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Rèz, 6 Luglio 2005.

Game over.
Con queste parole, dure come pietre, è stata ammainata l’ennesima bandiera della reggianità e, in momenti come questi, bisogna ragionare su come sia stato possibile arrivare a questo punto e su cosa fare perché non accada più e su cosa fare perché l’ex isola felice possa scuotersi e rinnovarsi.

La Reggiana calcio è rimasta vittima di quel cosiddetto ‘calcio moderno’ che demolisce tradizioni e passioni in nome di quel business che ha gonfiato conti e stipendi, che ha creato il doping ammnistrativo e, nel nostro caso, l’urbanistica piegata al salvataggio di una Società che già tre anni or sono presentava contorni di bilancio più che allarmanti taciuti da tutti.

L’inizio della fine della Reggiana è cominciata quando i reggiani, dieci anni or sono, declinarono la possibilità di guidarla e programmarne un futuro stabile.
La strada che ne ha irrimediabilmente compromesso l’esistenza è stata intrapresa con il progetto stadio privato, che ha acceso quegli interessi commerciali che hanno portato alla disputa tra Amministrazione e Dal Cin, al vortice di debiti, all’allontanamento del friulano e agli inutili, disgraziati ‘petali del Giglio’.
La fine odierna è conseguenza diretta di un progetto stadio che non stava finanziariamente in piedi con soli 2000 pluriabbonati, che non reggeva l’urto della competizione politico-economica tra gli attori in gioco, che non ha resistito ai costi della discesa in C1 della squadra di calcio.

Tutto prevedibile o tutto previsto?
Chi ne paga le conseguenze sono lo sport, i tifosi, l’immagine della Città, ma forse per gli speculatori questo non conta.
E ora?
Show must go on direbbe qualcuno e noi politicamente lo auspichiamo perché Reggio merita quanto meno la B, ma chiediamo che si intraprenda una nuova strada lontana anni luce dal scellerato ‘calcio moderno’, chiediamo tre semplici cose:
1. che il Comune, anche alla luce dei crediti che vanta, acquisisca gli storici nome e simbolo della squadra assegnandoli in uso alla nuova gestione.
2. che l’Amministrazione riveda in forma concordata il progetto dei ‘petali’ spezzando l’intervento in modo da renderlo compatibile con le esigenze della Città.
3. che la nuova gestione sia seria, credibile, locale, integerrima.


Rèz / Reggio Emilia, 09 Luglio 2005.

Inceneritore non è unica soluzione.

Dopo Parma anche Reggio sperimenta.
Diciamo subito che sperimentare il Porta a Porta va' benissimo.
E darebbe ragione ad anni di Nostra insistenza sul modello Treviso che invece in questa Provincia molti, anzi troppi politicanti hanno sempre cercato di manipolare a capovolgere.
D'altro canto è ben normale : come farebbero a tenere duro sugli inceneritori (vere macchine da soldi ) se dovessero ammettere che invece ci sono realtà importanti ( anche i risultati di Comuni come Sommacampagna furono portati sotto gli occhi degli amministratori senza reazione alcuna ) che hanno smentito le scelte reggiane con successo ?
E se tra queste c'e' poi qualche amministrazione leghista : figuriamoci , non lo ammetteranno mai.

Ma questo è il solito giochetto ipocrita degli amministratori reggiani e ci siamo talmente abituati da fregarcene e aa tal punto da tirare diritto quando vediamo che le scelte possono essere diverse.

Ora Reggio sperimenta nella settima circoscrizione.
Contemporaneamente anche Parma lo stà facendo : e lo fa' con chi proprio a Treviso ha ottenuto grandi risultati.
Vero : se funziona e lo si applica alla svelta con investimenti seri e senza invenzione rallentatrici degli ultimi momenti (visto che Parma e Reggio sono entrambi nello stesso calderone di raccolta ) faremo davvero senza forno inceneritore.
E , come a Treviso , premiante e puntuale : nuova coscienza civica e grande rivoluzione positiva per le generazione a venire.
Paradossalmente l'esatto opposto di quanto la macchina del vapore reggiano e i suoi piloti spingono da tempo.
Sarebbe bello vederli fare marcia indietro con umiltà un giorno : ma conoscendone la spocchia politica non lo faranno mai.

Ed è allora , dopo aver applaudito la sperimentazione , che una domanda la devo fare ed un dubbio lo devo esternare : sarei falso e non darei un quadro completo se omettessi questi due aspetti di non poco conto.

La domanda : ma visto che Enia è decollata , visto che anche l'energia entra nel discorso (con Edison faccio fatica a non immaginare interessi a produrre energia con il termovalorizzatore alias inceneritore ) , visto che tanti passi sono oggi realtà avanzata , visto che i cittadini non sono stati ascoltati , visto tutto questo ed altro ancora.... ma siamo davvero sicuri che anche la sperimentazione non è solo un contentino politico a chi , beata ingenuità , ha creduto a cambi di rotta possibili alle logiche industriali reggiane ?

Il dubbio : e se dopo la sperimentazione e i risultati che magari potrebbero essere eccellenti , arrivasee il niet (comunque ) del Comintern reggiano , tutti i partiti che sono entrati in questa maggioranza provinciale con promesse e rassicurazioni , tutti i cittadini che con queste offerte hanno ridato agli stessi il loro voto , tutti i cittadini che ancora credevano alla politica di sinistra vicina alla gente e poi magari si accorgono di quanto è lontana ,.... se alla fine della fiera fosse tutta una fregatura.... avrebbero il coraggio di ribellarsi politicamente e mandare a casa stà gente , nel caso ?

Per me questo dubbio è importante.
Perchè aiutare la nostra gente senza possibilità di analisi critica e senza memoria dei fatti diventa davvero difficile.
Ma , nonostante tutto e nonostante i segnali che ancora non ci sono stati , continueremo ad aiutarli.

Ben venga la sperimentazione allora e ben vengano i risultati (che se realizzata bene saranno positivi di certo ).
A quel punto ben venga un ripensamento completo ( e che bello sarà poter constatare che avevamo ragione ) e l'inizio di una nuova fase progettuale importante.

Al di là delle constatazioni politiche , ce lo auguriamo davvero.
Buon lavoro quindi alla settima circoscrizione e che le rose , se tali sono , fioriscano.


Rèz / Reggio Emilia, 09 Luglio 2005.

Lunedì diamo la nostra solidarietà alle vittime del terrorismo
Invito a chiunque a partecipare !

Lunedì sera la Lega Nord ha organizzato un momento di solidarietà alle vittime londinesi.
E con loro a tutte le vittime dei tanti attentati terroristici di questi anni.
L'altro giorno partiti e sindacati avevano organizzato la stessa iniziativa ma , forse in troppa fretta , aveva visto appena 30 o 40 persone presenti.
Sarebbe importante invece dimostrare la nostra vicinanza ai popoli che questo terrore lo stanno provando partecipando ad una fiaccolata solidale.
Invitiamo chiunque, quindi , al di là dell'appartenenza politica , a partecipare con noi Lunedì sera con ritrovo in Piazza Martiridel 7 Luglio ed arrivo in Piazza Prampolini dove chiunque potrà consegnare una riflessione e la sua presenza.
Mi auguro che ci sia così tanta maturità e serenità da poter vedere partecipare ogni cittadino che ritenga di dover dare il proprio contributo al di là delle ideologie e delle appartenenze.
Dividersi su questi aspetti vuol dire far vincere i terroristi.
E questo dobbiamo lottare perche' non avvenga mai.
Alle 21,30 allora. Lunedì sera , da Piazza Martiri del 7 Luglio che da quest'anno ricorderà purtroppo anche altri martiri con la stessa data drammaticamente coincidente.


Rèz / Reggio Emilia, 14 luglio 2005.

