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Rèz, 29 Dicembre 2007.
Spadoni scenda dal piedistallo. Vittima della propria arroganza politica. I “post-margheriti” sono asserragliati nelle stanze municipali, così faticosamente conquistate, tutti intenti a difendere l’indifendibile incuranti, sebbene le promesse elettorali improntate alla partecipazione, delle continue contestazioni che in particolare nel centro storico si stanno susseguendo dal proprio insediamento. Stanno mettendo ulteriormente a soqquadro il centro, hanno diviso i cittadini e i sono divisi tra loro su ogni decisione, dalla settimana della mobilità alle notti bianche, dai mercati alle piazze, dalla sicurezza ai parcheggi sotterranei, dal parco Tocci a S.Stefano, ma imperterriti senza ascoltare nessuno e forti solo della propria arroganza politica vanno avanti. Ora la storia dei platani d’oro e Spadoni riesce a contraddirsi anche su questa vicenda: egli afferma che sarebbe “una scelta coerente con il paesaggio urbano”, gli ricordo che già in Commissione consiliare in molti criticammo la piantumazione di quegli alberi utili solo a coprire il poco amato isolato S.Rocco, aggiunge poi che le manutenzioni “non saranno più onerose di quella delle rotonde”, lo informo che la quasi totalità delle rotonde di Reggio sono manutenute dagli sponsor e non dal Comune! Spadoni scenda dal piedistallo e si adegui ad una condotta politica più votata all’ascolto ed alla razionalizzazione della spesa pubblica anche considerato che la sua Unità di Progetto ha affidato incarichi esterni nel solo biennio 2005-2006 per complessivi €.302.855. Delrio si appresta ad aumentare le tasse ai cittadini reggiani, come spiega questo continuo scialaquo di risorse perpetrato dall’Assessorato alla Città Storica? Rèz, 19 Dicembre 2007. Asp Rete: decisione blindata e tardiva. Meglio tardi che mai direbbe qualcuno. Non si può commentare altrimenti la trasformazione di Rete in Asp approvata lunedì dal Consiglio comunale, infatti la discussione politico amministrativa tra Regione e Comune ha dilatato eccessivamente i tempi di questo importante passaggio: basti pensare che sebbene le leggi regionali siano state approvate nel 2003, in Lombardia la riorganizzazione è sostanzialmente attuata già dal 2004. La Lega Nord ha presentato 13 ordini del giorno per
chiedere modifiche statutarie e 11 emendamenti per modificare la Convenzione:
naturalmente sono stati tutti respinti poiché anche una sola
modifica avrebbe comportato la riapprovazione da parte degli altri
Comuni soci. Questa è stata insomma l’ennesima dimostrazione di come la Giunta Delrio sia incapace di presentare per tempo i provvedimenti per un vero confronto politico di merito, preferendo nascondersi dietro i ritardi della Regione. Rèz, 19 Dicembre 2007. Abolire le Circoscrizioni. Ad un anno dall’approvazione del regolamento dei Consigli circoscrizionali, il Partito Democratico reggiano vorrebbe riaprire il dibattito sulle Circoscrizioni senza accorgersi di avere già fallito su tutta la linea in materia di decentramento. Sconfessato dal suo Governo, che costringerà la Giunta a ridurne a cinque il numero così come sia noi che la sinistra chiedevamo (e com’era scritto sul programma della maggioranza), sconfessato dalla stessa Giunta Delrio che non solo non ha ancora attuato le uniche tre deleghe previste dal nuovo Regolamento (impianti sportivi, aree verdi e manutenzioni stradali), ma le ha svuotate attraverso il prossimo passaggio alla Fondazione dello sport del patrimonio impiantistico sportivo ed il conferimento ad Enìa della manutenzione dei parchi cittadini compresi quelli autogestiti dai volontari, senza contare la perenne esiguità delle risorse destinate alle manutenzioni. Se a tutto ciò aggiungiamo che l’Assessorato alla città storica di fatto è il surrogato della Circoscrizione 1 e che l’unico palliativo partorito dalla Giunta per dare un senso a queste Assemblee è stata la sperimentazione fallimentare del cosiddetto bilancio partecipativo, allora forse bisognerebbe prendere in considerazione l’idea di abolire queste Istituzioni che continuano ad essere degli organi consultivi senza potere politico né di spesa, sostituendole con una rete vera di sportelli operativi a disposizione del cittadino. Con buona pace del Pd sarebbe ora di assumere decisioni coraggiose votate concretamente al taglio dei costi della politica ed alla razionalizzazione dei servizi municipali: noi questo coraggio lo abbiamo! Rèz, 19 Dicembre 2007. No all’aumento Irpef. La perfetta sintonia tra la Giunta Delrio ed il Governo Prodi si mostra anche in materia di tassazione: apprendiamo che molto probabilmente il prossimo bilancio preventivo conterrà l’aumento dell’Irpef. La Lega Nord è nettamente contraria a questa ipotesi, poichè nel momento in cui le famiglie stanno attraversando una fase di grande difficoltà a causa della politica del Governo, è ingiustificato ricorrere ad un ulteriore inasprimento delle imposte e questo vale anche se si tratta di risorse destinate a fini specifici: i sindacati non si nascondano dietro banali foglie di fico! Anche perché la stessa Giunta Delrio quando ad esempio entrerà in possesso dell’area dell’ex casello autostradale per poi cederla, per un valore molto simile all’eventuale entrata derivante dall’aumento dell’Irpef, non utilizzerà quelle risorse per le famiglie, ma solo per realizzare il nuovo casello autostradale con il progetto firmato Calatrava. Il centrosinistra mostra il suo vero volto: a parole invocano l’attuazione del federalismo nella pratica è il partito delle tasse e degli sprechi! Una bella coerenza! Rèz, 14 Dicembre 2007. Casello Calatrava: Delrio ritiri delibera. Delrio si sta spendendo in prima persona nel tentativo di piegare i gruppi della propria maggioranza contrari alla realizzazione del casello firmato Calatrava, per il semplice motivo che la delibera iscritta all’ordine del giorno di giovedì 20 porta la sua firma. Delrio sa benissimo che non vi è spazio di trattativa rispetto agli impegni assunti poiché già nella delibera n.105 del 19 aprile 2006 con la quale la Giunta all’unanimità (assenti Santel, Montanari e Ferrari) approvava la bozza della Convenzione poi sottoscritta con Tav, Cepav ed Autostrade, stava scritto chiaramente che, riguardo la pensilina, “gli extracosti da verificarsi sulla base della progettazione definitiva ed esecutiva, rispetto all’importo attualmente previsto da TAV per la realizzazione della copertura del casello autostradale e delle relative aree a verde secondo il progetto approvato dalla Conferenza di Servizi dell’8 luglio 2002, non potranno in nessun caso far carico a TAV o a Cepav Uno, ma saranno a carico del Comune di Reggio Emilia, che vi provvederà attraverso la cessione dei diritti di edificazione sulle aree limitrofe all’Asse Attrezzato”. Inoltre si legge che “oltre agli extracosti di cui sopra, il Comune di Reggio Emilia è impegnato a finanziare e realizzare una serie di opere infrastrutturali di interesse pubblico indispensabili per completare il programma di riqualificazione territoriale dell’area, tra cui il parcheggio scambiatore del nuovo centro di interscambio della mobilità, il potenziamento della viabilità di collegamento tra tale centro di interscambio con il nuovo casello autostradale, nonché le opere di mitigazione a verde del comparto” quindi “le aree del casello, un volta acquisite dal Comune, consentiranno di reperire la copertura finanziaria per la realizzazione dei predetti interventi infrastrutturali di interesse pubblico”. Insomma il ricavato dalla cessione del vecchio casello è già stato destinato per coprire gli extracosti derivanti dalla realizzazione della pensilina del nuovo casello ed al sistema delle opere legate al progetto Calatrava e quindi non sarà possibile definire politicamente come destinare quanto il Comune ricaverà dalla cessione di detta area, il cui valore di mercato è probabilmente tre volte più alto di quanto stimato dall’Agenzia del Territorio (€.2.085.000). Delrio dovrebbe ritirare la delibera e scindere l’acquisizione dell’area del vecchio casello dalla realizzazione della pensilina del nuovo, anche perchè il Consiglio comunale sarebbe chiamato ad esprimersi a scatola chiusa senza potere sapere a quanto ammonteranno tali extracosti. Rèz, 12 Dicembre 2007. Legalità: da giunta Delrio solo annunci. L’Assessore Corradini non faccia difese d’ufficio al Comandante della Polizia Municipale e la finisca insieme al resto della Giunta di praticare una politica della legalità fatta solo di annunci! In discussione non vi è l’operato del Corpo di Polizia Municipale, ma solo quello del suo Comandante che a causa della propria assurda circolare impedisce al Corpo medesimo di dare il suo fattivo contributo per garantire il legale svolgimento delle macellazioni rituali. Lo svolgimento di queste pratiche senza i dovuti controlli, nei luoghi e con i metodi dovuti non deve trovare cittadinanza alcuna nella nostra città poiché la Repubblica Italiana è uno stato laico e le sue leggi hanno una valore molto superiore alle barbare usanze di qualche nostro ospite. Rèz, 12 Dicembre 2007. Casello Calatrava: spreco continua. Non si dica più che i progetti griffati da Calatrava sono una eredità della Giunta Spaggiari! Poiché quegli esponenti della (ex) Margherita che si erano detti inizialmente contrari oggi sono i primi sostenitori di quel colossale spreco di denaro pubblico: addirittura in occasione dell’inaugurazione dei ponti Delrio ed i suoi sodali postdemocristiani, ha pensato bene di occupare tutta la scena “dimenticando” di dare visibilità a chi quel progetto lo volle… Allora non stupisce oggi che la Giunta in assoluto silenzio, abbia cercato l’ennesimo blitz, facendo approdare in tutta fretta in Consiglio quella che poteva sembrare come una delibera “tranquilla” con la quale il Comune incamererà il sedime del vecchio casello dell’A1 senza informarne adeguatamente i Consiglieri: la nostra richiesta di una illustrazione alla competente Commissione è stata utile poiché molti, specie le “ali” della maggioranza, hanno appreso di cosa trattiamo in concreto. La Giunta Delrio, nell’aprile 2006, ha voluto imprimere un’accelerazione sulla realizzazione del nuovo casello autostradale firmato Calatrava legando l’acquisizione dell’area del vecchio casello alla realizzazione della pensilina del nuovo casello dell’A1 firmato dall’architetto valenciano, tramite una Convenzione sottoscritta con Tav, Cepav ed Autostrade. Con la diretta conseguenza che non sarà possibile definire politicamente come destinare quanto il Comune ricaverà dalla cessione di detta area, il cui valore di mercato è probabilmente molto più alto di quanto stimato dall’Agenzia del Territorio (€.2.085.000). Delrio ha deciso quindi di impiegare ulteriori risorse municipali al progetto Calatrava distraendole da obiettivi di maggior urgenza come la riqualificazione di tante zone mal manutenute della città. Risorse che abbiamo imparato non bastare mai in questo
progetto tanto che nella stessa Convenzione è stabilito che gli
eventuali extracosti eccedenti i previsti 2,5 milioni previsti per la
realizzazione del casello nella sua forma standard, saranno totalmente
a carico del Comune così come le successive manutenzioni ordinarie
e straordinarie nonchè l’illuminazione: un film già
visto! Oltre Calatrava? Ancora Calatrava! Rèz, 7 Dicembre 2007. Piazza della Vittoria: che fine ha fatto il parcheggio interrato? Nel marzo 2006 la Giunta ha dichiarò la sussistenza del pubblico interesse della proposta di prject financing per la costruzione e gestione di un sistema di parcheggi a servizio del centro storico, progetto che prevede la realizzazione di tre parcheggi interrati rispettivamente: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti): alla scala architettonica le singole progettazioni contemplano anche la riqualificazione delle aree in superficie. Il 5 giugno 2006 l’Assessore Colzi, rispondendo ad una interpellanza, confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta (ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria) entro l’estate 2006 e che “presumibilmente l’aggiudicazione dovrebbe avvenire entro l’autunno” ed infine che “l’inizio dei lavori sicuramente dovrà essere entro gli inizi del 2007”. Nel frattempo con propria delibera di settembre 2006
la Giunta ha approvato il progetto definitivo relativo al 1° stralcio
dei lavori di riqualificazione urbanistica di piazza della vittoria
e di piazza martiri del 7 luglio per un importo complessivo di €.1.850.000,00. Poche settimane fa la Giunta ha adottato lo schema del piano triennale dei lavori pubblici 2008/2010 all’interno del quale, per l’anno 2008, è prevista una posta di €.3.000.000,00 per il terzo stralcio dei lavori di riqualificazione di piazza della Vittoria. Abbiamo presentato una interpellanza alla Giunta per conoscere quale sia lo stato del procedimento relativo al project financing per la costruzione e gestione dei parcheggi interrati a servizio del centro storico e se non si ritenga utile integrare i lavori per la realizzazione del parcheggio di piazza della Vittoria con quelli di riqualificazione della piazza medesima essendo tra l’altro già previsto nel progetto relativo al parcheggio il completamento dell’area superficiale, il che comporterebbe un notevole risparmio alle casse municipali. Rèz, 7 Dicembre 2007. L’unica polvere è quella del traffico a Rivalta. La principale caratteristica politica della Giunta Delrio è la totale incapacità di assumere decisioni strategiche: ogni qualvolta è chiamata a dare risposte ai problemi della città o adotta provvedimenti tampone o rinvia al futuro oppure rimpalla le responsabilità. Questa condotta si è manifestata anche in occasione della presentazione della cosiddetta bretella di Rivalta, con le profonde contraddizioni tra quanto scritto nel PUM (“soluzione risolutiva”) e le dichiarazioni degli Assessori Gandolfi e Colzi (“soluzione non risolutiva”). E’ evidente che risulta necessario rivedere il progetto per risolvere le criticità che abbiamo rappresentato alla Giunta in sede di Commissione: provvedimenti per spostare il traffico da via Repubblica alla sud-est nel tragitto Reggio-montagna, realizzazione del collegamento diretto tra la nuova tangenziale di Canali e via del Buracchione e soprattutto risoluzione del collegamento tra il sistema della viabilità sud-est e le varianti di Puianello per il tramite di un tracciato che non attraversi il territorio albinetano. Ma quest’ultimo, che rappresenta il vero problema strategico da risolvere e presuppone un livello di dialogo tra Istituzioni che ad oggi non ci sembra esservi. In assenza di risposte serie alle nostre osservazioni, la proposta progettuale del duo Gandolfi-Colzi è molto modesta rispetto alle aspettative create nella cittadinanza rivaltese e non è certo una libera interpretazione della Lega Nord, ma sono i dati stessi forniti dagli Assessori a testimoniarlo, con in più la possibilità che gli automobilisti utilizzino strade alternative a quelle auspicate dalla Giunta. L’unico polverone esistente allora è quello
che attanaglierà ancora Rivalta, poiché le esigenze elettorali
di Delrio e soci non dovrebbero condurre a scelte pasticciate, che tra
l’altro lasciano sul campo anche l’ombra grave di una nuova
potenziale espansione urbanistica nelle aree poste tra la nuova bretella
e via Repubblica. Rèz, 5 Dicembre 2007. Giunta Delrio contraddittoria su commercio. Due giorni fa l’Assessore Ferrari sosteneva che per fare sistema nel territorio mediopadano, Reggio dovrebbe fare delle rinunce: basta aeroporto, basta fiere e soprattutto basta ipermercati. Questa mattina il suo collega Spadoni afferma che bisogna recuperare l’evasione commerciale verso le città vicine quindi, trincerandosi dietro la presunta eredità del Prg, bisognerebbe prevedere nuovi grandi centri commerciali. Ma in Giunta si parlano prima di spararle a casaccio? L’Assessore Spadoni, che non ha ancora prodotto nulla di concreto in materia di pianificazione commerciale, dovrebbe interrogarsi sul perché molti reggiani migrano verso le città vicine: non sarà che a Parma o Mantova si accede meglio ai centri storici e che questi siano meglio curati e più sicuri? L’Assessore Ferrari dovrebbe spiegare meglio perché dovremmo rinunciare a due importanti strutture come l’aeroporto o la fiera: solo per non disturbare le trasformazioni edilizie delle rispettive aree? Ma forse l’idea di città di Delrio & C è quella di un grande quartiere dormitorio tra Modena, Parma e Mantova (leggasi nuova speculazione edilizia nelle aree della città esistente) idea che noi rispediamo decisamente al mittente. Rèz, 5 Dicembre 2007. Bretella di Rivalta: palliativo della Giunta. Ci aspettavamo che la “variantina” di Rivalta,
col passante di via del Burracchione, fosse più razionale e meno
costosa del passaggio per Albinea: sul primo aspetto in molti come noi
sono rimasti perplessi, sul secondo certamente i costi saranno più
contenuti (2 milioni invece dei 4 previsti), ma il risultato è
comunque modesto. Bisogna rilevare infatti come il progetto proposto, all’esatto contrario di quanto dichiarato dal PUM, non sia affatto risolutivo rispetto al problema dell’attraversamento di Rivalta: non solo i flussi di traffico attesi lasciano sostanzialmente inalterati quelli attuali (tranne almeno un -36% dalla rotonda tra via Repubblica e via S.Ambrogio in direzione Reggio), ma il primo tratto di via Bedeschi subirà un incremento di circa il 42% del traffico oggi presente. Flussi Verso Reggio Verso Collina Inoltre questa bretella non risulta direttamente collegata alla nuova tangenziale di Canali per cui il traffico che eventualmente verrebbe sottratto da Rivalta dovrebbe avventurarsi in un’assurda gimcana passando ancora per un tratto di via Tassoni. Il tema vero allora è stato eluso, ovvero la risoluzione definitiva del nodo viabilistico a sud di Reggio. Ancora una volta, per motivi elettorali, la Giunta Delrio cerca di porre un inutile “pezza” (del costo di 2 milioni), rinviando al futuro ogni decisione strategica, qual’è la problematica viabilità sud della città. Rèz, 30 Novembre 2007. Solidarietà pelosa e vittimismo. La Lega Nord condanna le indegne scritte anonime contro il Sindaco Delrio apparse nei giorni scorsi in via della croce bianca. Ciò nonostante prendiamo atto di come il centrosinistra tenda a strumentalizzare ogni episodio per quanto stupido o minimo possa essere, inscenando una campagna di vittimismo, solo allorquando oggetto di queste riprovevoli attenzioni sono propri membri. Ed infatti solamente dopo una vibrata protesta di Lega ed An, in sede di conferenza dei capigruppo, si è inteso modificare il proprio atteggiamento esprimendo “preoccupazione per frasi di intolleranza rivolte ad esponenti politici locali e nazionali che spesso campeggiano sui muri della città”. Bisogna ricordare che non è la prima volta che
accadono episodi simili e forse anche peggiori: basta leggere le simili
scritte dedicate agli On. Bossi e Borghezio, per non dire delle minacce
di morte subite da Gabriele Fossa nel 2004 (sulla vicenda Petali) o
delle più recenti che mi hanno riguardato durante lo svolgimento
di una trasmissione televisiva. Quindi solidarietà sia a Delrio o qualsiasi altro ma che almeno non sia pelosamente interessata, ipocrita o di parte. Rèz, 28 Novembre 2007. Variante Brevini: Assessore Ferrari risponda nel merito. La riposta scomposta dell’Assessore Ferrari conferma
che abbiamo colto nel segno. Sappiamo perfettamente che il 15 ottobre 2007 sollecitammo la Giunta, con una mozione condivisa ed approvata a maggioranza, affinché nell’ambito del percorso di costruzione del Psc si prosegua nelle verifiche necessarie alla risoluzione dei nodi riguardanti la viabilità, la presenza degli elettrodotti e la destinazione dell’area vasta già pensata come possibile ambito per aree ecologicamente attrezzate per insediamenti produttivi ad alta tecnologia, lo abbiamo detto e scritto, così come sappiamo perfettamente quanto è stato introdotto a fine 2006 negli accordi tanto che il nostro nel febbraio scorso fu negativo. Peccato che l’Assessore Ugo Ferrari abbia esplicitato pubblicamente al resto del Consiglio comunale e alla città, per la prima volta come si intendesse risolvere la situazione, solo il 15 ottobre scorso: “..l’amministrazione si riserva appunto di procedere anche agli atti necessari per la dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza cioè predisporci per l’esproprio in modo tale da evitare appunto che intervenga una situazione di prolungato passaggio lungo via Ochino. Naturalmente lavoreremo in questa fase per raggiungere gli accordi con la ditta interessata i proprietari delle aree circostanti all’insediamento per addivenire in tempi ragionevolmente brevi ad una soluzione che non si è riuscita a chiudere nella fase tra le deduzioni e le controdeduzioni”. Forse l’Assessore Ferrari non è preoccupato
come noi tanto delle aspettative dei residenti di via Ochino che di
quelle della Brevini Riduttori che deve trovare rapide risposte alla
legittima necessità di potenziare le proprie attività,
aspettative che non vorremmo vanificate da una politica raffazzonata
e poco improntata alla massima trasparenza e questo forse è l’unico
comportamento “arcinoto” della Giunta Delrio. Rèz, 28 Novembre 2007. Piano triennale lavori pubblici 2008-2010. Presentato ieri in commissione il piano triennale dei lavori pubblici 2008-2010. Le manutenzioni straordinarie si attestano in 8 milioni
nel prossimo anno per poi attestarsi a circa 6 nei due successivi, da
segnalare come per le strade vengano impiegati solamente 2,1 milioni
nel e 1,7 sia nel 2009 che nel 2010: per la sicurezza urbana sono destinati
