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Réz 15 Gennaio 2006 il 2005 è finito da pochi giorni ed è giunto il tempo di rendere conto degli impegni presi con i cittadini in relazione alla polemica politica scaturita dalla decisione di aumentare il gettone di presenza del Consiglio Comunale dai precedenti 67,00 € agli attuali 85,00 € a seduta. Come ricorderà ci furono alcune prese di posizione sull’opportunità o meno di aumentare il gettone di presenza in un momento economico difficile che imponeva a tutte le Amministrazioni una maggiore attenzione alle spese. In quella occasione il gruppo Lega Nord – Padania manifestò tutta la sua contrarietà all’aumento del gettone di presenza ma si dichiarò disponibile, se aumento doveva essere, ad un maggior contributo per le spese sostenute dai vari gruppi consigliari in quanto più facilmente documentabili cosa che però non fu accettata. Al fine di ribadire la contrarietà all’aumento del gettone non presi parte alla votazione ma, per non essere l’ipocrita di tutrno che si dice contrario ma poi incassa lo stesso aumento, dichiarai che avrei devoluto in beneficenza, o altre attività similari, la differenza tra il vecchio ed il nuovo gettone. Da quella data sono stati fatti n°23 consigli comunali che, considerato una differenza di aumento pari a 18,00 €, fanno un totale di 414,00 € di aumento incassati. Tale importo è stato da me girato all’Associazione Donne Emiliane che lo ha utilizzato per le sue iniziative statutarie tra cui, l’ultima, una festa organizzata il giorno di S.Lucia per i bambini di una parrocchia reggiana. Si potrà obiettare ed ironizzare sul beneficiario dell’importo o come sono stati spesi i soldi del gettone ma una cosa è certa; la promessa della Lega Nord - Padania è stata mantenuta! 16 Gennaio 2006 L’ipocrisia politica del centrosinistra reggiano è proprio senza fine! Dopo avere criticato i consiglieri di minoranza per avere fatto mancare il numero legale nell’ultimo Consiglio Comunale, accusandoli di volere sottrarsi al confronto con la Città, ecco che ieri sera, nella settimanale conferenza dei Capigruppo, gli esponenti dei DS, della Margherita e dei Comunisti sono stati capaci di bocciare la richiesta della Lega Nord Padania di consentire l’accesso all’aula del Consiglio ai responsabili dell’ARPA ed al dott.Montanari, in rappresentanza dei comitati antinceneritore, ai quali si chiedeva di portare il loro contributo tecnico-scentifico necessario per un serio confronto sulla mozione presentata dalla Lega Nord Padania. Il centro sinistra ha finalmente gettato la maschera sulle sue reali intenzione nei riguardi della salute dei cittadini. A loro non interessa nulla dell’inquinamento da nanopolveri, non interessa nulla se le emissioni dell’inceneritore provocano tumori o malattie, non interessa nulla se i reggiani in numero sempre più numeroso vengono colpiti da questo mostro ecologico, l’importante è non disturbare il manovratore che deve portare a termine la sua missione di costruire un mega inceneritore con tutti i vantaggi economici che usufruiranno poche persone. La scelta tutta politica, con motivazioni strumentali e pretestuose, di non consentire l’accesso all’aula del Consiglio Comunale è dimostrazione palese del doppiogioco del centro sinistra anche perché tale privilegio fu però concesso al Sig.Fantuzzi titolare delle Officine Reggiane. In quel caso si dovevano difendere gli interessi immobiliari di alcuni potentati locali come ora si devono difendere gli interessi economici di ben precisi gruppi politico-affaristi. Al centro sinistra la salute dei cittadini reggiani non interessa per niente. 19 Gennaio 2006 Anche oggi il blocco del traffico. Anche oggi è una giornata persa inutilmente. E’ questo, in sintesi, la conclusione delle scelte fatte dall’Assessore Santel e dall’Amministrazione comunale contro l’inquinamento; giornate perse dai cittadini reggiani con inutili disagi che non portano ad effetti significativi. Non contenta del danno l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ora vuole anche la beffa contro la cittadinanza e perciò si appresta a riattivare la linea dell’inceneritore di Cavalloni per scaricare nell’atmosfera tonnellate di sostanze inquinanti ed invece che essere la prima a cercare di ridurre l’inquinamento l’Amministrazione vuole essere la prima a provocarlo. Il problema dell’inquinamento atmosferico da traffico andrebbe risolto con degli interventi strutturali, anziché adottare una politica di divisiti e disagi, ma che ad oggi ancora non si vedono anche se l’Assessore Santel è stato nominato per questo scopo specifico. Un Assessore che ha prodotto il nulla, che non si vede mai ed è totalmente scollegato con i problemi veri della Città ma che è stato però capace di assumere un consulente esterno per fare il lavoro per il quale è pagato. E’ giunto il momento che i cittadini reggiani facciano sentire la loro voce contro questa politica “alla gambero” della Giunta comunale e la prevista raccolta di 300 firme per trattare una mozione di iniziativa popolare sul tema dell’inceneritore è certamente un buon inizio anche per supportare l’analoga mozione della Lega Nord – Padania già nel programma di discussione del Consiglio Comunale per la prossima settimana. Rèz, 19 gennaio 2006. Esternalizzano per soccorrere Act. Il blitz operato dalla Giunta Masini con la delibera di esternalizzazione dei servizi oggi svolti dalla Provincia in materia di gestione della mobilità non è solo l'ennesimo atto di arroganza degno della cultura sovietica, è una dichiarazione di inattendibilità politica che si propaga sia all'interno che all'esterno dell'Ente. Le rappresentanze sindacali si sentono prese per il naso e i lavoratori,
il cui destino è ora più che mai incerto, si sentono buggerati. Un'Azienda che non è in grado di controllare l'evasione dal pagamento dei biglietti sui propri mezzi, un'Azienda-holding che prima ha acquisito partecipazioni in diverse Aziende extra provinciali, per costruire alleanze finalizzate alla fase delle gare per l'affidamento di servizi di pubblico trasporto, salvo cederle oggi a causa "delle crescenti difficoltà che vive il settore del trasporto pubblico locale per scarsità di risorse pubbliche" come ha recentemente affermato il Presidente Giulio Fantuzzi. Allora forse l'affidamento dei servizi oggi resi dalla Provincia così come la cessione di tutte le partecipazioni 'extra moenia' non sono giustificate dalla necessità di cambiare strategia aziendale, focalizzando la propria mission sul territorio locale, ma per recuperare risorse tout court. Un altro brillante risultato del governo ulivista. Réz, 23 Gennaio 2006.
Spese di notifica delle contravvenzioni La ricorrenza di S.Sebastiano, patrono del Corpo della Polizia Locale, che è stata festeggiata il giorno 20 gennaio scorso con una solenne cerimonia presso la “Sala degli Specchi” del Teatro Municipale ed è stata l’ulteriore occasione per l’Amministrazione Comunale per dare sfoggio di tutta la sua ipocrisia, retorica ed autoreferenzialità politica. Durante la cerimonia sono stati “snocciolati” una serie di dati documentanti l’attività della Polizia Locale facendoli passare come un risultato eccezionale mentre, in realtà, si tratta dei risultati derivanti del normale lavoro quotidiano di ogni corpo di Polizia Locale. L’apoteosi di questa ipocrisia politica si è però avuta nel pomeriggio della stessa giornata durante il Consiglio Comunale dove era all’ordine del giorno una mozione della Lega Nord Padania con la quale si impegnava la Giunta ad utilizzare con maggiore incisività e determinazione la Polizia Locale nel contrasto del fenomeno dei “portoghesi”, cioè di coloro che non pagano il biglietto dell’autobus, ma che è stata respinta dalla maggioranza. Al mattino si esalta il ruolo della Polizia Locale ed al pomeriggio la si umilia negandole di svolgere quelli che dovrebbero essere i suoi compiti naturali e mettendo così gli Agenti della Polizia Locale nella posizione di doversi vergognare di fronte ai cittadini reggiani in quanto costretti a rifiutarsi di svolgere l’intervento di identificazione dei “portoghesi”. Dall’intervento d’assessore Salsi è emerso anche il fatto che sono state elevate oltre 60.000 contestazioni di violazione al Codice della Strada ma quello che ha volutamente ignorato di dire è che, a decorrere dal 1° gennaio, l’Amministrazione Comunale applicherà un costo di notifica della contravvenzione che passa dai precedenti 6,00 € agli attuali 12,00 € con un aumento secco del 100%. Tale “gabella” sarà anche accompagnata da una nuova procedura di pagamento della contravvenzione per cui il cittadino non potrà più pagare immediatamente la sanzione, risparmiandosi così le spese di notifica, ma dovrà attendere che la contravvenzione gli sia recapitata presso la propria residenza con la conseguenza diretta che, oltre a dovere giustamente pagare l’importo di contravvenzione, dovrà pagare forzosamente ulteriori 12,00 € per le spese di notifica. Tale decisione viene giustificata dall’Amministrazione comunale come una necessità dovuta ad evitare confusioni o inutili ricorsi amministrativi ai cittadini se non fosse per il fatto che a fronte di almeno 60.000 contravvenzioni emanate in un anno si avrà ora un maggior introito per le casse comunali di oltre 360.000 € all’anno (60.000 multe per 6,00 € di aumento per ciascuna notifica). In politica pensare male è peccato ma spesso ci si prende e non sfugge il fatto che il maggior introito annuale di oltre 360.000 € corrisponde, guarda caso, alla spesa sostenuta dal Comune nel 2005 per la ristrutturazione dei servizi igienici del campo nomadi di Codemondo ed analoga cifra potrà essere spesa nel 2006 per analoghi interventi e, come dice il proverbio, “a buon intenditor poche parole”. La Lega Nord – Padania non è però disponibile ad assistere passivamente a questo ulteriore prelievo dalla tasche dei cittadini reggiani e pertanto abbiamo provveduto ad inoltrare una specifica interpellanza per conoscere quali siano state le motivazione tecniche, amministrative, economiche o politiche che hanno indotto la Giunta ad adottare tale improvvida decisione. Réz, 25 Gennaio 2006
Reggiane: falsa partenza! Area Reggiane: L’Assessore Ferrari sostiene che nella cosiddetta area Reggiane la costruzione di case non sarà una priorità ma, come spesso accade a questa Amministrazione, si dice una cosa ma se ne farà un’altra tanto è vero che di case se ne faranno eccome e, addirittura, si sta cominciando ad individuarne la localizzazione. Non contenti, si annunciano nuovi spazi commerciali e direzionali, ma dell’idea qualificante dell’area e cioè la realizzazione di quel tanto decantato “parco scientifico tecnologico” non si sente molto parlare e, per ora, il risultato politico è che per l’ennesima volta a dettare l’agenda urbanistica e lo sviluppo della Città non è l’Amministrazione comunale ma l’interesse di specifici imprenditori privati. Se verrà conservata questa impostazione di base, quella che viene definita una riqualificazione di un’area dismessa si tradurrà in pratica nell’ennesima speculativa colata di cemento. La maggioranza di centrosinistra continua l’espansione di una Città, in cui il mercato immobiliare sta già dando ampi segni di saturazione, discostando di essere solo dei meri esecutori silenziosi ed accondiscendenti delle esagerate previsioni urbanistiche del Piano Regolatore Generale targato Spaggiari-Malagoli sconfessando le loro stesse promesse elettorali di un rallentamento della crescita urbana. Réz, 30 gennaio 2006. Delrio deve aprire la crisi. Prima hanno cominciato i Verdi che aprono una polemica con la politica urbanistica dei Ds ma che accantonano, temporaneamente, nascondendosi dietro a frasi del tipo “………..se non ci fosse Berlusconi addio maggioranza”, confondendo così volutamente la politica sul piano nazionale con quella di carattere locale. Passa un giorno ed arriva Rifondazione Comunista, questa volta sulla questione Enìa, che rincara la dose arrivando ad affermare che “…il Sindaco ha tradito la nostra fiducia” poi, a ruota, seguono i Comunisti Italiani che approfittano della situazione per tornare alla carica rivendicano ancora una volta più poltrone. Questa benefica tempesta spazza finalmente la cenere sotto la quale, sin dall’inizio del mandato, covava il fuoco delle differenze programmatiche in seno all’Ulivo che, a Reggio così come a Roma, sono troppo evidenti e conflittuali. E’ d’altronde logicamente impensabile che Delrio possa ingranare una retromarcia sul completamento di tutte le partite aperte sulle quali si regge il patto di potere tra i DS e la Margherita. Ora siamo attivati alla resa dei conti perché, indipendentemente dall’esito delle elezioni politiche, qualcuno nell’Ulivo nostrano rimarrà politicamente scottato ed è quindi necessario che il Sindaco Delrio prenda subito atto della crisi che investe la sua maggioranza e ne tragga le dovute conseguenze. La Città ha sopportato fin troppo una Giunta “mummificata” e la soluzione di ricorrere a rimpasti e rimpastini di Giunta sarebbero solo un brodino caldo per tirare a campare cosa che, in questo momento non è utile ai Reggiani. Réz, 6 Febbraio 2006
Con il progetto Calatrava l’Amministrazione Comunale ci ha fatto vedere come si sprecano i soldi pubblici non facendo il concorso d’idee, con il progetto di ristrutturazione di Piazza Prampolini l’Amministrazione Comunale ci ha fatto vedere come si sprecano i soldi pubblici facendo il concorso d’idee. E’ questa, in sintesi, la capacità politica dell’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia. L’idea politica dell’Assessore Spadoni di ristrutturare Piazza Prampolini che rappresenta il “cuore storico” della nostra Città è certamente valida e condivisibile ma, come al solito, la metodologia adottata per raggiungere tale obbiettivo non è solo criticabile ma anche deleteria. La Giunta Delrio, degna erede della Giunta Spaggiari, ha scelto di spendere soldi pubblici fare un concorso di idee per la ristrutturazione di Piazza Prampolini per ottenere un progetto preliminare elaborato da due pur validi architetti francesi ma che nulla hanno da spartire con la Città quando tale progetto era già stato predisposto, sempre a spese della Comunità, da altrettanto validi architetti reggiani che meglio conoscono la realtà locale e la cui opera creativa non era mossa solo dalla “ricompensa“ ma anche dalla profonda conoscenza dell’ambiente cittadino e delle caratteristiche reggiane che non possono essere capite ed assimilate solo guardando delle foto su Internet o in quattro giorni di visita alla Città così come hanno fatto i vincitori francesi del concorso di Piazza Prampolini. Il progetto preliminare di ristrutturazione di Piazza Prampolini, come delle altre piazza reggiane, era già bello e pronto nei cassetti del Comune ed era stato preparato dagli Architetti Amedeo Magnani (qualche nesso con l’arch.Magnani dello staff di Spadoni?), Piero Cervi e Giuliano Cervi, che su incarico dell’Amministrazione Comunale, avevano effettuato uno “studio particolareggiato finalizzato alla elaborazione del piano dell’arredo urbano” da cui doveva prendere forma un organico progetto di rifacimento del Centro Storico. L’indagine degli architetti “nostrani”, completa e dettagliata, forniva ampie risposte a tutte le problematiche connesse al rifacimento del centro storico della Città. piazza Prampolini compresa, e non vie era pertanto la necessità, in questo caso, di indire un concorso per arrivare scomodare progettisti d’oltreAlpe totalmente avulsi dal contesto del nostro territorio. Era pertanto sufficiente che l’Assessore Spadoni, ed il suo strapagato staff, avessero aperto i propri cassetti e ripreso le risultante dello studio degli architetti reggiani per elaborare un progetto di ristrutturazione, semplice ed efficace, senza bisogno si spendere inutilmente i soldi dei Cittadini. Un progetto semplice, senza costi eccessivi ed in armonia con la tradizione architettonica della Città che nulla ha che vedere con quello elaborato dagli strapagati archietetti francesi che, se portato a termine, cambierà irrimediabilmente l’aspetto di Piazza Prampolini rendendolo totalmente estranea a quella conosciuta dai reggiani. La Lega Nord – Padania, per dimostrare ancora una volta quanto sia facile fare le cose semplici, ha elaborato un progetto di ristrutturazione a “costo zero” di Piazza Prampolini utilizzando i dati ed il materiale già esistente nei cassetti del Comune e ne farà dono al sindaco Delrio e all’Assessore Spadoni sperando che traggano lezione da tutto questo. La speranza che questa Amministrazione comunale ne tragga insegnamento è vana ma si sa che la speranza è l’ultima a morire. Rèz, 7 febbraio 2006. Luceria: importante passo in avanti. Il provvedimento adottato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici è un importante passo avanti per salvaguardare l'integrità del sito archeologico di Luceria. Era troppo evidente come la politica urbanistica della locale Amministrazione comunale risultasse troppo invasiva e pericolosa per questo importante sito: ora la Giunta ne prenda atto e rinunci anche al previsto parcheggio, cercando una nuova localizzazione più appropriata. Réz, 13 febbraio 2006.