Delrio peggior Sindaco di tutti i tempi.

Ieri sera qualcosa ha toccato la mia sensibilità di reggiano, di tifoso e di politico.

Da reggiano ho assistito alla dimostrazione convinta di affetto della città e della provincia verso uno dei simboli di appartenenza, la propria squadra di calcio.
E questo mi ha fatto piacere, seppure in questo momento il sentimento del corteo mi lasciava la triste sensazione di un funerale calcistico e sociale anziché, come era nelle intenzioni, di una dimostrazione di appartenenza e di presenza quale voleva essere.

Quando verremo davvero a sapere molte di quelle cose che oggi solo pochi sanno su cosa sia davvero avvenuto a Reggio Emilia?
Ma quando le sapremo, come sempre, sarà troppo tardi e potremmo non essere neppure in C2 ma anche peggio.

E poi l’aspetto politico.
Al di là delle poche capacità di Del Rio (di cui resto convinto) e della pochezza del gruppo dirigente del Comune (di cui sono convinto) c’è, credo, dell’altro.
C’è intanto un affare miliardario (in vecchie lire parlando) legato allo stadio, anzi parecchi miliardi, e ci sono quindi tanti interessi e non mi stupirei se alla fine della fiera 'scoprissimo' che appunto l’interesse primario era quello di far fallire la Reggiana e magari così scalare una allettante diligenza senza più cavalli o cocchieri.
Del Rio non ha nemmeno avuto la capacità (o coraggio, o capito il ruolo di Sindaco) per uscire tra la gente, di cui è il massimo rappresentante, a spiegare la situazione.
E lasciamo stare le ubriacature di dichiarazioni lette in questi ultimi due mesi.
E così la folla è rimasta fuori presa quasi per stanchezza.
Non si era mai visto gli assedianti essere fiaccati dagli assediati: ma la potente arte democristiana a volte fa anche di questi miracoli.
E pochi rappresentanti dei tifosi sono entrati ad ascoltare quella che, mi sembra di aver intuito dal resoconto frammentario dell’uscita, è poco più di una favola.
Favola che difficilmente era possibile raccontare ai duemila che fiduciosi aspettavano una qualche buona novella.
Favola che è passata così, quasi senza reazione e sentimento.
Come se ci si aspettasse proprio di non ricevere nulla.
E infatti sommessamente ce ne siamo andati tutti da dove eravamo venuti.

Con una domanda nella testa: ma perché siamo rimasti lì sino alla fine ?
E con una certezza: tutta questa vicenda deve aver pur responsabilità diffuse, forse così diffuse da non permettere interamente di riuscire a sciogliere la matassa.
Non ufficialmente almeno e non di fronte al popolo granata almeno.
E altre puntate seguiranno, ma forse gli spettatori saranno sempre di meno.
Che fosse questo l’obiettivo ?


Réz 20 luglio 2005.

La recente intervista all’Assessore Spadoni sui progetti per il Centro storico mi ha lasciato letteralmente interdetto!

Nella mia pur breve “carriera” politica non ho mai sentito dire, tutte assieme, una serie così nutrita di imprecisioni ed incoerenze tra ciò che viene fatto e ciò che viene detto, ma si sa, ormai certi amministratori non parlano più per atti amministrativi, ma solo per slogan.

Nello specifico il nostro “simpatico” Assessore continua a tergiversare sul destino di piazza della Vittoria, quando la Giunta comunale ha già inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche 2004-2006, la voce parcheggio sotterraneo Zucchi per un valore di €.15.000.000,00 in project financing, che è stata poi confermata anche nell’attuale Piano 2005-2007, senza poi dimenticare il fatto che questa Amministrazione ha promosso due concorsi europei di progettazione per la valorizzazione delle piazze Prampolini e Vittoria/Martiri 7 luglio.

Delle due l’una: o si bandiscono concorsi per nulla oppure esiste un cambio di rotta politica sulla funzione di quella piazza dove, per altro, si vorrebbe spostare il mercato di piazza grande. Siano in piena confusione!

Spadoni sostiene inoltre che verrà presto attivato un project financing per ristrutturare il Mercato coperto dimenticando però che non più tardi del 1 luglio l’Amministrazione Comunale ha diffuso una nota stampa nella quale si afferma che ”nella prima fase di presentazione delle proposte per i sette interventi di project financing pubblicati lo scorso 25 febbraio……………sul mercato coperto non sono pervenute proposte da parte di alcun promotore………”

Inoltre la chicca finale.

Per sollevare la nostra Città dal ruolo di cenerentola turistica dell’Emilia Spadoni propone di “creare un circuito delle città d’arte della pianura padana”: ma un tale “network” esiste già sin dal 1997!

Se l’Assessore non è “on line” si connetta e vada a visionarsi il relativo sito internet: www.circuitocittadarte.it.

Speriamo che questa Giunta duri poco: non sa cosa fare, fa poco e quel poco che fa lo fa male.


Rèz / Reggio Emilia, 26 luglio 2005.

Ma FINI stava scherzando oppure no ?

Non tocca a me dare giudizi ma quando leggo certe cose mi corrono le dita sulla tastiera.
Il Segretario di AN afferma che la Lega non capisce che la fermezza nei confronti dell'immigrazione clandestina e dei gruppi estremistici dell'islam non è alternativa o incompatibile con il dialogo.... e spiega meglio che la nostra è una posizione sbagliata e isolata.

Naturalmente in questo paese son tutti liberi di dire la loro : ed altresì siamo tutti liberi di replicare.
L'aspetto che mi ha fatto saltare sulla sedia è l'allusione ad una ricerca di dialogo con i gruppi estremistici dell'islam e con l'immigrazione clandestina.
E allora delle due l'una : o Fini non ha mai letto la Legge sull'immigrazione clandestina che porta anche il suo nome o c'è qualche cosa che non funziona.

Ma che dialogo potremo mai avere con l'islam estremista ? E magari chiedere un appuntamento con Bin Laden (così almeno scopriamo dove è ) ?
Ma stiamo scherzando ?
Si , deve essere così : forse scherzava....

E poi decidiamoci una buona volta : venire in questo paese senza opportunità , senza regole e senza chiedere con permesso (in clandestinità quindi ) è reato oppure no ?
Perchè se non ci si chiarisce su questi aspetti sfido io che poi certi magistrati non applicano le Leggi o certo governatori si mobilitano per abolire i Cpt.

E allora non capisco questa esigenza di dialogo con chi (estremista appunto) vuole distruggerci.
Come se i partigiani fossero scesi senza fucili a chiedere colloquio con i nazisti per fare la pace....
Tutti , o forse non tutti , hanno oramai ben capito che c'è una vera e propria guerra in atto.
Io sarei per far firmare un documento a chi islamico entra (non clandestino naturalmente ) a casa nostra in cui deve abiurare ogni velleità di prevaricazione , condannare ogni violenza e impegnarsi ad aiutarci a segnalare e denunciare ogni mussulmano che conoscono con posizioni estreme e quindi pericolose : ma non vedo come tutto questo sia mai possibile.
E intanto i fenomeni cercano i dialoghi e intanto le anime buone e belle si dimostrano buoni e belli.... e intanto le bombe esplodono.
No , caro Fini : non scherziamo con queste cose.


Rèz / Reggio Emilia, 26 luglio 2005.