unicamente 100mila euro nel 2008. Per quanto concerne le opere pubbliche vi sono da segnalare alcuni dati interessanti: l’aumento dei costi previsti per il rifacimento di piazza della vittoria (da 2,5 a 3 milioni) e per il progetto in project financing denominato paesaggi estensi (da 13 a 20 milioni). Per i cosiddetti viali urbani di connessione e accesso al centro storico sono previsti nel 2008 800mila euro, ma così come avvenuto negli anni scorsi la priorità riguarda una strada del centro storico a traffico limitato: dopo via Allegri toccherà a via Nobili, cosicché le vie Cecati, Regina Elena, Umberto 1°, Magenta, Eritrea ecc. resteranno al palo. Molto significativi gli investimenti che ruotano intorno al progetto del Parco Ottavi: ai 2,4 milioni per la nuova scuola elementare già previsti nel 2007 (cui bisogna aggiungere altri 2,85 negli anni successivi), vi sono i 7,5 milioni per il collegamento tra via Teggi e via f.lli Bandiera, ed i 2,85 (in due stralci) per la nuova palestra la cui realizzazione scavalca perciò temporalmente quella di Masone. Infine le poste dedicate alle opere infrastrutturali
legate alle vele di Calatrava. Rèz, 26 Novembre 2007. Variante Brevini e ambito vasto: pasticcio politico urbanistico. Negli ultimi mesi ci siamo occupati a più riprese delle problema viabilistico legato al futuro insediamento del nuovo stabilimento della Brevini Riduttori in via Ochino tra S.Prospero e Sesso. Questa nuova previsione urbanistica ha infatti aperto un ragionamento sull’ambito vasto compreso tra l’autostrada, via Gonzaga e via Ochino nell’ottica di uno sviluppo complessivo improntato alla realizzazione di zone produttive di alta qualità che assumano i requisiti di “aree ecologicamente attrezzate”: in questo contesto quello della Brevini è stato considerato un progetto pilota e questa è la motivazione che ha comportato l’inserimento in prg di una nuova strada di accesso dedicata al comparto completamente autonoma dalla viabilità esistente. In assenza però dell’assenso dei proprietari dei terreni ove quell’infrastruttura stradale dovrà essere realizzata, il progetto della Brevini correva il rischio di restare sulla carta ecco perché gli accordi già approvati dal Consiglio comunale il 5 maggio 2006 vennero integrati nel dicembre dello stesso anno prevedendo la possibilità della Brevini di utilizzare provvisoriamente via Ochino sino alla realizzazione della nuova strada dedicata perla cui realizzazione il Comune si è riservato di procedere anche all’esproprio. I residenti della zona infatti si sono legittimamente preoccupati per il fatto che in seguito alla autorizzazione concessa alla Brevini Riduttori quella strada possa divenirne l’accesso aziendale definitivo, quando già oggi vige il divieto di accesso ai mezzi pesanti non essendo in grado di sostenerne il traffico. Il 15 ottobre scorso sollecitammo allora la Giunta, con una mozione approvata a maggioranza, affinché nell’ambito del percorso di costruzione del Psc si prosegua nelle verifiche necessarie alla risoluzione dei nodi riguardanti la viabilità, la presenza degli elettrodotti e la destinazione dell’area vasta già pensata come possibile ambito per aree ecologicamente attrezzate per insediamenti produttivi ad alta tecnologia in relazione alle esigenze della città, della zona e di una adeguata valutazione dei costi e benefici ambientali. In tale occasione l’Assessore Ugo Ferrari esplicitò pubblicamente per la prima volta come si intendesse risolvere la situazione: “..l’amministrazione si riserva appunto di procedere anche agli atti necessari per la dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza cioè predisporci per l’esproprio in modo tale da evitare appunto che intervenga una situazione di prolungato passaggio lungo via Ochino. Naturalmente lavoreremo in questa fase per raggiungere gli accordi con la ditta interessata i proprietari delle aree circostanti all’insediamento per addivenire in tempi ragionevolmente brevi ad una soluzione che non si è riuscita a chiudere nella fase tra le deduzioni e le controdeduzioni”. Al contrario di quanto si potrebbe pensare noi temiamo
che il problema non sia risolto, poiché anche la procedura di
esproprio, nel caso non venisse raggiunto un accordo tra i privati,
potrebbe risultare una via difficile: è possibile ritenere di
pubblica utilità la realizzazione di una nuova infrastruttura
stradale, allo stato necessaria all’attuazione del progetto di
un solo seppur importante soggetto privato? Tutte questioni delicate da chiarire e che porremo alla Giunta con una specifica interrogazione perché siamo preoccupati tanto delle aspettative dei residenti che di quelle di un’importante azienda qual è la Brevini Riduttori che deve trovare rapide risposte alla legittima necessità di potenziare le proprie attività, aspettative che non vorremmo vanificate da una politica pasticciata. Rèz, 17 Novembre 2007. Trasferte vietate: decisione assurda. Osservando le decisioni dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive mi viene da sorridere poiché l’unico potenziale effetto che sortisce il divieto alle trasferte organizzate è quello di creare i cosiddetti “cani sciolti”. Quando ad esempio si è svolta Inter-Napoli, venne vietata la trasferta ai tifosi partenopei con questo risultato: il secondo anello di S.Siro era pieno di “azzurri”… E questo è l’effetto di provvedimenti governativi inadeguati a risolvere il problema della violenza negli stadi che ogni domenica comporta forti spese per l’impiego di uomini e mezzi che dovrebbero essere impegnati su altri fronti e non per il calcio. La strada maestra allora è quella di interdire
l’accesso agli impianti a chi ha subito condanne per atti di violenza
così come avviene nel resto d’Europa: ricordate il ragazzino
che diede un buffetto a Dida in Champions? E poi bisogna aprire un dialogo con i tifosi laddove è possibile, poiché indispensabile anche un percorso culturale per tornare a rendere sicuri i nostri stadi. Ha ragione allora chi ritiene che il divieto di trasferta
ai tifosi reggiani sia l’ennesimo autogol. Ricordo che di recente il nostro Questore ha avanzato
una proposta seria e simbolica: togliamo le reti di protezione dalla
curva. Rèz, 16 Novembre 2007. Viale Umberto I°: salvaguardare storicità. Diverse volte avevamo interpellato la Giunta perché si mettesse mano alla riqualificazione di viale Umberto I°, uno spazio pubblico molto frequentato non solo da chi lo attraversa ma anche da chi lo vive quotidianamente e che da troppi anni è in stato di abbandono. Ieri sera l’Assessore Spadoni ha presentato alla Commissione consiliare uso e assetto del territorio i sette progetti, elaborati da giovani professionisti reggiani, contenenti le linee guida per la ristrutturazione di viale Umberto I°: tra questi verrà scelto quello cui verrà affidato l’incarico per la realizzazione del progetto preliminare. Dall’esposizione sono emersi spunti molto interessanti che potrebbero essere senz’altro impiegati anche per la riqualificazione di altri viali di accesso al centro e per la stessa circonvallazione, certo che per quanto attiene la necessaria riqualificazione di viale Umberto I° probabilmente sarebbe sufficiente un semplice progetto di restauro predisposto dagli uffici tecnici comunali. Bisogna infatti tenere presente che quale che sia il professionista esterno che verrà incaricato, non si dovrà e potrà sconfinare in progetti che tendano a stravolgere la struttura dell’unico viale storico cittadino con idee troppo moderniste: giustamente la Soprintendenza non lo consentirebbe e di fatti la recente seppur parziale messa in opera del nuovo impianto di illuminazione, così come a suo tempo il rifacimento del ponte di S.Pellegrino, sono stati condizionati dalla necessità di salvaguardare la storicità di questo spazio pubblico. Crediamo che con un progetto mirato al completamento del sistema dell’illuminazione, al restauro del verde pubblico, della pavimentazione dei viali ciclopedonali e dell’arredo urbano ed infine alla ricollocazione e riqualificazione di alcune attività esteticamente incongrue (magari estendendo l’ordinanza sulle distese già adottata in centro storico), possa essere una strada semplice ma efficace per ridare adeguata dignità al viale più bello di Reggio. Rèz, 14 Novembre 2007. Viabilità Fogliano: Giunta insensibile. Rivolgetevi alla Provincia perché la strada
è loro! Come se il Comune non potesse concertare le opere utili
a risolvere il problema, come se il Comune non avesse le sue responsabilità
ad esempio rispetto alle urbanizzazioni realizzate lungo via Fermi o
all’espansione della frazione. Una vera e propria contraddizione, come quella di non potere installare il semaforo “intelligente” nei pressi delle scuole elementari perché, secondo la Colzi, non previsti (e quindi nemmeno vietati) dal codice della strada: eppure a Bosco esiste, anzi già oggi il Comune ha realizzato altre opere “non normate” come ad esempio tutti i passaggi pedonali posti sopra i dossi rallentatori. Se vi fosse la volontà politica i problemi di Fogliano sarebbero già risolti, ma evidentemente la Giunta Delrio preferisce giocare al rimpallo di competenze. Vista la situazione interpelleremo la Provincia affinchè intervenga installando anche i guard-rail nei tratti ove sono presenti i filari di platani. Un ultimo appunto. Nel Piano Urbano della Mobilità è confermata l’ipotesi di una nuova tangenziale lungo il canale di Secchia: cerchiamo allora di far si che quest’opera sia progettata con criterio ovvero di non farla terminare prima delle Due Maestà, ma di collegarla direttamente alla nuova tangenziale Sud-est. Rèz, 10 Novembre 2007. Impianti sportivi: Giunta Delrio passiva. Nel gennaio di quest’anno pensavamo che il 2007
sarebbe stato un anno decisivo per comprendere le sorti dei progetti
relativi alla “grande” impiantistica sportiva. Se sulla pista di atletica ogni discorso è già rinviato alla prossima legislatura, sulle improcastinabili opere di rifacimento delle due storiche piscine di via Melato la Giunta ha preso atto di avere perso ben tre anni in un project financing che si sapeva dall’inizio sarebbe risultato antieconomico per i privati ed ha inserito nel piano triennale dei lavori pubblici una posta di 3,6 milioni: speriamo che i lavori siano più rapidi delle scelte. Resta il fatto che l’impianto natatorio di via Melato non basta più a sostenere la domanda ed allora l’idea ventilata da Catellani è di realizzare una nuova piscina a nord della città: ricordiamo e sosteniamo che sarebbe opportuno, considerato che nella stessa zona dovrebbe sorgere il nuovo palasport, realizzare un unico intervento integrando questi due impianti, così come era stato previsto anche nella ipotesi C dello studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo palazzetto approvato dalla Giunta il 13/11/2006 (delibera n.301). Il nuovo palasport però ormai ha messo le ruote:
l’Assessore Catellani che quando era Consigliere della Margherita
aveva salvato la Giunta Spaggiari sul progetto Giglio con un’astensione
salvacoalizione, si accorge solo adesso che la viabilità (che
doveva già essere stata pianificata dai progetti legati al “Parco
Tematico dello sport, spettacolo e tempo libero”) è inadeguata
rimettendo in discussione l’ubicazione del palasport cosicchè
oggi si vocifera di trasferimento del centro commerciale l’Ariosto,
dell’area Coopsette prospiciente la Fiera. Infine lo stadio Giglio sul quale la Giunta deve fare
la sua parte poiché quanto riportato dall’Assessore Catellani
è alquanto singolare: il curatore fallimentare infatti riterrebbe
valida la convenzione stipulata tra Comune e Mirabello2000 solo nella
parte che prevede il passaggio dell’immobile al Comune nel 2044
e non nell’incameramento immediato dovuto al fallimento della
Mirabello 2000. Rèz, 10 Novembre 2007. Piazza Martiri del 7 luglio costi aumentano. La Giunta municipale con propria delibera n.229 del 06/09/2006 ha approvato il progetto definitivo relativo al 1° stralcio dei lavori di riqualificazione urbanistica di piazza della vittoria e di piazza martiri del 7 luglio per un importo complessivo di €.1.850.000,00. Secondo la succitata delibera, oggetto dei lavori relativi al primo stralcio attuativo del progetto di riqualificazione delle Piazze in oggetto è “la piazza martiri del 7 luglio e la zona corrispondente al suo prolungamento, antistante il teatro municipale, per complessivi 7.150 mq di superficie di intervento”, mentre i lavori previsti con il secondo stralcio “interesseranno un’area di complessivi mq. 4.185 e precisamente la zona corrispondente all’allineamento della Banca d’Italia - Teatro Municipale fino ai Musei civici e alla chiesa di S. Francesco e comporteranno un importo presunto di spesa pari a € 926.100,00” ed il terzo stralcio attuativo “tutta la piazza della Vittoria fronteggiante l’isolato S. Rocco, sino ai giardini pubblici e dal limite del teatro Municipale al teatro Ariosto, per complessivi 6.985 mq di superficie d’intervento; l’importo complessivo presunto di spesa è pari a € 2.417.900,00”. Con propria delibera n.43 del 16/02/2007 la Giunta Delrio ha modificato il progetto definitivo del 1° stralcio dei lavori di riqualificazione urbanistica di piazza della vittoria e di piazza martiri del 7 luglio approvando contestualmente il progetto definitivo al 2° stralcio: con quest’ultimo atto, Spadoni & C. hanno provveduto a modificare il tipo di materiali di pavimentazione oltre a rinviare al 2° stralcio l’attuazione dei lavori sull’area prospiciente il teatro municipale che erano previsti nel 1° stralcio, lasciando invariati i costi di realizzazione di quest’ultimo. La Giunta Delrio può continuare ad arrampicarsi
sugli specchi, resta del tutto evidente che un lavoro più contenuto
allo stesso prezzo significa semplicemente che i costi sono aumentati. Rèz, 8 Novembre 2007. Pum: montagna partorisce topolino. Il grave problema del caotico traffico reggiano era da tempo in attesa del nuovo Piano Urbano della Mobilità, che con grande lentezza la Giunta Delrio ha partorito faticosamente in estate e presentato ieri alla Commissione consiliare. Chi si aspettava una rivoluzione rimarrà deluso poiché per espressa dichiarazione della Dottoressa Vittadini, consulente del Piano, per risolvere i problemi reggiani servirebbe solamente una nuova razionalizzazione del sistema della mobilità. Ecco allora che il Pum presentato dall’Assessore
Gandolfi non contiene misure straordinarie, fatto salvo l’ampliamento
fino ai quartieri che circondano il centro storico delle aree in cui
la sosta sarà a pagamento. In buona sostanza si continuerà con provvedimenti diversificati, come la realizzazione di rotonde (circa 60) ed i restringimenti di carreggiata per fluidificare e moderare la viabilità, mentre per quanto riguarda le grandi infrastrutture verranno portate a termine solo quelle già previste, verrà inserita la via Emilia bis solo nel tratto verso Parma e verranno messe in collegamento diretto la tangenziale nord con la sud-est ponendo rimedio ad un evidente errore di progettazione ed infine si cercherà di mettere mano ai nodi più intricati del traffico come i sensi unici di via Cecati e via Adua per altro già previsti nei piani triennali dei lavori pubblici. Ciò che resta irrisolto è l’attraversamento nord-sud ad ovest, lungo l’asse via Inghilterra-rotonda dell’acquedotto, l’efficacia del sistema del trasporto pubblico che come detto non risulterà in grado di contribuire a ridurre l’utilizzo del mezzo privato, e l’effettiva capacità di portare verso l’esterno il traffico dalla circonvallazione anche dopo le misure di rivisitazione strutturale della stessa. Tre anni per partorire un Piano del genere ci appaiono francamente eccessivi anche per il semplice fatto che, sebbene l’esagerata espansione, la struttura della città è rimasta la stessa con le zone produttive a nord e quelle residenziali a sud. I reggiani si armino di pazienza oppure decidano di cambiare il governo della città… Rèz, 4 Novembre 2007. L’ipocrisia del centrosinistra 2. Dopo l’inganno dell’Euro tocca ora alla sicurezza: l’ipocrisia politica del centro sinistra non ha mai fine. Dopo gli eventi di Roma, del Palazzo di Giustizia di Reggio, di Appignano del Tronto, solo per citare i casi più eclatanti e recenti di gravissimi episodi di barbara violenza da parte di extracomunitari, Prodi e la sua maggioranza, su ordine di Veltroni, cercano di correre ai ripari annunciando norme più rigorose in favore della sicurezza. Parole vane e politicamente non credibili da parte di chi non solo ha incoraggiato in ogni modo l’invasione incontrollata di extracomunitari, ma si prefiggerebbe anche di regalargli il diritto di voto e vorrebbe un Europa allargata anche alla Turchia. E’ stato proprio il Governo Prodi a cancellare la moratoria voluta da Bossi e Berlusconi sull’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea, come invece hanno fatto ad esempio Germania ed Austria, da quella decisione discende la situazione di degrado ed insicurezza di oggi: una situazione che non è stata gestita e che è inevitabilmente scappata di mano. Da cittadino è veramente seccante constatare come le autorità romene ci invitino ad un atteggiamento meno tollerante verso la delinquenza e constatare che da loro (come in tutti i Paesi seri) la legge venga applicata rigorosamente ed anche duramente, mentre da noi tutto è permesso, chi uccide diventa una star ed il nostro Paese diventa giorno dopo giorno il comodo approdo della delinquenza di ogni latitudine. E tutto in nome dell’utopica ideologia multiculturalista cattocomunista. Una situazione che se è ormai di allarme sotto il profilo della sicurezza generale, sta divenendo esplosiva sotto il profilo sociale poichè la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni è sempre minore lasciando campo aperto alla giustizia “fai da te”. Prodi e la sua variegata maggioranza non sono solo lontani dalla realtà, hanno dimostrato di essere totalmente inadeguati a governare tanto a Roma quanto nelle Città: è ora che si facciano da parte. Rèz, 3 Novembre 2007. Referendum: esposto al Difensore Civico Regionale. Il referendum consultivo programmato dallo statuto
comunale è un istituto di democrazia diretta che non tollera
interpretazioni trasversali che non siano rispettose del favore della
volontà popolare che attraverso questo istituto ha inteso essere
interpellata su problemi di interesse generale. Con il duplice voto negativo di lunedì 29 ottobre su altrettante proposte referendarie valutate positivamente dalla Commissione di garanzia, la maggioranza di centrosinistra del Consiglio comunale ha posto la pietra tombale all’istituto referendario, poiché con una capriola politica i consiglieri del sedicente Partito Democratico e dei loro sodali di centrosinistra, si sono arrogati il potere di entrare nel merito politico dei quesiti per respingerli, precludendo sostanzialmente ai cittadini, gli unici titolari dell’istituto referendario consultivo, l’utilizzo di questo strumento di democrazia diretta. Una decisione politica gravissima, autoritaria ed antidemocratica, aggravata per di più dalle pesanti dichiarazioni di qualche consigliere di maggioranza contro la Commissione di garanzia rea solamente di avere ammesso sino ad oggi ben tre quesiti svolgendo appieno il proprio ruolo di giudice imparziale. Ieri è scaduto il termine entro il quale il Sindaco doveva per statuto indire i due referendum ammessi dalla Commissione di garanzia: alla luce di questa scadenza e del comportamento della maggioranza del Consiglio comunale abbiamo inoltrato un esposto al Difensore Civico Regionale perché dia una valutazione di legittimità su quanto avvenuto e nel caso disponga l’annullamento delle deliberazioni del Consiglio comunale, nominando un commissario ad acta per l’indizione dei referendum secondo quanto disciplinato dallo statuto comunale. Rèz, 30 ottobre 2007. COMUNICATO STAMPA Durante la festa di An che si è tenuta al parco Cervi-Tocci a fine settembre, il Senatore Berselli invitò i parlamentari a candidarsi nei rispettivi territori per far si che il centrodestra possa presentarsi unito alla competizione elettorale amministrativa. Durante la nostra festa di Rubiera, l’On. Alessandri
ha messo a disposizione la propria candidatura per le prossime comunali
di Reggio. Comprendere la necessità di inaugurare una nuova stagione politica del centrodestra, elaborare un programma condiviso e portarlo in casa di tutti i reggiani è una operazione che richiede infatti almeno un anno poi saremo già in piena campagna elettorale: chi finge di non saperlo offre una facile vittoria, l’ennesima, al centrosinistra. Ecco perché alcune delle reazioni a questo,
che volutamente è uno scatto in avanti teso ad aprire una discussione
ed un confronto, mi sono sembrate fuori luogo se non già quasi
come un invito a continuare a corre da soli. E questo sarebbe già un importante passo avanti. Rèz, 25 Ottobre 2007. Stazione più corta e più cara. La risposta del Ministro Di Pietro all’interrogazione dell’On. Garagnani conferma quanto da noi anticipato nei giorni scorsi: ovvero che la stazione reggiana della Tav sarà più corta e conseguentemente più cara, poiché già in partenza avremo un prodotto più piccolo allo stesso prezzo di realizzazione preventivato, e questo a prescindere dai naturali aumenti dei prezzi dei materiali. Che poi Delrio cerchi di nascondere l’evidenza è singolare essendo stata la Giunta ad annunciare dalle colonne del giornalino Comunale spedito a tutti i reggiani, che la stazione sarà lunga 400 metri, ovvero circa un 17% in meno. Bisogna ricordare allora che l’accordo tra Tav e Cepav non è stato trovato poiché quest’ultima per realizzare l’opera chiedeva circa una decina di milioni in più rispetto gli 80 stanziati, appunto circa quel 17% in più. A questo punto la domanda sorge spontanea: a Cepav è stata avanzata la possibilità di realizzare l’opera a queste nuove condizioni? Perché se così non fosse non solo molto probabilmente si potrebbe prospettare un braccio di ferro legale tra i soggetti esclusi e Tav, ma alla fine staremmo perdendo molto tempo prezioso. E questo potrebbe essere l’ennesimo frutto amaro del malgoverno Prodi-Delrio. Rèz, 25 Ottobre 2007. Le doppie inaugurazioni di Delrio. Che la Giunta guidata da Graziano Delrio abbia fatto poco o nulla di significativo sino ad oggi è un dato sotto gli occhi di tutti: basta considerare che i principali piani strategici (Pum, Psc, Piano commerciale) sono ancora allo stato di concepimento, che sui grandi impianti sportivi non c’è una posizione chiara così come sulle nuove grandi infrastrutture. Allora cosa inauguriamo di qui alla fine del mandato?