Ora che la manifestazione islamica è passata senza i temuti incidenti si possono fare, a mente fredda, alcune considerazioni politiche su quando è accaduto nel pomeriggio di sabato scorso. La prima considerazione è che, ancora una volta, quando si tratta di essere presenti sul territorio a difesa dei nostri principi, dei nostri valori e delle nostre tradizioni la Lega Nord – Padania è sempre da sola mentre altre forze politiche, che dovrebbero essere sulle nostre stesse posizioni, alla prova dei fatti non si fanno neanche vedere. Gli organizzatori della manifestazione si proponevano concludere il corteo e di tenere il loro comizio finale in piazza Prampolini che, per la presenza del Municipio, del Duomo e per la sua storia, rappresenta il centro politico, religioso ed identitario dei reggiani ma la nostra presenza di sabato pomeriggio ha evitato che il fondamentalismo religioso islamico vi mettesse piede. La seconda considerazione è costituita dalla legittima domanda che si è posta la maggior parte della cittadinanza, ivi compresa l’onorevole Montecchi dei DS, perché proprio Reggio Emilia? Perché con tutte le grandi città italiane come Roma, Milano, Torino ecc. dove vi sono comunità islamiche ben più ampie e numerose si è scelto di fare la manifestazione a Reggio Emilia? La risposta potrebbe essere che Reggio Emilia è la città di Prodi e di Daki. Il primo rappresenta il centro sinistra, cioè quella parte politica che più di ogni altra vuole favorire, tramite l’immigrazione, la modificazione genetica della nostra società e che ha nel Sindaco Delrio e nell’Assessore Malagoli i massimi esponenti locali, mentre il secondo rappresenta la parte più fondamentalista di una religione che come obiettivo principale quello d’islamizzare ogni società che non sia musulmana. La terza considerazione è l’ambiguità con cui gli islamici hanno manifestato il loro pensiero e le loro pretese. Non una parola è stata spesa contro quei Governi islamici che nulla hanno fatto per difendere le ambasciate europee dagli attacchi dei loro confratelli, non una parola di biasimo si è elevata contro i terroristi che tengono in ostaggio i giornalisti occidentali come non parola è stata detta in favore della laicità dello Stato ma sono state pronunciate solo parole di condanna contro il “terrorismo” dei giornali occidentali che hanno pubblicato le vignette satiriche con la pretesa di avere le scuse solo per il fatto che il loro concetto di libertà di stampa non coincide con quello delle democrazie occidentali. Non da ultimo l’ambiguità degli striscioni, dei cartelli e degli slogan scritti e gridati in arabo di cui nessuno ha potuto capire il vero significato ed in particolare se vi era corrispondenza tra quanto di diceva in italiano e quanto invece scritto in arabo. Ricordo a tutti che una delle caratteristiche principali di Arafat, come quella di molti esponenti arabi, era quella di esprimersi in inglese, verso gli occidentali, con parole di pace e collaborazione per poi girarsi e dire esattamente il contrario quando si esprimeva in arabo ai suoi compatrioti mettendo in pratica una usanza, quella della doppiezza, che viene utilizzata spesso nel mondo arabo soprattutto quando gli interlocutori sono degli “infedeli”. Gli islamici sabato pomeriggio hanno sfilato per le vie della Città in modo apparentemente pacifico ma significativa, e direi anche preoccupante, è stata la sosta del corteo davanti alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo dove più forte si è elevato l’inno ad Allah quale “unico Dio”. La missione dell’islam è semplice e chiara ed è quella d’islamizzare, è quella di anteporre il volere del loro Dio avanti a tutto ed a tutti, tanto è vero che qualcuno nel corteo si è lasciato scappare una frase emblematica “……per il profeta siamo disposti a tutto, a dare il sangue e la vita”. Il Sindaco Delrio è politicamente incosciente quando promuove sul campo gli islamici addirittura a Cittadini Reggiani, e la sinistra intera è ancora più incosciente perché è pronta a sacrificare tutte le libertà ed i principi della nostra democrazia sull’altare di una integrazione impossibile, che si trasformerà sempre più in sopraffazione, con il solo scopo di avere qualche voto in più. Réz, 25 marzo 2006 Nei giorni scorsi ho presentato una interpellanza al Presidente della Circoscrizione V per avere notizie riguardo i lavori che stanno da ormai troppi mesi interessando l’incrocio tra le vie Frank e Martiri di Cervarolo, alle Due Maestà. Inizialmente hanno cominciato modificando l’incrocio inserendo una micro-rotatoria e successivamente hanno avviato i lavori per la pista ciclo-pedonale. Sebbene alcune delle settimane scorse abbiano registrato condizioni meteorologiche sfavorevoli, comincia ad essere inspiegabile un ritardo così ampio nella consegna dei lavori, il che sta arrecando grave disagio agli utenti della strada, che per le proprie caratteristiche è ad altissima frequentazione, nonché ai residenti ed alle attività commerciali della zona. A questo punto sarà interessante capire
quale sia il piano temporale di realizzazione delle opere
e quali siano gli eventuali impedimenti che stanno rallentando
tali lavori. Réz, 22 aprile 2006 Gestione rifiuti: Ulivo basta nascondersi! Se escludiamo la perfetta coerenza dei Ds, inequivocabilmente pro inceneritore, il resto dell’Ulivo reggiano sta arrampicandosi sugli specchi delle proprie promesse elettorali da marinaio. E’ ormai evidente che la linea dei Ds è quella prevalente, tanto che dalle recenti dichiarazioni della Presidente della Provincia Masini la cosiddetta “road map” che condurrà al nuovo impianto non terrà di fatto in alcun conto i risultati della sperimentazione della raccolta ‘porta a porta’ effettuata nella settima circoscrizione cittadina che, come volevasi dimostrare, è diventata politicamente un brodino caldo per Verdi e Comitati, infatti il calendario di tale sperimentazione termina nell’aprile del 2007 proprio quando Enìa presenterà il proprio progetto. Dopo l’esito delle elezioni amministrative del 2004, non ci si poteva aspettare nulla di diverso in quanto la politica dei termovalorizzatori è incardinata sull’attuazione della Direttiva Comunitaria 2001/99/CE, per la quale viene assimilata l’energia rinnovabile a quella ricavata dalla termovalorizzazione dei rifiuti, così da arrivare all’assegnazione di incentivi ai gestori di tali impianti per la vendita di energia elettrica prodotta in cogenerazione. In questo modo il gestore per ogni tonnellata di rifiuto termovalorizzato, grazie all’elettricità prodotta riceve un incentivo da 25 a 50 euro che per un inceneritore da 200.000 tonn. può significare un introito aggiuntivo annuo da 5.000.000 a 10.000.000 di euro che le Multiservizi (ex municipalizzate) utilizzano per rimanere competitive attraverso operazioni di fusioni, concentrazioni, acquisizioni e joint-ventures. Cosicché l’utente finale non gode di alcun beneficio tariffario mentre questi giganti economici continuano a crescere rendendo necessaria la disponibilità di impianti di termovalorizzazione di rilevanti dimensioni al fine di disporre di un’adeguata massa critica in termini di tecnologie impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti,. Ecco allora che ben si comprende una linea politica che, al contrario esatto di quanto sostiene la Margherita reggiana, porterà l’Emilia-Romagna ad aumentare la propria capacità di termovalorizzazione di ulteriori 750.000 tonnellate/anno, contro l’attuale milione. Ciò si ricava dalla lettura dei Piani
industriali delle Multiservizi emiliane (Enìa, Meta,
Hera), che stanno preparando ad unirsi, mentre l’Ulivo
allarga già i discorsi sull’autonomia nella gestione
dei rifiuti da quella provinciale a quella regionale. Rèz, 6 maggio 2006. Il cavallo di Troia. Un ottimo risultato quello delle forze democristiane emiliane: usare Agac per creare Enìa e strapparla di mano ai Ds, o comunque a quella parte dei Ds che non sono ancora appiattiti sul potere della Margherita. E la beffa, ben confezionata dal trio democristiano Delrio-Ubaldi-Reggi, è che fautore della creatura di Enìa sia proprio quel Cantarelli oggi costretto a salvaguardare il proprio operato con le dimissioni. Chi pagherà a caro prezzo questa trama da prima repubblica sarà comunque la nostra Città che non solo ha contribuito “dissanguando” Agac per la nascita e la strutturazione di Enìa, ma che ora di fronte alle prospettive di partnership con Brescia o Milano, in assenza della quotazione di Borsa, rischia di vedere svalutato il proprio valore aziendale e di tornare ad essere periferia dell’impero, quello fondato sulle grandi Multiutility dell’incenerimento. E’ evidente che i Ds, nell’ambito
della progettualità politica, sembrano svolgere sempre
più il ruolo di portatori d’acqua pur detenendo
la maggioranza relativa dei consensi e la controprova sarà
il tipo di sostegno che Cantarelli riceverà dai Sindaci
della nostra provincia. Réz, 20 maggio 2006. Enìa: a pagare saranno i cittadini. Tra rallentamenti e fughe improvvise in avanti
il fronte ulivista reggiano sulla partita Enìa sembra
essersi momentaneamente ricompattato nel segno della quotazione
in Borsa e del fronte comune anti-Ubaldi. Una partita politica insomma che non fa i conti con le strategie industriali e di mercato che al contrario ci segnalano come le performance di Borsa di chi ci ha preceduto nel recente passato, sono tutt’altro che esaltanti e sono ‘movimentate’ unicamente dai continui investimenti in nuove aggregazioni e nuovi impianti. E qui bisogna cominciare a capire chi pagherà,
non solo in termini ambientali, la scelta politica di gestire
in questo modo i servizi pubblici di base. Una tariffa del tutto simile ad esempio a
quella di Treviso, dove è ormai stabilizzata dove il
sistema di raccolta cosiddetto ‘porta a porta’
è già consolidato e dove non c’è
alcun inceneritore, mentre nel PPGR reggiano a partire dal
2007, anno in cui veniva stimato l’avvio del nuovo termovalorizzatore
con preselettore, viene previsto un drastico aumento dei costi
di smaltimento pari al 40%. Rèz, 27 maggio 2006. Enìa: chi rappresenta ora Delrio? Cantarelli a parte l’operato del Sindaco Delrio appare quantomeno autolesionista: in un colpo solo è riuscito a dividere i Sindaci reggiani ed indebolire Enìa. Certo politicamente per la Margherita ed
i prodiani si è trattato di un indubbia vittoria: una
minoranza, forte delle azioni detenute, ha messo le mani sulla
più importante azienda pubblica locale. Altro che Unione, Delrio sottraendosi al confronto con gli altri sindaci reggiani ha rotto l’ultimo brandello di patto solidaristico, lasciando il comando ai suoi colleghi di Parma e Piacenza, che pur rappresentando la minoranza delle azioni di Enìa sono a lui politicamente affini e sufficienti a fare “muro”: considerando che i Sindaci d’oltrenza sono in scadenza di mandato, questa novella “triade” rappresenta ormai solo se stessa se non già gli interessi del partito di riferimento. La politica sta appagando i propri appetiti
sulla testa dei cittadini e delle Comunità che hanno
costruito le municipalizzate, Delrio è politicamente
responsabile di questa operazione che sarà l’ennesima
onta per la nostra Città, che non solo ha contribuito
“dissanguando” Agac alla nascita di Enìa,
ma che ora si trova in mezzo ad un guado molto pericoloso
rischiando o un approccio disastroso alla Borsa o la fagocitazione
da parte di qualche “pesce grosso” del panorama
delle multiutil Rèz, 14 giugno 2006. Il potere logora chi non ce l’ha. Da una parte i cosiddetti “cespugli” che un giorno sì l’altro anche attaccano gli “anelli deboli” della propria Giunta nella speranza di un rimpasto che ne sazi gli appetiti politici, dall’altra l’ormai insanabile spaccatura tra vecchio e nuovo potere in seno ai partiti “maggiori” dell’Ulivo, che si manifesta sempre più intensamente tanto più ci avviamo alla metà del mandato, perché è ora che si decidono gli equilibri politici in vista del 2009. Per una buona parte dei Ds la cessione del Sindaco alla Margherita era già stato un evento traumatico, così come le conseguente azione di governo ed il recente addio (o arrivederci?) di Uris Cantarelli, ora il fronte si sposta sul rinnovo delle cariche di partito, che vede ancora una volta registi, fazioni e tifosi schierati in campo aperto, con un unico dato certo, i Ds somigliano sempre più ad un dinosauro dal grande corpo e dalla testa piccola: l’incapacità, sebbene i numeri, di un progetto condiviso e rinnovatore per Reggio ne è la dimostrazione, così come l’autoreferenzialità di una classe dirigente datata quanto incollata alle poltrone. Lorsignori si dilettano in questo “risiko”
forti del conservatorismo politico dei reggiani mentre la
Città vede irrisolti molti dei suoi problemi e se il
tempo è denaro il cittadino-Pantalone pagherà
molto caro gli interessi particolari e politici di pochi. Réz, 17 giugno 2006. Nei giorni scorsi ho presentato una interpellanza,
l’ennesima, per avere aggiornamenti sul caso “stadio
Giglio” per sapere quali iniziative abbia intrapreso
l’Amministrazione comunale al fine di tutelare l’interesse
pubblico considerato che il disposto degli artt.29 e 30 della
