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Rèz, 30 Dicembre 2008.


Variazioni a concambi svaluterebbe ulteriormente partecipazione Enìa a nuova multiutility.

I problemi insorti nel matrimonio tra Iride ed Enìa forse aiutano a chiarire l’inspiegabile fretta di Delrio di approvare la fusione per incorporazione tra le due Aziende multiservizi in tempi così rapidi: hanno tentato politicamente una mossa da furbetti!

Già le condizioni approvate dal Consiglio comunale in dicembre non erano favorevoli alla nostra città, cui restava solo la medaglietta simbolica della sede legale, ora se si addivenisse ad una variazione nei rapporti di concambio già stabiliti, il nostro territorio ne uscirebbe con le ossa rotte: se Delrio sperava che a Genova e Torino non si accorgessero delle problematiche legate alla partecipazione in Delmi è stato per lo meno incauto.

La fretta, lo avevamo detto, è cattiva consigliera e a questo punto ci chiediamo quale valore abbia la delibera votata dal Consiglio comunale e se non valga la pena di fermarci a nostra volta per rivalutare i termini dell’operazione, oltretutto già l’idea di concedersi un dividendo straordinario per assecondare tanto le esigenze elettorali di Delrio quanto le enormi difficoltà di bilancio create dalla sinistra a Torino era discutibile, ora si aggiunge anche la spinosa questione dei debiti tributari di Iride, valutati in circa 180 milioni di euro, come partenza non è male…

Se si arriverà a riaprire il tavolo delle trattative con Iride per rinegoziare gli accordi, crediamo si debba ripensare tutta la partita da capo.
La nostra idea di sviluppo dell’Azienda, basata su una operazione diversa di aggregazione ed integrazione nel territorio mediopadano, rafforzando Enìa nei territori di Mantova e Verona e mantenendo il “pallino” su Reggio si sta rivelando alla fine quella più pragmatica, che soddiferebbe diversi obiettivi: quello strategico con la creazione di un polo aggregativo attrattivo per altre Utilities di piccola e media dimensione del nordest, quello tattico verso gli altri soggetti “forti” (Iride, Hera, A2A) in ottica di una migliore “valorizzazione” in prospettiva, quello industriale con il radicamento e presidio integrale delle filiere energetiche ed ambientali, ed infine quello finanziario migliorando la solidità complessiva.

La strada scelta pilatescamente dal Sindaco Delrio ne ha rivelato nuovamente il pressappochismo politico, l’incapacità a confrontarsi ed una fretta che si sta infrangendo contro scogli molto scomodi: la scelta di farsi fagocitare da Iride rischia di aggiungere beffa al danno per i nostri cittadini.


Rèz, 27 Dicembre 2008.

Spese comunicative del Comune molto discutibili.


La vicenda del Sindaco Delrio su facebook è solo l’ultimo tassello di una politica che ha visto nell’ultimo anno e mezzo, guarda caso con l’approssimarsi delle elezioni, incrementare notevolmente le spese di comunicazione del Comune.

Una comunicazione di dubbia utilità, poiché a nostro avviso politicamente la Giunta dovrebbe dare informazioni sui servizi e non farsi propaganda, così come ci pare sia avvenuto nella maggior parte dei casi: negli stessi giorni in cui scoppiava il “caso facebook”, veniva affidato un incarico di 17.700,00 euro per definire una “strategia di comunicazione e progettazione degli strumenti rivolti a stakeholder e cittadini per l’informazione relativa ai risultati del mandato (Bilancio di mandato)” dell’attuale Amministrazione!
Da segnalare che per lo stesso obiettivo l’Amministrazione ha già conferito un incarico di 14.400,00 euro per una collaborazione con un professionista che è cominciata il 15 maggio 2008 e terminerà il 31 maggio 2009.

Da un’analisi complessiva dei costi di comunicazione si evince che nell’ultimo anno e mezzo sono stati spesi, quasi 400mila euro in campagne di marketing: molti se pensiamo che la Giunta si è già dotata anche di un giornalino che arriva a casa di tutti i reggiani!

E proprio sul giornalino “Reggio Comune” vale la pena di spendere una ultima considerazione che conferma la finalità politica data dalla Giunta alla comunicazione pubblica: il 23 maggio scorso è stato riaffidato per il periodo di un anno, il contratto relativo ai servizi di stampa e distribuzione del periodico comunale che per tale periodo da bimestrale è diventato mensile…


Rèz, 23 Dicembre 2008.

Spese comunicative del Comune molto discutibili.


La vicenda del Sindaco Delrio su facebook è solo l’ultimo tassello di una politica che ha visto nell’ultimo anno e mezzo, guarda caso con l’approssimarsi delle elezioni, incrementare notevolmente le spese di comunicazione del Comune.

Una comunicazione politicamente di dubbia utilità, poiché a nostro avviso la Giunta dovrebbe dare informazioni sui servizi e non farsi propaganda, mentre per la maggior parte dei casi ci pare che questo non sia avvenuto.

Da un’analisi dei costi di comunicazione si evince che nell’ultimo anno e mezzo sono stati spesi, oltre 250mila euro in campagne di marketing: molti se pensiamo che la Giunta si è già dotata anche di un giornalino bimestrale che arriva a casa di tutti i reggiani!

Data Campagna Costo
10/11/07 Viabilità centro, ZTL
27.705,73
22/11/07
Piano convivenza stazione
25.099,20
06/12/07
Marchio e immagine coordinata “città delle persone”
5.340,00
05/04/08
Attivazione servizio bluetooth
8.832,00
10/04/08
Fondo di garanzia per la locazione
10.314,00
24/04/08
Bilancio preventivo 2008
21.196,00
29/04/08
ConciliaRe
16.080,00
28/05/08
Centro storico
8.208,00
11/07/08
Bilancio partecipativo 2008
6.020,00
25/08/08
Sistema parchi
52.383,08
04/09/08
Settimana mobilità sostenibile
10.149,00
25/09-10/10/08
I reggiani per esempio
54.788,04
12/12/08
Facebook
6.000,00
     
  TOTALE 252.187,05

Rèz, 16 Dicembre 2008.

A Sesso lavori infiniti e eseguiti male.


La foga ideologica che caratterizza politicamente la Giunta Delrio nella gestione del sistema della mobilità continua a produrre danni ed anche la frazione di Sesso ne paga le conseguenze.

Sono mesi che si assiste a lavori di rifacimento dei marciapiedi, dei dossi, di rotonde che sembrano non avere mai fine, con grande disagio dei residenti e dei commercianti.

Per di più che gli esiti ci sembrano più che pasticciati, tanto che la fermata dell’autobus è giusto in corrispondenza di un’aiuola con albero al centro, il passaggio pedonale non è più illuminato compromettendo la sicurezza di chi deve attraversare la strada e per di più termina non sullo scivolo della ciclopedonale ma sul gradino, creando non pochi disagi ai disabili…

I dossi posti sulla carreggiata in entrata ed in uscita della frazione ci paiono oltre ogni misura di buon senso oltre che certamente fuori legge (il codice della strada prevede una misura massima di 7cm laddove il limite di velocità è 30km/h) risultando pericolosi per i ciclomotori e di intralcio agli autobus.

La rotondina all’incrocio con via Nobel è incompiuta e circondata da buche profonde e pericolose.

Per tutti questi lavori la Giunta Delrio ha speso, male, circa 120mila euro.


Rèz, 16 Dicembre 2008.

Per Sarzi Comune Reggio non ha fatto nulla.


Apprendo con favore dell’iniziativa sostenuta anche dalla Presidente della Provincia e dal dott. Carlo Baldi finalizzata a rilanciare l’attività della Fondazione Sarzi in pieno centro storico a Reggio.

Nel gennaio scorso chiesi alla Giunta Delrio se era informata delle difficoltà sorte a Bagnolo per l’utilizzo di spazi pubblici da destinare all’attività della fondazione e se intendeva intervenire di concerto con i soggetti interessati per realizzare un museo permanete del patrimonio artistico di Otello Sarzi: per tutta risposta l’Assessore Castellani mi disse che non aveva avuto alcuna richiesta di interessamento sulla vicenda e che non era possibile prevedere un museo permanete a lui dedicato.

L’Amministrazione Delrio si interessa di valorizzare gli artisti reggiani solo di fronte a cospicue donazioni come avvenuto per Gerra?
All’Assessore Catellani interessa solo la Fotografia Europea che lo scorso anno ha incassato 40 mila euro da biglietti, ossia ha avuto 4.000 visitatori paganti (altro che 54 mila!) e per la quale sono stati spesi in 3 edizioni 521.000 euro per acquistare fotografie oggi chiuse nei cassetti municipali?

Per il patrimonio di Otello Sarzi la Giunta comunale di Reggio, se avesse voluto, avrebbe potuto fare molto di più, invece è stata a guardare.


Rèz, 14 Dicembre 2008.

Iride-Enìa: con incorporazione Reggio ed Emilia marginali.

Delrio ed il potere politico che lo sostiene ha fretta, lo si è capito nella fase delle trattative che ha portato all’esclusione non solo dell’ipotesi di aggregazione con Hera, ma anche di tutte le altre possibili.

Delrio ha fretta perché le elezioni incombono ed in soli 5 giorni vuole chiudere la partita anche in Consiglio comunale, che evidentemente è sempre più visto come un intralcio: la sera di mercoledì 10 consegna dei documenti, venerdì 12 Commissione consiliare, lunedì 15 discussione e voto.
Lo facesse una parte politica diversa, Pd e Cgil strillerebbero all’attentato politico-istituzionale!

La fretta però è cattiva consigliera anche nel merito di questa scelta, perchè questa incorporazione di Enìa in Iride, conduce l’Emilia occidentale ad essere marginale rispetto l’asse Torino-Genova: per questo il voto di domani assomiglia molto ai plebisciti post unitari…

Torino avrà tutta la parte energetica, Genova tutto il settore idrico e gas, mentre i territori di Reggio e dell’Emilia occidentale rinunciano alla propria centralità e raccolglieranno le briciole.
Oltre al Sindaco Delrio che preferisce abdicare politicamente in favore del Pd sabaudo, l’unico felice dell’operazione sarà forse l’attuale Amministratore Delegato che si vedrà confermata una importante poltrona nella nuova Azienda.

Noi avremmo preferito una scelta frutto del confronto su varie ipotesi e la nostra idea era ed è quella di mantenere il pallino su Reggio con una operazione di aggregazione ed integrazione nel territorio mediopadano, rafforzando Enìa nei territori di Mantova e Verona.

Dal nostro punto di vista una operazione strategica per la creazione di un polo aggregativo attrattivo per altre Utilities di piccola e media dimensione del nordest, una operazione tattica verso gli altri soggetti “forti” (Iride, Hera, A2A) in ottica di una migliore “valorizzazione” in prospettiva, una operazione industriale di radicamento e presidio integrale delle filiere energetiche ed ambientali, una operazione finanziaria che migliora la solidità complessiva.

Delrio però ha fretta e rifugge il confronto e quindi sulla proposta che ci viene presentata noi non potremo che respingerla poiché non potremo mai condividere una operazione che di fatto impoverisce il patrimonio della nostra gente.


Rèz, 8 Dicembre 2008.

In “Variantona” nulla di nuova stagione urbanistica.


Domani il Consiglio comunale discuterà la cosiddetta “Variante urbanistica finalizzata ad implementare la qualità urbana e a corrispondere a esigenze specifiche coerenti con gli indirizzi del nuovo Psc”.
Di fatto una maxi variante al Prg vigente, che soddisfa ben 36 richieste avanzate da singoli cittadini, società, enti in liquidazione, enti pubblici.

Circa la metà di queste varianti pur essendo di poco conto concedono comunque in sette casi una destinazione residenziale laddove ve ne era una a infrastrutture per la viabilità, ossia politicamente vengono “elargite” volumetrie aggiuntive ai contesti residenziali presenti.

Sei richieste di variante recepiscono istanze volte ad armonizzare ambiti a prevalente destinazione produttiva, mentre la parte restante riguarda ambiti di carattere residenziale con importanti risvolti politici per quanto attiene le ennesime previsioni delocalizzative.

Vi sono infatti casi di trasferimento di cubature frutto del bando con il quale il Comune per fare cassa ha ceduto volumetrie proprie e del bando con il quale Act per il medesimo motivo ha ceduto le volumetrie di via Talami.

Vi sono le istanze sottoscritte dal liquidatore di ENAIP che otterrebbe di trasferire 3.330 mq di superficie utile dall’area a destinazione produttiva polifunzionale di via Guittone d’Arezzo in zone oggi agricole che verrebbero trasformate in residenziale e che sono molto più pregiate: Fogliano 1.200 mq, Canali 1.500 mq, S. Bartolomeo 630 mq (quest’ultima nonostante la Circoscrizione 3 abbia espresso parere contrario all’unanimità).

Ma vi sono anche altri soggetti che si avvarranno dell’istituto delle delocalizzazioni con questa variante:

1.la Parrocchia di Coviolo che ricollocando 200mq potrà “reperire le risorse finanziarie da destinare alla sistemazione e restauro degli edifici parrocchiali”;

2.la Provincia di Reggio Emilia che ottiene la ricollocazione di 766 mq di residenziale “a parziale integrazione delle risorse necessarie per la realizzazione” di una nuova struttura scolastica “in cui accorpare le diverse sedi sulle quali opera attualmente l’Istituto Filippo Re“;

3.la Gregorio Villirillo srl che otterrebbe il trasferimento di una volumetria pari a circa 2.600 mc, oggi a destinazione produttiva polifunzionale, dalla tangenziale nord alla frazione di Coviolo in zona oggi agricola a valenza paesaggistica;

4.Unieco (con altri soggetti) che otterrebbe lo spostamento di 5.400 mq da Pieve a Bagno (con un cambio di destinazione d’uso da servizi privati a residenziale), proprio a fianco dell’area che ospiterà la nuova scuola e di fronte la chiesa: nel cuore strategico della frazione, con una mobilità che ruoterebbe comunque sempre sulla via Emilia.

Vi sono in conclusione alcune considerazioni politiche di carattere generale su cui vale la pena soffermarsi: più che un anticipo del Psc ci pare che questa “variantona” abbia un fine elettoralistico, se così non fosse si sarebbe potuto tranquillamente attendere l’adozione del nuovo Psc.

C’è poi una incoerenza gigantesca alla base di questa proposta di variante: da un lato la Giunta Delrio, con il Piano Poliennale d’Attuazione, ha spostato nel tempo diversi interventi che erano previsti nel Prg vigente, propagandando questa scelta come un necessario rallentamento della crescita edilizia, dall’altro concede con le delocalizzazioni, di trasformare ex novo circa 13.600 mq di superficie utile da aree agricole a residenziali!

Delrio e la sua Giunta stanno raschiando il barile della decenza politica.


Rèz, 4 Dicembre 2008.


In via Zannoni secondo microcampo?

Se la nuova frontiera della pseudo integrazione propagandata dal Sindaco Delrio è il microcampo nomadi allora, come abbiamo ricordato più volte, bisogna che i cittadini non dimentichino che a Reggio esistono già circa 20 microaree su appezzamenti di proprietà di alcune famiglie Sinte sulle quali in diversi casi sono stati rilevati da parte dell’Amministrazione comunale degli abusi edilizi, essendo quasi tutte queste situazioni classificate dal Prg come aree agricole (ed in taluni casi anche come zone a pericolo esondazione).
Complessivamente queste microaree ospitano la metà dei Sinti presenti in città (circa 400 su 800).

Uno di questi siti è quello di via Strozzi a S.Rigo un complesso, come riportato dalla relazione del Dirigente del Servizio Patrimonio allegata alla delibera relativa al progetto “tra il campo alla città”, “di aree acquisite nel 1990 a seguito di apposito verbale di accertamento di violazione della normativa urbanistico/edilizia da parte di nomadi, che successivamente hanno mantenuto il proprio insediamento nella zona senza che l’Amministrazione (nonostante i solleciti del Servizio scrivente agli assessori al Patrimonio via via succedutisi nel tempo) abbia richiesto canoni di occupazione delle aree medesime”.

A queste situazioni mai risolte, se ne aggiunta una nuova di zecca circa un anno fa in via Zannoni: dal campo di via Gramsci infatti nei mesi scorsi sono uscite altre due famiglie oltre quella che forse andrà in via Felesino, la prima occupò un’area nel Comune di Cadelbosco Sopra la seconda un’altra area in via Zannoni appunto.

Gli uffici comunali hanno provveduto celermente ad accertare gli abusi effettuati in loco ordinando la demolizione delle opere edilizie ed ingiungendo il ripristino dello stato dei luoghi, ma a tutt’oggi tale ordinanza non ha avuto seguito tanto che già nell’aprile di quest’anno se n’è verificata l’inottemperanza con la conseguenza che l’area in questione verrà acquisita al patrimonio del Comune proprio come avvenne in via Strozzi.

Temiamo che l’esito sia il medesimo, ossia che dopo che l’area è diventata pubblica, la famiglia continuerà a risiedervi senza pagare alcun canone ed in assenza della confromità urbanistica.
Se così fosse di fatto politicamente l’area di via Zannoni diventerebbe il secondo nuovo microcampo della Giunta Delrio.


Rèz, 2 Dicembre 2008.

Approvata la variante Giglio, cattocom convertiti ai grandi centri.

Lunedì il Consiglio comunale ha approvato la richiesta di variante avanzata della Tuttogiglio per consentire “una maggiore flessibilità organizzativa della porzione commerciale, nella quale più esercizi commerciali possano essere inseriti in una struttura a destinazione specifica e possano usufruire di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente”: un bel regalo natalizio che come ha avuto modo di affermare anche l’Assessore Spadoni in una recente intervista “di fatto va a sanare una situazione già esistente riconoscendo a quell’area la sua vera valenza commerciale”.

E il suggello politico dei lavori consigliari è stato il voto dei consiglieri ex Margherita, che è stato favorevole per coloro che sono confluiti nel Pd e di astensione (solo dopo un accorato appello dell’Assessore Ferrari) per quelli di Italia popolare.
L’ennesima conferma, come nel 2002, che gli equilibri e gli interessi politici vengono prima del propagandato “bene comune”.

Il primo tassello della politica commerciale della Giunta Delrio, incentrata sui sette nuovi grandi centri commerciali, è stato posto.

Durante la seduta sono stati inoltre respinti dalla maggioranza due nostri ordini del giorno con i quali chiedevamo:
1.alienare gli spazi del Centro culturale (torre sud) destinando le risorse ricavate all’adeguamento alle norme vigenti delle zone sportive dello stadio Giglio oggi inagibili (tribuna distinti) e al potenziamento del centro sportivo di via Taddei;
2.ad esercitare il diritto di ottenere gratuitamente il trasferimento in proprietà dello stadio ovvero, essendo il Comune uno dei creditori di Mirabello 2000, promuovere la costituzione di una società che possa acquisire l’impianto dal curatore fallimentare attraverso un concordato preventivo.


Rèz, 29 Novembre 2008.

La variante Giglio e l’ipocrisia dei cattocom.


Lunedì il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi sulla richiesta di variante avanzata della Tuttogiglio spa nel febbraio 2006 motivata dal fatto che “in fase di realizzazione del nuovo insediamento si rende necessaria una maggiore flessibilità organizzativa della porzione commerciale, nella quale più esercizi commerciali possano essere inseriti in una struttura a destinazione specifica e possano usufruire di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente”: anche un occhio inesperto confrontando il progetto concessionato (galleria di vicinato) con il nuovo proposto (centro commerciale) non trova molte differenze rispetto all’attuale conformazione della struttura se non per la metratura di alcuni negozi che potranno estendersi fino a 2500mq: politicamente l’accoglimento della domanda appare come una vera e propria sanatoria.

La questione sembrava finita nel dimenticatoio lo scorso anno, ma la necessità di adeguare lo stadio alle attuali norme di sicurezza hanno suggerito alla Giunta Delrio di stipulare un accordo con la Tuttogiglio nel quale, tra l’altro, era previsto di adottare la variante entro il 30 settembre scorso.

Ci sembrava di avere capito dal Sindaco Delrio che volesse inaugurare una nuova stagione urbanistica improntata alla filosofia della “città delle persone”, ci sembrava che l’attuale Assessore Colzi avesse a cuore la necessità di “reti che connettano” e non di “luoghi dove spendere e basta”, ci sembrava che l’attuale Assessore Castellani ritenesse “altre varianti al camaleontico progetto Giglio” come “semplici provocazioni politiche”, forse hanno cambiato idea.
Mentre costoro si staranno allenando per la consueta arrampicata sugli specchi, immagino che l’ex Assessore Malagoli riderà sotto i baffi apprendendo che nel nuovo Psc, il suo successore ha addirittura promosso il Giglio a polo d’eccellenza della cosiddetta “città dei significati nuovi”: la coerenza non è per tutti.


