteri ispiratori delle linee di indirizzo, legati sia alla natura dei contratti, ma anche alle norme che da un lato bloccano le assunzioni e dall’altro prevedono un complesso processo di pianificazione e programmazione per l’individuazione dei fabbisogni di personale.
Questo il resoconto degli incarichi negli ultimi anni: Alla luce dei dati consuntivi del 2007, ci preme una considerazione finale: anche nella nostra Amministrazione, pur in presenza di un calo del numero complessivo degli incarichi, si palesa la necessità di una verifica dei presupposti politici e giuridici che legittimano il ricorso alle collaborazioni esterne, che è bene ricordarlo, debbono rispettare contemporaneamente tre caratteristiche da motivare obbligatoriamente: straordinarietà, temporaneità e alta qualificazione della prestazione. Rèz, 31 Luglio 2008. Blitz di Spadoni: via Emilia Ospizio costerà 330 mila euro in più. L’Assessore Spadoni aveva preparato il più classico dei blitz estivi: durante la seduta di Giunta di martedì scorso intendeva approvare sia il progetto definitivo di viale Umberto 1° che quello di via Emilia Ospizio. Il blitz gli è riuscito a metà nel senso che nel primo caso vi era una precisa richiesta di alcuni Consiglieri di discutere il progetto in Commissione (già convocata per il 24 luglio e rinviata a settembre) e forse per questo motivo l’approvazione della delibera è slittata, nel secondo caso invece Spadoni ha tirato dritto senza passare dalla Commissione, mentre anche in Circoscrizione si è lamentata una scarsa informazione verso i cittadini. Per sua sfortuna c’è la Lega Nord ad osservare il suo operato ed anche stavolta salta fuori che i costi aumentano. Il progetto preliminare di rifacimento di via Emilia
Ospizio e piazza Tricolore prevede due stralci realizzativi, per un
costo complessivo presunto di 2 milioni di euro reperiti tramite l’accensione
di un mutuo. La scusa di questo aumento è l’allungamento dell’intervento da via Cagnoli sino a via Malaguzzi, 150 metri in più, ma non si tiene conto che ad esempio la prevista rotonda su via Melato non sarà più realizzata ed inoltre non è chiaro se i privati interessati dai rifacimenti contribuiranno alle spese come ad esempio la Parrocchia di San Francesco da Paola che si vedrà rifatto il sagrato. Da sottolineare come anche la scelta dei materiali incide notevolmente sui costi, il calcestruzzo architettonico così di moda ed utilizzato in molte piste ciclopedonali costa circa 55 euro al mq, mentre l’asfalto ne costa circa 11: una contraddizione enorme dal momento che le risorse per la manutenzione di strade e marciapiedi continuano ad essere sempre insufficienti. Anche questo progetto di estetica autoreferenziale della Giunta Delrio ci costerà parecchio e siamo solo al primo stralcio… Rèz, 17 Giugno 2008. Viale Umberto 1°: rivedere progetto e costi. Che viale Umberto 1° avesse necessità di un restauro sono anni che lo sosteniamo, ma che l’Assessore Spadoni non abbia perso tempo strappando dalle mani dell’Assessore Colzi quella che doveva essere un’opera di dignitoso restauro dell’unico viale storico della città per costruire l’ennesimo costoso progetto rivoluzionario, allargandolo a tutto corso della Ghiara, non lo accettiamo: 9 milioni non sono bruscolini e considerato che le soluzioni proposte sono più che discutibili e meritano un approfondimento affinché non si ripetano gli scempi del parco Tocci, di piazza della Vittoria e di porta S.Stefano. Mobilità. Dotazioni e pavimentazioni. Se l’arroganza politica della Giunta Delrio lascerà il passo al dialogo forse si potrà giungere ad un progetto condiviso e meno costoso di quello proposto, vedremo anche se i precedenti non sono di buon auspicio. Rèz, 27 Maggio 2008. S.Stefano: frutto dell’ideologia cattocom. A Santo Stefano il Sindaco Spaggiari aveva previsto
solo un’opera funzionale: una rotonda per tentare di snellire
il traffico: costo 286mila euro. La Giunta Delrio propaganda una fantomatica “città delle persone”, ma le uniche persone di cui tengono conto sono se stessi: quando l’Assessore Spadoni sostiene che a Santo Stefano “il risultato può piacere o no”, tradisce un metodo contrario alla partecipazione ed alla condivisione delle scelte, della serie siccome a noi piacciono queste architetture tutta la città si deve adeguare. L’arrogante autoreferenzialità di questa
Giunta è lo specchio dell’ultima ideologia vivente, il
cattocomunismo. Non bastava il contrasto funzionale che Reggio vive tra periferia e centro storico, ora la nostra individualità culturale di Comunità viene annientata scientificamente anche negli spazi pubblici storici: le porte sulla via Emilia, il sistema delle piazze, viale Umberto 1°. Politicamente Spadoni e Delrio trasferiscono su pietra il proprio fervore ideologico multiculturalista, fallito in tutto il mondo, con l’arma del modernismo e dilatando per di più la spesa pubblica. Se il prossimo anno vinceremo il Comune il primo segno del cambiamento sarà spostare il monolite colorato di porta Santo Stefano nel luogo che merita. Rèz, 5 Giugno 2008. Con PD troppi immigrati. Il Procuratore Materia lega l’aumento dei crimini nel 2007 con l’esagerata presenza di immigrati a Reggio: ha ragione, ma non è una novità. Perché non poteva essere altrimenti per una città la cui crescita è stata impostata, unico caso in Italia, sull’incremento demografico e quindi sull’espansione urbanistica, una città proiettata ai 200mila abitanti. Le scelte politiche del centrosinistra si ripercuotono pesantemente oggi in tutta la loro forza con le problematiche conseguenze sociali che sono sotto gli occhi di tutti: aumento della criminalità, difficoltà di convivenza, tenuta del welfare locale a rischio. Ma se abbandoniamo l’anomalia del caso specifico reggiano ed allarghiamo lo sguardo alle province vicine, si può constatare come il dato sull’incremento della criminalità sia diretta conseguenza della politica buonista del centrosinistra. Il Sole 24 Ore ha proposto recentemente alcune statistiche su presenza di clandestini e criminalità: è solo un caso che nell’intera fascia mediopadana compresa tra Reggio, Bologna, Verona e Brescia, dove nel medio-lungo periodo governa o ha governato il centrosinistra, si concentra il tasso di clandestini più alto del Paese? E dove guardacaso si registra un tasso di criminalità in forte crescita? No non è un caso, poiché il clima d’impunità generalizzata mixato ad una politica fondata sull’accoglienza indiscriminata è inversamente proporzionale ad un rigoroso controllo del territorio: in questo vi sono precise responsabilità politiche che non possono essere cancellate da una rincorsa disperata del Pd a ricostituirsi una verginità ed una credibilità ormai perduta. Rèz, 4 Giugno 2008. Fallito il primo bando sui volumi pubblici: la Giunta ci riprova. Era l’ottobre 2006 quando la Giunta Delrio portò in Consiglio comunale una delibera avente ad oggetto “Indirizzi per l’alienazione di quote di capacità edificatoria di proprietà comunale destinate alla delocalizzazione” attraverso la quale si definivano le procedure ed i criteri da adottare per l’individuazione dei soggetti privati a cui cedere la capacità edificatoria comunale nonché il relativo schema di bando d’asta. Sostanzialmente dopo che nel luglio dello stesso anno, con grande eco, veniva annunciato il “congelamento” di oltre un terzo della potenzialità edificatoria del Prg vigente, la stessa Giunta calpestando la promessa di una “nuova stagione urbanistica”, prevedeva di cedere all’asta circa 14.000 mq di superfici pubbliche da delocalizzare per un valore complessivo presunto di 4,6 milioni. Una operazione di cassa imputata politicamente come “eredità” della precedente Giunta Spaggiari ma cui seguirono, anche successivamente all’approvazione del Programma Poliennale d’Attuazione 2006-2010, le delocalizzazioni dei volumi Act di via Talami. Secondo la Giunta quelle metrature sarebbero state fatte “atterrare”, per mezzo di un’asta pubblica, su due tipologie di zone: quelle regolamentate dal Prg all’art.48 (aree di trasformazione urbana) e all’art.63 (zone agricole periurbane), questo nel tentativo di costruire in aderenza alla cosiddetta città compatta rispettando almeno il proprio macro-obiettivo di non consumare ulteriore territorio. Politicamente una delocalizzaizone di volumetrie pubbliche si prefigurava già come una grave incoerenza rispetto ad esempio al congelamento di diversi Piani Attuativi nel PPA: durante la seduta della Commissione Uso e Assetto del Territorio svoltasi ieri la Giunta Delrio, avendo preso atto che il bando ha visto l’aggiudicazione di un solo lotto di 1.500 mq sui 13.842 oggetto dell’asta, proporrà al Consiglio comunale di modificare gli indirizzi precedentemente approvati a maggioranza, al fine di esperire un secondo bando nel quale da un lato verrebbe eliminato il requisito temporale riguardante la proprietà delle aree di atterraggio per le quali non sarà più necessario che l’acquisto sia avvenuto prima del 19 marzo 2004, dall’altro si ridefinisce il requisito di contiguità delle aree d’atterraggio nel senso che la contiguità non dovrà più riguardare il “territorio edificato già consilidato”, ma “aree edificate o edificabili a destinazione prevalentemente residenziale”. A fronte dell’insuccesso sostanziale del primo bando, la Giunta allarga le maglie nel tentativo di realizzare la totale cessione delle volumetrie pubbliche.
