<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Benvenuti nel sito della Lega Nord Reggio Emilia

Réz 15 Gennaio 2006

il 2005 è finito da pochi giorni ed è giunto il tempo di rendere conto degli impegni presi con i cittadini in relazione alla polemica politica scaturita dalla decisione di aumentare il gettone di presenza del Consiglio Comunale dai precedenti 67,00 € agli attuali 85,00 € a seduta.

Come ricorderà ci furono alcune prese di posizione sull’opportunità o meno di aumentare il gettone di presenza in un momento economico difficile che imponeva a tutte le Amministrazioni una maggiore attenzione alle spese.

In quella occasione il gruppo Lega Nord – Padania manifestò tutta la sua contrarietà all’aumento del gettone di presenza ma si dichiarò disponibile, se aumento doveva essere, ad un maggior contributo per le spese sostenute dai vari gruppi consigliari in quanto più facilmente documentabili cosa che però non fu accettata.

Al fine di ribadire la contrarietà all’aumento del gettone non presi parte alla votazione ma, per non essere l’ipocrita di tutrno che si dice contrario ma poi incassa lo stesso aumento, dichiarai che avrei devoluto in beneficenza, o altre attività similari, la differenza tra il vecchio ed il nuovo gettone.

Da quella data sono stati fatti n°23 consigli comunali che, considerato una differenza di aumento pari a 18,00 €, fanno un totale di 414,00 € di aumento incassati.

Tale importo è stato da me girato all’Associazione Donne Emiliane che lo ha utilizzato per le sue iniziative statutarie tra cui, l’ultima, una festa organizzata il giorno di S.Lucia per i bambini di una parrocchia reggiana.

Si potrà obiettare ed ironizzare sul beneficiario dell’importo o come sono stati spesi i soldi del gettone ma una cosa è certa; la promessa della Lega Nord - Padania è stata mantenuta!


16 Gennaio 2006

L’ipocrisia politica del centrosinistra reggiano è proprio senza fine!

Dopo avere criticato i consiglieri di minoranza per avere fatto mancare il numero legale nell’ultimo Consiglio Comunale, accusandoli di volere sottrarsi al confronto con la Città, ecco che ieri sera, nella settimanale conferenza dei Capigruppo, gli esponenti dei DS, della Margherita e dei Comunisti sono stati capaci di bocciare la richiesta della Lega Nord Padania di consentire l’accesso all’aula del Consiglio ai responsabili dell’ARPA ed al dott.Montanari, in rappresentanza dei comitati antinceneritore, ai quali si chiedeva di portare il loro contributo tecnico-scentifico necessario per un serio confronto sulla mozione presentata dalla Lega Nord Padania.

Il centro sinistra ha finalmente gettato la maschera sulle sue reali intenzione nei riguardi della salute dei cittadini.

A loro non interessa nulla dell’inquinamento da nanopolveri, non interessa nulla se le emissioni dell’inceneritore provocano tumori o malattie, non interessa nulla se i reggiani in numero sempre più numeroso vengono colpiti da questo mostro ecologico, l’importante è non disturbare il manovratore che deve portare a termine la sua missione di costruire un mega inceneritore con tutti i vantaggi economici che usufruiranno poche persone.

La scelta tutta politica, con motivazioni strumentali e pretestuose, di non consentire l’accesso all’aula del Consiglio Comunale è dimostrazione palese del doppiogioco del centro sinistra anche perché tale privilegio fu però concesso al Sig.Fantuzzi titolare delle Officine Reggiane.

In quel caso si dovevano difendere gli interessi immobiliari di alcuni potentati locali come ora si devono difendere gli interessi economici di ben precisi gruppi politico-affaristi.

Al centro sinistra la salute dei cittadini reggiani non interessa per niente.


19 Gennaio 2006

Anche oggi il blocco del traffico. Anche oggi è una giornata persa inutilmente.

E’ questo, in sintesi, la conclusione delle scelte fatte dall’Assessore Santel e dall’Amministrazione comunale contro l’inquinamento; giornate perse dai cittadini reggiani con inutili disagi che non portano ad effetti significativi.

Non contenta del danno l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ora vuole anche la beffa contro la cittadinanza e perciò si appresta a riattivare la linea dell’inceneritore di Cavalloni per scaricare nell’atmosfera tonnellate di sostanze inquinanti ed invece che essere la prima a cercare di ridurre l’inquinamento l’Amministrazione vuole essere la prima a provocarlo.

Il problema dell’inquinamento atmosferico da traffico andrebbe risolto con degli interventi strutturali, anziché adottare una politica di divisiti e disagi, ma che ad oggi ancora non si vedono anche se l’Assessore Santel è stato nominato per questo scopo specifico.

Un Assessore che ha prodotto il nulla, che non si vede mai ed è totalmente scollegato con i problemi veri della Città ma che è stato però capace di assumere un consulente esterno per fare il lavoro per il quale è pagato.

E’ giunto il momento che i cittadini reggiani facciano sentire la loro voce contro questa politica “alla gambero” della Giunta comunale e la prevista raccolta di 300 firme per trattare una mozione di iniziativa popolare sul tema dell’inceneritore è certamente un buon inizio anche per supportare l’analoga mozione della Lega Nord – Padania già nel programma di discussione del Consiglio Comunale per la prossima settimana.


Rèz, 19 gennaio 2006.

Esternalizzano per soccorrere Act.

Il blitz operato dalla Giunta Masini con la delibera di esternalizzazione dei servizi oggi svolti dalla Provincia in materia di gestione della mobilità non è solo l'ennesimo atto di arroganza degno della cultura sovietica, è una dichiarazione di inattendibilità politica che si propaga sia all'interno che all'esterno dell'Ente.

Le rappresentanze sindacali si sentono prese per il naso e i lavoratori, il cui destino è ora più che mai incerto, si sentono buggerati.
E tutto non per migliorare il servizio o i costi dello stesso ma per soccorrere Act, la cui gestione si presenta politicamente sempre più deficitaria.

Un'Azienda che non è in grado di controllare l'evasione dal pagamento dei biglietti sui propri mezzi, un'Azienda-holding che prima ha acquisito partecipazioni in diverse Aziende extra provinciali, per costruire alleanze finalizzate alla fase delle gare per l'affidamento di servizi di pubblico trasporto, salvo cederle oggi a causa "delle crescenti difficoltà che vive il settore del trasporto pubblico locale per scarsità di risorse pubbliche" come ha recentemente affermato il Presidente Giulio Fantuzzi.

Allora forse l'affidamento dei servizi oggi resi dalla Provincia così come la cessione di tutte le partecipazioni 'extra moenia' non sono giustificate dalla necessità di cambiare strategia aziendale, focalizzando la propria mission sul territorio locale, ma per recuperare risorse tout court.

Un altro brillante risultato del governo ulivista.


Réz, 23 Gennaio 2006.

Spese di notifica delle contravvenzioni

La ricorrenza di S.Sebastiano, patrono del Corpo della Polizia Locale, che è stata festeggiata il giorno 20 gennaio scorso con una solenne cerimonia presso la “Sala degli Specchi” del Teatro Municipale ed è stata l’ulteriore occasione per l’Amministrazione Comunale per dare sfoggio di tutta la sua ipocrisia, retorica ed autoreferenzialità politica.

Durante la cerimonia sono stati “snocciolati” una serie di dati documentanti l’attività della Polizia Locale facendoli passare come un risultato eccezionale mentre, in realtà, si tratta dei risultati derivanti del normale lavoro quotidiano di ogni corpo di Polizia Locale.

L’apoteosi di questa ipocrisia politica si è però avuta nel pomeriggio della stessa giornata durante il Consiglio Comunale dove era all’ordine del giorno una mozione della Lega Nord Padania con la quale si impegnava la Giunta ad utilizzare con maggiore incisività e determinazione la Polizia Locale nel contrasto del fenomeno dei “portoghesi”, cioè di coloro che non pagano il biglietto dell’autobus, ma che è stata respinta dalla maggioranza.

Al mattino si esalta il ruolo della Polizia Locale ed al pomeriggio la si umilia negandole di svolgere quelli che dovrebbero essere i suoi compiti naturali e mettendo così gli Agenti della Polizia Locale nella posizione di doversi vergognare di fronte ai cittadini reggiani in quanto costretti a rifiutarsi di svolgere l’intervento di identificazione dei “portoghesi”.

Dall’intervento d’assessore Salsi è emerso anche il fatto che sono state elevate oltre 60.000 contestazioni di violazione al Codice della Strada ma quello che ha volutamente ignorato di dire è che, a decorrere dal 1° gennaio, l’Amministrazione Comunale applicherà un costo di notifica della contravvenzione che passa dai precedenti 6,00 € agli attuali 12,00 € con un aumento secco del 100%.

Tale “gabella” sarà anche accompagnata da una nuova procedura di pagamento della contravvenzione per cui il cittadino non potrà più pagare immediatamente la sanzione, risparmiandosi così le spese di notifica, ma dovrà attendere che la contravvenzione gli sia recapitata presso la propria residenza con la conseguenza diretta che, oltre a dovere giustamente pagare l’importo di contravvenzione, dovrà pagare forzosamente ulteriori 12,00 € per le spese di notifica.

Tale decisione viene giustificata dall’Amministrazione comunale come una necessità dovuta ad evitare confusioni o inutili ricorsi amministrativi ai cittadini se non fosse per il fatto che a fronte di almeno 60.000 contravvenzioni emanate in un anno si avrà ora un maggior introito per le casse comunali di oltre 360.000 € all’anno (60.000 multe per 6,00 € di aumento per ciascuna notifica).

In politica pensare male è peccato ma spesso ci si prende e non sfugge il fatto che il maggior introito annuale di oltre 360.000 € corrisponde, guarda caso, alla spesa sostenuta dal Comune nel 2005 per la ristrutturazione dei servizi igienici del campo nomadi di Codemondo ed analoga cifra potrà essere spesa nel 2006 per analoghi interventi e, come dice il proverbio, “a buon intenditor poche parole”.

La Lega Nord – Padania non è però disponibile ad assistere passivamente a questo ulteriore prelievo dalla tasche dei cittadini reggiani e pertanto abbiamo provveduto ad inoltrare una specifica interpellanza per conoscere quali siano state le motivazione tecniche, amministrative, economiche o politiche che hanno indotto la Giunta ad adottare tale improvvida decisione.


Réz, 25 Gennaio 2006

Reggiane: falsa partenza!

Area Reggiane: L’Assessore Ferrari sostiene che nella cosiddetta area Reggiane la costruzione di case non sarà una priorità ma, come spesso accade a questa Amministrazione, si dice una cosa ma se ne farà un’altra tanto è vero che di case se ne faranno eccome e, addirittura, si sta cominciando ad individuarne la localizzazione.

Non contenti, si annunciano nuovi spazi commerciali e direzionali, ma dell’idea qualificante dell’area e cioè la realizzazione di quel tanto decantato “parco scientifico tecnologico” non si sente molto parlare e, per ora, il risultato politico è che per l’ennesima volta a dettare l’agenda urbanistica e lo sviluppo della Città non è l’Amministrazione comunale ma l’interesse di specifici imprenditori privati.

Se verrà conservata questa impostazione di base, quella che viene definita una riqualificazione di un’area dismessa si tradurrà in pratica nell’ennesima speculativa colata di cemento.

La maggioranza di centrosinistra continua l’espansione di una Città, in cui il mercato immobiliare sta già dando ampi segni di saturazione, discostando di essere solo dei meri esecutori silenziosi ed accondiscendenti delle esagerate previsioni urbanistiche del Piano Regolatore Generale targato Spaggiari-Malagoli sconfessando le loro stesse promesse elettorali di un rallentamento della crescita urbana.


Réz, 30 gennaio 2006.

Delrio deve aprire la crisi.

Prima hanno cominciato i Verdi che aprono una polemica con la politica urbanistica dei Ds ma che accantonano, temporaneamente, nascondendosi dietro a frasi del tipo “………..se non ci fosse Berlusconi addio maggioranza”, confondendo così volutamente la politica sul piano nazionale con quella di carattere locale.

Passa un giorno ed arriva Rifondazione Comunista, questa volta sulla questione Enìa, che rincara la dose arrivando ad affermare che “…il Sindaco ha tradito la nostra fiducia” poi, a ruota, seguono i Comunisti Italiani che approfittano della situazione per tornare alla carica rivendicano ancora una volta più poltrone.

Questa benefica tempesta spazza finalmente la cenere sotto la quale, sin dall’inizio del mandato, covava il fuoco delle differenze programmatiche in seno all’Ulivo che, a Reggio così come a Roma, sono troppo evidenti e conflittuali.

E’ d’altronde logicamente impensabile che Delrio possa ingranare una retromarcia sul completamento di tutte le partite aperte sulle quali si regge il patto di potere tra i DS e la Margherita.

Ora siamo attivati alla resa dei conti perché, indipendentemente dall’esito delle elezioni politiche, qualcuno nell’Ulivo nostrano rimarrà politicamente scottato ed è quindi necessario che il Sindaco Delrio prenda subito atto della crisi che investe la sua maggioranza e ne tragga le dovute conseguenze.

La Città ha sopportato fin troppo una Giunta “mummificata” e la soluzione di ricorrere a rimpasti e rimpastini di Giunta sarebbero solo un brodino caldo per tirare a campare cosa che, in questo momento non è utile ai Reggiani.


Réz, 6 Febbraio 2006

Con il progetto Calatrava l’Amministrazione Comunale ci ha fatto vedere come si sprecano i soldi pubblici non facendo il concorso d’idee, con il progetto di ristrutturazione di Piazza Prampolini l’Amministrazione Comunale ci ha fatto vedere come si sprecano i soldi pubblici facendo il concorso d’idee.

E’ questa, in sintesi, la capacità politica dell’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia.

L’idea politica dell’Assessore Spadoni di ristrutturare Piazza Prampolini che rappresenta il “cuore storico” della nostra Città è certamente valida e condivisibile ma, come al solito, la metodologia adottata per raggiungere tale obbiettivo non è solo criticabile ma anche deleteria.

La Giunta Delrio, degna erede della Giunta Spaggiari, ha scelto di spendere soldi pubblici fare un concorso di idee per la ristrutturazione di Piazza Prampolini per ottenere un progetto preliminare elaborato da due pur validi architetti francesi ma che nulla hanno da spartire con la Città quando tale progetto era già stato predisposto, sempre a spese della Comunità, da altrettanto validi architetti reggiani che meglio conoscono la realtà locale e la cui opera creativa non era mossa solo dalla “ricompensa“ ma anche dalla profonda conoscenza dell’ambiente cittadino e delle caratteristiche reggiane che non possono essere capite ed assimilate solo guardando delle foto su Internet o in quattro giorni di visita alla Città così come hanno fatto i vincitori francesi del concorso di Piazza Prampolini.

Il progetto preliminare di ristrutturazione di Piazza Prampolini, come delle altre piazza reggiane, era già bello e pronto nei cassetti del Comune ed era stato preparato dagli Architetti Amedeo Magnani (qualche nesso con l’arch.Magnani dello staff di Spadoni?), Piero Cervi e Giuliano Cervi, che su incarico dell’Amministrazione Comunale, avevano effettuato uno “studio particolareggiato finalizzato alla elaborazione del piano dell’arredo urbano” da cui doveva prendere forma un organico progetto di rifacimento del Centro Storico.

L’indagine degli architetti “nostrani”, completa e dettagliata, forniva ampie risposte a tutte le problematiche connesse al rifacimento del centro storico della Città. piazza Prampolini compresa, e non vie era pertanto la necessità, in questo caso, di indire un concorso per arrivare scomodare progettisti d’oltreAlpe totalmente avulsi dal contesto del nostro territorio.

Era pertanto sufficiente che l’Assessore Spadoni, ed il suo strapagato staff, avessero aperto i propri cassetti e ripreso le risultante dello studio degli architetti reggiani per elaborare un progetto di ristrutturazione, semplice ed efficace, senza bisogno si spendere inutilmente i soldi dei Cittadini.

Un progetto semplice, senza costi eccessivi ed in armonia con la tradizione architettonica della Città che nulla ha che vedere con quello elaborato dagli strapagati archietetti francesi che, se portato a termine, cambierà irrimediabilmente l’aspetto di Piazza Prampolini rendendolo totalmente estranea a quella conosciuta dai reggiani.

La Lega Nord – Padania, per dimostrare ancora una volta quanto sia facile fare le cose semplici, ha elaborato un progetto di ristrutturazione a “costo zero” di Piazza Prampolini utilizzando i dati ed il materiale già esistente nei cassetti del Comune e ne farà dono al sindaco Delrio e all’Assessore Spadoni sperando che traggano lezione da tutto questo.