Rèz, 26 Novembre 2008.

Viabilità, Giunta Delrio lascia nodi irrisolti.

Il Piano Urbano della Mobilità individua 5 nodi di congestione del traffico da risolvere: l’anello di via Adua, l’accessibilità allo stadio Giglio, l’anello di via Makallè, l’anello di via Cecati, la rotonda dell’Orologio.

Del primo abbiamo recentemente discusso in Consiglio comunale, prendendo atto di come i provvedimenti della Giunta Delrio abbiano acutizzato i problemi di traffico già esistenti in via Adua e via dell’Aeronautica lasciando i cittadini senza risposte, quando probabilmente l’unico provvedimento utile sarebbe il collegamento diretto tra le tangenziali nord e sud e il superamento di viale del Partigiano come asse di scorrimento.

Il sistema di accessibilità allo stadio Giglio è stato messo alla prova con insuccesso durante lo svolgimento della partita internazionale di rugby e a breve pare non troverà soluzione: ma che fine ha fatto lo studio commissionato in merito?

Con il raddoppio della pista ciclabile su via Regina Margherita la situazione in via Makallè è precipitata e probabilmente bisognerebbe arrivare rapidamente ad eliminare la circolazione ad anello ed inserire il doppio senso di marcia direttamente sulla stessa via Makallè.

Per quanto riguarda via Cecati l’Assessore Gandolfi ci ha informati che si procederà solo a rivedere le entrate sui parcheggi scambiatori realizzando una rotatoria all’incrocio con via Pariati: del progetto di rimettere a doppio senso via lungocrostolo chissà quando se ne riparlerà…

Infine per quanto riguarda l’asse attrezzato di via Inghilterra e della rotonda dell’acquedotto sempre l’Assessore Gandolfi, rispondendo ad una nostra interpellanza ha chiarito che sul primo verrà realizzata una ulteriore rotonda di accesso con via Dimitrov, sul secondo che esiste un progetto di decongestionamento: attendiamo che vengano quanto prima presentati alla Commissione competente.

Nel complesso si può affermare, ormai a fine legislatura, che la Giunta Delrio ha lasciato irrisolte tutte queste situazioni di criticità, anzi in talune di queste il congestionamento tanto del traffico privato come di quello pubblico si è aggravato, mentre l’unico impegno ci pare sia stato nel fare cassa aumentando gli introiti da multe e strisce blu.


Rèz, 18 Novembre 2008.

Molti project financing: nuovo Piano LL.PP. elettoralistico.

La Giunta Delrio ha approvato il 12 novembre scorso lo schema del Piano triennale dei lavori Pubblici 2009-2011 nel quale si riscontrano diverse curiosità.

Complessivamente sono previsti investimenti nel 2009 per ben 92 milioni di cui 69 per project financing, che come abbiamo imparato in questi anni hanno iter lunghissimi, mentre per le annualità successive si prevedono investimenti per 21 milioni nel 2010 e solo 7 nel 2011.

Alla luce di alcuni importanti insuccessi del recente passato (parcheggio ospedale, palasport, piscine) risulterà indispensabile approfondire bene come alcuni di questi project financing potranno reggersi economicamente, trattandosi di centri sociali, scuole, parcheggi, sportelli socio sanitari e cosa si vorrà fare a villa Marchi per la quale è previsto un importo di quasi 15 milioni.

Vi è poi la voce Paesaggi estensi lungo il Crostoso, progetto sempre in project financing già previsto nel bilancio dello scorso anno per 20 milioni e passato a 25 nel nuovo Piano triennale, vi è poi la realizzazione del nuovo casello autostradale disegnato dall’Arch. Calatrava che ci costerà 3,5 milioni invece dei 2,5 inizialmente previsti.

Un capitolo a parte merita il nuovo palasport, iscritto nel nuovo Piano per un valore di 16 milioni nel 2009, anch’esso in project financing (sarà ripreso quello già presentato a suo tempo ??), ma per il quale il Comune prevede una posta di 1,5 milioni quale “contributo per realizzazione opere” solamente nelle annualità 2010 e 2011.

Risulta del tutto evidente come trattandosi di un atto allegato al bilancio preventivo 2009, l’ultimo che firmerà Delrio, ha pienamente un sapore elettoralistico.


Rèz,11 Novembre 2008.

Enia, Delrio spieghi aumento dirigenti e attività Sot.


Come noto Enìa spa, è nata nel 2005 dalla fusione di tre società multiutility dell’Emilia occidentale e conta su circa 2.400 dipendenti.

All’atto della nascita i dirigenti della società erano 25 ma sono aumentati progressivamente dall’anno 2006 per raggiungere l’attuale numero di 39.

Dal novembre 2006 sono poi state attivate anche le tre Società Operative Territoriali di Enìa, con i rispettivi Consigli di Amministrazione, la cui funzione dovrebbe essere di garantire la gestione dei rapporti di collaborazione con gli Enti, le Istituzioni e le Organizzazioni locali, e le attività di monitoraggio delle esigenze della clientela e del territorio attraverso una puntuale pianificazione degli interventi.

Abbiamo presentato oggi una interrogazione per sapere dal Sindaco Delrio, in qualità di primo azionista di Enìa, le motivazioni per cui il numero dei dirigenti della multiutility sia aumentato così notevolmente (+56%) e quali siano appannaggi e benefit degli stessi.
Desideriamo inoltre conoscere quale sia stata l’attività dei Consigli di Amministrazione e delle Società Operative Territoriali dalla loro istituzione ad oggi e quali siano i compensi dei rispettivi membri per le funzioni svolte.

In un momento economicamente difficile per le famiglie come quello attuale, è indispensabile la massima chiarezza e lo è ancor più nella fase che anticipa l’incorporazione di Enìa in Iride.


Rèz, 6 Novembre 2008.

Pronta la “variantona” elettorale.


Formalmente è stata rubricata come “Variante urbanistica finalizzata ad implementare la qualità urbana e a corrispondere a esigenze specifiche coerenti con gli indirizzi del nuovo Psc”.
Di fatto si tratta di una maxi variante, dal sapore molto elettoralistico, che domani l’Assessore Ugo Ferrari presenterà alla Commissione e che soddisfa ben 36 richieste avanzate da singoli cittadini, società, enti in liquidazione, enti pubblici.

Circa la metà di queste varianti sono di poco conto trattandosi di piccole rettifiche o aggiustamenti cartografici, miglioramenti nelle dotazioni, nell’accessibilità.
Sei richieste di variante recepiscono istanze volte ad armonizzare ambiti a prevalente destinazione produttiva, mentre la parte restante riguarda ambiti di carattere residenziale.

Naturalmente le sorprese non mancano, specie per quanto riguarda le ennesime previsioni di delocalizzazione che francamente paiono molto votate alla speculazione.

Lasciamo da parte i casi ormai noti relativi a trasferimenti di cubature frutto del bando con il quale il Comune ha ceduto volumetrie proprie e del bando con il quale Act ha ceduto le volumetrie di via Talami.

Che dire però delle istanze sottoscritte dal liquidatore di ENAIP che ha chiesto di trasferire 4.030 mq di superficie utile dall’area di via Guittone d’Arezzo?
Che forse l’area di partenza delle volumetrie non è tra le più ambite e che se la “variantona” venisse approvata, il liquidatore di Enaip otterrebbe dal Sindaco Delrio di trasferire, per il momento, 3.330 mq in zone molto più pregiate: Fogliano 1.200 mq, S. Bartolomeo 630 mq, Canali 1.500 mq.

In conclusione ci pare che sebbene vi siano alcune situazioni che effettivamente contribuiscono al riordino di alcuni ambiti del territorio, non tutte le proposte però sono politicamente coerenti con la politica propagandata dalla Giunta Delrio.
Restano due domande: perchè non si poteva attendere l’adozione del Psc?
Quante istanze non sono state accolte?


Rèz, 5 Novembre 2008.

Enìa Solaris, perché scelta Ata Group come partner privato?


Nel mese di ottobre 2008 è nata Enìa Solaris, una società costituita da Enìa spa e Ata Group spa, azienda trentina attiva nella progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

La scelta di dare vita all’iniziativa segue le previsioni del piano industriale di Enìa e consentirà alla nostra multiutility di investire nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili rafforzandosi in un segmento che potrebbe offrire opportunità di sviluppo futuro.

Abbiamo chiesto alla Giunta Dlerio, con una specifica interpellanza, di sapere perché sia stato scelto come partner proprio Ata Group e non altre realtà, alcune delle quali presenti anche nel nostro territorio provinciale che sono tra l’altro leader nazionali nel settore.

Inoltre da una verifica che abbiamo effettuato, risulterebbe che il Presidente del Consiglio di sorveglianza di Ata Group spa sarebbe anche membro del Consiglio di Amministrazione di Enìa: sebbene non ci si trovi di fronte ad una situazione illegittima o incompatibile, desideriamo sapere dal Sindaco Delrio, che è il primo azionista di Enìa, se ritiene politicamente opportuna una tale commistione di cariche e, in ultima analisi se vi si siano in essere altre situazioni simili.


Rèz, 5 Novembre 2008.

Microarea via Felesino: anche per la Regione variante indispensabile.

Anche la Regione Emilia Romagna conferma che la Lega Nord ha ragione: la variante urbanistica all’area di via Felesino, oggi agricola, per insediare il primo dei nuovi 6 microcampi nomadi che Delrio vorrebbe realizzare per ridimensionare quello di via Gramsci, è indispensabile.

Rispondendo ad una nostra interrogazione, l’Assessore Anna Maria Dapporto, pur condividendo l’operato del Comune, non ha potuto non considerare indispensabile sottoporre al Consiglio comunale la variante al Prg “realizzando così la opportuna applicazione della Legge Regionale n.47 del 1988” sulle minoranze nomadi, che prevede una specifica zonizzazione dei campi sosta che non è quella agricola attuale.

La Regione ha anche assicurato che “condurrà comunque un’attenta opera di vigilanza affinché l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia non standardizzi questo iter accelerato giustificato dalla necessità di non perdere il finanziamento assegnato e di inserire i minori del nucleo prescelto già nell’anno scolastico 2008-2009 iniziando nei tempi previsti il percorso di inserimento sociale e di integrazione”.

Nel merito restano due considerazioni: la prima è che le scuole sono già cominciate mentre la microarea non è ancora realizzata, la seconda è che la Regione, probabilmente non sapendo che l’area di via Felesino è isolata e chiusa tra Tav e Canile, non può immaginare che l’inserimento sociale sarà impossibile, disattendendo così anche il comma 3 dell’art.4 della Legge Regionale sulle minoranze nomadi che recita: “l'ubicazione dell'area di sosta deve essere individuata in modo da evitare qualsiasi norma di emarginazione urbanistica e da facilitare l'accesso ai servizi pubblici e la partecipazione dei nomadi alla vita sociale”…

Politicamente le furberie procedimentali urbanistiche sono risultate alla fine inutili, mentre sotto il profilo dell’inclusione sociale il progetto del Sindaco Delrio è fallito ancora prima di partire.
Delle due l’una: o Delrio ha il coraggio di prenderne atto oppure abbia l’onestà politica di annunciare alla Città prima delle elezioni dove vuole realizzare gli altri 5 microcampi nomadi.


Rèz, 1 Novembre 2008.

Microarea via Felesino: per la Provincia variante indispensabile.


La Provincia di Reggio Emilia conferma che la Lega Nord ha ragione: la variante urbanistica all’area di via Felesino, oggi agricola, per insediare il primo dei nuovi 6 microcampi nomadi che Delrio vorrebbe realizzare per ridimensionare quello di via Gramsci, è indispensabile.

Rispondendo ad una nostra interrogazione, la Presidente Sonia Masini ha rilevato che “la destinazione di aree comprese nel territorio suddetto all’uso di campine per nomadi (uso extra-agricolo) deve essere prevista con lo strumento di pianificazione comunale o sua variante motivata”.

Non bastasse la Provincia conferma un’altra anomalia che avevamo evidenziato ossia che “dalla relazione dei legali fornita dal Comune su nostra richiesta” si palesa come “il percorso amministrativo adottato dal Comune in applicazione dell’art.16 (attrezzature del territorio) delle norme tecniche attuative del vigente Prg comunque prevede la successiva adozione della specifica variante urbanistica”, vale a dire che la Giunta al contrario di quanto aveva sostenuto poche settimane fa in Consiglio comunale respingendo la nostra richiesta di attingere la conformità urbanistica adottando preventivamente la dovuta variante, intenderebbe procedere sostanzialmente con una variante in sanatoria: un vero e proprio insulto ai cittadini che rispettano le regole seguendo le procedure richieste dall’Amministrazione.

La Presidente Masini conclude assicurando che “qualora la variante venga adottata, la Provincia esprimerà il proprio parere di legittimità valutando la proposta e gli atti presentati”, anche in considerazione del fatto che l’area in questione risulta interessata da inondazioni storiche e quindi in caso di trasformazione si rende necessaria la messa in atto di una corretta gestione delle acque per la riduzione del rischio idraulico.

Politicamente è ormai del tutto evidente che il Sindaco Delrio si prodiga con ogni strumento per riservare ai soli nomadi privilegi e corsie preferenziali inaccettabili ed ingiustificate.


Rèz, 23 Ottobre 2008.

Parcheggio Zucchi, spesi 150mila euro per lifting.

Il 22 marzo 2006 la Giunta Delrio dichiarò la sussistenza del pubblico interesse per il project financing relativo al sistema parcheggi del centro storico presentato del raggruppamento d’impresa costituito da CCC-Italcantieri e CFC.

Come noto oltre alla gestione delle strisce blu il progetto verte sulla realizzazione e gestione di tre parcheggi interrati: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti).
Solo per il parcheggio della Zucchi è prevista la fruibilità pubblica, mentre gli altri due sarebbero a servizio esclusivo dei residenti.

In particolare ad oggi la proposta relativa al parcheggio della Zucchi, che prevedeva anche la realizzazione in superficie di un parco, è stata ritenuta peggiorativa in quanto pur in assenza di problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio a più piani la proposta offre solo 460 posti auto su un piano interrato.

L’iter del project è ancora in essere e dovrebbe concludersi, se non sorgeranno problemi di natura politica, nella prossima primavera per poi avviare i cantieri.

Se questo sarà, ci pare stoni parecchio la scelta dell’Assessorato alla Città Storica di avviare un progetto di riqualificazione ed ampliamento del parcheggio attuale.

A fine agosto infatti l’Arch. Magnani, Dirigente dell’Unità di progetto città storica, ha approvato il progetto esecutivo che, trasformando anche parte degli spazi oggi utilizzati dalle autocorriere, porterà alla realizzazione di circa 250 nuovi posti auto oltre che a riorganizzare i flussi viabilistici e pedonali dell’area: costo dell’intervento 150mila euro.

Politicamente se tra sei mesi prenderanno effettivamente avvio i lavori per il parcheggio sotterraneo ci troveremmo di fronte all’ennesimo sperpero di denaro poiché i lavori appena finiti sarebbero gettati al vento, tanto paga Pantalone...


Rèz, 22 Ottobre 2008.

Psc: Giunta riferisca su area produttiva tra Roncocesi e Cadelbosco.

Nei giorni scorsi abbiamo informato la Città del vero dimensionamento del nuovo Piano strutturale comunale relativamente alle previsioni residenziali che sono ben più alte dell’obiettivo politico dichiarato dalla Giunta Delrio: ora ci occupiamo degli interventi relativi alle aree produttive.

Il Prg vigente prevede 1.440.000 mq a destinazione produttiva, di cui 340.000 relativi ad interventi diretti e la differenza relativa a 41 piani attuativi: di questi ultimi ne sono stati realizzati circa 600.000 mq, mentre la parte restante verrà gestita dal nuovo strumento urbanistico.

La Giunta Delrio ha individuato come ambiti specializzati produttivi di rilievo sovracomunale le aree di Mancasale, Gavassa-Prato e Corte Tegge.
In particolare le prime due, per il loro rilievo dimensionale, offrono l’opportunità di ospitare ulteriori insediamenti sia in aree già urbanizzabili secondo il vigente Prg sia in aree aggiuntive: per questi due soli ambiti sono previsti circa 450.000 mq di espansione.

Sul campo inoltre vi è anche la destinazione dell’intero ambito di circa 300.000 mq, compreso tra via Gonzaga ed il casello autostradale, ad area di trasformazione destinata ad ospitare industrie di eccellenza del territorio, prima delle quali sarà il nuovo stabilimento Brevini.

La Giunta Delrio sostiene di avere operato confrontandosi su scala provinciale per corrispondere alle esigenze del territorio: se così fosse all’Assessore Ferrari non sarebbero dovute sfuggire le previsioni del vicino Comune di Cadelbosco Sopra, che nei documenti preliminari del proprio Psc (recepiti anche dal nuovo Ptcp della Provincia), vorrebbe insediare una nuova area industriale di rilevo sovracomunale di circa 450.000 mq proprio al confine con Reggio vicino a Roncocesi.

Ci pare una dimenticanza di non poco conto considerate la portata e l’impatto che questa previsione comporterà non solo sui centri abitati vicini, ma anche sul sistema della mobilità nel suo complesso.
Diversi cittadini ci hanno interpellato allarmati per comprendere la situazione: la Giunta Delrio non sapeva o ha eluso la questione? Come si intende gestirla? Attendiamo risposte.


Giacomo Giovannini
Capogruppo


Gianluca Iori
Capogruppo Lega Nord
Cadelbosco Sopra

AreaProduttivaRoncocesiCadelbosco


Cerchiata l’area industriale sovracomunale prevista dal Psc del Comune di Cadelbosco Sopra.


Rèz, 22 Ottobre 2008.

Dimensione Psc: Giunta contraddice se stessa.

Ma quale stop al cemento, i proclami della Giunta Delrio sui numeri del nuovo Piano Strutturale Comunale palesano solo come la nuova stagione urbanistica fondata su un fantomatico “stop al cemento”, sia solo uno slogan: durante la seduta di Commissione tenutasi ieri, l’Assessore Ferrari ha confermato i nostri dubbi sul vero dimensionamento del nuovo Piano urbanistico.

Innanzitutto una doverosa premessa: a differenza di quanto sostiene l’Assessore Ferrari, una crescita come gli anni precedenti è oggi impossibile poiché il mercato vive una fase di stanca molto marcata tant’è che il residuo degli alloggi potenzialmente edificabili previsti dal Prg vigente è di circa 11.700 unità (di cui 5.370 contenuti in Piani urbanistici buona parte dei quali rinviati dal PPA 2006-2010), ovvero il 59% del totale.

Il nuovo Psc gestirà tale residuo integrandolo con quote aggiuntive di Edilizia Residenziale Sociale, nuove riqualificazioni e trasformazioni urbane (ex Reggiane e aree circostanti, ex Consorzio Agrario…), tessuti consolidati (previa demolizione e ricostruzione), nuove delocalizzazioni: il totale di queste previsioni farà molto probabilmente superare i 16.000 alloggi di previsione del nuovo Piano urbanistico della Giunta Delrio, ben al di là quindi dei 12.000 reclamizzati, si badi bene, solo come obiettivo politico.

La prova scritta di questa tesi la troviamo nell’allegato B del “Verbale conclusivo della Conferenza di Pianificazione per l’adozione del Psc” del 23 aprile scorso.
In tale documento si possono leggere i contributi degli enti sovraordinati come Provincia e Regione: proprio la Provincia, chiedeva ripetuti chiarimenti rispetto alla valutazione del dimensionamento “politico” annunciato, di 12.000 nuovi alloggi in 15 anni, rispetto alla capacità insediativa massima prevista, questo al fine di potere valutare le ricadute a scala locale e vasta delle politiche e delle relazioni con i Comuni contermini e delle potenzialità trasportistiche dei principali assi viabilistici, in ultima analisi per avere una rispondenza tra gli obiettivi dichiarati e le scelte territoriali.

La risposta della Giunta Delrio a questa richiesta di chiarimenti della Provincia è chiara ed incontrovertibile: “il totale tra interventi diretti e Piani Urbanistici Attuativi, comprensivo come detto della quota aggiuntiva di Edilizia Residenziale Sociale e delle nuove riqualificazioni urbane ammonta a circa !5.000-16.000 alloggi.”, oltre a questo vengono richiamati “ma non possono essere puntualmente conteggiate le quote riferite ad interventi di recupero e riqualificazione di: complessi dimessi in territorio agricolo, tessuti consolidati, delocalizzazioni”.