Questa operazione rappresentava sin dall’inizio un comportamento politicamente incoerente da parte di una Giunta che si era ripromessa di ridurre il costruito, ora si rende evidente come la promessa “nuova stagione urbanistica” sia relegata al solo futuro di un PSC la cui approvazione non avverrà entro la consiliatura. Rèz, 29 Maggio 2008. Sicurezza: Pd tra confusione e stordimento. E così il Partito Democratico ha dormito: come ha sempre sostenuto la Lega Nord. E tra i dormienti indicati da Giulio Fantuzzi forse c’era anche l’On. Marchi che intenderebbe ridurre il problema di una città modificata geneticamente nella propria struttura ed identità, alla necessità di più coesione: problema creato e non gestito proprio dal suo partito che ha lanciato Reggio in una crescita proiettata ai 200mila abitanti. Così come bisognerebbe chiedersi dov’erano Fantuzzi e Marchi quando il Governo Prodi si è “dimenticato” di firmare quel il Patto per la sicurezza di Reggio che oggi viene così sollecitamente invocato. Stia sereno Fantuzzi, la Lega Nord farà la sua parte, c’è però da chiedersi se quello schema di Patto per la sicurezza sia sufficiente o se se ne debba aggiornarne qualche parte anche alla luce del pacchetto sicurezza varato dal Ministro Maroni, ad esempio nell’intensificazione del coordinamento tra Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza nelle attività di controllo dei quartieri cittadini anche migliorando lo scambio di dati ed informazioni. Ci pare che il Partito Democratico stia vagando nell’ombra della notte di una sconfitta elettorale non ancora compresa e digerita: dopo che sull’ipotesi del Security manager il Sindaco Delrio è rimasto clamorosamente in mezzo al guado, il PD si è inventato la “task force”, una sorta di “Questura ombra” partecipata anche da un poliziotto in servizio, che dovrebbe avere il compito di scacciare la paura dai reggiani e che mirerebbe ad una città viva e solidale. La delinquenza che si manifesta quotidianamente a Reggio è si molto viva ma ben poco solidale, mentre la politica del PD è ancora ferma al buonismo dialogante, ma con chi? Rèz, 27 Maggio 2008. S.Stefano, i costi lievitano ancora. Mentre i lavori a porta S.Stefano procedono a rilento, i costi lievitano velocemente. La costruzione di una rotatoria a porta S.Stefano, il cui progetto esecutivo era stato già approvato nel 2002 unicamente per cominciare a risolvere un problema di tipo viabilistico, si è trasformata nel 2006 per volere della Giunta Delrio, nella realizzazione di una nuova piazza non badando a spese, cosicché dai preventivati 260mila euro si è giunti a ben 1.120mila comprensivi anche dell’ennesimo rifacimento dei marciapiedi di via Emilia all’Angelo che non parevano assolutamente in cattivo stato e sui quali nel 2005 sono stati effettuati lavori per circa 32mila euro. Il 20 febbraio di quest’anno la Giunta ha approvato la prima perizia suppletiva di variante tecnica al progetto, prevendendo un incremento dei costi di 200mila euro arrivando così ad un costo complessivo di 1.320mila euro. 1. Per il solo bagno autopulente, stranamente realizzato con una discutibile opera in calcestruzzo sono stati impiegati 120mila euro dei 250mila che la Giunta aveva stanziato per incrementare il numero dei bagni pubblici in centro storico (gli altri 3 chioschi installati di recente sono costati complessivamente 140mila euro): in sé il bagno posato a S.Stefano costa 30.500,00 euro, la parte rimanente dei 120 mila euro è stata impiegata per la struttura in calcestruzzo, gli arredi ed i sistemi di pavimentazione ed illuminazione. 2. La realizzazione dell’opera tratta da un bozzetto di Marco Gerra, finanziata dalla Signora Annamaria Ternelli con 80 mila euro, è costata 60mila euro (iva inclusa). 3. Questi interventi hanno comportato il conferimento di ulteriori incarichi di progettazione per un importo di 31.316,00 euro di cui 5.000,00 per la progettazione definitiva-esecutiva e direzione lavori delle strutture in cemento e ferro dell’opera ispirata dal Gerra. 4. Rimangono infine sulla carta le tre “aree attrezzate in quota” caratterizzate da pavimentazione in cubetti di porfido fungenti da dispositivi per la riduzione della velocità che dovevano essere realizzate in via Emilia all’Angelo così come previsto dal progetto definitivo-esecutivo: a spesa invariata l’opera non è completa. A conti fatti pare che sia una parte delle risorse versate dalla vedova Gerra, sia parte delle risorse destinate ai bagni pubblici siano state utilizzate per sostenere i costi di una operazione non già funzionale ma meramente estetica, alquanto discutibile nel gusto ed anche incompleta. Rèz, 17 Maggio 2007. INTERPELLANZA Premesso che il Comune sta realizzando un costoso e discutibile intervento di riqualificazione urbanistica e viabilistica di Porta Santo Stefano e via Emilia All’Angelo, ove verrà complessivamente riorganizzata tutta l’area che costituisce di fatto e scenograficamente uno dei principali accessi alla città storica, mediante l’inserimento di una intersezione a rotatoria tra l’asse della via Emilia all’Angelo e i viali di circonvallazione e la realizzazione di una ampia piazza/porta pedonale dove confluiscono in entrata e uscita dal centro storico i percorsi pedonali e ciclabili; l’Unità di Progetto Città Storica, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali che prevedono fra l’altro, la gestione delle problematiche complessive di salvaguardia, riqualificazione e valorizzazione degli spazi urbani aperti (strade, piazze, gallerie, portici, giardini) e degli edifici di interesse storico, artistico della città storica, ha indirizzato e coordinato la progettazione di tale intervento; avendo la signora Annamaria Ternelli espresso la volontà di promuovere e finanziare la realizzazione di un opera da porsi in posizione centrale nell’area della rotatoria in questione, la Giunta con delibera n.231 del 4 settembre 2007 ha approvato la convenzione tra la stessa signora Annamaria Ternelli ed il Comune di Reggio per la costruzione di un monumento da realizzare su bozzetto di Marco Gerra da collocare all’interno dell’intersezione a rotatoria di piazzale Duca d’Aosta,; così come riportato nella delibera la Giunta ha ritenuto tale offerta “particolarmente apprezzabile, in considerazione delle complesse attività che l’Amministrazione sta operando per salvaguardare e qualificare gli ambiti cittadini ed in particolare quelli del centro storico con la collaborazione di soggetti privati nell’ambito di un procedimento di sponsorizzazione”; la Giunta Delrio ha politicamente trattato una delle due porte principali del centro storico alla stregua di una qualsiasi rotonda presente in città, ove gli interventi manutentivi sono affidati a sponsor privati; la collocazione dell’opera non ha per