Il 2 Agosto importante commemorare la strage di Bologna

In questi giorni si avvicina l'anniversario della strage di Bologna.
Nella mia generazione di giovanissimi inesperti e ancora lontani dalle cose grosse , quel 2 Agosto del 1980 rappresenta una delle tappe di coscienza generale in cui si prendeva atto della atrocità umana.
Venticinque anni di verità ancora nascoste e di un dolore ancora presente.
Sarebbe ora che se qualcosa dovesse essere svelato questo avvenga : e forse è davvero dannoso , se non in presenza di prova concrete e documentate , riaprire a scenari internazionali.
E comunque alla fine resta l'immagine di quell'orologio a testimoniare come il tempo possa fermarsi per venticinque anni per mano ignobile e vigliacca.
In questo momento storico di lutti e stragi , di rinnovato terrore e di sfida alla quotidianità a maggiore ragione è necessario ricordare ed essere presenti a Bologna.
Io non sò chi il Governo deciderà di incaricare come rappresentante alla commemorazione.
Ma da Presidente Federale della Lega Nord voglio esserci , tra la gente , a ricordare e invito gli amici emiliani che potranno a partecipare.
E lo faccio come Presidente ma anche e soprattutto come emiliano.
Al di là delle polemiche politiche rimane ancora aperto il cratere della stazione di Bologna.
Ed è necessario che tutti noi il 2 Agosto ci fermiamo qualche minuto a ricordare per guardare avanti e per affrontare questo momento senza terrore ma con consapevolezza.
E se tutti noi , anche i partiti , partecipassimo con questo spirito , sarebbe la migliore lezione al terrore , da qualsiasi mano e colore provenga.


Réz 28 Luglio 2005

E’ cosa nota che per l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia i cittadini reggiani non siano tutti uguali come è ancora più noto che le vacue parole di uguaglianza e diritti dei cittadini usate da questa Amministrazione comunale abbiano solo lo scopo di incantare la gente per carpirgli il voto ma che si arrivasse fino alla discriminazione politica istituzionalizzata sinceramente non me lo aspettavo.

A pochi giorni degli attentati di Londra del 7 Luglio, messi in atto da terroristi islamici, il gruppo consigliare della Lega Nord Padania aveva richiesto l’utilizzo del palco posto in Piazza Prampolini per svolgere una manifestazione di solidarietà nei confronti del popolo inglese.

L’assessore Spadoni aveva però negato l’utilizzo della piazza, ed anche della corrente elettrica, sostenendo che la stessa poteva essere concessa solo per manifestazioni di Restate ovvero di manifestazioni di carattere istituzionale organizzate dal Comune e che un consigliere comunale con aveva i crismi istituzionali per fare tale richiesta ed ottenere l’autorizzazione.

A sostegno di tale tesi si è arrivati fino a scomodare il Segretario Generale che, e non poteva essere altrimenti, ha avvallato in tutto e per tutto tale decisione.

Appena 19 giorni dopo tale solenne ed impegnativo pronunciamento ecco che si presenta il sig.Corradini Franco, in rappresentanza della “Federazione Ulivo Reggio Emilia”, che chiede l’uso della piazza per una manifestazione politica a sostegno del candidato (a cosa?) Romano Prodi.

Alla luce di quanto avvenuto solo due settimane prima una Amministrazione onesta e corretta avrebbe dovuto respingere tale richiesta, perché il richiedente e la manifestazione non avevano i requisiti di istituzionalità richiesti, ma ecco che in soli due giorni l’autorizzazione viene concessa.

Con tale atteggiamento l’attuale maggioranza non solo dimostra di essere politicamente meno intelligente di quella precedente ma anche di discriminare i cittadini in base alla loro appartenenza politica o al tipo di manifestazione che vogliono svolgere.

Non si spiga altrimenti per quali motivi la stessa piazza sia stata negata alla Lega Nord Padania per una manifestazione di solidarietà al popolo inglese vittima del terrorismo islamico mentre la stessa piazza è stata concessa al Sig.Corradini Franco per una manifestazione politica con il candidato (a cosa poi?) Romano Prodi.

A meno che la motivazione vera, e forse più probabile, è che le vittime del terrorismo islamico abbiano minore dignità del candidato Romano Prodi e che i terroristi islamici non debbano essere criticati più di tanto.

Per conoscere la posizione della Giunta è stata pertanto presentata una specifica interpellanza


Rèz / Reggio Emilia, 5 agosto 2005.

Emergenza acqua: riesaminare progetto diga a Vetto.

Negli ultimi anni, ogni estate, si ripropone il problema del reperimento e della corretta gestione della risorsa acqua, specie nei mesi più caldi, quando, forse anche a causa dei cambiamenti climatici, questa diviene sempre meno disponibile.

Pensiamo ad esempio allo stato in cui si trovano il fiume Po ed i suoi affluenti, dove la scarsità d'acqua sta danneggiando il comparto agricolo, così come puntualmente denunciano le Associazioni di categoria.
Pensiamo poi, anche in condizioni normali, all'assurdo di consumare energia per pompare a monte l'acqua del Grande Fiume, invece di trattenerla quando è già a monte e sicuramente anche più pulita.

Queste brevi e forse scontate considerazioni, avrebbero già dovuto smuovere le Amministrazioni pubbliche nel vagliare una seria programmazione della razionalizzazione delle risorse energetica ed idrica: forse sarebbe utile ridiscutere e valutare la possibilità di realizzare una diga a Vetto, come si paventava diversi anni orsono, senza pregiudizi dettati da fanatismi ambientalisti o interessi particolari da difendere, magari paventando non chiari rischi di malaffari, come fece qualche anno fa il Segretario Ds Marchi.


Rèz / Reggio Emilia, 26 Agosto 2005.

Disabili: da Giunta risposta a caldo indecente.

La mia segnalazione sulle problematiche relative all'abbattimento delle barriere architettoniche dei palazzi proprietà od in uso della Provincia, deve avere colpito nel segno se la prima risposta a caldo data dalla Giunta è stata quella che abbiamo potuto leggere.

E leggendola non credevo ai miei occhi: la Giunta afferma che per potere usufruire dell'ascensore posto all'interno di Palazzo Magnani è sufficiente rivolgersi all'ingresso del palazzo stesso !
Che tradotto significa: disabile in carrozzina per farti sapere dove puoi entrare con comodità, passa all'ufficio informazioni posto quattro gradini dopo l'ingresso del palazzo...

VERGOGNA !!

Il problema di palazzo Magnani è che non esiste alcuna indicazione dell'accesso per i disabili (vedi foto allegate) !
Il problema di palazzo Allende è che il nuovo ascensore è accessibile da una rampa piuttosto ripida e le sue porte hanno misure piuttosto avare di centimetri...
E negli altri palazzi dell'Ente com'è la situazione ?

Il nostro intento era segnalare un problema, la Giunta sa solo sparare risposte politicamente difensive, insensate ed avventate: sarebbe meglio, con molta umiltà, se procedesse rapidamente con uno screening della situazione eliminando le barriere ancora esistenti.


Rèz / Reggio Emilia, 29 Agosto 2005.

Voto immigrati: Stecco alimenta inutili speranze.

Il buonismo interessato catto-comunista sta distruggendo le identità europee ed i principi stessi del diritto per favorire al massimo la nascita di una società multiculturale degna delle peggiori teorie del consumismo capitalista, ma d’altro canto l’evoluzione finanziario-affarista della sinistra ci è ben evidente: se il comunismo è fallito politicamente, si cerca di realizzarlo economicamente.

L’Ulivo insiste su un modello, quello cosiddetto multiculturale che è ghettizzante e sul cui fallimento Paesi a noi vicini come Olanda o Gran Bretagna, che prima di noi lo hanno sperimentato, si stanno già interrogando per superarlo.

Alla base di questa raffazzonata idea di integrazione, la sinistra coltiva da sempre l’idea di allargare il diritto di voto a chiunque, purchè residente da 5 anni ma, come sottolineato in più riprese anche da autorevoli Organi Istituzionali, il diritto di voto spetta solo a chi possiede la Cittadinanza, il che conferisce un pieno diritto alla persona e quindi anche di elettorato attivo e passivo.