Dunque il dato dimensionale delle previsioni residenziali è di 16 mila e più alloggi del Psc contro i 19.800 dell’attuale Prg (attuato nemmeno per la metà in dieci anni), senza tenere conto per altro dell’importante dato mai tenuto in debita considerazione, ossia le migliaia di alloggi invenduti presenti in città.

Se il dimensionamento del nuovo Psc fosse veramente quello delineato dalla Giunta Delrio (12 mila alloggi, praticamente poco più del residuo del Prg vigente) potremmo allora tranquillamente rivalutare il Prg targato Malagoli poiché ci consegnerebbe una visione della città a 25 anni e non dei soli 10 di vigenza, ma per contro essendo il vero dimensionamento potenziale del nuovo Psc sui 16 mila alloggi, dobbiamo constatare che i due Piani, dimensionalmente, sono pressoché equivalenti.

Piano
Dimensionamento potenziale
Attuazione
Residuo

Prg vigente
Giunta Spaggiari

19.800
8.100
(41%)
11.700
(59%)
Psc in adozione
Giunta Delrio
16.000
   

 


Rèz, 18 Ottobre 2008.

Enìa, Delrio difende interessi Reggio?

Sulle alleanze tra utilities, l’On. Castagnetti ha giustificato la clamorosa inversione a U di Delrio sostenendo la tesi che i Sindaci difenderebbero gli interessi delle rispettive città.

Considerato che i termini precisi degli accordi tra Iride ed Enìa sono ancora materia chiaroscura, ci pare che questa tesi debba essere tutta dimostrata soprattutto sotto il profilo industriale.

Certo è che sotto il profilo politico il tavolo emiliano è stato repentinamente gettato all’aria preludendo uno tsunami interno al Pd: politicamente bisognerà che il “piagnucolante” neo ricandidato Delrio spieghi bene ciò che è accaduto giacchè quasi a parità di offerte il cambio di rotta è palese e cambia molto il destino di Enìa, così come non potrà schivare il tema politico della coerenza delle alleanze di governo essendo stati piantati precisi paletti da parte dell’arcipelago di sinistra cui fa parte anche il Vicesindaco Ferretti.

Il vero interesse della nostra città non sta nei giochini di potere ma nell’esigenza di valutare un orizzonte chiaro per il futuro e la vicenda di Enìa intrecciata alla riproposizione mascherata dell’attuale cartello elettorale di governo finalizzato alla mera conservazione del potere non è un segnale incoraggiante.

Delrio considera Reggio in prestito e non sua: ma non doveva essere la propagandata città delle persone?
Come azionista di maggioranza dovrebbe allora cominciare a rendere conto ai cittadini dell’evoluzione (o secondo alcuni dell’involuzione) del progetto Enìa anche negli aspetti che potrebbero apparire secondari.

Le Sot ad esempio: quante volte si sono riuniti i rispettivi consigli di amministrazione? E cosa hanno prodotto?
Oppure sui vertici apicali dell’Azienda: perché nel 2005 nel consiglio di amministrazione sedevano in 8 ed ora sono in 11?
Come si giustifica la “lievitazione” dei Dirigenti che al 31 dicembre 2005 erano 25 mentre oggi sono ben 37?

E’ cominciando a rispondere a queste ed altre domande che si misura la cura del bene comune e dei veri interessi della città.


Rèz, 13 Ottobre 2008.

Enìa-Iride: Delrio schiaffeggia Errani e sinistra.

A settembre i problemi legati al concambio, alla governance ed al mantenimento della maggioranza in mano pubblica avevano arenato le trattative tra Hera, Enìa ed Iride, tanto che Delrio aveva rivolto il proprio sguardo verso la sola Hera, mentre Sinistra Democratica cui fa capo il Vicesindaco Ferretti, i sindacati e più in generale tutta la sinistra estrema, si erano espressi contro la privatizzazione del nuovo soggetto societario.

Ieri Delrio ha schiaffeggiato tutta la sinistra nascondendosi, così pare leggendo i quotidiani, dietro una clausola che garantirebbe per soli tre anni la proprietà pubblica delle azioni della nuova società che vede coinvolte le sole Enìa ed Iride e, a differenza di ciò che sosteneva lo stesso Delrio, ci pare che non sarà Enìa ad allargare la propria esperienza, ma Iride a fagocitarci.

E’ del tutto evidente che siamo di fronte a scelte più politiche che industriali, a difesa del potere costituito.

Non è un caso che il centrosinistra, una volta perso il controllo di Brescia e Roma, abbia escluso trattative con le rispettive utilities, non è un caso che anche la recente rinuncia di Cofferati a ricandidarsi a Bologna abbia complicato il quadro, ecco allora partorita la strada in sicurezza: partono Iride ed Enìa, si celebrano le elezioni amministrative, poi si vedrà, sia per Hera che per quanto riguarda il 51% in mano pubblica.

Chi esce malconcio dal blitz politico di Delrio è anche il Presidente della Regione Errani, il cui disegno di “Bologna capitale” non è andato in porto, chi invece non pare trarre beneficio da queste operazioni è sicuramente il cittadino-utente che in tutti questi giochi politici fatti di aggregazioni, fusioni e nuove poltrone, non vede diminuire le tariffe dei servizi.


Rèz, 10 Ottobre 2008.

Delrio a Bologna? Lega gli pagherebbe il biglietto di sola andata…

La rinuncia di Cofferati a ricandidarsi a Sindaco di Bologna deve avere acceso la fantasia di qualche buontempone: così nel disperato tentativo di spacciare il nostro Sindaco come un modello da esportazione, è stata lanciata l’idea che egli sia invocato come salvatore della patria del Pd bolognese.
Magari Delrio raccogliesse il fantomatico invito telefonico ricevuto, se così fosse saremmo onorati di pagargli il biglietto di sola andata del treno (naturalmente non quello Tav non esistendo ancora la stazione a Reggio)!

Ma se Delrio è veramente così forte che rischierebbe di stravincere, chi vivrebbe quel “malessere” tale da volersi sbarazzare politicamente di lui?

E di fatti le agenzie, alle 17,12 di ieri, divulgavano le dichiarazioni del segretario bolognese del Pd, Andrea De Maria, il quale garantiva che “nel Pd di Bologna vi sono personalità autorevoli che possono raccogliere il testimone di Cofferati” ed inoltre, a differenza di quanto avviene a Reggio, specificava che “il partito ha già definito un proprio percorso in vista delle primarie del 14 dicembre”.

L’impressione politica quindi è che si stia raschiando il barile della bassa propaganda pur di sostenere un Delrio in gravissima difficoltà per il nulla politico-amministrativo dimostrato in quattro anni e mezzo di governo, che hanno visto irrisolti tutti i principali problemi della città dal traffico, alla sicurezza, all’immigrazione.

Siamo di fronte ad una bufala e chi l’ha pensata forse crede che anche in politica una telefonata allunghi la vita …


Rèz, 9 Ottobre 2008.

Deleghe Circoscrizioni: fallimento annunciato.

Le relazioni presentate dalle circoscrizioni durante la seduta del consiglio sul decentramento di ieri, hanno fornito importanti spunti di riflessione che confermano per altro tutte le perplessità e i difetti del regolamento che nemmeno due anni fa venne approvato dalla maggioranza.

Ci pare che tutti abbiano concordato sulle problematiche ed in particolare sul fatto che dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta: le circoscrizioni restano scatole vuote senza potere né risorse adeguate.

Se solo a fine 2006 fosse stata approvata la nostra proposta di attivare entro un anno le deleghe ieri in consiglio ci saremmo confrontati sui primi esiti della sperimentazione territoriale delle stesse, ma anche in questo caso la Giunta Delrio è in grave e colpevole ritardo, anzi mentre il capogruppo del Pd auspicava una graduale attuazione delle deleghe, il vicesindaco Ferretti ha dichiarato apertamente che sulle manutenzioni, il capitolo più spinoso nell’attività delle circoscrizioni, “la piena attribuzione della delega avrà piena attuazione con la nuova organizzazione circoscrizionale conseguente alle prossime elezioni amministrative”: vale a dire l’ennesimo rinvio!

Di fatto come più volte abbiamo denunciato le circoscrizioni sono state svuotate delle competenze su verde (affidato ad Enìa per 400mila euro l’anno), sport (con la nascita della Fondazione le circoscrizioni gestiscono pochissimi impianti) e manutenzioni, mentre per contro si sono avviati costosi processi partecipativi che surrogano l’attività delle stesse ed i cui esiti sono insoddisfacenti.

Il Pd si è dimostrato confuso anche sulla questione relativa al numero delle circoscrizioni, di cui saremo chiamati a discutere solo in forza delle disposizioni di legge: il vicesindaco infatti ha chiarito, all’esatto contrario di quanto era scritto sul programma elettorale di Delrio, che la decisione di non rivederne il numero due anni fa fu per “garantire una rete di ascolto” più capillare, pur ritenendo che le circoscrizioni “non possono essere dei piccoli municipi”!

Per la Giunta Delrio la giornata sul decentramento non doveva essere un atto dovuto da regolamento, per contro né sulle deleghe né sulla revisione delle circoscrizioni è stata ancora depositata una proposta formale.

Circ. 2
Dobbiamo purtroppo constatare che non si è ancora pienamente proceduto all’attivazione delle nuove deleghe ivi previste da parte della Giunta.
Verde – si ha motivo di ritenere che questo servizio possa essere in futuro completamente gestito dalla circoscrizione.
Manutenzioni – è doveroso constatare la sproporzione tra le richieste fatte e le capacità di risposta in quanto a disponibilità di bilancio. Circa le piccole manutenzioni pensiamo che possano essere gestite direttamente dalle circoscrizione in quanto attualmente trovano sempre risposta tardiva.
Circ. 3
Sport – limiti utilizzo aree attrezzate libere (assenza spogliatoi), presenti impianti gestiti dalla Fondazione dello Sport … in questa tipologia è un po’ più difficile entrare, la gestione delle 5 strutture ci ha permesso di andare molto vicino alla delega.
Verde – coordinamento di Enìa, la delega non è lontana (??).
Manutenzioni – anche in questo caso con una forzatura si potrebbe parlare di delega centrale e decentrata nello stesso tempo. Tempi di realizzazione punto debole rispetto approvazioni.
Circ. 4
Controllo tempi e attuazioni e scambio informazioni deve divenire pratica usuale pena sconfessione metodo partecipativo. Maggiore impegno di risorse.
Circ. 5
Deleghe ancora in corso di definizione. Programmi devono essere sostenuti con adeguati finanziamenti. Precisare modalità operative e gestionali per evitare di dar vita a nuovi livelli istituzionali che complicherebbero la struttura politica aggravandone i processi burocratici.
Riorganizzazione interna macchina comunale non in perfetta sintonia con tali esigenze.
Lavoro non sostenuto da precise capacità decisionali dirette.
Circ. 6
Dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta.
Sport – ruolo sociale, devono essere dati alla circoscrizione strumenti.
Verde – rendere attuabile la delega con gli strumenti necessari a curare la manutenzione.
Manutenzioni – creare condizioni affinché sulle piccole manutenzioni la circoscrizioni possa garantire rapidità e certezza degli interventi.
Circ. 7
Sport – verificare come possano dialogare i vari servizi: fondazione e circoscrizionali.
Verde – non attuata, si mantiene vivo il gioco della contrattazione politica tra centro e periferia.
Manutenzioni – non sempre le scadenze relative agli impegni concordati con i servizi sono state rispettate, lentezza e inadeguatezza nei tempi e modi di risposta. Per potere dire che le circoscrizioni hanno una delega occorre che siano in grado di programmare e decidere i criteri per ripartire le risorse, oggi siamo a mero coinvolgimento.
Circ. 8
Dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta.


Rèz, 3 Ottobre 2008.

Più pedaggi e meno parcheggi, Delrio ha fallito.

In ossequio al Piano Urbano della Mobilità, il cui unico vero provvedimento è l’ulteriore estensione dei parcheggi a pagamento con la benedizione di Act, la Giunta Delrio pone un nuovo tassello concedendo ai residenti del centro un tardivo contentino la cui prima conseguenza sarà l’occupazione di molti posti delimitati dalle strisce blu, e quindi l’ulteriore spostamento fuori dalla circonvallazione dei lavoratori e degli utenti diretti in centro, per altro senza avere realizzato i nuovi parcheggi scambiatori.

Un disegno chiaro e per di più pasticciato di questa Giunta: per i reggiani del centro e non, vi sono meno parcheggi (interrati e scambiatori) e più balzelli (strisce blu e telecamere, abbonamenti), proprio come prefigurato nel febbraio 2006 quando l’allora Presidente di Act Giulio Fantuzzi, invocava misure draconiane al convegno della Provincia sulla pianificazione dei trasporti sostenendo che “va scoraggiato l’uso dell’auto anche tramite provvedimenti fortemente impopolari come l’imposizione di pedaggi per i centri urbani, la diminuzione dei parcheggi ed introdurre il pagamento per quelli ancora gratuiti”.

Il passo ulteriore sarà la riduzione a due sole corsie, una per senso di marcia, dell’intera circonvallazione.

Per rispondere alle esigenze dei residenti del centro crediamo che fosse necessario puntare sui parcheggi sotterranei, cosa che non è stata fatta: infatti avere abbinato nel project financing avviato dalla Giunta, la gestione complessiva del sistema di sosta con la realizzazione di tre autosilos di cui due per i residenti (piazza Vittoria - 120 posti e piazza 24 maggio - 72 posti), ha provocato dubbi e critiche da settori dalla stessa maggioranza forse perché oggi è Act a gestire le “strisce blu”.

Di fatto anche il progetto principale di Delrio sul sistema di sosta del centro cittadino non ha trovato attuazione.


Rèz, 23 Settembre 2008.

Depositata proposta su nuove Circoscrizioni.

La ridefinizione del numero e del dimensionamento delle circoscrizioni era un intendimento che si trovava in molti dei programmi elettorali dei candidati alle elezioni del 2004.

Nel gennaio 2007 il consiglio comunale approvò a maggioranza il nuovo regolamento dei consigli di circoscrizione ma sia la Giunta Delrio che la maggioranza di centrosinistra che lo sostiene, non tenendo fede alle promesse elettorali, lasciarono inalterato il numero delle circoscrizioni.

Ora in forza della legge finanziaria 2008 il consiglio comunale sarà nuovamente chiamato, dopo solo un anno e mezzo, a rivedere quel regolamento, poiché si rende necessario ridurre il numero delle circoscrizioni, che dovranno avere una popolazione media di 30mila abitanti, con la conseguenza che a Reggio ne potranno rimanere un numero massimo di 5.

La Giunta Delrio ha annunciato durante la conferenza dei capigruppo del 10 settembre scorso l’intenzione di abbinare alla conferenza annuale sul decentramento che si terrà in ottobre, la presentazione della propria proposta di ridisegno territoriale delle circoscrizioni: è la prima volta che su una materia di competenza consiliare la Giunta prende l’iniziativa ed è la prima volta che una proposta arriva direttamente in consiglio senza passare dalla commissione.
Evidentemente con questa iniziativa il Sindaco Delrio vuole al contempo garantirsi una operazione propagandistica e blindare il proprio progetto.

Prendiamo atto della scorrettezza istituzionale della Giunta Delrio e mentre il centrosinistra decide quante circoscrizioni debbano restare, noi abbiamo già depositato nei giorni scorsi il nostro progetto che ridisegna le circoscrizioni ed abbiamo chiesto al Presidente della commissione affari istituzionali, di convocare la stessa per avviare la discussione in quella che riteniamo sia la sede politica naturale.

Il progetto che abbiamo predisposto articola il territorio comunale in 5 circoscrizioni, in particolare il centro storico verrebbe allargato assumendo come confini a nord la ferrovia Reggio-Ciano, a est viale Risorgimento, a sud via Manenti e ad ovest il torrente Crostolo.
La popolazione della nuova circoscrizione del centro si attesterebbe circa su 25mila abitanti, mentre le restanti 4 circoscrizioni avrebbero mediamente 34mila abitanti ciascuna.


Rèz, 20 Settembre 2008.

Giglio, Delrio non rispetta i patti.

Lo stadio Giglio è finalmente tornato a norma e di questo bisogna ringraziare in primis l’Ing. Zambelli e Tuttogiglio: Reggio rispetta le regole e questo è un merito.

Restano sul campo due problemi, il primo è quello della proprietà dell’impianto per il quale auspichiamo una rapida conclusione del procedimento fallimentare, il secondo è quello del settore “distinti” per la cui riapertura sarà indispensabile continuare la collaborazione con Tuttogiglio.

I demeriti invece li lasciamo tutti alla Giunta Delrio, che prima ha sprecato molti mesi per assumere delle decisioni ed ora non rispetta nemmeno i patti che ha sottoscritto.

Infatti uno dei due punti salienti dell’accordo tra Comune e Tuttogiglio prevedeva esplicitamente l’impegno della Giunta a portare in Consiglio comunale la proposta di variante presentata da Tuttogiglio nel febbraio 2006, relativa alla riparametrazione delle aree commerciali, entro il 30 settembre: non solo il punto non è nemmeno iscritto all’ordine del giorno, ma la Giunta ne ha recentemente proposto la trattazione a novembre.

Politicamente anche questa vicenda la dice lunga sulla credibilità e sull’affidabilità del Sindaco e della sua compagine di governo.


Rèz, 17 Settembre 2008.

Circoscrizioni, no consiglieri aggiunti.

Il Consiglio di Stato il 6 luglio 2005 ha confermato che il diritto di elettorato e di accesso alle cariche pubbliche è coniugato espressamente al requisito della cittadinanza.
In forza di ciò anche lo Statuto comunale prevede che “Il Consiglio di Circoscrizione, è eletto dalle cittadine e dai cittadini del territorio della Circoscrizione”.

E questo è ciò che deve valere per tutti, pena calpestare le regole civili che il nostro Paese si è dato.

Noi rigettiamo con fermezza l’idea di Consiglieri di circoscrizione aggiunti in rappresentanza delle comunità immigrate avanzata dall’Assessore Corradini e benedetta oggi dal Sindaco Delrio, il quale non perde occasione di manifestare le proprie strampalate tesi: infatti all’esatto contrario di ciò che egli sostiene in Italia i diritti non sono affatto concessi ma si acquisiscono con la cittadinanza, titolo che può essere richiesto dopo dieci anni di residenza nel Paese.

L’integrazione non si realizza aggirando le regole o richiamandosi a un astratto concetto di “cittadinanza mondiale” come fa Delrio, ma con la precisa e manifesta volontà quotidiana di chi viene a risiedere qui.
Inoltre nella nostra città l’accesso alle forme partecipative di cui tanto si riempie la bocca questa Giunta, quali possono considerarsi ad esempio le commissioni delle Circoscrizioni, è già garantito a tutti, non ha alcun senso allora creare artificiosamente dei Consiglieri di serie B che non avrebbero pieni diritti come quello di voto in seno al Consiglio, che non si sa come e da chi verrebbero nominati: cosa ne potrebbero pensare i tanti stranieri che invece hanno scelto di diventare cittadini seguendo le regole?

L’integralismo ideologico del Sindaco Delrio combinato all’accoglienza indiscriminata offerta dai cattocomunisti hanno già fatto troppi danni alla nostra città con le conseguenze in termini di mancata integrazione, di tenuta del welfare locale, di sicurezza e controllo del territorio che tutti vediamo.

Cosa si inventerà poi il centrosinistra per stravolgere le regole? I consiglieri aggiunti per orientamento sessuale? Per religione? Per professione?
Politicamente siamo di fronte al delirio propagandistico di un modello, quello multiculturalista, che è fallito in tutto il mondo.


Rèz, 15 Settembre 2008.

Giunta Delrio paralizza traffico.

Quello del traffico è una delle emergenze che in quattro anni di governo la Giunta Delrio non è stata in grado di risolvere in prima istanza per la scelta di Delrio che propose alla città le ricette integraliste dell’ex Assessore Santèl, in seconda istanza per la scelta di Delrio di annacquare quell’impostazione evidentemente impopolare con un nuovo Assessore, Gandolfi, che pur dimostrandosi aperto all’ascolto e ad un maggiore pragmatismo, non è politicamente in grado di produrre soluzioni efficaci.