convenzione stipulata con la Mirabello 2000 spa prevedeva
il passaggio diretto all’Amministrazione del bene stadio,
ovvero delle pertinenze sportive in caso di fallimento della
Società. Inoltre vorremmo sapere se risultano vere le notizie riportate dalla stampa per cui il Comune avrebbe o avanzarà una offerta per l’acquisizione della zona strettamente sportiva dello stadio ovvero se intenda partecipare all’eventuale asta per la stessa e quale sia ad oggi il credito complessivo vantato dal Comune di Reggio Emilia nei riguardi della fallita Mirabello 2000 spa, poiché con provvedimento del 28/03/2006 il Giudice Delegato dichiarava esecutivo lo stato passivo del fallimento ammettendo in via chirografaria (per la quale il Comune ha presentato opposizione) complessivi €.247.941,60 più successivamente ulteriori €.472.844,45, sebbene il Vicesindaco Franco Ferretti, in data 13/07/2005, rispondendo ad una nostra specifica interpellanza affermava: “L’Amministrazione comunale … ha intenzione di compiere ogni possibile verifica circa gli obblighi che Comune e Mirabello 2000 hanno assunto con la convenzione del 24 maggio 2002” …omissis… ”sulla parte di immobili destinata allo stadio e sue pertinenze, in caso di fallimento della Mirabello 2000 si dovrà far fronte all’eventuale costituzione di diritti reali a favore di terzi su beni destinati a zona sportiva che dovessero preesistere alla convenzione del 24 maggio 2002, che vietava espressamente l’iscrizione di ipoteche” ed infine “rimarrà aperto anche il problema dell’incasso dell’ICI per gli anni 1996, ’97, ’98, ’99 e 2000 nonché dell’imposta di pubblicità del 2002 per un importo complessivo di €.1.262.000, peraltro a fronte della rateizzazione concessa per il pagamento la società ha presentato una fideiussione di €.370.000 per il cui incasso è stato interessato il servizio legale interno ad intraprendere la procedura per ottenere il decreto ingiuntivo”: è interessante conoscere l’esito di tale fideiussione. Infine vorremmo fosse chiarito se risultano confermate le dichiarazioni rese dall’Assessore Ugo Ferrari riguardo il possibile ridimensionamento del progetto “Petali del Giglio” ed in quali termini, considerato che alcune note di stampa hanno riportato una sua ipotesi di variante urbanistica tesa a ridurre le superfici del progetto preliminare “Petali del Giglio” (peraltro alcune delle quali già in fase di avanzata realizzazione). Rèz, 30 giugno 2006. Inquinamento aria: Pm10 situazione allarmante. Il fenomeno delle Pm10 dovrebbe essere prevalentemente
invernale poiché in quel periodo sussistono anche le
condizioni per la cosiddetta inversione termica e dovrebbe
per sua natura attenuarsi in primavera ed estate. Dal 18 giugno scorso infatti si sono registrati
ben 10 superamenti del livello di legge consentito (50 micr/mc),
mentre gli sforamenti dall’inizio dell’anno sono
rispettivamente 28 alla stazione di S. Lazzaro, 34 in viale
Risorgimento e ben 82 in viale Timavo. L’emergenza localmente è legata anche al problema del caotico traffico cittadino, per la cui soluzione i tempi sembrano ancora piuttosto lunghi, mentre nell’area vasta padana, che è tra le più inquinate al mondo, si rende sempre più improrogabile un piano strutturale che coinvolga tutte le Regioni del bacino. Rèz, 8 luglio 2006. P.za Vivaldi: provvedimenti tampone, manca visione PUM. L’aumento dell’improprio traffico
pendolare all’interno dei quartieri residenziali genera
proteste, le conseguenti modifiche alla viabilità dei
quartieri come di recente in piazzetta Vivaldi genera proteste. La situazione del traffico a Reggio continua a peggiorare e la gente si attrezza come può, nel senso che per evitare le code nelle arterie principali, si inventa spesso percorsi alternativi che finiscono per intasare la normale viabilità di quartiere: è successo un po’ ovunque in Città e le soluzioni adottate sinora dall’Amministrazione comunale sono state l’istituzione di nuovi sensi unici di marcia o la realizzazione di rotonde per cercare una migliore fluidificazione del traffico. Questa impostazione però non può
funzionare a lungo, ciò che manca è una visione
complessiva che solo il Piano Urbano della Mobilità
può dare e mancano arterie di grande viabilità
che servano esclusivamente i pendolari ed i lunghi spostamenti. Rèz, 13 luglio 2006. Rifiuti: Legambiente premia buone amministrazioni leghiste. Come consuetudine anche quest’anno Legambiente ha presentato il proprio dossier sui Comuni “ricicloni” ed anche quest’anno le Amministrazioni a guida leghista ne sono uscite vincitrici. I vari sistemi di raccolta differenziata vedono infatti da parecchi anni le regioni Veneto e Lombardia ed il Nord più in generale in testa a tutte le classifiche sia per quantità che per qualità. Tra i Comuni capoluogo di provincia ai primi cinque posti della categoria “miglior sistema di gestione dei rifiuti urbani”, ne registriamo ben tre governati dal Carroccio: Lecco (primo assoluto), Treviso e Varese, mentre la nostra Città, dove il dibattito sulla gestione rifiuti è più che mai aperto, si attesta al decimo. Più attardati i piccoli Comuni, se risulta che tra quelli superiori ai 10.000 abitanti il primo Ente emiliano è Lugo (RA) al 127° posto ed il primo reggiano è Quattro Castella al 158°, mentre tra quelli inferiori ai 10.000 abitanti il primo emiliano è Sarmato (PC) al 346° ed il primo reggiano Albinea al 571° (!!). In Emilia-Romagna la politica si è
troppo attardata ad inseguire le strategie politico-finanziarie
e gli assetti societari delle ex municipalizzate, mentre nelle
altre regioni padane hanno messo in campo strategie gestionali
funzionali ed innovative per il bene comune. Rèz, 1 agosto 2006.
Inquinamento aria: soluzioni Regione inadeguate. “Nel 2001, 2002, 2003 e nel 2004 è
stato superato, negli agglomerati e nelle zone di tutte le
Province della Regione, il valore limite di PM10 per la protezione
della salute fissato dall'Unione Europea e dal decreto 60/02:
sono stati, infatti, rilevati valori della media giornaliera
superiori a 50 g/m3 per un numero di giornate superiore a
35” La realtà, sebbene come Lega Nord lo abbiamo ripetuto a più riprese, è che in quest’ultimo decennio il fenomeno è stato sottovalutato, infatti l’accumulo delle polveri sottili, che si muovono come un gas su aree vaste, è favorito dalle particolari condizioni meteo-climatiche della Padania, ove si registrano prolungati periodi di inversione termica durante i quali si forma una vera e propria cappa di smog iperstabile che rende insignificanti i blocchi infrasettimanali. A Reggio la situazione è tra le più
difficili e i dati lo testimoniano (per di più nel
corrente anno siamo solo al 1 agosto): Quando l’Assessore Santel sostiene che “bisogna imparare a muoversi diversamente” forse non tiene conto del tipo di urbanistica che si è realizzata a Reggio, dove praticamente l’uso dell’auto è incentivato e dove conseguentemente anche il trasporto pubblico arranca. L’area vasta padana che è tra le più inquinate al mondo, necessita indubbiamente di un piano strutturale che coinvolga tutte le Regioni del bacino, ma nell’attesa che la politica trovi un accordo si cominci intanto da casa nostra, dall’Emila-Romagna, con serie strategie a lungo periodo e non con logiche politiche demagogiche tese a scaricare la responsabilità solo sull’automobilista. Di buono nell’Accordo riproposto dalla Regione, ci sono solo il potenziamento dei distributori di gpl e metano lungo l’Autosole (a tal proposito: la nostra proposta di aprire un distributore di metano in montagna datata 2003, che trovò l’assenso unanime della Comunità montana che seguito ha avuto?...) ed i finanziamenti per l’installazione degli impianti a metano, che però sono una goccia nel mare: se con 5 milioni di Euro si possono convertire 10.000 veicoli per arrivare a 30.000 entro il 2010, come ha spiegato l’Assessore Zanichelli, in Emilia esistono circa 480.000 vetture pre-euro (19% del totale circolante) mentre gli autobus non euro sono circa il 47% su un parco circolante che supera le 6000 unità. Bisogna fare di più investendo, a
partire dalle Pubbliche Amministrazioni, sul rinnovo tecnologico
del parco veicolare e degli impianti di riscaldamento, su
una logistica efficiente e porsi l’obiettivo di superare
definitivamente come indicatore di riferimento le PM10 con
le PM2,5. Réz, 2 agosto 2006. Il 20 gennaio 2006 ebbi a trattare in Consiglio Comunale una interpellanza rivolta all’Assessore Spadoni in merito all’ubicazione finale dei mercati ambulanti dopo il rifacimento delle piazze Fontanesi e Martiri del 7 luglio, poiché si ventilava allora un possibile spostamento dei mercati dal centro storico, cosa che ne determinerebbe un ulteriore impoverimento. In tale occasione Spadoni tentò prima di vendere come propria l’idea di un sistema mercatale fatto da piazze e strade posti sull’asse nord-sud che esiste già da almeno 20 anni poi nel merito ebbe a definire meglio gli intenti dell’Amministrazione: “…questo sistema delle piazze garantirà la presenza dei mercati all’interno del centro storico…Noi vogliamo arrivare a questi appuntamenti (il rifacimento delle 2 piazze) con un progetto organico con un nodo centrale che è piazza San Prospero da riorganizzare in termini di qualità e riduzione degli orari…quindi ad un asse che possa svilupparsi a nord in alcuni giorni della settimana in particolare con il mercato del martedì e del venerdì e a sud con la possibilità in piazza Fontanesi di instaurare un mercato quotidiano dei prodotti agro-alimentari”. I costosissimi lavori di rifacimento in piazza
Fontanesi si stanno lentamente ultimando ed il progetto realizzato,
costituito da una pietra delicata nella parte centrale e chiusa
su tre lati da fittoni in granito, conferma come lo spostamento
di molti operatori da quella piazza sia pressoché definitivo,
poiché la maggior parte di questi che già davano
vita ad un polo alimentare utilizzano speciali furgoni che
ora non avranno evidentemente più accesso all’area. Réz, 5 Agosto 2006 Come è noto è iniziata da qualche tempo la riqualificazione del tratto di via Emilia tra piazza Gioberti e piazza Duca d’Aosta che ha scatenato tante polemiche soprattutto da parte di chi, residenti e commercianti, è direttamente danneggiato dal protrarsi dei lavori. Al fine di compensare gli operatori commerciali, ma anche i residenti, dai sostanziali danni economici subiti la Lega Nord Padania ha presentato già in data 23/6/2006, e quindi in tempi non sospetti, una mozione avente lo scopo di impegnare la Giunta ad eliminare, o quantomeno ridurre, le imposte locali quali ICI, rifiuti, pubblicità e simili ai residenti ed agli operatori commerciali per tutto il periodo di svolgimento dei lavori. Si tratta di una proposta di buon senso che non incide in modo sostanziale sulle casse comunali e non servirà a compensare i danni subiti dai cittadini ma che ha un forte impatto politico in quanto tesa a dimostrare solidarietà da parte di tutta la Comunità reggiana verso coloro che sono costretti a subire danni personali a causa di lavori che interessano tutti. Proprio perché sui tratta di una iniziativa di buon senso crediamo che tale mozione, che proponemmo anche alla Giunta precedente allorquando si stava realizzando il parcheggio in piazzale Marconi, sarà respinta con la scusa che i lavori in corso valorizzeranno gli immobili presenti: cosa che secondo l’allora Assessore Davoli doveva avvenire anche per la zona stazione e che comunque andrebbe a beneficio dei soli proprietari. Réz, 24 Agosto 2006 Piscina comunale: Catellani riferisca. L’Amminstrazione comunale aveva inserito nel programma triennale dei lavori pubblici 2005-2007, contenuti nel Bilancio 2005, alcuni interventi da realizzarsi con capitali privati in project financing: tra questi la ristrutturazione del centro sportivo natatorio di via Melato, per un valore presunto di €.2.800.000,00. Come prevedibile per tale progetto nessun promotore ha avanzato proposte in merito: era ben difficile trovare un privato disposto a sobbarcarsi i costi per una struttura che abbisogna di interventi strutturali consistenti e ben superiori a quelli preventivati e per di più in un area priva della necessaria disponibilità di parcheggi. Cosicché le piscine di via Melato continueranno a funzionare in una situazione piuttosto precaria con periodiche chiusure per manutenzione ed in una costante crescita dell’utenza, che di fatto tra società, associazioni e privati, si contende le corsie delle vasche. Una situazione paradossale per una Città che ha due stadi di calcio, uno stadio da baseball sovradimensionato ed un nuovo centro “Acquatico” che non ha risolto la domanda dei nuotatori essendo configurato come parco divertimenti estivo. A questo punto, con una specifica interpellanza, vogliamo sapere dall’Assessore Catellani com’è la sitazione e quali sono le prospettive, con un invito a pensare se non sia il caso di programmare, magari questa si in project financing, la costruzione di una nuova piscina coperta che assolva l’ampia domanda di nuoto presente in Città. Réz, 25 Agosto 2006 Stazione Calatrava: si ritorni a progetto Tav.