Dieci anni per conseguire la Cittadinanza sono assolutamente congrui e per la Lega intoccabili, ma forse l'Ulivo deve nascondere il fallimento della propria politica sull'immigrazione e quindi rilancia con proposte politiche scriteriate.
Leggiamo così l'ennesima sparata dell'Assessore Stecco che sa della solita vuota propaganda buona solo ad alimentare inutili speranze.


Réz 30 Agosto 2005

Come volevasi dimostrare!

Il caso del latitante Roberto Corona, che era regolarmente iscritto all’anagrafe di Reggio Emilia pur essendo ricercato dalla Polizia da almeno 8 anni, è la dimostrazione che quanto la Lega Nord - Padania aveva denunciato nel Marzo scorso era ampiamente giustificato.

Poco prima delle votazioni dei referendum sulla procreazione assistita avevo evidenziato alla Prefettura di Reggio Emilia il fatto che all’anagrafe di Reggio Emilia risultavano iscritti n°5.293 persone che erano risultate assenti al 14° Censimento della popolazione del 2001 e che non erano state ancora cancellate dalle liste dei residenti così come prevede la Legge.

L’assessore Annarita Salsi, in data 29/3/2005, mi rispose sdegnata affermando che tutto era regolare e che prima di cancellare un cittadino dalle liste anagrafiche bisogna fare i necessari controlli e che io, con le mie denunce, mi volevo accanire solo contro anziani o semplici cittadini che, per vari motivi, non erano presenti in casa al momento del sopraluogo dell’accertatore.

L’Assessore Salsi replicava inoltre che tutti i controlli erano stati fatti e che la situazione anagrafica dei cittadini non censiti al 14° Censimento era stata regolarizzata e di ciò dava conferma anche alla Prefettura di Reggio Emilia facendo credere che la situazione anagrafica del Comune di Reggio Emilia fosse conforme alle norme vigenti.

Il caso del latitante Roberto Corona è però la dimostrazione che quanto sostenuto dall’Assessore non era ampiamente vero e quanto fosse giustificato l’allarme lanciato dalla Lega Nord – Padania in merito all’avvenuta regolarizzazione di migliaia di persone senza i necessari controlli da parte degli uffici preposti.

Alla luce di quanto emerso mi permetto ora di dare un consiglio politico all’Assessore Salsi e cioè quello di andare a verificare i fascicoli relativi alle regolarizzazioni dei cittadini non censiti al 14° Censimento ed in particolare di controllare: chi è l’accertatore che ha eseguito le verifiche del caso, in che data sarebbe stato fatto l’accertamento sopralluogo e la data di apposizione della firma di regolarizzazione.

Sono sicuro che, da questa verifica incrociata, verranno fuori molte spiacevoli sorprese che Le faranno cambiare opinione ma, soprattutto, Le sarà evidente come il concetto di “legalità anagrafica” ha Reggio Emilia non abbia alcun valore.

Al fine di fare chiarezza su tali procedure la Lega Nord – Padania chiederà spiegazioni in merito tramite un’apposita interpellanza.


Rèz / Reggio Emilia, 3 settembre 2005.

Berzana: Eboli e Giovanelli sembrano due fratelli.

La vicenda legata al caseificio Ferrarini di Berzana sta sortendo l'effetto positivo di porre al centro dell'attenzione la questione di una corretta politica di sviluppo e sostegno alla filiera del Parmigiano-Reggiano, specie in un territorio quello montano, in cui l'agricoltura vive una situazione di estrema delicatezza.

E' indubbio che un percorso di affiancamento tra piccole latterie e grande impresa potrebbe sortire effetti benefici soprattutto nella fase di commercializzazione del prodotto, ma inserire un elefante in una cristalleria significa, come ammette lo stesso Sen. Giovanelli, creare una concorrenza che, in un territorio così fragile porterà inevitabilmente il pesce grosso ad eliminare il piccolo, con la non trascurabile conseguenza che l'agricoltura di montagna non sarà necessariamente incrementata, mentre ad essere utilizzato sarà solo il 'marchio' montagna e non il suo latte.

Prodi ed Alemanno hanno da tempo preso la strada del sostegno alla grande impresa ed agli oligopoli agricoli-commerciali, per questo Eboli e Giovanelli sembrano politicamente due fratelli: noi invece sosteniamo uno sviluppo fondato sulla complementarità dei ruoli aziendali che passa in primo luogo dalla difesa e dallo sviluppo di quell'impresa diffusa che ha fatto ricco il nostro territorio.

Non trascurabile in questo contesto è il ruolo del Consorzio del Parmigiano-Reggiano ed il problema è sempre quello: il sostegno del prezzo.
Solo da quel presupposto la filiera reggerà, specie in montagna dove spazi per recuperi agricoli esisterebbero ancora.
Ma fintanto che l'unica opera del Consorzio sarà quella di licenziare spot televisivi deprimenti, l'obiettivo non sarà raggiunto !
Abbiamo un prodotto unico che il mondo ci copia giornalmente e invece di aggredire anche il mercato estero ci si accontenta di quello interno: se vi fosse una inversione di tendenza probabilmente l'offerta sarebbe saturata ed il prezzo così sostenuto...E' facendo sistema territoriale che si sostiene lo sviluppo non scatenando guerre commerciali interne.

Angelo Alessandri Tarcisio Zobbi


Réz 5 Settembre 2005

Il Gruppo Laboratorio Baldi per Reggio si è improvvisamente svegliato dal “torpore politico” che ha avuto sin dal primo giorno di insediamento del Consiglio Comunale sfornando ben due significative iniziative politiche.

La prima è stata la dichiarazione di voto ha favore del Centrosinistra che, di fatto, ha certificato quello che era già ampiamente noto con il conseguente passaggio del Gruppo consigliare sulle più comode poltrone della maggioranza e la seconda con la proposta di istituire una “cittadella del gusto e dei sapori in Centro Storico” con lo scopo di valorizzare i sapori tipici locali.

Per quanto riguarda l’iniziativa di migrare tra le file della maggioranza il giudizio politico definitivo spetterà agli elettori mentre per quanto riguarda l’iniziativa di valorizzare i sapori tipici locali non possiamo che apprezzare ed applaudire la proposta anche se non si può fare a meno di constatare che la stessa altro che non è che una fotocopia di una analoga iniziativa che il Gruppo Lega Nord – Padania aveva proposto sin dall’Ottobre 2003.

Il gruppo Laboratorio Baldi per Reggio, in crisi di identità ed iniziative politiche, non può fare altro che comportarsi come i bambini che a scuola copiano il compito del compagno di banco pur di dare un significato ed un senso ad una esperienza politica oramai in irreversibile fase di esaurimento.


Réz 12 Settembre 2005

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da due eventi: uno grande, il concerto di Ligabue, e uno molto più piccolo è cioè lo scontro politico tra il gruppo della Lega Nord – Padania e quello del Laboratorio Baldi relativamente ad una serie di proposte politiche presentate dal gruppo Baldi che, in realtà, erano state mutuate da analoghe proposte già fatte in precedenza dalla Lega Nord – Padania.

Il gruppo Baldi, che si era presentato alle elezioni amministrative come portatore di idee moderne ed innovative, si è visto costretto a copiare le iniziative degli altri partiti politici provocando in, questo modo, la giusta reazione di chi, per primo, aveva lanciato tali proposte.

La vicenda si è poi conclusa con una sorta di appello del gruppo Baldi alla Lega Nord – Padania a superare i conflitti di parte ed lavorare insieme per il raggiungimento del cosiddetto “bene comune”.

A prima vista l’appello del gruppo Laboratorio Baldi può sembrare anche accettabile e condivisibile se non fosse perché manca il punto politico più importante, se non fondamentale, e cioè quale sia il concetto di “bene comune”.

E’ una domanda che pongo a me stesso, alle forze politiche che vogliono “collaborare” ed ai cittadini.