Non dimentichiamo infatti che il principale impegno dichiarato dalla Giunta, approvando il Piano Urbano della Mobilità, è di avere “meno auto in città” proposito che si sta concretizzando mettendo in opera numerosi interventi, come il restringimento di molte carreggiate stradali, che stanno rendendo molto difficoltosa la circolazione degli autoveicoli, mezzi pubblici compresi, così da bloccare invece di fluidificare il traffico.

Ultimo caso in ordine di tempo quello di via Adua, dove venne istituita la zona 30 in entrata da viale Regina Margherita al fine scoraggiarne l’attraversamento: il Piano Urbano della Mobilità indica lo snodo tra la parte finale di via Adua e via del Chionso come uno dei “Punti in congestione da rivalutare”, il dettaglio degli interventi proposti dal Piano prevede che “l’eliminazione del circuito di sensi unici tra via del Chionso, via Aeronautica, via Adua ripristinando i doppi sensi di marcia” e la contestuale realizzazione di tre rotonde.

Il risultato a lavori ormai conclusi, è che la decisione di mantenere il senso unico in uscita da via Adua, sommato al ripristino del doppio senso su via dell’Aeronautica sta producendo incolonnamenti continui su tutta via Adua, arrecando gravi disagi anche alle molte attività economiche che si svolgono in zona.

Con l’interpellanza che abbiamo presentato oggi chiediamo conto alla Giunta anche di questa situazione particolare.


Rèz, 13 Settembre 2008.

Strade pericolose, Giunta Delrio non risolve problemi.

Via Fermi, via Inghilterra, via Cecati, via Settembrini: sono anni che chiediamo risposte ed interventi da parte della Giunta per razionalizzare il traffico e migliorare la sicurezza di queste arterie, ma Delrio e la sua Giunta quando non rispondono ideologicamente, non sanno far altro che allargare le braccia e dichiarare che “stanno studiando il problema”.

Mentre la Giunta Delrio “studia”, continuano a verificarsi incidenti anche mortali e gravi disagi per i cittadini.

A Fogliano sebbene i ripetuti annunci i lavori di messa in sicurezza, in particolare le due rotonde poste all’entrata dell’abitato, non hanno ancora preso avvio, mentre in via Inghilterra, per diatribe di maggioranza, non si comprende ancora come verrà risolto il nodo dell’intersezione con via Ungheria e via Dimitrov.
Via Cecati poi, pur essendo collocata in un ambito residenziale, continua a svolgere le funzioni di una tangenziale, da diversi anni vi è l’intenzione di ridisegnarne la viabilità ma l’unico stanziamento previsto dal bilancio preventivo 2005 pare sia stato dirottato su via Allegri.

Il caso di via Settembrini è emblematico del misto fra incapacità politica e ideologia che caratterizza la Giunta Delrio.

Dopo i due gravi incidenti verificatisi a fine agosto l’Assessore Colzi ha respinto ogni responsabilità morale e politica della Giunta anzi, ha ribadito che via Settembrini deve rimanere così com’è, come previsto da Comune e Circoscrizione, per contro l’Assessore Gandolfi tanto per cambiare promette ulteriori studi…
Evidentemente “i ricchi devono piangere” secondo lo schema politico della Giunta Delrio e conformemente a ciò l’Assessore Colzi avrebbe risposto, in merito allo stato della strada, che i cittadini dovevano sapere che il piano regolatore non prevede ampliamenti della viabilità esistente: niente di più politicamente falso!

Si può essere d’accordo o meno con le previsioni del piano regolatore e con l’urbanizzazione prevista su via Settembrini e noi siamo sempre stati critici in merito, ma si sappia che il piano regolatore vigente in corrispondenza delle nuove urbanizzazioni prevedeva eccome l’allargamento della strada: il 21 dicembre 2004 il consiglio comunale approvò il piano particolareggiato di via Reggiani (denominato Ti 2-26) nella cui relazione illustrativa si può leggere: “il progetto in relazione agli obiettivi del prg prevede l’allargamento di via settembrini” ed ancora nel parere del Servizio traffico allegato e citato nella delibera è scritto “via settembrini dovrà essere allargata su tutto il fronte dell’intervento considerando una sezione definitiva di m.7.00 simmetrica all’asse attuale” … “l’allargamento così pure la realizzazione della pista ciclabile a lato dovranno essere eseguiti anche davanti al circolo della cassa di risparmio fino a via negri in modo da rendere continuo e uniforme il fronte stradale”.

Queste previsioni avrebbero comportato il tombamento della canaletta prospiciente l’area d’intervento ed il tutto sarebbe stato a carico degli attuatori del piano (solo il tombamento aveva un costo di circa 22mila euro).

Poi nel luglio 2007 il Servizio ingegneria espresse il proprio parere favorevole ad una variante alle opere di urbanizzazione che riportava la larghezza della strada agli originari ed attuali m.4.74, modifiche “richieste e concordate con la circoscrizione e gli uffici dell’amministrazione comunale”: la politica ci ha messo lo zampino modificando di fatto le determinazioni del Consiglio comunale ed il Prg e piegando il buon senso dei tecnici al proprio ideologismo.

Risultati conseguiti dalla Giunta Delrio e dal Presidente della Circoscrizione (chissà dov’era questi quando venne approvato il piano regolatore…):
1. la strada è stretta e pericolosa in un ambito che è cambiato urbanisticamente, che è abitato da centinaia di persone e che presto ospiterà anche un nuovo asilo;
2. gli attuatori del piano che avrebbero adeguato a proprie spese la strada hanno avuto un evidente risparmio e se domani il Comune volesse rimediare all’errore politico dovrebbe pagare “pantalone”.

E’ forse questa la fantomatica “città delle persone” propagandata da Delrio?


Rèz, 9 Settembre 2008.

Viabilità, Gandolfi e Giunta non decidono e non fanno.

Via Fermi, via Settembrini, via Inghilterra, via Cecati: sono anni che chiediamo risposte ed interventi da parte della Giunta razionalizzare il traffico e migliorare la sicurezza di queste arterie ma per tutta risposta Delrio e Gandolfi non sanno far altro che allargare le braccia e dichiarare che “stanno studiando il problema”.

A Fogliano sebbene i ripetuti annunci i lavori di mezza in sicurezza, in particolare le due rotonde poste all’entrata dell’abitato, non hanno ancora preso avvio e in via Inghilterra non si comprende ancora come verrà risolto il nodo posto all’intersezione con via Ungheria.

Via Cecati poi, pur essendo collocata in un ambito residenziale, ha di fatto svolto negli ultimi anni le funzioni di una tangenziale, da diversi anni vi è l’intenzione di ripensarne la viabilità al fine di migliorarne sicurezza e vivibilità tanto che il programma delle opere pubbliche allegato al bilancio preventivo 2005 prevedeva una posta di €.200.000 nel 2007 per “moderazione traffico vie Cecati-Lungocrostolo-Pariati”, che pare siano stati destinati ad altri ambiti del centro storico.

Abbiamo perciò presentato in merito alcune interpellanze per potere comprendere quale sia lo stato dell’arte perchè mentre la Giunta “studia”, continuano a verificarsi incidenti e disagi per i cittadini.


Rèz, 3 Settembre 2008.

Microcampi nomadi: Giunta Delrio politicamente abusiva.

Approvando il progetto della prima microarea di via Felesino la Giunta Delrio certifica l’abusivismo politico in cui versa.

“I tempi sono democrazia” soleva ripetere l’Assessore Corradini quando era capogruppo dei Ds, ma lo stravolgimento delle regole operato dalla Giunta, che solo per paura politica e per risparmiare tempo non rispetta gli iter urbanistici preordinati la dice lunga sul concetto di democrazia che la ispira.

La giustificazione ufficiale di questa forzatura è il timore di perdere i finanziamenti ministeriali: se così fosse chiederemo subito, nelle sedi opportune, di congelare quel finanziamento, poiché è inaccettabile che un Sindaco decida per tutti come un novello Podestà, senza avere alcun sostegno popolare su un progetto che non faceva parte di nessun programma politico elettorale.

Da oggi infatti il Sindaco Delrio potrà realizzare tutti i campi nomadi che vorrà senza interpellare i cittadini, il Consiglio comunale, la Provincia, nessuno: l’ex Sindaco Spaggiari mai si era sognata di calpestare le regole e quando realizzò il campo di Masone affrontò, con la forza politica che la contraddistingueva, tutti i passaggi dovuti.

Ma questa è una stagione politica diversa ma certamente non migliore.

L’aspetto grottesco è che nelle vicinanze della nuova microarea, precisamente nell’ex cantiere della Tav, pare che la Provincia voglia insediare un polo di protezione civile, ma che il Comune abbia posto la necessità di una variante urbanistica essendo un’area agricola….
Due pesi e due misure a seconda delle convenienze politiche, una vicenda politicamente squallida che testimonia tutta la debolezza del peggior Sindaco della storia reggiana.


Rèz, 1 Settembre 2008.

Stadio Giglio: Catellani politicamente senza ritegno.

Nel mese di marzo discutemmo in Consiglio comunale la nostra mozione relativa alla proprietà ed alla messa in sicurezza dello stadio Giglio: in tale occasione l’Assessore Catellani sostenne che il Comune non aveva la titolarità per chiedere il rientro del bene così come invece previsto dalla convenzione con Mirabello 2000, ma tentò di rassicurare la città rispetto ai lavori di adeguamento dello stadio, pur dichiarando che il Comune non poteva tirare fuori un euro.
Sempre Catellani a maggio, di fronte ai primi problemi che andavano manifestandosi, chiamò in causa il “buon senso” del Ministro Maroni, nel tentativo di scaricare il barile delle responsabilità lontano da sé.

Ora che i lavori sono cominciati e la lotta contro il tempo si fa più serrata per la puntuale consegna dei lavori, lo stesso Assessore non trova di meglio che sbeffeggiare l’Ing. Glauco Zambelli, cui va tutta la nostra solidarietà, sostenendo che non vi sarebbero ritardi imputabili all’Amministrazione: Catellani non ha politicamente alcun ritegno!

Vi è infatti da porre in evidenza come alla base di tutto vi sia eccome una precisa responsabilità politica della Giunta Delrio, basta leggere il recente accordo stipulato con Tuttogiglio che si fonda su due punti precisi: il primo prevede la discussione entro settembre della richiesta di variante alla galleria commerciale, la cui istanza giace in Comune dal 2006, il secondo prevede la destinazione degli 826mila euro di fondi destinati alle opere di urbanizzazione, previste dalla convenzione urbanistica del 2003 stipulata sempre con Tuttogiglio, per la messa a norma dell’impianto.
Di più, perché nella delibera di luglio con la quale la Giunta Delrio ha approvato l’accordo con Tuttogiglio, sta scritto che “a seguito dell’intervenuto fallimento di Mirabello 2000 il Comune di Reggio Emilia è divenuto titolare del diritto, ad oggi non ancora esercitato, di ottenere il trasferimento in proprietà dello stadio”!!!

Da tutto ciò si possono ricavare alcuni dati di fatto:
1.
le condizioni per un accordo con Tuttogiglio erano già presenti da mesi solo che la Giunta Delrio ha perso tempo prezioso attendendo il termine del campionato scorso e a risultati sportivi acquisiti per ragionare sul da farsi.
2.
Contrariamente a quanto sostiene Catellani, alla fine parte delle opere di messa a norma viene realizzata con soldi pubblici.
3.
Contrariamente a quanto sostiene Catellani il Comune ha il titolo per chiedere il rientro immediato dello stadio.


Mi auguro che la Società granata convinca l’Ing. Zambelli a tornare al suo posto e che questi faccia prevalere la passione sportiva alle “miserie politiche” di questi cattocomunisti, che oltre a dimostrare la propria inettitudine politica vorrebbero anche prendere per i fondelli la città.


Rèz, 29 Agosto 2008.

Depuratore Mancasale: cos’ha fatto Giunta Delrio?

Nella Zona Industriale Mancasale sono presenti gli impianti di depurazione gestiti da Enìa, che ad un trattamento a fanghi attivi analogo a quello che si svolge negli impianti convenzionali affiancherebbero una linea di rimozione biologica dell'azoto (predenitrificazione-nitrificazione): da molti anni si registra in loco una situazione insostenibile per tutti gli operatori del complesso industriale a causa dei miasmi prodotti da tali impianti.

Questa situazione stride molto rispetto ai pomposi annunci della Giunta Deliro intenzionata a contenere il più possibile, con il nuovo Piano urbanistico generale, i fenomeni di dispersione urbana di aree produttive che corrisponde all’impegno politico di strutturare nelle zone di Mancasale e Gavassa due poli produttivi sovracomunali con tutte le caratteristiche di aree ecologicamente attrezzate.

Il Consiglio comunale in data 4 giugno 2007 approvò a maggioranza una nostra mozione con la quale si impegnava la Giunta “a pianificare con ENÌA l'installazione di impianti tecnologicamente avanzati volti a ridurre gli agenti patogeni eventualmente presenti nei fanghi e ad eliminare gli odori associati alla presenza di sostanze organiche volatili e putrescibili, nonché a realizzare un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati al fine di una organica pianificazione urbanistica tesa alla completa rivalorizzazione della Zona Industriale”.

Purtroppo leggendo i documenti preliminari del Psc non si rileva alcunché riguardo la soluzione dei problemi generati dalla presenza del depuratore, situazione che potrebbe pregiudicare tanto il possibile insediamento nelle residue aree di completamento della Zona Industriale di nuove attività produttive, che l’obiettivo conclamato dalla Giunta di riconvertire l’area produttiva in Area Ecologicamente Attrezzata.
Infatti tra i contributi pervenuti dai partecipanti alla Conferenza di Pianificazione del Psc, Enìa in merito rileva unicamente come “l’impianto sia in grado di sostenere i carichi attualmente veicolati ma con margini ridotti”, mentre il Comune si limita ad una presa d’atto di queste precisazioni “demandando a successivi approfondimenti la valutazione delle criticità conseguenti al possibile aumento del carico per gli assetti futuri che saranno definiti in sede di Psc”.

A questo punto abbiamo presentato oggi una interpellanza per sapere quali siano le azioni svolte con Enìa tese a superare i problemi derivanti dalla presenza del depuratore e quali siano le risultanze del lavoro svolto dai tavoli di concertazione con i soggetti interessati, poichè la nostra città non può ulteriormente sopportare la costante politica del rinvio delle decisioni condotta dalla Giunta Delrio.


Rèz, 29 Agosto 2008.

Ponte S. Pellegrino: Giunta dorme.

Il 5 marzo scorso presentammo una interpellanza alla Giunta Delrio per sapere quando si intendeva rimettere in sicurezza il ponte di S. Pellegrino.

Infatti dopo i lavori di riqualificazione che ne aveva comportato il rifacimento di marciapiedi e carreggiate attraverso la posa di una pavimentazione pregiata, si è presentato a più riprese il problema di profondi avvallamenti che ne rendono pericoloso il transito.

La Giunta ci rispose, per bocca dell’Assessore Colzi, che si sarebbe proceduto con il rifacimento della pavimentazione e successivamente a fine luglio, con una nota ufficiale alla stampa, la Giunta diede l’annuncio che “come da programma si svolgeranno in agosto i lavori di rifacimento del manto stradale…il periodo è stato scelto per le adatte condizioni climatiche e perché corrisponde alle ferie estive quindi a condizioni meno intense di traffico”.

Siamo al 29 agosto e nulla è stato fatto, mentre i cittadini giustamente protestano continuando a sopportare il disagio di un lavoro mal fatto.

La Giunta Delrio dorme, non tiene fede agli impegni e non si preoccupa di vigilare meglio sull’esecuzione di opere che sono pagate da tutti e che per la loro qualità dovrebbero garantire un’efficacia ed una durata media ben superiore a quella che si può troppo spesso riscontrare.


Rèz, 21 Agosto 2008.

Campine nomadi: Giunta inganna politicamente cittadini.

Come noto e così come si può anche leggere nel Documento preliminare e Relazione tecnica generale del progetto esecutivo della prima microarea sperimentale di via Felesino, l’Amministrazione ha proceduto “a produrre un’accurato studio da cui si poteva desumere la mappatura del territorio da cui identificare le zone dove ubicare le sei microaree da destinare ai nuclei familiari attualmente residenti nel campo sosta di via Gramsci”.
Già nel febbraio 2007 il Dirigente al Patrimonio relazionava come “per nessuna delle aree elencate sussiste compatibilità urbanistica tra l’attuale destinazione di Prg e gli interventi previsti ”, infatti anche il Presidente della Circoscrizione 2 il 17 maggio 2008 dichiarava alla stampa che “l’area è agricola e necessita di una modifica nella destinazione d’uso che può avvenire solo passando dal consiglio comunale” ne concludeva che le ruspe non avrebbero potuto partire prima del “necessario coinvolgimento della circoscrizione e dei cittadini”.

L’area di via Felesino che Delrio vorrebbe destinare ad area sosta per nomadi è inquadrata urbanisticamente come: zona agricola a valenza paesaggistica (art.65 norme Prg) ed area a vulnerabilità idrogeologica e soggetta ad allagamenti (art.68.03 norme Prg), se ciò non bastasse vi insistono anche vincoli sovraordinati del PTCP provinciale che classifica l’area come zona a paticolare interesse paesaggistico-ambientale (art.13) con vincolo paesistico (Legge Galasso).

Il giorno 26 maggio 2008 discussi una interpellanza con la quale chiedevo alla Giunta quale fosse “lo stato dell’iter amministrativo per il cambio di destinazione urbanistica dell’area di via Felesino”: la Giunta Delrio rispose che gli uffici tecnici stavano ancora approfondendo le valutazioni di merito.

Esattamente due giorni prima, il 24 maggio due legali del Comune rassegnavano il proprio “inquadramento normativo e procedimentale inerente le tematiche di carattere urbanistico per la realizzazione dell’area di sosta a particolare destinazione per la popolazione nomade”, tale documento venne poi allegato dal Dirigente alla Pianificazione e Qualità urbana al parere di conformità urbanistica del progetto esecutivo dell’area di sosta rassegnato il 4 giugno al Servizio di manutenzione titolare del procedimento.

La Giunta sapeva già tutto ma ha taciuto.
Perché? Nel contenuto di quel parere legale la risposta.

Tutte le aree sosta esistenti, quale diverrebbe anche quella di via Felesino, è normata a Prg dall’art.43 bis (zone D), in ottemperanza alle disposizioni della Legge regionale sulle minoranze nomadi: ne discende l’assoluta necessità giuridica e soprattutto politica di una variante al vigente Prg, altrimenti a cosa servirebbero gli strumenti di pianificazione urbanistica se non a mettere in grado i cittadini di comprendere l’evoluzione territoriale del Comune?
Ma qual è questa procedura che aggira le norme vigenti?
1. Approvazione del progetto dell’intervento con attestazione della conformità urbanistica ai sensi dell’art.16 delle norme di Prg (quindi senza variante);
2. esecuzione dell’opera.

Il parere legale che supporta il parere di conformità urbanistica, pur sostenendo che “il percorso procedimentale più lineare per attingere la conformità urbanistica è senz’altro quello della variante” valuta come “si tratta però di un percorso che comporta tempi lunghi di attuazione” stimati in un periodo non inferiore ai 9-10 mesi, da qui l’escamotage per tagliare tempi e discussione politica in barba alla legge regionale che cautelativamente dispone l’obbligatorietà di una zonizzazione specifica (zone D o F) che non è quella attuale di via Felesino (zona E) e di una conseguente variante motivata.

Con questo percorso consigliato dai legali del Comune si consente di intervenire tempestivamente con la realizzazione dell’area sosta recuperando eventualmente solo in una fase successiva l’ordine cartografico e normativo sulle tavole del vigente Prg.

Politicamente avere cercato vie brevi ed avere assecondato tale discutibile parere legale, si configura come un inganno politico alla Città: se un domani non lontano continuasse a governare ancora la Giunta Delrio, una volta fatta cessare la sperimentazione della prima microarea, il centrosinistra potrebbe procedere alla realizzazione di tutte le altre senza passare preventivamente dal Consiglio comunale e facendo conoscere solo a lavori ultimati le decisioni ai cittadini.

In un “paese normale” di dalemiana memoria, una Giunta ed un Sindaco così politicamente scorretti dovrebbero andarsene a casa di volata!


Rèz, 7 Agosto 2008.

Dimensione Psc: Giunta contraddice se stessa.

Ma quale stop al cemento, le argomentazioni della Giunta Delrio sui numeri del nuovo Piano Strutturale Comunale palesano solo come la nuova stagione urbanistica fondata su un fantomatico “stop al cemento”, sia solo uno slogan.