La speranza che questa Amministrazione comunale ne tragga insegnamento è vana ma si sa che la speranza è l’ultima a morire.


Rèz, 7 febbraio 2006.

Luceria: importante passo in avanti.

Il provvedimento adottato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici è un importante passo avanti per salvaguardare l'integrità del sito archeologico di Luceria.

Era troppo evidente come la politica urbanistica della locale Amministrazione comunale risultasse troppo invasiva e pericolosa per questo importante sito: ora la Giunta ne prenda atto e rinunci anche al previsto parcheggio, cercando una nuova localizzazione più appropriata.


Réz, 13 febbraio 2006.

Ora che la manifestazione islamica è passata senza i temuti incidenti si possono fare, a mente fredda, alcune considerazioni politiche su quando è accaduto nel pomeriggio di sabato scorso.

La prima considerazione è che, ancora una volta, quando si tratta di essere presenti sul territorio a difesa dei nostri principi, dei nostri valori e delle nostre tradizioni la Lega Nord – Padania è sempre da sola mentre altre forze politiche, che dovrebbero essere sulle nostre stesse posizioni, alla prova dei fatti non si fanno neanche vedere.

Gli organizzatori della manifestazione si proponevano concludere il corteo e di tenere il loro comizio finale in piazza Prampolini che, per la presenza del Municipio, del Duomo e per la sua storia, rappresenta il centro politico, religioso ed identitario dei reggiani ma la nostra presenza di sabato pomeriggio ha evitato che il fondamentalismo religioso islamico vi mettesse piede.

La seconda considerazione è costituita dalla legittima domanda che si è posta la maggior parte della cittadinanza, ivi compresa l’onorevole Montecchi dei DS, perché proprio Reggio Emilia? Perché con tutte le grandi città italiane come Roma, Milano, Torino ecc. dove vi sono comunità islamiche ben più ampie e numerose si è scelto di fare la manifestazione a Reggio Emilia?

La risposta potrebbe essere che Reggio Emilia è la città di Prodi e di Daki.

Il primo rappresenta il centro sinistra, cioè quella parte politica che più di ogni altra vuole favorire, tramite l’immigrazione, la modificazione genetica della nostra società e che ha nel Sindaco Delrio e nell’Assessore Malagoli i massimi esponenti locali, mentre il secondo rappresenta la parte più fondamentalista di una religione che come obiettivo principale quello d’islamizzare ogni società che non sia musulmana.

La terza considerazione è l’ambiguità con cui gli islamici hanno manifestato il loro pensiero e le loro pretese.

Non una parola è stata spesa contro quei Governi islamici che nulla hanno fatto per difendere le ambasciate europee dagli attacchi dei loro confratelli, non una parola di biasimo si è elevata contro i terroristi che tengono in ostaggio i giornalisti occidentali come non parola è stata detta in favore della laicità dello Stato ma sono state pronunciate solo parole di condanna contro il “terrorismo” dei giornali occidentali che hanno pubblicato le vignette satiriche con la pretesa di avere le scuse solo per il fatto che il loro concetto di libertà di stampa non coincide con quello delle democrazie occidentali.

Non da ultimo l’ambiguità degli striscioni, dei cartelli e degli slogan scritti e gridati in arabo di cui nessuno ha potuto capire il vero significato ed in particolare se vi era corrispondenza tra quanto di diceva in italiano e quanto invece scritto in arabo.

Ricordo a tutti che una delle caratteristiche principali di Arafat, come quella di molti esponenti arabi, era quella di esprimersi in inglese, verso gli occidentali, con parole di pace e collaborazione per poi girarsi e dire esattamente il contrario quando si esprimeva in arabo ai suoi compatrioti mettendo in pratica una usanza, quella della doppiezza, che viene utilizzata spesso nel mondo arabo soprattutto quando gli interlocutori sono degli “infedeli”.

Gli islamici sabato pomeriggio hanno sfilato per le vie della Città in modo apparentemente pacifico ma significativa, e direi anche preoccupante, è stata la sosta del corteo davanti alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo dove più forte si è elevato l’inno ad Allah quale “unico Dio”.

La missione dell’islam è semplice e chiara ed è quella d’islamizzare, è quella di anteporre il volere del loro Dio avanti a tutto ed a tutti, tanto è vero che qualcuno nel corteo si è lasciato scappare una frase emblematica “……per il profeta siamo disposti a tutto, a dare il sangue e la vita”.

Il Sindaco Delrio è politicamente incosciente quando promuove sul campo gli islamici addirittura a Cittadini Reggiani, e la sinistra intera è ancora più incosciente perché è pronta a sacrificare tutte le libertà ed i principi della nostra democrazia sull’altare di una integrazione impossibile, che si trasformerà sempre più in sopraffazione, con il solo scopo di avere qualche voto in più.


Réz, 25 marzo 2006

Nei giorni scorsi ho presentato una interpellanza al Presidente della Circoscrizione V per avere notizie riguardo i lavori che stanno da ormai troppi mesi interessando l’incrocio tra le vie Frank e Martiri di Cervarolo, alle Due Maestà.

Inizialmente hanno cominciato modificando l’incrocio inserendo una micro-rotatoria e successivamente hanno avviato i lavori per la pista ciclo-pedonale.

Sebbene alcune delle settimane scorse abbiano registrato condizioni meteorologiche sfavorevoli, comincia ad essere inspiegabile un ritardo così ampio nella consegna dei lavori, il che sta arrecando grave disagio agli utenti della strada, che per le proprie caratteristiche è ad altissima frequentazione, nonché ai residenti ed alle attività commerciali della zona.

A questo punto sarà interessante capire quale sia il piano temporale di realizzazione delle opere e quali siano gli eventuali impedimenti che stanno rallentando tali lavori.


Réz, 22 aprile 2006

Gestione rifiuti: Ulivo basta nascondersi!

Se escludiamo la perfetta coerenza dei Ds, inequivocabilmente pro inceneritore, il resto dell’Ulivo reggiano sta arrampicandosi sugli specchi delle proprie promesse elettorali da marinaio.

E’ ormai evidente che la linea dei Ds è quella prevalente, tanto che dalle recenti dichiarazioni della Presidente della Provincia Masini la cosiddetta “road map” che condurrà al nuovo impianto non terrà di fatto in alcun conto i risultati della sperimentazione della raccolta ‘porta a porta’ effettuata nella settima circoscrizione cittadina che, come volevasi dimostrare, è diventata politicamente un brodino caldo per Verdi e Comitati, infatti il calendario di tale sperimentazione termina nell’aprile del 2007 proprio quando Enìa presenterà il proprio progetto.

Dopo l’esito delle elezioni amministrative del 2004, non ci si poteva aspettare nulla di diverso in quanto la politica dei termovalorizzatori è incardinata sull’attuazione della Direttiva Comunitaria 2001/99/CE, per la quale viene assimilata l’energia rinnovabile a quella ricavata dalla termovalorizzazione dei rifiuti, così da arrivare all’assegnazione di incentivi ai gestori di tali impianti per la vendita di energia elettrica prodotta in cogenerazione.

In questo modo il gestore per ogni tonnellata di rifiuto termovalorizzato, grazie all’elettricità prodotta riceve un incentivo da 25 a 50 euro che per un inceneritore da 200.000 tonn. può significare un introito aggiuntivo annuo da 5.000.000 a 10.000.000 di euro che le Multiservizi (ex municipalizzate) utilizzano per rimanere competitive attraverso operazioni di fusioni, concentrazioni, acquisizioni e joint-ventures.

Cosicché l’utente finale non gode di alcun beneficio tariffario mentre questi giganti economici continuano a crescere rendendo necessaria la disponibilità di impianti di termovalorizzazione di rilevanti dimensioni al fine di disporre di un’adeguata massa critica in termini di tecnologie impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti,.

Ecco allora che ben si comprende una linea politica che, al contrario esatto di quanto sostiene la Margherita reggiana, porterà l’Emilia-Romagna ad aumentare la propria capacità di termovalorizzazione di ulteriori 750.000 tonnellate/anno, contro l’attuale milione.

Ciò si ricava dalla lettura dei Piani industriali delle Multiservizi emiliane (Enìa, Meta, Hera), che stanno preparando ad unirsi, mentre l’Ulivo allarga già i discorsi sull’autonomia nella gestione dei rifiuti da quella provinciale a quella regionale.
La qual cosa ci preoccupa ancora di più, non solo perché argomentate proprio dal partito di Castagnetti, ma perché in una situazione di minor controllo da parte del territorio, rischieremmo di aprire il varco all’importazione extra-regionale in nome di una solidarietà finta quanto interessata: solo nella Campania di Bassolino, che negli ultimi dieci anni ha ricevuto per l’emergenza rifiuti quasi 2.000 miliardi di lire, giacciono ben 3.000.000 di balle di rifiuti…


Rèz, 6 maggio 2006.

Il cavallo di Troia.

Un ottimo risultato quello delle forze democristiane emiliane: usare Agac per creare Enìa e strapparla di mano ai Ds, o comunque a quella parte dei Ds che non sono ancora appiattiti sul potere della Margherita.

E la beffa, ben confezionata dal trio democristiano Delrio-Ubaldi-Reggi, è che fautore della creatura di Enìa sia proprio quel Cantarelli oggi costretto a salvaguardare il proprio operato con le dimissioni.

Chi pagherà a caro prezzo questa trama da prima repubblica sarà comunque la nostra Città che non solo ha contribuito “dissanguando” Agac per la nascita e la strutturazione di Enìa, ma che ora di fronte alle prospettive di partnership con Brescia o Milano, in assenza della quotazione di Borsa, rischia di vedere svalutato il proprio valore aziendale e di tornare ad essere periferia dell’impero, quello fondato sulle grandi Multiutility dell’incenerimento.

E’ evidente che i Ds, nell’ambito della progettualità politica, sembrano svolgere sempre più il ruolo di portatori d’acqua pur detenendo la maggioranza relativa dei consensi e la controprova sarà il tipo di sostegno che Cantarelli riceverà dai Sindaci della nostra provincia.
E’ altrettanto evidente che il nostro territorio deve interrogarsi se i nostri interessi siano o meno stati salvaguardati non solo rispetto all’intero progetto Enìa (sul quale la Lega Nord è stata sempre critica), ma anche dall’operato del Sindaco Delrio, cui non basterà rilanciare con una prospettiva di ‘matrimonio’ con la bolognese Hera che possa fargli confluire il consenso di una parte dei Ds: il modello emiliano è veramente finito.


Réz, 20 maggio 2006.

Enìa: a pagare saranno i cittadini.

Tra rallentamenti e fughe improvvise in avanti il fronte ulivista reggiano sulla partita Enìa sembra essersi momentaneamente ricompattato nel segno della quotazione in Borsa e del fronte comune anti-Ubaldi.
Durerà? Staremo a vedere, di certo lo scontro di potere tra Margherita e Ds ed all’interno stesso dei Ds non si è esaurito anzi, la scelta delle future strategie aggregative (Hera Bologna secondo i dalemiani, Asm Brescia per i prodiani) terrà ancora banco, perché in gioco è solo ed unicamente il potere derivante dal controllo delle Multiutility, cioè dei servizi pubblici.

Una partita politica insomma che non fa i conti con le strategie industriali e di mercato che al contrario ci segnalano come le performance di Borsa di chi ci ha preceduto nel recente passato, sono tutt’altro che esaltanti e sono ‘movimentate’ unicamente dai continui investimenti in nuove aggregazioni e nuovi impianti.

E qui bisogna cominciare a capire chi pagherà, non solo in termini ambientali, la scelta politica di gestire in questo modo i servizi pubblici di base.
Dal rapporto CISL su tariffe e tributi locali è stato ricostruito l’andamento della tariffa rifiuti per un’abitazione da 90 mq con 2 occupanti a Reggio Emilia dal 2000 al 2004: dal 2000 al 2003 l’incremento la tassa è passata da 110 euro a 122, mentre dal 2003 al 2004 si è avuta un’impennata sino a 131.5 euro.
Le tensioni tariffarie sono continuate nel 2005 e sono destinate a rimanere tali nel 2006 tanto che da una recente Delibera dell’Amministrazione comunale si evince un costo intorno ai 145 euro (comprese Iva e addizionale provinciale).

Una tariffa del tutto simile ad esempio a quella di Treviso, dove è ormai stabilizzata dove il sistema di raccolta cosiddetto ‘porta a porta’ è già consolidato e dove non c’è alcun inceneritore, mentre nel PPGR reggiano a partire dal 2007, anno in cui veniva stimato l’avvio del nuovo termovalorizzatore con preselettore, viene previsto un drastico aumento dei costi di smaltimento pari al 40%.
E’ necessario infatti precisare che i costi della termovalorizzazione rispetto ad altre forme di smaltimento sono i più alti vanno ad unico vantaggio degli azionisti delle Multiutility gravando sempre più sulle bollette di tutti, comprese quelle della luce poiché gli inceneritori che producono energia elettrica godono di cospicui incentivi (certificati verdi e CIP 6).
La scelte dell’Ulivo, oltre che essere tardive si stanno rivelando anche costose ed incentrate più su aspetti politici che di effettivo beneficio per la cittadinanza: come si concilieranno questi business con le promesse elettorali di Prodi non è dato sapere.


Rèz, 27 maggio 2006.

Enìa: chi rappresenta ora Delrio?

Cantarelli a parte l’operato del Sindaco Delrio appare quantomeno autolesionista: in un colpo solo è riuscito a dividere i Sindaci reggiani ed indebolire Enìa.

Certo politicamente per la Margherita ed i prodiani si è trattato di un indubbia vittoria: una minoranza, forte delle azioni detenute, ha messo le mani sulla più importante azienda pubblica locale.
Chi rappresenta infatti oggi Delrio? Sicuramente la minoranza politica dei reggiani, certamente non rappresenta più nemmeno l’assemblea dei Sindaci reggiani dopo le due spaccature consecutive verificatesi e quindi rappresenta la minoranza della popolazione della provincia reggiana.

Altro che Unione, Delrio sottraendosi al confronto con gli altri sindaci reggiani ha rotto l’ultimo brandello di patto solidaristico, lasciando il comando ai suoi colleghi di Parma e Piacenza, che pur rappresentando la minoranza delle azioni di Enìa sono a lui politicamente affini e sufficienti a fare “muro”: considerando che i Sindaci d’oltrenza sono in scadenza di mandato, questa novella “triade” rappresenta ormai solo se stessa se non già gli interessi del partito di riferimento.

La politica sta appagando i propri appetiti sulla testa dei cittadini e delle Comunità che hanno costruito le municipalizzate, Delrio è politicamente responsabile di questa operazione che sarà l’ennesima onta per la nostra Città, che non solo ha contribuito “dissanguando” Agac alla nascita di Enìa, ma che ora si trova in mezzo ad un guado molto pericoloso rischiando o un approccio disastroso alla Borsa o la fagocitazione da parte di qualche “pesce grosso” del panorama delle multiutil
Tutto secondo copione?


Rèz, 14 giugno 2006.

Il potere logora chi non ce l’ha.
Oggi più che mai l’adagio andreottiano calza a pennello alle forze di maggioranza che governano il nostro Comune.

Da una parte i cosiddetti “cespugli” che un giorno sì l’altro anche attaccano gli “anelli deboli” della propria Giunta nella speranza di un rimpasto che ne sazi gli appetiti politici, dall’altra l’ormai insanabile spaccatura tra vecchio e nuovo potere in seno ai partiti “maggiori” dell’Ulivo, che si manifesta sempre più intensamente tanto più ci avviamo alla metà del mandato, perché è ora che si decidono gli equilibri politici in vista del 2009.

Per una buona parte dei Ds la cessione del Sindaco alla Margherita era già stato un evento traumatico, così come le conseguente azione di governo ed il recente addio (o arrivederci?) di Uris Cantarelli, ora il fronte si sposta sul rinnovo delle cariche di partito, che vede ancora una volta registi, fazioni e tifosi schierati in campo aperto, con un unico dato certo, i Ds somigliano sempre più ad un dinosauro dal grande corpo e dalla testa piccola: l’incapacità, sebbene i numeri, di un progetto condiviso e rinnovatore per Reggio ne è la dimostrazione, così come l’autoreferenzialità di una classe dirigente datata quanto incollata alle poltrone.

Lorsignori si dilettano in questo “risiko” forti del conservatorismo politico dei reggiani mentre la Città vede irrisolti molti dei suoi problemi e se il tempo è denaro il cittadino-Pantalone pagherà molto caro gli interessi particolari e politici di pochi.
A questa classe dirigente non farebbe male un pò di opposizione, per questo sarebbe necessario superare l’empasse tramite una costituente delle forze riformatrici della Città fuori dagli orientamenti ideologici oggi in campo.