Avrà pensato il nostro Sindaco. Ecco allora l’idea: la doppia inaugurazione. Sabato scorso infatti sono stati inaugurati i ponti di Calatrava, i quali sorgono sull’asse attrezzato Reggio-Bagnolo e tecnicamente non sono altro la soluzione architettonica per scavalcare l’autostrada e la linea Tav. Un normale cittadino potrebbe pensare che dopo la festa ai ponti, che rappresentano la peculiarità anche monumentale dell’asse attrezzato dedicato ai Trattati di Roma, la fruizione dello stesso sia sostanzialmente cosa fatta. Invece no, perché sabato prossimo verrà fatta l’inaugurazione anche dell’asse attrezzato. Abbiamo chiesto con una interrogazione a quanto ammontino i costi di tali eventi perché in linea di principio l’autocelebrazione politica fatta a spese dei contribuenti non è cosa buona e giusta Rèz, 24 Ottobre 2007. Valorizzare canale d’Enza. Recentemente hanno preso avvio i lavori di demolizione del mulino di S.Claudio nei pressi dell’omonimo ponte sul torrente Crostolo. Questa antica struttura sorge, o meglio sorgeva, sul canale ducale d’Enza il cui percorso verso la periferia segue parallelamente via Francia in alcune aree fortunosamente ancora conservate a verde. L’Istituto Zanelli a suo tempo si era interessato presso la circoscrizione quarta proponendo un progetto di riqualificazione e valorizzazione del suddetto canale d’Enza senza però che si sia avuto un seguito fattivo. Poiché l’Amministrazione comunale negli anni scorsi ha recuperato e valorizzato il percorso cittadino del canale di Secchia insistente nella quinta circoscrizione dal Buco del signore alla Rosta, abbiamo interpellato la Giunta per sapere se intenda prendere in considerazione la possibilità di creare un percorso ciclopedonale in affiancamento al tratto del canale d’Enza compreso tra il ponte di S.Claudio e l’Istituto Zanelli per valorizzare le aree verdi ancora presenti e consegnare alla città un nuovo luogo di fruizione pubblica. Rèz, 19 Ottobre 2007. Sprecopoli si autocelebra e i lavoratori... Mentre i reggiani sono alle prese con il caotico traffico quotidiano, domani la “sprecopoli” politica ulivista troverà il suo massimo momento autocelebrativo con l’arrivo del Presidente Prodi che insieme al Sindaco Delrio accenderà la costosa illuminazione dei cavalcavia griffati Calatrava. Non tutti però potranno festeggiare. Infatti i lavoratori che dovevano realizzare la stazione reggiana della Tav, saranno a casa a masticare amaro per colpa dell’incapacità politica del centrosinistra, Delrio in testa, di iniziare e portare a conclusione la principale infrastruttura a servizio del nostro territorio. Sulla stazione ci sarà ancora molto da dire, sui costi e sui tempi realizzativi, ma già oggi in attesa del bando ufficiale di gara, la cui base è fissata in 80 milioni, c’è un dato che ci ha incuriosito: la lunghezza dell’opera. Nei documenti ufficiali infatti la stazione dovrebbe avere uno sviluppo di 483 metri, mentre oggi il giornalino del Comune riporta in soli 400 metri la lunghezza prevista: un 17% in meno su cui riflettere. Bisogna ricordare infatti che l’accordo tra Tav e Cepav non è stato trovato poiché quest’ultima per realizzare l’opera chiedeva appunto circa una decina di milioni in più rispetto gli 80 stanziati, appunto circa quel 17% in più. Se ne deduce che se effettivamente la stazione venisse accorciata di 83 metri non solo avremmo un’opera più piccola allo stesso prezzo di 80 milioni ma, probabilmente, anche Cepav sarebbe stata interessata alla realizzazione dell’opera a queste condizioni: staremo a vedere con la consapevolezza che, se nel bando di gara fosse confermato questo cambio di progetto, molto probabilmente si potrebbe prospettare anche un braccio di ferro legale tra i soggetti esclusi e Tav. Rèz, 18 Ottobre 2007. L’ipocrisia del centrosinistra. L’ipocrisia politica del centro sinistra reggiano non ha mai fine, tanto da arrivare ad inviare un comunicato stampa assieme ai gruppi di opposizione per esprimere il proprio orrore per una tragedia, quella verificatasi al Palazzo di Giustizia, che era annunciata. Ma non finisce qui. Perché il Presidente del Consiglio comunale consegnerà al Presidente Prodi, sabato, durante la festa autocelebrativa sui ponti di Calatrava, una lettera contenente 3 richieste: maggiore sicurezza in Tribunale, accelerazione della sottoscrizione del protocollo tra Comune e Ministero sulla sicurezza ed introduzione del reato di persecuzione nella legge sulla violenza alle donne. Se sulla prima la competenza della tutela interna in base ad un decreto del 1993 sarebbe della Procura Generale (mentre la tutela esterna spetterebbe al Comune), sulle altre questioni il centrosinistra ha precise responsabilità politiche per i ritardi accumulati in un contesto, quello reggiano in particolare, che ha subìto forzosamente una trasformazione sociale senza precedenti. Una situazione esplosiva sotto il profilo sociale e
ormai di allarme su quello della sicurezza generale della Comunità. Rèz, 16 Ottobre 2007. Via Ochino: approvata mozione dal Consiglio comunale. Il Consiglio comunale nella seduta di ieri ha approvato una mozione proposta dalla Lega Nord e condivisa dai gruppi Ulivo per il Pd, Udc e Verdi sulle problematiche inerenti l’area di trasformazione urbanistica insistente tra via Gonzaga, via Ochino e l’autostrada del Sole. I residenti della zona si sono legittimamente preoccupati per il fatto che in seguito alla autorizzazione concessa alla Società Brevini Riduttori di insediare la propria nuova sede in un terreno di proprietà posto in via Ochino, questa strada possa divenirne l’accesso aziendale definitivo, quando già oggi vige il divieto di accesso ai mezzi pesanti non essendo in grado di sostenerne il traffico. In base agli accordi sottoscritti con il Comune la Brevini Riduttori è autorizzata ad utilizzare via Ochino sino alla realizzazione di una nuova strada che da via Gonzaga consenta l’accesso diretto al nuovo stabilimento: è ovvio che in assenza dell’assenso dei proprietari dei terreni ove questa nuova strada dovrebbe sorgere ciò che dovrebbe essere provvisorio rischierebbe di non avere una rapida soluzione. Da qui la sollecitazione rivolta alla Giunta affinché
nell’ambito del percorso di costruzione del Psc si prosegua nelle
verifiche necessarie alla risoluzione dei nodi riguardanti la viabilità,
la presenza degli elettrodotti e la destinazione dell’area vasta
già classificata come possibile Ambito per Aree Ecologicamente
Attrezzate per insediamenti produttivi ad alta tecnologia in relazione
alle esigenze della città, della zona e di una adeguata valutazione
dei costi e benefici ambientali. Rèz, 13 Ottobre 2007. Attuare progetto “Reggio Est”. Nel luglio 2001 venne bandito dall’Amministrazione comunale un concorso nazionale d’idee per l’ambito di riqualificazione denominato “Reggio Est”, comprendente l’area vasta tra la stazione,il Mirabello, l’ex polveriera e le piscine di via Melato. Quel concorso venne finanziato con contributi regionali derivanti dalla L.R. 19/98 ed il progetto primo classificato fu quello denominato “linea di terra 056” che sino ad oggi non ha però avuto attuazione, tanto che la Corte dei Conti negli ultimi anni sta svolgendo una indagine in merito alla destinazione del contributo stanziato dalla Regione. Nella memoria difensiva inoltrata al Comune alla Procura della Corte dei Conti si spiegava che per alcuni punti della città interessati dal concorso erano stati previsti singoli progetti di riqualificazione come ad esempio la rotonda di porta S.Pietro ed il project financing per le piscine di via Melato, ma come ben sappiamo in realtà il progetto di realizzazione della rotonda “non rientra attualmente tra gli interessi considerati urgenti dalla Giunta” come riportato nella delibera n.342 del 27/12/06, tanto che a porta S.Pietro sono recentemente stati eseguiti lavori di ridefinizione degli attraversamenti ciclopedonali. Ed anche il project financing per le piscine di via Melato non è andato a buon fine mentre per contro in zona si è costituito un comitato di cittadini che lamentano il degrado del quartiere, cosa già verificatasi anche nell’area della ex Polveriera. L’unica zona soggetta a lavori di riqualificazione urbana è quella di piazzale Marconi, via Turri e via Paradisi, oggetto di più interventi urbanistici ai quali saranno sovrapposti quelli attualmente allo studio della Giunta e recentemente finanziati nell’ultima variazione di bilancio per un valore di oltre 300mila euro. Abbiamo chiesto oggi alla Giunta Delrio, tramite una interpellanza, quali siano gli approfondimenti ritenuti necessari dalla Giunta che hanno causato lo slittamento dei lavori per la realizzazione della rotonda a S.Pietro e se si intenderà infine realizzarla, quanti e quali siano gli interventi urbanistici (telecamerizzazione dell’area compresa) effettuati in zona stazione (e quale sia la spesa complessiva sino ad oggi sostenuta dall’Amministrazione) ed infine come e quando si intenderà dare attuazione al progetto di riqualificazione dell’ambito denominato “Reggio Est”. Rèz, 12 Ottobre 2007. Sulle rotonde di S.Stefano e S.Pietro. Nel 2002 il Comune approvò il progetto esecutivo, per l’importo complessivo di €.620.000 relativo alla costruzione di due rotatorie a porta S.Pietro (€.286.000) e porta S.Stefano (€.270.000). Con propria delibera n.342 del 27 dicembre 2006 la Giunta Delrio ha proceduto alla ridefinizione del procedimento di progettazione relativo alla rotatoria di piazza Duca d’Aosta integrandola con gli interventi di sistemazione dei marciapiedi lungo via Emilia all’Angelo, il cui costo complessivo è stato fissato in €.1.120.000,00. La decisione di realizzare un intervento anche su via Emilia all’Angelo è intervenuta nel momento in cui la Giunta ha richiesto ulteriori approfondimenti sul progetto di realizzazione della rotatoria di S.Pietro, facendone slittare di conseguenza i tempi legati alle procedure di approvazione, affidamento ed esecuzione dei lavori, cosa che avrebbe potuto comportare la perdita del finanziamento a suo tempo concesso dalla Regione: non bisogna dimenticare però che i marciapiedi di via Emilia all’Angelo erano già stati sistemati di recente dalla Giunta Spaggiari! Ad oggi la rotonda di S.Pietro “non rientra attualmente tra gli interessi considerati urgenti dalla Giunta” come riportato nel testo della delibera stessa, tanto che a porta S.Pietro sono recentemente stati eseguiti lavori di ridefinizione degli attraversamenti ciclopedonali. Abbiamo interpellato la Giunta per conoscere quali siano gli approfondimenti ritenuti necessari dalla Giunta che hanno causato lo slittamento dei lavori per la realizzazione della rotonda a S.Pietro e se si intenderà infine realizzarla. Vorremmo anche sapere se non si sia presa in considerazione, in alternativa alla ripavimentazione dei marciapiedi del tratto di via Emilia all’Angelo compresa tra porta S.Stefano ed il ponte del Crostolo (in cui è prevista anche la realizzazione di ben tre “aree attrezzate in quota” attraversanti l’asse stradale in cubetti di porfido), la possibilità di intervenire per riqualificare altre zone di accesso al centro storico come ad esempio via Guasco, piazza Fiume, porta Castello ed infine a quanto siano ammontati i costi sostenuti dall’Amministrazione per il rifacimento dei viali ciclopedonali del tratto di via Emilia all’Angelo effettuati negli anni scorsi. Rèz, 10 Ottobre 2007. Stadio Giglio: massima trasparenza. Sull’annosa questione dello stadio Giglio sapremo
probabilmente qualcosa di più entro l’anno, solo grazie
al fatto che la gestione di questa “partita” è in
mano ad un soggetto terzo ovvero il curatore fallimentare. Apprendiamo dalla stampa che il valore della perizia
richiesta dal tribunale stima in 11 milioni il valore dell’impianto,
una cifra impegnativa sempre che le prime aste non vadano deserte. Resta il fatto che il tempo a disposizione non è
più molto e al di là di possibili deroghe, il rischio
vero è che la Reggiana resti senza casa e questa sarebbe una
beffa per un sodalizio, nuovo come costituzione societaria, ma che in
linea di continuità storica a suo tempo si fece carico di risolvere
un problema alla città, quello del nuovo stadio. Crediamo che in occasione della seduta di Commissione che si occuperà prossimamente del nuovo Palasport, la Giunta debba politicamente dare conto del proprio operato e delle proprie intenzioni sui grandi impianti sportivi a 360 gradi. Rèz, 9 Ottobre 2007. Aeroporto: Delrio pensa in piccolo. Partiamo da un dato di fatto: la Società Aeroporto srl è sovradimensionata rispetto alle attività che si svolgono attualmente al Campovolo. Per questo e non per altri motivi le perdite di gestione che si sono susseguite sin dalla sua costituzione sono da considerarsi “strutturali”: ma allora perché si sta criticando un Consiglio di Amministrazione che invece di pensare solo a risparmiare ha proceduto anche nel tentativo di coinvolgere risorse private per rilanciarne l’attività? Secondo alcuni settori della maggioranza questa Società andrebbe chiusa in quanto perennemente in perdita: ma allora che dire di altre Società pubbliche come Act? In realtà Delrio era di fronte ad un bivio già nel 2004: chiudere e tornare al Campovolo o imprimere una svolta gestionale all’Aeroporto e tentare anche di inserirsi in un sistema aeroportuale più vasto. Dopo tre anni, dopo avere ricapitalizzato sborsando un altro milione di euro e dopo avere tentato di forzare la mano con una liquidazione che avrebbe creato molti grattacapi sotto il profilo giuridico ieri il dado è stato tratto: si vende o si liquida. Tutte le ipotesi sono aperte insomma, ma la domanda vera è: ci si vuole credere veramente ad un Aeroporto, così come previsto dal Piano dei trasporti regionale? O la delibera approvata è solo una foglia di fico per giustificare una liquidazione ormai data per scontata anche dalla maggioranza? Perché se ci si crede non si può affermare,
come ha fatto Spadoni, che “nell’immaginario della Città
c’è il Campovolo e non l’Aeroporto”. Perché se ci si crede veramente la scadenza del 31 dicembre è francamente troppo vicina in quanto la perizia del valore delle azioni sulla base della quale il Sindaco dovrebbe tentare la vendita ancora non c’è. Perché anche dalla discussione svoltasi ieri in Consiglio non è emersa con chiarezza, così come invece avvenuto in Provincia, la volontà di riqualificare l’attività aeroportuale in un ambito territoriale più vasto. Perché non è stato dato un segnale politico forte d’incoraggiamento ai privati che volessero rilevare il controllo della Società. Perché non è stato chiarito sufficientemente che l’evoluzione urbanistica che avverrà intorno all’Aeroporto non dovrà incidere sulle attività che vi si potrebbero svolgere. L’impressione generale è che il socio di maggioranza relativa abbia lasciato troppe incertezze sul campo in una visione politica di basso profilo votata all’archiviazione definitiva dell’esperienza e della cultura aeroportuale consegnataci dalla storia che il centrosinistra non ha saputo valorizzare. Rèz, 4 Ottobre 2007. Modalità Referendum: svolta politica. Il Consiglio comunale ha approvato ieri le modalità di svolgimento del referendum ed in tale occasione si sono determinati due importanti fatti politici. 1. con 17 voti contrari, 11 favorevoli ed 1 astenuto
è stata respinta la proposta di potere svolgere le operazioni
di voto nelle sedi scolastiche e conseguentemente, nel caso si svolgesse
un referendum ed in assenza di una revisione del regolamento, tali operazioni
si dovrebbero svolgere in sole 16 sedi circoscrizionali: di fatto si
impedisce ogni consultazione democratica. La palla ora passa alla Provincia che dovrà dare attuazione a quel PPGR che aveva lasciato aperte tutte le ipotesi vagliando la migliore tecnologia per smaltire la frazione residua dei rifiuti. Rèz,1 Ottobre 2007. INTERPELLANZA Premesso che durante la seduta del Consiglio comunale del 9 ottobre 2006 venne trattata una mozione d’iniziativa popolare in ordine “all’apertura di servizi igenici in porta Santo Stefano e mercato coperto”; l’allora Assessore Annarita Salsi a nome della Giunta ebbe a dichiarare che “non c’è nessun tipo di diniego nei confronti dei bisogni che sono stati espressi dai cittadini attraverso questa raccolta di firme e come Giunta ci sembra giusto cercare di risolvere questo problema non attraverso l’approvazione letterale della petizione in quanto vi sono dei termini che poi potrebbero comportare la inapplicabilità di quanto approvato ma attraverso un ordine del giorno in cui sono previsti degli interventi di assoluta fattibilità”; l’ordine del giorno di cui al punto precedente era quello sottoscritto da quasi tutti i gruppi consiliari ed approvato a maggioranza che invitava la Giunta “a predisporre i servizi igenici a porta S.Stefano, al mercato coperto e a valutare le necessità di ulteriori interventi all’interno del centro storico determinando le migliori soluzioni per la gestione degli stessi”; durante i lavori venne anche respinto a maggioranza un ordine del giorno del gruppo Lega Nord (votato anche dal Sindaco) che si differenziava dal precedente per il fatto di indicare in sei mesi il termine preciso utile alla predisposizione di un progetto organico in merito; l’Assessorato alla Città Storica ha redatto un progetto d’implementazione del numero di bagni pubblici in centro storico e la Giunta ha definito a bilancio gli stanziamenti utili alla realizzazione di tale progetto che però non ha ancora avuto attuazione sebbene l’Assessore Spadoni avesse dichiarato rispondendo ad una nostra specifica interpellanza durante il Consiglio comunale del 21 maggio scorso che “abbiamo individuato e abbiamo già provveduto a fare la richiesta di preventivi per l’acquisto dei primi tre bagni pubblici auto – pulenti”; in occasione del programma di eventi estivi si è provveduto ad utilizzare bagni chimici la cui ubicazione non è sempre risultata congrua recando fastidio in diversi casi alla residenza; interpella la Giunta per sapere quali siano i tempi di attuazione del progetto d’implementazione dei bagni pubblici. Rèz, 28 Settembre 2007. Campi Nomadi: progetto Delrio prosegue. E tre. Dopo il trasferimento di una famiglia di Sinti da via Gramsci a Cadelbosco e dopo quello dal campo di Roncina a Pratofontana (quest’ultimo pagato dal Comune), entrambi in aree ove le Amministrazioni comunali hanno accertato abusi edilizi, ora si presenta il caso di via Zannoni. La Polizia Municipale, per quanto riportato dalla stampa,
era al corrente della situazione già da giugno ma è intervenuta
solo ieri per tentare di ripristinare la legalità i via Zannoni:
perché non ha dato seguito immediatamente allo sgombero? Quanto meno però ci aspettiamo ora che il Comune di Reggio provveda con lo stesso metodo sugli altri abusi rilevati da tempo in molte delle circa 20 microaree private già esistenti nel nostro Comune. Il dato politico è che sostanzialmente, poco
per volta, il progetto di Delrio si sta attuando. Delrio probabilmente aveva fatto promesse ai nomadi, promesse che non riesce a mantenere e questi ora procedono con il fai da te. A questo punto politicamente il vero abusivo è
Delrio che governa contro la gente Rèz, 27 Settembre 2007. Act e Pum ai cittadini solo disagi. Durante la seduta di Consiglio di lunedì scorso presentai assieme a Gente di Reggio, An e Udc una proposta di discussione (bocciata a maggioranza) di una mozione urgente per far si che la Giunta Delrio acceleri il percorso amministrativo del Pum, verifichi con Act la funzionalità delle novità appena introdotte nel trasporto pubblico locale e sospendere i lavori che modificano la struttura delle strade cittadine sino all’approvazione del Pum stesso. Questo perché il rischio è che le azioni
intraprese oggi risultino poi incoerenti con le determinazioni del Pum,
infatti i restringimenti di carreggiata e i disagi provocati dalla modifica