altro trovato il gradimento dei cittadini reggiani anche a causa dell’inadeguatezza del luogo; è intenzione della Giunta realizzare altre 12 rotonde lungo la circonvallazione; si interpella la Giunta per sapere se veramente il monumento in oggetto sia ritenuto di alto valore artistico (sebbene non opera dell’artista tanto che persino i colori originari sarebbero stati cambiati), si intenda ricollocarlo in un luogo più consono, come ad esempio presso la rotonda posta tra le vie F.lli Cervi-Chopin-Hiroshima, che oltre ad essere un importante snodo viario è anche collocata nei pressi dell’importante sede della Collezione Marmotti; se si intende procedere con le medesime modalità anche nella fase di realizzazione delle altre rotonde poste sulla circonvallazione. Rèz, 14 Maggio 2008. Ospedale: nuove ali progettate senza parcheggi. Si è tenuta ieri la Commissione consiliare che ha discusso di parcheggi e viabilità dell’ospedale. Le nuove ali nord e sud dell’ospedale Santa Maria Nuova sono sostanzialmente state progettate senza prevedere una adeguata dotazione di parcheggi cosicché il Consiglio comunale sarà chiamato nelle prossime sedute ad approvare in tutta fretta la realizzazione di un nuovo parcheggio su via Murri per un costo di circa 400mila euro. Se ciò non avvenisse infatti non sarebbe possibile rispettare gli standard di parcheggio di uso pubblico (287 posti complessivi di cui 148 per l’ala nord e 131 per quella sud ed 8 per la radioterapia) e quindi non sarebbe possibile aprire almeno la nuova ala nord dell’ospedale, il cui permesso di costruire è datato 6 dicembre 2003. Per ovviare alla situazione la Giunta Delrio nel 2005 aveva pensato ad un project financing per la costruzione di un parcheggio in struttura del valore di 10 milioni di euro, ma per entrambe le proposte presentate è stata dichiarata nel 2006 l’insussistenza del pubblico interesse (ed era facilmente preventivabile), i motivi: scarsa compatibilità con la viabilità esistente, volumi di notevole impatto architettonico e livello di tariffazione eccessivo. All’inizio di via Murri, sul lato che fiancheggia i condomini di via Balletti, verrà quindi realizzato un parcheggio con caratteristiche di reversibilità di 170 posti e allo stesso tempo verrà rivista anche la viabilità generale di accesso all’ospedale: un intervento che l’Assessore Colzi ha definito “tampone” tanto che è considerato come attività di manutenzione. La reversibilità del parcheggio, così come ha evidenziato nei propri pareri sia il Servizio Pianificazione che la Commissione per la qualità architettonica, si impone per il fatto l’intera area in cui ricade è oggetto dell’Ambito di riqualificazione urbana denominato “Area Ospedaliera Spallanzani S.Maria Nuova” e quindi i singoli interventi effettuati debbono essere compatibili con le strategie complessive di riqualificazione dell’ambito il cui piano è in corso di predisposizione. Sostanzialmente la Commissione sottolinea che “in sede di rivisitazione urbanistica della zona sarà opportuno una rivalutazione generale della collocazione del sistema dei parcheggi” e quindi “il parere favorevole tiene conto delle necessità legate alla fruizione dell’ampliamento dell’ospedale nonché delle caratteristiche di reversibilità delle soluzioni tecniche non invasive proposte” per il nuovo parcheggio. Nulla infine è da sapersi riguardo l’integrazione tra il progetto di riqualificazione di viale Umberto I° e la stessa via Murri che era compresa in tale progettazione: anche ieri l’Arch. Magnani ha brillato per la propria assenza. Dopo quattro anni e mezzo si spendono circa 400mila euro per una soluzione provvisoria causata da una inadeguata pianificazione generale: questa Giunta lavora sempre più sulle emergenze. Rèz, 13 Maggio 2008. Manufatti, artisti e donazioni. Il manufatto posto nella nascente rotonda di porta
S.Stefano sta animando il dibattito cittadino e questo è già
un risultato. Resta invece un altro dato su cui riflettere, perché da tempo la Signora Annamaria Ternelli, vedova di Marco Gerra sta compiendo diverse donazioni alla municipalità. Nel 2002 ha donato al Comune l’ex Albergo Cairoli
a condizione di creare un centro di cultura ed arte intestato al marito:
qualche giorno fa, dopo una ristrutturazione costata al Comune oltre
1,6 milioni di euro (di cui 1.245.970,27 mediante prestito della Banca
Europea Investimenti) è stato inaugurato quello che è
divenuto il centro Gerra, al quale è stato intitolato anche uno
slargo posto tra le vie Costituzione e XX settembre. Ognuno tragga le valutazioni che vuole, credo però che il valore ed il significato di questi gesti di liberalità della Signora Ternelli, non andrebbero confusi o mischiati con il valore dell’artista Marco Gerra. La nostra valutazione politica è che la Giunta Delrio si sia dimostrata provinciale e dilettantesca nel trattare la rotonda di Santo Stefano, che costituisce scenograficamente uno dei principali accessi alla città storica, come una qualsiasi rotonda presente in città dove la gli abbellimenti sono affidati a procedimenti di sponsorizzazione privata. Rèz, 11 Maggio 2008. Stadio Giglio: Catellani si dimetta subito. Quando poche settimane fa discutemmo la nostra mozione sulle questioni relative alla messa a norma e sulla proprietà dello stadio Giglio, l’Assessore Catellani aveva garantito che la proroga alla deroga per potere utilizzare lo stadio Giglio anche nella prossima stagione sportiva era cosa pressoché fatta: quella proroga rimane comunque una soluzione “tampone”, ma anche quella promessa è stata disattesa. Ora Catellani scommette che se il Giglio non sarà
agibile allora “non si giocherà in nessun stadio della
serie C”: tutta da ridere. Catellani anzi continua a sostenere che il Comune sia
chiamato ad intervenire su un bene che non è suo, eppure, lo
abbiamo ribadito in tutte le salse, la convenzione con la Mirabello
2000 è estremamente chiara: in caso di fallimento della Mirabello
2000 il Comune ha titolo per chiedere di rientrare in possesso delle
zone sportive dell’impianto, per di più che anche il Comune