Réz, 17 giugno 2006.

Nei giorni scorsi ho presentato una interpellanza, l’ennesima, per avere aggiornamenti sul caso “stadio Giglio” per sapere quali iniziative abbia intrapreso l’Amministrazione comunale al fine di tutelare l’interesse pubblico considerato che il disposto degli artt.29 e 30 della convenzione stipulata con la Mirabello 2000 spa prevedeva il passaggio diretto all’Amministrazione del bene stadio, ovvero delle pertinenze sportive in caso di fallimento della Società.
Nel caso tale convenzione fosse stata dichiarata sciolta l’Amministrazione abbia provveduto a mettere in mora il curatore ovvero se si sia fatto valere nel passivo il credito conseguente il mancato adempimento della convenzione.

Inoltre vorremmo sapere se risultano vere le notizie riportate dalla stampa per cui il Comune avrebbe o avanzarà una offerta per l’acquisizione della zona strettamente sportiva dello stadio ovvero se intenda partecipare all’eventuale asta per la stessa e quale sia ad oggi il credito complessivo vantato dal Comune di Reggio Emilia nei riguardi della fallita Mirabello 2000 spa, poiché con provvedimento del 28/03/2006 il Giudice Delegato dichiarava esecutivo lo stato passivo del fallimento ammettendo in via chirografaria (per la quale il Comune ha presentato opposizione) complessivi €.247.941,60 più successivamente ulteriori €.472.844,45, sebbene il Vicesindaco Franco Ferretti, in data 13/07/2005, rispondendo ad una nostra specifica interpellanza affermava: “L’Amministrazione comunale … ha intenzione di compiere ogni possibile verifica circa gli obblighi che Comune e Mirabello 2000 hanno assunto con la convenzione del 24 maggio 2002” …omissis… ”sulla parte di immobili destinata allo stadio e sue pertinenze, in caso di fallimento della Mirabello 2000 si dovrà far fronte all’eventuale costituzione di diritti reali a favore di terzi su beni destinati a zona sportiva che dovessero preesistere alla convenzione del 24 maggio 2002, che vietava espressamente l’iscrizione di ipoteche” ed infine “rimarrà aperto anche il problema dell’incasso dell’ICI per gli anni 1996, ’97, ’98, ’99 e 2000 nonché dell’imposta di pubblicità del 2002 per un importo complessivo di €.1.262.000, peraltro a fronte della rateizzazione concessa per il pagamento la società ha presentato una fideiussione di €.370.000 per il cui incasso è stato interessato il servizio legale interno ad intraprendere la procedura per ottenere il decreto ingiuntivo”: è interessante conoscere l’esito di tale fideiussione.

Infine vorremmo fosse chiarito se risultano confermate le dichiarazioni rese dall’Assessore Ugo Ferrari riguardo il possibile ridimensionamento del progetto “Petali del Giglio” ed in quali termini, considerato che alcune note di stampa hanno riportato una sua ipotesi di variante urbanistica tesa a ridurre le superfici del progetto preliminare “Petali del Giglio” (peraltro alcune delle quali già in fase di avanzata realizzazione).


Rèz, 30 giugno 2006.

Inquinamento aria: Pm10 situazione allarmante.

Il fenomeno delle Pm10 dovrebbe essere prevalentemente invernale poiché in quel periodo sussistono anche le condizioni per la cosiddetta inversione termica e dovrebbe per sua natura attenuarsi in primavera ed estate.
Da una verifica dei dati correnti si può ricavare una situazione molto allarmante, che è aggravata in dal fenomeno estivo dell’ozono, poichè la miscela dei due inquinanti risulta assai dannosa.

Dal 18 giugno scorso infatti si sono registrati ben 10 superamenti del livello di legge consentito (50 micr/mc), mentre gli sforamenti dall’inizio dell’anno sono rispettivamente 28 alla stazione di S. Lazzaro, 34 in viale Risorgimento e ben 82 in viale Timavo.
Tenuto conto che ai fini della protezione della salute umana i superamenti consentiti sono 35 all’anno, c’è da chiedersi cosa accadrà da qui al 31 dicembre: solamente negli ultimi tre mesi del 2005 si registrarono in viale Timavo più di 40 sforamenti.
La situazione rimane critica anche a S.Ilario e Castellarano dove i superamenti dal 1 gennaio sono stati rispettivamente 74 e 50

L’emergenza localmente è legata anche al problema del caotico traffico cittadino, per la cui soluzione i tempi sembrano ancora piuttosto lunghi, mentre nell’area vasta padana, che è tra le più inquinate al mondo, si rende sempre più improrogabile un piano strutturale che coinvolga tutte le Regioni del bacino.


Rèz, 8 luglio 2006.

P.za Vivaldi: provvedimenti tampone, manca visione PUM.

L’aumento dell’improprio traffico pendolare all’interno dei quartieri residenziali genera proteste, le conseguenti modifiche alla viabilità dei quartieri come di recente in piazzetta Vivaldi genera proteste.
Nel caso di specie, se dal punto di vista tecnico pare non vi siano soluzioni migliori rispetto a quelle attuate, che per altro sono tutte da testare e verificare, è altrettanto vero che ci troviamo di fronte ancora una volta ad un provvedimento “tampone”.

La situazione del traffico a Reggio continua a peggiorare e la gente si attrezza come può, nel senso che per evitare le code nelle arterie principali, si inventa spesso percorsi alternativi che finiscono per intasare la normale viabilità di quartiere: è successo un po’ ovunque in Città e le soluzioni adottate sinora dall’Amministrazione comunale sono state l’istituzione di nuovi sensi unici di marcia o la realizzazione di rotonde per cercare una migliore fluidificazione del traffico.

Questa impostazione però non può funzionare a lungo, ciò che manca è una visione complessiva che solo il Piano Urbano della Mobilità può dare e mancano arterie di grande viabilità che servano esclusivamente i pendolari ed i lunghi spostamenti.
Se pensiamo invece a ciò che accadrà ad esempio in via Chopin, un pezzo dell’asse-attrezzato nord-sud, che diverrà tra non molti anni l’accesso del nuovo grande insediamento dell’ex parco Terrachini, possiamo comprendere il deficit di programmazione urbanistica che attanaglia la nostra Città.


Rèz, 13 luglio 2006.

Rifiuti: Legambiente premia buone amministrazioni leghiste.

Come consuetudine anche quest’anno Legambiente ha presentato il proprio dossier sui Comuni “ricicloni” ed anche quest’anno le Amministrazioni a guida leghista ne sono uscite vincitrici.

I vari sistemi di raccolta differenziata vedono infatti da parecchi anni le regioni Veneto e Lombardia ed il Nord più in generale in testa a tutte le classifiche sia per quantità che per qualità.

Tra i Comuni capoluogo di provincia ai primi cinque posti della categoria “miglior sistema di gestione dei rifiuti urbani”, ne registriamo ben tre governati dal Carroccio: Lecco (primo assoluto), Treviso e Varese, mentre la nostra Città, dove il dibattito sulla gestione rifiuti è più che mai aperto, si attesta al decimo.

Più attardati i piccoli Comuni, se risulta che tra quelli superiori ai 10.000 abitanti il primo Ente emiliano è Lugo (RA) al 127° posto ed il primo reggiano è Quattro Castella al 158°, mentre tra quelli inferiori ai 10.000 abitanti il primo emiliano è Sarmato (PC) al 346° ed il primo reggiano Albinea al 571° (!!).

In Emilia-Romagna la politica si è troppo attardata ad inseguire le strategie politico-finanziarie e gli assetti societari delle ex municipalizzate, mentre nelle altre regioni padane hanno messo in campo strategie gestionali funzionali ed innovative per il bene comune.
Questo è un gap da colmare seguendo i buoni esempi che hanno dimostrato funzionare, così come la sperimentazione nella Circoscrizione 7 di Reggio che va affinata adeguata alle esigenze emerse in questi primi mesi ed estesa a tutta la Città.


Rèz, 1 agosto 2006.

Inquinamento aria: soluzioni Regione inadeguate.

“Nel 2001, 2002, 2003 e nel 2004 è stato superato, negli agglomerati e nelle zone di tutte le Province della Regione, il valore limite di PM10 per la protezione della salute fissato dall'Unione Europea e dal decreto 60/02: sono stati, infatti, rilevati valori della media giornaliera superiori a 50 g/m3 per un numero di giornate superiore a 35”
Questa è la premessa che introduce ogni anno l’Accordo Regionale di Programma sulla Qualità dell’Aria, ovvero quei provvedimenti di limitazione del traffico che dovrebbero teoricamente combattere l’inquinamento atmosferico derivante dalla fatidiche PM10.
Parliamo di teoria, perché se ai fini della protezione della salute umana i superamenti consentiti sono 35 all’anno, i dati relativi al 2005 ed ai primi mesi del 2006 confermano che anche i blocchi come precedentemente le targhe alterne non sono serviti, tanto che la loro burocratica riproposizione anche per il prossimo anno sa tanto di suicidio politico nei confronti dell’Unione Europea che già da tempo monitora la situazione e che, di questo passo, tra non molto sanzionerà pesantemente l’italia e a caduta quelle Regioni responsabili di non essersi messi in regola (segnatamente quella dell’area padana).

La realtà, sebbene come Lega Nord lo abbiamo ripetuto a più riprese, è che in quest’ultimo decennio il fenomeno è stato sottovalutato, infatti l’accumulo delle polveri sottili, che si muovono come un gas su aree vaste, è favorito dalle particolari condizioni meteo-climatiche della Padania, ove si registrano prolungati periodi di inversione termica durante i quali si forma una vera e propria cappa di smog iperstabile che rende insignificanti i blocchi infrasettimanali.

A Reggio la situazione è tra le più difficili e i dati lo testimoniano (per di più nel corrente anno siamo solo al 1 agosto):
zona Sforamenti consentiti 2005 2006 (a tutto il 31/7)
V.le Risorgimento 35 54 34
V.le Timavo 84 82
S. Lazzaro 19 28
S. Ilario d’Enza 75 75

Quando l’Assessore Santel sostiene che “bisogna imparare a muoversi diversamente” forse non tiene conto del tipo di urbanistica che si è realizzata a Reggio, dove praticamente l’uso dell’auto è incentivato e dove conseguentemente anche il trasporto pubblico arranca.

L’area vasta padana che è tra le più inquinate al mondo, necessita indubbiamente di un piano strutturale che coinvolga tutte le Regioni del bacino, ma nell’attesa che la politica trovi un accordo si cominci intanto da casa nostra, dall’Emila-Romagna, con serie strategie a lungo periodo e non con logiche politiche demagogiche tese a scaricare la responsabilità solo sull’automobilista.

Di buono nell’Accordo riproposto dalla Regione, ci sono solo il potenziamento dei distributori di gpl e metano lungo l’Autosole (a tal proposito: la nostra proposta di aprire un distributore di metano in montagna datata 2003, che trovò l’assenso unanime della Comunità montana che seguito ha avuto?...) ed i finanziamenti per l’installazione degli impianti a metano, che però sono una goccia nel mare: se con 5 milioni di Euro si possono convertire 10.000 veicoli per arrivare a 30.000 entro il 2010, come ha spiegato l’Assessore Zanichelli, in Emilia esistono circa 480.000 vetture pre-euro (19% del totale circolante) mentre gli autobus non euro sono circa il 47% su un parco circolante che supera le 6000 unità.

Bisogna fare di più investendo, a partire dalle Pubbliche Amministrazioni, sul rinnovo tecnologico del parco veicolare e degli impianti di riscaldamento, su una logistica efficiente e porsi l’obiettivo di superare definitivamente come indicatore di riferimento le PM10 con le PM2,5.
Spesso la risposta è che i soldi sono pochi o addirittura che non ce ne siano: allora bisogna accelerare l’attuazione del federalismo fiscale perché il problema dell’inquinamento tocca la nostra terra e solo noi possiamo farcene carico per risolverlo.


Réz, 2 agosto 2006.

Il 20 gennaio 2006 ebbi a trattare in Consiglio Comunale una interpellanza rivolta all’Assessore Spadoni in merito all’ubicazione finale dei mercati ambulanti dopo il rifacimento delle piazze Fontanesi e Martiri del 7 luglio, poiché si ventilava allora un possibile spostamento dei mercati dal centro storico, cosa che ne determinerebbe un ulteriore impoverimento.

In tale occasione Spadoni tentò prima di vendere come propria l’idea di un sistema mercatale fatto da piazze e strade posti sull’asse nord-sud che esiste già da almeno 20 anni poi nel merito ebbe a definire meglio gli intenti dell’Amministrazione: “…questo sistema delle piazze garantirà la presenza dei mercati all’interno del centro storico…Noi vogliamo arrivare a questi appuntamenti (il rifacimento delle 2 piazze) con un progetto organico con un nodo centrale che è piazza San Prospero da riorganizzare in termini di qualità e riduzione degli orari…quindi ad un asse che possa svilupparsi a nord in alcuni giorni della settimana in particolare con il mercato del martedì e del venerdì e a sud con la possibilità in piazza Fontanesi di instaurare un mercato quotidiano dei prodotti agro-alimentari”.

I costosissimi lavori di rifacimento in piazza Fontanesi si stanno lentamente ultimando ed il progetto realizzato, costituito da una pietra delicata nella parte centrale e chiusa su tre lati da fittoni in granito, conferma come lo spostamento di molti operatori da quella piazza sia pressoché definitivo, poiché la maggior parte di questi che già davano vita ad un polo alimentare utilizzano speciali furgoni che ora non avranno evidentemente più accesso all’area.
A questo punto c’è da chiedersi dove verranno sistemati e da chi verranno sostituiti in piazza Fontanesi e come l’Amministrazione intende gestire il mercato ambulante nella seconda fase che vedrà tra non molti mesi l’avvio dei lavori in piazza Cavour, tagliando nettamente i due l’asse mercatale “Ubertiano”.


Réz, 5 Agosto 2006

Come è noto è iniziata da qualche tempo la riqualificazione del tratto di via Emilia tra piazza Gioberti e piazza Duca d’Aosta che ha scatenato tante polemiche soprattutto da parte di chi, residenti e commercianti, è direttamente danneggiato dal protrarsi dei lavori.

Al fine di compensare gli operatori commerciali, ma anche i residenti, dai sostanziali danni economici subiti la Lega Nord Padania ha presentato già in data 23/6/2006, e quindi in tempi non sospetti, una mozione avente lo scopo di impegnare la Giunta ad eliminare, o quantomeno ridurre, le imposte locali quali ICI, rifiuti, pubblicità e simili ai residenti ed agli operatori commerciali per tutto il periodo di svolgimento dei lavori.

Si tratta di una proposta di buon senso che non incide in modo sostanziale sulle casse comunali e non servirà a compensare i danni subiti dai cittadini ma che ha un forte impatto politico in quanto tesa a dimostrare solidarietà da parte di tutta la Comunità reggiana verso coloro che sono costretti a subire danni personali a causa di lavori che interessano tutti.

Proprio perché sui tratta di una iniziativa di buon senso crediamo che tale mozione, che proponemmo anche alla Giunta precedente allorquando si stava realizzando il parcheggio in piazzale Marconi, sarà respinta con la scusa che i lavori in corso valorizzeranno gli immobili presenti: cosa che secondo l’allora Assessore Davoli doveva avvenire anche per la zona stazione e che comunque andrebbe a beneficio dei soli proprietari.


Réz, 24 Agosto 2006

Piscina comunale: Catellani riferisca.

L’Amminstrazione comunale aveva inserito nel programma triennale dei lavori pubblici 2005-2007, contenuti nel Bilancio 2005, alcuni interventi da realizzarsi con capitali privati in project financing: tra questi la ristrutturazione del centro sportivo natatorio di via Melato, per un valore presunto di €.2.800.000,00.

Come prevedibile per tale progetto nessun promotore ha avanzato proposte in merito: era ben difficile trovare un privato disposto a sobbarcarsi i costi per una struttura che abbisogna di interventi strutturali consistenti e ben superiori a quelli preventivati e per di più in un area priva della necessaria disponibilità di parcheggi.

Cosicché le piscine di via Melato continueranno a funzionare in una situazione piuttosto precaria con periodiche chiusure per manutenzione ed in una costante crescita dell’utenza, che di fatto tra società, associazioni e privati, si contende le corsie delle vasche.

Una situazione paradossale per una Città che ha due stadi di calcio, uno stadio da baseball sovradimensionato ed un nuovo centro “Acquatico” che non ha risolto la domanda dei nuotatori essendo configurato come parco divertimenti estivo.