A differenza di quanto sostiene la Giunta, una crescita come gli anni precedenti è oggi impossibile poiché il mercato vive una fase di stanca molto marcata ed inoltre il residuo degli alloggi potenzialmente edificabili previsti dal Prg vigente è di circa 8.400 unità (di cui 5.370 contenuti in Piani urbanistici buona parte dei quali rinviati dal PPA 2006-2010), ovvero il 42% del totale.

Il nuovo Psc invece gestirà tale residuo integrandolo con quote aggiuntive di Edilizia Residenziale Sociale, nuove riqualificazioni e trasformazioni urbane (ex Reggiane e aree circostanti, ex Consorzio Agrario…), tessuti consolidati (previa demolizione e ricostruzione), nuove delocalizzazioni: il totale di queste previsioni farà molto probabilmente superare i 16.000 alloggi di previsione del nuovo Piano urbanistico della Giunta Delrio, ben al di là dei 12.000 reclamizzati.

La prova scritta di questa tesi la troviamo nell’allegato B del “Verbale conclusivo della Conferenza di Pianificazione per l’adozione del Psc” del 23 aprile scorso.
In tale documento si possono leggere i contributi degli enti sovraordinati come Provincia e Regione: proprio la Provincia, chiedeva ripetuti chiarimenti rispetto alla valutazione del dimensionamento “politico” annunciato, di 12.000 nuovi alloggi in 15 anni, rispetto alla capacità insediativa massima prevista, questo al fine di potere valutare le ricadute a scala locale e vasta delle politiche e delle relazioni con i Comuni contermini e delle potenzialità trasportistiche dei principali assi viabilistici, in ultima analisi per avere una rispondenza tra gli obiettivi dichiarati e le scelte territoriali.

La risposta della Giunta Delrio a questa richiesta di chiarimenti della Provincia è chiara ed incontrovertibile: “il totale tra interventi diretti e Piani Urbanistici Attuativi, comprensivo come detto della quota aggiuntiva di Edilizia Residenziale Sociale e delle nuove riqualificazioni urbane ammonta a circa !5.000-16.000 alloggi.”, oltre a questo vengono richiamati “ma non possono essere puntualmente conteggiate le quote riferite ad interventi di recupero e riqualificazione di: complessi dimessi in territorio agricolo, tessuti consolidati, delocalizzazioni”.

Dunque il dato dimensionale delle previsioni residenziali è di 16mila e più alloggi del Psc contro i 19.800 dell’attuale Prg (attuato per metà), senza tenere conto per altro dell’importante dato di mercato, mai tenuto in debita considerazione, relativo all’andamento del mercato e quindi all’invenduto. la crescita edilizia è ancora troppo marcata, il resto sono spot elettoralistici.


Rèz, 6 Agosto 2008.

Consulenze: media spesa rimane sui 5,3 milioni.

Come abbiamo a più riprese sostenuto, visionando i dati sull’esternalizzazione degli incarichi professionali risulta che l’Amministrazione Delrio sia sostanzialmente in media col recente passato.

Se escludiamo l’anno 2003, che vide una crescita eccezionale degli importi relativi agli incarichi esterni essendovi compreso il costoso onorario dell’Arch. Calatrava (circa 7milioni), tra il 2002 ed il 2007 la media si attesta su circa 5,3 milioni di euro.

Nell’aprile 2007 presentammo alla Giunta una interrogazione per avere conto della situazione locale relativa agli incarichi eterni, anche in funzione della Circolare n.5/2006 del Ministro delle Innovazioni nella Pubblica Amministrazione recante “Linee di indirizzo in materia di affidamento di incarichi esterni e di collaborazioni coordiante e continuative”.

L’obiettivo di tale Circolare era quello di “richiamare le amministrazioni al contenimento delle spese relative all’affidamento di collaborazioni” e più in particolare l’allora Ministro Nicolais esplicitava quali fossero i criteri ispiratori delle linee di indirizzo, legati sia alla natura dei contratti, ma anche alle norme che da un lato bloccano le assunzioni e dall’altro prevedono un complesso processo di pianificazione e programmazione per l’individuazione dei fabbisogni di personale.

Anno
Importi un Euro
Numero incarichi
2002
5.269.413,04
874
2003
12.104.392,00
927
2004
5.319.965,00
942
2005
5.746.017,00
801
2006
4.938.215,92
766
2007
5.374.581,22
585

Questo il resoconto degli incarichi negli ultimi anni:
(* il dato 2003 comprende l’incarico all’Arch. Calatrava che da solo ammonta a circa 7 milioni)

Alla luce dei dati consuntivi del 2007, ci preme una considerazione finale: anche nella nostra Amministrazione, pur in presenza di un calo del numero complessivo degli incarichi, si palesa la necessità di una verifica dei presupposti politici e giuridici che legittimano il ricorso alle collaborazioni esterne, che è bene ricordarlo, debbono rispettare contemporaneamente tre caratteristiche da motivare obbligatoriamente: straordinarietà, temporaneità e alta qualificazione della prestazione.


Rèz, 31 Luglio 2008.

Blitz di Spadoni: via Emilia Ospizio costerà 330 mila euro in più.

L’Assessore Spadoni aveva preparato il più classico dei blitz estivi: durante la seduta di Giunta di martedì scorso intendeva approvare sia il progetto definitivo di viale Umberto 1° che quello di via Emilia Ospizio.

Il blitz gli è riuscito a metà nel senso che nel primo caso vi era una precisa richiesta di alcuni Consiglieri di discutere il progetto in Commissione (già convocata per il 24 luglio e rinviata a settembre) e forse per questo motivo l’approvazione della delibera è slittata, nel secondo caso invece Spadoni ha tirato dritto senza passare dalla Commissione, mentre anche in Circoscrizione si è lamentata una scarsa informazione verso i cittadini.

Per sua sfortuna c’è la Lega Nord ad osservare il suo operato ed anche stavolta salta fuori che i costi aumentano.

Il progetto preliminare di rifacimento di via Emilia Ospizio e piazza Tricolore prevede due stralci realizzativi, per un costo complessivo presunto di 2 milioni di euro reperiti tramite l’accensione di un mutuo.
Il primo stralcio, oggetto della delibera approvata martedì, è quello relativo a via Emilia Ospizio, che è bene ricordarlo è stata già oggetto negli anni scorsi di lavori di rifacimento dell’illuminazione e delle piste ciclopedonali (ancora nuove) per un importo di circa 80mila euro: per rifare ancora una volta tali vialetti secondo il progetto preliminare la spesa doveva essere di 870mila euro, ma con l’approvazione del progetto definitivo si salirà ad €.1.200.000.

La scusa di questo aumento è l’allungamento dell’intervento da via Cagnoli sino a via Malaguzzi, 150 metri in più, ma non si tiene conto che ad esempio la prevista rotonda su via Melato non sarà più realizzata ed inoltre non è chiaro se i privati interessati dai rifacimenti contribuiranno alle spese come ad esempio la Parrocchia di San Francesco da Paola che si vedrà rifatto il sagrato.

Da sottolineare come anche la scelta dei materiali incide notevolmente sui costi, il calcestruzzo architettonico così di moda ed utilizzato in molte piste ciclopedonali costa circa 55 euro al mq, mentre l’asfalto ne costa circa 11: una contraddizione enorme dal momento che le risorse per la manutenzione di strade e marciapiedi continuano ad essere sempre insufficienti.

Anche questo progetto di estetica autoreferenziale della Giunta Delrio ci costerà parecchio e siamo solo al primo stralcio…


Rèz, 17 Giugno 2008.

Viale Umberto 1°: rivedere progetto e costi.

Che viale Umberto 1° avesse necessità di un restauro sono anni che lo sosteniamo, ma che l’Assessore Spadoni non abbia perso tempo strappando dalle mani dell’Assessore Colzi quella che doveva essere un’opera di dignitoso restauro dell’unico viale storico della città per costruire l’ennesimo costoso progetto rivoluzionario, allargandolo a tutto corso della Ghiara, non lo accettiamo: 9 milioni non sono bruscolini e considerato che le soluzioni proposte sono più che discutibili e meritano un approfondimento affinché non si ripetano gli scempi del parco Tocci, di piazza della Vittoria e di porta S.Stefano.

Mobilità.
Delle tre rotonde previste (p.za Lepanto, p.za Cadorna, porta Castello) l’unica necessaria è quella di p.za Lepanto anche in considerazione del fatto che ad esempio in p.za Cadorna è appena stato sistemato un nuovo impianto semaforico, inoltre è assolutamente superflua l’introduzione delle corsie preferenziali per gli autobus nel tratto centrale del viale che non presenta alcun problema di scorrimento.

Dotazioni e pavimentazioni.
Le nuove fontane nelle piazze e nelle rotonde previste (p.za Gioberti, p.za Roversi, p.za della Legna, rotatoria p.za Diaz, rotatoria p.za Cadorna e rotatoria p.za Lepanto) sono assolutamente superflue così come la realizzazione, di fronte alla Parrocchia del Buon Pastore di uno spazio in autobloccanti sulle aiuole per sopportare il carico e il calpestio prodotto dai mezzi della fiera di S.Pellegrino: perché finita la fase provvisoria di utilizzo del nuovo parcheggio di via Murri la fiera non viene spostata li? Sarebbe un ulteriore risparmio e non comprometterebbe la tranquillità della zona visto che la fiera dura 15 giorni e in quell’area si svolgeva la festa dell’Unità…
Da rivedere anche le tipologie di pavimentazioni da utilizzare: che ha di storico il calcestruzzo architettonico che sostituirebbe l’attuale asfalto?
E perché allora sono stati spesi 100mila euro lo scorso anno per rifare la pista ciclopedonale tra porta Castello ed il ponte di S.Pellegrino?
Su quest’ultimo poi si vorrebbe costruire in affiancamento una nuova inutile passerella ciclopedonale, proposta che non solo venne bocciata qualche anno fa dalla Soprintendenza, ma che ha già trovato soluzione nell’allargamento dei due marciapiedi presenti sullo stesso ponte: semmai bisogna preservare la struttura del ponte limitando il transito dei mezzi.

Se l’arroganza politica della Giunta Delrio lascerà il passo al dialogo forse si potrà giungere ad un progetto condiviso e meno costoso di quello proposto, vedremo anche se i precedenti non sono di buon auspicio.


Rèz, 27 Maggio 2008.

S.Stefano: frutto dell’ideologia cattocom.

A Santo Stefano il Sindaco Spaggiari aveva previsto solo un’opera funzionale: una rotonda per tentare di snellire il traffico: costo 286mila euro.
Il Sindaco Delrio invece ha speso un milione e 320mila euro per realizzare una piazza tanto anonima quanto brutta.

La Giunta Delrio propaganda una fantomatica “città delle persone”, ma le uniche persone di cui tengono conto sono se stessi: quando l’Assessore Spadoni sostiene che a Santo Stefano “il risultato può piacere o no”, tradisce un metodo contrario alla partecipazione ed alla condivisione delle scelte, della serie siccome a noi piacciono queste architetture tutta la città si deve adeguare.

L’arrogante autoreferenzialità di questa Giunta è lo specchio dell’ultima ideologia vivente, il cattocomunismo.
Le culture totalitarie hanno sempre consolidato il proprio potere sostituendo le diversità locali con gli stili di regime: il modernismo, anonimo, egualitario, apolide e banale, ha sempre fornito copertura ideologica allo scempio urbanistico, all’abbruttimento del paesaggio ed al sapere fare architettura locale.

Non bastava il contrasto funzionale che Reggio vive tra periferia e centro storico, ora la nostra individualità culturale di Comunità viene annientata scientificamente anche negli spazi pubblici storici: le porte sulla via Emilia, il sistema delle piazze, viale Umberto 1°.

Politicamente Spadoni e Delrio trasferiscono su pietra il proprio fervore ideologico multiculturalista, fallito in tutto il mondo, con l’arma del modernismo e dilatando per di più la spesa pubblica.

Se il prossimo anno vinceremo il Comune il primo segno del cambiamento sarà spostare il monolite colorato di porta Santo Stefano nel luogo che merita.


Rèz, 5 Giugno 2008.

Con PD troppi immigrati.

Il Procuratore Materia lega l’aumento dei crimini nel 2007 con l’esagerata presenza di immigrati a Reggio: ha ragione, ma non è una novità.

Perché non poteva essere altrimenti per una città la cui crescita è stata impostata, unico caso in Italia, sull’incremento demografico e quindi sull’espansione urbanistica, una città proiettata ai 200mila abitanti.

Le scelte politiche del centrosinistra si ripercuotono pesantemente oggi in tutta la loro forza con le problematiche conseguenze sociali che sono sotto gli occhi di tutti: aumento della criminalità, difficoltà di convivenza, tenuta del welfare locale a rischio.

Ma se abbandoniamo l’anomalia del caso specifico reggiano ed allarghiamo lo sguardo alle province vicine, si può constatare come il dato sull’incremento della criminalità sia diretta conseguenza della politica buonista del centrosinistra.

Il Sole 24 Ore ha proposto recentemente alcune statistiche su presenza di clandestini e criminalità: è solo un caso che nell’intera fascia mediopadana compresa tra Reggio, Bologna, Verona e Brescia, dove nel medio-lungo periodo governa o ha governato il centrosinistra, si concentra il tasso di clandestini più alto del Paese? E dove guardacaso si registra un tasso di criminalità in forte crescita?

No non è un caso, poiché il clima d’impunità generalizzata mixato ad una politica fondata sull’accoglienza indiscriminata è inversamente proporzionale ad un rigoroso controllo del territorio: in questo vi sono precise responsabilità politiche che non possono essere cancellate da una rincorsa disperata del Pd a ricostituirsi una verginità ed una credibilità ormai perduta.


Rèz, 4 Giugno 2008.

Fallito il primo bando sui volumi pubblici: la Giunta ci riprova.

Era l’ottobre 2006 quando la Giunta Delrio portò in Consiglio comunale una delibera avente ad oggetto “Indirizzi per l’alienazione di quote di capacità edificatoria di proprietà comunale destinate alla delocalizzazione” attraverso la quale si definivano le procedure ed i criteri da adottare per l’individuazione dei soggetti privati a cui cedere la capacità edificatoria comunale nonché il relativo schema di bando d’asta.

Sostanzialmente dopo che nel luglio dello stesso anno, con grande eco, veniva annunciato il “congelamento” di oltre un terzo della potenzialità edificatoria del Prg vigente, la stessa Giunta calpestando la promessa di una “nuova stagione urbanistica”, prevedeva di cedere all’asta circa 14.000 mq di superfici pubbliche da delocalizzare per un valore complessivo presunto di 4,6 milioni.

Una operazione di cassa imputata politicamente come “eredità” della precedente Giunta Spaggiari ma cui seguirono, anche successivamente all’approvazione del Programma Poliennale d’Attuazione 2006-2010, le delocalizzazioni dei volumi Act di via Talami.

Secondo la Giunta quelle metrature sarebbero state fatte “atterrare”, per mezzo di un’asta pubblica, su due tipologie di zone: quelle regolamentate dal Prg all’art.48 (aree di trasformazione urbana) e all’art.63 (zone agricole periurbane), questo nel tentativo di costruire in aderenza alla cosiddetta città compatta rispettando almeno il proprio macro-obiettivo di non consumare ulteriore territorio.

Politicamente una delocalizzaizone di volumetrie pubbliche si prefigurava già come una grave incoerenza rispetto ad esempio al congelamento di diversi Piani Attuativi nel PPA: durante la seduta della Commissione Uso e Assetto del Territorio svoltasi ieri la Giunta Delrio, avendo preso atto che il bando ha visto l’aggiudicazione di un solo lotto di 1.500 mq sui 13.842 oggetto dell’asta, proporrà al Consiglio comunale di modificare gli indirizzi precedentemente approvati a maggioranza, al fine di esperire un secondo bando nel quale da un lato verrebbe eliminato il requisito temporale riguardante la proprietà delle aree di atterraggio per le quali non sarà più necessario che l’acquisto sia avvenuto prima del 19 marzo 2004, dall’altro si ridefinisce il requisito di contiguità delle aree d’atterraggio nel senso che la contiguità non dovrà più riguardare il “territorio edificato già consilidato”, ma “aree edificate o edificabili a destinazione prevalentemente residenziale”.

A fronte dell’insuccesso sostanziale del primo bando, la Giunta allarga le maglie nel tentativo di realizzare la totale cessione delle volumetrie pubbliche.


In una fase di mercato come quella attuale non è peregrina che si tenti di giocare al ribasso nella definizione dei requisiti: cosa succederà se anche il secondo bando registrerà un insuccesso? La Giunta proporrà ulteriori aperture?
E’ questo il messaggio di fermezza rispetto alla promessa di bloccare l’espansione urbana che si vuole dare?

Questa operazione rappresentava sin dall’inizio un comportamento politicamente incoerente da parte di una Giunta che si era ripromessa di ridurre il costruito, ora si rende evidente come la promessa “nuova stagione urbanistica” sia relegata al solo futuro di un PSC la cui approvazione non avverrà entro la consiliatura.


Rèz, 29 Maggio 2008.

Sicurezza: Pd tra confusione e stordimento.

E così il Partito Democratico ha dormito: come ha sempre sostenuto la Lega Nord.

E tra i dormienti indicati da Giulio Fantuzzi forse c’era anche l’On. Marchi che intenderebbe ridurre il problema di una città modificata geneticamente nella propria struttura ed identità, alla necessità di più coesione: problema creato e non gestito proprio dal suo partito che ha lanciato Reggio in una crescita proiettata ai 200mila abitanti.

Così come bisognerebbe chiedersi dov’erano Fantuzzi e Marchi quando il Governo Prodi si è “dimenticato” di firmare quel il Patto per la sicurezza di Reggio che oggi viene così sollecitamente invocato.

Stia sereno Fantuzzi, la Lega Nord farà la sua parte, c’è però da chiedersi se quello schema di Patto per la sicurezza sia sufficiente o se se ne debba aggiornarne qualche parte anche alla luce del pacchetto sicurezza varato dal Ministro Maroni, ad esempio nell’intensificazione del coordinamento tra Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza nelle attività di controllo dei quartieri cittadini anche migliorando lo scambio di dati ed informazioni.

Ci pare che il Partito Democratico stia vagando nell’ombra della notte di una sconfitta elettorale non ancora compresa e digerita: dopo che sull’ipotesi del Security manager il Sindaco Delrio è rimasto clamorosamente in mezzo al guado, il PD si è inventato la “task force”, una sorta di “Questura ombra” partecipata anche da un poliziotto in servizio, che dovrebbe avere il compito di scacciare la paura dai reggiani e che mirerebbe ad una città viva e solidale.

La delinquenza che si manifesta quotidianamente a Reggio è si molto viva ma ben poco solidale, mentre la politica del PD è ancora ferma al buonismo dialogante, ma con chi?


Rèz, 27 Maggio 2008.

S.Stefano, i costi lievitano ancora.

Mentre i lavori a porta S.Stefano procedono a rilento, i costi lievitano velocemente.

La costruzione di una rotatoria a porta S.Stefano, il cui progetto esecutivo era stato già approvato nel 2002 unicamente per cominciare a risolvere un problema di tipo viabilistico, si è trasformata nel 2006 per volere della Giunta Delrio, nella realizzazione di una nuova piazza non badando a spese, cosicché dai preventivati 260mila euro si è giunti a ben 1.120mila comprensivi anche dell’ennesimo rifacimento dei marciapiedi di via Emilia all’Angelo che non parevano assolutamente in cattivo stato e sui quali nel 2005 sono stati effettuati lavori per circa 32mila euro.

Il 20 febbraio di quest’anno la Giunta ha approvato la prima perizia suppletiva di variante tecnica al progetto, prevendendo un incremento dei costi di 200mila euro arrivando così ad un costo complessivo di 1.320mila euro.

1. Per il solo bagno autopulente, stranamente realizzato con una discutibile opera in calcestruzzo sono stati impiegati 120mila euro dei 250mila che la Giunta aveva stanziato per incrementare il numero dei bagni pubblici in centro storico (gli altri 3 chioschi installati di recente sono costati complessivamente 140mila euro): in sé il bagno posato a S.Stefano costa 30.500,00 euro, la parte rimanente dei 120 mila euro è stata impiegata per la struttura in calcestruzzo, gli arredi ed i sistemi di pavimentazione ed illuminazione.

2. La realizzazione dell’opera tratta da un bozzetto di Marco Gerra, finanziata dalla Signora Annamaria Ternelli con 80 mila euro, è costata 60mila euro (iva inclusa).