Questa era la risposta che il 13 settembre 2004 davo all’Assessore Colzi allorquando lamentò la mancanza di 17 milioni per il completamento delle opere calatraviane. Infatti costi e modalità contrattuali per griffare la sola stazione Tav, nel frattempo riconcettualizzata dalle Vele alle Onde, erano già noti: dai 15,50 milioni del progetto originale della Tav si era passati a 56,30, coperti per il tramite di un Accordo del giugno 2004 tra Regione, Provincia, Comune e Act con i fondi destinati ad altre opere (sottopassi ed elettrificazione tratte Act e metropolitana di superficie), tanto che successivamente il “prode” capogruppo della Margherita Colosimo, interpellò la Giunta nel settembre 2005, per avere conto proprio del “dirottamento” quei denari. Arriviamo al gennaio 2006 quando la Giunta da il via libera al progetto definitivo del nodo intermodale, ma non senza problemi politici: gli Assessori Santèl, Montanari e Colzi si astengono non senza le opportune critiche smorzate solo dalla benevola copertura dell’ennesimo aumento dei costi di 20 milioni da parte dell’odiato Governo Berlusconi. Il costo totale della stazione si aggira ora sui 75 milioni cui vedremo se andranno aggiunte le ulteriori richieste emerse in questi giorni e per le quali il vicesindaco Ferretti giura e spergiura il disinteresse finanziario del Comune dimenticando però che l’accordo del 2002 tra Tav, Cepav, Provincia e Comune è molto chiaro: (art.3) “le parti concordano che gli extracosti rispetto all’importo di 15,5 milioni attualmente previsto per la stazione, da verificarsi sulla base della progettazione definitiva-esecutiva, non potranno in nessun caso far carico a TAV oa Cepav Uno. Pertanto Comune e Provincia di Reggio Emilia si impegnano, ora per allora, ad attivarsi per individuare ulteriori fonti di finanziamento” … si spera forse nel soccorso del Governo Prodi? Qualche giorno fa a tornare alla carica è stato l’Assessore Catellani con le sue pertinenti quanto tardive considerazioni culturali: ma dov’erano tutti costoro nella scorsa consiliatura? E cos’hanno fatto oggi per arginare un simile spreco? Nulla. Ma le voci di cui ho ricordato i precedenti sono anche quelle più vicine al Sindaco, quindi per un noto adagio egli “non può non sapere” … e condividere. I ponti di Calatrava piacciano o meno, ormai li abbiamo e danno il proprio segno al territorio, se veramente questa Giunta avesse gli attributi per dare una svolta non solo simbolica all’urbanistica creativa degli scorsi anni ed all’allegra gestione dei pubblici bilanci, dovrebbe prendere il toro per le corna e ritornare al progetto originale di Tav e Cepav Uno per una stazione, che è bene ricordarlo, accoglierà “ben” 6 treni al giorno! Réz, 25 Agosto 2006 Mercato coperto: Giunta frettolosa, molti punti da rivedere. Sono diversi mesi che la Giunta Delrio è presa d’assedio dalle polemiche riguardanti il centro storico, stretto tra una situazione di degrado persistente e l’incapacità di comunicare ed ascoltare residenti ed operatori nelle fasi di gestione dei progetti di riqualificazione programmati. Cosicché nelle settimane scorse si
è arrivati alla presentazione in pompa magna del progetto
di riqualificazione del Mercato coperto che, salvo complicazioni
nell’iter amministrativo, partirà tra una decina
di mesi circa. La ristrutturazione in project financing del Mercato coperto era inserita nell’elenco dei lavori pubblici del 2005 per un importo presunto di €.6.000.000, senza alcuna previsione di contributo da parte dell’Amministrazione comunale. Il 26 luglio scorso la Giunta municipale ha dichiarato, con delibera n.210, la sussistenza del pubblico interesse per la proposta poi presentata alla stampa, che si concretizza in un investimento di circa 12 milioni, di cui 4,7 milioni circa di manutenzione straordinaria (valore giudicato dall’Amministrazione molto elevato nonché privo di del relativo programma d’intervento) e 2 milioni quale contributo in conto capitale richiesto all’Amministrazione comunale, la quale riuscirebbe a provvedere solo parzialmente e che richiederebbe una variazione al bilancio per la copertura finanziaria necessaria. Non bastasse l’Amministrazione avanza
alcune perplessità sulla congruità della durata
di gestione prevista dalla proposta, che è di 30 anni,
durante la quale per di più il Comune non percepirà
i canoni di concessione dei locatari, il cui ammontare al
netto degli oneri sostenuti annualmente per la gestione funzionale
della galleria è calcolato sulla base attuale in circa
4,5 milioni (totale nei 30 anni). Altri aspetti da valutare riguardano l’ex Casa dello studente per la quale il progetto presentato prevede il riutilizzo per fini commerciali, necessitando conseguentemente di una deroga o variante al Prg in quanto oggi destinata a “edificio per la collettività” e da ultimo, ma non per importanza anche se più facilmente risolvibile in sede di progettazione definitiva, il progetto architettonico proposto per la galleria che è giudicato non pienamente coerente con l’impianto architettonico e decorativo presente. Insomma la strada è ancora lunga e non bastano i proclami per promuovere un’azione di Giunta che risulta ancora una volta superficiale ed anche, nel caso di specie, più onerosa per le casse pubbliche. Réz, 28 Agosto 2006 Ogni qualvolta si presenta un problema sulla sicurezza cittadina, l’Assessore Salsi riesce sempre a trovare qualche inutile dissertazione pur di ridimensionare la questione e non intervenire. Stavolta è il caso della Canalina, dove esercenti ed abitanti chiedono da tempo maggiore sicurezza, ma già in passato come ad esempio al quartiere Orologio o nel parcheggio dell’ospedale il gioco a minimizzare è lo sport preferito della Salsi pur di lavarsene le mani, senza dimenticare della situazione del centro storico, della stazione e di via adua dove le telecamere non hanno di certo fermato i malviventi o quando sentenziò addirittura che “i vigili non saranno mai poliziotti” o dei controlli mai effettuati sulle residenze. Questo Assessore, che si dovrebbe occupare di sicurezza, è inadeguata per meri motivi ideologici e all’intero centro-sinistra, per non ammettere quanto la propria politica immigratoria sia devastante per il nostro territorio, fa comodo avere qualcuno che fa muro arrivando a negare la realtà dei fatti, che vede invece una crescita esponenziale della criminalità dovuta esclusivamente all’immigrazione, perché se è vero che non tutti gli immigrati sono delinquenti è altrettanto vero che la quasi totalità dei delinquenti sono immigrati. Oggi anche gli Assessori all’immigrazione, dopo avere sfoggiato per anni una dialettica intrisa di multiculturalismo, ovvero quel sistema di convivenza tra etnie basato sui ghetti e scolpito sul programma amministrativo della nostra Giunta sebbene fallito ormai in tutto il mondo, devono fare clamorosamente retromarcia, rilanciando il solito trito e ritrito ritornello sulle politiche e i percorsi di integrazione, quando ben sanno quale sia il livello d’integrazione anche delle comunità presenti a Reggio da più tempo o quanto importi a chi vuole delinquere seguire quei loro percorsi politicamente fantasiosi… La città non ha bisogno di più poliziotti, ma di meno delinquenti ed ecco che la realtà si scontra ancora con l’ideologia ed il tornaconto dei partiti: che credibilità politica può avere chi ha appena liberato 30.000 carcerati tramite l’indulto? E’ da almeno 15 anni che denunciamo i problemi dell’immigrazione, della legalità, della cessione del territorio di forte all’avanzata della criminalità, ma siamo sempre stati tacciati di catastrofismo quando non di razzismo od estremismo, ma oggi purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti arrivando all’assurdo che sia la gente onesta a doversi barricare dietro ai cancelli per difendersi: carcerati in casa. Ma se è il cittadino il primo a concedere fiducia a forze politiche come quella dell’Assessore Salsi allora è giusto che il declino di questa Città continui e che alle istanze non venga data risposta, anche se noi da parte nostra continueremo a chiedere l’allontanamento di Assessori del genere. Réz, 29 agosto 2006. Fogliano: dal 2004 nulla è stato fatto. Nell’ottobre 2004 il mio predecessore Paolo Roggero ebbe a presentare al Presidente della Circoscrizione 5 una mozione specifica sul problema dell’alta velocità tenuta da molti automobilisti attraversanti la frazione di Fogliano, proponendo “l’installazione di opportuni impianti semaforici intelligenti od altri dispositivi alternativi” atti a limitare la velocità su via Fermi, anche in considerazione del fatto che per la costruzione della tangenziale della frazione i tempi non sembrano brevi. La discussione in Consiglio di Circoscrizione vide l’unanime approvazione di tale proposito, ma a tutt’oggi nulla è stato ancora fatto! E’ pur vero che il programma delle opere pubbliche 2006-2008 prevede per quest’anno la costruzione di una rotatoria all’incrocio tra le vie Fermi e Casello Veneri del valore di €.150.000,00, ma dei tempi realizzativi nulla è ancora noto, perciò ho già provveduto a presentare una interpellanza alla presidenza per avere lumi in merito e giungere ad una speriamo rapida soluzione del problema, magari partendo dalla sistemazione dell’unico semaforo oggi presente nei pressi delle scuole elementari, in modo che possa “leggere” il superamento del limite facendo scattare il segnale di stop. Réz, 8 Settembre 2006 Diversi cittadini hanno scritto al Sindaco Delrio per denunciare il persistere di una situazione certamente indecorosa nei parcheggi antistanti l’ospedale Santa Maria Nuova, ove gruppi di extracomunitari da anni molestano i frequentatori della struttura sanitaria richiedendo elemosine e/o l’acquisto (illecito) di piccoli articoli. Per ben tre volte, nel gennaio e ad ottobre
2005 e nel febbraio del corrente anno, ho interpellato l’Amministrazione
comunale su questo stato di fatto, ottenendone sempre risposte
elusive quand’anche grottesche e contraddittorie. Tante sottigliezze terminologiche se non inutili parole: o quegli extracomunitari sono regolari e allora possono tranquillamente cercarsi un lavoro oppure sono clandestini ed allora debbono essere espulsi. La verità, come abbiamo già avuto modo di dimostrare altre volte, è che l’Assessore Salsi, che si dovrebbe occupare di sicurezza, è inadeguata per meri motivi ideologici tanto che sostenne in Consiglio comunale che il fenomeno in questione era stato ridimensionato quando invece anche la petizione dei cittadini dimostra che non lo è. Un altro pezzo della Giunta, molto più
realisticamente, ha tentato indirettamente di risolvere la
questione indicendo un bando di project financing per l’ampliamento
e la gestione di tali parcheggi, ma per nessuno dei progetti
delle imprese partecipanti è stata dichiarata la sussistenza
di pubblica utilità. Réz, 13 Settembre 2006 “Per fermare la criminalità non ci vogliono più poliziotti, ci vogliono meno delinquenti!” Questo è il testo di uno dei miei manifesti elettorali del 1999 quando mi presentai per la prima volta come candidato Sindaco della Lega Nord e lo conservo nel mio studio per non dimenticare che sono almeno dieci anni che denunciamo il problema dell’intensificarsi della criminalità nella nostra Città: derisi se non osteggiati dei più! Oggi anche una figura importante come Don Ranza si è dovuto fare interprete del problema arrivando a promuovere una manifestazione ai giardini pubblici che non è molto dissimile dalle famose “ronde padane”: un’azione di denuncia di una situazione insopportabile, che solo la cecità politica del centro-sinistra continua a minimizzare se non negare. Dopo l’atteggiamento dell’Assessore Salsi è arrivato anche il Sindaco, con le sue statistiche inutili a sostenere che la percezione è cosa diversa dalla realtà: il problema è che la Città è piena di brutti ceffi e la gente non si sente sicura né a passeggio, né in al posto di lavoro, né in casa propria. E la prova sta nel fatto che ormai si vive come carcerati: blindati ogni dove. Ma forse la Salsi, Delrio e C. non hanno mai visto tornare a casa la propria figlia importunata o la moglie scippata, non hanno mai avuto una pistola in faccia nel mentre di una rapina, non hanno mai avuto la visita di ladri di appartamento o la propria attività svaligiata, no! E se anche si fossero trovati in un frangente simile dovrebbero comunque negare per opportunità politica. E il punto è questo perché, lo hanno sostenuto anche fonti del palazzo di giustizia, la criminalità al 75% se non oltre è fonte di immigrazione e chi se non i catto-comunisti hanno riempito la nostra Città di immigrati per opportunità politiche ed economiche? Reggio è sotto scacco. Ogni mattina si esercita il caporalato nei viali di circonvallazione, mentre durante il giorno i parchi del centro sono meta del bivacco di nulla facenti extracomunitari (o degli spaccini della sera prima?), in tante case, non solo del centro, vivono frotte di persone, ma di controlli neanche l’ombra. L’impressione, al di là delle manifestazioni giuste anche se piuttosto tardive come quella di domani (dove per altro presenzieremo), è che da tempo i buoi siano scappati dalla stalla. Basta ipocrisie politiche: la situazione