A questo punto, con una specifica interpellanza, vogliamo sapere dall’Assessore Catellani com’è la sitazione e quali sono le prospettive, con un invito a pensare se non sia il caso di programmare, magari questa si in project financing, la costruzione di una nuova piscina coperta che assolva l’ampia domanda di nuoto presente in Città.


Réz, 25 Agosto 2006

Stazione Calatrava: si ritorni a progetto Tav.


“Non si è mai visto che un’opera pubblica di quelle dimensioni, che non deve neppure sottostare ai vincoli della Legge Merloni, per una scelta politica contro la quale ci opponemmo con successo all’Autorità di Vigilanza, mantenga il costo del preventivo”.

Questa era la risposta che il 13 settembre 2004 davo all’Assessore Colzi allorquando lamentò la mancanza di 17 milioni per il completamento delle opere calatraviane.

Infatti costi e modalità contrattuali per griffare la sola stazione Tav, nel frattempo riconcettualizzata dalle Vele alle Onde, erano già noti: dai 15,50 milioni del progetto originale della Tav si era passati a 56,30, coperti per il tramite di un Accordo del giugno 2004 tra Regione, Provincia, Comune e Act con i fondi destinati ad altre opere (sottopassi ed elettrificazione tratte Act e metropolitana di superficie), tanto che successivamente il “prode” capogruppo della Margherita Colosimo, interpellò la Giunta nel settembre 2005, per avere conto proprio del “dirottamento” quei denari.

Arriviamo al gennaio 2006 quando la Giunta da il via libera al progetto definitivo del nodo intermodale, ma non senza problemi politici: gli Assessori Santèl, Montanari e Colzi si astengono non senza le opportune critiche smorzate solo dalla benevola copertura dell’ennesimo aumento dei costi di 20 milioni da parte dell’odiato Governo Berlusconi.

Il costo totale della stazione si aggira ora sui 75 milioni cui vedremo se andranno aggiunte le ulteriori richieste emerse in questi giorni e per le quali il vicesindaco Ferretti giura e spergiura il disinteresse finanziario del Comune dimenticando però che l’accordo del 2002 tra Tav, Cepav, Provincia e Comune è molto chiaro: (art.3) “le parti concordano che gli extracosti rispetto all’importo di 15,5 milioni attualmente previsto per la stazione, da verificarsi sulla base della progettazione definitiva-esecutiva, non potranno in nessun caso far carico a TAV oa Cepav Uno. Pertanto Comune e Provincia di Reggio Emilia si impegnano, ora per allora, ad attivarsi per individuare ulteriori fonti di finanziamento” … si spera forse nel soccorso del Governo Prodi?

Qualche giorno fa a tornare alla carica è stato l’Assessore Catellani con le sue pertinenti quanto tardive considerazioni culturali: ma dov’erano tutti costoro nella scorsa consiliatura? E cos’hanno fatto oggi per arginare un simile spreco? Nulla.

Ma le voci di cui ho ricordato i precedenti sono anche quelle più vicine al Sindaco, quindi per un noto adagio egli “non può non sapere” … e condividere.

I ponti di Calatrava piacciano o meno, ormai li abbiamo e danno il proprio segno al territorio, se veramente questa Giunta avesse gli attributi per dare una svolta non solo simbolica all’urbanistica creativa degli scorsi anni ed all’allegra gestione dei pubblici bilanci, dovrebbe prendere il toro per le corna e ritornare al progetto originale di Tav e Cepav Uno per una stazione, che è bene ricordarlo, accoglierà “ben” 6 treni al giorno!


Réz, 25 Agosto 2006

Mercato coperto: Giunta frettolosa, molti punti da rivedere.

Sono diversi mesi che la Giunta Delrio è presa d’assedio dalle polemiche riguardanti il centro storico, stretto tra una situazione di degrado persistente e l’incapacità di comunicare ed ascoltare residenti ed operatori nelle fasi di gestione dei progetti di riqualificazione programmati.

Cosicché nelle settimane scorse si è arrivati alla presentazione in pompa magna del progetto di riqualificazione del Mercato coperto che, salvo complicazioni nell’iter amministrativo, partirà tra una decina di mesi circa.
La fretta, come si suol dire, è cattiva consigliera e non risparmia nemmeno l’esigenza tutta politica di dimostrare che si sta facendo qualcosa, poichè anche su questa ‘partita’ ci sono diversi punti da chiarire ed aggiustare.

La ristrutturazione in project financing del Mercato coperto era inserita nell’elenco dei lavori pubblici del 2005 per un importo presunto di €.6.000.000, senza alcuna previsione di contributo da parte dell’Amministrazione comunale.

Il 26 luglio scorso la Giunta municipale ha dichiarato, con delibera n.210, la sussistenza del pubblico interesse per la proposta poi presentata alla stampa, che si concretizza in un investimento di circa 12 milioni, di cui 4,7 milioni circa di manutenzione straordinaria (valore giudicato dall’Amministrazione molto elevato nonché privo di del relativo programma d’intervento) e 2 milioni quale contributo in conto capitale richiesto all’Amministrazione comunale, la quale riuscirebbe a provvedere solo parzialmente e che richiederebbe una variazione al bilancio per la copertura finanziaria necessaria.

Non bastasse l’Amministrazione avanza alcune perplessità sulla congruità della durata di gestione prevista dalla proposta, che è di 30 anni, durante la quale per di più il Comune non percepirà i canoni di concessione dei locatari, il cui ammontare al netto degli oneri sostenuti annualmente per la gestione funzionale della galleria è calcolato sulla base attuale in circa 4,5 milioni (totale nei 30 anni).
A ciò dovranno poi essere aggiunti i costi di indennizzo per gli attuali concessionari muniti di valido titolo, attinenti lo sgombero della galleria per i lavori di ristrutturazione, che nella bozza di convenzione sono totalmente a carico del Comune.

Altri aspetti da valutare riguardano l’ex Casa dello studente per la quale il progetto presentato prevede il riutilizzo per fini commerciali, necessitando conseguentemente di una deroga o variante al Prg in quanto oggi destinata a “edificio per la collettività” e da ultimo, ma non per importanza anche se più facilmente risolvibile in sede di progettazione definitiva, il progetto architettonico proposto per la galleria che è giudicato non pienamente coerente con l’impianto architettonico e decorativo presente.

Insomma la strada è ancora lunga e non bastano i proclami per promuovere un’azione di Giunta che risulta ancora una volta superficiale ed anche, nel caso di specie, più onerosa per le casse pubbliche.


Réz, 28 Agosto 2006

Ogni qualvolta si presenta un problema sulla sicurezza cittadina, l’Assessore Salsi riesce sempre a trovare qualche inutile dissertazione pur di ridimensionare la questione e non intervenire.

Stavolta è il caso della Canalina, dove esercenti ed abitanti chiedono da tempo maggiore sicurezza, ma già in passato come ad esempio al quartiere Orologio o nel parcheggio dell’ospedale il gioco a minimizzare è lo sport preferito della Salsi pur di lavarsene le mani, senza dimenticare della situazione del centro storico, della stazione e di via adua dove le telecamere non hanno di certo fermato i malviventi o quando sentenziò addirittura che “i vigili non saranno mai poliziotti” o dei controlli mai effettuati sulle residenze.

Questo Assessore, che si dovrebbe occupare di sicurezza, è inadeguata per meri motivi ideologici e all’intero centro-sinistra, per non ammettere quanto la propria politica immigratoria sia devastante per il nostro territorio, fa comodo avere qualcuno che fa muro arrivando a negare la realtà dei fatti, che vede invece una crescita esponenziale della criminalità dovuta esclusivamente all’immigrazione, perché se è vero che non tutti gli immigrati sono delinquenti è altrettanto vero che la quasi totalità dei delinquenti sono immigrati.

Oggi anche gli Assessori all’immigrazione, dopo avere sfoggiato per anni una dialettica intrisa di multiculturalismo, ovvero quel sistema di convivenza tra etnie basato sui ghetti e scolpito sul programma amministrativo della nostra Giunta sebbene fallito ormai in tutto il mondo, devono fare clamorosamente retromarcia, rilanciando il solito trito e ritrito ritornello sulle politiche e i percorsi di integrazione, quando ben sanno quale sia il livello d’integrazione anche delle comunità presenti a Reggio da più tempo o quanto importi a chi vuole delinquere seguire quei loro percorsi politicamente fantasiosi…

La città non ha bisogno di più poliziotti, ma di meno delinquenti ed ecco che la realtà si scontra ancora con l’ideologia ed il tornaconto dei partiti: che credibilità politica può avere chi ha appena liberato 30.000 carcerati tramite l’indulto?

E’ da almeno 15 anni che denunciamo i problemi dell’immigrazione, della legalità, della cessione del territorio di forte all’avanzata della criminalità, ma siamo sempre stati tacciati di catastrofismo quando non di razzismo od estremismo, ma oggi purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti arrivando all’assurdo che sia la gente onesta a doversi barricare dietro ai cancelli per difendersi: carcerati in casa.

Ma se è il cittadino il primo a concedere fiducia a forze politiche come quella dell’Assessore Salsi allora è giusto che il declino di questa Città continui e che alle istanze non venga data risposta, anche se noi da parte nostra continueremo a chiedere l’allontanamento di Assessori del genere.


Réz, 29 agosto 2006.

Fogliano: dal 2004 nulla è stato fatto.

Nell’ottobre 2004 il mio predecessore Paolo Roggero ebbe a presentare al Presidente della Circoscrizione 5 una mozione specifica sul problema dell’alta velocità tenuta da molti automobilisti attraversanti la frazione di Fogliano, proponendo “l’installazione di opportuni impianti semaforici intelligenti od altri dispositivi alternativi” atti a limitare la velocità su via Fermi, anche in considerazione del fatto che per la costruzione della tangenziale della frazione i tempi non sembrano brevi.

La discussione in Consiglio di Circoscrizione vide l’unanime approvazione di tale proposito, ma a tutt’oggi nulla è stato ancora fatto!

E’ pur vero che il programma delle opere pubbliche 2006-2008 prevede per quest’anno la costruzione di una rotatoria all’incrocio tra le vie Fermi e Casello Veneri del valore di €.150.000,00, ma dei tempi realizzativi nulla è ancora noto, perciò ho già provveduto a presentare una interpellanza alla presidenza per avere lumi in merito e giungere ad una speriamo rapida soluzione del problema, magari partendo dalla sistemazione dell’unico semaforo oggi presente nei pressi delle scuole elementari, in modo che possa “leggere” il superamento del limite facendo scattare il segnale di stop.


Réz, 8 Settembre 2006

Diversi cittadini hanno scritto al Sindaco Delrio per denunciare il persistere di una situazione certamente indecorosa nei parcheggi antistanti l’ospedale Santa Maria Nuova, ove gruppi di extracomunitari da anni molestano i frequentatori della struttura sanitaria richiedendo elemosine e/o l’acquisto (illecito) di piccoli articoli.

Per ben tre volte, nel gennaio e ad ottobre 2005 e nel febbraio del corrente anno, ho interpellato l’Amministrazione comunale su questo stato di fatto, ottenendone sempre risposte elusive quand’anche grottesche e contraddittorie.
L’Assessore Spadoni ci disse che non si trattava di venditori abusivi ma di mendicanti, e si meravigliava del fatto che queste persone fuggissero alla vista della polizia in quanto la richiesta di questua non è reato: non ha pensato che costoro potrebbero essere dei clandestini? Non ha pensato che il Sig. Questore emanò un’apposita ordinanza contro i “venditori abusivi” … appunto?
Senza parlare dell’Assessore Salsi per la quale il problema non è acciuffare dei clandestini o fare cessare questa situazione, ma contrastare la legge Bossi-Fini perché, a suo dire, la situazione dell’ospedale è “un effetto indiretto di tale legge” e bisognerebbe invece “attuare politiche per cui non vi siano persone che per sopravvivere debbano elemosinare”.

Tante sottigliezze terminologiche se non inutili parole: o quegli extracomunitari sono regolari e allora possono tranquillamente cercarsi un lavoro oppure sono clandestini ed allora debbono essere espulsi.

La verità, come abbiamo già avuto modo di dimostrare altre volte, è che l’Assessore Salsi, che si dovrebbe occupare di sicurezza, è inadeguata per meri motivi ideologici tanto che sostenne in Consiglio comunale che il fenomeno in questione era stato ridimensionato quando invece anche la petizione dei cittadini dimostra che non lo è.

Un altro pezzo della Giunta, molto più realisticamente, ha tentato indirettamente di risolvere la questione indicendo un bando di project financing per l’ampliamento e la gestione di tali parcheggi, ma per nessuno dei progetti delle imprese partecipanti è stata dichiarata la sussistenza di pubblica utilità.
Certo è che qualcosa si potrebbe fare e andrebbe fatto: basterebbe volerlo!


Réz, 13 Settembre 2006

“Per fermare la criminalità non ci vogliono più poliziotti, ci vogliono meno delinquenti!”

Questo è il testo di uno dei miei manifesti elettorali del 1999 quando mi presentai per la prima volta come candidato Sindaco della Lega Nord e lo conservo nel mio studio per non dimenticare che sono almeno dieci anni che denunciamo il problema dell’intensificarsi della criminalità nella nostra Città: derisi se non osteggiati dei più!

Oggi anche una figura importante come Don Ranza si è dovuto fare interprete del problema arrivando a promuovere una manifestazione ai giardini pubblici che non è molto dissimile dalle famose “ronde padane”: un’azione di denuncia di una situazione insopportabile, che solo la cecità politica del centro-sinistra continua a minimizzare se non negare.

Dopo l’atteggiamento dell’Assessore Salsi è arrivato anche il Sindaco, con le sue statistiche inutili a sostenere che la percezione è cosa diversa dalla realtà: il problema è che la Città è piena di brutti ceffi e la gente non si sente sicura né a passeggio, né in al posto di lavoro, né in casa propria.

E la prova sta nel fatto che ormai si vive come carcerati: blindati ogni dove.

Ma forse la Salsi, Delrio e C. non hanno mai visto tornare a casa la propria figlia importunata o la moglie scippata, non hanno mai avuto una pistola in faccia nel mentre di una rapina, non hanno mai avuto la visita di ladri di appartamento o la propria attività svaligiata, no! E se anche si fossero trovati in un frangente simile dovrebbero comunque negare per opportunità politica.

E il punto è questo perché, lo hanno sostenuto anche fonti del palazzo di giustizia, la criminalità al 75% se non oltre è fonte di immigrazione e chi se non i catto-comunisti hanno riempito la nostra Città di immigrati per opportunità politiche ed economiche?

Reggio è sotto scacco.
Numerose fonti sostengono che l’edilizia (e quanta ne abbiamo avuta negli ultimi anni) sia la sede principale del riciclaggio, mentre andrebbe approfondito il legame tra lo spaccio di droga all’ingrosso ed al minuto (quest’ultimo effettuato da nordafricani); la criminalità balcanica si “diletta” per lo più in furti e rapine mentre la comunità cinese compra ed opera silente, mentre l’integralismo islamico ha trovato in Reggio una base sicura (dice niente la recente visita del Console americano?).

Ogni mattina si esercita il caporalato nei viali di circonvallazione, mentre durante il giorno i parchi del centro sono meta del bivacco di nulla facenti extracomunitari (o degli spaccini della sera prima?), in tante case, non solo del centro, vivono frotte di persone, ma di controlli neanche l’ombra.

L’impressione, al di là delle manifestazioni giuste anche se piuttosto tardive come quella di domani (dove per altro presenzieremo), è che da tempo i buoi siano scappati dalla stalla.

Basta ipocrisie politiche: la situazione non è per niente sotto controllo!
E se lo è perché non si fa nulla?
Paura di toccare troppi interessi?
O si vogliono veramente chiudere i reggiani in una riserva?

Caro Delrio, le uniche “balle” sono quelle che raccontate da troppi anni: smettila di fare inutili passeggiate in via Roma o di predicare una fiducia che la gente onesta ha già perso da tempo: fà quèl !


Réz 18 Settembre 2006

Tutte balle cara Pedroni!

Sono anni che sentiamo inutili chiacchiere da questi amministratori: ci dicevano che per essere al passo con i tempi bisognava essere multiculturali, ovvero adottare un sistema di convivenza tra etnie basato sui ghetti anche se fallito ormai in tutto il mondo; ci hanno detto che bastava riqualificare la città per renderla più sicura; che bastavano le telecamere; che ci volevano fantasiosi percorsi di accoglienza ed inclusione degli immigrati perché divenissero “reggiani”; che la cultura avrebbe battuto la delinquenza; che bla bla bla …

La verità è che la nostra città non ha bisogno di più poliziotti o telecamere, ma di meno delinquenti ed ecco che la realtà si scontra subito con l’ideologia e il tornaconto di qualche potentato partitico o economico: a chi giova e per quale motivo l’aumento spropositato ed artificiale degli abitanti per il tramite dell’immigrazione?
La cui conseguenza è che oltre il 75% dei fatti criminosi accertati sono opera di immigrati?