figura tra i creditori nel procedimento concorsuale. Il Ministro Maroni è sicuramente persona di buon senso, ma il gioco dello scaricabarile politico è alquanto squallido, così come lo è stato tentare di coinvolgere il Sassuolo calcio nella speranza che venisse a pagare i conti di altri: Catellani si dimetta subito. Rèz, 9 Maggio 2008. Sicurezza: serve svolta Comune sui controlli. Nel febbraio 2007 segnalavamo come a seguito di verifiche e controlli eseguiti dalla Polizia di Stato di concerto con la Guardia di Finanza in fabbricati ad uso industriale, e comunque di tipo non abitativo, veniva riscontrata la presenza di persone in possesso di regolare certificato di residenza rilasciata dal servizio anagrafico, tali fabbricati non erano in possesso dei minimi requisiti igienico sanitari e di abitabilità edilizia per l’uso abitativo, a distanza di un anno tali episodi continuano a verificarsi, così come continuano a verificarsi fenomeni di sovraffollamento di molte unità immobiliari. L’Assessore Malagoli in data 10 novembre 2006 rispondendo ad una nostra specifica interpellanza sosteneva a nome della Giunta che: “il Comune ha lavorato per molti anni sulle banche-dati, sulla numerazione civica interna ed anche se c’è ancora qualche zona d’ombra è operante dal 2003 soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’anagrafe e comunque questo ha consentito intanto di controllare i movimenti anagrafici, di fare i controlli ed anche di appurare situazioni di sovraffollamento; faccio presente che mentre in Comune sappiamo tutto della residenza non abbiamo nulla sul domicilio, domicilio che è rintracciabile nei dati verosimilmente della Questura che però ha un sistema informativo che non dialoga con quello del Comune quindi altro elemento è “cosa investiamo per farli dialogare in sede locale? perché è chiaro che conoscere il domicilio è indispensabile per il permesso di soggiorno ed incrociare tutti i dati della nostra banca-dati con quelli della Questura dà una conoscenza maggiore del territorio in quanto il Comune tutti i dati non li ha. Questo lavoro ha consentito di cancellare persone irreperibili in loco, di controllare spostamenti di persone che dichiarano di abitare in un luogo mentre in realtà abitano in un altro. Naturalmente sappiamo che anche in rapporto con i prezzi degli affitti eccetera succede spesso che negli appartamenti si infilino molte più persone di quante non risultino e questo non sempre è dovuto ai clandestini ma è dovuto anche a domiciliati regolarissimi; il punto è che non riusciamo a saperlo per la ragione che dicevo prima quindi questa preoccupazione del “ma chi c’è dentro a quell’appartamento” è una preoccupazione logica ma non è detto che sia sempre fondata su cose gravi. Sulla nuova organizzazione del Comune che ha integrato servizi anagrafe e servizi tributari è permesso un altro tipo di incrocio cioè il catasto e le residenze da cui viene fuori ad esempio chi abita in locali che non hanno l’idonea destinazione d’uso, garages, cantine, soffitte, eccetera”. A tutt’oggi il data-base non è ancora pienamente funzionante così come confermato recentemente anche dall’Assessore Corradini, anche perché risulta necessaria la disponibilità di tutti gli Enti che detengono dati utili ad effettuare i controlli incorciati. Certo è che almeno gli uffici comunali dovrebbero interagire tra loro con la migliore collaborazione possibile: abbiamo presentato una interrogazione alla Giunta, per sapere quante siano le unità immobiliari classificate “non residenziali” ove siano state rilasciate residenze e quante ne siano state concesse, quanti e quali provvedimenti siano eventualmente stati assunti nei confronti dei proprietari di quegli immobili. Vorremmo poi sapere se Delrio intende adottare un provvedimento che estenda i parametri minimi per il rilascio delle attestazioni di idoneità dell’alloggio di cui alla delibera n.369/2005 (riguardante gli alloggi Erp – vedi estratto a fondo pagina) anche alle unità immobiliari private, al fine di limitare in queste il sovraffollamento causato dalla contestuale presenza di più nuclei familiari. Vorremmo infine sapere quante unità immobiliari presenti nel nostro Comune risultano avere residenti pur in assenza della richiesta di abitabilità e della relativa dichiarazione di fine lavori e quali provvedimenti sono stati adottati dal competente servizio edilizia ai sensi del vigente regolamento edilizio nei confronti dei proprietari delle unità immobiliari prive dei requisiti richiesti. Se negli anni novanta le ronde padane erano una iniziativa
di denuncia politica oltre che, nei casi di estremo degrado, un azione
di volontariato civico ma temporaneo di supporto al lavoro delle Forze
dell’Ordine, oggi è necessario che le Istituzioni a partire
dal Comune riprendano pieno possesso del territorio contrastando la
speculazione di quei proprietari che affittano i propri immobili in
situazioni abusive o sovraffollate e le storture derivanti da interpretazioni
troppo estensive nella concessione delle residenze. Giacomo Giovannini, Capogruppo ESTRATTO DELLA DELIBERA n.369/2005 […Ritenuto conseguentemente di stabilire nei termini
seguenti, con riferimento alla normativa regionale e comunale per l’Edilizia
Residenziale Pubblica, i parametri minimi ai fini delle attestazioni
di idoneità dell’alloggio nelle fattispecie previste dal
Testo Unico e successive norme applicative: 1) Destinazione d'uso residenziale
2) Alloggio provvisto dei servizi igienico - sanitari, di allacciamento
idrico, elettrico e fognario ed al quale non sia stato attestata, dall'autorità
competente, destinazione abitativa "non abitabile" 3) Alloggio
non sovraffollato in base ai seguenti parametri: Rèz, 8 Maggio 2008. Sicurezza: isteria PD prova d’incapacità. Solo offese gratuite e personali. Ma un conto è diventare isterici quando dimostri con lo specchio che i Re sono nudi, un altro è fattivamente intervenire sulla sicurezza della città e del territorio. Innanzitutto togliamo il velo dell'ipocrisia: non accettiamo
lezioni da chi due anni fa votava l'indulto e lo difendeva (Castagnetti,
Marchi e Pignedoli) senza neppure aver ancora chiesto almeno scusa per
quel disastro politico che tanti delinquenti ha lasciato liberi nelle
nostre città. Chi come il Prefetto ed il Questore deve per davvero
intervenire sulla strada ha ben presente quali siano le esigenze, mentre
il Sindaco Delrio probabilmente continua a sostenere che il problema
della sicurezza non esista, che siano sempre “tutte balle”
se è vero, com’è vero, che ha preferito andare ad
assistere ad uno spettacolo in Spagna piuttosto che essere presente
a Parma all’incontro dei Sindaci del Nord sul tema sicurezza;
se è vero, com’è vero, che il lavoro della Polizia
Municipale non è valorizzato e maggiormente indirizzato al controllo
del territorio, ma relegato unicamente al conferimento di multe. Ringraziamo Prefetto e Questore per la loro disponibilità
chiedendo loro di continuare a svolgere al meglio i rispettivi incarichi
così come l'altra sera abbiamo percepito vogliono fare. Rèz, 7 Maggio 2008. Enìa: dimissioni Strozzi frutto lotta in PD. Da diverse settimane leggiamo delle prossime “nozze” cui dovrebbe convolare Enìa, ma la Giunta comunale non ha mai presentato a nessun organo politico-istituzionale, né le strategie né tanto meno i partner con cui stringere le eventuali future alleanze: la città assiste impotente alle oscillazioni politiche interne al PD che di volta in volta presentano diversi scenari nelle alleanze future. Le dimissioni di Ivan Strozzi sono il frutto dello