Tutti i candidati Sindaci e le forze politiche che si sono presentate alle scorse amministrative avevano nel loro programma il raggiungimento di quello che è definito il “bene comune” ma ognuno di loro ha degli obbiettivi e, soprattutto, delle metodologie di raggiungimento completamente differenti tra di loro.

La differenza politica di cosa sia il “bene comune” e sul come raggiungerlo è il sale della politica, è la base della democrazia, è la spinta propulsiva per una vera politica dell’alternanza di chi ha a cuore gli interessi dei cittadini e non solo quello di pochi potentati.

Una collaborazione tra forze politiche diverse senza che siano ben chiari questi paletti altro non è che una nuova forma di “consociativismo” o peggio di “collaborazionismo”, che tanti danni ha fatto nel passato all’intero Paese, e che sta lentamente prendendo piede anche nella nostra Città così come gli ultimi eventi politici locali stanno a dimostrare quali: il passaggio di forze ed esponenti politici da uno schieramento all’altro, le manovre sotterranee per l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale, l’appoggio indiretto all’approvazione di delibere della Giunta dato da certi gruppi tramite il mantenimento del numero legale ecc.

Il Laboratorio Baldi dovrebbe spiegare meglio quale che sia il suo concetto di “bene comune” e come intende raggiungerlo perché noi della Lega Nord – Padania abbiamo ben chiaro quello che è il nostro.

Se il concetto di “bene comune” del gruppo Baldi è quello favorire l’immigrazione, così come sembra dalla sua prima mozione presentata, fare da stampella alla Giunta, grazie al voto di astensione sul programma del Sindaco o fare da sponda a precisi gruppi economici locali allora può fare anche senza di noi.

La Lega Nord – Padania continuerà a perseguire il raggiungimento del proprio “bene comune” che poi altro non è che quello dei nostri concittadini reggiani che non vogliono più vedere i loro diritti calpestati dalle arroganze degli ultimi arrivati, che non vogliono vedere gli affaristi locali modificare la Città con politiche urbanistiche deleterie, che non vogliono vedere il denaro pubblico dilapidato in inutili opere faraoniche ecc.

La Lega Nord – Padania è certamente pronta a collaborare per il “bene comune” dei cittadini reggiani, come ha già dimostrato di fare in più di una occasione, ma certamente non sarà una forza collaborazionista come invece si stanno trasformando altri.


Réz 13 Settembre 2005

Il neo assessore Carla Maria Colzi sulla stampa odierna lamenta il fatto che mancano all’appello almeno 17 milioni di Euro per il completamento delle opere legale al faraonico progetto delle “Vele Calatrava”.

Ricordo ancora, con molta nostalgia, la “battagliera” Carla Maria Colzi quando, dai banchi dell’opposizione, diceva “peste e corna” di questo progetto per cui la sua conversione a 180° è semplicemente stupefacente e dettata unicamente dal fatto di essere entrata in Giunta e dimostra come la coerenza, sia nella vita come nella politica, è cosa ben difficile da mantenere.

Siccome ero, e resto, all’opposizione colgo l’occasione per spiegare alla ex “battagliera” Carla Maria Colzi che i 17 milioni di Euro di cui lamenta la mancanza sono quelli previsti per la copertura del costo del preventivo e che non si tiene conto dell’aumento dei costi che verosimilmente vi sarà in quanto si tratta di un progetto non vincolato al rispetto delle regole sui lavori pubblici.

Non si è mai visto che un’opera pubblica di quelle dimensioni, e che non deve neppure sottostare ai vincoli della Legge Merloni, mantenga il costo del preventivo.

L’aumento dei costi è già stato peraltro già previsto da quel “furbacchione” dell’arch. Santiago Calatrava che, all’art.5 del contratto, ha infatti previsto un aumento proporzionale del suo principesco ingaggio qualora dovessero aumentare i costi a seguito di varianti o integrazioni richieste dal Comune.

A tutto ciò bisogna aggiungere il costo del gruppo tecnico, previsto dall’art.2 del contratto, formato da elementi di gradimento dell’architetto che dovrà assicurare la tenuta dei rapporti tra il progettista e l’impresa esecutrice che, in pratica, altro non è che la direzione lavori e che dovrà essere pagata profumatamente.

L’Assessore Carla Maria Colzi ci spieghi come intende pagare questi ulteriori oneri di cui non può dire di non esserne a conoscenza perché quando era una “battagliera” consigliera di opposizione ne era perfettamente informa


Réz 21 Settebre 2005

Il saggio proverbio che recita “chi ben comincia è a metà dell’opera” deve essere sconosciuto al giovane studente e neo Presidente del Consiglio comunale Nando Rinaldi il quale, nella sua prima intervista, ha affermato di volere essere un “presidente politico” e “….adempirò la funzione di garanzia, perché rappresento tutti, ma rifiuto l’idea di un ruolo super partes. Quindi farò rispettare i regolamenti, ma forzerò il Consiglio a discutere politicamente sui problemi della Città”.

Dalle prime parole del giovane studente e neo Presidente del Consiglio comunale Nando Rinaldi si può quindi legittimamente dedurre che sarà un “presidente di parte” ma a quale parte farà riferimento?

A quelli che lo hanno votato anche se non fanno parte della maggioranza, come il gruppo Baldi, oppure a quelli che fanno parte della maggioranza ma non l’hanno votato, come i Comunisti Italiani oppure ai gruppi che non fanno parte della maggioranza e non lo hanno neanche votato?

L’affermazione fatta dal giovane studente e neo Presidente del Consiglio comunale Nando Rinaldi è contraddittoria e pericolosa per un corretto svolgimento dei lavori del Consiglio Comunale perché viene da chiedersi come si può svolgere una funzione di garanzia e contemporaneamente essere “di parte”? Come applicherà i regolamenti che questi, come tutti sanno, possono essere interpretabili e quindi applicati in modo diverso a seconda dell’interlocutore?

Venerdì prossimo, in apertura del Consiglio Comunale, la Lega Nord – Padania intende chiedere al giovane studente e neo Presidente del Consiglio comunale Nando Rinaldi di spiegare in modo chiaro ed inequivocabile quale che sia la sua esatta posizione e l’interpretazione autentica delle sue affermazioni.

Nel caso tale chiarimento non arrivi, o sia confermata la sua indisponibilità ad essere “super partes”, la Lega Nord – Padania non ne riconoscerà l’autorità e si terrà le mani libere di agire come meglio crede.


Réz 23 Settembre 2005

L’appello di Umberto Bonafini, che si è appellato al Sindaco di Reggio Emilia denunciando il “silenzio assordante sulle celebrazioni del 150° anniversario di attività del nostro Teatro Municipale” e chiedeva la massima partecipazione delle Istituzioni locali all’iniziativa, non è andato a vuoto.

La Lega Nord – Padania ha prontamente raccolto tale appello ed ha presentato una specifica mozione tesa ad istituire uno specifico Comitato che organizzi degnamente l’evento così come è stato fatto in occasione della proposta di candidatura della città di Reggio come sede delle fasi preliminari del campionati europei.

Tale evento non può che avere benefici riflessi sull’intera Città ed è pertanto interesse comune a tutte le forze politiche ed alle Istituzioni locali che l’evento in questione abbia il massimo risultato possibile.

L’auspicio è che il Consiglio Comunale approvi in modo solerte ed in modo pressoché unanime la mozione dando il mandato alla Giunta Comunale di attivarsi prontamente affinché il 150° anniversario di attività del nostro teatro Municipale, alias “Romolo Valli”, abbia un riscontro a livello nazionale ed internazionale degno della nostra Città


Réz 26 Settembre 2005

Chi si era illuso che l’avvento del “nuovo” sindaco Delrio coincidesse con una nuovo modo di fare politica è stato sonoramente smentito.