Cara Pedroni, i Reggiani purtroppo debbono subire questa realtà che Voi continuate a favorire ed i cui contraccolpi sociali sono solo all’inizio e si acuiranno tanto più continuerete a penalizzare chi la nostra società l’ha costruita e resa modello di vita civile, perché purtroppo per Lei e la Sua coalizione il punto che fingete di non conoscere è che chi è a Reggio per delinquere se ne strafrega delle Vostre dissertazioni politico-culturali.

Allora come esempio di concretezza politico-amministrativa, ho riproposto in Consiglio comunale il tema della recinzione dei giardini pubblici, perché qualcosa bisogna pur fare e se la chiusura del parco del popolo, come avviene in tutte le altre città italiane ed europee è cosa utile va fatta, considerato che anche a riqualificazione avvenuta la situazione non è per nulla cambiata.

Nel caso di specie si tratta di risolvere un problema contingente riguardante un luogo fisico perso dai Reggiani perchè non gode della sicurezza dovuta, non di dare sfoggio di inutili vagheggiamenti filosofici.

Allora per estensione, non è il Reggiano a dovere dimostrare nulla a casa propria, o di dovere rinunciare alle proprie abitudini, allo standard di sicurezza cui eravamo abituati, al proprio modello di vita, alla propria identità, ma eventualmente chi aspira a diventarlo, cosa che alla criminalità ad alcune Comunità da noi presenti non passa neanche dall’anticamera del cervello: allora chi è che erige recinti?
E cosa dovrebbero fare di più i Reggiani per salvaguardarsi?


Réz 20 Settembre 2006

Sicurezza: Ulivo allo sbando.

Le scomposte e scoordinate reazioni dell’Ulivo, in materia di sicurezza, ne denota lo stato di assoluto sbando.
Hanno minimizzato la situazione che hanno creato ed ora di fronte alle proprie responsabilità politiche non sanno che pesci prendere: in ordine sparso seminano le considerazioni più disparate “dimenticando” addirittura di supportare il proprio Sindaco nel suo tentativo di recuperare il terreno perso, che arriva addirittura (e diciamo noi finalmente) a proporre l’utilizzo della Polizia Municipale per l’attività di prevenzione del crimine. Non erano allora “tutte balle” …

L’ultima delirante perla politica ci arriva da Rifondazione Comunista, che di fronte alla nostra richiesta di recintare il parco del popolo per risolvere un problema contingente, si lancia in una invettiva piena di insulti costruita su contorte, antiquate e farneticanti basi ideologiche.

Rifondazione Comunista alimenta volutamente la confusione: la questione non è chi frequenta quell’area, ma quali attività vi svolge !
Se il parco del popolo è malfrequentato la notte e se la delinquenza che vi si annida è di origine extracomunitaria non è certo colpa della Lega Nord, ma va comunque fermata da qualunque luogo arrivi !

Ma Rifondazione Comunista è uno di quei partiti cui evidentemente piace avere i delinquenti a piede libero, tanto da avere approvato di recente il deleterio provvedimento d’indulto del Governo Prodi e di volere la chiusura dei Cpt e l’indiscriminata apertura del Paese a tutti i clandestini …
Del resto, lo abbiamo ricordato a più riprese, la stessa Giunta municipale ha ben pensato di recintare e chiudere la notte altri parchi cittadini a rischio, quindi al limite Rifondazione Comunista dovrebbe prendersela con la propria maggioranza.

Ma il fanatismo ideologico e l’odio politico rendono ciechi riducendo certe prese di posizione alla tristezza dell’ipocrisia: chi se non il Ministro rifondatore Paolo Ferrero ha recentemente “benedetto” l’ormai famoso muro del ghetto di via Anelli a Padova ? Tanto da volere esportare tale tipo di soluzione ad altre realtà italiane ? Che sia lui lo xenofobo?
Più badili e meno divi caro Sassi…


Rèz, settembre 2006.

Sull’Aeroporto di Reggio 2.

Ci siamo occupati alcuni mesi fa dello stato dell’aeroporto reggiano e delle prospettive delineate dall’AD Ermete Fiaccadori per il tramite di un piano pluriennale della durata di 30 anni, volto a giustificare la richiesta all’ENAC della concessione totale dell’aeroporto, la cui logica sarebbe l’affidamento alla Società dell’onere dello sviluppo dell’aeroporto attraverso iniziative proprie che individuate in “un’aviazione di terzo livello, cioè un’attività di trasporto per passeggeri e merci realizzata con aerei di piccola e media capacità in grado di garantire il collegamento con gli hub aeroportuali per i collegamenti nazionali ed internazionali e collegamenti diretti con destinazioni di interesse per aerotaxi e voli charter” secondo la Società si deve pensare “all’organizzazione di una tipologia di traffico alternativa ai collegamenti tradizionali”.
La prospettiva non sarebbe quindi di un ulteriore aeroporto in concorrenza con i quattro esistenti in regione, ma di una struttura specializzata per l’aviazione generale, le manutenzioni, le attività innovative (?), l’aeroclub e le scuole di volo e lancio.
Poco più di quanto c’è oggi insomma.

Come ricordavo il programma di sviluppo, che è articolato in tre fasi, vedrà solo dopo il 2020 (ed entro il 2030) il fondamentale prolungamento della pista a 1600 mt.

La conclusione che traevamo, considerati gli investimenti ed i risultati molto modesti ottenuti sino ad oggi, era legata all’utilità ed ai costi di un progetto che appare sproporzionato quanto dilazionato troppo nel tempo, che non tiene conto delle dinamiche di un mercato attualmente in forte difficoltà, della potenziale concorrenza esercitata dalla nuova stazione Tav, della trasformazione urbanistica delle Reggiane e soprattutto del progetto avviato dalla Regione di una holding e/o comunque di una partnership tra i quattro aeroporti maggiori (Bo, Fo, Rn, Pr) volto a creare un sistema aeroportuale regionale in concorrenza con quelli veneto e lombardo, progetto che non include la Società reggiana.

A tutto ciò bisogna aggiungere la novità legata al dinamismo della vicina Carpi, la cui Giunta è fortemente interessata a sostenere progetti per il rilancio dell’aeroporto di Fossoli, che ora serve più che altro al diporto.
In una recentissima conferenza stampa, il Sindaco Campedelli ha infatti salutato con interesse il nuovo insediamento delle Officine aeronautiche Ghidotti, azienda che si occupa di assistenza e manutenzioni aeronautiche: “Un salto di qualità per l’impianto cittadino che, con l’allungamento già previsto nel Prg della propria pista a 1500 metri di lunghezza potrebbe infine anche permettere l’atterraggio dei voli executive, cargo o regionali e fare sì che il ‘Danilo Ascari’ possa diventare sede di una scuola per tecnici manutentori dei velivoli”.
“Senza dimenticare” ha concluso Campedelli “che da poco ha aperto la Bretella nord che può contribuire a facilitare l’accesso all’aeroporto cittadino e in progetto ci sono la Cispadana e una nuova strada di collegamento tra questa e Reggio Emilia”.

“Le potenzialità dell'aeroporto di Carpi sono enormi. In un raggio di cento chilometri” ha spiegato il presidente del locale Aeroclub Mario Marinelli “si contano almeno sei grandi centri urbani i cui aeroporti non hanno possibilità di svilupparsi ulteriormente. Fossoli è invece lontana dai centri abitati, nel bel mezzo della pianura padana, a poche centinaia di metri dall'autostrada del Brennero: nel giro di poche decine di chilometri si trovano poi aziende di primo piano che potrebbero trovare molto utile servirsi della struttura di via dei Grilli. Si tratta di una scelta strategica che Carpi non può lasciare perdere”.

Insomma a Carpi le logiche della “teoria del campanile” permangono con in più un attacco concorrenziale diretto alla nostra Città, a dispetto dei propositi di razionalizzazione della Regione e favorito della limitatezza logistica e strutturale del nostro aeroporto nonchè dalle previsioni del piano trentennale.

Sembrerebbe una lotta contro il tempo, ma più realisticamente qualcuno rischia di fare la fine di Icaro.


Réz 25 Settembre 2006

La Salsi al capolinea.

La miglior difesa è l’attacco.
Questo deve avere pensato l’Assessore Salsi nell’estremo tentativo di difendere il suo fallimentare operato in seno alla Giunta Delrio.

Perché in nessun altro modo può essere letto lo stizzito attacco nei miei confronti quanto della legge Bossi-Fini, clamorosamente inapplicata da una certa magistratura politicizzata e preceduta dalle leggi d’invasione che portano i nomi di Martelli e Turco-Napolitano.

Speravamo in dignitose dimissioni, specie dopo il clamoroso cambio politico di rotta del Sindaco sul ruolo della “Municipale”, ma sappiamo che in politica sono un segno difficile da dare, specie da chi è accecato dall’ideologia tanto da negare lo stato reale della sicurezza cittadina, e da chi ha svilito pubblicamente il corpo di Polizia Municipale (“i vigili non saranno mai poliziotti”).

Non ce la prendiamo, perché avevamo visto giusto ed ora i cittadini stanno finalmente aprendo gli occhi: la vostra politica dell’accoglienza indiscriminata sta minando il tessuto sociale del territorio e ora dovete correre ai ripari!


Réz 14 Settembre 2006

Centro storico: sistema parcheggi inadeguato.

La realizzazione in project financing di un sistema parcheggi al servizio del centro storico era inserita nell’elenco dei lavori pubblici del 2005 per un importo presunto di €.15.000.000.

Il 22 marzo scorso la Giunta municipale ha dichiarato, con delibera n.70, la sussistenza del pubblico interesse per la proposta del raggruppamento d’impresa costituito da CCC-Italcantieri e CFC, che si concretizza in un progetto di realizzazione e gestione di tre parcheggi interrati per un totale di 666 posti e dei rimanenti 2566 parcheggi a raso dei controviali.

I tre parcheggi interrati previsti sono: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti).
Solo per il parcheggio della Zucchi è prevista la fruibilità pubblica, mentre gli altri due sono a servizio esclusivo dei residenti.

Il primo aspetto che salta all’occhio è quindi un’assoluta insufficienza nell’offerta di nuovi parcheggi per il pubblico poichè una proposta più funzionale avrebbe dovuto prevedere un numero di autosilos maggiore e a servizio di tutto l’anello del centro storico.

Secondariamente anche sul numero totale dei posti auto offerti la proposta, per ora, è carente e peggiorativa poichè oggi alla Zucchi sono presenti 523 stalli, mentre ne sono previsti solo 460 in un area che per di più non presenta problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio più ampio; inoltre i posteggi a raso oggi gestiti da Act sono 1904, quindi se la proposta ne prende in considerazione 2566 significa che almeno tutti i rimanenti parcheggi gratuiti dei controviali rimarranno a pagamento.

Infine rimane poi irrisolto il discorso sull’unico autosilos oggi esistente in centro: quello ex Aci di via Nacchi.

Insomma l’azione di questa Giunta risulta ancora una volta scadente rimanendo sostanzialmente ferma alle previsioni di quella precedente se non anche, nel caso di specie, peggiorativa e non risolutiva delle esigenze della Città.


Réz 29 settembre 2006.

Il declino urbanistico dei tratti più esterni di via emilia s.stefano e s.pietro, le cui cause vanno ricercate tra le altre nella politica commerciale degli ultimi 10/15 anni, che ha visto la progressiva chiusura degli esercizi in gran parte alimentari di servizio alla residenza ed al passaggio, ha reso necessaria una opportuna politica di riqualificazione, che si sta concretizzando nel rifacimento delle reti tecnologiche e dell’arredo urbano del tratto di via emilia s.stefano compreso tra via Mazzini e Piazza Diaz.

La data presunta di fine lavori è stata fissata nel 15/04/07, ma nel progetto presentato dall’assessorato non sono indicati i tempi relativi al rifacimento di piazza Diaz che risulta separato dai lavori sulla via emilia, intervento tra l’altro inserito nel piano triennale delle opere pubbliche -anno 2006- per un importo presunto di €.500.000;

Anche per viale Timavo la giunta, come già avvenuto in occasione della introduzione al pagamento della sosta in altri tratti dei controviali di circonvallazione, ha motivato tale provvedimento con la necessità di migliorare la rotazione della sosta, senza però prendere in considerazione, come via intermedia tra la gratuità e l’onerosità della sosta, l’istituzione del disco orario, che a nostro modo di vedere avrebbe ottenuto il medesimo risultato senza oberare gli utenti del centro.

Con la delibera n.171 del 21/06/06 la giunta ha autorizzato l’installazione del sistema di controllo elettronico degli accessi alla zona a traffico limitato del centro cittadino realizzato con telecamere a circuito chiuso, rimandandone l’attivazione ad un successivo provvedimento, ma il sito internet dell’assessorato alla città storica riporta nel particolare il progetto, che prevede l’installazione di n.8 varchi telecontrollati di cui n.2 rispettivamente alle porte s.pietro e s.stefano.

A s.stefano in particolare l’attivazione del controllo verrà attuato una volta terminati i lavori di riqualificazione e ciò significa che verrà istituita la zona a traffico limitato: ma operatori e residenti sono informati?
E qual è il piano commerciale di zona che vi si vuole attuare?

Su tutti questi punti ho inteso porre una interpellanza all’Assessore Spadoni.


Réz 30 settembre 2006.

Bilancio di metà mandato e federalismo.

Cartolina elettorale di metà mandato della Giunta Delrio: Berlusconi è stato “cattivo”, ma noi siamo stati bravissimi e quindi ci autopromuoviamo.
Potrebbe essere sintetizzata così la relazione sulla variazione di bilancio illustrata ieri dal vicesindaco Ferretti.

Purtroppo i fatti non sono così positivi come si vorrebbe far credere, poiché permangono molte importanti questioni da risolvere: Act ad esempio continua in una performance ben poco virtuosa, scaricando le perdite sugli enti locali soci. Act non è la sola azienda che si occupa di mobilità ad essere in crisi ma, a nostro giudizio, servirà poco una semplice integrazione con le altre “consorelle” emiliane poiché un debito più un debito fanno due debiti.
Occorre allora prendere atto degli errori strategico-politici compiuti in questi anni, ripensando il ruolo, la struttura e le funzioni che queste aziende debbono svolgere.

Il dividendo di Enìa ha portato nelle casse comunali 1,5 milioni che sono frutto sostanzialmente degli aumenti tariffari degli ultimi anni, che hanno visto una crescita quadrupla per acqua e rifiuti rispetto al tasso d’inflazione programmato ed il rischio, per il cittadino, è che la politiche aggregative e le scelte sulla gestione ad esempio del settore rifiuti portino ad un ulteriore inasprimento delle tariffe.

Il futuro della multiservizi è all’origine anche del mancato introito di 25 milioni preventivato dalla dismissione di parte delle quote azionarie e qui, pur non incidendo dal punto di vista della tenuta del bilancio, bisogna ricercare le responsabilità nella spaccatura politica avvenuta in maggioranza culminata con le dimissioni dell’Amministratore Delegato di Enìa.

Sebbene le tesi della Giunta poi, il piano del traffico vigente non ha per nulla risolto i problemi di mobilità e di inquinamento, come testimoniato dai dati relativi ai congeniti sforamenti degli inquinanti: su questo però attendiamo il nuovo piano della mobilità…

Ulteriore dato interessante è quello sulle opere pubbliche ed in particolare sui project financing: sui 7 proposti nel 2005 solo 2 sono andati a buon fine, altri due presentano problematiche economico-funzionali ed i rimanenti sono falliti; dei 4 previsti nel 2006 nulla è ancora noto.

La Giunta Delrio per aggirare le previsioni delle precedenti leggi finanziarie ha compiuto alcune operazioni di finanza creativa, mettendo in capo ai bilanci di altre aziende controllate alcune serie di servizi, come avvenuto anche ieri con Fcr, ma non può essere questa la soluzione definitiva alla stretta di bilancio imposta dal Governo centrale, Prodi compreso.

In questi termini infatti va letto l’appello del vicesindaco Ferretti per l’attuazione del titolo V della Costituzione: il Governo è cambiato ma i tagli agli enti locali restano.
Così si prende finalmente atto della necessità improrogabile di giungere ad un compiuto federalismo politico e fiscale: la maggioranza ne informi anche Errani.


Rèz, 7 Ottobre 2006.