3. Questi interventi hanno comportato il conferimento di ulteriori incarichi di progettazione per un importo di 31.316,00 euro di cui 5.000,00 per la progettazione definitiva-esecutiva e direzione lavori delle strutture in cemento e ferro dell’opera ispirata dal Gerra.

4. Rimangono infine sulla carta le tre “aree attrezzate in quota” caratterizzate da pavimentazione in cubetti di porfido fungenti da dispositivi per la riduzione della velocità che dovevano essere realizzate in via Emilia all’Angelo così come previsto dal progetto definitivo-esecutivo: a spesa invariata l’opera non è completa.

A conti fatti pare che sia una parte delle risorse versate dalla vedova Gerra, sia parte delle risorse destinate ai bagni pubblici siano state utilizzate per sostenere i costi di una operazione non già funzionale ma meramente estetica, alquanto discutibile nel gusto ed anche incompleta.


Rèz, 17 Maggio 2007.

INTERPELLANZA

Premesso che

il Comune sta realizzando un costoso e discutibile intervento di riqualificazione urbanistica e viabilistica di Porta Santo Stefano e via Emilia All’Angelo, ove verrà complessivamente riorganizzata tutta l’area che costituisce di fatto e scenograficamente uno dei principali accessi alla città storica, mediante l’inserimento di una intersezione a rotatoria tra l’asse della via Emilia all’Angelo e i viali di circonvallazione e la realizzazione di una ampia piazza/porta pedonale dove confluiscono in entrata e uscita dal centro storico i percorsi pedonali e ciclabili;

l’Unità di Progetto Città Storica, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali che prevedono fra l’altro, la gestione delle problematiche complessive di salvaguardia, riqualificazione e valorizzazione degli spazi urbani aperti (strade, piazze, gallerie, portici, giardini) e degli edifici di interesse storico, artistico della città storica, ha indirizzato e coordinato la progettazione di tale intervento;

avendo la signora Annamaria Ternelli espresso la volontà di promuovere e finanziare la realizzazione di un opera da porsi in posizione centrale nell’area della rotatoria in questione, la Giunta con delibera n.231 del 4 settembre 2007 ha approvato la convenzione tra la stessa signora Annamaria Ternelli ed il Comune di Reggio per la costruzione di un monumento da realizzare su bozzetto di Marco Gerra da collocare all’interno dell’intersezione a rotatoria di piazzale Duca d’Aosta,;

così come riportato nella delibera la Giunta ha ritenuto tale offerta “particolarmente apprezzabile, in considerazione delle complesse attività che l’Amministrazione sta operando per salvaguardare e qualificare gli ambiti cittadini ed in particolare quelli del centro storico con la collaborazione di soggetti privati nell’ambito di un procedimento di sponsorizzazione”;

la Giunta Delrio ha politicamente trattato una delle due porte principali del centro storico alla stregua di una qualsiasi rotonda presente in città, ove gli interventi manutentivi sono affidati a sponsor privati;

la collocazione dell’opera non ha per altro trovato il gradimento dei cittadini reggiani anche a causa dell’inadeguatezza del luogo;

è intenzione della Giunta realizzare altre 12 rotonde lungo la circonvallazione;

si interpella la Giunta per sapere

se veramente il monumento in oggetto sia ritenuto di alto valore artistico (sebbene non opera dell’artista tanto che persino i colori originari sarebbero stati cambiati), si intenda ricollocarlo in un luogo più consono, come ad esempio presso la rotonda posta tra le vie F.lli Cervi-Chopin-Hiroshima, che oltre ad essere un importante snodo viario è anche collocata nei pressi dell’importante sede della Collezione Marmotti;

se si intende procedere con le medesime modalità anche nella fase di realizzazione delle altre rotonde poste sulla circonvallazione.


Rèz, 14 Maggio 2008.

Ospedale: nuove ali progettate senza parcheggi.

Si è tenuta ieri la Commissione consiliare che ha discusso di parcheggi e viabilità dell’ospedale.

Le nuove ali nord e sud dell’ospedale Santa Maria Nuova sono sostanzialmente state progettate senza prevedere una adeguata dotazione di parcheggi cosicché il Consiglio comunale sarà chiamato nelle prossime sedute ad approvare in tutta fretta la realizzazione di un nuovo parcheggio su via Murri per un costo di circa 400mila euro.

Se ciò non avvenisse infatti non sarebbe possibile rispettare gli standard di parcheggio di uso pubblico (287 posti complessivi di cui 148 per l’ala nord e 131 per quella sud ed 8 per la radioterapia) e quindi non sarebbe possibile aprire almeno la nuova ala nord dell’ospedale, il cui permesso di costruire è datato 6 dicembre 2003.

Per ovviare alla situazione la Giunta Delrio nel 2005 aveva pensato ad un project financing per la costruzione di un parcheggio in struttura del valore di 10 milioni di euro, ma per entrambe le proposte presentate è stata dichiarata nel 2006 l’insussistenza del pubblico interesse (ed era facilmente preventivabile), i motivi: scarsa compatibilità con la viabilità esistente, volumi di notevole impatto architettonico e livello di tariffazione eccessivo.

All’inizio di via Murri, sul lato che fiancheggia i condomini di via Balletti, verrà quindi realizzato un parcheggio con caratteristiche di reversibilità di 170 posti e allo stesso tempo verrà rivista anche la viabilità generale di accesso all’ospedale: un intervento che l’Assessore Colzi ha definito “tampone” tanto che è considerato come attività di manutenzione.

La reversibilità del parcheggio, così come ha evidenziato nei propri pareri sia il Servizio Pianificazione che la Commissione per la qualità architettonica, si impone per il fatto l’intera area in cui ricade è oggetto dell’Ambito di riqualificazione urbana denominato “Area Ospedaliera Spallanzani S.Maria Nuova” e quindi i singoli interventi effettuati debbono essere compatibili con le strategie complessive di riqualificazione dell’ambito il cui piano è in corso di predisposizione.

Sostanzialmente la Commissione sottolinea che “in sede di rivisitazione urbanistica della zona sarà opportuno una rivalutazione generale della collocazione del sistema dei parcheggi” e quindi “il parere favorevole tiene conto delle necessità legate alla fruizione dell’ampliamento dell’ospedale nonché delle caratteristiche di reversibilità delle soluzioni tecniche non invasive proposte” per il nuovo parcheggio.

Nulla infine è da sapersi riguardo l’integrazione tra il progetto di riqualificazione di viale Umberto I° e la stessa via Murri che era compresa in tale progettazione: anche ieri l’Arch. Magnani ha brillato per la propria assenza.

Dopo quattro anni e mezzo si spendono circa 400mila euro per una soluzione provvisoria causata da una inadeguata pianificazione generale: questa Giunta lavora sempre più sulle emergenze.


Rèz, 13 Maggio 2008.

Manufatti, artisti e donazioni.

Il manufatto posto nella nascente rotonda di porta S.Stefano sta animando il dibattito cittadino e questo è già un risultato.
Personalmente mi molesta la vista, ma della sua eventuale bellezza ognuno si farà la propria opinione, certo è che fa il paio con il “triangolo” del Montorsi posto inopinatamente davanti a porta Santa Croce: si tratta d’altronde di opere contemporanee che solo pochi “eletti” riescono ad interpretare e quindi godere.

Resta invece un altro dato su cui riflettere, perché da tempo la Signora Annamaria Ternelli, vedova di Marco Gerra sta compiendo diverse donazioni alla municipalità.

Nel 2002 ha donato al Comune l’ex Albergo Cairoli a condizione di creare un centro di cultura ed arte intestato al marito: qualche giorno fa, dopo una ristrutturazione costata al Comune oltre 1,6 milioni di euro (di cui 1.245.970,27 mediante prestito della Banca Europea Investimenti) è stato inaugurato quello che è divenuto il centro Gerra, al quale è stato intitolato anche uno slargo posto tra le vie Costituzione e XX settembre.
Nel 2004 la stessa Signora Ternelli donò due immobili al Comune con il vincolo che i proventi derivanti dall’utilizzo degli stessi fossero “destinati al miglioramento delle strutture o all’ampliamento” del canile comunale: in segno di riconoscenza la Giunta ha dedicato alla Signora il reparto di prima accoglienza dello stesso canile.
Nel 2007 la Giunta approvò la convenzione con la quale da un lato la vedova Gerra finanziava l’intervento di realizzazione dell’opera ora collocata a S.Stefano per un importo di 80mila euro, dall’altra il Comune si impegnava ad intestare la stessa opera alla memoria di Marco Gerra con cerimonia pubblica di inaugurazione ed apposizione di una targa commemorativa.
Per ultima nel 2008 è avvenuta una donazione di bond argentini per un valore di circa 50mila euro per cui la Giunta Delrio, a titolo di riconoscimento anche per le donazioni passate, ha impegnato il Comune ad intitolare alla Signora Annamaria Ternelli la scuola elementare di San Prospero Strinati.

Ognuno tragga le valutazioni che vuole, credo però che il valore ed il significato di questi gesti di liberalità della Signora Ternelli, non andrebbero confusi o mischiati con il valore dell’artista Marco Gerra.

La nostra valutazione politica è che la Giunta Delrio si sia dimostrata provinciale e dilettantesca nel trattare la rotonda di Santo Stefano, che costituisce scenograficamente uno dei principali accessi alla città storica, come una qualsiasi rotonda presente in città dove la gli abbellimenti sono affidati a procedimenti di sponsorizzazione privata.


Rèz, 11 Maggio 2008.

Stadio Giglio: Catellani si dimetta subito.

Quando poche settimane fa discutemmo la nostra mozione sulle questioni relative alla messa a norma e sulla proprietà dello stadio Giglio, l’Assessore Catellani aveva garantito che la proroga alla deroga per potere utilizzare lo stadio Giglio anche nella prossima stagione sportiva era cosa pressoché fatta: quella proroga rimane comunque una soluzione “tampone”, ma anche quella promessa è stata disattesa.

Ora Catellani scommette che se il Giglio non sarà agibile allora “non si giocherà in nessun stadio della serie C”: tutta da ridere.
Così come la capriola politica tipica di questa sgangherata Giunta comunale, politicamente la peggiore della storia repubblicana, con la quale Catellani tenta di scaricare la responsabilità sul “buon senso” del nuovo Ministro dell’Interno Roberto Maroni: ma cosa hanno fatto Delrio e soci fino ad oggi? Nulla, hanno dormito sonno profondi, soprattutto considerato che fino a poche settimane fa era in carica un certo Governo Prodi…

Catellani anzi continua a sostenere che il Comune sia chiamato ad intervenire su un bene che non è suo, eppure, lo abbiamo ribadito in tutte le salse, la convenzione con la Mirabello 2000 è estremamente chiara: in caso di fallimento della Mirabello 2000 il Comune ha titolo per chiedere di rientrare in possesso delle zone sportive dell’impianto, per di più che anche il Comune figura tra i creditori nel procedimento concorsuale.
La Giunta Delrio si è invece totalmente adagiata sulle interpretazioni del curatore fallimentare.

Il Ministro Maroni è sicuramente persona di buon senso, ma il gioco dello scaricabarile politico è alquanto squallido, così come lo è stato tentare di coinvolgere il Sassuolo calcio nella speranza che venisse a pagare i conti di altri: Catellani si dimetta subito.


Rèz, 9 Maggio 2008.

Sicurezza: serve svolta Comune sui controlli.

Nel febbraio 2007 segnalavamo come a seguito di verifiche e controlli eseguiti dalla Polizia di Stato di concerto con la Guardia di Finanza in fabbricati ad uso industriale, e comunque di tipo non abitativo, veniva riscontrata la presenza di persone in possesso di regolare certificato di residenza rilasciata dal servizio anagrafico, tali fabbricati non erano in possesso dei minimi requisiti igienico sanitari e di abitabilità edilizia per l’uso abitativo, a distanza di un anno tali episodi continuano a verificarsi, così come continuano a verificarsi fenomeni di sovraffollamento di molte unità immobiliari.

L’Assessore Malagoli in data 10 novembre 2006 rispondendo ad una nostra specifica interpellanza sosteneva a nome della Giunta che: “il Comune ha lavorato per molti anni sulle banche-dati, sulla numerazione civica interna ed anche se c’è ancora qualche zona d’ombra è operante dal 2003 soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’anagrafe e comunque questo ha consentito intanto di controllare i movimenti anagrafici, di fare i controlli ed anche di appurare situazioni di sovraffollamento; faccio presente che mentre in Comune sappiamo tutto della residenza non abbiamo nulla sul domicilio, domicilio che è rintracciabile nei dati verosimilmente della Questura che però ha un sistema informativo che non dialoga con quello del Comune quindi altro elemento è “cosa investiamo per farli dialogare in sede locale? perché è chiaro che conoscere il domicilio è indispensabile per il permesso di soggiorno ed incrociare tutti i dati della nostra banca-dati con quelli della Questura dà una conoscenza maggiore del territorio in quanto il Comune tutti i dati non li ha. Questo lavoro ha consentito di cancellare persone irreperibili in loco, di controllare spostamenti di persone che dichiarano di abitare in un luogo mentre in realtà abitano in un altro. Naturalmente sappiamo che anche in rapporto con i prezzi degli affitti eccetera succede spesso che negli appartamenti si infilino molte più persone di quante non risultino e questo non sempre è dovuto ai clandestini ma è dovuto anche a domiciliati regolarissimi; il punto è che non riusciamo a saperlo per la ragione che dicevo prima quindi questa preoccupazione del “ma chi c’è dentro a quell’appartamento” è una preoccupazione logica ma non è detto che sia sempre fondata su cose gravi. Sulla nuova organizzazione del Comune che ha integrato servizi anagrafe e servizi tributari è permesso un altro tipo di incrocio cioè il catasto e le residenze da cui viene fuori ad esempio chi abita in locali che non hanno l’idonea destinazione d’uso, garages, cantine, soffitte, eccetera”.

A tutt’oggi il data-base non è ancora pienamente funzionante così come confermato recentemente anche dall’Assessore Corradini, anche perché risulta necessaria la disponibilità di tutti gli Enti che detengono dati utili ad effettuare i controlli incorciati.

Certo è che almeno gli uffici comunali dovrebbero interagire tra loro con la migliore collaborazione possibile: abbiamo presentato una interrogazione alla Giunta, per sapere quante siano le unità immobiliari classificate “non residenziali” ove siano state rilasciate residenze e quante ne siano state concesse, quanti e quali provvedimenti siano eventualmente stati assunti nei confronti dei proprietari di quegli immobili.

Vorremmo poi sapere se Delrio intende adottare un provvedimento che estenda i parametri minimi per il rilascio delle attestazioni di idoneità dell’alloggio di cui alla delibera n.369/2005 (riguardante gli alloggi Erp – vedi estratto a fondo pagina) anche alle unità immobiliari private, al fine di limitare in queste il sovraffollamento causato dalla contestuale presenza di più nuclei familiari.

Vorremmo infine sapere quante unità immobiliari presenti nel nostro Comune risultano avere residenti pur in assenza della richiesta di abitabilità e della relativa dichiarazione di fine lavori e quali provvedimenti sono stati adottati dal competente servizio edilizia ai sensi del vigente regolamento edilizio nei confronti dei proprietari delle unità immobiliari prive dei requisiti richiesti.

Se negli anni novanta le ronde padane erano una iniziativa di denuncia politica oltre che, nei casi di estremo degrado, un azione di volontariato civico ma temporaneo di supporto al lavoro delle Forze dell’Ordine, oggi è necessario che le Istituzioni a partire dal Comune riprendano pieno possesso del territorio contrastando la speculazione di quei proprietari che affittano i propri immobili in situazioni abusive o sovraffollate e le storture derivanti da interpretazioni troppo estensive nella concessione delle residenze.
Il nuovo Ministro dell’Interno, Roberto Maroni per quanto di competenza ha già dichiarato di volere porre i correttivi necessari.
Anche la Giunta faccia la sua parte.

Giacomo Giovannini, Capogruppo

ESTRATTO DELLA DELIBERA n.369/2005

[…Ritenuto conseguentemente di stabilire nei termini seguenti, con riferimento alla normativa regionale e comunale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, i parametri minimi ai fini delle attestazioni di idoneità dell’alloggio nelle fattispecie previste dal Testo Unico e successive norme applicative: 1) Destinazione d'uso residenziale 2) Alloggio provvisto dei servizi igienico - sanitari, di allacciamento idrico, elettrico e fognario ed al quale non sia stato attestata, dall'autorità competente, destinazione abitativa "non abitabile" 3) Alloggio non sovraffollato in base ai seguenti parametri:
una persona in posto letto concesso da Enti pubblici, Associazioni di volontariato riconosciute, affittacamere autorizzati recuperati individualmente dal lavoratore straniero o dal datore di lavoro
da una a tre persone in alloggio di metratura fino a mq. 30
da una a quattro persone in alloggio di metratura fino a mq. 46
da una a cinque persone in alloggio di metratura fino a mq. 66
oltre cinque persone in alloggio di metratura oltre mq. 66 (in ragione di almeno 10 mq. aggiuntivi per ogni persona in più)…].


Rèz, 8 Maggio 2008.

Sicurezza: isteria PD prova d’incapacità.

Solo offese gratuite e personali.
Queste le uniche argomentazioni scomposte e vivide d’impotenza in materia di sicurezza del PD, per bocca del suo neo segretario cittadino.

Ma un conto è diventare isterici quando dimostri con lo specchio che i Re sono nudi, un altro è fattivamente intervenire sulla sicurezza della città e del territorio.

Innanzitutto togliamo il velo dell'ipocrisia: non accettiamo lezioni da chi due anni fa votava l'indulto e lo difendeva (Castagnetti, Marchi e Pignedoli) senza neppure aver ancora chiesto almeno scusa per quel disastro politico che tanti delinquenti ha lasciato liberi nelle nostre città.

La chiacchierata con Prefetto e Questore è stata ampia, densa di significato e di argomenti e certamente serena e proficua. Probabilmente persino più costruttiva di tanti tavoli tecnici forse troppo indirizzati politicamente e poco concreti.

Chi come il Prefetto ed il Questore deve per davvero intervenire sulla strada ha ben presente quali siano le esigenze, mentre il Sindaco Delrio probabilmente continua a sostenere che il problema della sicurezza non esista, che siano sempre “tutte balle” se è vero, com’è vero, che ha preferito andare ad assistere ad uno spettacolo in Spagna piuttosto che essere presente a Parma all’incontro dei Sindaci del Nord sul tema sicurezza; se è vero, com’è vero, che il lavoro della Polizia Municipale non è valorizzato e maggiormente indirizzato al controllo del territorio, ma relegato unicamente al conferimento di multe.

Per affrontare il problema sicurezza bisogna essere in prima linea così come lo sono i nostri i sindaci, ma il centrosinistra sa solo scaricare colpe sugli altri e non prendersi mai le proprie responsabilità, prova ne è che le tante denunce politiche da noi avanzate dagli anni novanta sono state sempre liquidate come allarmismi di estremisti.

Ringraziamo Prefetto e Questore per la loro disponibilità chiedendo loro di continuare a svolgere al meglio i rispettivi incarichi così come l'altra sera abbiamo percepito vogliono fare.
Noi una mano la daremo, mentre altri continueranno a starnazzare.


Rèz, 7 Maggio 2008.

Enìa: dimissioni Strozzi frutto lotta in PD.

Da diverse settimane leggiamo delle prossime “nozze” cui dovrebbe convolare Enìa, ma la Giunta comunale non ha mai presentato a nessun organo politico-istituzionale, né le strategie né tanto meno i partner con cui stringere le eventuali future alleanze: la città assiste impotente alle oscillazioni politiche interne al PD che di volta in volta presentano diversi scenari nelle alleanze future.

Le dimissioni di Ivan Strozzi sono il frutto dello scontro politico interno al PD che di fatto ha bloccato ogni decisione.
Il dato è che nel mandato di Delrio si avvicendano ben tre manager alla guida della nostra multiutility.
Ci pare incomprensibile come il Sindaco di Reggio da un lato manifesti soddisfazione per i risultati conseguiti dall’ex Amministratore Delegato e dall’altro lo abbia sostanzialmente abbandonato: che sia il prezzo della propria ricandidatura?

Comunque sia oggi si apre uno scenario nuovo e presto sapremo quale strada l’attuale sgangherata maggioranza che governa Reggio e l’Emilia intende intraprendere: se quella industriale o quella politica.