scontro politico interno al PD che di fatto ha bloccato ogni decisione. Comunque sia oggi si apre uno scenario nuovo e presto sapremo quale strada l’attuale sgangherata maggioranza che governa Reggio e l’Emilia intende intraprendere: se quella industriale o quella politica. Rèz, 7 Aprile 2008 INTERPELLANZA Premesso che in data 22 novembre 2007 la Consigliera della Circoscrizione
8, Maria Caroli, presentava la seguente interrogazione: il Presidente della Circoscrizione 8 non ha mai risposto a tale interrogazione; recentemente la Polizia Municipale, preannunciando con largo anticipo il proprio intervento, ha impedito l’accesso e lo svolgimento del mercato ambulante abusivo che da mesi si svolgeva nel parcheggio dell’ex foro boario; pare che si intenderebbe spostare tali attività presso la fiera di Mancasale; si interpella la Giunta per sapere perché sempre più spesso i presidenti
delle Circoscrizioni, così come qualche Assessore, non rispettano
i regolamenti nell’espletare il proprio dovere di rispondere alle
interrogazioni dei Consiglieri; se si ritiene congrua l’eventuale decisione di
trasferire a Mancasale (od in altro luogo) tali attività e quali
controlli vi si intendano attuare per evitare il prolificare di mercati
abusivi che non si limitano agli scambi di corrispondenza. Rèz, 5 marzo 2008. Ponte S.Pellegrino già da risistemare. Ci eravamo occupati a più riprese dei lavori di manutenzione delle nostre strade, in particolare sul rifacimento dei manti, che patiscono investimenti assolutamente insufficienti da parte del Comune e della prolificazione di dossi che spesso non rispettano nemmeno le norme vigenti. Uno dei casi più eclatanti è quello di via Basso, nei pressi della casa di cura Villa Verde che supera abbondantemente in altezza i limiti imposti dal codice della strada: i lavori effettuati su questo tratto di strada (dosso, ciclopedonali, restringimenti, rotonda) è costato complessivamente 412mila euro, ma invece di portare benefici hanno reso più difficoltosa ed ardua la circolazione. Oggi abbiamo presentato alla Giunta una nuova interpellanza riguardante i lavori di rifacimento del ponte di San Pellegrino. Sono infatti recentissimi i lavori di riqualificazione che hanno comportato il rifacimento di marciapiedi e carreggiate attraverso la posa di una pavimentazione pregiata, ma già oggi si ripresenta il problema di profondi avvallamenti che rendono pericoloso il transito. Abbiamo perciò chiesto conto all’Amministrazione della qualità e dei costi dell’intervento effettuato, non dimenticando di sollecitarne la risistemazione che si rende ormai improcrastinabile. Certo è che la Giunta dovrebbe vigilare meglio rispetto all’esecuzione di opere che sono pagate da tutti e che per la loro qualità dovrebbero garantire un’efficacia ed una durata media ben superiore a quella che si può troppo spesso riscontrare. Rèz, 29 Febbraio 2008. Piccoli e grandi sprechi: il progetto ReBox. Molti cittadini si sono chiesti e ci hanno chiesto cosa siano quelle scatole illuminate appese a molti pali della luce nelle vie della città. Si tratta del progetto ReBox ed è stato promosso dagli Assessorati Cultura (G. Catellani) e Città Storica (U. Spadoni), comportando l’installazione permanentemente di 40 postazioni luminose per ospitare “esposizioni di opere grafiche”. La prima di queste “esposizioni”, che avranno una cadenza quadrimestrale, è quella dedicata al 60° anniversario della Costituzione e si caratterizza, sebbene la insufficiente leggibilità, per la citazione di alcuni articoli del testo costituzionale. La previsione di spesa per la realizzazione delle tre esposizioni del 2008 è di complessivi €.12.000, mentre la spesa sostenuta dall’Amministrazione pubblica per la realizzazione ed installazione delle strutture è stata di circa €.25.000. A prescindere dall’opportunità politica di “investire” circa 40mila euro per tale iniziativa, che noi riteniamo superflua, vi è da segnalare l’ennesimo pasticcio della Giunta Delrio. Infatti le postazioni dei questi “Light Box” sono 40, ma le insegne ordinate e realizzate erano 80 ed erano monofacciali ovvero illuminate solo anteriormente: solo a lavoro finito qualcuno si è accorto che era meglio avere delle insegne bifacciali ordinando quindi di assemblarle accoppiandole. Il risultato di questo errore di valutazione è stato quello di ottenere la metà del risultato ed un lieve incremento dei costi: un altro piccolo esempio di come il denaro pubblico viene utilizzato… Rèz, 28 Febbraio 2008. Centro storico: il fallimento della Giunta Delrio. E’ ormai chiaro ai reggiani che la Giunta Delrio
non lascerà nulla di originalmente significativo al termine del
proprio mandato. Chi nutriva aspettative di cambiamento dal primo Sindaco non comunista della città deve essere rimasto molto deluso da una condotta politica che non ha risolto i veri problemi di Reggio, vale a dire traffico e sicurezza, non ha dato il segno di una idea di città nuova per il futuro, ma ha preferito investire tutto su una costosa operazione di cristallizzazione estetizzante del centro storico che si è tradotta nella moltiplicazione della spesa pubblica. E’ bastato un affondo delle Associazioni dei
commercianti per scatenare la reazione, politicamente scomposta ed arrogante,
tipica di chi pensa sempre di essere il “primo della classe”:
volete più accessibilità? Fate sconti del 20%! Il centro
è inaccessibile? Vi diamo i numeri! Più chiara invece la situazione dei parcheggi
in cui si dimostra tutta l’inefficacia dei provvedimenti di questa
Giunta comunale. Intanto però l’unico progetto che avrebbe potuto incominciare a dare qualche risposta sia ai residenti che agli utenti del centro, ovvero il project financing per la gestione del sistema della sosta e la realizzazione degli autosilos, ci pare avviato su un binario morto. Ecco allora che la tesi difensiva della Giunta municipale diviene molto fragile con l’aggravente dalla totale assenza del promesso Piano del Commercio: politicamente i “cattocomunisti” alla guida di Reggio ha fallito su tutta la linea. Rèz, 24 Febbraio 2008.
Sicurezza: PD lontano dalla realtà. Il Pd reggiano in tema di sicurezza è lontano anni luce dalla realtà e dalle esigenze dei cittadini: affermare che a Reggio per la sicurezza “è stato fatto tanto” questa sì che è una balla politica siderale! Il centrosinistra è politicamente responsabile del degrado che ha fracassato quella che era una tranquilla città a misura d’uomo: la realtà è ben diversa da quella dipinta dal PD e basterebbe che Marco Prandi leggesse i quotidiani locali per rendersi conto che ogni giorno vi è un bollettino di guerra su tutta la gamma dei reati esistenti! Senza contare, ce lo ha ricordato di recente il prof.