Piazza della Vittoria: Giunta dichiari sue intenzioni.

Sulla destinazione di piazza della Vittoria abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una autentica baruffa di maggioranza che sfiorò quasi la crisi: da una parte che si opponeva alla costruzione di un autosilos dall’altra chi era favorevole ed in mezzo la Giunta che ha tenuto un atteggiamento “cerchiobottista”.

Il 3 giugno scorso l’Assessore Spadoni assicurava a mezzo stampa che non vi sarà alcun autosilo nella piazza poichè “i parcheggi seminterrati saranno alla fine di viale Allegri”, solo due giorni dopo la sua collega Colzi, rispondendo ad una interpellanza dell’Avv. Fornaciari, confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta, ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria.

A questo punto si rende necessario un chiarimento ed un pronunciamento definitivo della Giunta: di tipo politico, poiché questo atteggiamento non sembra ripagare quella lealtà fornita dai Ds a Delrio dichiarata poche settimane or sono da Giulio Fantuzzi (i Ds infatti si sono sempre dichiarati contrari a tale progetto); di ordine tecnico, perché tra non molto partiranno i lavori di riqualificazione delle piazze martiri del 7 luglio della Vittoria secondo il progetto vincitore il concorso europeo, il cui iter però è totalmente slegato da quello relativo al project financing sui parcheggi sotterranei e allora non vorremmo trovarci con un accavallamento dei cantieri o peggio delle decisioni da prendere a cantieri aperti.

Per queste motivazioni ho provveduto a presentare una interpellanza in merito, chiedendo di sapere anche dove verrà spostato il mercato ambulante mentre verrà realizzato il primo stralcio dei lavori in piazza Martiri del 7 luglio.


Rèz, 9 Ottobre 2006.

Riqualificare Viale Umberto 1°.

Viale Umberto 1° è una delle strade più importanti della Città sia dal punto di vista viabilistico che delle peculiarità storiche, ambientali e sociali.

Da diverso tempo però l’intero Viale vive uno stato di degrado sia per la non adeguata manutenzione del verde, che per la carenza di illuminazione e di un arredo urbano inadeguato, nonché per l’utilizzo non sempre consono di alcune aree verdi.

L’Amministrazione comunale inserì nel piano triennale dei lavori pubblici per il 2005 100.000,00 Euro finalizzati all’illuminazione di parte delle piste ciclo-pedonali esistenti: tale opera che è in fase di attuazione può essere inquadrata nella ordinaria manutenzione ma non già in una riqualificazione strutturale di cui da tempo necessita il Viale.

Per questo proposi il tema al Consiglio della 4^ Circoscrizione, che in data 22 aprile 2005 chiese formalmente alla Giunta comunale, all’unanimità, “di programmare a breve un progetto complessivo di riqualificazione di viale Umberto 1°”, ma da allora non si è avuta più alcuna notizia al riguardo.

L’interpellanza che ho presentato oggi vuole chiarire se si sia dato corso alla progettazione richiesta e, in caso affermativo, con quali caratteristiche tecnico-attuative.


Rèz, 11 Ottobre 2006.

Il “conflitto d’interessi” di Giulio Fantuzzi .

Giulio Fantuzzi è certamente una importante risorsa professionale per la Città e per questo auspichiamo che riesca nel difficile obiettivo di risolvere i problemi in cui versa Act, sebbene sia stato chiamato di recente a guidare anche il partito di maggioranza relativa a Reggio.

Alla luce del cumulo di incarichi assunti sarebbe opportuno che operasse una scelta precisa tra partito e azienda pubblica, infatti sono molti i cittadini che si domandano come possa svolgere al meglio due compiti così impegnativi senza mischiarli: di giorno Presidente retribuito di Act, fuori dell’orario lavorativo Segretario a gratis dei Ds.

La mancata rimozione di questo che appare ai più come un sostanziale “conflitto d’interessi” evidenzia l’incoerenza politica di chi ha agitato elettoralmente questo argomento contro il precedente Presidente del Consiglio.

Attendo perciò una risposta chiara della Giunta alla interrogazione che ho presentato in merito.


Rèz, 12 Ottobre 2006.

In vista del nuovo Piano della Mobilità.

L’Assessore Santel ha illustrato ieri, durante la seduta della Commissione Uso e assetto del territorio lo “Schema Direttore della Mobilità Sostenibile”, ovvero lo studio preliminare che porterà alla stesura definitiva del Piano della Mobilità.

Lo situazione descritta non fa che tradurre scientificamente quanto la cittadinanza percepisce quotidianamente: Reggio continua ad essere il centro principale di attrazione provinciale; la maggior parte del traffico cittadino è dovuto agli spostamenti dei residenti; questi spostamenti continuano a mantenere critica la situazione su circonvallazione e principali arterie di accesso alla Città.

Queste conclusioni insomma confermano quanto già delineato dal vigente Piano del Traffico datato 2000 e non poteva essere diversamente, poiché la nostra Comunità è abbastanza abitudinaria avendo nel tragitto casa-lavoro il principale motivo di movimento e, allo stesso tempo, è una società individualista che utilizza molto l’automobile specie con una sola persona a bordo: questo tipo di comportamento però non è frutto solamente del nostro modello sociale ma è anche indotto da carenze infrastrutturali e dall’inadeguatezza del trasporto pubblico.

Il primo dato politico che emerge è la sostanziale bocciatura del Piano del Traffico vigente targato Spaggiari, che non è riuscito a risolvere strutturalmente il problema del traffico e del relativo inquinamento.

Il secondo dato rilevante è che da allora la situazione è peggiorata poiché nel frattempo Reggio Emilia ed i Comuni della “cintura” hanno avuto una crescita esponenziale sia degli abitanti che del costruito.

Il percorso è ancora lungo e sarà interessante capire quali saranno le strategie attuative del Piano, certo non si può liquidare un problema così complesso unicamente invitando i cittadini ad usare meno l’auto.


Rèz, 13 Ottobre 2006.

No ai rifiuti campani.

Già nel 2003 dovemmo renderci “solidali” per l’incapacità di Bassolino a risolvere il problema dei rifiuti campani ed in quella occasione Vasco Errani ebbe a ricordare come quella emiliana non potesse essere “una azione di supplenza a tempo indeterminato, anche per rispetto a quei cittadini che hanno accettato la costruzione di impianti di smaltimento sul proprio territorio”.

Bene si dia un seguito a quelle dichiarazioni e si respinga al mittente questo velenoso “regalo” del Governo Prodi, perché questa emergenza cronica è costata 2000 miliardi in dieci anni senza risultati, o meglio in Campania sono andati sacchi di soldi in Emilia sacchi di rifiuti.

Durante il Consiglio Comunale odierno presenterò uno specifico Ordine del Giorno in merito, perché è inaccettabile che mentre i nostri cittadini si impegnano per aumentare il livello della raccolta differenziata, in modo da ridurre ed annullare la necessità di inceneritori, altri cittadini si rifiutano di gestire sul proprio territorio il proprio pattume.


Rèz, 17 Ottobre 2006.

Parcheggio gratis per veicoli ecologici.

Con la delibera n.245 del 18/9/2006 la Giunta approvava la riorganizzazione della sosta nel Centro Storico del Comune di Reggio Emilia, prevedendo le nuove tariffe per i parcheggi nella cosiddetta zona dei controviali, nelle zone del centro vero e proprio e nella zona stazione.

L’effetto immediato che tale atto di Giunta ha prodotto non è stata una maggiore rotazione dei parcheggi al fine di migliorare l’accessibilità al centro storico cittadino, bensì l’abbandono dall’utilizzo di tali parcheggi, infatti come abbiamo sostenuto più volte, una migliore rotazione si sarebbe potuta ottenere semplicemente con l’introduzione del disco orario.

Considerata la situazione che si è creata è forse opportuno ripensare parzialmente tale Delibera nel senso di darle una vocazione più ecologista: non dimentichiamo che negli ultimi anni i Ministeri dell’Ambiente e delle Attività produttive di concerto con i Comuni hanno incentivato l’installazione di impianti a gas sulle autovetture per dare risposte strutturali al problema dell’inquinamento dell’aria.

Con una specifica interpellanza presentata oggi, chiedo alla Giunta se si intenda modificare la Deliberazione sulla riorganizzazione della sosta, prevedendo la gratuità nell’utilizzo dei parcheggi ivi indicati per i veicoli dotati di impianto a gas ovvero di altre tipologie di veicoli ecologici, così come avviene già in altre città.


Rèz, 19 Ottobre 2006.

Una finanziaria da pazzi.

L’ultimo pazzo risvolto della finanziaria del governo Prodi è legato alla gestione dell’Ici, oggi riscossa direttamente dal Comune.

L’art.39 septies comma 17 recita: “le somme riscosse, una volta ripartite dalla struttura di gestione di cui all’art.22 del D.Lgs.241/97, sono accreditate dalla Banca d’Italia presso ciascuna tesoreria comunale”.

Tradotto dal “burocratese” significa che una apposita struttura di gestione centralizzata, presumibilmente la Sogei o la Riscossione Spa, riscuoterà l’Ici tramite le dichiarazioni dei redditi, con un costo a carico delle Amministrazioni Comunali di €.2,55 a operazione per poi ritrasmettere per mezzo della Banca d’Italia le somme ai rispettivi Comuni.

Una partita di giro irrazionale che per un Comune come il nostro dove si effettuano circa 80.000 versamenti significa un aggravio di spesa di oltre €.200.000.

Con l’interrogazione che ho presentato oggi vorrei sapere cosa ne pensano Delrio & C. che invece di brindare in piazza farebbero meglio a segnalare queste situazioni al Presidente del Consiglio.


Rèz, 19 Ottobre 2006.

Via Paradisi laboratorio? La Salsi si vergogni!

Gli immigrati non sono tutti delinquenti, ma tutti i delinquenti sono immigrati, ma nemmeno di fronte ai dati che vedono una cresita esponenziale della criminalità l’Assessore Salsi si smentisce.

Ha cercato in qualsiasi modo di negare l’evidenza dei fatti, alla Canalina, all’Orologio, all’Ospedale, in Centro Storico, ben coadiuvata nel suo atteggiamento dal Sindaco del “tutte balle” ed ora, in modo vergognoso arriva persino a farsi beffe dei residenti di via Paradisi che a suo parere dovrebbe essere addirittura un “laboratorio”.

Lo faccia in casa sua il “laboratorio” non alle spalle di cittadini che hanno fatto grandi sacrifici per mettere su casa: se non lo ha ancora capito i cittadini non chiedono nulla di più di vivere tranquilli e vedere rispettati i propri diritti e la legalità, cosa che la sua politica evidentemente non vuole fare.

Sono anni che i cittadini della zona stazione lamentano una situazione indecente e nulla è stato fatto, nemmeno da Acer se è vero che i residenti di via Paradisi hanno chiesto inascoltati un cancello all’ingersso dei garages per evitare che estranei possano entrare o peggio che continuino le manomissioni alle reti impiantistiche.

Signora Salsi lei non è stata solo sfiduciata dal suo partito, ma da tutti i cittadini cui continua a non dare ascolto: si faccia da parte!


Rèz, 21 Ottobre 2006.

Operazione di cassa e cementificazione, altro che stop !

E’ dalla campagna elettorale che Delrio annuncia periodicamente l’inizio della “nuova stagione urbanistica”, ma intanto quella vecchia continua a produrre i suoi effetti nefasti.

Nel luglio scorso, con grande eco, l’ultimo annuncio: il “congelamento” di oltre un terzo della potenzialità edificatoria del Prg ed il rinvio ai nuovi strumenti urbanistici.
Tale soluzione, prospettata di fronte alla presa d’atto della eccessiva crescita della Città, toccherebbe sostanzialmente i Piani Attuativi residenziali non presentati e quelli con accesso diretto alla via Emilia nonché una decina di Piani attuativi produttivi, escludendo però quelli già avviati o in iter e senza contare gli interventi diretti, le vendite di diritti edificatori, operazioni come l’area Reggiane e le delocalizzazioni appunto.
Insomma nei prossimi 4/5 anni si costruirà con gli stessi ritmi di prima.

Intanto il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza la cessione di circa 14.000 mq di superfici pubbliche da delocalizzare.
Queste metrature verranno fatte “atterrare”, per mezzo di un’asta pubblica, su due tipologie di zone: quelle regolamentate dal Prg all’art.48 (aree di trasformazione urbana) e all’art.63 (zone agricole periurbane).

Calpestando le proprie promesse la Giunta Delrio ha perso l’occasione di dare il buon esempio: per fare cassa l’Amministrazione pubblica è la prima ad alimentare nuove cementificazioni !

Chissà cosa ne penseranno i titolari dei Piano Attuativi “in congelamento”, che alla fine si troveranno a svolgere la parte dei “cornuti e mazziati”.

Infine una riflessione politica: in questa operazione ci ha stupito non poco l’astensione di Forza Italia così come l’inversione a U di Rifondazione Comunista che nascondendosi dietro la foglia di fico della costituzione di un nuovo demanio pubblico ha disconosciuto la battaglia contro questa urbanistica condotta nella passata consiliatura dall’attuale assessore Colzi.


Rèz, 26 Ottobre 2006.

Più mezzi e più sostegno politico alla Polizia Muncipale.

Con la riunione sindacale di ieri l’anello è completo: tutto il Corpo di Polizia Municipale ha preso coscienza della necessità di richiedere un adeguamento di mezzi, attrezzature, stato di preparazione e coperture infortunistiche.

Una presa d’atto indotta dalla crescita esponenziale della delinquenza, sulla quale politicamente avevamo visto giusto da parecchi anni avendo a più riprese avanzato la proposta di aumentare le dotazioni strumentali a disposizione della Polizia Municipale non per creare dei “Rambo”, ma per garantire l’efficacia del servizio in una situazione di sicurezza degli operatori.

Ora ciò che più manca però è il sostegno politico a questo percorso perché se si dota la Polizia Municipale di nuovi mezzi ma poi il Governo cittadino non riconosce il ruolo, le funzioni e le prerogative del Corpo allora è, come sosteneva qualcuno qualche settimana fa, come avere degli spaventapasseri.

La Giunta Delrio deve esprimere la volontà politica di combattere l’illegalità utilizzando al meglio anche “la Muncipale” lasciando perdere quegli atteggiamenti che a più riprese hanno messo in discussione la professionalità del Corpo con frasi del tipo “i vigili non saranno mai poliziotti”.


Rèz, 27 Ottobre 2006.

Piazza della Vittoria: l’autosilos si farà.

Il 22 marzo scorso la Giunta municipale ha dichiarato, con delibera n.70, la sussistenza del pubblico interesse per la proposta del raggruppamento d’impresa costituito da CCC-Italcantieri e CFC, i tre parcheggi interrati previsti sono: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti).
Solo per il parcheggio della Zucchi è prevista la fruibilità pubblica, mentre gli altri due sono a servizio esclusivo dei residenti.

Il primo aspetto che salta all’occhio è quindi un’assoluta insufficienza nell’offerta di nuovi parcheggi per il pubblico poichè una proposta più funzionale avrebbe dovuto prevedere un numero di autosilos maggiore e a servizio di tutto l’anello del centro storico.

Secondariamente anche sul numero totale dei posti auto offerti la proposta, per ora, è carente e peggiorativa poichè oggi alla Zucchi sono presenti 523 stalli, mentre ne sono previsti solo 460 in un area che per di più non presenta problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio più ampio; rimane poi irrisolto il discorso sull’unico autosilos oggi esistente in centro, quello ex Aci di via Nacchi.

Sulla destinazione di piazza della Vittoria abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una autentica baruffa di maggioranza che sfiorò quasi la crisi: da una parte che si opponeva alla costruzione di un autosilos dall’altra chi era favorevole ed in mezzo la Giunta che ha tenuto un atteggiamento ondivago: il 3 giugno scorso l’Assessore Spadoni assicurava a mezzo stampa che non vi sarà alcun autosilo nella piazza poichè “i parcheggi seminterrati saranno alla fine di viale Allegri”, solo due giorni dopo la sua collega Colzi, rispondendo ad una interpellanza dell’Avv. Fornaciari, confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta, ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria, come ha per altro ripetuto oggi Spadoni rispondendo alla nostra interpellanza in merito.

A questo punto si rende necessaria una verifica di maggioranza sulla questione: non vorremmo che a cantieri aperti, si procedesse alla realizzazione dell’autosilos in piazza della Vittoria previsto dal project financing (che prevede anche la realizzazione del plateatico) con la sola giustificazione della mancanza di risorse per la realizzazione del terzo stralcio del progetto vincitore del concorso europeo.


Rèz, 31 Ottobre 2006.