Rèz, 7 Aprile 2008

INTERPELLANZA

Premesso che

in data 22 novembre 2007 la Consigliera della Circoscrizione 8, Maria Caroli, presentava la seguente interrogazione:
“Frequentazione domenicale nel parcheggio Foro Boario:
A seguito della precedente interpellanza del 13 dicembre 2005 e dei successivi incontri inerenti allo stesso argomento con gli operatori, i responsabili ed i referenti culturali, si desidera evidenziare che a tutt’oggi la situazione è la seguente:
Nel parcheggio si continuano ad intrattenere scambi tra gruppi di persone presumibilmente dell’est Europa, tramite scatoloni, borse, sacchetti, per tutto l’arco della mattinata fino verso le ore 16 di ogni domenica.
Durante questo periodo di tempo, oltre ad assistere allo sfrecciare di auto di grossa cilindrata e vedere persone in apparente stato di ebbrezza, negli ultimi tempi si è assistito anche alla presenza di bancarelle per la vendita di abbigliamento, oggettistica varia, furgoni con alimenti tipo piadineria (vedi foto allegate), per una quantità tendente ad aumentare (4 una domenica, e almeno 5 la successiva).
Al termine della giornata, contrariamente agli accordi presi in precedenza con gli operatori ed i referenti culturali, il parcheggio viene lasciato in condizioni di grande degrado e sporcizia. (come da foto allegate).
Si chiede pertanto di sapere:
se le attività di ambulanti sono autorizzate dall’amministrazione comunale, e nel qual caso se ne richiedono gli estremi dell’autorizzazione.
Si chiede inoltre:
che vi sia la presenza costante delle forze dell’ordine al fine di prevenire eventuali forme di illegalità, vista la eterogeneità della frequentazione e per garantire la sicurezza degli utenti del parcheggio
che l’area venga lasciata nelle condizioni in cui si trova al mattino, vale a dire pulita e ordinata.”;

il Presidente della Circoscrizione 8 non ha mai risposto a tale interrogazione;

recentemente la Polizia Municipale, preannunciando con largo anticipo il proprio intervento, ha impedito l’accesso e lo svolgimento del mercato ambulante abusivo che da mesi si svolgeva nel parcheggio dell’ex foro boario;

pare che si intenderebbe spostare tali attività presso la fiera di Mancasale;

si interpella la Giunta per sapere

perché sempre più spesso i presidenti delle Circoscrizioni, così come qualche Assessore, non rispettano i regolamenti nell’espletare il proprio dovere di rispondere alle interrogazioni dei Consiglieri;
se le attività ambulanti che si svolgevano presso il parcheggio dell’ex foro boario, sono autorizzate dall’Amministrazione comunale e, in caso negativo, perché non si sia provveduto al sequestro di mezzi e merci;

se si ritiene congrua l’eventuale decisione di trasferire a Mancasale (od in altro luogo) tali attività e quali controlli vi si intendano attuare per evitare il prolificare di mercati abusivi che non si limitano agli scambi di corrispondenza.


Rèz, 5 marzo 2008.

Ponte S.Pellegrino già da risistemare.

Ci eravamo occupati a più riprese dei lavori di manutenzione delle nostre strade, in particolare sul rifacimento dei manti, che patiscono investimenti assolutamente insufficienti da parte del Comune e della prolificazione di dossi che spesso non rispettano nemmeno le norme vigenti.

Uno dei casi più eclatanti è quello di via Basso, nei pressi della casa di cura Villa Verde che supera abbondantemente in altezza i limiti imposti dal codice della strada: i lavori effettuati su questo tratto di strada (dosso, ciclopedonali, restringimenti, rotonda) è costato complessivamente 412mila euro, ma invece di portare benefici hanno reso più difficoltosa ed ardua la circolazione.

Oggi abbiamo presentato alla Giunta una nuova interpellanza riguardante i lavori di rifacimento del ponte di San Pellegrino.

Sono infatti recentissimi i lavori di riqualificazione che hanno comportato il rifacimento di marciapiedi e carreggiate attraverso la posa di una pavimentazione pregiata, ma già oggi si ripresenta il problema di profondi avvallamenti che rendono pericoloso il transito.

Abbiamo perciò chiesto conto all’Amministrazione della qualità e dei costi dell’intervento effettuato, non dimenticando di sollecitarne la risistemazione che si rende ormai improcrastinabile.

Certo è che la Giunta dovrebbe vigilare meglio rispetto all’esecuzione di opere che sono pagate da tutti e che per la loro qualità dovrebbero garantire un’efficacia ed una durata media ben superiore a quella che si può troppo spesso riscontrare.


Rèz, 29 Febbraio 2008.

Piccoli e grandi sprechi: il progetto ReBox.

Molti cittadini si sono chiesti e ci hanno chiesto cosa siano quelle scatole illuminate appese a molti pali della luce nelle vie della città.

Si tratta del progetto ReBox ed è stato promosso dagli Assessorati Cultura (G. Catellani) e Città Storica (U. Spadoni), comportando l’installazione permanentemente di 40 postazioni luminose per ospitare “esposizioni di opere grafiche”.

La prima di queste “esposizioni”, che avranno una cadenza quadrimestrale, è quella dedicata al 60° anniversario della Costituzione e si caratterizza, sebbene la insufficiente leggibilità, per la citazione di alcuni articoli del testo costituzionale.

La previsione di spesa per la realizzazione delle tre esposizioni del 2008 è di complessivi €.12.000, mentre la spesa sostenuta dall’Amministrazione pubblica per la realizzazione ed installazione delle strutture è stata di circa €.25.000.

A prescindere dall’opportunità politica di “investire” circa 40mila euro per tale iniziativa, che noi riteniamo superflua, vi è da segnalare l’ennesimo pasticcio della Giunta Delrio.

Infatti le postazioni dei questi “Light Box” sono 40, ma le insegne ordinate e realizzate erano 80 ed erano monofacciali ovvero illuminate solo anteriormente: solo a lavoro finito qualcuno si è accorto che era meglio avere delle insegne bifacciali ordinando quindi di assemblarle accoppiandole.

Il risultato di questo errore di valutazione è stato quello di ottenere la metà del risultato ed un lieve incremento dei costi: un altro piccolo esempio di come il denaro pubblico viene utilizzato…


Rèz, 28 Febbraio 2008.

Centro storico: il fallimento della Giunta Delrio.

E’ ormai chiaro ai reggiani che la Giunta Delrio non lascerà nulla di originalmente significativo al termine del proprio mandato.
Infatti anche quei pochi progetti che hanno visto la luce (Calatrava, piazza Vittoria) sono un gentile lascito dell’Amministrazione Spaggiari, ma ciò nonostante la scarsa propensione all’ascolto della Giunta Delrio non ha evitato enormi polemiche.

Chi nutriva aspettative di cambiamento dal primo Sindaco non comunista della città deve essere rimasto molto deluso da una condotta politica che non ha risolto i veri problemi di Reggio, vale a dire traffico e sicurezza, non ha dato il segno di una idea di città nuova per il futuro, ma ha preferito investire tutto su una costosa operazione di cristallizzazione estetizzante del centro storico che si è tradotta nella moltiplicazione della spesa pubblica.

E’ bastato un affondo delle Associazioni dei commercianti per scatenare la reazione, politicamente scomposta ed arrogante, tipica di chi pensa sempre di essere il “primo della classe”: volete più accessibilità? Fate sconti del 20%! Il centro è inaccessibile? Vi diamo i numeri!
E politicamente parlando i numeri li hanno dati veramente!
A partire da quelli relativi ad alcune costose manifestazioni di cui non si è ancora riusciti ad avere dati certi come Fotografia Europea o Restate.

Più chiara invece la situazione dei parcheggi in cui si dimostra tutta l’inefficacia dei provvedimenti di questa Giunta comunale.
Bisognerebbe che i nostri Assessori si facessero un giro per la città per accorgersi il deserto che regna sovrano intorno ai 2036 posteggi a pagamento dei controviali, eppure senza che siano stati realizzati i nuovi parcheggi scambiatori di via Francia, via Gonzaga e via Croce si annuncia già la messa a pagamento anche dei 1120 posteggi di via Cecati e della Polveriera!
Così come a causa dell’insicurezza che vi regna è ormai testato (in negativo) l’utilizzo dei parcheggi della Zucchi, di piazzale Europa o della stazione.

Intanto però l’unico progetto che avrebbe potuto incominciare a dare qualche risposta sia ai residenti che agli utenti del centro, ovvero il project financing per la gestione del sistema della sosta e la realizzazione degli autosilos, ci pare avviato su un binario morto.

Ecco allora che la tesi difensiva della Giunta municipale diviene molto fragile con l’aggravente dalla totale assenza del promesso Piano del Commercio: politicamente i “cattocomunisti” alla guida di Reggio ha fallito su tutta la linea.


Rèz, 24 Febbraio 2008.

Sicurezza: PD lontano dalla realtà.

Il Pd reggiano in tema di sicurezza è lontano anni luce dalla realtà e dalle esigenze dei cittadini: affermare che a Reggio per la sicurezza “è stato fatto tanto” questa sì che è una balla politica siderale!

Il centrosinistra è politicamente responsabile del degrado che ha fracassato quella che era una tranquilla città a misura d’uomo: la realtà è ben diversa da quella dipinta dal PD e basterebbe che Marco Prandi leggesse i quotidiani locali per rendersi conto che ogni giorno vi è un bollettino di guerra su tutta la gamma dei reati esistenti!

Senza contare, ce lo ha ricordato di recente il prof. Enzo Ciconte, l’ormai stabile presenza della N’drangheta, attirata dai grandi affari legati al mercato edilizio.
Senza contare che la crescita demografica esponenziale, unico caso in Italia, determinata da una politica di accoglienza indiscriminata, ha rivolto verso Reggio gli interessi di altre organizzazioni criminali come quella cinese, albanese, campana.
Senza contare l’inquietante presenza di un mondo islamico votato in alcune sue frange all’estremismo integralista.

Il caso della stazione è emblematico tanto che ora il degrado si è espanso anche alle aree circostanti: viale Ramazzini, via Melato, nel centro storico: ma dov’era Marco Prandi quando all’inizio degli anni ‘90 lanciavamo l’allarme sul degrado della stazione?
Forse era tra quelli, nel centrosinistra che riusciva solo a lanciarci accuse di razzismo o terrorismo politico…

Ora è stato elaborato un “patto per la stazione”, ma il patto fondamentale tra cittadini c’è già e sono la Costituzione e le Leggi vigenti!
Quali saranno le conseguenze nel caso questo “patto” non venga rispettato da coloro (la stragrande maggioranza) che ieri non erano al cospetto del Sindaco?

Ricordo che qualche anno fa si sosteneva che l’apertura del nuovo Commissariato di Polizia a S.Lazzaro avrebbe risolto il problema, poi il toccasana divennero le telecamere, ora vi si vuole costruire anche la nuova caserma della Polizia Municipale: la realtà è che uomini e mezzi dovrebbero essere utilizzati in forma coordinata ed interforze in modo più razionale.
Che senso ha avere nel raggio di poche centinaia di metri due presidi che assorbono uomini e risorse?
Quanti e quali sono i controlli effettuati negli anni dalla Polizia Municipale sulle residenze?
Perché l’ormai famoso database informatizzato che doveva contribuire già dal 2003 ad incrociare i dati anagrafici, fiscali con le utenze non è ancora stato attivato?

Rispondendo a queste semplici domande si capirà che poco o nulla è stato fatto e la prova provata sta nel cambio che il Sindaco Delrio ha dovuto operare alla guida dell’assessorato a metà mandato dopo l’ormai famoso “tutte balle”.

Vi è poi un ultima questione. Recentemente l’Assessorato alla sicurezza e coesione sociale ha attivato in alcuni condomìni della stazione un progetto per la mediazione dei conflitti tra vicini spesso causati proprio da un fenomeno migratorio massiccio ed incontrollato che ha impedito l’integrazione.
In particolare il fenomeno dell’insolvenza nel pagamento delle utenze condominiali è in forte espansione in tutta la città e rappresenta un ulteriore elemento allarmante di disgregazione ed insicurezza sociale.
È’ assolutamente ingiusto che le persone più solerti ed oneste debbano farsi carico delle inadempienze altrui: è una situazione cui porre mano con decisione responsabilizzando i proprietari ed intervenendo con Enìa per rivedere il sistema di computo delle utenze.

C’è molto da fare insomma anche a causa della leggerezza politica con cui il centrosinistra affronta i problemi veri della città, il resto è propaganda, quella che al Sindaco Delrio riesce politicamente meglio.


Rèz, 21 Febbraio 2008.

Sulle rotonde di S.Stefano e S.Pietro.

Mentre i lavori di realizzazione della rotonda a porta S.Stefano procedono a rilento, mentre ai lati di quel nuovo manufatto qualcuno ha pensato di collocare anche dei novelli “bastioni” in calcestruzzo, mentre un intervento che doveva costare 270mila euro ora ne costerà 1.120mila poiché la Giunta ha deciso di rifare anche i marciapiedi di via Emilia all’Angelo che non parevano assolutamente in cattivo stato e sui quali nel 2005 sono stati effettuati lavori per circa 32mila euro, mentre avviene tutto ciò la Giunta Delrio ha approvato nei giorni scorsi, il progetto preliminare per la ristrutturazione di porta S.Pietro e via Emilia Ospizio.

Nel dicembre 2006 la Giunta sosteneva che la rotonda di S.Pietro “non rientra attualmente tra gli interessi considerati urgenti dalla Giunta” ed infatti, recentemente sono stati eseguiti alcuni lavori di ridefinizione degli attraversamenti ciclopedonali.
Non solo, infatti negli anni scorsi tra piazza tricolore e via Emilia Ospizio sono stati eseguiti diversi lavori di rifacimento dei vialetti ciclopedonali, della segnaletica e del verde per circa 80mila euro.

Ora si rimette mano a tutto con un nuovo e costoso progetto, che anche in questo caso vedrà una eccessiva lievitazione dei costi, infatti se per la realizzazione della rotonda a porta S.Pietro si preventivava una spesa di 286mila euro, ora se ne prevede una da ben 1.130mila cui si aggiungeranno altri 870mila per l’ennesima risistemazione di via Emilia Ospizio.

Gli interventi nelle due principali porte cittadine dovevano costare complessivamente 620mila euro: ora spenderemo oltre 3 milioni per rifare anche dei marciapiedi pressoché nuovi e l’aspetto interessante è che per reperire le risorse necessarie l’Amministrazione attinge a linee di credito con la Banca Europea degli Investimenti per circa 2,5 milioni!


Rèz, 16 Febbraio 2008.

A quando rotonda tra le vie Basso e Martiri della Bettola?

Come noto in via Lelio Basso sono stati attuati alcuni interventi di ridefinizione dell’asse stradale che ne ha comportato la riduzione nella larghezza delle carreggiate, la realizzazione di un dosso dalle misure spropositate nei pressi della casa di cura Villa Verde, nonchè di una rotonda all’incrocio con via Monte Cisa, mentre all’incrocio con via Martiri della Bettola permane la regolazione della circolazione per mezzo di un impianto semaforico.

In particolare le misure del dosso descritto risultano irrispettose della normativa vigente così come avevamo già segnalato alla Giunta con una precedente interpellanza ed inoltre il restringimento della larghezza delle carreggiate potrebbe compromettere sia la sicurezza degli automezzi privati che di quelli di soccorso, tanto che tale nuova situazione sta causando problemi nella circolazione soprattutto in direzione est-ovest a causa della scelta di non realizzare per prima la rotatoria tra le vie Basso-Martiri della Bettola.

Poiché il piano triennale delle opere pubbliche allegato al bilancio di previsione 2008 prevede una posta di 1,3 milioni di euro, nell’anno 2008, per una decina di interventi di miglioramento della circolazione tra cui è indicato anche l’incrocio in oggetto, abbiamo presentato una nuova interpellanza per sapere se e quando si intende mettere a norma il dosso antistante la casa di cura Villa Verde e quando si intende intervenire al fine di realizzare la rotatoria nell’incrocio tra le vie Martiri della Bettola, Basso e Rivoluzione di Ottobre.


Rèz, 4 Febbraio 2008.

Bilancio è verifica politica.

L’approvazione del bilancio preventivo 2008 diventa l’occasione per verificare se effettivamente a Reggio l’alleanza tra Partito Democratico e Sinistra estrema reggerà, o se le dinamiche nazionali tese all’autosufficienza del Pd, profileranno anche a Reggio scenari diversi.

Come potrà convivere l’ideologia della Sinistra estremista con tutte le componenti del Partito Democratico è infatti tutto da capire.
Così come sulle questioni importanti ed emergenziali della nostra città, dall’inceneritore al traffico alla sicurezza, oggi l’unico collante che tiene insieme il centrosinistra è il mantenimento del potere a scapito del riformismo e delle istanze dalla componente più moderata e marginalizzata dell’attuale compagine che sostiene Delrio.

Il bilancio di mandato della Giunta Delrio è più che negativo: ha aumentato la spesa corrente (108,73 milioni nel 2003 - 132,15 nel 2008), non ha tagliato le consulenze (stabile su una media di 5,3 milioni dal 2003), ha aumentato gli introiti delle multe (2,95 milioni nel 2003 - 7,5 nel 2008), non prevede di contenere il debito complessivo (161 milioni nel 2003 - 181 nel 2005 - 144 nel 2007 – di nuovo 171 nel 2010) e continua a sperperare oltre il dovuto in opere di mera natura estetica.

L’aumento dell’addizionale Irpef, giustificato ideologicamente dai sindacati come “salario sociale”, sarà il banco di prova perché di fatto inasprisce una tassa assolutamente iniqua che colpisce i soliti noti, ovvero i 45mila contribuenti (circa il 50% del totale) dalla base imponibile compresa tra i 15 ed i 29 mila euro.

Prima e settima circoscrizione hanno rispedito al mittente il bilancio, i Pezzottiani e lo Sdi sono critici, l’Italia dei Valori e i Comunisti Italiani hanno già lanciato i propri ultimatum, Rifondazione vorrebbe rendere più progressiva l’addizionale Irpef, ma per tutta risposta coordinatore e capogruppo del Partito Democratico rinviano decisioni diverse al futuro: è evidente che per chi ha dignità politica, su questo bilancio non saranno consentite astensioni di comodo, perché chi vuole governare non può permettersi il lusso di giocare a nascondino sulla pelle dei contribuenti, poiché rinviare la risoluzione dei problemi solo per motivi di oppurtunità politica non significa risolverli: è dall’inizio del suo mandato che Delrio rinvia ogni decisione politico-strategica con l’evidente risultato è che ormai la consiliatura è finita e la città non ha avuto le risposte che attendeva.


Rèz, 31 Gennaio 2008.

Macellazioni rituali: vittoria della Lega Nord.

Per qualcuno il multiculturalismo era già realtà.

Per cui la macellazione domestica degli animali svolta dagli islamici, sarebbe stata da considerarsi lecita “ancorché non eseguita secondo i dettami di legge in quanto è prevalente il riconoscimento della legittimità dei riti religiosi” (circolare comando polizia municipale 1184/2004).

Dopo una battaglia di trasparenza e legalità supportata anche dall’intervento fattivo e trasversale di diversi parlamentari capitanati dagli On. Angelo Alessandri ed Emerenzio Barbieri, il Comandante della Polizia Municipale, facendo un passo indietro, ha finalmente diramato il 28 gennaio un “aggiornamento professionale” indirizzato a tutti i componenti del Corpo di Polizia perché venga esattamente osservata la nota dell’Usl sul tema delle macellazioni rituali nonché l’intesa tra Associazioni degli immigrati, Provincia e Comuni capidistretto.

Ci auguriamo ora che non vengano diffuse ulteriori disposizioni operative contrarie al rispetto della legge ed al dovuto controllo in caso di specifiche richieste d’intervento.

E’ una vittoria della Lega Nord e della legalità.


Rèz, 24 Gennaio 2008.

Il Comune nega la rateizzazione di sanzioni e cartelle esattoriali.

Se il Sindaco Delrio si trovasse nella condizione di dovere pagare una multa “salata” per una infrazione al codice della strada, avrebbe l’occasione per conoscere una nuova singolare disposizione di servizio del Comandante della Polizia Municipale datata 25 marzo 2006.
Infatti se un cittadino volesse pagare una sanzione chiedendone il pagamento rateizzato, dal 1 aprile 2006 non può più farlo e si vedrebbe respingere l’istanza.