non è per niente sotto controllo! Caro Delrio, le uniche “balle” sono quelle che raccontate da troppi anni: smettila di fare inutili passeggiate in via Roma o di predicare una fiducia che la gente onesta ha già perso da tempo: fà quèl ! Réz 18 Settembre 2006 Tutte balle cara Pedroni! Sono anni che sentiamo inutili chiacchiere da questi amministratori: ci dicevano che per essere al passo con i tempi bisognava essere multiculturali, ovvero adottare un sistema di convivenza tra etnie basato sui ghetti anche se fallito ormai in tutto il mondo; ci hanno detto che bastava riqualificare la città per renderla più sicura; che bastavano le telecamere; che ci volevano fantasiosi percorsi di accoglienza ed inclusione degli immigrati perché divenissero “reggiani”; che la cultura avrebbe battuto la delinquenza; che bla bla bla … La verità è che la nostra città
non ha bisogno di più poliziotti o telecamere, ma di
meno delinquenti ed ecco che la realtà si scontra subito
con l’ideologia e il tornaconto di qualche potentato
partitico o economico: a chi giova e per quale motivo l’aumento
spropositato ed artificiale degli abitanti per il tramite
dell’immigrazione? Cara Pedroni, i Reggiani purtroppo debbono subire questa realtà che Voi continuate a favorire ed i cui contraccolpi sociali sono solo all’inizio e si acuiranno tanto più continuerete a penalizzare chi la nostra società l’ha costruita e resa modello di vita civile, perché purtroppo per Lei e la Sua coalizione il punto che fingete di non conoscere è che chi è a Reggio per delinquere se ne strafrega delle Vostre dissertazioni politico-culturali. Allora come esempio di concretezza politico-amministrativa, ho riproposto in Consiglio comunale il tema della recinzione dei giardini pubblici, perché qualcosa bisogna pur fare e se la chiusura del parco del popolo, come avviene in tutte le altre città italiane ed europee è cosa utile va fatta, considerato che anche a riqualificazione avvenuta la situazione non è per nulla cambiata. Nel caso di specie si tratta di risolvere un problema contingente riguardante un luogo fisico perso dai Reggiani perchè non gode della sicurezza dovuta, non di dare sfoggio di inutili vagheggiamenti filosofici. Allora per estensione, non è il Reggiano
a dovere dimostrare nulla a casa propria, o di dovere rinunciare
alle proprie abitudini, allo standard di sicurezza cui eravamo
abituati, al proprio modello di vita, alla propria identità,
ma eventualmente chi aspira a diventarlo, cosa che alla criminalità
ad alcune Comunità da noi presenti non passa neanche
dall’anticamera del cervello: allora chi è che
erige recinti? Réz 20 Settembre 2006 Sicurezza: Ulivo allo sbando. Le scomposte e scoordinate reazioni dell’Ulivo,
in materia di sicurezza, ne denota lo stato di assoluto sbando. L’ultima delirante perla politica ci arriva da Rifondazione Comunista, che di fronte alla nostra richiesta di recintare il parco del popolo per risolvere un problema contingente, si lancia in una invettiva piena di insulti costruita su contorte, antiquate e farneticanti basi ideologiche. Rifondazione Comunista alimenta volutamente
la confusione: la questione non è chi frequenta quell’area,
ma quali attività vi svolge ! Ma Rifondazione Comunista è uno di
quei partiti cui evidentemente piace avere i delinquenti a
piede libero, tanto da avere approvato di recente il deleterio
provvedimento d’indulto del Governo Prodi e di volere
la chiusura dei Cpt e l’indiscriminata apertura del
Paese a tutti i clandestini … Ma il fanatismo ideologico e l’odio
politico rendono ciechi riducendo certe prese di posizione
alla tristezza dell’ipocrisia: chi se non il Ministro
rifondatore Paolo Ferrero ha recentemente “benedetto”
l’ormai famoso muro del ghetto di via Anelli a Padova
? Tanto da volere esportare tale tipo di soluzione ad altre
realtà italiane ? Che sia lui lo xenofobo? Rèz, settembre 2006. Sull’Aeroporto di Reggio 2. Ci siamo occupati alcuni mesi fa dello stato
dell’aeroporto reggiano e delle prospettive delineate
dall’AD Ermete Fiaccadori per il tramite di un piano
pluriennale della durata di 30 anni, volto a giustificare
la richiesta all’ENAC della concessione totale dell’aeroporto,
la cui logica sarebbe l’affidamento alla Società
dell’onere dello sviluppo dell’aeroporto attraverso
iniziative proprie che individuate in “un’aviazione
di terzo livello, cioè un’attività di
trasporto per passeggeri e merci realizzata con aerei di piccola
e media capacità in grado di garantire il collegamento
con gli hub aeroportuali per i collegamenti nazionali ed internazionali
e collegamenti diretti con destinazioni di interesse per aerotaxi
e voli charter” secondo la Società si deve pensare
“all’organizzazione di una tipologia di traffico
alternativa ai collegamenti tradizionali”. Come ricordavo il programma di sviluppo, che è articolato in tre fasi, vedrà solo dopo il 2020 (ed entro il 2030) il fondamentale prolungamento della pista a 1600 mt. La conclusione che traevamo, considerati gli investimenti ed i risultati molto modesti ottenuti sino ad oggi, era legata all’utilità ed ai costi di un progetto che appare sproporzionato quanto dilazionato troppo nel tempo, che non tiene conto delle dinamiche di un mercato attualmente in forte difficoltà, della potenziale concorrenza esercitata dalla nuova stazione Tav, della trasformazione urbanistica delle Reggiane e soprattutto del progetto avviato dalla Regione di una holding e/o comunque di una partnership tra i quattro aeroporti maggiori (Bo, Fo, Rn, Pr) volto a creare un sistema aeroportuale regionale in concorrenza con quelli veneto e lombardo, progetto che non include la Società reggiana. A tutto ciò bisogna aggiungere la
novità legata al dinamismo della vicina Carpi, la cui
Giunta è fortemente interessata a sostenere progetti
per il rilancio dell’aeroporto di Fossoli, che ora serve
più che altro al diporto. “Le potenzialità dell'aeroporto di Carpi sono enormi. In un raggio di cento chilometri” ha spiegato il presidente del locale Aeroclub Mario Marinelli “si contano almeno sei grandi centri urbani i cui aeroporti non hanno possibilità di svilupparsi ulteriormente. Fossoli è invece lontana dai centri abitati, nel bel mezzo della pianura padana, a poche centinaia di metri dall'autostrada del Brennero: nel giro di poche decine di chilometri si trovano poi aziende di primo piano che potrebbero trovare molto utile servirsi della struttura di via dei Grilli. Si tratta di una scelta strategica che Carpi non può lasciare perdere”. Insomma a Carpi le logiche della “teoria del campanile” permangono con in più un attacco concorrenziale diretto alla nostra Città, a dispetto dei propositi di razionalizzazione della Regione e favorito della limitatezza logistica e strutturale del nostro aeroporto nonchè dalle previsioni del piano trentennale. Sembrerebbe una lotta contro il tempo, ma più realisticamente qualcuno rischia di fare la fine di Icaro. Réz 25 Settembre 2006 La Salsi al capolinea. La miglior difesa è l’attacco. Perché in nessun altro modo può essere letto lo stizzito attacco nei miei confronti quanto della legge Bossi-Fini, clamorosamente inapplicata da una certa magistratura politicizzata e preceduta dalle leggi d’invasione che portano i nomi di Martelli e Turco-Napolitano. Speravamo in dignitose dimissioni, specie dopo il clamoroso cambio politico di rotta del Sindaco sul ruolo della “Municipale”, ma sappiamo che in politica sono un segno difficile da dare, specie da chi è accecato dall’ideologia tanto da negare lo stato reale della sicurezza cittadina, e da chi ha svilito pubblicamente il corpo di Polizia Municipale (“i vigili non saranno mai poliziotti”). Non ce la prendiamo, perché avevamo visto giusto ed ora i cittadini stanno finalmente aprendo gli occhi: la vostra politica dell’accoglienza indiscriminata sta minando il tessuto sociale del territorio e ora dovete correre ai ripari! Réz 14 Settembre 2006 Centro storico: sistema parcheggi inadeguato. La realizzazione in project financing di un sistema parcheggi al servizio del centro storico era inserita nell’elenco dei lavori pubblici del 2005 per un importo presunto di €.15.000.000. Il 22 marzo scorso la Giunta municipale ha dichiarato, con delibera n.70, la sussistenza del pubblico interesse per la proposta del raggruppamento d’impresa costituito da CCC-Italcantieri e CFC, che si concretizza in un progetto di realizzazione e gestione di tre parcheggi interrati per un totale di 666 posti e dei rimanenti 2566 parcheggi a raso dei controviali. I tre parcheggi interrati previsti sono:
ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano
per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti). Il primo aspetto che salta all’occhio è quindi un’assoluta insufficienza nell’offerta di nuovi parcheggi per il pubblico poichè una proposta più funzionale avrebbe dovuto prevedere un numero di autosilos maggiore e a servizio di tutto l’anello del centro storico. Secondariamente anche sul numero totale dei posti auto offerti la proposta, per ora, è carente e peggiorativa poichè oggi alla Zucchi sono presenti 523 stalli, mentre ne sono previsti solo 460 in un area che per di più non presenta problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio più ampio; inoltre i posteggi a raso oggi gestiti da Act sono 1904, quindi se la proposta ne prende in considerazione 2566 significa che almeno tutti i rimanenti parcheggi gratuiti dei controviali rimarranno a pagamento. Infine rimane poi irrisolto il discorso sull’unico autosilos oggi esistente in centro: quello ex Aci di via Nacchi. Insomma l’azione di questa Giunta risulta ancora una volta scadente rimanendo sostanzialmente ferma alle previsioni di quella precedente se non anche, nel caso di specie, peggiorativa e non risolutiva delle esigenze della Città. Réz 29 settembre 2006. Il declino urbanistico dei tratti più esterni di via emilia s.stefano e s.pietro, le cui cause vanno ricercate tra le altre nella politica commerciale degli ultimi 10/15 anni, che ha visto la progressiva chiusura degli esercizi in gran parte alimentari di servizio alla residenza ed al passaggio, ha reso necessaria una opportuna politica di riqualificazione, che si sta concretizzando nel rifacimento delle reti tecnologiche e dell’arredo urbano del tratto di via emilia s.stefano compreso tra via Mazzini e Piazza Diaz. La data presunta di fine lavori è stata fissata nel 15/04/07, ma nel progetto presentato dall’assessorato non sono indicati i tempi relativi al rifacimento di piazza Diaz che risulta separato dai lavori sulla via emilia, intervento tra l’altro inserito nel piano triennale delle opere pubbliche -anno 2006- per un importo presunto di €.500.000; Anche per viale Timavo la giunta, come già avvenuto in occasione della introduzione al pagamento della sosta in altri tratti dei controviali di circonvallazione, ha motivato tale provvedimento con la necessità di migliorare la rotazione della sosta, senza però prendere in considerazione, come via intermedia tra la gratuità e l’onerosità della sosta, l’istituzione del disco orario, che a nostro modo di vedere avrebbe ottenuto il medesimo risultato senza oberare gli utenti del centro. Con la delibera n.171 del 21/06/06 la giunta ha autorizzato l’installazione del sistema di controllo elettronico degli accessi alla zona a traffico limitato del centro cittadino realizzato con telecamere a circuito chiuso, rimandandone l’attivazione ad un successivo provvedimento, ma il sito internet dell’assessorato alla città storica riporta nel particolare il progetto, che prevede l’installazione di n.8 varchi telecontrollati di cui n.2 rispettivamente alle porte s.pietro e s.stefano. A s.stefano in particolare l’attivazione