La nomina della pur brava Mariella Zanichelli a Presidente delle Farmacie Comunali Riunite altro non è che una conferma di quanto fossero campate in aria le promesse fatte in campagna elettorale agli elettori reggiani dalla maggioranza di centrosinistra di una “nuova stagione politica”.

A circa un anno e mezzo dalle elezioni amministrative la pseudo nuova Giunta si sta dimostrando una brutta copia di quella che l’ha preceduta, utilizza gli stessi sistemi di governo, gli stessi intrighi politici e persegue gli stessi obbiettivi nell’urbanistica, nella mobilità, nella gestione del potere e, non da ultimo, nell’assegnazione degli incarichi.

E’ fuori di dubbio che un Sindaco abbia tutti i diritti di scegliere i propri collaboratori tra coloro che gli siano più congeniali per il perseguimento del suo programma ma si sperava che l’attuale sistema di gestione della Città che, da anni, è in mano a poche “famiglie” fosse del tutto abbandonato.

La nomina della nuova Presidente delle FCR che anziché godersi la meritata pensione, dopo 34 anni di onorato servizio, e lasciare il posto ad un presidente più giovane conferma che nulla è cambiato ma si sa anche Lei “tiene famiglia".


Réz 3 ottobre 2005.

Le non risposte dell’Assessore Spadoni alla recente interpellanza della Lega Nord – Padania sull’ipotesi di realizzare un parcheggio interrato in piazza della Vittoria nonché la serie continua d’incoerenze tra ciò che viene fatto e ciò che viene detto sono la prova provata che questa Giunta non si parla per atti amministrativi ma solo per slogan fatti apposta per nascondere la paralisi in cui versa.

L’Assessore Spadoni continua a tergiversare sul destino di piazza della Vittoria quando la Giunta Spaggiari aveva già esplicitamente inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche 2004/2006, per un valore di 15.000.000,00 € in “project financing”, la realizzazione di parcheggio sotterraneo nell’area ex Zucchi che è stata poi confermata nell’importo anche nell’attuale Piano 2005/2007 ma con denominazione molto più generica che ne mette in discussione l’effettiva realizzazione.

Non bisogna poi dimenticare il fatto che questa Amministrazione ha promosso un concorso europeo di progettazione per la valorizzazione delle piazze Vittoria e Martiri 7 luglio ma nessuno dei 5 progetti scelti prevede un parcheggio sotterraneo!

Delle due l’una o si bandiscono concorsi europei per nulla oppure anche in questo si denota un cambio di rotta politica sulla funzione di quella piazza e il tutto nella confusione più totale!

La mancanza di una chiara “politica dei parcheggi” per il Centro Storico associata ai templi biblici di realizzazione degli eventuali interventi hanno come conseguenza diretta l’accelerazione dell’impoverimento economico e sociale del cuore della nostra Città.

Infine si deve considerare il fatto che il discutibile rifacimento di piazza Prampolini sottende allo spostamento del mercato ambulante in altri luoghi, magari più esterni alla Città, e siamo sicuri che non sarà così anche per piazza della Vittoria/Martiri 7 luglio?

La situazione di asfissia in cui versa il Centro Storico non lascia più spazio alle inutili chiacchiere e necessita di un immediato intervento sulla questione dei parcheggi.

La proposta della Lega Nord – Padania è che si debba intervenire con una politica complessiva e coordinata a breve e medio termine realizzando da subito due punti:
1. nel mentre vengono realizzati i nuovi parcheggi scambiatori esterni quelli vicino al centro non debbono essere a pagamento e, se il problema è una maggiore rotazione dei veicoli, ripristinare il “vecchio” disco orario e non svuotare le tasche dei cittadini;
2. poiché l’Amministrazione ha perso l’occasione di realizzare parcheggi a servizio del Centro nell’area dell’ex-gasometro ed ex-Sarsa, crediamo si debba accelerare sulla revisione della circolazione sulla circonvallazione istituendo il senso unico e destinando l’attuale onda rossa a parcheggi
Nel frattempo, invece di perdere tempo in chiacchiere e rimettere in discussione l’utilizzo di piazza della Vittoria, bisogna procedere a realizzare autosilos in diverse aree del centro offrendoli, primariamente, ai residenti.

Siano certi che una politica dei parcheggi che vada nella direzione proposta dalla Lega Nord -Padania sarà in grado di rivalutare e rivitalizzare in breve tempo il Centro Storico della Città ma siamo sicuri che sia questo l’obbiettivo politico dell’attuale Amministrazione Comunale?

I fatti e le risposte degli ultimi tempi non sembrano andare in questa direzione.


Réz 6 Ottobre 2005

Vergogna! E’ questo il termine altisonante che è stato utilizzato da Paola Donelli, capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale, per accusare la Giunta Delrio di non essere sensibile nei confronti dei cittadini di via Silone che si ritroveranno, a breve, una pista automobilistica vicino alle loro case.

Hanno ragione i Verdi, come anche Rifondazione Comunista, nell’usare tale termine per condannare il comportamento della Giunta Comunale che non è proprio consone con le promesse elettorali, fatte dalla maggioranza, di “ascolto” e di “attenzione” dei cittadini se non fosse che stiamo parlando dell’attuazione del Piano Regolatore Generale che è stato approvato nel 1999 e che è stato da loro stessi accettato implicitamente con l’entrata in Giunta.

Venire adesso a stracciarsi le vesti solo perché viene attuato quel Piano Regolatore che loro stessi avvallano quotidianamente con la presenza in Giunta dei loro Assessori è solo pura e semplice ipocrisia e strumentalizzazione politica.

Chi si deve vergognare sono i Verdi e Rifondazione Comunista che, anche in questo caso, prima versano lacrime di coccodrillo, per fare credere che sono ancora ambientalisti, ma poi non fanno mancare il loro appoggio determinante alla Giunta.

Se i Verdi e Rifondazione Comunista sono veramente in buona fede presentino immediatamente una mozione o una deliberazione che accolga le istanze dei cittadini di via Silone e impediscano questo ulteriore scempio urbanistico e vedrete che la Lega Nord – Padania non farà mancare il proprio voto favorevole.

Purtroppo sono sicuro che questo non avverrà e, se anche fosse, finirà come tutte le altre volte perché questi gruppi, in una maniera o nell’altra, faranno comunque in modo che tale provvedimento non venga respinto.


Réz 8 Ottobre 2005

Dopo un breve e fugace momento di calma, durante il quale cui era creduto che la legalità fosse stata ripristina, il fenomeno dell’abusivismo ambulante compiuto da numerosi extracomunitari nel parcheggio dell’Arciospedale S.Maria Nuova è ritornato ancora più massiccio di prima.

Ogni qualvolta che un cittadino ha necessità parcheggiare la propria autovettura nel parcheggio di piazza Beregario da Carpi, per recarsi al vicino Ospedale S.Maria Nuova, viene letteralmente “assalito” da decine di extracomunitarii che cercano di vendere ogni sorta di cianfrusaglia con metodi anche intimidatori.

Tale metodi creano obbiettive difficoltà alle persone più deboli che si vedono a volte costrette ad acquistare la cianfrusaglia di tali pseudo commercianti per evitare spiacevoli sorprese alla loro autovettura se non addirittura conseguenze dirette a loro stessi.

Tale situazione era già stata denunciata, sia da cittadini che dalla Lega Nord – Padania, che già nel Gennaio scorso aveva presentato una specifica interrogazione su tale fenomeno e che aveva portato ad un’efficace intervento delle Forze dell’Ordine ma, come dice il proverbio, “passata la festa gabbato lo santo” ed ora tutto è ritornato come prima.