dei percorsi di diverse linee di autobus hanno la diretta conseguenza: Già nel novembre 2006 chiesi alla Giunta di attivarsi per migliorare le fermate Act che erano state poste provvisoriamente lungo la circonvallazione (per i lavori in via Emilia S. Stefano) poiché buie, scoperte e pericolose: nulla è stato fatto e lo spostamento delle linee è divenuto definitivo. Mentre i cittadini si “gasano” lungo i viali della circonvallazione, i più inquinati della città, Delrio e la sua Giunta non si decidono a presentare lo schema del Pum. Sparare contro Act è politicamente come sparare sulla croce rossa, ma la responsabilità politica vera sta da un’altra parte, in quanto la soluzione del problema traffico che attanaglia quotidianamente Reggio era una delle priorità dell’azione di governo del centrosinistra: un’azione costosa sul piano delle consulenze ma rinviata a data da destinarsi su quello degli interventi fattivi. Rèz, 26 Settembre 2007. Maxinegozi: Delrio come la Spaggiari? Quando venne presentato il progetto commerciale legato allo stadio Giglio la nostra fu un opposizione forte sia di metodo che di merito poiché a nostro modo di vedere, politicamente la Giunta Spaggiari utilizzò l’escamotage della “galleria di vicinato” per eludere la pianificazione sovraordinata (quella della Provincia) agevolando così una operazione non a vantaggio del centro storico. Oggi sulla proposta di variante inerente i cosiddetti “maxinegozi” in centro storico la nostra opposizione è altrettanto forte soprattutto per il metodo utilizzato da Delrio, che rischia di ricalcare quello del suo predecessore. E questo politicamente è rilevante poiché questo Sindaco si era presentato con un programma votato alla trasparenza ed ad un recupero del centro fondato su incremento della residenza e rafforzamento dell’offerta di nicchia con il mix commerciale (botteghe, negozi al dettaglio, mestieri). La politica sul centro della Giunta Delrio non va nella direzione indicata nei programmi elettorali, anche se questa variante ha il merito di rimuovere un ostacolo, quello della estensione massima della superficie dei negozi, che è antistorica e che riteniamo solo nel medio-lungo periodo potrebbe portare benefici al sistema commerciale complessivo del centro. Potrebbe, se il centro fosse messo nelle stesse condizioni di accessibilità, sosta e sicurezza del resto della città e soprattutto se esistesse un quadro di riferimento programmatorio, poichè di tutti i piani fondamentali della città, da quello urbanistico a quello annoso della mobilità e soprattutto a quello del commercio, non vi è traccia, senza parlare dei progetti ancora in itinere come quello dei parcheggi sotterranei. Allora anche a delibera acquisita rimarranno sul campo alcune semplici domande: quanti sono potenzialmente le gallerie di vicinato che potrebbero sorgere in centro? Che fine farà la richiesta di variante del Giglio? Come si coniugano queste varianti con le tante previsioni terziarie previste nell’attuale piano regolatore da Baragalla al parco Ottavi alla zona Fiera? Responsabilità e lungimiranza nelle scelte si coniugano quando si ha la capacità di dare nuove opportunità anche al centro storico che per noi rimane una priorità, ma in un contesto preciso di sviluppo, Delrio invece continua ad operare senza una visione complessiva della città, ma per urgenze a seconda degli interessi particolari che si manifestano di volta in volta come nel caso di specie. Rèz, 22 Settembre 2007. Bilancio partecipativo, slogan ipocrita. Con propria delibera n.232 del 12 settembre scorso la Giunta Delrio ha apporvato la Direttiva per la sperimentazione del cosiddetto “bilancio partecipativo” nella Circoscrizione 8. L’obiettivo dichiarato, per il tramite di alcune assemblee di quartiere, è definire un numero imprecisato di istanze direttamente proposte e votate dai cittadini, da suddividere in quattro categorie d’intervento (opere pubbliche, ambiente, sport-cultura, politiche sociali) a loro volta classificate in base al livello di programmazione in piccole segnalazioni, interventi di quartiere e interventi cittadini, che poi verrebbero esaminate da alcuni tavoli tecnici per poi infine, in occasione della presentazione del bilancio, essere “restituite” alla cittadinanza stessa se accolte. Per questa sperimentazione la Giunta ha stanziato una somma di €.50.000 ed ha già provveduto a stampare il materiale informativo sebbene il Consiglio comunale non abbia ancora votato la ratifica della terza variazione di bilancio in cui è inserito il finanziamento occorrente. A prescindere dagli aspetti formali resta del tutto evidente che il bilancio partecipativo, in assenza di un ambito preciso e circoscritto di intervento e di un numero certo di proposte accoglibili, rispetto alle volontà espresse con il voto dei cittadini nelle singole assemblee che si terranno nella circoscrizione di riferimento, risulterà politicamente un mero esercizio di finta democrazia assembleare. Allora risulterebbe sicuramente più interessante e fattivo un bilancio partecipativo gestito direttamente dalle Circoscrizioni sulla base delle funzioni effettivamente delegate e supportate finanziariamente dagli stanziamenti attribuiti alle stesse: peccato che dal momento in cui il nuovo regolamento delle Circoscrizioni è stato approvato (febbraio 2007), la Giunta non abbia ancora provveduto a definire l’elenco dei beni patrimoniali (impianti sportivi, aree verdi, strade, edifici pubblici ed arredo urbano) di rilevanza circoscrizionale e conseguentemente ad individuare gli stanziamenti da assegnare a ciascuna Circoscrizione per ciascuna delle funzioni deliberative delegate. Stamane abbiamo presentato una interpellanza in merito, perché la partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica deve avvenire su basi di risposte concrete e non di slogan ipocriti. Rèz, 15 Settembre 2007. Impianti sportivi: anche 2007 improduttivo. Nel gennaio di quest’anno pensavamo che il 2007
sarebbe stato un anno decisivo per comprendere le sorti dei progetti
relativi alla “grande” impiantistica sportiva. Sulle necessarie opere di rifacimento delle due storiche piscine di via Melato, che per altro non bastano più a sostenere la domanda, non vi è da registrare nulla di nuovo ed anche l’idea di delocalizzare il campo di atletica per ampliare lo spazio “per il parcheggio e per una struttura polivalente ad uso anche della piscina” risulta congelata, l’Assessore Castellani, rispondendo infatti ad una nostra specifica interrogazione, ha confermato che “riguardo l’eventuale nuova pista di atletica ogni ragionamento è rinviato alla prossima legislatura”. Dell’annosa questione dell’affaire Giglio
sulla quale probabilmente e solo grazie al fatto che la gestione di
questa “partita” è in mano ad un soggetto terzo (il
curatore fallimentare) ne sapremo qualcosa di più in questi ultimi
mesi dell’anno, rimane però il grande quesito: a chi può
interessare uno stadio? Non vorremmo che qui si intrecciasse una nuova argomentazione per strumentalizzare parte dell’opinione pubblica e giustificare la variante al centro commerciale che sorge sotto le tribune, ma a prescindere da ciò crediamo che il Comune dovrà farsi carico del problema considerato che quando il progetto del nuovo stadio venne concepito, il fine ultimo era di fare entrare l’impianto nel patrimonio pubblico dopo un certo numero di anni. Per quanto riguarda invece le ripetute promesse sul nuovo palasport, la Giunta non ha fatto mistero di credere unicamente nella posa della prima pietra entro il 2009, giusto per la campagna elettorale. Certo è che le perplessità che nutrivamo, circa la possibilità che un privato possa realizzare il nuovo impianto accontentandosi di rientrare dell’investimento con la sola gestione, permangono con in più il fatto che ora si è riaperto il dibattito sul luogo dove dovrebbe sorgere il nuovo palazzotto, anche se nella delibera del novembre 2006 la Giunta, approvando gli indirizzi finalizzati alla sua costruzione, indicava in quella del Giglio l’area conforme ad ospitare la struttura, essendo già dotata anche dei parcheggi realizzati appositamente dal Comune. Già a febbraio però la Giunta Delrio, che ha perso tre anni tra project financing e un bando d’appalto di cui non si vede l’avvio, aveva ventilato la possibilità di passare ad un nuovo strumento: l’accordo di programma, ovvero la concessione di un vantaggio di natura urbanistica al costruttore che si accollasse i costi di costruzione e gestione dell’impianto. Ora con argomentazioni legate a quella viabilità che doveva già essere stata pianificata dai progetti legati al “Parco Tematico dello sport, spettacolo e tempo libero”, si sente parlare di trasferimento del centro commerciale l’Ariosto, dell’area Coopsette prospiciente la Fiera. Decisamente una Giunta dalle idee poco chiare in tema di grandi impianti, ma riteniamo che per evitare gli errori politici commessi in passato si debba procedere alla luce del sole nelle stanze istituzionali e non come fatto sino ad oggi con semplici proclami alla stampa: chiederò perciò una seduta di Commissione in merito. Rèz, 14 Settembre 2007. Referendum e rifiuti: dichiarazioni Delrio squallide. La Lega Nord dal primo momento in cui si avviò l’iter per il referendum sulla gestione rifiuti disse che era contraria nel merito del quesito, ma sicuramente non nella possibilità di fare esprimere la gente sul modello di gestione ritenuto migliore per la nostra città ed il nostro territorio. Un Sindaco forte, con le idee chiare e deciso su quale strada intraprendere, non dovrebbe temere la consultazione popolare, ma Delrio non è stato capace dall’inizio di gestire politicamente questa partita. La Giunta e la maggioranza sembrano avere trovato quella sintesi da noi auspicata che ha perfezionato il sistema porta a porta e quindi fermo restando l’obiettivo di differenziare il 70% dei rifiuti conduca, come ha confermato anche l’AD di Enìa Ivan Strozzi, a rendere antieconomico l’inceneritore e quindi a dovere valutare impianti di trattamento dei rifiuti residui alternativi e più ecocompatibili. Non possiamo accettare però che si tenti di boicottare il referendum con artifici da azzeccagarbugli, anche perchè il quesito proposto, accettato dalla Commissione di garanzia e sostenuto da migliaia di reggiani è estremamente chiaro: si o no alla raccolta porta a porta. Ma questo Sindaco, ormai giudicato politicamente da molti come il peggiore di tutti i tempi, oggi arriva laddove nessuno avrebbe potuto pensare, specie per un esponente del centrosinistra: offendere i diritti di cittadinanza dei lavoratori. Le sue dichiarazioni odierne sono semplicemente squallide e noi non solo le disapproviamo ma aggiungiamo che fosse anche vero quanto detto da Delrio che “se i lavandai si mettono a gestire la raccolta dei rifiuti finirà che i meccanici si occuperanno della gestione degli ospedali” allora è altrettanto vero che un politico inadeguato come Lui può tranquillamente continuare a fare il Sindaco anche per il semplice fatto di ignorare la storia della nostra città che vide un’ortolana capeggiare una rivolta del periodo rivoluzionario napoleonico. Rèz, 7 Settembre 2007.
Nomadi: credibilità Sindaco sottozero. Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa della Lega Nord alla presenza dell’On. Angelo Alessandri, dei Consiglieri provinciali Marco Lusetti e Stefano Tombari e del responsabile del Comitato referendario Gabriele Fossa. A febbraio il Sindaco Delrio annunciava alla stampa:
“basta campi, metteremo i nomadi in tutti i quartieri”. Il 20 giugno scorso la Giunta Delrio ha deliberato
l’avvio del progetto “tra il campo e la città”,
dove in ben due punti si legge che per il campo di via Gramsci: “non
sono previsti ulteriori interventi di ristrutturazione”. Nei giorni scorsi il Sindaco ha sostenuto che fossero tutte falsità: volontà politiche, tempi attuativi, aree. Ieri abbiamo ottenuto la documentazione mancante: gli
allegati alla delibera del 20 giugno che è stata trasmessa integralmente
al Ministero dell’Interno. Perché nella delibera si dice che il campo di
via Gramsci non verrà ristrutturato mentre nel suo allegato che
verrà ridimensionato? Se l’Amministrazione parla per atti in questo modo, la conclusione politica che traiamo è che questo Sindaco politicamente non ha più credibilità, non ha voluto presentare ufficialmente alla città la sua delibera in giugno, non riesce a dare seguito ai suoi progetti, sta tradendo tutti i proclami sui percorsi partecipati e le promesse di ascolto della volontà popolare. Reggio merita altro, merita un governo più serio e trasparente che sappia assolvere alle vere esigenze dei cittadini. Rèz, 6 settembre 2007. Dossi: la maggiorparte sono irregolari. Negli ultimi anni anche nella nostra città sono stati messi in opera numerosi dossi “rallenta traffico” spesso al centro di discussione e critiche da parte dei cittadini. La normativa di riferimento per i dossi è costituita dal Codice della Strada e dalla Direttiva del Ministero del lavori Pubblici del 24/10/2000, alla luce delle quali è lecito domandarsi cosa accade quando le Amministrazioni locali cercano di risolvere determinati problemi aggirando le norme vigenti, che rischiano di inficiare l’utilità di queste opere. L’art.179 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada tratta dei rallentatori di velocità, in particolare per i dossi si dice che possono essere adottati sulle strade dove vige un limite di velocità inferiore o uguale ai 50 Km/h, solo su strade residenziali e che ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerario preferenziale dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento. In funzione dei limiti di velocità poi, i dossi
debbono avere le seguenti dimensioni: In realtà da una nostra misurazione a campione i dossi di Reggio presentano un’altezza media di 10cm (quindi ben oltre ai 7 cm) con punte estreme come allo Zanelli dove si raggiungono i 20cm o nei pressi di Villa Verde (16cm) e sono realizzati in strade utilizzate dai mezzi di soccorso come nelle vie Cecati e Croce. La Direttiva del Ministro dei LL.PP. sottolinea che “gli Enti proprietari devono evitare che costituiscano pericolo per la circolazione” e che “è frequente un loro utilizzo indiscriminato”. A Reggio ciò è dovuto anche a causa di un sistema della mobilità inadeguato. In via Cecati ad esempio sono anni che si attende un intervento per modificare il sistema della viabilità, a Regina Pacis, così come in altri quartieri, si sono dovuti adottare sensi unici, restringimenti di carreggiate, inserimento di nuovi semafori, per scoraggiare quel traffico di attraversamento che risulta improprio per i quartieri residenziali. Bisogna inoltre sottolineare come spesso le Amministrazioni abbiano aggirato la normativa considerando i dossi come “passaggi pedonali rialzati”, il che non è previsto in alcuna norma ed infatti la segnaletica verticale utilizzata è rappresentata spesso dal solo cartello relativo ai dossi in evidente contraddizione all’inquadramento stradale a cui si riferisce l’opera. E’ evidente che nei casi di incidenti riconducibili alla loro errata dimensione potrebbe dar luogo a responsabilità in capo a chi ne ha disposto la collocazione o a chi non ne ha disposto l’adeguamento o la rimozione. Il 6 luglio scorso abbiamo presentato una specifica interpellanza alla Giunta, che verrà presto discussa, perchè riferisca della situazione in essere ed eventualmente degli interventi ritenuti utili affinché le norme siano rispettate, in modo da evitare possibili danni alla collettività. Rèz, 1 Settembre 2007. Via Cugini, i cittadini si prendano ciò che è loro!
Il Foglio catastale 216, mappali 228 e 229, individua
il sito di via Cugini compreso all’interno dell’elenco delle
aree demaniali comunali al vaglio della Giunta Delrio per realizzare
il cosiddetto “progetto campine nomadi”. Si tratta quindi di un’area verde pubblica, anche se non ancora attrezzata a disposizione della Comunità: oggi siamo qui simbolicamente per rivendicarne l’uso pubblico e per invitare i cittadini ad una sorta di resistenza passiva di fronte ai deleteri propositi del Sindaco: quando un governo è iniquo e prende decisioni contro la gente è giusto che la gente resista. Riprendiamoci allora con orgoglio la città ed usiamo quest’area per le finalità cui è stata destinata, così come deve avvenire per gli altri siti su cui la Giunta sta ragionando per realizzare i suoi deleteri progetti sui nomadi! Rèz, 30 Agosto 2007. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Premesso che il 25 agosto u.s. il Sindaco di Firenze ha emanato una ordinanza che vieta l’esercizio del mestiere di girovago “lavavetri”, in considerazione della crescente situazione di degrado venutasi a creare nelle strade del capoluogo toscano; nel nostro Comune vi sono diverse aree destinate a parcheggio pubblico occupate da venditori abusivi che risultano d’intralcio alla circolazione veicolare e pedonale e turbano la quiete dei cittadini, come nel caso ad esempio dei parcheggi dell’ospedale Santa Maria Nuova che fu oggetto di diverse nostre interpellanze in merito e di una ordinanza del Sig. Questore; l’introduzione delle rotatorie ha molto contribuito ad eliminare il fenomeno dei cosiddetti “lavavetri”, ma in diversi incroci regolati da impianti semaforici, come nei pressi del ponte di S.Pellegrino ed in viale Risorgimento, è frequente la presenza di persone intente a chiedere l’elemosina all’interno della sede stradale; si interroga la Giunta per sapere se si intenda valutare l’ipotesi di emanare una ordinanza sindacale volta ad eliminare il fenomeno dell’accattonaggio e dei venditori abusivi nelle aree destinate alla circolazione e sosta veicolare e pedonale. Rèz, 27 Agosto 2007. INTERPELLANZA Premesso che nei mesi scorsi il Sindaco di Reggio Emilia aveva annunciato la volontà di smantellare tutti i campi nomadi, per poi successivamente limitare la sua proposta a quello sito in via Gramsci; con Delibera di Giunta n.167 del 20 giugno scorso la Giunta dava avvio al progetto denominato “dal campo alla città” nel quale si delineava il processo di dismissione del campo nomadi di Pratofontana, partendo dall’individuazione di una prima microarea sperimentale che dovrebbe ospitare una delle 30 famiglie presenti nel campo attuale, per poi a fine sperimentazione completare il progetto allestendo tutte le campine necessarie al completo smantellamento del campo di via Gramsci per il quale si dice testualmente che “non si prevede alcun intervento di ristrutturazione”; nella medesima Delibera si rappresenta la situazione attuale della popolazione nomade presente a Reggio, composta da circa 800 Sinti ufficialmente residenti, di cui 397 in aree private, 303, in aree pubbliche (rispettivamente 103 a Roncocesi, 110 a Pratofontana e 90 a Roncina) e 60 nell’area invernale di Masone ai quali vanno aggiunti almeno un centinaio di Rom; in data 9 novembre 2005 il Consiglio della Circoscrizione 3 in merito al progetto di ristrutturazione del campo nomadi di Roncina ha approvato un documento nel quale si legge che “si rende necessaria la scrittura di precise norme di gestione del campo … tali norme devono contemplare un limite massimo di capienza dell’area nel numero di 60 persone … solo in presenza di dette condizioni il Consiglio si pronuncerà in merito”: è evidente che le persone in eccesso dovranno trovare una qualche collocazione; per realizzare il progetto in questione l’Amministrazione è partita vagliando 65 possibili aree del demanio comunale a disposizione; riguardo al progetto delle microaree, nei giorni scorsi il Sindaco ha affermato alla stampa tra l’altro che “se qualcuno ha terreni agricoli da proporci, come già successo, ne saremo contenti”, dimenticando che nel territorio comunale esistono già almeno una ventina di siti agricoli privati di famiglie nomadi ove in molti casi sono stati accertati abusi edilizi; sempre la stampa ha riportato altre due notizie, la prima che si prevederebbe il mantenimento di alcune famiglie in via Gramsci anche nel futuro, la seconda, per espressa dichiarazione di un rappresentante dei nomadi di via Gramsci, che sarebbe stata loro promessa dall’Amministrazione un’area in via Settembrini per la prima campina, il che se risultasse vero sarebbe politicamente una gravissima presa in giro della cittadinanza alla quale è sempre stata promessa dalla Giunta la massima partecipazione alle scelte; si interpella la Giunta per sapere come si intende attuare il progetto “tra il campo e la città”, ovvero se si intende annunciare subito quante e dove saranno ubicate tutte le microaree necessarie alla realizzazione dello stesso, anche alla luce del dimezzamento richiesto per il campo nomadi di Roncina; quali azioni siano state intraprese ed eventualmente cosa si intenda fare in merito agli abusi accertati sulle aree agricole private di cui alle premesse; se risultano vere le notizie di stampa di cui all’ultimo punto delle premesse, ovvero se si intenda procedere con la ristrutturazione del campo di via Gramsci e chi abbia promesso un’area in via Settembrini allorquando l’Amministrazione ha sempre annunciato il proprio impegno al fine di condividere le scelte con la cittadinanza. Rèz, 10 Agosto 2007. Cosa si intende fare della Vasca di Corbelli? Il 26 luglio scorso il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza la delibera di adozione di variante urbanistica al vigente Prg relativa all’individuazione di attrezzature generali di interesse pubblico e servizi di quartiere. Nella predetta delibera era contenuta anche una variante relativa al “parco naturale Vasca di Corbelli”, proposta che discende dalla scelta maturata all’interno dell’Amministrazione di identificare come ambito da destinare a funzioni pubbliche l’area in oggetto il cui interesse è rilevante anche sotto il profilo storico ed architettonico, la variazione ha quindi comportato la trasformazione della destinazione in “sedi amministrative pubbliche”, “parcheggi e verde pubblico”. Il piano pluriennale delle acquisizioni e dismissioni patrimoniali 2007/2009 collegato al bilancio preventivo 2007 e con esso approvato prevede per l’anno 2007 una posta di €.700.000,00 per l’acquisizione dell’immobile denominato “vasca di corbelli”, recentemente però la stampa locale ha riportato una polemica tra l’attuale proprietà dell’immobile e l’Amministrazione circa la volontà di