C’è bisogno del “velino” comunale?

Mercoledì 25 ottobre l’Amministrazione annuncia a mezzo comunicato stampa che “è in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’avviso di gara attraverso il quale il Comune intende affidare la cura grafica, l’impaginazione, la stampa e la distribuzione del giornale periodico Reggio Comune”.

Già non si dice che nel pacchetto sarà compresa la gestione della raccolta pubblicitaria, che occuperà il 30% dello spazio, ma l’aspetto meno trasparente è che in realtà la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 16 ottobre scorso mentre per la partecipazione alla gara, pena esclusione, bisognava chiedere copia del Capitolato entro le ore 13 di lunedì 30 ottobre.
Dal 25 al 30 festivi compresi: un po’ pochini…

Poi c’è l’aspetto politico della vicenda: qual è l’opportunità di questa operazione visto che l’Amministrazione è già dotata di un servizio di Ufficio Stampa adeguato, mentre il Sindaco gode della collaborazione di un proprio portavoce e considerato che il territorio è servito da ben quattro quotidiani, due televisioni oltre a radio e diversi altri periodici che si occupano largamente della vita politico-amministrativa della Città?
Perchè l’indizione di tale bando non ha avuto alcun passaggio politico di Giunta e/o consiliare?
Quale saranno il ruolo e le funzioni dell’attuale dell’Ufficio Stampa e del “Funzionario all’informazione” del Sindaco in seguito all’aggiudicazione del bando?

Queste sono alcune delle domande che ho posto alla Giunta con l’interrogazione che ho presentato oggi, perché alla fine l’impressione è che politicamente il periodico in questione si configura più come strumento di comunicazione della Giunta che non come “un mezzo per dialogare” con la Città, poiché non è chiaro come possano essere rappresentate le voci politicamente in disaccordo con l’organo di governo: nemmeno il vecchio Pci se ne avvalse…


Rèz, 3 Novembre 2006.

Circoscrizioni: un piccolo lifting nulla di più.

Sebbene il lungo lavoro della Commissione consiliare, voluta e creata per occuparsi specificatamente della revisione del Regolamento delle Circoscrizioni, cui va dato almeno atto di avere svolto un intenso confronto con le Circoscrizioni stesse, il risultato finale non è all’altezza delle aspettative, tanto che persino il Vicesindaco Franco Ferretti si è affrettato a sottolineare che “la proposta non proviene dalla Giunta”.

Ancora una volta, su uno dei passaggi più importanti di questa consiliatura, l’Ulivo si è dimostrato incapace di proporre una riforma compiuta e coraggiosa e di mantenere fede alle promesse elettorali.

La proposta di nuovo Regolamento oggi sottoposta all’esame del Consiglio comunale, non vede nessun cambiamento significativo, ma un semplice lifting che non rivoluzione né rilancia il ruolo delle Circoscrizioni: l’assenza di volontà politica nella realizzazione di una riforma radicale ed utile, per la Città di queste Istituzioni ha conseguentemente influenzato il lavoro della Commissione consiliare.

Questa valutazione politica trova conforto nelle riserve politiche espresse da diverse Circoscrizioni governate dal centrosinistra, oltre a quella del Centro Storico che ha addirittura espresso un parere negativo in merito.

Quattro erano gli elementi portanti di una vera riforma: numero delle Circoscrizioni, sistema elettorale, poteri, disponibilità finanziaria.
Nessuno di questi ha trovato risposte innovative soddisfacenti.
Sulla proposta di diminuire il numero delle Circoscrizioni la maggioranza si è addirittura spaccata; il sistema elettorale continua a concedere premi di maggioranza a una non maggioranza; i poteri delegati sono rimandati e le risorse rimangono aleatorie.

Un decentramento a divenire insomma che rischia di subire ritardi in partenza e presentarsi monco in alcuni suoi aspetti, che non risolve i problemi attuali e futuri di gestione se competenze e disponibilità finanziarie rimarranno così poco definite.

Le due uniche novità sono le “quote per sesso” nelle liste elettorali e il “progetto obiettivo”.
Mentre troviamo la prima ipocrita e con un dubbio di anticostituzionalità; la seconda non fa i conti con la realtà: se le risorse latitano e sono indefinite allora l’unica base che questa proposta regolamentare potrebbe trovare in modo pericoloso, anche se coerente dal punto di vista della maggioranza, è l’articolo 8 della disgraziata Legge Finanziaria in discussione in Parlamento, ovvero “l’ imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche”.
Per il resto il ruolo delle Circoscrizioni rimane sostanzialmente relegato all’espressione di pareri: allora, considerato lo stato di oggettiva difficoltà che investe queste Istituzioni, riconosciuto per altro anche dal Vicesindaco, bisognava avere più coraggio nell’operare una scelta netta che andasse o nella direzione di diminuire il numero delle Circoscrizioni aumentandone allo stesso tempo i poteri oppure prendendo atto della loro inutilità politica e sostituirle con una rete operativa di uffici decentrati.

Da parte nostra abbiamo approntato una serie di proposte emendative tese a migliorare, per quanto possibile, alcuni aspetti del Regolamento, mantenendo però un giudizio complessivamente negativo nel suo impianto.


Giunta: gestione Delrio dilettantesca.

Dal pulpito televisivo, senza avere alcuna soluzione pronta il Sindaco Delrio ha annunciato la sostituzione di due Assessori della sua Giunta, quei Sàntel e Salsi titolari di due importantissime deleghe quali la mobilità e la sicurezza.

La gestione di questo importante passaggio è stata quantomeno dilettantesca soprattutto per come è nata.

Delrio ha sbagliato all’inizio del proprio mandato consegnando la delega alla mobilità ad un Assessore che si presentava a mezzo servizio con Genova, oltre che dalle posizioni troppo radicali, trovandosi ora costretto ad un cambio in corsa, dopo il grave ritardo sul Piano della mobilità e dopo avere dovuto ingaggiare un ulteriore tecnico, che facesse le veci di Sàntel, qual è la Dottoressa Vittadini.

Sulla Salsi poi siamo al paradosso: sebbene fosse stata sfiduciata dal proprio partito, Delrio prima le ha mantenuto con insistenza le deleghe per poi scaricarla improvvisamente per di più alla vigilia della seduta di Consiglio comunale che tratterà proprio l’argomento sicurezza.

A questo punto si dovrebbe aprire formalmente una verifica di governo poiché è impensabile che le sostituzioni avvengano tout court senza portare con sé una ridefinizione complessiva delle deleghe dei restanti Assessori e senza destare ripercussioni tra le numerose forze di maggioranza oggi escluse dalla Giunta.

Le scelte che verranno effettuate tracceranno gli equilibri in vista del 2009: l’impressione però è che la stagione della annunciata discontinuità politica stia volgendo al termine.


Rèz, 9 Novembre 2006.

Palestre fredde: giunta risolva il problema.

Qualche mese fa ci occupammo delle scuole che in stagione primaverile avanzata continuavano ad essere riscaldate con un grave spreco energetico, oggi ci occupiamo dell’esatto contrario.

Con una specifica gara è stato affidato il cosiddetto “appalto calore” del valore di circa 35,5 milioni di euro all’associazione temporanea d’impresa costituita da Orion, Teckal e Cns.
L’oggetto del servizio, operativo dal primo di ottobre, è la gestione dell’illuminazione e del riscaldamento di 250 edifici pubblici quali scuole elementari, medie, uffici, palestre e biblioteche, negli otto anni di durata dell’affidamento i gestori potranno realizzare tutti gli interventi di miglioramento energetico ritenuti utili;

In diverse palestre però, che sono utilizzate dopo il termine delle attività scolastiche da diverse società sportive, in particolare nelle ore serali, si sarebbe riscontrato che la temperatura degli ambienti è piuttosto bassa ovvero che gli impianti di riscaldamento risulterebbero spenti nocendo al corretto svolgimento delle attività ed alla salute degli atleti, i quali in diverse occasioni si sarebbero trovati addirittura con l’acqua fredda negli spogliatoi.

Con l’interrogazione che abbiamo presentato oggi chiediamo alla Giunta di intervenire subito per verificare lo stato dell’arte della gestione del servizio da parte dei soggetti vincitori l’appalto e di risolvere il problema specifico evidenziato, poiché crediamo che il risparmio energetico annunciato non si possa limitare all’abbassamento delle temperature ovvero allo spegnimento degli impianti delle palestre finita l’attività scolastica.


Rèz, 10 Novembre 2006.


Le delocalizzazioni colpiscono ancora!

Durante la seduta della Commissione Uso e Assetto del territorio l’Assessore Ferrari ha illustrato un ulteriore pacchetto di delocalizzazioni che interesseranno questa volta anche Enti pubblici quali Usl, Provincia ed Act.

Il giudizio che bisogna trarre da questa nuova operazione non può limitarsi a valutare l’utilità che ne trarranno i soggetti beneficiari, nel caso pubblici, ma va formato nel quadro generale dell’istituto delle delocalizzazioni che era nato esclusivamente per compensare i privati toccati dagli espropri relativi alla realizzazione della TAV per poi essere furbescamente allargato alla gestione dei Prg grazie alla legge regionale.

Per di più poi, permanendo un interesse pubblico come nei casi relativi alle delocalizzazioni di Usl e Provincia sull’area di partenza, non siamo di fronte ad un puro spostamento di volumetrie incongrue, ma solo alla modifica degli usi ritenuti urbanisticamente incompatibili, con il risultato pratico che si assiterà ad uno spostamento virtuale di volumetrie e quindi al sostanziale raddoppio del costruito.

Nel particolare Usl raggrupperà i propri magazzini nei pressi dell’uscita della tangenziale a Gavassa e l’area oggi occupata e confinante con l’ambito di riqualificazione del S.Lazzaro verrà destinata a servizi sportivi legati al campus universitario.

Molto diverso il caso della Provincia, la cui area insiste di fronte alla chiesa di S.Maurizio ed è attualmente occupata da vecchi capannoni: per quest’area di circa 15.000 mq totali (superficie utile 6.000 mq) il Prg prevede la trasformazione urbana in residenziale, quindi la possibilità di realizzare una novantina di appartamenti.

L’idea è di mettere all’asta questo diritto facendolo “atterrare” su aree ancora da definire (presumibilmente agricole), con i canoni delle altre volumetrie pubbliche recentemente messe all’asta.

Sull’area si insedierebbero laboratori universitari e la sede di Reggio Innovazione: ma non si doveva realizzare nell’area delle Reggiane il Parco Scientifico-Tecnologico?

Ancora più controverso il caso di Act, la cui area di circa 8.500 mq di superficie utile, pari a ipotetiche 100 unità abitative, insiste sul deposito di via Talami, quindi con un basso potenziale di rendita: avvalendosi delle previsioni del Prg queste volumetrie verranno ricollocate in sette ambiti di cui sei in aree pregiate a sud della via Emilia (Fogliano, S.Rigo, via Settembrini, Foscato), con un evidente vantaggio per l’Azienda pubblica.Si è attivato insomma il “soccorso rosso”, cogliendo l’occasione per andare incontro ai tristi bilanci di Act.

Politicamente poi siamo di fronte al primo caso in cui si manifesta il dubbio sul grado di libertà di critica che avranno i consiglieri Ds di fronte al doppio ruolo di Giulio Fantuzzi…


Rèz, 11 Novembre 2006.

Sicurezza: Sindaco in difficoltà.

Il dibattito consigliare sulla sicurezza ha rivelato alcuni aspetti paradossali sia riguardo agli attori in campo che all’azione politica e di governo del problema, non solo per l’ingombrante assenza di quell’Assessore alla sicurezza sostenuta poi silurata dal Sindaco, ma per l’atteggiamento di Delrio teso a sostenere tutto ed il contrario di tutto.

E’ evidente ormai lo stato confusionale e di crisi su questo tema in cui si trova la maggioranza che governa la Città.

La responsabilità politica del Sindaco sulla inesistente azione di Giunta sul fronte della sicurezza si è palesata ieri con la solita minimizzazione basata sulla teoria della stabilizzazione dei crimini al 2003, che non tiene conto però dei reati ormai non più denunciati e degli ultimi tre anni.
Poi c’è la relazione proposta dai Ds alla propria base cittadina, che manifesta la necessità di “non sottovalutare gli elementi di criticità generati dal rapido cambiamento sociale e demografico degli ultimi dieci anni e le conseguenze che questi cambiamenti hanno prodotto … nella microcriminalità … che ha anche rapporti con l’immigrazione clandestina…” e che “i fenomeni di illegalità si registrano anche in settori ritenuti sicuri” come l’aumento ad esempio dei reati finanziari.
E Delrio adeguandosi, ma solo a parole, ha integrato il proprio vocabolario: non più solo “prevenzione”, ma anche ripetutamente “repressione”.

I Ds però non dovrebbero dimenticare che fino a ieri incensavano il progetto città sicure della Regione e sostenevano che la situazione era sotto controllo e che Reggio era ancora un’isola felice, mentre stranamente solo oggi, regnante Delrio, affermano l’esatto contrario ovvero la necessità di un “nuovo progetto di Città sicura”: ci troviamo di fronte ad uno sdoppiamento del pensiero preoccupante…oltre che alla sostanziale presa d’atto del fallimento di tutte le precedenti politiche in merito prodotte dal centrosinistra, proprio mentre gli studi della Regione ci testimoniano come dall’1984 al 2003 gli indici della criminalità sono peggiorati di ben 6 volte: quindi non siamo di fronte ad “una balla” e nemmeno ad una percezione.

La crescita sproporzionata cui è stata sottoposta la Città è frutto della politica immigratoria favorita dalle precedenti Giunte ed oggi ne vediamo tutti gli aspetti negativi: fonti della Procura ci informano che oltre il 75% degli ospiti delle nostre carceri sono stranieri, abbiamo registrato una inquietante presenza islamista, la presenza stessa del Dott. Italo Materia ci fa capire come Reggio sia sotto accurata osservazione tanto che anche un esperto come il Dott. Enzo Ciconte ha più volte denunciato la presenza della piaga del riciclaggio legata a doppio filo al traffico di droga ed al settore edile che a sua volta porta con sé il problema del caporalato.

Di fronte alla radicale mutazione imposta alla Città la Giunta precedente tentò di fare qualcosa seppure con risposte non risolutive quali il nuovo Commissariato di S.Lazzaro, il cui difetto sta nell’immobilizzione di troppe risorse umane, o la “telecamerizzazione” della Città, il cui effetto deterrente è però piuttosto limitato.
La maggioranza attuale invece continua a lavarsene le mani riconducendo ad altri soggetti pubblici l’azione di contrasto all’illegalità: certo fa già sorridere il solo sentire parlare di legalità e certezza della pena forze politiche che hanno sostenuto e votato provvedimenti come l’indulto…

Noi più pragmaticamente proponiamo di partire da ciò che abbiamo e da ciò che possiamo fare: dal ruolo e dalle funzioni del nostro Corpo di Polizia Municipale, dalle funzioni di controllo e concessione delle residenze svolte dal Comune, dal controllo sistematico di alcune tipologie di attività produttive a rischio come cantieri edili e laboratori, ma soprattutto da una azione di stimolo e coordinamento finalizzata ad una concertazione concreta con le altre Forze di Polizia e gli altri Enti territoriali: se ci fosse la volontà politica si potrebbe fare.

Il cuore della Città batterà anche a sinistra, ma gli occhi dei cittadini sono aperti e ben collegati al cervello: non si prendano in giro !


Rèz, 15 Novembre 2006.

Piazza della Vittoria: verifica politica su progetti.

Nelle ultime settimane si è intensificata l’attenzione degli organi di stampa sul progetto di riqualificazione del sistema delle piazze Martiri del 7 luglio e della Vittoria ed in particolare sulla sostituzione della fontana antistante il teatro Municipale.

In sede di Commissione consiliare ebbi modo di sostenere come l’idea di una nuova piazza in un luogo sostanzialmente nuovo come questo, essendo frutto dell’abbattimento della cittadella gonzaghesca, è di per sé una proposta intelligente per il fatto di ricucire e valorizzare intorno alle piazze dei grandi eventi, tutte le emergenze architettoniche ed ambientali che vi si affacciano.
In merito alla fontana sottolineai che non mi entusiasma nè l’attuale, totalmente priva di valore artistico, né quella in progetto, che rischia con i suoi 48 getti d’acqua di rovinare la visuale della facciata del Teatro.

Vorrei però sottolineare un aspetto tutto politico: così come la volontà popolare andrebbe rispettata, per cui se a furor di popolo si vuole mantenere l’attuale sistema di aiuole e fontana lo si potrebbe e dovrebbe fare, allo stesso tempo l’attenzione del cittadino non deve fossilizzarsi solo su un aspetto dell’intero progetto, altrimenti si rischia di non vedere gli altri problemi esistenti sui quali la maggioranza è fortemente spaccata.