Enzo Ciconte, l’ormai stabile presenza della N’drangheta,
attirata dai grandi affari legati al mercato edilizio. Il caso della stazione è emblematico tanto che
ora il degrado si è espanso anche alle aree circostanti: viale
Ramazzini, via Melato, nel centro storico: ma dov’era Marco Prandi
quando all’inizio degli anni ‘90 lanciavamo l’allarme
sul degrado della stazione? Ora è stato elaborato un “patto per la
stazione”, ma il patto fondamentale tra cittadini c’è
già e sono la Costituzione e le Leggi vigenti! Ricordo che qualche anno fa si sosteneva che l’apertura
del nuovo Commissariato di Polizia a S.Lazzaro avrebbe risolto il problema,
poi il toccasana divennero le telecamere, ora vi si vuole costruire
anche la nuova caserma della Polizia Municipale: la realtà è
che uomini e mezzi dovrebbero essere utilizzati in forma coordinata
ed interforze in modo più razionale. Rispondendo a queste semplici domande si capirà che poco o nulla è stato fatto e la prova provata sta nel cambio che il Sindaco Delrio ha dovuto operare alla guida dell’assessorato a metà mandato dopo l’ormai famoso “tutte balle”. Vi è poi un ultima questione. Recentemente l’Assessorato
alla sicurezza e coesione sociale ha attivato in alcuni condomìni
della stazione un progetto per la mediazione dei conflitti tra vicini
spesso causati proprio da un fenomeno migratorio massiccio ed incontrollato
che ha impedito l’integrazione. C’è molto da fare insomma anche a causa della leggerezza politica con cui il centrosinistra affronta i problemi veri della città, il resto è propaganda, quella che al Sindaco Delrio riesce politicamente meglio. Rèz, 21 Febbraio 2008. Sulle rotonde di S.Stefano e S.Pietro. Mentre i lavori di realizzazione della rotonda a porta S.Stefano procedono a rilento, mentre ai lati di quel nuovo manufatto qualcuno ha pensato di collocare anche dei novelli “bastioni” in calcestruzzo, mentre un intervento che doveva costare 270mila euro ora ne costerà 1.120mila poiché la Giunta ha deciso di rifare anche i marciapiedi di via Emilia all’Angelo che non parevano assolutamente in cattivo stato e sui quali nel 2005 sono stati effettuati lavori per circa 32mila euro, mentre avviene tutto ciò la Giunta Delrio ha approvato nei giorni scorsi, il progetto preliminare per la ristrutturazione di porta S.Pietro e via Emilia Ospizio. Nel dicembre 2006 la Giunta sosteneva che la rotonda
di S.Pietro “non rientra attualmente tra gli interessi considerati
urgenti dalla Giunta” ed infatti, recentemente sono stati eseguiti
alcuni lavori di ridefinizione degli attraversamenti ciclopedonali. Ora si rimette mano a tutto con un nuovo e costoso progetto, che anche in questo caso vedrà una eccessiva lievitazione dei costi, infatti se per la realizzazione della rotonda a porta S.Pietro si preventivava una spesa di 286mila euro, ora se ne prevede una da ben 1.130mila cui si aggiungeranno altri 870mila per l’ennesima risistemazione di via Emilia Ospizio. Gli interventi nelle due principali porte cittadine dovevano costare complessivamente 620mila euro: ora spenderemo oltre 3 milioni per rifare anche dei marciapiedi pressoché nuovi e l’aspetto interessante è che per reperire le risorse necessarie l’Amministrazione attinge a linee di credito con la Banca Europea degli Investimenti per circa 2,5 milioni! Rèz, 16 Febbraio 2008. A quando rotonda tra le vie Basso e Martiri della Bettola? Come noto in via Lelio Basso sono stati attuati alcuni interventi di ridefinizione dell’asse stradale che ne ha comportato la riduzione nella larghezza delle carreggiate, la realizzazione di un dosso dalle misure spropositate nei pressi della casa di cura Villa Verde, nonchè di una rotonda all’incrocio con via Monte Cisa, mentre all’incrocio con via Martiri della Bettola permane la regolazione della circolazione per mezzo di un impianto semaforico. In particolare le misure del dosso descritto risultano irrispettose della normativa vigente così come avevamo già segnalato alla Giunta con una precedente interpellanza ed inoltre il restringimento della larghezza delle carreggiate potrebbe compromettere sia la sicurezza degli automezzi privati che di quelli di soccorso, tanto che tale nuova situazione sta causando problemi nella circolazione soprattutto in direzione est-ovest a causa della scelta di non realizzare per prima la rotatoria tra le vie Basso-Martiri della Bettola. Poiché il piano triennale delle opere pubbliche allegato al bilancio di previsione 2008 prevede una posta di 1,3 milioni di euro, nell’anno 2008, per una decina di interventi di miglioramento della circolazione tra cui è indicato anche l’incrocio in oggetto, abbiamo presentato una nuova interpellanza per sapere se e quando si intende mettere a norma il dosso antistante la casa di cura Villa Verde e quando si intende intervenire al fine di realizzare la rotatoria nell’incrocio tra le vie Martiri della Bettola, Basso e Rivoluzione di Ottobre. Rèz, 4 Febbraio 2008. Bilancio è verifica politica. L’approvazione del bilancio preventivo 2008 diventa l’occasione per verificare se effettivamente a Reggio l’alleanza tra Partito Democratico e Sinistra estrema reggerà, o se le dinamiche nazionali tese all’autosufficienza del Pd, profileranno anche a Reggio scenari diversi. Come potrà convivere l’ideologia della
Sinistra estremista con tutte le componenti del Partito Democratico
è infatti tutto da capire. Il bilancio di mandato della Giunta Delrio è più che negativo: ha aumentato la spesa corrente (108,73 milioni nel 2003 - 132,15 nel 2008), non ha tagliato le consulenze (stabile su una media di 5,3 milioni dal 2003), ha aumentato gli introiti delle multe (2,95 milioni nel 2003 - 7,5 nel 2008), non prevede di contenere il debito complessivo (161 milioni nel 2003 - 181 nel 2005 - 144 nel 2007 – di nuovo 171 nel 2010) e continua a sperperare oltre il dovuto in opere di mera natura estetica. L’aumento dell’addizionale Irpef, giustificato ideologicamente dai sindacati come “salario sociale”, sarà il banco di prova perché di fatto inasprisce una tassa assolutamente iniqua che colpisce i soliti noti, ovvero i 45mila contribuenti (circa il 50% del totale) dalla base imponibile compresa tra i 15 ed i 29 mila euro. Prima e settima circoscrizione hanno rispedito al mittente il bilancio, i Pezzottiani e lo Sdi sono critici, l’Italia dei Valori e i Comunisti Italiani hanno già lanciato i propri ultimatum, Rifondazione vorrebbe rendere più progressiva l’addizionale Irpef, ma per tutta risposta coordinatore e capogruppo del Partito Democratico rinviano decisioni diverse al futuro: è evidente che per chi ha dignità politica, su questo bilancio non saranno consentite astensioni di comodo, perché chi vuole governare non può permettersi il lusso di giocare a nascondino sulla pelle dei contribuenti, poiché rinviare la risoluzione dei problemi solo per motivi di oppurtunità politica non significa risolverli: è dall’inizio del suo mandato che Delrio rinvia ogni decisione politico-strategica con l’evidente risultato è che ormai la consiliatura è finita e la città non ha avuto le risposte che attendeva. Rèz, 31 Gennaio 2008. Macellazioni rituali: vittoria della Lega Nord. Per qualcuno il multiculturalismo era già realtà. Per cui la macellazione domestica degli animali svolta dagli islamici, sarebbe stata da considerarsi lecita “ancorché non eseguita secondo i dettami di legge in quanto è prevalente il riconoscimento della legittimità dei riti religiosi” (circolare comando polizia municipale 1184/2004). Dopo una battaglia di trasparenza e legalità supportata anche dall’intervento fattivo e trasversale di diversi parlamentari capitanati dagli On. Angelo Alessandri ed Emerenzio Barbieri, il Comandante della Polizia Municipale, facendo un passo indietro, ha finalmente diramato il 28 gennaio un “aggiornamento professionale” indirizzato a tutti i componenti del Corpo di Polizia perché venga esattamente osservata la nota dell’Usl sul tema delle macellazioni rituali nonché l’intesa tra Associazioni degli immigrati, Provincia e Comuni capidistretto. Ci auguriamo ora che non vengano diffuse ulteriori disposizioni operative contrarie al rispetto della legge ed al dovuto controllo in caso di specifiche richieste d’intervento. E’ una vittoria della Lega Nord e della legalità. Rèz, 24 Gennaio 2008. Il Comune nega la rateizzazione di sanzioni e cartelle esattoriali. Se il Sindaco Delrio si trovasse nella condizione di
dovere pagare una multa “salata” per una infrazione al codice
della strada, avrebbe l’occasione per conoscere una nuova singolare
disposizione di servizio del Comandante della Polizia Municipale datata
25 marzo 2006. Eppure la stragrande maggioranza dei Comuni consente
il pagamento rateizzato di sanzioni e cartelle esattoriali, poichè
nel caso l’importo della da corrispondere sia molto elevato, le
Amministrazioni cercano di andare incontro a coloro che dimostrano l’esistenza
di condizioni di disagio economico e quindi l’impossibilità
a pagare in un’unica soluzione gli importi dei verbali e delle
cartelle esattoriali. Per un’Amministrazione di centrosinistra, che quest’anno aumenterà del 67% le entrate derivanti da ammende per violazioni al codice della strada (dai 4,5 milioni del 2006 ai 7,5 del 2008) non è certo una bella prova di sensibilità nei confronti dei cittadini più deboli. Abbiamo chiesto con una interpellanza al Sindaco Delrio se sia a conoscenza di tale disposizione del Comandante della Polizia Municipale, cosa intende fare in merito e se vuole prendere in mano la situazione ponendo fine ad una interpretazione delle norme che assomiglia a quella di un “novello Sceriffo di Nottingham” o se farà finta di nulla, continuando a raccontare “barzellette” alla Città sulla legalità, così come già avvenuto per il caso delle macellazioni rituali o sulle sue parcheggiate selvagge.