Eppure la stragrande maggioranza dei Comuni consente il pagamento rateizzato di sanzioni e cartelle esattoriali, poichè nel caso l’importo della da corrispondere sia molto elevato, le Amministrazioni cercano di andare incontro a coloro che dimostrano l’esistenza di condizioni di disagio economico e quindi l’impossibilità a pagare in un’unica soluzione gli importi dei verbali e delle cartelle esattoriali.
Eppure l’Ufficio Tributi a differenza del Comando della polizia Muncipale, per quanto di competenza, concede le rateizzazioni così come previsto dalle norme di legge.

Per un’Amministrazione di centrosinistra, che quest’anno aumenterà del 67% le entrate derivanti da ammende per violazioni al codice della strada (dai 4,5 milioni del 2006 ai 7,5 del 2008) non è certo una bella prova di sensibilità nei confronti dei cittadini più deboli.

Abbiamo chiesto con una interpellanza al Sindaco Delrio se sia a conoscenza di tale disposizione del Comandante della Polizia Municipale, cosa intende fare in merito e se vuole prendere in mano la situazione ponendo fine ad una interpretazione delle norme che assomiglia a quella di un “novello Sceriffo di Nottingham” o se farà finta di nulla, continuando a raccontare “barzellette” alla Città sulla legalità, così come già avvenuto per il caso delle macellazioni rituali o sulle sue parcheggiate selvagge.


Seguono tabella e riferimenti normativi

1) ANDAMENTO DEI PROVENTI DA AMMENDE

Importi in milioni di euro

Anno
Giunta
Bilancio di Previsione
Tot
Gettito Effettivo
Tot
2008
Delrio
7,50
     
2007
Delrio
4,50
     
2006
Delrio
4,00
 
3,78
 
2005
Delrio
3,16
19,16
4,80
8,58
2004
Spaggiari
3,14
 
2,55
 
2003
Spaggiari
2,95
6,11
3,19
5,74

# [si attesterà poco al di sotto della previsione non essendo stati attivati i varchi del centro come previsto]

2) NORME VIGENTI

Legge n.689/81

Art. 26
Pagamento rateale della sanzione pecuniaria

L'autorità giudiziaria o amministrativa che ha applicato la sanzione pecuniaria può disporre, su richiesta dell'interessato che si trovi in condizioni economiche disagiate, che la sanzione medesima venga pagata in rate mensili da tre a trenta; ciascuna rata non può essere inferiore a lire trentamila. In ogni momento il debito può essere estinto mediante un unico pagamento.
Decorso inutilmente, anche per una sola rata, il termine fissato dall'autorità giudiziaria o amministrativa, l'obbligato è tenuto al pagamento del residuo ammontare della sanzione in un'unica soluzione.

Decreto Legislativo n.46/99

Art. 7
Dilazione del pagamento e sospensione della riscossione

L'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, é sostituito dai seguenti:
"Art. 19 (Dilazione del pagamento).
L'ufficio, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di sessanta rate mensili ovvero la sospensione della riscossione per un anno e, successivamente, la ripartizione del pagamento fino ad un massimo di quarantotto rate mensili. Se l'importo iscritto a ruolo é superiore a cinquanta milioni di lire, il riconoscimento di tali benefici é subordinato alla prestazione di idonea garanzia mediante polizza fidejussoria o fidejussione bancaria.
La richiesta, di rateazione deve essere presentata, a pena di decadenza, prima dell'inizio della procedura esecutiva.
In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate:
il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione;
l'intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto é immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione;
il carico non può più essere rateizzato.
Le rate mensili nelle quali il pagamento é stato dilazionato ai sensi del comma 1 scadono l'ultimo giorno di ciascun mese.
Art. 19-bis (Sospensione della riscossione per situazioni eccezionali).
Se si verificano situazioni eccezionali, a carattere generale o relative ad un'area significativa del territorio, tali da alterare gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i contribuenti, la riscossione può essere sospesa, per non più di dodici mesi, con decreto del Ministero delle finanze.".


Rèz, 23 Gennaio 2008.

Su abusi nomadi Giunta chiude occhi, noi no.

Se la nuova frontiera della pseudo integrazione propagandata da Delrio & C. è il microcampo nomadi allora, come abbiamo ricordato più volte, bisogna che i cittadini non dimentichino che a Reggio esistono già circa 20 microaree su appezzamenti di proprietà di alcune famiglie Sinte sulle quali in diversi casi sono stati rilevati da parte dell’Amministrazione comunale degli abusi edilizi, essendo quasi tutte queste situazioni classificate dal Prg come aree agricole (ed in taluni casi anche come zone a pericolo esondazione).
Complessivamente queste microaree ospitano la metà dei Sinti presenti in città (circa 400 su 800).

Uno di questi siti è quello di via Strozzi a S.Rigo un complesso, come riportato dalla relazione del Dirigente del Servizio Patrimonio allegata alla delibera relativa al progetto “tra il campo alla città”, “di aree acquisite nel 1990 a seguito di apposito verbale di accertamento di violazione della normativa urbanistico/edilizia da parte di nomadi, che successivamente hanno mantenuto il proprio insediamento nella zona senza che l’Amministrazione (nonostante i solleciti del Servizio scrivente agli assessori al Patrimonio via via succedutisi nel tempo) abbia richiesto canoni di occupazione delle aree medesime”.

La Giunta Spaggiari approvando il Prg ’99 trasfromò la destinazione d’uso di tale area da agricola a edifici residenziali con giardino ed oggi la Giunta Delrio vorrebbe farci credere che provvederà all’abbattimento di strutture già di fatto “sanate” dal Prg vigente e che per questo motivo non avrebbe provveduto a richiedere i canoni dovuti: perchè venga fatta chiarezza provvederemo ad inoltrare un esposto alla Corte dei Conti.

Non dimentichiamoci però che la stessa Giunta Delrio, nel mese di giugno 2007 pagò 2.520,00 euro il trasporto eccezionale di una campina, per consentire il trasferimento di una famiglia dal campo nomadi comunale di via Antonio da Genova in località Roncina su un terreno di proprietà in via Spagni nella frazione di Pratofontana.
A prescindere dall’opportunità di farsi carico del costo del trasporto eccezionale, pare che tale trasferimento abbia avuto come destinazione finale un area agricola urbanisticamente non compatibile, quindi di fatto la Giunta potrebbe avere favorito l’abusivismo edilizio, per di più che già in passato almeno per quanto riguarda il sito di via Spagni nella frazione di Pratofontana, la stessa Amministrazione comunale ebbe ad accertare diverse altre lottizzazioni ed opere edilizie abusive in terreni di proprietà di famiglie nomadi: se confermato sarebbe una gravissima responsabilità politica ed amministrativa.


Rèz, 19 Gennaio 2008.

Fate come dico ma non come faccio?

Gli organi d’informazione locali hanno riportato negli ultimi tempi diverse notizie interessanti relative alle politiche di gestione della viabilità in centro storico.

Il 30 dicembre 2007 veniva riportata la notizia secondo la quale sarebbe stata rimossa l’auto del Presidente della Provincia, Sonia Masini, poiché posteggiata davanti ad un passo carraio nei pressi di via Guido da Castello.

L’8 gennaio 2008 invece si poteva leggere: “multe più care con le telecamere”, spiegando che chi attraversa illegittimamente i varchi del centro oltre ai 70 euro di contravvenzione si trova a pagare anche i 12 euro per spese di notifica.

In seguito poi all’entrata in funzione delle telecamere che controllano alcune strade di accesso al centro storico, in data 12 gennaio 2008 l’Assessore Gandolfi dichiarava che tale provvedimento “è una misura punitiva per fare rispettare la Zona a Traffico Limitato” e che conseguentemente sarebbe “finito il tempo dei furbi”!

Il 17 gennaio 2008 infine appariva un intervento integrale del Signor Sindaco nel quale si poteva leggere tra l’altro che: “come Giunta cerchiamo di mantenere comportamenti coerenti” e che “andare in bicicletta oggi è una scelta di civiltà”.

Lo schema di bilancio preventivo 2008 ha iscritto una posta di ben 7,5 milioni di euro di proventi da ammende per violazioni del codice della strada aumentando così le previsioni di gettito rispetto allo scorso anno del 67%: simpatico notare come già nel bilancio 2007 si prevedesse un ‘aumento di 500 mila euro delle multe rispetto al 2006 (da 4 a 4,5 milioni) per le stesse motivazioni addotte oggi, ovvero aumento del numero di agenti ed attivazione delle telecamere…

Ciò che striderebbe con tutto questo potrebbe essere la conferma di un notizia che sempre più insistentemente sta circolando, secondo la quale domenica 23 dicembre 2007, antivigilia di Natale, intorno alle ore 17, sarebbe pervenuta alla centrale del comando di Polizia Municipale (telefonata registrata) una richiesta di intervento da parte di un cittadino residente in via dei due Gobbi 1, poiché un’autovettura Chrysler riportante sul parabrezza un permesso di accesso e sosta al centro storico rilasciato alla Segreteria del Sindaco (permesso che non risulterebbe nemmeno intestato al mezzo in oggetto!) ostruiva il suo passo carraio.

Tale autovettura, secondo queste voci, sarebbe poi stata spostata da una giovane accorsa sul posto, ma la pattuglia della Polizia Municipale anch’essa presente sul posto, per altro sotto gli occhi di diversi cittadini, non avrebbe provveduto né all’identificazione della persona in questione né all’elevazione della dovuta contravvenzione.

Il fatto grave sarebbe nella possibile eventualità che tale automobile sia intestata alla consorte del nostro Signor Sindaco.

Al fine di fare chiarezza, abbiamo presentato oggi una interrogazione alla Giunta perché tale notizia venga confermata o smentita.

Poiché se tutto questo corrispondesse al vero bisognerà spiegare ai reggiani i motivi per cui vi sia stato da parte della pattuglia della Polizia Municipale intervenuta un comportamento così “comprensivo” riscontrandosi la violazione di un passo carraio oltre che il transito e la sosta non autorizzati in area a traffico limitato.

Ma soprattutto bisognerà dare chiare ed univoche spiegazioni politiche rispetto ad un uso del permesso di accesso e sosta al centro storico che non parrebbe essere proprio coerente con la proprie prediche politiche.


Rèz, 9 Gennaio 2008.

Rifiuti, solidarietà Montanari per difendere Pecoraro: no ai rifiuti campani!

La solidarietà che l’Assessore Montanari vorrebbe concedere alla Regione Campania, accogliendo a Reggio parte dei rifiuti napoletani, è solo un contraddittorio soccorso al suo Ministro Pecoraro Scanio, colpevole politicamente di avere bloccato in quella regione ogni possibile nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti.

Contraddittorio poiché la nostra provincia non può permetterselo, contraddittorio perché si scontra clamorosamente con la politica di responsabilità, nel potenziamento della raccolta differenziata spinta che ha sostenuto in questi anni.

Accettare i rifiuti di Napoli non è solidarietà, significherebbe solo premiare i furbi ed i violenti, per di più che l’Emilia ha già più volte in passato accolto i rifiuti campani e persino il Presidente Errani aveva promesso solennemente che non sarebbe più accaduto.

E poi cosa significherebbe che “se arriveranno rifiuti campani non dovranno essere bruciati”?
Significa che dovranno essere smaltiti in discarica?
L’Assessore Montanari vuole per caso mandare in emergenza il nostro precario sistema provinciale?

No non è così che funziona, per di più che mentre la Montanari offre la propria solidarietà al suo Ministro, gli incapaci politici campani, posti di fronte alla proprie responsabilità non saputo fare altro che appellarsi all’unità delle Istituzioni senza nemmeno prendere in minima considerazione la possibilità di dimettersi: ricordiamo bene quando Bassolino nel maggio 2004 venne a Reggio ad insegnarci a gestire i rifiuti…

La Padania è una delle regioni più inquinate al mondo, ci stiamo impegnando sul fronte della raccolta differenziata e molte amministrazioni locali ragionano e lavorano addirittura per addivenire il prima possibile a superare gli inceneritori con tecnologie più avanzate, dal 1994, vige nella Regione Campania la gestione commissariale del ciclo dei rifiuti, che ha comportato una spesa complessiva a carico dello Stato corrispondente a circa 2.000 miliardi di lire.

Nell’ambito della gestione commissariale, in Campania sono stati assunti circa 2.300 dipendenti a tempo indeterminato, definiti “altamente specializzati nel settore della raccolta differenziata”, la cui retribuzione netta mensile oscilla tra 1.200 e 1.600 euro, pur tuttavia la gestione commissariale ha prodotto un peggioramento della situazione, la raccolta differenziata stenta a raggiungere il 10% (mentre l'Europa prevedeva per il 2003 una soglia minima non inferiore al 35%) e sul territorio campano giacciono a tutt’oggi 3 milioni di "ecoballe", cioè 5.600.000 metri cubi di rifiuti imballati, per il cui trasporto dei quali occorrerebbero più di 220.000 autotreni.

Nella Regione Emilia-Romagna oltre un quarto dei Comuni ha raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dal Decreto Ronchi ed in diverse realtà è in via di attuazione e sperimentazione la raccolta domiciliare al fine di migliorare ulteriormente i dati relativi alla produzione e differenziazione dei rifiuti.

Se arriverà da noi il rusco napoletano il 7 gennaio 2009 sarà d’obbligo invitare a Reggio Bassolino per assegnargli il simbolicamente il tricolore dei furbi: quella campana è una presa in giro nazionale cui opporsi con tutte le forze.

Il Nord ha già dato e questa è l’unica certezza nel mare di “ecoballe” della politica italiota.


Rèz, 4 Gennaio 2008.

Campi nomadi: le bufale della Giunta Delrio.

L’Assessore Pedroni ci informa che la Giunta intenderebbe “accrescere la consapevolezza dei doveri” delle famiglie nomadi ospitate in alcuni campi del nostro Comune, per fare questo è stata approvata una delibera con la quale si determinano nuove condizioni di permanenza introducendo anche i contatori individuali per l’erogazione dell’energia elettrica.

Meglio tardi che mai direbbe qualcuno, senza dimenticare però che i lavori di rifacimento del campo di via Ancini a Roncocesi sono terminati nel 2005, quelli del campo di via Da Genova a Roncina lo scorso semestre e che in questo periodo pur avendo già annunciato l’intenzione di introdurre il pagamento individuale, il Comune ha continuato a pagare.

Vi è infatti una chiarissima lettera del 13 settembre 2005 (prot.3836/N), del Dirigente al Servizio immigrazione e pari opportunità, a testimoniarlo laddove comunica al Presidente della Circoscrizione 3 che “Numerose famiglie dei campi non pagano da tempo le somme dovute. Per questa ragione, in analogia a quanto è già stato fatto nell’area di via Ancini recentemente ristrutturata dove si sono installati contatori individuali con possibilità di sospendere l’erogazione della luce qualora l’intestatario non provveda al pagamento dovuto, si intende procedere con la medesima trasformazione impiantistica nell’area di via Da Genova”.

Quella della Giunta Delrio sa quindi di pura propaganda politicante, non solo perché viene data una mera pubblicità di qualcosa che doveva essere già stato fatto da almeno due anni, ma anche perché la competenza per modificare i Regolamenti dei campi sosta (dove è scritto che le spese sono a carico del Comune) è del Consiglio Comunale e non della Giunta la quale può intervenire unicamente sulle tariffe, le quali per altro risultano totalmente invariate rispetto agli ultimi due anni e la sola differenza introdotta dalla delibera odierna è che oltre a via Gramsci e via Da Genova già esentate dal pagamento delle tariffe di sosta, ora anche le famiglie di via Ancini saranno esentate!
Anche nelle case popolari vi sono soggetti esentati dal pagamento dell’affitto?

Per la struttura di via Calvetro a Masone, che rimane a tutti gli effetti un’area di sosta temporanea aperta da novembre a marzo dove già dal 2000 le utenze dell’energia elettrica avrebbero dovuto essere a carico dei residenti, viene azzerata la cauzione richiesta (determinata sino allo scorso anno in €.80,00) e, per le soste superiori ai tre mesi la tariffa giornaliera di €.2 viene dimezzata (da 60 a 30 euro mensili)!

Come spesso accade il veleno è nella coda: per il campo di via Gramsci sono confermate le esenzioni ed inoltre viene confermata l’intenzione di una “progressiva trasformazione in favore della sistemazione dei nuclei familiari in nuovi spazi (microaree)”!
Quante e dove non è noto.

Staremo a vedere, resta il fatto che Delrio comincia il 2008 esattamente come il 2007, con l’ennesima beffarda presa in giro di quella che può essere ormai considerata peggiore Giunta di tutti i tempi.


Rèz, 3 Gennaio 2008.

Alla fine Delrio ha interrotto il sogno…

Nel mese di ottobre fummo facili profeti: la stazione reggiana della Tav, o meglio la copertura disegnata da Calatrava sarà più corta e solo nostro Signore sa se non sarà conseguentemente più cara e non solo per i naturali aumenti dei prezzi dei materiali.

Cosicché tutte le chiacchiere di Delrio sul “sogno da non interrompere” naufragano di fronte al bando pubblicato da Italferr.

Bisogna ricordare allora che l’accordo tra Tav e Cepav non è stato trovato poiché quest’ultima per realizzare l’opera chiedeva circa una ventina di milioni in più rispetto i 70 stanziati: guarda caso corrispondono a quel 30% di opera in meno che verrà realizzata.

A questo punto riproponiamo la domanda di qualche mese fa: a Cepav è stata avanzata la possibilità di realizzare l’opera a queste nuove condizioni?

Perché se così non fosse non solo molto probabilmente si potrebbe prospettare un braccio di ferro legale tra i soggetti esclusi e Tav, ma alla fine si darebbe prova di come si sia perso inutilmente molto tempo prezioso e di come la coalizione guidata da Delrio se ne sia fregata degli operai di Rodano rimasti a casa.

A Natale Delrio, nel battere la gran cassa della pubblicazione del bando, chiedeva un passo indietro a chi lo aveva attaccato: non si accorge che l’unico a doverlo fare per la propria incapacità politica è lui stesso.


Rèz, 3 Gennaio 2008.

Un altro Spadoni tra 150 anni!

La vicenda dei platani di piazza Cavour, ha denotato ancora una volta una grande approssimazione politica della Giunta Delrio, cosicché l’unico effetto ottenuto ad oggi è quello di avere pagato a peso d’oro delle piante di scarso valore.
Quali e di chi siano le responsabilità lo sapremo presto per intanto dovrebbe essere utile qualche valutazione di merito.

Dal punto di vista ornamentale i platani piantumati risultano decisamente disarmonici, poichè non vi è proporzione tra tronco, branche e rami a seguito di interventi di capitozzatura: le piante sono brutte oggi e lo saranno anche in futuro, anche a causa dell’inevitabile proliferazione di “succhioni” nati da gemme avventizie che conferiranno agli alberi un’aspetto caotico e disordinato.
Le forme “obbligate” di platani a cui l’Amministrazione o il progettista facevano (forse) riferimento sono frequenti in molte città europee ma tali piante, vengono formate fin da giovani e le periodiche potature interessano solo rami con diametri dell’ordine di qualche centimetro. In questo modo dopo un notevole numero di anni si ottengono platani con chioma ridotta, ma assolutamente proporzionati e la cui gradevolezza è testimoniata dal loro utilizzo nelle piazze più esclusive.

Le grossolane e scorrette potature “a capitozzo” operate sui platani già adulti (25/30 anni) oltre a pregiudicare l’aspetto estetico/ornamentale costituiscono un grave problema fitosanitario.
Gli esperti sanno perfettamente che la marcescenza del legno posto a contatto con gli agenti biotici e abiotici avanzerà inesorabile fino a produrre una cavità all’interno dell’albero (esperienze decennali di Alex Shigo, Klaus Volbrecht, Niel Hvass).
Dalle potature operate, sui 5 platani di piazza Martiri del 7 luglio, si notano le classiche proliferazioni di succhioni deboli e pericolosi perché ancorati ad un legno che, nel volgere di alcuni anni diventerà sicuramente marcio.

A queste piante non sembrano essere mai state praticate lavorazioni per allevarle ad una “forma obbligata”, i nostri platani hanno subito solo recentemente, 3/4 anni fa, delle drastiche potature che hanno interessato le branche primarie contemporaneamente ad una energica potatura radicale per dare una parvenza di “forma obbligata”.
I veri platani a “forma obbligata” sono ben altra cosa: hanno gli angoli delle branche con il fusto generalmente più ampio e la riduzione dei diametri da branche a ramo rispetta una progressione rigorosamente lineare.

Allora se è vero che un progetto così si fa ogni 150 anni, per la sua buona riuscita Delrio è a un bivio: o rimuove le piante o l’Assessore!