acquisire lo stesso. Inoltre nel piano triennale dei lavori pubblici è iscritta nell’anno 2009 una posta di €.13.000.000,00, di cui 12 milioni di capitali privati, denominata “paesaggi estensi lungo il crostolo” i cui indirizzi risultano poco conosciuti. Abbiamo presentato oggi una interrogazione per sapere dalla Giunta quale sia la reale volontà dell’Amministrazione in ordine all’eventuale acquisizione dell’immobile “vasca di corbelli” e quali siano le linee guida del progetto “paesaggi estensi lungo il Crostolo” Rèz, 8 Agosto 2007. Cosa si intende fare dell’ex Spallanzani? Abbiamo presentato oggi una interrogazione alla Giunta per sapere quali siano i suoi intendimenti rispetto all’utilizzo dell’ex Spallanzani e se lo spostamento degli uffici amministrativi dell’ASMN rientrino nelle previsioni progettuali che erano state indicate da qualche anno a questa parte. Infatti in data 17 luglio l’Azienda Ospedaliera ASMN ha avvisato l’utenza che i servizi amministrativi dell’Arciospedale Santa Maria Nuova prima ubicati in via Sani sono stati trasferiti in viale Umberto I° presso i locali dell’ex Spallanzani. Il vigente Prg colloca tale struttura tra gli ambiti di riqualificazione urbana dettagliando tra le indicazioni programmatiche specifiche la necessità di rifunzionalizzare e razionalizzare il sistema relazionale insediativi ed ambientale, ritenendo centrale il riutilizzo del complesso dello Spallanzani soprattutto in funzione del nuovo polo universitario del S.Lazzaro risultando inoltre non secondari gli aspetti inerenti la riorganizzazione delle aree adibite a sosta e la valorizzazione del sistema di trasporto pubblico ed infine significative le azioni volte alla riqualificazione ambientale attraverso il restauro ed il ripristino del parco. Negli ultimi anni però non è stato ben chiarito il destino finale di questa importante edificio collocato in un punto strategico della città. Il 3 gennaio 2006 la Presidente della Provincia, rispondendo ad una nostra specifica interrogazione in merito, confermava l’interesse dell’AUSL “ad acquisire la struttura come sede della direzione AUSL qualora si verifichino le condizioni per poter cedere a terzi l’attuale sede sita nel padiglione Morel al S.Lazzaro”. Vi è poi anche il tema legato allo spostamento dei poliambulatori oggi siti in via Monte S.Michele nei locali ex INAM che già oggi risultano insufficienti rispetto alle esigenze di potenziamento delle prestazioni: secondo l’Amministrazione si dovrebbe realizzare un nuovo polo poliambulatoriale a nord della città con l’evidente necessità di ulteriori investimenti per una nuova struttura. Dopo tanti anni di ipotesi crediamo sia ora di fare chiarezza per valorizzare il patrimonio pubblico esistente anche alla luce del progetto di trasformazione del Santa Maria Nuova in Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, progetto che sta viaggiando troppo sottotraccia rispetto alla portata che dovrebbe avere secondo il Sindaco Delrio. Rèz, 24 Luglio 2007. Santo Stefano: Spadoni si dimetta. Durante i lavori del Consiglio comunale di ieri ho discusso una interpellanza sui lavori di riqualificazione di via Emilia Santo Stefano e piazza Diaz al termine della quale ho chiesto vivamente all’Assessore Spadoni, “prosindaco” del centro, di rassegnare le proprie dimissioni. Infatti ho potuto constatare ancora una volta come l’arroganza politica di chi crede di potere gestire a proprio piacimento tutto ciò si trova entro “l’esagono” stia sortendo solo danni. Le risposte che ho ricevuto sono state tese a giustificare ritardi ed incompletezza dei lavori di rifacimento della via Emilia, inoltre mi è stato confermato come su quel pezzo di strada non sarà più possibile nemmeno fermarsi e che nemmeno le linee degli autobus non vi transiteranno più e che il cantiere su piazza Diaz durerà circa 7 mesi. Non erano mancate nei giorni scorsi le lamentele delle Associazioni di categoria rispetto all’estensione della ZTL, lagnanze fondate sulla conoscenza della peculiarità commerciale della zona estesa che comprende anche corso della Ghiara e che non è certamente equiparabile tipologicamente alla tradizionale “vasca” ma più dedicata al servizio di passaggio. E’ evidente che tutto il pacchetto di provvedimenti assunti non potranno che condurre alla desertificazione della zona o meglio a cambiarne probabilmente il volto come sta già avvenendo in alcune zone nei pressi della porta dove tra accoltellamenti, spaccio e caporalato la situazione non è certo favorevole. Con questi provvedimenti, ed in totale assenza del Piano per la Valorizzazione Commerciale che doveva essere il principale obiettivo dell’Assessore Spadoni, che detiene contemporaneamente le deleghe delle attività produttive e della città storica, la politica sul commercio della Giunta risulta totalmente disorganica. Allora ci vorrebbe più prudenza ed umiltà nell’affrontare certi cambiamenti che hanno un riflesso diretto nel lavoro di tante famiglie, ma non solo perché anche le fasce orarie predisposte per l’allargamento della ZTL ostacoleranno ad esempio anche i tanti genitori che debbono accompagnare i figli negli istituti scolastici ivi presenti. Purtroppo però per Spadoni il centro non deve essere funzionale per chi vi abita e lavora, ma solo un bel salotto sotto una campana di vetro, infatti di fronte alle rimostranze la Giunta ha risposto “si al dialogo ma non si cambia”: non riescono nemmeno a tenere fede alla promessa di partecipazione e condivisione sulle scelte, è ora che se ne vadano. Rèz, 16 Luglio 2007. Centro storico: controlli inefficaci. Il 4 luglio ho presentato l’ennesima interpellanza alla Giunta per sapere se si intenda fare rispettare le norme e le ordinanze vigenti attuando le opportune iniziative di controllo del territorio al fine di prevenire e risolvere quelle problematiche di civile convivenza che da tempo attanagliano alcune zone del centro cittadino. Questo anche perché da tempo l’Associazione “Vivere in Centro” ed altri comitati cittadini denunciano, sulla base delle testimonianze dei cittadini che rappresentano, che risiedono e lavorano nel centro storico cittadino che, in alcune vie si registrano sempre più spesso e fino a notte inoltrata una serie di condotte incivili quali assembramenti di persone che ostacolano il transito, disturbo della quiete pubblica, imbrattamenti del suolo conseguenti l’esercizio di necessità corporali. In un Paese civile dovrebbe essere relativamente semplice
ricondurre alla normalità eventuali comportamenti scorretti ed
incivili, mentre nella nostra città sembra di rilevare un atteggiamento
lassista ed incapace di risolvere il problema. Nelle scorse settimane l’Assessore Corradini
ci ha fornito alcuni dati relativi alla sorveglianza svolte nelle zone
più critiche: su 426 controlli effettuati dall’ottobre
2004 al maggio 2007 (di cui 61 nel 2004, 183 nel 2005, 90 nel 2006,
92 nel 2007), nelle vie Garibaldi-Guido da Castello, Toschi-Due Gobbi
e limitrofe, sono state rilevate 8 situazioni di lieve irregolarità. La Giunta sta prendendo in giro la città: è
mai possibile che alcune vie cittadine siano alla mercè di quattro
ragazzotti maleducati e violenti? Rèz, 14 Luglio 2007. Fondazione dello sport: opportunità o carrozzone? La normativa nazionale e regionale pone le Amministrazioni pubbliche di fronte ad una scelta nell’affidamento della gestione degli impianti sportivi: gara ad evidenza pubblica oppure costituzione di apposite aziende speciali o istituzioni da loro costituite e partecipate. La decisione non è semplice anche alla luce della duplice esigenza da assolvere: garantire a tutte le società di continuare il proprio prezioso lavoro, garantire pari opportunità e dignità a tutte le società ed enti di promozione a prescindere dal dimensionamento, poiché nessuno deve essere escluso ed il valore sociale dello sport dilettantistico ha necessità di radicamento e sostegno. A Reggio si è pensato di costituire una Fondazione a partecipazione cui il Comune conferirà il proprio patrimonio impiantistico e che dovrebbe vedere la partecipazione delle Associazioni sportive e degli Enti di promozione sportiva. E’ una scelta che ripercorre la strada già intrapresa con gli asili e con i teatri: ci auguriamo che possa avere successo, nell’ottica di una migliore gestione degli impianti e di un maggiore coinvolgimento ed autogoverno del mondo associazionistico, rimangono però alcune perplessità che solo i successivi passaggi potranno dissolvere. Perplessità legate all’iniziale difetto partecipativo, poiché l’Assemblea della Consulta comunale per lo sport che il 28 gennaio 2005 ha approvato il progetto, lo ha fatto all’unanimità dei presenti ovvero 52 soggetti sui 148, anche se ciò non toglie che tutto il mondo sportivo sentisse la forte esigenza di avere risposte nuove ai problemi gestionali che toccano molte società, probabilmente anche a causa di una congiuntura economica non favorevole. Secondariamente non dobbiamo correre il rischio di moltiplicare apparati e centri di costo, poiché la bozza dello Statuto prevede già la nomina di un Direttore parificato ai Dirigenti degli Enti locali e la possibilità di assunzione di personale. Vi è l’aspetto legato alle forme di adesione alla Fondazione e qui l’informazione che il Comune eserciterà sarà sintomo di trasparenza e democrazia. Oggi si parte potenzialmente con le società che utilizzano gli impianti comunali, ma una Fondazione compiuta e non dimezzata dovrà cercare le adeguate forme di coinvolgimento delle società che utilizzano gli impianti della Provincia (che al contrario del Comune utilizza il sistema delle gare di appalto) e delle società che si appoggiano alle Parrocchie. Vi è infine il tema del Consiglio di Gestione (costituito da 11 membri) che a nostro modo di vedere è troppo sbilanciato verso Comune ed Enti di promozione, mentre le società sono rappresentate da un solo rappresentante. Accanto a ciò, proprio perché nessuno sia escluso e la Fondazione non divenga uno strumento votato a garantire semplicemente lo status quo, avvertiamo la necessità che non solo la Giunta, ma anche gli organi consigliari siano coinvolti nei passaggi successivi, ovvero la definizione della Convenzione e degli importi minimi a carico dei soggetti che aderiranno alla Fondazione. Infatti se la Fondazione è il contenitore, la
Convenzione è il contenuto che il mondo sportivo attende. Al Comune rimarrà il potere di controllo su
impianti e tariffe, i rapporti con la Consulta, la predisposizione dei
piani di sviluppo dell’impiantistica e delle grandi ristrutturazioni
e l’erogazione dei contributi alle società non professionistiche. Rèz, 4 Luglio 2007. Opere lasciate a metà? Al fine di collegare le vie Nobel e Samoggia e quindi la zona produttiva di Mancasale con la città era stato prevista (ed inserita nel Prg vigente) la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale di attraversamento della linea Tav e dell’autostrada, quest’opera si collocava all’interno dei lavori di realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Capacità. Da un nostro sopralluogo si evince come dopo avere avviato i lavori di detto sottopasso il cantiere si sia interrotto con l’effetto conseguente che la mancata realizzazione dell’opera impedisce alla cittadinanza che lo volesse, di utilizzare la bicicletta quale mezzo alternativo di spostamento. Con una interrogazione abbiamo chiesto alla Giunta
di sapere chi sia il soggetto committente dell’opera e quale quello
incaricato di realizzare il sottopassaggio, quali siano i costi preventivati,
quali quelli sino ad ora sostenuti e quali quelli previsti per terminarla. Rèz, 30 Giugno 2007. Pragmatismo e discontinuità. Chiuso per ferie. Con le dimissioni di Carlo Baldi e la sempre più
stretta vicinanza di Mario Monducci alla sinistra estrema anche l’esperienza
delle liste civiche si avvia ad una profonda mutazione se non già
al tramonto. In questa importante settimana politica il Sindaco era assente: chiuso per ferie. Reggio ha bisogno urgente di decisioni strategiche
a partire dall’idea stessa di città che vogliamo, che non
può essere quel luogo di passaggio che aveva in mente la Spaggiari,
ma un territorio all’avanguardia dove sia nuovamente piacevole
vivere e lavorare. Qualità non più quantità: lo chiede la città, così come il mondo produttivo chiede da tempo rapidità ed efficienza alla politica, ma l’impressione è che il centrosinistra sia in corto circuito, se non estremamente autoreferenziale o assente per ferie. Al centrodestra, terminata la stagione dei congressi,
chiediamo una riflessione profonda, con tempi e metodi certi, nella
speranza di potere finalmente costituire quell’alternativa che
più che mai oggi rappresenterebbe la vera novità politica
di casa nostra. Rèz, 18 Giungno 2007. S.Stefano: prima di proporre Ztl serve piano commerciale. Nel settembre 2006 ebbi ad interpellare la Giunta per porre alcune domande sui lavori di riqualificazione di via Emilia S.Stefano, tra le altre chiesi quale fosse il Piano commerciale della zona, ma in merito non ottenni risposta alcuna. Il declino urbanistico dei tratti più esterni di via Emilia S.Stefano e S.Pietro, va ricercato tra le altre cause anche nella politica commerciale degli ultimi 15 anni, che ha visto la progressiva chiusura di molti esercizi, in gran parte alimentari, di servizio alla residenza ed al passaggio. Con propria delibera la Giunta ha poi autorizzato l’installazione del sistema di controllo elettronico degli accessi alla zona a traffico limitato del centro cittadino realizzato con telecamere a circuito chiuso, rimandandone l’attivazione ad un successivo provvedimento e nel caso di porta S.Stefano solo dopo i lavori di riqualificazione di piazza Duca d’Aosta. Il ritardo nella riapertura della strada dopo oltre due mesi di ritardo dalla data di consegna dei lavori, lascia tutti nell’incertezza e nel dubbio che si voglia procedere subito con l’allargamento della ZTL, senza considerare per altro i riflessi che una tale decisione produrrebbe anche sull’intero Corso della Ghiara. Allora noi crediamo che prima di inserire nell’agenda politica locale qualsiasi ipotesi di estensione della ZTL la Giunta Delrio debba procedere alla stesura del piano commerciale: da troppo tempo il centro è sottoposto a stress di ogni tipo in completa assenza di un piano di valorizzazione ed in un sostanziale stato di inapplicabilità della Legge Regionale 41 (sulla promozione delle botteghe storiche). In questo quadro si inserisce un altro aspetto politico di rilievo: l’Assessore Spadoni detiene contemporaneamente le deleghe alla città storica ed alle attività produttive, ovvero si occupa del commercio di tutta la città. Una sorta di conflitto di interessi se pensiamo che
ormai la città nuova, quella che si sviluppa al di fuori dei
viali di circonvallazione, è pressoché satura di spazi
commerciali e direzionali: allora esiste e qual è la politica
commerciale della Giunta? Rèz, 16 Giugno 2007. Chiudere i campi nomadi. 380.000 Euro. Lo abbiamo detto più volte anche ai nomadi: la diffidenza si vince e la buona convivenza si ottiene con il segno della buona volontà, primariamente denunciando chi tra loro delinque. La cronaca di questi giorni invece ha visto la rivolta di alcuni soggetti contro le Forze dell’Ordine, segnatamente la Guardia di Finanza, rea di svolgere il proprio lavoro. Mentre esprimiamo tutta la solidarietà alla Guardia di Finanza ed agli operatori delle Forze dell’Ordine per il difficile lavoro svolto quotidianamente in città, chiediamo nuovamente al Sindaco di chiudere definitivamente tutti i campi nomadi. La città chiede più serietà, più
sicurezza e meno delinquenza, allora si dia attuazione a quella politica
repressiva sempre e solo annunciata e si facciano meno inutili festicciole. Rèz, 15 Giugno 2007. Reggiane occasione da non sciupare. L’area delle ex Reggiane è in stato di “decantazione urbanistica” da metà anni ’90 quando con un faticoso accordo sindacale si decise di mantenervi un insediamento produttivo, ben sapendo però che non sarebbe potuto durare in eterno non solo perché antieconomico, ma anche perchè negli anni gli investimenti sull’area sono stati pressoché irrisori. Alla luce della difficile situazione aziendale il Consiglio comunale si riunì in seduta straordinaria l’8 novembre 2004: in quella occasione il nostro Gruppo propose di salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro e di riconvertire l’area insediandovi un parco scientifico-tecnologico, il museo delle Reggiane ed un parco per il quartiere di Santa Croce. Risultato: tutti contrari. Noi crediamo fermamente che un parco scientifico-tecnologico in quel luogo contribuirebbe ad un salto di qualità urbanistica, culturale ed economica per tutta la città, anche in considerazione di alcuni dati di fatto: le Reggiane sono al centro di un area vasta da riqualificare che comprende anche il S. Lazzaro ed il centro storico, le Reggiane sono a metà tra campus e sede centrale dell’Univeristà, potenzialmente la riqualificazione delle Reggiane contribuirebbe a migliorare urbanisticamente tanto il quartiere di Santa Croce che la zona stazione attenuando l’ostacolo storico rappresentato dalla ferrovia. Il Masterplan presentato ieri invece restringe di molto il peso del polo tecnologico a tutto vantaggio del cosiddetto mix funzionale, ovvero nuovo residenziale, nuovo commerciale, nuovo terziario, nuove funzioni pubbliche, il tutto in una situazione di accessibilità e mobilità generale non certo efficiente. Allora il rischio vero è che per rendere economica la riconversione dell’area si sciupi una grande opportunità, con un intervento che così come prefigurato risulterebbe l’ennesima città nella città, un intervento magari bello al suo interno ma decontestualizzato rispetto a ciò che lo circonda: siamo ancora alla città fatta per pezzi e bocconi. Non ne abbiamo avuto abbastanza dell’esperienza progettuale del parco Ottavi o della Baragalla? Sembra proprio che la politica che governa la nostra città sia sempre disponibile a pensare in piccolo, a non andare oltre gli interessi di bottega fatti di cazzuola e mattone: la partenza non è delle migliori. Rèz, 14 Giugno 2007. Riaprire S. Stefano. I lavori di riqualificazione del tratto di via Emilia S. Stefano compreso tra piazza Duca d’Aosta e piazza Gioberti sono terminati da alcune settimane ma, come giustamente lamentano residenti ed operatori, la strada non è ancora stata aperta al pubblico. Il 25 maggio scorso presentammo una interpellanza per chiedere appunto quando si intendeva riconsegnare tale tratto di strada i cui lavori dovevano terminare in aprile: siamo ancora in attesa di risposta. Il 4 maggio poi gli Assessori Gandolfi e Spadoni rispondendo ad un’altra nostra interrogazione confermarono l’intenzione, al termine dei lavori, di ripristinare il passaggio delle linee degli autobus di Act, anche se sottolinearono che “tempi e modi del servizio potranno essere differenti a quelli precedenti in relazione ad una diversa organizzazione della linea che eventualmente risulterà dal Piano della Mobilità”: sostanzialmente un rinvio decisionale. Una volta rifatta anche la nuova piazza Duca d’Aosta la Giunta ha dichiarato l’intenzione di installare i varchi elettronici in entrata (già autorizzata con la delibera n.171 del 21/06/06), pedonalizzando sostanzialmente anche questo tratto di strada. A questo punto il ritardo nella riapertura di via Emilia S.Stefano crediamo sia dovuto all’indecisione della Giunta rispetto alla riapertura al traffico della via: certo è che l’eventuale pedonalizzazione comporterà ulteriori disagi e danni anche a tutto Corso Garibaldi! Delle due o la Giunta non sa cosa fare o non ha il coraggio di annunciare la messa a Ztl della zona Rèz, 12 Giugno 2007.
Sullo stato delle strade reggiane. Transitando sotto il cavalcavia disegnato da Calatrava
probabilmente molte persone rimangono affascinate. Basta circolare per le nostre strade, specie nelle giornate di pioggia, per accorgersi della totale assenza di una cultura della manutenzione: negli ultimi dieci anni tutta l’attenzione è stata rivolta all’espansione ed alla realizzazione della città nuova, mentre cantieri Tav ed incuria generalizzata hanno compromesso l’efficienza e la sicurezza della rete stradale. Abbiamo interpellato ieri la Giunta in merito (vedi testo allegato) e molto onestamente l’Assessore Colzi ha confermato le nostre perplessità anche in ordine alla scarsità di risorse stanziate: l’Amministrazione è impegnata unicamente nel tentativo di limitare i danni attraverso la redazione di un piano manutentivo. Bisogna sapere però che con le risorse messe
a disposizione ci vorrebbero ben 40 anni per rinnovare una volta l’intera
rete stradale comunale che ammonta a circa 800 km (in continuo aumento). La manutenzione per la nostra città è una priorità: così come per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche od il verde pubblico, dove un aiuto arriva volontariamente da Associazioni, Circoli e Comitati, anche per la buona cura delle nostre strade si deve intraprendere una politica a passo doppio perché dobbiamo recuperare molto terreno perso. Rèz, 27 Aprile 2007.