1) ANDAMENTO DEI PROVENTI DA AMMENDE Importi in milioni di euro
# [si attesterà poco al di sotto della previsione non essendo stati attivati i varchi del centro come previsto] 2) NORME VIGENTI Legge n.689/81 Art. 26 L'autorità giudiziaria o amministrativa che ha applicato la
sanzione pecuniaria può disporre, su richiesta dell'interessato
che si trovi in condizioni economiche disagiate, che la sanzione medesima
venga pagata in rate mensili da tre a trenta; ciascuna rata non può
essere inferiore a lire trentamila. In ogni momento il debito può
essere estinto mediante un unico pagamento. Decreto Legislativo n.46/99 Art. 7 L'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602, é sostituito dai seguenti: Rèz, 23 Gennaio 2008.
Su abusi nomadi Giunta chiude occhi, noi no. Se la nuova frontiera della pseudo integrazione propagandata
da Delrio & C. è il microcampo nomadi allora, come abbiamo
ricordato più volte, bisogna che i cittadini non dimentichino
che a Reggio esistono già circa 20 microaree su appezzamenti
di proprietà di alcune famiglie Sinte sulle quali in diversi
casi sono stati rilevati da parte dell’Amministrazione comunale
degli abusi edilizi, essendo quasi tutte queste situazioni classificate
dal Prg come aree agricole (ed in taluni casi anche come zone a pericolo
esondazione). Uno di questi siti è quello di via Strozzi a S.Rigo un complesso, come riportato dalla relazione del Dirigente del Servizio Patrimonio allegata alla delibera relativa al progetto “tra il campo alla città”, “di aree acquisite nel 1990 a seguito di apposito verbale di accertamento di violazione della normativa urbanistico/edilizia da parte di nomadi, che successivamente hanno mantenuto il proprio insediamento nella zona senza che l’Amministrazione (nonostante i solleciti del Servizio scrivente agli assessori al Patrimonio via via succedutisi nel tempo) abbia richiesto canoni di occupazione delle aree medesime”. La Giunta Spaggiari approvando il Prg ’99 trasfromò la destinazione d’uso di tale area da agricola a edifici residenziali con giardino ed oggi la Giunta Delrio vorrebbe farci credere che provvederà all’abbattimento di strutture già di fatto “sanate” dal Prg vigente e che per questo motivo non avrebbe provveduto a richiedere i canoni dovuti: perchè venga fatta chiarezza provvederemo ad inoltrare un esposto alla Corte dei Conti. Non dimentichiamoci però che la stessa Giunta
Delrio, nel mese di giugno 2007 pagò 2.520,00 euro il trasporto
eccezionale di una campina, per consentire il trasferimento di una famiglia
dal campo nomadi comunale di via Antonio da Genova in località
Roncina su un terreno di proprietà in via Spagni nella frazione
di Pratofontana. Rèz, 19 Gennaio 2008. Fate come dico ma non come faccio? Gli organi d’informazione locali hanno riportato negli ultimi tempi diverse notizie interessanti relative alle politiche di gestione della viabilità in centro storico. Il 30 dicembre 2007 veniva riportata la notizia secondo la quale sarebbe stata rimossa l’auto del Presidente della Provincia, Sonia Masini, poiché posteggiata davanti ad un passo carraio nei pressi di via Guido da Castello. L’8 gennaio 2008 invece si poteva leggere: “multe più care con le telecamere”, spiegando che chi attraversa illegittimamente i varchi del centro oltre ai 70 euro di contravvenzione si trova a pagare anche i 12 euro per spese di notifica. In seguito poi all’entrata in funzione delle telecamere che controllano alcune strade di accesso al centro storico, in data 12 gennaio 2008 l’Assessore Gandolfi dichiarava che tale provvedimento “è una misura punitiva per fare rispettare la Zona a Traffico Limitato” e che conseguentemente sarebbe “finito il tempo dei furbi”! Il 17 gennaio 2008 infine appariva un intervento integrale del Signor Sindaco nel quale si poteva leggere tra l’altro che: “come Giunta cerchiamo di mantenere comportamenti coerenti” e che “andare in bicicletta oggi è una scelta di civiltà”. Lo schema di bilancio preventivo 2008 ha iscritto una posta di ben 7,5 milioni di euro di proventi da ammende per violazioni del codice della strada aumentando così le previsioni di gettito rispetto allo scorso anno del 67%: simpatico notare come già nel bilancio 2007 si prevedesse un ‘aumento di 500 mila euro delle multe rispetto al 2006 (da 4 a 4,5 milioni) per le stesse motivazioni addotte oggi, ovvero aumento del numero di agenti ed attivazione delle telecamere… Ciò che striderebbe con tutto questo potrebbe essere la conferma di un notizia che sempre più insistentemente sta circolando, secondo la quale domenica 23 dicembre 2007, antivigilia di Natale, intorno alle ore 17, sarebbe pervenuta alla centrale del comando di Polizia Municipale (telefonata registrata) una richiesta di intervento da parte di un cittadino residente in via dei due Gobbi 1, poiché un’autovettura Chrysler riportante sul parabrezza un permesso di accesso e sosta al centro storico rilasciato alla Segreteria del Sindaco (permesso che non risulterebbe nemmeno intestato al mezzo in oggetto!) ostruiva il suo passo carraio. Tale autovettura, secondo queste voci, sarebbe poi stata spostata da una giovane accorsa sul posto, ma la pattuglia della Polizia Municipale anch’essa presente sul posto, per altro sotto gli occhi di diversi cittadini, non avrebbe provveduto né all’identificazione della persona in questione né all’elevazione della dovuta contravvenzione. Il fatto grave sarebbe nella possibile eventualità che tale automobile sia intestata alla consorte del nostro Signor Sindaco. Al fine di fare chiarezza, abbiamo presentato oggi una interrogazione alla Giunta perché tale notizia venga confermata o smentita. Poiché se tutto questo corrispondesse al vero bisognerà spiegare ai reggiani i motivi per cui vi sia stato da parte della pattuglia della Polizia Municipale intervenuta un comportamento così “comprensivo” riscontrandosi la violazione di un passo carraio oltre che il transito e la sosta non autorizzati in area a traffico limitato. Ma soprattutto bisognerà dare chiare ed univoche spiegazioni politiche rispetto ad un uso del permesso di accesso e sosta al centro storico che non parrebbe essere proprio coerente con la proprie prediche politiche. Rèz, 9 Gennaio 2008. Rifiuti, solidarietà Montanari per difendere Pecoraro: no ai rifiuti campani! La solidarietà che l’Assessore Montanari vorrebbe concedere alla Regione Campania, accogliendo a Reggio parte dei rifiuti napoletani, è solo un contraddittorio soccorso al suo Ministro Pecoraro Scanio, colpevole politicamente di avere bloccato in quella regione ogni possibile nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti. Contraddittorio poiché la nostra provincia non può permetterselo, contraddittorio perché si scontra clamorosamente con la politica di responsabilità, nel potenziamento della raccolta differenziata spinta che ha sostenuto in questi anni. Accettare i rifiuti di Napoli non è solidarietà, significherebbe solo premiare i furbi ed i violenti, per di più che l’Emilia ha già più volte in passato accolto i rifiuti campani e persino il Presidente Errani aveva promesso solennemente che non sarebbe più accaduto. E poi cosa significherebbe che “se arriveranno