C’è la questione dei mezzi pubblici che transiteranno fuori dalle piazze e c’è soprattutto la destinazione di piazza della Vittoria, sulla quale abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una autentica baruffa di maggioranza che sfiorò la crisi: da una parte che si opponeva alla costruzione di un autosilo, definito dai DS “opera inutile e dannosa”, dall’altra chi era favorevole ed in mezzo la Giunta che ha tenuto i piedi in due staffe.

Il 3 giugno scorso, ponendo il termine a quella polemica, l’Assessore Spadoni assicurava a mezzo stampa che non vi sarebbe stato alcun autosilo nella piazza poichè “i parcheggi seminterrati saranno alla fine di viale Allegri”, solo due giorni dopo la sua collega Colzi, rispondendo ad una interpellanza confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta, ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria, cosa poi riconfermata anche al sottoscritto il 27 ottobre scorso da Spadoni, al quale consigliai caldamente di intavolare una verifica di maggioranza: per ora però si parla solo della fontana…


Rèz, 18 Novembre 2006.

Via Emilia bis: prime risposte da Giunta.

Nelle scorse settimane ebbi a presentare una interrogazione alla Giunta Delrio al fine di conoscere quale fosse lo stato dell’arte relativamente al progetto di “via Emilia bis” riguardante il nostro territorio comunale.

Infatti alla luce della recente approvazione da parte del Comune di Parma, del progetto preliminare per il collegamento tra la propria tangenziale con quella dei Comuni di S.Ilario d’Enza e Gattatico, che è in fase di realizzazione, si rendeva necessario capire quali fossero i tempi di redazione ed approvazione dei progetti di nostra competenza, andando così incontro all’esigenza dei cittadini residenti delle frazioni di Cella, Cadè e Gaida, che da tempo reclamano la realizzazione di una variante alla SS.9 (via Emilia bis) verso Parma più coerente e razionale, che superando le previsioni del Prg vigente veda il tracciato passare a nord degli abitati.

Nella sua risposta l’Assessore Ugo Ferrari ha precisato che il Comune ha richiesto ed ottenuto da Tav ed Italferr l’assunzione dell’onere della progettazione della nuova infrastruttura di cui il primo stralcio (da S.Prospero a Sesso), per il quale sarebbero stati richiesti i finanziamenti, è alla fase definitiva.

L’Amministrazione inoltre ha assicurato il proprio impegno per proseguire gli studi di fattibilità ed ambientali nonché i progetti preliminari riguardanti la rimanente parte del tracciato, atti considerati propedeutici all’adozione di una variante urbanistica per sostituire l’attuale tracciato previsto nel Prg.

Se ANAS manterrà l’impegno al finanziamento del primo tratto dell’opera finalmente si comincerà a vedere qualcosa di concreto: vigileremo.


Rèz, 20 Novembre 2006.

S. Maurizio: rispetto defunti rende urgente verificare responsabilità.

I lavori di riesumazione effettuati nei giorni scorsi nel cimitero di San Maurizio, hanno evidenziato delle modalità operative ben poco professionali ed irrispettose sia degli estinti che dei congiunti, tanto da provocarne un comprensibile sconcerto e sdegno.

In particolare la cattiva gestione dei lavori che si sono svolti in anticipo rispetto all’orario di convocazione dei famigliari e per di più contemporaneamente su diversi feretri ed evidentemente troppo in profondità, avrebbero impedito una corretta identificazione dei corpi nonché il recupero degli effetti personali.
Sembra addirittura che a fronte di una simile gestione sia stato comunque richiesto il pagamento del servizio.

La spiegazione più probabile di questo disservizio sta anche nel tentativo di contenere al massimo i tempi ed i costi gestionali da parte della ditta esecutrice, che però rischia così facendo di ledere gli elementari diritti di familiari.

In merito il Dirigente Alberto Bevilacqua ha dichiarato agli organi di stampa riferendosi alla ditta esecutrice che “li avevamo catechizzati a dovere, ma qualcosa non è andato per il verso giusto”, tuttavia sono previste ulteriori operazioni altrettanto massive anche in altri cimiteri comunali quali Mancasale, Rivalta, Cadè e Coviolo.

Nell’interpellanza che abbiamo rivolto oggi alla Giunta vogliamo sapere quale sia l’esito dell’indagine promessa dall’Amministrazione rispetto all’accaduto ed in particolare se almeno si intenda escludere dal pagamento del servizio, o meglio del disservizio, le famiglie coinvolte.

Se inoltre non si intendano modificare le modalità operative di riesumazione nel senso di limitarne il numero giornaliero, come accadeva in passato quando il servizio era gestito internamente ed infine se l’Amministrazione intenda costituirsi parte civile qualora dovessero emergere responsabilità penali e/o denuncie da parte di terzi ovvero se si intenda revocare l’incarico all’attuale ditta esecutrice.


Rèz, 21 Novembre 2006.

Enìa: Consiglio comunale inutile.

Nessuna fuga caro Franco Corradini, semplicemente dopo l’atteggiamento dell’Ulivo rispetto al tema dei vergognosi cortei di Roma e Milano era necessaria una risposta forte e chiara.

C’è da chiedersi invece quale sia stata l’utilità di una seduta consigliare che non presentava nessun elemento di novità: la Commissione consiliare di sabato 18 si è dimostrata più che sufficiente per incontrare il nuovo A.D. Dott. Strozzi, al quale in quella circostanza sono state poste tutte le domande utili a capire gli scenari industriali della nostra Multiutility.

Lo abbiamo sostenuto più volte ed in più sedi, noi riteniamo inutile lo sbarco in Borsa non nel particolare, ma rispetto a tutto l’impianto che ha portato a questa politica di aggregazioni delle ex Municipalizzate: è comprovato che il valore dei titoli anche a causa dello scarso “flottante”, dopo un’impennata iniziale della quale beneficiano i Comuni cedenti le quote, è destinato a rimanere stabile nel tempo e le uniche movimentazioni dei titoli avvengono in occasione di nuove acquisizioni e/o fusioni che per altro negli ultimi anni hanno comportato un’appesantimento finanziario che si è ripercosso pesantemente sulle tariffe.

Se invece è una migliore patrimonializzazione che si ricerca, allora è utile dismettere, come ci ha confermato anche il nuovo A.D., tutte le partecipazioni non strategiche e soprattutto migliorare l’efficienza dei servizi e l’organizzazione aziendale al fine di contenere tutti i costi superflui.

Ma al di là dei nostri “desiderata” il Dott. Strozzi è stato chiaro: la quotazione di Borsa si realizzerà entro metà 2007.
Allora l’unico elemento politico ancora sul campo era ed è lo sfrangiamento dell’Ulivo su questo tema, elemento per altro noto anche se non ha comportato un coerente abbandono della maggioranza da parte di quel Pdci ormai partito più di lotta che di governo.

Certo c’era l’argomento della ventilata dismissione di quote annunciata dal Sindaco di Parma, ma come non ricordare che anche la nostra Amministrazione ha recentemente lamentato l’assenza a bilancio dei 25 milioni che sarebbero dovuti entrare dalla vendita di nostre azioni?
Ed infatti Delrio, ricordando che anche Reggio farà cassa, si è lagnato del fatto che i debiti del Comune gravano ogni anno per circa 15 milioni a causa degli interessi passivi: alla faccia della buona gestione della cosa pubblica !


Rèz, 25 Novembre 2006.

Migliorare fermate in circonvallazione.

I lavori di riqualificazione di vie Emilia S.Stefano e la pedonalizzazione di via Panciroli hanno comportato la deviazione di alcune linee di autobus sui viali di circonvallazione.

Già chi utilizza il mezzo pubblico deve sopportare, nei minuti di attesa, un livello d’inquinamento altissimo che in viale Timavo ha visto superare sino ad oggi per ben 122 volte i limiti di Pm10 consentiti.

Non bastasse questo, le fermate predisposte recano un grave disagio per gli utenti, non essendo dotate di pensilina coperta e, nel caso della fermata posta dal lato del Seminario vescovile, essendo ricavata in un marciapiede troppo stretto.

Con una specifica interrogazione abbiamo perciò chiesto alla Giunta di potenziare l’illuminazione nei pressi di tali fermate e ad Act di provvedere a strutturare meglio le pensiline.


Rèz, 13 Dicembre 2006.

Rotonda stazione, favorire utenti di passaggio.

I lavori di razionalizzazione del traffico in piazzale Marconi hanno comportato il rifacimento della rotonda antistante la stazione ferroviaria e delle isole pedonali di attraversamento ed in particolare nelle corsie a libera circolazione è stata interdetta la fermata dei veicoli che debbono unicamente accompagnare i viaggiatori alla stazione causando un grave disagio alla cittadinanza.

Secondo le intenzioni dell’Amministrazione gli utenti dovrebbero utilizzare il parcheggio sotterraneo ivi presente anche solo per i pochi minuti occorrenti alle operazioni di scarico/carico dei viaggiatori, ma il risultato è che i cittadini hanno preso ad utilizzare le corsie più in prossimità della stazione, che sono però interdette alla libera circolazione.

Tutto ciò considerato abbiamo inteso chiedere alla Giunta, con una interpellanza presentata oggi, se si intenda ripristinare la libera fermata degli autoveicoli solo per gli spazi prossimi alla rotonda e per le operazioni di accompagnamento dei passeggeri alla stazione.


Rèz, 27 Dicembre 2006.

DVD Calatrava a Reggio: quali i costi?

Nel dicembre dello scorso anno si è svolta, prima nel cantiere Tav del cavalcavia autostradale sede della “vela” principale e successivamente presso il Teatro Municipale, la visita dell’architetto Santiago Calatrava.

Con lettera del 16 dicembre u.s. indirizzata all’On. Angelo Alessandri il Sindaco Delrio ha inviato la copia di un DVD contenente un video relativo alla suddetta visita dell’architetto valenciano a Reggio Emilia: in tale video, realizzato dal Comune di Reggio Emilia, non sono state documentate in alcun modo le forme di dissenso politico rispetto al progetto, risultando completamente autocelebrativo.

Con una specifica interrogazione presentata oggi abbiamo chiesto alla Giunta a quanto ammonta il costo del DVD, quante copie ne sono state realizzate, a chi, quando e come è stato distribuito.


Rèz, 28 Dicembre 2006.

Giunta Delrio esperienza a termine.
La seduta consigliare odierna, richiesta dai Consiglieri della CDL verterà sulla crisi della Giunta Delrio e della maggioranza che lo sostiene.

Ecco perciò che a metà mandato abbiamo disposto la nostra pagella ai singoli componenti della Giunta.

Ferretti Franco – Incoerente 5
4 - per la gestione politica del bilancio di previsione, approvato lo scorso anno in tutta fretta come forma di protesta contro il Governo Berlusconi e rinviato al 2007 quello di quest’anno, frutto del pessimo Governo Prodi; per la fallita riforma del Regolamento delle Circoscrizioni in cui è sostanzialmente mancato l’apporto della Giunta che aveva promesso una svolta: lo stesso vicesindaco ne ha lasciato la paternità alla Commissione che ha prodotto solo un decentramento a divenire.

6 – per i richiami, di fronte alla scarsità di risorse, all’attuazione del federalismo fiscale contenuti nella riforma del titolo V della Costituzione: meglio tardi che mai!

Santel Alberto – Inqualificabile 0
Assessore a mezzo servizio. Ha scritto un cittadino: “sono le 6 di sera è l’ora del rientro a casa, tutti prendono la loro macchinina e per fare tre miseri km impiego più di trequarti d’ora: non era a Reggio che c’era quell’assessore spacciato come il più grande esperto vivente di mobilità?” Di fronte ai 145 sforamenti delle pm10 nel solo Viale Timavo, ci siamo sentiti propinare soluzioni miracolose ed utopistiche utili solo a nascondere l’immobilismo della Giunta, pessimo poi l’addio in Commissione, dove ha sostanzialmente ribadito la sua poca simpatia per la nostra Città.

Sassi Iuna – Incosciente 4
Per la sua politica finalizzata alla distruzione della nostra identità, coerentemente alle linee dei DS che hanno imposto il cambiamento sociale e fisico della Città.

Pedroni Gina – Inefficace 6 (politico)
Per la gestione sostanzialmente ordinaria della delega, infatti l’aumento demografico provocato dall’immigrazione sproporzionata ed incontrollata comincia solo ora a fare intravedere la crisi cui andrà incontro il sistema del welfare: una vera bomba sociale.

Ferrari Ugo – Insipido 4
Fino ad ora mero esecutore della politica urbanistica dettata dai predecessori: nella prima metà del mandato abbiamo ancora trattato di delocalizzazioni, cessione di volumetrie e di un PPA che non frena la cementificazione rinviando solo alcuni Piani al 2010. Anche la “nuova stagione urbanistica” è rimandata.

Montanari Giuseppina “Pinuccia” – Inquinata 6
Per l’unico atto di coraggio della Giunta Delrio: la sperimentazione del sistema di raccolta differenziata domiciliare che però incontra l’ostracismo del cosiddetto partito dell’inceneritore interno alla maggioranza.

Colzi Carla Maria – Inorganica 5,5
Non è organica al sistema e si vede, nulla ha fatto però per continuare a combattere una battaglia che era anche la sua: limitare gli sprechi legati al progetto Calatrava. Fatti i ponti si poteva evitare la griffe della stazione riutilizzando i fondi per altri progetti viabilistici, ma si è piegata ai diktat prodiani.

Salsi Anna Rita – Incapace 2
Ella stessa dichiarò di non passeggiare tranquillamente per i giardini pubblici, ma nulla ha fatto per migliorare la situazione. L’ideologia le ha imposto di minimizzare ogni denuncia di insicurezza da parte dei cittadini, le classifiche sulla qualità della vita mostrano impietosamente una Città degradata. Sfiduciata dal proprio partito non ha trovato la forza di dimettersi.

Catellani Giovanni – Inconcludente 5
Una mostra fotografica molto discussa, non solo per il riscontro di pubblico è tutto ciò che ricordiamo. C’è un emergenza impiantistica legata alla scarsa offerta di piscine, c’è la promessa di un nuovo palasport, ma per entrambe i tempi appaiono molto molto lunghi. Da quasi due anni si attendono notizie sull’idea di Polisportiva e Fondazione dello sport lanciate dal Sindaco: si risolverà tutto con una convenzione per l’affidamento degli impianti ad alcune società?

Spadoni Uberto “Mimmo” – Indisponente 4
Per come si rapporta con la Città ed i suoi rappresentanti. Molti dei progetti portati avanti non sono nemmeno suoi ma gli arrivano dal passato lontano e recente, eppure riesce nell’intento di fallire nel più semplice dei compiti: creare condivisione. Pleonastica la cosiddetta ordinanza “antimaleducazione”, Buona solo quella per la disciplina delle distese.

Malagoli Angelo – Ingiudicabile
Presenza mal digerita in Giunta: di fronte all’aumento di immigrati doveva essere il fulcro dell’azione di integrazione e tenuta del welfare, ma è stato messo in condizioni di non operare per assenza di poteri concreti e risorse. Bandiera del fallimento multiculturalista.

Delrio Graziano – Indeciso 4
Forse ha accettato la carica controvoglia, ma il suo predecessore, nel bene e nel male, brillava per decisionismo costruendosi un potere duraturo, l’imposizione operata a Roma dall’On Castagnetti si sta rivelando fallimentare, altrimenti non si sbandiererebbero oscure manovre di poteri altrettanto oscuri contro il primo Sindaco non comunista della storia repubblicana.
Le promesse elettorali sono ormai sbiadite e sui tre punti fondamentali del mandato, che costituiscono le emergenze scaturite dall’espansione sproporzionata della Città, ovvero sicurezza-mobilità-welfare, si registrano tre fallimenti indotti dalle sue scelte (leggasi Assessori Salsi, Santèl e Malagoli). Tenta fuori tempo di correre ai ripari con un nuovo programmino di metà mandato dove ribadisce alcune promesse, inasprisce l’atteggiamento sul tema sicurezza e lascia aperta la discussione su Enìa e Reggiane, il problema però è nella maggioranza che lo sostiene che vede una spaccatura verticale dei DS, che lo costringe ad appoggiarsi ai cosiddetti “cespugli” i quali capiscono ed alzano il prezzo.
Alla Città serviva un cambio di passo, nella prima metà del mandato si sono prodotte più liti di maggioranza che atti concreti di Giunta: questa esperienza è destinata a spegnersi poco alla volta.