Premesso che diversi cittadini hanno segnalato un cattivo stato dell’asfaltatura di molte strade cittadine (specie quelle più trafficate), che in molti punti presentano buche profonde; lo sviluppo dell’intera rete viaria del Comune di Reggio corrisponde a circa 800 km e la durata media del tappeto d’usura delle strade non è superiore a 7 anni per cui, per garantire il naturale ricambio del tappeto di usura, si dovrebbe asfaltare una media di circa 115 km ogni anno; Se l’ammontare delle somme per la manutenzione
ordinaria, ovvero ripresa di buche piccole asfaltature e ripristini,
si è assestata mediamente in €.400.000, i fondi stanziati
negli anni scorsi per le manutenzioni straordinarie sono stati pari
a: Di questi però solo circa il 50% sono destinati a riasfaltature cosicché dai dati di cui sopra si evince che sono stati mediamente asfaltati non più di 20/22 km di strade comunali per anno (con un calo nel 1999). il prezzo di un normale tappeto d’usura è pari a circa 6 €./mq mentre quello di tipo fono-assorbente è pari a 9 €./mq ma esso ha una durata media doppia rispetto a quello tradizionale; il manto stradale della rete viaria del Comune di Reggio Emilia è in veloce ed esponenziale decadimento come possono ben vedere tutti coloro che si muovono normalmente in macchina percorrendo le vie comunali; ogni anno giungono al Comune di Reggio Emilia decine di richieste di risarcimento danni da parte di cittadini che, a causa del fondo stradale dissestato, hanno avuto incidenti e/o danni materiali; con gli attuali stanziamenti di bilancio il manto stradale della rete viaria del Comune di Reggio Emilia può essere mediamente rinnovato una volta ogni 40 anni e quindi circa tre volte di più della durata media del manto stradale; è compito specifico delle Istituzioni in genere, ed del Comune di Reggio Emilia in particolare, garantire ai propri cittadini un’adeguata “sicurezza stradale” anche mediante il mantenimento di un fondo stradale adeguato alle necessità dell’attuale traffico veicolare oltre che con l’oculato impiego della Polizia Municipale; gli stanziamenti di bilancio degli anni passati,
nonché di quello in corso, sono palesemente insufficienti a
garantire il naturale ricambio del tappeto d’usura della rete
stradale comunale e a ciò si debbono aggiungere due fatti: i manti stradali realizzati con materiali fono-assorbenti hanno dato risultati positivi ovunque sono stati impiegati sia in termini di rumore di assorbimento dell’acqua piovana; interpella la Giunta per sapere se si intende provvedere al fine di programmare il raddoppio della lunghezza media annua del rifacimento del tappeto d’usura delle strade comunali anche adottando una politica di rifacimento dei manti stradali che preveda sempre più l’impiego di asfalti fono-assorbenti in luogo di quelli tradizionali e migliorando contemporaneamente la qualità delle massicciate e della gestione dei flussi di traffico. Rèz, 10 Giugno 2007. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA URGENTE Premesso che domenica 10 giugno u.s. ha avuto luogo l’incontro di calcio Reggiana-Paganese valido quale finale di andata dei “play-off” del campionato di serie C2 girone B; domenica 17 si terrà la finale di ritorno che si disputerà nello stadio della città di Pagani (SA) e per gli sportivi reggiani che intenderanno recarsi nel centro campano saranno a disposizione unicamente 500 tagliandi di ingresso; per tale occasione, anche in considerazione dell’importanza dell’evento che assegna il titolo sportivo per richiedere l’ammissione al campionato di serie C1 nonché dell’interesse che desta tra la cittadinanza non solo della città ma anche della provincia, si potrebbe pensare di organizzare un’evento in centro storico al fine di condividere collettivamente una domenica di sport; interroga la Giunta con richiesta di risposta scritta urgente per sapere se si intenda allestire in una piazza del centro cittadino un maxischermo a disposizione degli sportivi e dei cittadini che intendono seguire l’evento di cui in novella. Rèz, 7 Giugno 2007. Gli americani prendiamoli noi! Sebbene i periodici annunci la sicurezza e la riqualificazione
della zona stazione è problema tanto grave quanto irrisolto:
l’ultimo episodio della rissa tra cinesi a suon di spranghe
e coltelli suona come l’ennesima beffa per la città poiché
avvenuta proprio mentre la Giunta firmava un protocollo contro la
violenza sulle donne. Allora di fronte all’immobilismo e all’incapacità politica della nostra Amministrazione comunale lanciamo una idea provocatoria: se l’ampliamento della base aerea Dal Molin di Vicenza, richiesto dall’amministrazione Usa, è ancora oggetto di contestazioni, se a Vicenza gli americani non li vogliono, offriamogli noi ospitalità! Abbiamo aree da riqualificare, strutture da valorizzare, quartieri da bonificare dalla violenza, insomma problemi da risolvere che potrebbero trasformarsi in una opportunità. Almeno informarsi costerebbe troppo? Rèz, 31 Maggio 2007. Aeroporto di Reggio, fallimento politico annunciato. Il disimpegno degli enti locali dalla Società Aeroporto è il certificato del fallimento politico del centrosinistra sulle strategie della mobilità. Il comportamento della Giunta Delrio è poi quantomeno schizofrenico: prima ha proceduto all’ennesima ricapitalizzazione, ha sostenuto il piano trentennale delle Società ed ora si accorge che aeroporto e tav non sono complementari ma alternativi. Hanno le idee confuse e si vede: da un lato l’Assessore Gobbi vorrebbe un impegno dei privati in una Società che ha saputo produrre solo perdite, dall’altra l’Ad Fiaccadori vede una possibile sinergia con Bologna dimenticando che la nostra è l’unica Società esclusa dal progetto di holding tra gli aeroporti regionali, Spadoni infine afferma che Reggio punta sulla stazione tav fingendo di non sapere che il progetto Calatrava la sta in realtà affossando. La realtà è che la vicenda dell’aeroporto
reggiano non trova oggi la sua fine ma allorquando lasciammo a Parma
la possibilità di sviluppare la propria pista. Il nostro aeroporto potrebbe svolgere ancora un ruolo
ma siamo ad un bivio: o si entra nel progetto regionale per svolgere
le attività collaterali agli altri aeroporti o torniamo ad
una gestione leggera, com’era quella del vecchio aeroclub, nell’ambito
formativo e del diporto. Rèz, 30 Maggio 2007. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Premesso che in data 19 maggio u.s. sono state inaugurate presso i locali delle Circoscrizioni 2 e 3 delle mostre inerenti l’intervento urbanistico denominato “Parco Ottavi”; trattasi di un intervento edilizio della dimensione di 53 ettari di superficie di cui 23 destinati ad aree private per l’edificazione e 30 pubbliche, progettato da Cooperativa Muratori Reggiolo e Centro Cooperativo di Progettazione; sebbene la città si sia espansa decisamente oltre il dovuto negli ultimi anni, tanto che diverse altre aree vaste sono state interessate da interventi edilizi, non si ha notizia di altri interventi cui l’Amministrazione abbia dedicato mostre “informative” rivolte ai cittadini; interroga la Giunta con richiesta di risposta scritta per sapere se si non si ritenga che le mostre in oggetto sottendano ad una indebita pubblicità di uno specifico intervento urbanistico condotto da privati; a quanto ammontino i costi delle mostre in novella. Rèz, 23 Maggio 2007. Reggio si scuota dal torpore. Le odierne notizie riguardanti le presunte veline interne ad Enìa, scivolate per le mani di un collega Consigliere DS, al fine sostanziale di contrastare i progetti, che per altro coinvolgono la stessa Enìa, nell’attuazione del progetto di gestione domiciliare della raccolta rifiuti, è tanto triste quanto la datata classe politica che rappresenta determinati interessi. Che l’inceneritore sia antieconomico per via della scomparsa dei cosiddetti Cip6 e per l’effetto di una raccolta differenziata spinta è dato conclamato e sottoscritto da un capace professionista come l’AD di Enìa. Che un certo sistema politico abbia da sempre inequivocabilmente contrastato il porta a porta non è notizia nuova, è semplicemente ora più limpida: diversamente non si spiegherebbe il fronte Ds-Polo a sostegno di un seppur legittimo referendum popolare tout court contro il porta a porta. Certo i nostri concittadini dovrebbero interrogarsi e scuotersi dal torpore politico che caratterizza Reggio, perché nulla è ineluttabile e nemmeno la consumata e consolidata politica votata all’antiberlusconismo dovrebbe ormai fare più presa visti certi imbarazzanti assetti politici. Cosa sta allora dietro il continuo attacco all’unica proposta innovativa varata dalla Giunta Delrio se non la volontà di affossare il Sindaco stesso? Volontà e risultato che si potrebbe dire ottimo dal punto di vista dell’opposizione, se non fosse ottenuto a scapito di una scelta di civiltà che la Lega Nord condivide, laddove governa, assieme a tutto il centrodestra. Allora crediamo che la guerra dei rifiuti, con tutti i suoi attori e comparse, sia una battaglia poco costruttiva e politicamente di retroguardia, perché i terreni su cui Delrio e la sua Giunta dei rinvii sono deboli ed attaccabili sono altri: dalla sicurezza, all’immigrazione, al welfare, all’urbanistica, alla mobilità, ossia complessivamente all’inesistente idea di città. La capacità di assumersi la responsabilità di governare si misura anche da scelte di campo come quella sui sistemi di gestione rifiuti, perfettibili e migliorabili finchè si vuole, ma non da buttare con l’acqua sporca per interessi che non siano quelli della Comunità intera Rèz, 18 Maggio 2007. Petali di Giunta. Aprono oggi i Petali di Reggio ed ancora una volta dobbiamo segnalare i tempi record con i quali sono stati rilasciati permessi ed autorizzazioni: i cittadini tutti pretendano dall’Amministrazione comunale pari efficienza! Vi è poi da segnalare come dal compimento tale scelta politica il centro storico ne esca ulteriormente danneggiato. Infatti per la sola apertura dell’esercizio della superficie commerciale di mt1500, occupato dalla catena Mediaworld, è occorso l’accorpamento e la trasmigrazione di ben cinque autorizzazioni di esercizi sino a poco tempo fa operanti in centro, mentre l’accorpamento di altre tre autorizzazioni sono previste per l’apertura di un ulteriore esercizio di circa mt1000 alle quali va aggiunta anche l’emigrazione di tre autorizzazioni di esercizi pubblici sempre operanti in centro. Quando poi si dovesse procedere con le varianti richieste, concedendo così l’allargamento sino a mt2500 degli esercizi di media superficie, la desertificazione del centro si aggraverebbe con l’esodo di ulteriori autorizzazioni. Se la Giunta comunale avesse la forza di dare seguito alle proprie promesse elettorali dovrebbe respingere al mittente qualsiasi richiesta di ulteriori varianti e modifiche al camaleontico progetto commerciale del Giglio, occupandosi invece più proficuamente delle sorti del centro cittadino, ma quella presieduta da Graziano Delrio è ormai una Giunta sfiorita. Rèz, 18 Maggio 2007. Casino Trivelli fine indecorosa. Nella seduta di mercoledì abbiamo trattato una interpellanza con la quale chiedevamo alla Giunta quale fosse l'esatta situazione del Palazzo Trivelli e quali intenzioni avesse manifestato la proprietà (Usl) relativamente ad esso e se non ritenesse di poter svolgere azioni dirette o di indirizzo volte al recupero del Casino Trivelli, di concerto con le Istituzioni interessate al fine di un utilizzo pubblico favorendo così l'integrazione di tale stabile con l'area S. Lazzaro anche alla luce del possibile ed auspicabile utilizzo dell'edificio al servizio degli importanti istituti universitari e culturali come il Museo Nazionale della Psichiatria. Il progetto per la realizzazione del Museo Nazionale della Psichiatria infatti prevede l’utilizzo di parte dell’area del San Lazzaro ed il Casino Trivelli, situato sulla via Emilia, è un importante edificio di origine settecentesca di notevole interesse architettonico e storico, da troppo tempo in stato di abbandono, tanto che il Consiglio della Circoscrizione 6 ha approvato all’unanimità durante la seduta del 9 febbraio scorso, l’appello per “il recupero ed utilizzo del Casino Trivelli e sollecito per l’istituzione di una Fondazione per la valorizzazione del patrimonio museale del San Lazzaro”, alla luce anche del grande patrimonio detenuto al San Lazzaro che potrebbe aumentare anche per effetto del conferimento del patrimonio documentario della Regione Emilia-Romagna. Sebbene esista un interessante progetto di massima redatto dall’Arch. Baricchi la Giunta ha dichiarato il disinteresse proprio e dell’Usl ad un recupero dello stabile, trincerandosi dietro la facile scusa dell’assenza di pubblici denari . Rèz,15 Maggio 2007. Area produttiva via Gonzaga: Ferrari venga in commissione subito. Nella sua replica alle nostre argomentazioni in merito all’area produttiva di via dei Gonzaga, l’Assessore Ugo Ferrari parla di “pressioni inutili” e commette banali errori. 1. Ad individuare l’intero comparto compreso tra l’autostrada, via Ochino e via Gonzaga come “Ambito Aree Ecologicamente Attrezzate per Insediamenti Produttivi ad Alta Tecnologia” non è certamente stata la Lega Nord ma bensì la maggioranza di cui egli fa parte; 2. il tema non è la destinazione delle aree residuali facenti parte del comparto urbanistico in questione, bensì la necessità di non incorrere ancora nell’errore di costruire prima di avere dotato l’area di dovuti interventi rispetto a viabilità e presenza degli elettrodotti: è del tutto evidente infatti che in assenza di accordo tra tutti i privati interessati né la nuova strada di accesso né l’interramento delle linee elettriche presenti si potranno realizzare, quindi è indispensabile che la Giunta avvii un percorso concertativo coerentemente ai pareri espressi in fase di votazione dei preaccordi dell’aprile 2004; 3. infine sulla variante relativa alla richiesta del Gruppo Brevini (così come sulle altre delocalizzazioni), di insediare uno nuovo stabilimento più funzionale nell’area in questione la Lega Nord non ha mai espresso alcun voto positivo come vorrebbe lasciare intendere l’Assessore. L’Assessore Ugo Ferrari, come prassi consolidata, attacca con armi spuntate per difendere l’incapacità sua e della Giunta di prendere una qualsiasi decisione. La Lega Nord non fa “inutili pressioni”, ma si preoccupa di una urbanistica che continua ad essere gestita per pezzi e bocconi: Ferrari venga allora subito in Commissione, così come abbiamo già chiesto formalmente, altrimenti tutti i bei discorsi sui futuri progetti di riqualificazione dell’area Nord di Reggio sono solo cartoline elettoralistiche. Rèz, 9 Maggio 2007. Stazione Tav e Interporto: centrosinistra schizofrenico. Durante i lavori dell’ultimo Consiglio comunale ho trattato una interpellanza per chiedere alla Giunta Delrio se ritenesse coerente insediare difronte all’area dove forse sorgerà la stazione reggiana della Tav, che si vorrebbe valorizzata dal costoso intervento dell’Architetto Calatrava, un interporto così come previsto dal vigente Prg. L’Assessore Ferrari, ha dichiarato che tale previsione fu immaginata in assenza dell’intervento dell’Architetto spagnolo e che quindi si sta ripensando ad una diversa destinazione di carattere direzionale/polifunzionale dell’area che doveva ospitare la piattaforma logistica, rimandando tutto ai futuri studi sull’area vasta che va dalle Reggiane a Mancasale. Una risposta in perfetta linea con lo carattere decisionale di questa Giunta: un’altro rinvio. Non ci aspettavamo nulla di diverso, ma dobbiamo rilevare una certa schizofrenia del centrosinistra: prima si progetta un Prg con un’area finalizzata a garantire lo scambio ferro-gomma per il trasporto di merci a disposizione di Mancasale e dei distretti produttivi che hanno nello scalo di Dinazzano e nel porto di Boretto i rispettivi terminali, ora se ne dichiara l’inutilità per motivi estetici. Se è giusto tutelare l’immagine, nel caso si arrivasse veramente alla realizzazione della stazione Tav griffata, è altrettanto giusto domandarsi se le previsioni del Prg fossero “sballate” e comunque perché in caso di un ripensamento sull’utilità della Piattaforma logistica si debba comunque mantenere una previsione insediativa per di più di carattere direzionale, come se nella zona non ve ne fossero già in sovrabbondanza. C’è poi un’ultima considerazione: recentemente il Ministro Di Pietro ha risposto ad una nostra interpellanza parlamentare nella quale ribadiva come “la rete Alta Capacità assolve al ruolo di nuovo collegamento veloce inserendosi in aree periurbane” tra cui Reggio, “da valorizzare e trasformare in nuovi nodi nevralgici intermodali” ed inoltre confermava che l’integrazione dell’Alta Velocità con tutte le stazioni storiche tra Milano e Bologna risponde all’esigenza di estendere “i benefici del nuovo servizio ai bacini di utenza passeggeri e merci delle città intermedie”. A questo punto è evidente che i finanziamenti alla stazione reggiana della Tav sono finalizzati unicamente alla monumentalità e non alla realizzazione di un nodo intermodale: non è allora meglio tornare ai progetti originari, meno costosi ma più utili alla collettività? Rèz, 6 Maggio 2007. Adesso basta! Il problema della viabilità su via Inghilterra ed i quartieri limitrofi, venne sollevato dal nostro Gruppo consiliare nel settembre 2004 allorquando proponemmo il raddoppio dell’asse attrezzato, un provvedimento previsto anche nel progetto preliminare del Prg del 1994 (a firma Oddo Torelli) e che oggi vede di fatto un asse di grande viabilità trasformato in strada di quartiere: un primo collegamento con via Inghilterra è stato infatti autorizzato a maggioranza il 16 febbraio 2006, per il tramite di una rotonda, laddove sorgerà la nuova sede della Croce Verde. Il pre-progetto al Prg vigente infatti ne prevedeva il raddoppio delle corsie e la messa in sicurezza con l’installazione dei guard rail centrali così come nella sua prosecuzione che prende il nome di via Chopin e Hiroshima. L’Ulivo bocciò l’idea perché nel frattempo la politica cementificatrice aveva visto sorgere nuovi quartieri ai lati di via Inghilterra, la quale doveva perdere la propria caratteristica di tangenziale per divenire una strada di quartiere con diverse rotonde senza però risolvere i problemi legati a messa in sicurezza e carico viabilistico determinato dal prossimo allacciamento alla via in oggetto della variante alla SS.63 ed all’asse attrezzato “sud-est”. Sino ad oggi la maggioranza di governo dell’Amministrazione non è stata in grado di trovare una sintesi politica delle necessità urbanistiche della zona e la Giunta non ha fatto nulla, cosicché via Inghilterra continua a rimanere una strada a rischio tanto che in pochi anni si sono registrati ben tre gravissimi incidenti di cui due frontali. Abbiamo presentato oggi una interpellanza urgente per sapere dal Sindaco Delrio quando intenderà provvedere alla messa in sicurezza di via Inghilterra ed ad un adeguamento rispetto al carico viabilistico che dovrà sostenere rimanendo al contempo asse attrezzato e strada di quartiere. Rèz, 5 Maggio 2007. Delrio, Ds e Manodori. Erano esattamente due anni fa, nell’aprile del 2005, quando il Consiglio comunale impegnò due sedute per discutere e votare (respingendole a maggioranza) le richieste dei gruppi della CDL rispettivamente: di impegnare “il Sindaco a verificare anche tramite i propri rappresentanti nominati nella Fondazione Manodori se le recenti scelte gestionali e politiche sino ad ora intraprese dalla Fondazione siano in linea con i principi dello Statuto e in caso contrario a porre in essere tutte le iniziative necessarie per il rispetto di tali principi” presentata dalla Lega Nord e di “istituire una Commissione di controllo e garanzia circa le scelte gestionali della Fondazione Manodori”, presentata da FI e UDC. Era da non molto che la Fondazione Manodori aveva annunciato l’operazione Coopservice-Servizi Italia. In quella occasione si aprì anche il caso
della riunione preconsiliare che vide protagonisti esponenti del Gruppo
consiliare e della Giunta dei Ds, convocata presso palazzo Pratonieri
al cospetto del Presidente della Fondazione Manodori. Ricordiamo bene le parole del collega Colosimo: “Certe abitudini sono dure a morire soprattutto quando non ci si rassegna a prendere definitivamente atto che una vicenda politica della città si è chiusa e ne è cominciata un’altra. Non credevo che i Ds fossero così vicini alla Presidente della Manodori da poter essere convocati per opportune consultazioni”. Eppure la richiesta di chiarezza, all’alba dell’operazione Servizi Italia di cui oggi si è tanto dibattuto, venne rigettata dalla maggioranza, tanto più che nessun componente della Giunta intervenne nella discussione ed il Sindaco Delrio, che oggi chiede ad Antonella Spaggiari di venire in Commissione, si limitò allora ad una fugace apparizione in Consiglio. Il tempismo di Delrio è quantomeno bizzarro,
ma questo a parte, avrebbe potuto la politica ed in particolare quel
gruppo di esponenti Ds che si recarono alla Fondazione per “chiarire
alcuni aspetti” ed arrivare in Consiglio comunale “con
un minimo di documentazione e di confronto sulle tematiche”
(Corradini Franco verbale C.C. 22/04/05) fare emergere i contorni
dell’operazione che ha poi prodotto il cosiddetto “tesoretto”? Rèz, 5 maggio 2007. Si al tracciato nord della via Emilia Bis. Come noto l'attuale percorso della via Emilia, nel tratto che attraversa la nostra provincia e segnatamente i Comuni di S.Ilario d’Enza, Reggio Emilia e Rubiera, vive una situazione di grave congestionamento causato dall'enorme flusso di traffico che risulta incompatibile con gli insediamenti urbani presenti. Larga parte dei veicoli in transito è formato da automezzi pesanti che non hanno alcun riferimento con gli insediamenti produttivi insediati lungo la strada statale in oggetto ed inoltre in caso di temporanea chiusura dell’Autorstrada del Sole tutto il traffico ivi presente ricade sul già carente sistema viabilistico locale. La realizzazione di un tracciato più coerente e razionale di variante alla SS.9 che superi le previsioni del Prg vigente, passando a nord degli abitati, è una necessità avvertita da tutta la cittadinanza residente nelle frazioni di Cella, Cadè, Gaida, Masone e Bagno. Ad ovest di Reggio il Comune di Parma ha approvato il progetto preliminare per il collegamento tra la propria tangenziale con quella dei Comuni di S.Ilario d’Enza e Gattatico già in fase di realizzazione e per il completamento del progetto in questione è necessario uno specifico studio e del successivo pronunciamento della nostra Amministrazione considerato che il Prg vigente prevede ancora alcune varianti a sud dell’attuale tracciato SS n.9. Ad est di Reggio invece, la nostra Amministrazione, così come il Comune di Rubiera, ha inserito nel proprio Prg vigente un percorso stradale alternativo che si muove in maniera disomogenea correndo in parte a nord ed in parte a sud dell'attuale percorso. Il progetto in questione prevede anche la costruzione di un ponte sul fiume Secchia di difficile e costosissima realizzazione ed inoltre urbanisticamente lascia trasparire la possibilità di una successiva espansione edilizia nell’ampio spazio compreso tra il tracciato indicato a Prg e gli abitati esistenti ed allo stato attuale delle cose non vi è possibilità di realizzare in tempi ragionevoli il tracciato sopra descritto cosicchè il traffico continuerà a canalizzarsi nel vecchio percorso con evidenti problemi per la sicurezza nonchè per la salute pubblica (si vedano in proposito i dati sull'inquinamento a Rubiera, centro nel quale sono state addirittura smesse le centraline di rilevazione della qualità dell'aria - piano ARPA). Le Province di Reggio Emilia e Modena hanno dato vita ad un tavolo di lavoro per l'individuazione di un nuovo percorso stradale che congiunga le due tangenziali correndo a nord dell'autostrada, in affiancamento della stessa ed alcuni dei Comuni interessati, sia reggiani sia modenesi, si sono già pubblicamente espressi a sostegno di una tale ipotesi progettuale complanare all’Autostrada del Sole ed alla linea Tav. Nel complesso i tratti da realizzare nel territorio reggiano ricadenti su diversi territori comunali, che potrebbero vedere la compartecipazione alla progettazione e realizzazione anche delle Provincie di Reggio e Modena nonché di Anas, Regione e Ministero sono così ripartiti:
Con una interpellanza presentata ieri abbiamo chiesto alla Giunta se si intenda relazionare circa la fattibilità della cosiddetta Via Emilia bis secondo i tracciati ipotizzati tutti a nord dell'attuale SS n.9, se intenda esprimere il proprio gradimento rispetto all'individuazione di un tracciato in affiancamento all'A1 e Tav in direzione Modena ed infine se si intendano modificare e con quali tempi gli strumenti urbanistici per adeguarli alle nuove ipotesi di tracciato. Rèz, 19Aprile 2007. Area produttiva via Gonzaga: serve più concertazione. In seguito alla richiesta formulata dalla Società Brevini Riduttori di insediare la propria nuova sede in un terreno di proprietà posto in località S.Prospero in adiacenza a via Ochino, è stato avviato il procedimento che ha portato ad una variante del vigente Prg ed alla sottoscrizione di uno specifico Accordo ai sensi dell’art.18 della LR.20/2000. L’ipotesi relativa alla richiesta della Brevini Riduttori Spa ha implicato un ragionamento sull’insieme dell’intera area compresa tra il nuovo casello autostradale, via dei Gonzaga e l’A1, che risultando strategica per lo sviluppo qualificato e l’immagine della Città, ne ha condotto ad una classificazione complessiva di Ambito Aree Ecologicamente Attrezzate per Insediamenti Produttivi ad Alta Tecnologia. Verificato che permarrebbero problemi relativi alla presenza di due linee dell’alta tensione rispettivamente di Enel e Tav e all’accessibilità del comparto, poiché verrebbe concesso alla Brevini un utilizzo provvisorio quanto improprio di via Ochino ed atteso che la concertazione tra le parti portatrici d’interessi pubblici e privati sull’area sia indispensabile per realizzare un’urbanistica di qualità, così come anche prospettato dalle iniziative dell’Amministrazione tese alla qualificazione dell’area nord della Città, abbiamo chiesto al Presidente della 1° Commissione di inserire questo tema all’ordine del giorno di una delle prime sedute utili. Rèz, 18 Aprile 2007. Rivalta: varianti subito in Commissione. In data 20 ottobre 2006 chiesi al Presidente della 1° Commissione Ernesto D’Andrea di convocare una seduta per trattare il tema della variante alla SS.63 e precisamente il tratto di competenza della nostra Amministrazione comunale. Sebbene la disponibilità del Presidente ben e due solleciti all’Assessore Colzi, la questione non è stata ancora trattata, mentre i colleghi della Provincia hanno già potuto essere edotti sia dei progetti inerenti la variante di Canali che delle ipotesi concettuali relative a Rivalta, che prevedono il parziale utilizzo di via del Burracchione come soluzione al passaggio nella frazione del grande traffico veicolare che attualmente grava sulla frazione. A questo punto l’invito che ho rivolto al collega D’Andrea è quello di invitare i tecnici della Provincia: non vogliamo arrivare a giochi fatti con dei progetti solo da digerire senza discussione alcuna sulle ipotesi di tracciato. I Consiglieri comunali così come i cittadini vogliono e devono essere informati, la Giunta non si sottragga ai propri compiti! Rèz, 17 Aprile 2007. L’ora di un vento nuovo. Per come strutturata la vicenda Coopservice, dopo quella Unipol, appare come una opera di ingegneria finanziaria minuziosa quanto collaudata: c’è da sperare che non ne emergano ulteriori. Comunque sia il dato evidente è che il sistema cooperativo per ciò che rappresenta nella nostra Comunità, ha necessità di una profonda operazione di rinnovamento e la trasparenza è l’arma migliore per partire. Oggi è stata pubblicata quella che dovrebbe
essere la lista dei soci di First Service Holding, ma si tratta di una
lista incompleta infatti mancano all’appello ben 40 soggetti. Certo che i dati odierni sono degni di interesse: se il totale delle azioni di FSH è di 126.200 (corrispondenti a 631 mila euro di capitale sociale), allora i 260 nominativi pubblicati oggi da un quotidiano locale, ne detengono 76.980 e di queste ben 22.300 sono in mano a soli 11 soggetti (cioè il 17,67% dell’intero capitale). All’appello mancano allora 49.220 azioni pari al 39,00% del capitale sociale di FSH che a questo punto sarebbero in mano ai 40 soggetti ancora ignoti ed ai fondatori della società lussemburghese per 6.200 azioni (ovvero 31.000 euro) cioè la Fiduciaria Felsinea srl. Questi 52 sono i detentori del 56,67% di First Service Holding: sostanzialmente la controllano. Un ultima riflessione sulla Fondazione Manodori che
in tutta questa partita è uno dei soggetti che ci ha guadagnato
meno: se inizialmente comprò il 43% delle azioni di Servizi Italia
per poi rivenderne il 40%, a chi venne venduta la differenza, con quali
tempistiche e perché? Rèz, 14 Aprile 2007. Via Cecati: da Pdci proposte contraddittorie. Dopo la fantascientifica proposta dei nastri trasportatori il Capogruppo del Pdci Matteo Riva concede il bis e anche il tris. Dice il collega consigliere che bisognerebbe realizzare un parcheggio multipiano in via Cecati, fortunatamente la sua maggioranza non lo ascolta perché in via Cecati di tutto c’è bisogno tranne che di nuove automobili in circolazione, anzi il Consiglio della Circoscrizione 4 si è trovato d’accordo con la necessità di eliminare uno dei due parcheggi esistenti quando verrà realizzato il nuovo parcheggio scambiatore in via Francia: da troppi anni i quartieri intorno a via Cecati aspettano un parco attrezzato, subendo per contro uno sproporzionato carico veicolare. Il Capogruppo del Pdci ha dichiarato in diverse occasioni che si rende necessario monitorare la qualità dell’aria nei dintorni delle scuole garantendo un ambiente più salubre ai ragazzi: come si concilia un parcheggio multipiano con la presenza in via Cecati di due asili e una scuola media? Passino le proposte demagogiche ma non le contraddizioni. Rèz, 13 Aprile 2007. Ci mancavano i cinesi. All’appello del caos prodotto dalla politica dell’immigrazione buonista mancavano giusto i cinesi. Dopo i gravi fatti di Milano anche a Reggio dobbiamo porci il problema della presenza di una comunità a se stante, dobbiamo farlo perché quanto avvenuto a Milano potrebbe accadere anche da noi: solo pochi giorni fa una banale lite tra commercianti in piazza grande avrebbe potuto divenire una rissa o forse peggio. Sino ad oggi invece il centro-sinistra ha chiuso completamente gli occhi mentre i cinesi continuano ad infittirsi comprando attività ed immobili e soprattutto costituendo un proprio stato nel nostro stato. Perché di ciò si tratta: come avevano annunciato candidamente essi stessi qualche anno fa, anche nella nostra città è nata indisturbata una chinatown. Allora il neo Assessore alla fantomatica coesione sociale dovrebbe cominciare a spiegarci con quali strumenti concreti scoperchiare questo mondo che vive nell’ombra, nel silenzio e troppo spesso nell’illegalità, per integrare l’integrabile ed allontanare tutto il resto. Persino il Governo cinese si è mosso: siamo
una democrazia a sovranità limitata? O siamo sotto ricatto economico? La risposta deve essere chiara ed orientata inflessibilmente sulla legalità e sul rispetto delle nostre regole: chi non è d’accordo può tornare tranquillamente là da dove è venuto. Rèz, 13 Aprile 2007. Aria: soluzioni strutturali a livello Padano. Si è svolta ieri la seduta della I° Commissione
consiliare durante la quale è stato presentato il “Rapporto
sulla qualità dell’aria e azioni di indirizzo per il miglioramento
e il risanamento”. La premessa che introduce ogni anno l’Accordo Regionale di Programma sulla Qualità dell’Aria, ovvero quei provvedimenti di limitazione del traffico che dovrebbero teoricamente combattere l’inquinamento atmosferico derivante dalla fatidiche PM10 recita sempre allo stesso modo: “Dal 2001 al 2005 sono stati superati, negli agglomerati e nelle zone di tutte le Province della Regione, i valori limite di PM10 per la protezione della salute fissato dall'Unione Europea e dal decreto 60/02: sono stati, infatti, rilevati valori della media giornaliera superiori a 50 g/m3 per un numero di giornate superiore a 35” Parliamo di teoria, perché se ai fini della protezione della salute umana i superamenti consentiti sono 35 all’anno, i dati relativi agli ultimi anni confermano che anche i blocchi come precedentemente le targhe alterne non sono serviti, tanto che la loro burocratica riproposizione anche per l’anno corrente sa tanto di suicidio politico nei confronti dell’Unione Europea che già da tempo monitora la situazione e che, di questo passo, tra non molto sanzionerà pesantemente l’italia e a caduta quelle Regioni responsabili di non essersi messi in regola (segnatamente quella dell’area padana). La realtà, sebbene come Lega Nord lo abbiamo ripetuto a più riprese, è che in quest’ultimo decennio il fenomeno è stato sottovalutato, infatti l’accumulo delle polveri sottili, che si muovono come un gas su aree vaste, è favorito dalle particolari condizioni meteo-climatiche della Padania, ove si registrano prolungati periodi di inversione termica durante i quali si forma una vera e propria cappa di smog iperstabile che rende insignificanti i blocchi infrasettimanali. A Reggio la situazione è tra le più difficili
e i dati lo testimoniano (per di più nel corrente anno siamo
solo al 13 aprile): La macroregione padana che è tra le più
inquinate al mondo, necessita indubbiamente di un piano strutturale
che coinvolga tutte le Regioni del bacino ed un tavolo è stato
anche aperto, ma nell’attesa che la politica trovi un accordo
si cominci intanto da casa nostra, dall’Emila-Romagna, con serie
strategie a lungo periodo e non con logiche politiche demagogiche tese
a scaricare la responsabilità solo sull’automobilista così
come avvenuto sino ad oggi. Di buono nell’Accordo riproposto dalla Regione, ci sono solo il potenziamento dei distributori di gpl e metano lungo l’Autosole ed i finanziamenti per l’installazione degli impianti a metano, che però sono una goccia nel mare: se con 5 milioni di Euro si possono convertire 10.000 veicoli e l’obiettivo è arrivare a 30.000 entro il 2010, ma in Emilia esistono circa 480.000 vetture pre-euro (19% del totale circolante) mentre gli autobus non euro sono circa il 47% su un parco circolante che supera le 6000 unità. Bisogna fare di più investendo, a partire dalle Pubbliche Amministrazioni, sul rinnovo tecnologico del parco veicolare (facendo leva sulla fiscalità ed anche con specifici accordi nazionali con le case automobilistiche) e degli impianti di riscaldamento, su una logistica efficiente e porsi l’obiettivo di superare definitivamente come indicatore di riferimento le PM10 con le PM2,5. Spesso la risposta è che i soldi sono pochi o addirittura che non ce ne siano, allora bisogna accelerare l’attuazione del federalismo fiscale perché il problema dell’inquinamento tocca la nostra terra e solo noi possiamo farcene carico per risolverlo: in California hanno cominciato a provvedervi già dai primi anni ’90 adottando una terapia d’urto e non tiepidi rimedi. Vogliamo forse aspettare che qualcuno riproponga come soluzione la spianatura del passo del Turchino? Rèz, 6 Aprile 2007. Fuori i nomi! Le notizie di stampa che hanno delineato una complessa operazione finanziaria che ha visto coinvolte Coopservice e Fondazione Manodori meritano una riflessione. La direzione provinciale di Legacoop avrebbe espresso il proprio dissenso sull’operazione invitando i dirigenti di Coopservice a rispettare i principi mutualistici e a restituire le plusvalenze: posizione corretta ma tardiva, così come la promessa del Presidente Rinaldini, che “i guadagni non arricchiranno i vertici della coop”. Tardiva perché politicamente il messaggio che passa è che qualcuno ci possa avere “provato” seppure alla luce del sole e perché moralmente è l’ennesimo schiaffo alla base dei soci e dei lavoratori. Trasparenza vorrebbe poi che venissero resi pubblici i nomi dei 300 soci di Coopservice che hanno aderito all’offerta anche in funzione dell’immagine e del ruolo pubblico e sociale della Cooperazione reggiana. Un ultima riflessione per i cittadini reggiani: in tutta questa partita chi ci ha guadagnato meno sembra proprio che sia la Fondazione Manodori, mentre la Coopservice avrebbe addirittura riacquistato per 13 milioni il 12,5% di quelle azioni che, quando vennero cedute inizialmente alla Manodori stessa (ma allora era l’intero pacchetto del 40%), ne valevano solo 5. Lussemburgo, plusvalenze milionarie, parole che normalmente verrebbero associate al Berlusconismo ed invece le ritroviamo associate alla Cooperazione. Rèz, 6 Aprile 2007. Consulenze esterne: seguire rigorosamente indirizzi Ministero. Nei giorni scorsi, come previsto dalle norme vigenti,
la Giunta comunale ha diffuso l’elenco degli incarichi esterni. L’obiettivo della Circolare in questione è di “richiamare le amministrazioni al contenimento delle spese relative all’affidamento di collaborazioni”, in particolare il Ministro Nicolais ha rammentando i diversi interventi legislativi che negli ultimi anni hanno comportato forti restrizioni in materia non solo ponendo dei tetti di spesa, ma anche circoscrivendo i casi e le esigenze che possono giustificare il ricorso a collaborazioni di carattere autonomo. I criteri ispiratori delle linee di indirizzo esplicitate, sono legati sia alla natura dei contratti, ma anche alle norme che da un lato bloccano le assunzioni e dall’altro prevedono un complesso processo di pianificazione e programmazione per l’individuazione dei fabbisogni di personale. Nel nostro caso si palesa l’assoluta necessità di una profonda verifica da parte dell’Amministrazione comunale sia dei limiti di spesa previsti dal legislatore (annualmente non superiore al 40% sul 2004 per gli incarichi occasionali e al 60% sul 2003 per gli incarichi coordinati e continuativi), che dei presupposti giuridici che legittimano il ricorso alle collaborazioni esterne che debbono rispettare contemporaneamente tre caratteristiche da motivare obbligatoriamente: straordinarietà, temporaneità e alta qualificazione della prestazione. Con una interrogazione abbiamo chiesto alla Giunta se la nostra Amministrazione negli ultimi anni ha rispettato le linee di indirizzo del Governo o se si sia riscontrato un uso surrettizio di questi strumenti. Rèz, 5 Aprile 2007. Criminalità: pugno di ferro. Preso! Allora si deve lavorare di più sulla prevenzione, perché noi vorremmo prima di tutto che i reati non si compissero: ma questo è un problema prima di tutto politico. Un preciso disegno politico-affaristico ha portato la nostra Città a crescere in modo sproporzionato ed è divenuta il ricettacolo di ogni tipo di delinquenza perché i politici che governano l’Amministrazione locale non hanno voluto mantenere il controllo del territorio: in questo quadro, al netto di indulti e scarcerazioni facili, le forze dell’ordine fanno quello che possono. Ha detto bene il Signor Questore: “coloro che
sono pericolosi devono andarsene”. Il Comune prima di tutto non può continuare a chiudere gli occhi, ma cominciare seriamente a controllare a tappeto le residenze: da quasi due mesi ho chiesto alla Giunta di sapere quale siano le sue valutazioni in merito al rilascio del certificato di residenza anagrafica in capannoni, uffici ed altri ambienti che non hanno i requisiti igienico sanitari ed edilizi per l’uso abitativo e se corrisponde al vero che siano stati ridotti i controlli anagrafici da parte degli accertatori delegati e se parte di quelli fatti siano eseguiti addirittura previo appuntamento con il richiedente la residenza ed infine se corrisponde al vero che, al fine del cambio di abitazione, non venga più richiesto dall’Ufficio Anagrafe il permesso di soggiorno ai cittadini extracomunitari con il concreto rischio di concedere la residenza anagrafica anche ai clandestini: il silenzio di Delrio & C. sa molto di colpevolezza. La Città vuole sicurezza e se la politica vuole soddisfare questa richiesta deve usare il pugno di ferro, perché è l’unica lingua che i delinquenti comprendono. Rèz, 4 Aprile 2007. Barriere architettoniche: recuperare ritardi. Si è svolta nel pomeriggio di ieri la prima seduta della 3° Commissione consiliare dedicata al tema del superamento delle barriere architettoniche. Ascoltando i rappresentanti delle Associazioni dei Disabili e gli interventi di alcuni componenti della Giunta comunale, il quadro che ne è uscito è sufficientemente sconfortante: la nostra moderna ed opulenta Città è in grave ritardo rispetto alla soluzione del problema. Se il Protocollo del 2001 firmato da Comune e Gruppo di lavoro sull’Handicap, a seguito della conferenza “la città per tutti” del 1998, sembra non abbia concretizzato molto, nemmeno i diversi tavoli ai quali hanno partecipato le Associazioni dei Disabili, da Agenda 21 a quelli per i Piani di Zona a quelli del Pum, non hanno ancora generato un organico programma operativo: l’Amministrazione interviene per segnalazioni o, più di recente, con il lento procedere dell’avanzamento dei vari lavori in corso. Non solo, una preoccupazione più che fondata è legata al proliferare di nuove barriere, anche in luoghi di nuova espansione urbanistica: a quasi vent’anni dalla legge per l’eliminazione delle barriere architettoniche sembrerebbe impossibile eppure, lo ha confermato l’Assessore Colzi, accade ancora, probabilmente anche a causa del boom edilizio registratosi a Reggio. Altro tema delicato è risultato quello dei parcheggi
e dello spropositato numero di permessi per disabili presenti nel territorio
comunale di Reggio: ben il doppio rispetto a Parma. I disabili chiedono fatti non più parole, allora
è improrogabile comare un gap evidente ed soprattutto è
necessario che la Giunta faccia uno sforzo doppio, creando un tavolo
permanente con le Associazioni, accelerando le operazioni di monitoraggio
degli interventi da fare, individuando le risorse necessarie ed infine
stendendo un programma operativo. Non si accampino scuse, i Bilanci prevedono alcuni
investimenti che possono essere tranquillamente differiti e molte spese
che si possono evitare. Rèz, 31 Marzo 2007. Mancasale, serve tavolo di concertazione urbanistica. Con la realizzazione dei ponti di Calatrava sull’asse
attrezzato Reggio-Bagnolo la Giunta comunale ha dato avvio al cosiddetto
progetto RETE (Reggio Emilia Territorio Esteso) finalizzato alla “riqualificazione
e riconnessione territoriale nelle aree verdi inerenti l’alta
velocità”, ma più in generale all’obiettivo
di “riqualificare una vasta area di territorio localizzato a nord
della Città creando una nuova polarità integrata ai capisaldi
urbani esistenti” quali l’Ente Fiera e la Zona Industriale
di Mancatale. Crediamo che tutti i soggetti pubblici e privati abbiano l’interesse a programmare nel medio e lungo periodo una politica concertativa finalizzata alla completa rivalorizzaizone di questa che è la principale zona produttiva cittadina. In quest’ottica bisogna tenere conto anche del fatto che nella Zona Industriale Mancasale sono presenti gli impianti di depurazione gestiti da Enìa, che ad un trattamento a fanghi attivi analogo a quello che si svolge negli impianti convenzionali affiancano una linea di rimozione biologica dell'azoto, ma che tuttavia da molti anni fanno registrare una situazione insostenibile per tutti gli operatori del complesso industriale a causa dei miasmi prodotti da tali impianti. Tenuto conto del complesso delle esigenze in essere, abbiamo inteso interpellare la Giunta comunale per sapere se si intende pianificare con Enìa la dismissione dello stoccaggio a cielo aperto dei fanghi prodotti dalle operazioni di depurazione ovvero se si intende programmare l’installazione di impianti tecnologicamente avanzati volti a ridurre gli agenti patogeni eventualmente presenti nei fanghi e ad eliminare gli odori associati alla presenza di sostanze organiche volatili e putrescibili, oltre a realizzare un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati al fine di una organica pianificazione urbanistica tesa alla completa rivalorizzazione della Zona Industriale di Mancasale. Rèz, 29 Marzo 2007. Porta a porta: tutto come previsto. La decisione presa all’unanimità dalla Giunta comunale di allargare il sistema di raccolta domiciliare cosiddetto “porta a porta” non ci trova sorpresi: già in occasione del Consiglio comunale che diede il via libera alla richiesta di referendum, pensavamo che dall’esperienza maturata in fase di sperimentazione, la Giunta avrebbe saputo proporre una sintesi politica che conducesse ad un sistema gestionale dei rifiuti estendibile ed adattabile a tutti i diversi contesti abitativi, con l’unico punto fermo di raggiungere il 70% di differenziazione. A questo punto, come immaginavamo il referendum sarà doppiamente inutile. Cosa rimane da fare? Rèz, 26 Marzo 2007. Elementare Marmirolo: si conceda deroga. Da diverse settimane la scuola elementare di Marmirolo rischia di vedere sparire, a partire dal prossimo anno scolastico, la classe prima, non perché non vi siano bambini da iscrivere (ve ne sarebbero già oggi 11), ma perché la Legge finanziaria impone un numero minimo di 14 alunni. Va bene la razionalizzazione della spesa pubblica ma vi sono casi, come quello di specie, che richiedono quel minimo di elasticità e di buon senso che una fredda legge calata da Roma non può contemplare. L’Ulivo di Reggio in campagna elettorale è sempre pronto a sbandierare il sistema formativo locale come eccellenza del territorio, la Giunta Delrio sta spendendo fior di milioni per i campi nomadi e Calatrava: vorrebbero farci credere di non riuscire a mantenere una prima elementare solo perché mancano 3 iscritti? Che magari da qui a settembre potrebbero anche arrivare? Marmirolo ha bisogno dei suoi “remigini”
sia per motivi organizzativi che sociali. Giunta, Circoscrizione e Consiglio dei Ragazzi della Circoscrizione 6 si adoperino presso i responsabili dell’Ufficio scolastico provinciale per ottenere una deroga e garantire la prima elementare ai bimbi Marmirolo. Rèz, 8 Marzo 2007.