Ecco quindi la necessità intervenire nuovamente con una ulteriore interrogazione alla Giunta per sollecitare di nuovo l’Amministrazione Comunale affinché intervenga con gli agenti della propria Polizia locale sperando che, stavolta, non si tratti di un ulteriore fuoco fatuo ma che la presenza delle forze di polizia sia più efficace e risolutiva.


Rèz, 20 Ottobre 2005.

A Delrio piacciono gli sprechi tanto da festeggiarli

Siamo ormai in campagna elettorale e siccome il centro-sinistra, o Ulivo a dirsi voglia, non ha nessun programma coerente e concreto da proporre all’elettorato, si rifugia nella sempre comoda rissa politica.

In questi giorni tocca alla Finanziaria 2006 ed il Sindaco Delrio, come gli altri suoi colleghi di coalizione, si è più volte “stracciato le vesti” spargendo lacrime di coccodrillo per i presunti tagli del “cattivo” Governo di centrodestra, arrivando persino a ventilare il taglio di servizi pubblici primari: un atteggiamento politicamente terrorista!

Purtroppo a Reggio nulla è stato fatto da questi “pseudo francescani” della politica per fermare gli sprechi ed anzi si sono prodotte costose nomine in seno alla casa municipale di una inutilità debordante: che dire di due Assessori, Santèl e Spadoni, che dovrebbero essere tecnici e che hanno assunto altri valenti tecnici per svolgere il loro lavoro? O delle consulenze d’oro che continuano a gravare sul pubblico bilancio? O di altri mille inutili rivoli dove si perdono i denari della collettività?

Invece per il Sindaco Delrio la colpa è sempre del Governo, di quel Governo dove la Lega Nord ha, sin dall’inizio della legislatura, operato un taglio agli stipendi dei ministri, un taglio del 10% agli stipendi dei politici e, nella riforma costituzionale in approvazione, un taglio di ben 300 parlamentari.

E’ poca cosa si dirà, ma è solo un inizio, cosa che al contrario non avviene nelle amministrazioni del centrosinistra che si limitano a criticare gli esponenti del Governo con estemporanei sit-in di protesta come quello che è in programma contro il Ministro Tremonti.

Il Sindaco Delrio raggiunge poi l’apoteosi della celebrazione dello spreco, recapitando ai Consiglieri di Comune e Provincia un invito ad incontrare il Presidente della Regione Basilicata in occasione del 25° anniversario del … terremoto dell’Irpinia !!!

Si vuole celebrare un evento, pur tragico, che è storicamente il “campione mondiale” dello spreco di denaro pubblico e che rappresenta una vera presa in giro ai tanti contribuenti padani che hanno pagato negli anni uno scandalo politico nazionale!

Ma al Sindaco non interessa l’obiettività ma solo criticare, sempre e comunque, il Governo ed è per questo e per tanti altri motivi che domani mattina dalle ore 9,00 alle ore 13,00 la Lega Nord – Padania allestirà un banchetto informativo nella centrale piazza del Monte per fare conoscere ai cittadini reggiani la verità dei fatti.


Réz 27 Ottobre 2005

Il tema del rispetto della legalità è venuto, in questi giorni, prepotentemente alla ribalta a seguito della “folgorazione” avuta dal Sindaco di Bologna Sergio Cofferati che finalmente ha capito che il rispetto delle norme è fondamentale per una corretta convivenza civile.

Le forze politiche locali della maggioranza, ad eccezione di quelle più estreme, e la Giunta comunale hanno prontamente appoggiato l’operato di Cofferati sostenendo il principio del rispetto della legalità e sottolineando il fatto che, nella nostra Città, tale fenomeno non è così grave ed appariscente rispetto ad altre realtà dimostrando però, ancora una volta, di essere un “Giano Bifronte” che, da un lato, dice una cosa ma, dall’altro lato, fa l’esatto contrario.

A parte i clamorosi casi di occupazione abusiva conclamata di immobili, tutt’ora in corso, eseguita da sedicenti centri sociali, gli abusi edilizi non perseguiti, l’occupazione abusiva di alloggi da parte di extracomunitari e nomadi ecc. sembra esservi una precisa volontà politica di lassismo nei confronti di molti episodi di piccola illegalità che vengono compiuti.

A seguito delle numerose proteste di cittadini, degli interventi delle forze politiche e dell’interesse degli organi d’informazione l’ACT ha ripristinato il servizio di controllo sugli autobus cittadini, a mezzo specifici verificatori, che sembra stia dando dei buoni risultati in quanto gli incassi dal pagamento dei biglietti sarebbero aumentati. I verificatori dell’ACT non hanno però il potere di obbligare le persone, sorprese senza il biglietto, a mostrare i documenti per cui sono costretti a richiedere l’intervento delle forze di Polizia tra cui rientrano, a pieno titolo, anche gli Agenti della Polizia municipale.

A quanto sembra, da informazioni assunte, in più di una occasione gli Agenti della Polizia Municipale si sono però rifiutati d’intervenire, a seguito delle richieste dei verificatori dell’ACT, in quanto sarebbero stati “invitati” dall’Amministrazione Comunale a non dare corso a tali richieste e di fare in modo che gli accertamenti vengano fatti da Polizia e Carabinieri.

Tale comportamento rinunciatario e lassista da un lato distoglie la Polizia ed i Carabinieri dall’importante servizio di controllo del territorio e di contrasto della criminalità e, dall’altro, costituisce un grave vulnus al rispetto della legalità da parte di un’Amministrazione comunale che a parole è sempre pronta a riempirsi la bocca di buoni propositi ma nei fatti concreti preferisce mantenere un basso profilo nei confronti delle illegalità che può essere al limite della collusione.

Per chiarire tale posizione politica la Lega Nord – Padania ha presentato una specifica interpellanza avente lo scopo di fare chiarezza sugli episodi segnalati e se sia vero o meno il fatto che gli Agenti della Polizia Municipale abbiano avuto disposizioni di non intervenire su tali casi di illegalità venendo così a meno ad un loro preciso dovere giuridico ed un obbligo morale nei confronti dei cittadini reggiani.


Réz 29 Ottobre 2005

Il Presidente del Consiglio Comunale Nando Rinaldi affida alla stampa odierna i motivi e le considerazioni che lo hanno indotto a presentare alla Procura della Repubblica una querela per ingiurie e diffamazione nei confronti del Consigliere Eboli e del sottoscritto ed in particolare afferma di essersi sentito offeso da tre frasi ingiuriose che sarebbero state rivolte nei suoi confronti quali “Buffone”, “Presidente, Lei è un incompetente” e “che cazzo vuoi sospendere la seduta se non ti riconosco come Presidente”.

Il presidente Rinaldi afferma inoltre di non avere intenzione di chiedere le scuse personali dei Consiglieri che lo avrebbero offeso nonché di volere prendere in considerazione l’eventualità di un ritiro della querela solo nel momento in cui avrà la sensazione che le difficoltà in Consiglio siano state superate ed clima sarà più costruttivo per la funzionalità del Consiglio stesso.

Vorrei assicurare il Presidente del Consiglio che non è mia intenzione di chiedere scusa per il semplice motivo che non ritengo di avere ingiuriato chicchessia né tanto meno la sua persona né l’Organo istituzionale che egli rappresenta.

Avere affermato, così come mi viene imputato, “che cazzo vuoi sospendere la seduta se non ti riconosco come Presidente” non mi pare possa essere considerato una ingiuria o una offesa, tale da arrivare ad una querela penale, anche perché sarebbe stata proferita durante un concitato momento di scontro politico.

Si potrà sostenere che, a seconda delle diverse sensibilità personali, tale frase possa essere considerabile come irrispettosa, volgare o irriguardosa nei confronti del Presidente per la presenza di un termine non esattamente garbato, ma che fa oramai parte del gergo comune, ma tale espressione conteneva esclusivamente un giudizio politico sul suo operato quale Presidente del Consiglio.