del controllo verrà attuato una volta terminati i lavori
di riqualificazione e ciò significa che verrà
istituita la zona a traffico limitato: ma operatori e residenti
sono informati? Su tutti questi punti ho inteso porre una interpellanza all’Assessore Spadoni. Réz 30 settembre 2006. Bilancio di metà mandato e federalismo. Cartolina elettorale di metà mandato
della Giunta Delrio: Berlusconi è stato “cattivo”,
ma noi siamo stati bravissimi e quindi ci autopromuoviamo. Purtroppo i fatti non sono così positivi
come si vorrebbe far credere, poiché permangono molte
importanti questioni da risolvere: Act ad esempio continua
in una performance ben poco virtuosa, scaricando le perdite
sugli enti locali soci. Act non è la sola azienda che
si occupa di mobilità ad essere in crisi ma, a nostro
giudizio, servirà poco una semplice integrazione con
le altre “consorelle” emiliane poiché un
debito più un debito fanno due debiti. Il dividendo di Enìa ha portato nelle casse comunali 1,5 milioni che sono frutto sostanzialmente degli aumenti tariffari degli ultimi anni, che hanno visto una crescita quadrupla per acqua e rifiuti rispetto al tasso d’inflazione programmato ed il rischio, per il cittadino, è che la politiche aggregative e le scelte sulla gestione ad esempio del settore rifiuti portino ad un ulteriore inasprimento delle tariffe. Il futuro della multiservizi è all’origine anche del mancato introito di 25 milioni preventivato dalla dismissione di parte delle quote azionarie e qui, pur non incidendo dal punto di vista della tenuta del bilancio, bisogna ricercare le responsabilità nella spaccatura politica avvenuta in maggioranza culminata con le dimissioni dell’Amministratore Delegato di Enìa. Sebbene le tesi della Giunta poi, il piano del traffico vigente non ha per nulla risolto i problemi di mobilità e di inquinamento, come testimoniato dai dati relativi ai congeniti sforamenti degli inquinanti: su questo però attendiamo il nuovo piano della mobilità… Ulteriore dato interessante è quello sulle opere pubbliche ed in particolare sui project financing: sui 7 proposti nel 2005 solo 2 sono andati a buon fine, altri due presentano problematiche economico-funzionali ed i rimanenti sono falliti; dei 4 previsti nel 2006 nulla è ancora noto. La Giunta Delrio per aggirare le previsioni delle precedenti leggi finanziarie ha compiuto alcune operazioni di finanza creativa, mettendo in capo ai bilanci di altre aziende controllate alcune serie di servizi, come avvenuto anche ieri con Fcr, ma non può essere questa la soluzione definitiva alla stretta di bilancio imposta dal Governo centrale, Prodi compreso. In questi termini infatti va letto l’appello
del vicesindaco Ferretti per l’attuazione del titolo
V della Costituzione: il Governo è cambiato ma i tagli
agli enti locali restano. Rèz, 7 Ottobre 2006. Piazza della Vittoria: Giunta dichiari sue intenzioni. Sulla destinazione di piazza della Vittoria abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una autentica baruffa di maggioranza che sfiorò quasi la crisi: da una parte che si opponeva alla costruzione di un autosilos dall’altra chi era favorevole ed in mezzo la Giunta che ha tenuto un atteggiamento “cerchiobottista”. Il 3 giugno scorso l’Assessore Spadoni assicurava a mezzo stampa che non vi sarà alcun autosilo nella piazza poichè “i parcheggi seminterrati saranno alla fine di viale Allegri”, solo due giorni dopo la sua collega Colzi, rispondendo ad una interpellanza dell’Avv. Fornaciari, confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta, ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria. A questo punto si rende necessario un chiarimento ed un pronunciamento definitivo della Giunta: di tipo politico, poiché questo atteggiamento non sembra ripagare quella lealtà fornita dai Ds a Delrio dichiarata poche settimane or sono da Giulio Fantuzzi (i Ds infatti si sono sempre dichiarati contrari a tale progetto); di ordine tecnico, perché tra non molto partiranno i lavori di riqualificazione delle piazze martiri del 7 luglio della Vittoria secondo il progetto vincitore il concorso europeo, il cui iter però è totalmente slegato da quello relativo al project financing sui parcheggi sotterranei e allora non vorremmo trovarci con un accavallamento dei cantieri o peggio delle decisioni da prendere a cantieri aperti. Per queste motivazioni ho provveduto a presentare una interpellanza in merito, chiedendo di sapere anche dove verrà spostato il mercato ambulante mentre verrà realizzato il primo stralcio dei lavori in piazza Martiri del 7 luglio. Rèz, 9 Ottobre 2006. Riqualificare Viale Umberto 1°. Viale Umberto 1° è una delle strade più importanti della Città sia dal punto di vista viabilistico che delle peculiarità storiche, ambientali e sociali. Da diverso tempo però l’intero Viale vive uno stato di degrado sia per la non adeguata manutenzione del verde, che per la carenza di illuminazione e di un arredo urbano inadeguato, nonché per l’utilizzo non sempre consono di alcune aree verdi. L’Amministrazione comunale inserì nel piano triennale dei lavori pubblici per il 2005 100.000,00 Euro finalizzati all’illuminazione di parte delle piste ciclo-pedonali esistenti: tale opera che è in fase di attuazione può essere inquadrata nella ordinaria manutenzione ma non già in una riqualificazione strutturale di cui da tempo necessita il Viale. Per questo proposi il tema al Consiglio della 4^ Circoscrizione, che in data 22 aprile 2005 chiese formalmente alla Giunta comunale, all’unanimità, “di programmare a breve un progetto complessivo di riqualificazione di viale Umberto 1°”, ma da allora non si è avuta più alcuna notizia al riguardo. L’interpellanza che ho presentato oggi vuole chiarire se si sia dato corso alla progettazione richiesta e, in caso affermativo, con quali caratteristiche tecnico-attuative. Rèz, 11 Ottobre 2006. Il “conflitto d’interessi” di Giulio Fantuzzi . Giulio Fantuzzi è certamente una importante risorsa professionale per la Città e per questo auspichiamo che riesca nel difficile obiettivo di risolvere i problemi in cui versa Act, sebbene sia stato chiamato di recente a guidare anche il partito di maggioranza relativa a Reggio. Alla luce del cumulo di incarichi assunti sarebbe opportuno che operasse una scelta precisa tra partito e azienda pubblica, infatti sono molti i cittadini che si domandano come possa svolgere al meglio due compiti così impegnativi senza mischiarli: di giorno Presidente retribuito di Act, fuori dell’orario lavorativo Segretario a gratis dei Ds. La mancata rimozione di questo che appare ai più come un sostanziale “conflitto d’interessi” evidenzia l’incoerenza politica di chi ha agitato elettoralmente questo argomento contro il precedente Presidente del Consiglio. Attendo perciò una risposta chiara della Giunta alla interrogazione che ho presentato in merito. Rèz, 12 Ottobre 2006. In vista del nuovo Piano della Mobilità. L’Assessore Santel ha illustrato ieri, durante la seduta della Commissione Uso e assetto del territorio lo “Schema Direttore della Mobilità Sostenibile”, ovvero lo studio preliminare che porterà alla stesura definitiva del Piano della Mobilità. Lo situazione descritta non fa che tradurre scientificamente quanto la cittadinanza percepisce quotidianamente: Reggio continua ad essere il centro principale di attrazione provinciale; la maggior parte del traffico cittadino è dovuto agli spostamenti dei residenti; questi spostamenti continuano a mantenere critica la situazione su circonvallazione e principali arterie di accesso alla Città. Queste conclusioni insomma confermano quanto già delineato dal vigente Piano del Traffico datato 2000 e non poteva essere diversamente, poiché la nostra Comunità è abbastanza abitudinaria avendo nel tragitto casa-lavoro il principale motivo di movimento e, allo stesso tempo, è una società individualista che utilizza molto l’automobile specie con una sola persona a bordo: questo tipo di comportamento però non è frutto solamente del nostro modello sociale ma è anche indotto da carenze infrastrutturali e dall’inadeguatezza del trasporto pubblico. Il primo dato politico che emerge è la sostanziale bocciatura del Piano del Traffico vigente targato Spaggiari, che non è riuscito a risolvere strutturalmente il problema del traffico e del relativo inquinamento. Il secondo dato rilevante è che da allora la situazione è peggiorata poiché nel frattempo Reggio Emilia ed i Comuni della “cintura” hanno avuto una crescita esponenziale sia degli abitanti che del costruito. Il percorso è ancora lungo e sarà interessante capire quali saranno le strategie attuative del Piano, certo non si può liquidare un problema così complesso unicamente invitando i cittadini ad usare meno l’auto. Rèz, 13 Ottobre 2006. No ai rifiuti campani. Già nel 2003 dovemmo renderci “solidali” per l’incapacità di Bassolino a risolvere il problema dei rifiuti campani ed in quella occasione Vasco Errani ebbe a ricordare come quella emiliana non potesse essere “una azione di supplenza a tempo indeterminato, anche per rispetto a quei cittadini che hanno accettato la costruzione di impianti di smaltimento sul proprio territorio”. Bene si dia un seguito a quelle dichiarazioni e si respinga al mittente questo velenoso “regalo” del Governo Prodi, perché questa emergenza cronica è costata 2000 miliardi in dieci anni senza risultati, o meglio in Campania sono andati sacchi di soldi in Emilia sacchi di rifiuti. Durante il Consiglio Comunale odierno presenterò uno specifico Ordine del Giorno in merito, perché è inaccettabile che mentre i nostri cittadini si impegnano per aumentare il livello della raccolta differenziata, in modo da ridurre ed annullare la necessità di inceneritori, altri cittadini si rifiutano di gestire sul proprio territorio il proprio pattume. Rèz, 17 Ottobre 2006. Parcheggio gratis per veicoli ecologici. Con la delibera n.245 del 18/9/2006 la Giunta approvava la riorganizzazione della sosta nel Centro Storico del Comune di Reggio Emilia, prevedendo le nuove tariffe per i parcheggi nella cosiddetta zona dei controviali, nelle zone del centro vero e proprio e nella zona stazione. L’effetto immediato che tale atto di Giunta ha prodotto non è stata una maggiore rotazione dei parcheggi al fine di migliorare l’accessibilità al centro storico cittadino, bensì l’abbandono dall’utilizzo di tali parcheggi, infatti come abbiamo sostenuto più volte, una migliore rotazione si sarebbe potuta ottenere semplicemente con l’introduzione del disco orario. Considerata la situazione che si è creata è forse opportuno ripensare parzialmente tale Delibera nel senso di darle una vocazione più ecologista: non dimentichiamo che negli ultimi anni i Ministeri dell’Ambiente e delle Attività produttive di concerto con i Comuni hanno incentivato l’installazione di impianti a gas sulle autovetture per dare risposte strutturali al problema dell’inquinamento dell’aria. Con una specifica interpellanza presentata oggi, chiedo alla Giunta se si intenda modificare la Deliberazione sulla riorganizzazione della sosta, prevedendo la gratuità nell’utilizzo dei parcheggi ivi indicati per i veicoli dotati di impianto a gas ovvero di altre tipologie di veicoli ecologici, così come avviene già in altre città. Rèz, 19 Ottobre 2006.