rifiuti campani non dovranno essere bruciati”? No non è così che funziona, per di più che mentre la Montanari offre la propria solidarietà al suo Ministro, gli incapaci politici campani, posti di fronte alla proprie responsabilità non saputo fare altro che appellarsi all’unità delle Istituzioni senza nemmeno prendere in minima considerazione la possibilità di dimettersi: ricordiamo bene quando Bassolino nel maggio 2004 venne a Reggio ad insegnarci a gestire i rifiuti… La Padania è una delle regioni più inquinate al mondo, ci stiamo impegnando sul fronte della raccolta differenziata e molte amministrazioni locali ragionano e lavorano addirittura per addivenire il prima possibile a superare gli inceneritori con tecnologie più avanzate, dal 1994, vige nella Regione Campania la gestione commissariale del ciclo dei rifiuti, che ha comportato una spesa complessiva a carico dello Stato corrispondente a circa 2.000 miliardi di lire. Nell’ambito della gestione commissariale, in Campania sono stati assunti circa 2.300 dipendenti a tempo indeterminato, definiti “altamente specializzati nel settore della raccolta differenziata”, la cui retribuzione netta mensile oscilla tra 1.200 e 1.600 euro, pur tuttavia la gestione commissariale ha prodotto un peggioramento della situazione, la raccolta differenziata stenta a raggiungere il 10% (mentre l'Europa prevedeva per il 2003 una soglia minima non inferiore al 35%) e sul territorio campano giacciono a tutt’oggi 3 milioni di "ecoballe", cioè 5.600.000 metri cubi di rifiuti imballati, per il cui trasporto dei quali occorrerebbero più di 220.000 autotreni. Nella Regione Emilia-Romagna oltre un quarto dei Comuni ha raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dal Decreto Ronchi ed in diverse realtà è in via di attuazione e sperimentazione la raccolta domiciliare al fine di migliorare ulteriormente i dati relativi alla produzione e differenziazione dei rifiuti. Se arriverà da noi il rusco napoletano il 7 gennaio 2009 sarà d’obbligo invitare a Reggio Bassolino per assegnargli il simbolicamente il tricolore dei furbi: quella campana è una presa in giro nazionale cui opporsi con tutte le forze. Il Nord ha già dato e questa è l’unica
certezza nel mare di “ecoballe” della politica italiota. Rèz, 4 Gennaio 2008. Campi nomadi: le bufale della Giunta Delrio. L’Assessore Pedroni ci informa che la Giunta intenderebbe “accrescere la consapevolezza dei doveri” delle famiglie nomadi ospitate in alcuni campi del nostro Comune, per fare questo è stata approvata una delibera con la quale si determinano nuove condizioni di permanenza introducendo anche i contatori individuali per l’erogazione dell’energia elettrica. Meglio tardi che mai direbbe qualcuno, senza dimenticare però che i lavori di rifacimento del campo di via Ancini a Roncocesi sono terminati nel 2005, quelli del campo di via Da Genova a Roncina lo scorso semestre e che in questo periodo pur avendo già annunciato l’intenzione di introdurre il pagamento individuale, il Comune ha continuato a pagare. Vi è infatti una chiarissima lettera del 13 settembre 2005 (prot.3836/N), del Dirigente al Servizio immigrazione e pari opportunità, a testimoniarlo laddove comunica al Presidente della Circoscrizione 3 che “Numerose famiglie dei campi non pagano da tempo le somme dovute. Per questa ragione, in analogia a quanto è già stato fatto nell’area di via Ancini recentemente ristrutturata dove si sono installati contatori individuali con possibilità di sospendere l’erogazione della luce qualora l’intestatario non provveda al pagamento dovuto, si intende procedere con la medesima trasformazione impiantistica nell’area di via Da Genova”. Quella della Giunta Delrio sa quindi di pura propaganda
politicante, non solo perché viene data una mera pubblicità
di qualcosa che doveva essere già stato fatto da almeno due anni,
ma anche perché la competenza per modificare i Regolamenti dei
campi sosta (dove è scritto che le spese sono a carico del Comune)
è del Consiglio Comunale e non della Giunta la quale può
intervenire unicamente sulle tariffe, le quali per altro risultano totalmente
invariate rispetto agli ultimi due anni e la sola differenza introdotta
dalla delibera odierna è che oltre a via Gramsci e via Da Genova
già esentate dal pagamento delle tariffe di sosta, ora anche
le famiglie di via Ancini saranno esentate! Per la struttura di via Calvetro a Masone, che rimane a tutti gli effetti un’area di sosta temporanea aperta da novembre a marzo dove già dal 2000 le utenze dell’energia elettrica avrebbero dovuto essere a carico dei residenti, viene azzerata la cauzione richiesta (determinata sino allo scorso anno in €.80,00) e, per le soste superiori ai tre mesi la tariffa giornaliera di €.2 viene dimezzata (da 60 a 30 euro mensili)! Come spesso accade il veleno è nella coda: per
il campo di via Gramsci sono confermate le esenzioni ed inoltre viene
confermata l’intenzione di una “progressiva trasformazione
in favore della sistemazione dei nuclei familiari in nuovi spazi (microaree)”! Staremo a vedere, resta il fatto che Delrio comincia il 2008 esattamente come il 2007, con l’ennesima beffarda presa in giro di quella che può essere ormai considerata peggiore Giunta di tutti i tempi. Rèz, 3 Gennaio 2008.
Alla fine Delrio ha interrotto il sogno… Nel mese di ottobre fummo facili profeti: la stazione reggiana della Tav, o meglio la copertura disegnata da Calatrava sarà più corta e solo nostro Signore sa se non sarà conseguentemente più cara e non solo per i naturali aumenti dei prezzi dei materiali. Cosicché tutte le chiacchiere di Delrio sul “sogno da non interrompere” naufragano di fronte al bando pubblicato da Italferr. Bisogna ricordare allora che l’accordo tra Tav e Cepav non è stato trovato poiché quest’ultima per realizzare l’opera chiedeva circa una ventina di milioni in più rispetto i 70 stanziati: guarda caso corrispondono a quel 30% di opera in meno che verrà realizzata. A questo punto riproponiamo la domanda di qualche mese fa: a Cepav è stata avanzata la possibilità di realizzare l’opera a queste nuove condizioni? Perché se così non fosse non solo molto probabilmente si potrebbe prospettare un braccio di ferro legale tra i soggetti esclusi e Tav, ma alla fine si darebbe prova di come si sia perso inutilmente molto tempo prezioso e di come la coalizione guidata da Delrio se ne sia fregata degli operai di Rodano rimasti a casa. A Natale Delrio, nel battere la gran cassa della pubblicazione del bando, chiedeva un passo indietro a chi lo aveva attaccato: non si accorge che l’unico a doverlo fare per la propria incapacità politica è lui stesso. Rèz, 3 Gennaio 2008. Un altro Spadoni tra 150 anni! La vicenda dei platani di piazza Cavour, ha denotato
ancora una volta una grande approssimazione politica della Giunta Delrio,
cosicché l’unico effetto ottenuto ad oggi è quello
di avere pagato a peso d’oro delle piante di scarso valore. Dal punto di vista ornamentale i platani piantumati
risultano decisamente disarmonici, poichè non vi è proporzione
tra tronco, branche e rami a seguito di interventi di capitozzatura:
le piante sono brutte oggi e lo saranno anche in futuro, anche a causa
dell’inevitabile proliferazione di “succhioni” nati
da gemme avventizie che conferiranno agli alberi un’aspetto caotico
e disordinato. Le grossolane e scorrette potature “a capitozzo”
operate sui platani già adulti (25/30 anni) oltre a pregiudicare
l’aspetto estetico/ornamentale costituiscono un grave problema
fitosanitario. A queste piante non sembrano essere mai state praticate
lavorazioni per allevarle ad una “forma obbligata”, i nostri
platani hanno subito solo recentemente, 3/4 anni fa, delle drastiche
potature che hanno interessato le branche primarie contemporaneamente
ad una energica potatura radicale per dare una parvenza di “forma
obbligata”. Allora se è vero che un progetto così si fa ogni 150 anni, per la sua buona riuscita Delrio è a un bivio: o rimuove le piante o l’Assessore! |