Via Inghilterra: servono provvedimenti. Il pre-progetto al Prg vigente ne prevedeva il raddoppio delle corsie e la messa in sicurezza con l’installazione dei guard rail centrali così come nella sua prosecuzione che prende il nome di via Chopin e d’altronde non poteva essere diversamente per un Asse attrezzato. Il primo atto che presentammo in questa Consiliatura fu proprio la richiesta di mettere in sicurezza via Inghilterra secondo quel progetto. L’Ulivo bocciò l’idea perché nel frattempo la politica cementificatrice aveva visto sorgere nuovi quartieri ai lati di via Inghilterra, la quale doveva perdere la propria caratteristica di tangenziale per divenire una strada di quartiere con diverse rotonde. Sino ad oggi però non si è fatto nulla e via Inghilterra continua a rimanere una strada a rischio tanto che in pochi anni si sono registrati ben due gravissimi incidenti frontali. E’ ora che la Giunta si dia una mossa. Rèz, 5 Marzo 2007. Due interpellanze su ex Polveriera e San Tomaso. Da diversi anni gli stabili dell’ex Polveriera di viale Olimpia,
che sono di proprietà pubblica ed in parte della Curia vescovile
sono abbandonati. Negli anni scorsi venne promosso un Concorso Nazionale di idee che coinvolgeva l’intera area vasta comprendente anche lo stadio Mirabello, le piscine di via Melato, la stazione e le Reggiane: era l’ambito di riqualificazione “Reggio Est” già oggetto di monitoraggio da parte della Corte dei Conti. Le aree in oggetto risultano altamente strategiche in quanto insistenti nelle immediate vicinanze del centro storico cittadino e considerato che il progetto 1° classificato prevedeva già allora per l’area dell’ex Polveriera una destinazione ad attività “ludico-ricreative legate alla cultura ed al tempo libero”, abbiamo interpellato la Giunta per sapere se si intenda prendere in considerazione l’eventualità di destinare gli immobili in oggetto ad attività per i giovani come ad esempio alloggi per gli studenti universitari e/o sale di prova musicali. Altra area in abbandono altra interpellanza: da molti anni infatti l’ex carcere ospitato nei locali dell’antico convento di San Tomaso in centro storico è chiuso ed in molti si sono interrogati su quale destinazione darvi. Tale struttura è di proprietà demaniale ed ultimamente sta ospitando una parte dei beni di proprietà dell’Archivio di Stato: abbiamo chiesto alla Giunta se si intenda prendere in considerazione l’eventualità di progettare di concerto con l’Archivio di Stato e le Autorità competenti, un ricupero della struttura in oggetto al fine di consentire una appropriata allocazione ed esposizione aperta al pubblico dei beni culturali dell’Archivio di Stato. Rèz, 21 Febbraio 2007. Servizi comunali efficienti per tutti. La Società Tuttogiglio ha presentato una istanza al Servizio Edilizia per il rilascio del certificato di conformità edilizia e agibilità relativo alla porzione del complesso multifunzionale denominato “Petali del Giglio” destinato all’attività di multisala cinematografica e pubblici esercizi di pertinenza, in data 13/02/07 la Commissione Provinciale di Vigilanza Pubblici Spettacoli ha effettuato il sopralluogo di competenza rilasciando in data 14/02/07 il proprio nulla-osta condizionato ad alcune prescrizioni che non riguardano aspetti edilizi, contestualmente in data 13/02/07 i Tecnici comunali provvedevano al sopralluogo di competenza ed il Dirigente del Servizio ha così potuto rilasciare in data 14/02/07 il certificato di conformità edilizia e agibilità. La Società Cinestar Gestioni, locataria dei locali di proprietà della Tuttogiglio spa ha presentato istanza in data 13/02/07 al Servizio Sviluppo Economico e Turismo per il rilascio dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande,i n data 16/02/07 il Dirigente del Servizio ha così potuto rilasciare sia l’autorizzazione sanitaria che l’autorizzazione per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Per l’evasione di entrambe le pratiche sono
occorsi ai servizi della nostra Amministrazione comunale rispettivamente
giorni 1 e giorni 3: tale efficienza è decisamente encomiabile
e dà lustro ai Servizi municipali ed alla loro efficienza. Rèz, 21 Febbraio 2007. Stop regali ai nomadi. La reazione all’improvvisata proposta del Sindaco Delrio sulla spalmatura dei nomadi in “campine” di quartiere è un’ondata di indignazione per l’ennesima ingiustizia a carico dei cittadini-contribuenti stanchi di sopportare la diffusa illegalità determinata dal non controllo del territorio. Il simbolo di tale situazione sono i campi nomadi contro la cui ulteriore diffusione, anche nella mattinata di ieri ben 544 cittadini sono accorsi al nostro banchetto per sottoscrivere la Mozione di iniziativa popolare per chiuderli definitivamente o sistemarli sotto casa di Delrio & C. Quest’ultima sparata del Sindaco Delrio ci appare sbagliata e poco meditata sia perché non nell’ordine delle priorità della Città che sotto altri profili: a livello urbanistico ci creerebbe un precedente difficilmente circoscrivibile ai soli nomadi, acuirebbe la tensione sociale ed aumenterebbe i costi a carico dell’Amministrazione. Non dimentichiamo che i Piani Esecutivi di Gestione del periodo 2004-2007 rivelano che il Comune di Reggio Emilia ha “investito” circa €.860.000 per gli oneri relativi al pagamento delle sole utenze per campi nomadi, oltre a €.203.000 per “servizi di consulenza” e progetti specifici, senza tralasciare i ripetuti interventi straordinari di manutenzione (ultimo dei quali gli ormai noti €.380.000 per Roncina). Quest’anno poi la Giunta comunale, con delibera
n.25 del 31 gennaio scorso, ha rideterminato le tariffe di alcuni
servizi per l’esercizio 2007: si avranno aumenti medi del 2,5%
su tutti i servizi, tranne che per quelli sociali che rimarranno inalterati. Per garantire i diritti di cittadinanza di una minoranza che non vuole integrarsi ma cui evidentemente fa comodo lo stato di vero o artefatto disagio, si danneggia tutto il resto della Città e questo non è tollerabile se pensiamo che vi sono molte altre situazioni di famiglie che abbisognano dell’aiuto pubblico. Rèz, 16 Febbraio 2007. La legalità passa per il controllo del territorio. Nelle scorse settimane diversi articoli della stampa locale hanno riportato notizie di verifiche e controlli eseguiti dalla Polizia di Stato di concerto con la Guardia di Finanza in fabbricati ad uso industriale, e comunque di tipo non abitativo, durante i quali è stata riscontrata la presenza di persone in possesso di regolare certificato di residenza rilasciata dal servizio anagrafico. Alla luce di tali verifiche ho perciò inteso presentare una interrogazione alla Giunta per chiedere quale siano le sue valutazioni in merito al rilascio del certificato di residenza anagrafica in capannoni, uffici ed altri ambienti che non hanno i requisiti igienico sanitari ed edilizi per l’uso abitativo. Inoltre, poiché una effettiva politica improntata alla legalità si persegue con un efficace e capillare controllo del territorio, ho chiesto se corrisponde al vero che siano stati ridotti i controlli anagrafici da parte degli accertatori delegati e se parte di quelli fatti siano eseguiti addirittura previo appuntamento con il richiedente la residenza ed infine se corrisponde al vero che, al fine del cambio di abitazione, non venga più richiesto dall’Ufficio Anagrafe il permesso di soggiorno ai cittadini extracomunitari con il concreto rischio di concedere la residenza anagrafica anche ai clandestini. Dalla risposta che otterremo potremo cominciare a comprendere il reale grado di controllo del territorio che la Giunta intende perseguire Rèz, 14 Febbraio 2007. Le “campine” nomadi? Prima a casa di Delrio & C. Più “campine” per tutti! Potrebbe sintetizzarsi così l’ultima idea del Sindaco Delrio di dotare ogni quartiere di nuovi piccoli campi nomadi in sostituzione dei vecchi. Non fossero bastati tutti i denari pubblici spesi per mantenere quelle strutture che di fatto sono rimaste delle vere e proprie zone franche e che non hanno portato ad integrazione alcuna, ora si vorrebbe intraprendere una strada nuova perché secondo Delrio il problema si risolve unicamente sotto il profilo urbanistico, ovvero con un diverso dimensionamento e con l’ulteriore diffusione delle aree a disposizione dei nomadi. La Lega Nord chiama la cittadinanza a mobilitarsi e lo fa proponendo una Mozione d’iniziativa popolare attraverso la quale fare esprimere con un voto il Consiglio comunale su un aspetto specifico: impegnare la Giunta “a chiudere in via definitiva tutti i campi e/o aree di sosta per nomadi ovvero ad individuare le aree da destinarsi alla cosiddette “campine”, di cui alla recente proposta del Sindaco, nell’immediata prossimità del domicilio o della residenza rispettivamente: del Sindaco, dei componenti la Giunta Comunale, dei Consiglieri Comunali e dei Presidenti di Circoscrizione che risulteranno favorevoli a tale iniziativa.”. Da sabato pomeriggio comincerà la raccolta di firme per sostenere questa iniziativa con un monito chiaro ai reggiani: chi tace acconsente! Rèz, 12 Febbraio 2007. Il delirio di Delrio sui campi nomadi. Se ce ne fosse la possibilità sarebbe questo un argomento degno di un referendum. La questione dei campi nomadi, dell’integrazione difficile se non impossibile e del rapporto dei nomadi con la Comunità reggiana e le sue Istituzioni. E ancora sull’ultima idea balzana del Sindaco Delrio di dotare ogni quartiere di nuovi, piccoli campi nomadi. Come se non bastasse l’esperienza fallimentare
dei troppi già presenti, dove la legalità è una
chimera. Il nostro Sindaco, tanto propenso alla commozione facile, dovrebbe chiedere ai cittadini cosa ne pensano e non calare dall’alto decisioni così malsane: troppo facile fare i “buoni samaritani” in casa altrui. Le Autorità di pubblica sicurezza hanno già previsto che con l’entrata nella Unione Europea di Romania e Bulgaria sicuramente vi sarà un forte spostamento dei nomadi verso le nostre regioni: la proposta del centrosinistra di aumentare il numero già alto di campi nomadi vuole semplicemente mimetizzare l’arrivo di nuovi nuclei di nomadi dall’est europeo. Le promesse di più sicurezza ed ordine di Delrio
sono già svanite. Rèz, 30 Gennaio 2007. Il rimpasto di Giunta. La telenovela della crisi di Giunta si è formalmente
conclusa ieri, quando il Sindaco ci ha presentato ufficialmente i suoi
nuovi tre Assessori, lasciando inalterati gli equilibri di maggioranza. Al di là delle versioni ufficiali la responsabilità prima per il fallimento sui tre punti fondamentali del suo mandato che costituiscono le emergenze della Città, ovvero sicurezza-mobilità-immigrazione, è proprio di Delrio: chi ha ingabbiato Malagoli in una delega senza poteri e risorse? Chi ha sostenuto l’Assessore alla sicurezza sfiduciata da mesi dal suo partito? Chi ha dato la delega alla mobilità a quel Santel che si era presentato a Reggio già a metà servizio? L’aspetto farsesco del Consiglio di ieri è che il Sindaco ha “dimenticato” di portare al voto formale del Consiglio la revisione del programma di mandato sottoscritta da tutti i gruppi politici che fanno riferimento all’Ulivo, così come vorrebbe lo Statuto comunale. Secondo Delrio negli ultimi mesi non è successo e cambiato nulla, ma si è prodotto unicamente un approfondimento programmatico, come se ad esempio in tema di sicurezza non si fosse avvertita una clamorosa inversione ad U del Sindaco che ora parla apertamente di repressione. Fuori tempo massimo Delrio tenta di correre ai ripari con un nuovo programmino dove ribadisce alcune promesse, ma lascia aperta la discussione sulle partite Enìa, Reggiane, Manodori, nella speranza di cominciare ad imbastire qualche progetto da realizzare poi nei successivi 5 anni: ma è così sicuro di avere l’occasione di un secondo mandato? Alla Città serviva un cambio di passo, servivano
decisioni e non tentennamenti o rinvii, ma nella primi due anni e mezzo
si sono prodotte più liti di maggioranza che atti concreti di
Giunta: visto anche il poco entusiasmo di una larga parte dei Ds nei
confronti di Delrio, crediamo che questa esperienza sia destinata a
spegnersi poco alla volta. Rèz, 26 Gennaio 2007. Il “velino” della Giunta. Dopo avere appreso dall’Amministrazione, nell’ottobre 2006 a mezzo comunicato stampa, che era in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’avviso di gara attraverso il quale il Comune intendeva affidare la cura grafica, l’impaginazione, la stampa e la distribuzione del giornale periodico Reggio Comune, presentai una interrogazione per sapere i motivi per cui l’indizione di tale bando non avesse avuto alcun passaggio politico di Giunta e/o consiliare e soprattutto quale fosse l’opportunità di questa operazione visto che l’Amministrazione è già dotata di un servizio di Ufficio Stampa adeguato, mentre il Sindaco gode della collaborazione di un proprio portavoce e considerato che il territorio è servito da ben quattro quotidiani, due televisioni oltre a radio e diversi altri periodici che si occupano largamente della vita politico-amministrativa della Città. Da allora nessun componente della Giunta Delrio si è preso la briga di rispondere. Ora, per mezzo di una interpellanza che verrà prossimamente discussa in aula, ho provveduto a riformulare i quesiti aggiungendone altri poiché nel frattempo è avvenuta l’assegnazione del bando e si è in procinto di editare il primo numero di questo bimestrale, che è bene ricordarlo si inserisce sul mercato dell’informazione locale, raggiungendo tutte le famiglie reggiane, forte della gestione della raccolta pubblicitaria, che occuperà il 30% dello spazio previsto. Il periodico in questione si configura più come strumento di comunicazione della Giunta che non come “un mezzo per dialogare” con la Città, come recitava il comunicato dell’Amministrazione, poiché non è chiaro come possano essere rappresentate le voci politicamente in disaccordo con l’organo di governo, in quanto ai gruppi consiliari (14 in tutto) sono state riservate nella migliore delle ipotesi ben 8 (leggasi otto) righe ciascuno. Se confrontiamo lo spazio messo a disposizione dei gruppi consiliari in questo giornale rispetto a quello previsto in quelli prodotti in economia dalle Circoscrizioni (8 righe contro una pagina a testa) viene da se l’ennesima umiliazione istituzionale perpetrata dalla Giunta nei confronti dell’organo consigliare,. Questo è il tipo di dialogo con la città che intendono Delrio e C.? Una presa in giro bella e buona da parte di una Giunta
che sino a metà mandato non ha combinato nulla e che ora vorrebbe
recuperare il terreno perso con un “velino” nel quale elevare
le più altisonanti promesse elettorali. Rèz, 22 Gennaio 2007. Circoscrizioni: Giunta Delrio incapace di riformare. Il nostro giudizio sul nuovo Regolamento delle Circoscrizioni rimane inalterato anche alla luce della prova di appello degli emendamenti discussi e votati dal Consiglio comunale: il risultato finale è modesto e non è all’altezza delle aspettative e soprattutto delle promesse elettorali e del programma di mandato della Giunta Delrio. In questo contesto i vertici della Margherita, stretti a difesa del proprio Sindaco, cercano di minimizzare questo nuovo fallimento, perché di questo stiamo parlando anche in questa occasione, con un Regolamento per le Circoscrizioni atteso da tanti anni che si aggiunge impietosamente all’archivio delle occasioni perse da questo Sindaco e da questa Giunta, perchè come già sostenemmo durante la fase di discussione generale, la responsabilità di questo modesto Regolamento è esclusivamente da ricercarsi nella debolezza di una Giunta che non ha la forza di cambiare un bel nulla, tanto che lestamente persino il Vicesindaco Ferretti ne ha lasciato la paternità alla Commissione consiliare speciale. Politicamente impotenti: Delrio a Reggio come Prodi a Roma ! Allora non sappiamo se gli oscuri cospiratori evocati dall’On Castagnetti riusciranno nei loro non chiari intenti contro la Giunta Delrio, prendiamo atto invece che il governo Delrio preteso a Roma dalla Margherita, non riesce in alcun modo a proporre una riforma compiuta e coraggiosa, poichè la proposta di nuovo Regolamento oggi sottoposta all’esame del Consiglio comunale, non vede nessun cambiamento significativo, nessuna rivoluzione o rilancio del ruolo delle Circoscrizioni. Quattro erano gli elementi portanti di una vera riforma: numero delle
Circoscrizioni, sistema elettorale, poteri, disponibilità finanziaria. La Lega Nord voterà NO a questo piccolo lifting e crediamo che
oggi pomeriggio non sarà più la sola forza politica a
farlo. Rèz, 13 Gennaio 2007. Via Paradisi: Delrio intervenga subito. Finita la telenovela del rimpasto di Giunta il Sindaco Delrio, che ha inteso tenere per sé la delega alla sicurezza, deve intervenire subito sulla situazione di emergenza di via Paradisi e limitrofe, dove il recente reportage fotografico realizzato dalle liste civiche ha testimoniato ancora una volta il grave stato di degrado della zona. Da diversi anni, sollecitati dalla disperazione dei residenti, abbiamo posto l’accento sulla situazione avanzando anche di recente la richiesta di un maggiore controllo all’Amministrazione, ma le risposte ricevute sono state come sempre evasive se non grottesche come quella dell’Assessore Salsi che arrivò addirittura a sostenere, per conto della Giunta, che “via Paradisi per noi è un laboratorio”. La situazione è drammatica e non più trascurabile e la sola telecamerizzazione dell’area non risolve i problemi: bisogna riprendere possesso del territorio con controlli serrati. La scelta di Delrio, che ha cominciato apertamente a parlare di repressione, è un segnale importante ma si deve cominciare a fare sul serio. Rèz, 11 Gennaio 2007.
Giglio: gestione stadio non sia merce di scambio con varianti. Da galleria di vicinato a centro commerciale: politicamente la richiesta
di variante al piano particolareggiato del Giglio sa tanto di “sanatoria”
di un progetto che era già nato secondo canoni che apparivano
diversi rispetto alle norme regionali sul commercio. Una domanda sorge spontanea: ma se le varianti debbono essere ancora
vagliate, redatte e votate, perché da mesi si parla di grandi
gruppi multinazionali pronti ad occupare quei nuovi spazi e di un inaugurazione
del complesso che dovrebbe avvenire in primavera? Ricordiamo perfettamente come questo progetto fosse stato spacciato
come l’ancora di salvataggio per le sorti della vecchia AC Reggiana,
tanto che al tempo “qualcuno” invitò minacciosamente
i tifosi ad andare fisicamente sotto casa di chi si opponeva, tanto
che ci fu chi ascoltò quell’invito. Abbiamo preso atto dell’inefficacia della convenzione stipulata
con Mirabello 2000 (che prevedeva il ritorno dell’impianto al
Comune in caso di fallimento della stessa) nonché dell’indisponibilità
del Comune a partecipare a quell’asta. Ma che dire delle promesse di Delrio e della Margherita di non operare
più ritocchi ad un progetto che non condividevano e sul quale
si astennero per “amor di coalizione”? |