Una finanziaria da pazzi. L’ultimo pazzo risvolto della finanziaria del governo Prodi è legato alla gestione dell’Ici, oggi riscossa direttamente dal Comune. L’art.39 septies comma 17 recita: “le somme riscosse, una volta ripartite dalla struttura di gestione di cui all’art.22 del D.Lgs.241/97, sono accreditate dalla Banca d’Italia presso ciascuna tesoreria comunale”. Tradotto dal “burocratese” significa che una apposita struttura di gestione centralizzata, presumibilmente la Sogei o la Riscossione Spa, riscuoterà l’Ici tramite le dichiarazioni dei redditi, con un costo a carico delle Amministrazioni Comunali di €.2,55 a operazione per poi ritrasmettere per mezzo della Banca d’Italia le somme ai rispettivi Comuni. Una partita di giro irrazionale che per un Comune come il nostro dove si effettuano circa 80.000 versamenti significa un aggravio di spesa di oltre €.200.000. Con l’interrogazione che ho presentato oggi vorrei sapere cosa ne pensano Delrio & C. che invece di brindare in piazza farebbero meglio a segnalare queste situazioni al Presidente del Consiglio. Rèz, 19 Ottobre 2006. Via Paradisi laboratorio? La Salsi si vergogni! Gli immigrati non sono tutti delinquenti, ma tutti i delinquenti sono immigrati, ma nemmeno di fronte ai dati che vedono una cresita esponenziale della criminalità l’Assessore Salsi si smentisce. Ha cercato in qualsiasi modo di negare l’evidenza dei fatti, alla Canalina, all’Orologio, all’Ospedale, in Centro Storico, ben coadiuvata nel suo atteggiamento dal Sindaco del “tutte balle” ed ora, in modo vergognoso arriva persino a farsi beffe dei residenti di via Paradisi che a suo parere dovrebbe essere addirittura un “laboratorio”. Lo faccia in casa sua il “laboratorio” non alle spalle di cittadini che hanno fatto grandi sacrifici per mettere su casa: se non lo ha ancora capito i cittadini non chiedono nulla di più di vivere tranquilli e vedere rispettati i propri diritti e la legalità, cosa che la sua politica evidentemente non vuole fare. Sono anni che i cittadini della zona stazione lamentano una situazione indecente e nulla è stato fatto, nemmeno da Acer se è vero che i residenti di via Paradisi hanno chiesto inascoltati un cancello all’ingersso dei garages per evitare che estranei possano entrare o peggio che continuino le manomissioni alle reti impiantistiche. Signora Salsi lei non è stata solo sfiduciata dal suo partito, ma da tutti i cittadini cui continua a non dare ascolto: si faccia da parte! Rèz, 21 Ottobre 2006. Operazione di cassa e cementificazione, altro che stop ! E’ dalla campagna elettorale che Delrio annuncia periodicamente l’inizio della “nuova stagione urbanistica”, ma intanto quella vecchia continua a produrre i suoi effetti nefasti. Nel luglio scorso, con grande eco, l’ultimo
annuncio: il “congelamento” di oltre un terzo
della potenzialità edificatoria del Prg ed il rinvio
ai nuovi strumenti urbanistici. Intanto il Consiglio Comunale ha approvato
a maggioranza la cessione di circa 14.000 mq di superfici
pubbliche da delocalizzare. Calpestando le proprie promesse la Giunta Delrio ha perso l’occasione di dare il buon esempio: per fare cassa l’Amministrazione pubblica è la prima ad alimentare nuove cementificazioni ! Chissà cosa ne penseranno i titolari dei Piano Attuativi “in congelamento”, che alla fine si troveranno a svolgere la parte dei “cornuti e mazziati”. Infine una riflessione politica: in questa operazione ci ha stupito non poco l’astensione di Forza Italia così come l’inversione a U di Rifondazione Comunista che nascondendosi dietro la foglia di fico della costituzione di un nuovo demanio pubblico ha disconosciuto la battaglia contro questa urbanistica condotta nella passata consiliatura dall’attuale assessore Colzi. Rèz, 26 Ottobre 2006. Più mezzi e più sostegno politico alla Polizia Muncipale. Con la riunione sindacale di ieri l’anello è completo: tutto il Corpo di Polizia Municipale ha preso coscienza della necessità di richiedere un adeguamento di mezzi, attrezzature, stato di preparazione e coperture infortunistiche. Una presa d’atto indotta dalla crescita esponenziale della delinquenza, sulla quale politicamente avevamo visto giusto da parecchi anni avendo a più riprese avanzato la proposta di aumentare le dotazioni strumentali a disposizione della Polizia Municipale non per creare dei “Rambo”, ma per garantire l’efficacia del servizio in una situazione di sicurezza degli operatori. Ora ciò che più manca però è il sostegno politico a questo percorso perché se si dota la Polizia Municipale di nuovi mezzi ma poi il Governo cittadino non riconosce il ruolo, le funzioni e le prerogative del Corpo allora è, come sosteneva qualcuno qualche settimana fa, come avere degli spaventapasseri. La Giunta Delrio deve esprimere la volontà politica di combattere l’illegalità utilizzando al meglio anche “la Muncipale” lasciando perdere quegli atteggiamenti che a più riprese hanno messo in discussione la professionalità del Corpo con frasi del tipo “i vigili non saranno mai poliziotti”. Rèz, 27 Ottobre 2006. Piazza della Vittoria: l’autosilos si farà. Il 22 marzo scorso la Giunta municipale ha
dichiarato, con delibera n.70, la sussistenza del pubblico
interesse per la proposta del raggruppamento d’impresa
costituito da CCC-Italcantieri e CFC, i tre parcheggi interrati
previsti sono: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti),
Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1
piano per 72 posti). Il primo aspetto che salta all’occhio è quindi un’assoluta insufficienza nell’offerta di nuovi parcheggi per il pubblico poichè una proposta più funzionale avrebbe dovuto prevedere un numero di autosilos maggiore e a servizio di tutto l’anello del centro storico. Secondariamente anche sul numero totale dei posti auto offerti la proposta, per ora, è carente e peggiorativa poichè oggi alla Zucchi sono presenti 523 stalli, mentre ne sono previsti solo 460 in un area che per di più non presenta problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio più ampio; rimane poi irrisolto il discorso sull’unico autosilos oggi esistente in centro, quello ex Aci di via Nacchi. Sulla destinazione di piazza della Vittoria abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una autentica baruffa di maggioranza che sfiorò quasi la crisi: da una parte che si opponeva alla costruzione di un autosilos dall’altra chi era favorevole ed in mezzo la Giunta che ha tenuto un atteggiamento ondivago: il 3 giugno scorso l’Assessore Spadoni assicurava a mezzo stampa che non vi sarà alcun autosilo nella piazza poichè “i parcheggi seminterrati saranno alla fine di viale Allegri”, solo due giorni dopo la sua collega Colzi, rispondendo ad una interpellanza dell’Avv. Fornaciari, confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta, ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria, come ha per altro ripetuto oggi Spadoni rispondendo alla nostra interpellanza in merito. A questo punto si rende necessaria una verifica di maggioranza sulla questione: non vorremmo che a cantieri aperti, si procedesse alla realizzazione dell’autosilos in piazza della Vittoria previsto dal project financing (che prevede anche la realizzazione del plateatico) con la sola giustificazione della mancanza di risorse per la realizzazione del terzo stralcio del progetto vincitore del concorso europeo. Rèz, 31 Ottobre 2006. C’è bisogno del “velino” comunale? Mercoledì 25 ottobre l’Amministrazione annuncia a mezzo comunicato stampa che “è in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’avviso di gara attraverso il quale il Comune intende affidare la cura grafica, l’impaginazione, la stampa e la distribuzione del giornale periodico Reggio Comune”. Già non si dice che nel pacchetto
sarà compresa la gestione della raccolta pubblicitaria,
che occuperà il 30% dello spazio, ma l’aspetto
meno trasparente è che in realtà la pubblicazione
del bando sulla Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 16
ottobre scorso mentre per la partecipazione alla gara, pena
esclusione, bisognava chiedere copia del Capitolato entro
le ore 13 di lunedì 30 ottobre. Poi c’è l’aspetto politico
della vicenda: qual è l’opportunità di
questa operazione visto che l’Amministrazione è
già dotata di un servizio di Ufficio Stampa adeguato,
mentre il Sindaco gode della collaborazione di un proprio
portavoce e considerato che il territorio è servito
da ben quattro quotidiani, due televisioni oltre a radio e
diversi altri periodici che si occupano largamente della vita
politico-amministrativa della Città? Queste sono alcune delle domande che ho posto alla Giunta con l’interrogazione che ho presentato oggi, perché alla fine l’impressione è che politicamente il periodico in questione si configura più come strumento di comunicazione della Giunta che non come “un mezzo per dialogare” con la Città, poiché non è chiaro come possano essere rappresentate le voci politicamente in disaccordo con l’organo di governo: nemmeno il vecchio Pci se ne avvalse… Rèz, 3 Novembre 2006. Circoscrizioni: un piccolo lifting nulla di più. Sebbene il lungo lavoro della Commissione consiliare, voluta e creata per occuparsi specificatamente della revisione del Regolamento delle Circoscrizioni, cui va dato almeno atto di avere svolto un intenso confronto con le Circoscrizioni stesse, il risultato finale non è all’altezza delle aspettative, tanto che persino il Vicesindaco Franco Ferretti si è affrettato a sottolineare che “la proposta non proviene dalla Giunta”. Ancora una volta, su uno dei passaggi più importanti di questa consiliatura, l’Ulivo si è dimostrato incapace di proporre una riforma compiuta e coraggiosa e di mantenere fede alle promesse elettorali. La proposta di nuovo Regolamento oggi sottoposta all’esame del Consiglio comunale, non vede nessun cambiamento significativo, ma un semplice lifting che non rivoluzione né rilancia il ruolo delle Circoscrizioni: l’assenza di volontà politica nella realizzazione di una riforma radicale ed utile, per la Città di queste Istituzioni ha conseguentemente influenzato il lavoro della Commissione consiliare. Questa valutazione politica trova conforto nelle riserve politiche espresse da diverse Circoscrizioni governate dal centrosinistra, oltre a quella del Centro Storico che ha addirittura espresso un parere negativo in merito. Quattro erano gli elementi portanti di una
vera riforma: numero delle Circoscrizioni, sistema elettorale,
poteri, disponibilità finanziaria. Un decentramento a divenire insomma che rischia di subire ritardi in partenza e presentarsi monco in alcuni suoi aspetti, che non risolve i problemi attuali e futuri di gestione se competenze e disponibilità finanziarie rimarranno così poco definite. Le due uniche novità sono le “quote
per sesso” nelle liste elettorali e il “progetto
obiettivo”. Da parte nostra abbiamo approntato una serie di proposte emendative tese a migliorare, per quanto possibile, alcuni aspetti del Regolamento, mantenendo però un giudizio complessivamente negativo nel suo impianto. Giunta: gestione Delrio dilettantesca. Dal pulpito televisivo, senza avere alcuna soluzione pronta il Sindaco Delrio ha annunciato la sostituzione di due Assessori della sua Giunta, quei Sàntel e Salsi titolari di due importantissime deleghe quali la mobilità e la sicurezza. La gestione di questo importante passaggio è stata quantomeno dilettantesca soprattutto per come è nata. Delrio ha sbagliato all’inizio del proprio mandato consegnando la delega alla mobilità ad un Assessore che si presentava a mezzo servizio con Genova, oltre che dalle posizioni troppo radicali, trovandosi ora costretto ad un cambio in corsa, dopo il grave ritardo sul Piano della mobilità e dopo avere dovuto ingaggiare un ulteriore tecnico, che facesse le veci di Sàntel, qual è la Dottoressa Vittadini. Sulla Salsi poi siamo al paradosso: sebbene fosse stata sfiduciata dal proprio partito, Delrio prima le ha mantenuto con insistenza le deleghe per poi scaricarla improvvisamente per di più alla vigilia della seduta di Consiglio comunale che tratterà proprio l’argomento sicurezza. A questo punto si dovrebbe aprire formalmente una verifica di governo poiché è impensabile che le sostituzioni avvengano tout court senza portare con sé una ridefinizione complessiva delle deleghe dei restanti Assessori e senza destare ripercussioni tra le numerose forze di maggioranza oggi escluse dalla Giunta. Le scelte che verranno effettuate tracceranno gli equilibri in vista del 2009: l’impressione però è che la stagione della annunciata discontinuità politica stia volgendo al termine. Rèz, 9 Novembre 2006. Palestre fredde: giunta risolva il problema. Qualche mese fa ci occupammo delle scuole che in stagione primaverile avanzata continuavano ad essere riscaldate con un grave spreco energetico, oggi ci occupiamo dell’esatto contrario. Con una specifica gara è stato affidato
il cosiddetto “appalto calore” del valore di circa
35,5 milioni di euro all’associazione temporanea d’impresa
costituita da Orion, Teckal e Cns. In diverse palestre però, che sono utilizzate dopo il termine delle attività scolastiche da diverse società sportive, in particolare nelle ore serali, si sarebbe riscontrato che la temperatura degli ambienti è piuttosto bassa ovvero che gli impianti di riscaldamento risulterebbero spenti nocendo al corretto svolgimento delle attività ed alla salute degli atleti, i quali in diverse occasioni si sarebbero trovati addirittura con l’acqua fredda negli spogliatoi. Con l’interrogazione che abbiamo presentato oggi chiediamo alla Giunta di intervenire subito per verificare lo stato dell’arte della gestione del servizio da parte dei soggetti vincitori l’appalto e di risolvere il problema specifico evidenziato, poiché crediamo che il risparmio energetico annunciato non si possa limitare all’abbassamento delle temperature ovvero allo spegnimento degli impianti delle palestre finita l’attività scolastica. Rèz, 10 Novembre 2006.
Durante la seduta della Commissione Uso e Assetto del territorio l’Assessore Ferrari ha illustrato un ulteriore pacchetto di delocalizzazioni che interesseranno questa volta anche Enti pubblici quali Usl, Provincia ed Act. Il giudizio che bisogna trarre da questa nuova operazione non può limitarsi a valutare l’utilità che ne trarranno i soggetti beneficiari, nel caso pubblici, ma va formato nel quadro generale dell’istituto delle delocalizzazioni che era nato esclusivamente per compensare i privati toccati dagli espropri relativi alla realizzazione della TAV per poi essere furbescamente allargato alla gestione dei Prg grazie alla legge regionale. Per di più poi, permanendo un interesse pubblico come nei casi relativi alle delocalizzazioni di Usl e Provincia sull’area di partenza, non siamo di fronte ad un puro spostamento di volumetrie incongrue, ma solo alla modifica degli usi ritenuti urbanisticamente incompatibili, con il risultato pratico che si assiterà ad uno spostamento virtuale di volumetrie e quindi al sostanziale raddoppio del costruito. Nel particolare Usl raggrupperà i propri magazzini nei pressi dell’uscita della tangenziale a Gavassa e l’area oggi occupata e confinante con l’ambito di riqualificazione del S.Lazzaro verrà destinata a servizi sportivi legati al campus universitario. Molto diverso il caso della Provincia, la cui area insiste di fronte alla chiesa di S.Maurizio ed è attualmente occupata da vecchi capannoni: per quest’area di circa 15.000 mq totali (superficie utile 6.000 mq) il Prg prevede la trasformazione urbana in residenziale, quindi la possibilità di realizzare una novantina di appartamenti. L’idea è di mettere all’asta questo diritto facendolo “atterrare” su aree ancora da definire (presumibilmente agricole), con i canoni delle altre volumetrie pubbliche recentemente messe all’asta. Sull’area si insedierebbero laboratori universitari e la sede di Reggio Innovazione: ma non si doveva realizzare nell’area delle Reggiane il Parco Scientifico-Tecnologico? Ancora più controverso il caso di Act, la cui area di circa 8.500 mq di superficie utile, pari a ipotetiche 100 unità abitative, insiste sul deposito di via Talami, quindi con un basso potenziale di rendita: avvalendosi delle previsioni del Prg queste volumetrie verranno ricollocate in sette ambiti di cui sei in aree pregiate a sud della via Emilia (Fogliano, S.Rigo, via Settembrini, Foscato), con un evidente vantaggio per l’Azienda pubblica.Si è attivato insomma il “soccorso rosso”, cogliendo l’occasione per andare incontro ai tristi bilanci di Act. Politicamente poi siamo di fronte al primo caso in cui si manifesta il dubbio sul grado di libertà di critica che avranno i consiglieri Ds di fronte al doppio ruolo di Giulio Fantuzzi… Rèz, 11 Novembre 2006. Sicurezza: Sindaco in difficoltà. Il dibattito consigliare sulla sicurezza ha rivelato alcuni aspetti paradossali sia riguardo agli attori in campo che all’azione politica e di governo del problema, non solo per l’ingombrante assenza di quell’Assessore alla sicurezza sostenuta poi silurata dal Sindaco, ma per l’atteggiamento di Delrio teso a sostenere tutto ed il contrario di tutto. E’ evidente ormai lo stato confusionale e di crisi su questo tema in cui si trova la maggioranza che governa la Città. La responsabilità politica del Sindaco
sulla inesistente azione di Giunta sul fronte della sicurezza
si è palesata ieri con la solita minimizzazione basata
sulla teoria della stabilizzazione dei crimini al 2003, che
non tiene conto però dei reati ormai non più
denunciati e degli ultimi tre anni. I Ds però non dovrebbero dimenticare che fino a ieri incensavano il progetto città sicure della Regione e sostenevano che la situazione era sotto controllo e che Reggio era ancora un’isola felice, mentre stranamente solo oggi, regnante Delrio, affermano l’esatto contrario ovvero la necessità di un “nuovo progetto di Città sicura”: ci troviamo di fronte ad uno sdoppiamento del pensiero preoccupante…oltre che alla sostanziale presa d’atto del fallimento di tutte le precedenti politiche in merito prodotte dal centrosinistra, proprio mentre gli studi della Regione ci testimoniano come dall’1984 al 2003 gli indici della criminalità sono peggiorati di ben 6 volte: quindi non siamo di fronte ad “una balla” e nemmeno ad una percezione. La crescita sproporzionata cui è stata sottoposta la Città è frutto della politica immigratoria favorita dalle precedenti Giunte ed oggi ne vediamo tutti gli aspetti negativi: fonti della Procura ci informano che oltre il 75% degli ospiti delle nostre carceri sono stranieri, abbiamo registrato una inquietante presenza islamista, la presenza stessa del Dott. Italo Materia ci fa capire come Reggio sia sotto accurata osservazione tanto che anche un esperto come il Dott. Enzo Ciconte ha più volte denunciato la presenza della piaga del riciclaggio legata a doppio filo al traffico di droga ed al settore edile che a sua volta porta con sé il problema del caporalato. Di fronte alla radicale mutazione imposta
alla Città la Giunta precedente tentò di fare
qualcosa seppure con risposte non risolutive quali il nuovo
Commissariato di S.Lazzaro, il cui difetto sta nell’immobilizzione
di troppe risorse umane, o la “telecamerizzazione”
della Città, il cui effetto deterrente è però
piuttosto limitato. Noi più pragmaticamente proponiamo di partire da ciò che abbiamo e da ciò che possiamo fare: dal ruolo e dalle funzioni del nostro Corpo di Polizia Municipale, dalle funzioni di controllo e concessione delle residenze svolte dal Comune, dal controllo sistematico di alcune tipologie di attività produttive a rischio come cantieri edili e laboratori, ma soprattutto da una azione di stimolo e coordinamento finalizzata ad una concertazione concreta con le altre Forze di Polizia e gli altri Enti territoriali: se ci fosse la volontà politica si potrebbe fare. Il cuore della Città batterà anche a sinistra, ma gli occhi dei cittadini sono aperti e ben collegati al cervello: non si prendano in giro ! Rèz, 15 Novembre 2006. Piazza della Vittoria: verifica politica su progetti. Nelle ultime settimane si è intensificata l’attenzione degli organi di stampa sul progetto di riqualificazione del sistema delle piazze Martiri del 7 luglio e della Vittoria ed in particolare sulla sostituzione della fontana antistante il teatro Municipale. In sede di Commissione consiliare ebbi modo
di sostenere come l’idea di una nuova piazza in un luogo
sostanzialmente nuovo come questo, essendo frutto dell’abbattimento
della cittadella gonzaghesca, è di per sé una
proposta intelligente per il fatto di ricucire e valorizzare
intorno alle piazze dei grandi eventi, tutte le emergenze
architettoniche ed ambientali che vi si affacciano. Vorrei però sottolineare un aspetto tutto politico: così come la volontà popolare andrebbe rispettata, per cui se a furor di popolo si vuole mantenere l’attuale sistema di aiuole e fontana lo si potrebbe e dovrebbe fare, allo stesso tempo l’attenzione del cittadino non deve fossilizzarsi solo su un aspetto dell’intero progetto, altrimenti si rischia di non vedere gli altri problemi esistenti sui quali la maggioranza è fortemente spaccata. C’è la questione dei mezzi pubblici che transiteranno fuori dalle piazze e c’è soprattutto la destinazione di piazza della Vittoria, sulla quale abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una autentica baruffa di maggioranza che sfiorò la crisi: da una parte che si opponeva alla costruzione di un autosilo, definito dai DS “opera inutile e dannosa”, dall’altra chi era favorevole ed in mezzo la Giunta che ha tenuto i piedi in due staffe. Il 3 giugno scorso, ponendo il termine a quella polemica, l’Assessore Spadoni assicurava a mezzo stampa che non vi sarebbe stato alcun autosilo nella piazza poichè “i parcheggi seminterrati saranno alla fine di viale Allegri”, solo due giorni dopo la sua collega Colzi, rispondendo ad una interpellanza confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta, ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria, cosa poi riconfermata anche al sottoscritto il 27 ottobre scorso da Spadoni, al quale consigliai caldamente di intavolare una verifica di maggioranza: per ora però si parla solo della fontana… Rèz, 18 Novembre 2006. Via Emilia bis: prime risposte da Giunta. Nelle scorse settimane ebbi a presentare una interrogazione alla Giunta Delrio al fine di conoscere quale fosse lo stato dell’arte relativamente al progetto di “via Emilia bis” riguardante il nostro territorio comunale. Infatti alla luce della recente approvazione da parte del Comune di Parma, del progetto preliminare per il collegamento tra la propria tangenziale con quella dei Comuni di S.Ilario d’Enza e Gattatico, che è in fase di realizzazione, si rendeva necessario capire quali fossero i tempi di redazione ed approvazione dei progetti di nostra competenza, andando così incontro all’esigenza dei cittadini residenti delle frazioni di Cella, Cadè e Gaida, che da tempo reclamano la realizzazione di una variante alla SS.9 (via Emilia bis) verso Parma più coerente e razionale, che superando le previsioni del Prg vigente veda il tracciato passare a nord degli abitati. Nella sua risposta l’Assessore Ugo Ferrari ha precisato che il Comune ha richiesto ed ottenuto da Tav ed Italferr l’assunzione dell’onere della progettazione della nuova infrastruttura di cui il primo stralcio (da S.Prospero a Sesso), per il quale sarebbero stati richiesti i finanziamenti, è alla fase definitiva. L’Amministrazione inoltre ha assicurato il proprio impegno per proseguire gli studi di fattibilità ed ambientali nonché i progetti preliminari riguardanti la rimanente parte del tracciato, atti considerati propedeutici all’adozione di una variante urbanistica per sostituire l’attuale tracciato previsto nel Prg. Se ANAS manterrà l’impegno al finanziamento del primo tratto dell’opera finalmente si comincerà a vedere qualcosa di concreto: vigileremo. Rèz, 20 Novembre 2006. S. Maurizio: rispetto defunti rende urgente
verificare responsabilità.
I lavori di riesumazione effettuati nei giorni scorsi nel cimitero di San Maurizio, hanno evidenziato delle modalità operative ben poco professionali ed irrispettose sia degli estinti che dei congiunti, tanto da provocarne un comprensibile sconcerto e sdegno. In particolare la cattiva gestione dei lavori
che si sono svolti in anticipo rispetto all’orario di
convocazione dei famigliari e per di più contemporaneamente
su diversi feretri ed evidentemente troppo in profondità,
avrebbero impedito una corretta identificazione dei corpi
nonché il recupero degli effetti personali. La spiegazione più probabile di questo disservizio sta anche nel tentativo di contenere al massimo i tempi ed i costi gestionali da parte della ditta esecutrice, che però rischia così facendo di ledere gli elementari diritti di familiari. In merito il Dirigente Alberto Bevilacqua ha dichiarato agli organi di stampa riferendosi alla ditta esecutrice che “li avevamo catechizzati a dovere, ma qualcosa non è andato per il verso giusto”, tuttavia sono previste ulteriori operazioni altrettanto massive anche in altri cimiteri comunali quali Mancasale, Rivalta, Cadè e Coviolo. Nell’interpellanza che abbiamo rivolto oggi alla Giunta vogliamo sapere quale sia l’esito dell’indagine promessa dall’Amministrazione rispetto all’accaduto ed in particolare se almeno si intenda escludere dal pagamento del servizio, o meglio del disservizio, le famiglie coinvolte. Se inoltre non si intendano modificare le modalità operative di riesumazione nel senso di limitarne il numero giornaliero, come accadeva in passato quando il servizio era gestito internamente ed infine se l’Amministrazione intenda costituirsi parte civile qualora dovessero emergere responsabilità penali e/o denuncie da parte di terzi ovvero se si intenda revocare l’incarico all’attuale ditta esecutrice. Rèz, 21 Novembre 2006. Enìa: Consiglio comunale inutile. Nessuna fuga caro Franco Corradini, semplicemente dopo l’atteggiamento dell’Ulivo rispetto al tema dei vergognosi cortei di Roma e Milano era necessaria una risposta forte e chiara. C’è da chiedersi invece quale sia stata l’utilità di una seduta consigliare che non presentava nessun elemento di novità: la Commissione consiliare di sabato 18 si è dimostrata più che sufficiente per incontrare il nuovo A.D. Dott. Strozzi, al quale in quella circostanza sono state poste tutte le domande utili a capire gli scenari industriali della nostra Multiutility. Lo abbiamo sostenuto più volte ed in più sedi, noi riteniamo inutile lo sbarco in Borsa non nel particolare, ma rispetto a tutto l’impianto che ha portato a questa politica di aggregazioni delle ex Municipalizzate: è comprovato che il valore dei titoli anche a causa dello scarso “flottante”, dopo un’impennata iniziale della quale beneficiano i Comuni cedenti le quote, è destinato a rimanere stabile nel tempo e le uniche movimentazioni dei titoli avvengono in occasione di nuove acquisizioni e/o fusioni che per altro negli ultimi anni hanno comportato un’appesantimento finanziario che si è ripercosso pesantemente sulle tariffe. Se invece è una migliore patrimonializzazione che si ricerca, allora è utile dismettere, come ci ha confermato anche il nuovo A.D., tutte le partecipazioni non strategiche e soprattutto migliorare l’efficienza dei servizi e l’organizzazione aziendale al fine di contenere tutti i costi superflui. Ma al di là dei nostri “desiderata”
il Dott. Strozzi è stato chiaro: la quotazione di Borsa
si realizzerà entro metà 2007. Certo c’era l’argomento della
ventilata dismissione di quote annunciata dal Sindaco di Parma,
ma come non ricordare che anche la nostra Amministrazione
ha recentemente lamentato l’assenza a bilancio dei 25
milioni che sarebbero dovuti entrare dalla vendita di nostre
azioni? Rèz, 25 Novembre 2006. Migliorare fermate in circonvallazione. I lavori di riqualificazione di vie Emilia S.Stefano e la pedonalizzazione di via Panciroli hanno comportato la deviazione di alcune linee di autobus sui viali di circonvallazione. Già chi utilizza il mezzo pubblico deve sopportare, nei minuti di attesa, un livello d’inquinamento altissimo che in viale Timavo ha visto superare sino ad oggi per ben 122 volte i limiti di Pm10 consentiti. Non bastasse questo, le fermate predisposte recano un grave disagio per gli utenti, non essendo dotate di pensilina coperta e, nel caso della fermata posta dal lato del Seminario vescovile, essendo ricavata in un marciapiede troppo stretto. Con una specifica interrogazione abbiamo perciò chiesto alla Giunta di potenziare l’illuminazione nei pressi di tali fermate e ad Act di provvedere a strutturare meglio le pensiline. Rèz, 13 Dicembre 2006. Rotonda stazione, favorire utenti di passaggio. I lavori di razionalizzazione del traffico in piazzale Marconi hanno comportato il rifacimento della rotonda antistante la stazione ferroviaria e delle isole pedonali di attraversamento ed in particolare nelle corsie a libera circolazione è stata interdetta la fermata dei veicoli che debbono unicamente accompagnare i viaggiatori alla stazione causando un grave disagio alla cittadinanza. Secondo le intenzioni dell’Amministrazione gli utenti dovrebbero utilizzare il parcheggio sotterraneo ivi presente anche solo per i pochi minuti occorrenti alle operazioni di scarico/carico dei viaggiatori, ma il risultato è che i cittadini hanno preso ad utilizzare le corsie più in prossimità della stazione, che sono però interdette alla libera circolazione. Tutto ciò considerato abbiamo inteso chiedere alla Giunta, con una interpellanza presentata oggi, se si intenda ripristinare la libera fermata degli autoveicoli solo per gli spazi prossimi alla rotonda e per le operazioni di accompagnamento dei passeggeri alla stazione. Rèz, 27 Dicembre 2006. DVD Calatrava a Reggio: quali i costi? Nel dicembre dello scorso anno si è svolta, prima nel cantiere Tav del cavalcavia autostradale sede della “vela” principale e successivamente presso il Teatro Municipale, la visita dell’architetto Santiago Calatrava. Con lettera del 16 dicembre u.s. indirizzata all’On. Angelo Alessandri il Sindaco Delrio ha inviato la copia di un DVD contenente un video relativo alla suddetta visita dell’architetto valenciano a Reggio Emilia: in tale video, realizzato dal Comune di Reggio Emilia, non sono state documentate in alcun modo le forme di dissenso politico rispetto al progetto, risultando completamente autocelebrativo. Con una specifica interrogazione presentata oggi abbiamo chiesto alla Giunta a quanto ammonta il costo del DVD, quante copie ne sono state realizzate, a chi, quando e come è stato distribuito. Rèz, 28 Dicembre 2006. Giunta Delrio esperienza a termine. Ecco perciò che a metà mandato abbiamo disposto la nostra pagella ai singoli componenti della Giunta. Ferretti Franco – Incoerente 5 6 – per i richiami, di fronte alla scarsità di risorse, all’attuazione del federalismo fiscale contenuti nella riforma del titolo V della Costituzione: meglio tardi che mai! Santel Alberto – Inqualificabile 0 Sassi Iuna – Incosciente 4 Pedroni Gina – Inefficace 6 (politico) Ferrari Ugo – Insipido 4 Montanari Giuseppina “Pinuccia”
– Inquinata 6 Colzi Carla Maria – Inorganica 5,5 Salsi Anna Rita – Incapace 2 Catellani Giovanni – Inconcludente
5 Spadoni Uberto “Mimmo” –
Indisponente 4 Malagoli Angelo – Ingiudicabile Delrio Graziano – Indeciso 4 |