L’affermazione totalmente politica di non riconoscerlo più come Presidente era giustificata dal fatto che, per la terza volta consecutiva, i lavori del Consiglio Comunale erano stravolti dal comportamento arrogante e prevaricatore della maggioranza che stravolgeva l’Ordine del Giorno dei lavori, per meri motivi di strumentalizzazione politica, senza che Rinaldi si sentisse in dovere di stigmatizzare tale comportamento.

Il fatto poi di volere ritirare la querela solo se si ritorna a un clima più disteso in Consiglio Comunale è da respingere totalmente al mittente che la deve inviare ad altre persone e non al sottoscritto in quanto la causa principale dell’attuale momento di tensione è imputabile unicamente al comportamento della maggioranza.

Inoltre tale affermazione, per come è stata formulata, può apparire una sorta di ricatto morale e politico ai Consiglieri Comunali che, qualora non la smettono di opporsi agli abusi della maggioranza, dovranno subire il “randello giudiziario” utilizzato da una maggioranza incapace di risolvere i suoi gravi contrasti interni, priva di idee politiche innovative e lacerata da faide interne che non può fare altro che sollevare “polveroni politici” inesistenti per nasconderle.

Nella passata consigliatura, come anche in quella attuale, sono stato più volte oggetto di offese ed ingiurie, in quanto sono stato più volte definito da vari consiglieri di maggioranza come “razzista”, “fascista” ed anche “somaro” ma che ho sempre incassato tali affermazioni senza adire a vie legali perché le ho sempre considerate come una “dialettica politica” aspra ma comunque contenuta nell’alveo della politica.

La Lega Nord – Padania ed il sottoscritto affronteranno pertanto, ancora una volta, il difficile ruolo di contrastare questa maggioranza che sta cercando di tacitare le forze politiche meno addomesticate a suon di denunce e non ci faremo intimorire per cui ribatteremo colpo su colpo a questi attacchi.


Réz 31 Ottobre 2005

Egr.Sig.Direttore
come Le è noto il dibattito politico degli ultimi giorni è stato incentrato sulla querela che il Presidente del Consiglio Nado Rinaldi ha fatto nei confronti del consigliere Eboli e del sottoscritto per presunte offese che gli sarebbero state fatte durante la riunione del Consiglio Comunale di venerdì 21 Ottobre.

Leggo oggi sul Suo quotidiano una intervista fatta ad alcuni Consiglieri che, in merito a quanto accaduto, in parte giustificano ed in parte condannano l’uso dello strumento della querela nei confronti di coloro che avrebbero usato frasi ingiuriose.

Tutti gli interventi dei consiglieri intervistati partono però da un principio sbagliato e cioè che il “reato” di offesa sia stato consumato e cioè che sia stato effettivamente offeso il Presidente nel Consiglio con epiteti ingiuriosi nei confronti della sua persona e che la querela sia dunque giustificabile per la tutela dell’Istituzione.

Tengo a precisare che, per quanto mi riguarda, in tutta la mia breve carriera politica non ho mai offeso nessuno, semmai è stato l’esatto contrario, tanto meno il Presidente del Consiglio che mi ha imputato di avere proferito nei suoi confronti una frase offensiva quale “…che cazzo vuole sospendere! Non la riconosco come presidente del Consiglio!”.

Tale frase, che è stata esternata in un momento di concitazione politica dovuto alla protervia della maggioranza che aveva stravolto nuovamente i lavori del Consiglio per mera propaganda politica, non contiene nessuna offesa o insulto secondo quelli che sono i tradizionali canoni giuridici.

Si potrà dire che la frase che ho detto può essere irriguardosa, irrispettosa o anche volgare ma utilizzarla, come fa il Consigliere Corradini, per accusarmi di essere una persona che “…pretende di fare politica adottando lo stile dell’offesa personale” o peggio ancora di temere che “…a volte le offese sono l’anticamera della violenza effettiva” significa essere in malafede e di volere strumentalizzare quanto accaduto solo per nascondere le magagne interne alla sua maggioranza ed al suo gruppo consigliare.

Tanto Le dovevo per obbiettività d’informazione e colgo l’occasione per porgerLe i miei più distinti saluti.


Réz 5 Novembre 2005

La città di Prodi vota contro la legalità proposta da Cofferati!

E’ questa la sintesi politica di quanto è accaduto ieri sera in Consiglio Comunale dove la maggioranza di centro sinistra è arrivata al punto di respingere una mozione che si basava di principi legalitari portati avanti dal Sindaco Cofferati solo per il fatto che era stata presentata dalla Lega Nord – Padania.

La maggioranza di centrosinistra prima si riempie la bocca di buoni principi sulla legalità ed il rispetto delle regole, critica in continuazione la politica del Governo in tema di sicurezza ma poi arriva a bocciare la dichiarazione d’intenti fatta dal loro beniamino Sergio Cofferati sindaco di Bologna.

La discussione della mozione della Lega Nord – Padania, che aveva come tema il rispetto della legalità e l’utilizzo della Polizia Locale, è stata volutamente trattata in un tardo orario in un’aula pressoché deserta, per la mancanza della metà dei Consiglieri, e nonostante fosse palese la necessità di rinviarla alla prossima settimana in modo che il Consiglio Comunale venisse posto nelle condizioni di darle una degna trattazione ed evitare la mancanza del numero legale.

Al fine di rimediare la figuraccia politica della sua maggioranza dovuta alla mancanza del numero legale per le numerose assenze dei suoi Consiglieri, che hanno dimostrato così di fregarsene ampiamente della legalità, il consigliere Franco Corradini, capogruppo dei DS in Consiglio Comunale, non ha trovato di meglio che accusare il sottoscritto di comportamento irriguardoso e di disprezzo nei confronti del Consiglio Comunale nonché di avere un comportamento scorretto nei confronti degli altri Consiglieri per essere uscito dall’Aula ed avere fatto mancare il numero legale.

A parte il fatto che l’obbligo del numero legale spetta alla maggioranza il Consigliere Franco Corradini, da consumato politico quale egli è, si è ben guardato di dire dei “pianisti” che hanno fatto votare Consiglieri di maggioranza che in realtà erano assenti e si è ben guardato di parlare del fatto che erano presenti solo 15 consiglieri della sua maggioranza e che l’aula del Consiglio Comunale era pressoché deserta a causa dell’assenza di molti gruppi consigliari.

E’ stato per questo penoso spettacolo, e per il rispetto che nutro nei confronti dei cittadini reggiani in generale e dei miei elettori in particolare, che sono uscito dall’aula facendo così mancare il numero legale ed obbligando così la maggioranza a dovere ripetere la votazione venerdì prossimo dando modo e possibilità a tutti i consiglieri di partecipare alla votazione ed assumersi così le loro responsabilità politiche.


Chi ha avuto un comportamento irriguardoso e sprezzante nei confronto del Consiglio Comunale non è stata certamente la Lega Nord – Padania ma l’assenza dei consiglieri di maggioranza e chi ha cercato furbescamente di votare anche per i non presenti.

Tutto questo il Consigliere Franco Corradini lo sa bene ma non potendolo ammettere cerca di accusare gli altri di comportamenti scorretti che sono invece sono peculiari della sua maggioranza.

Invece di stare a guardare la pagliuzza negli occhi dei suoi avversari dovrebbe preoccuparsi della trave che ha negli occhi della sua maggioranza.


Réz 11 Novembre 2005

La decisione di espellere dal territorio italiano Mohammed Daki è vista dalla Lega Nord –Padania come una importante e significativa novità!

La decisione presa dalla Autorità competenti ha il nostro pieno e totale appoggio perché, dopo anni di indecisioni e tentennamenti nei confronti dei terroristi, dei loro fiancheggiatori e sostenitori, si è finalmente imboccata la strada giusta; quella dell’espulsione!

L’auspicio è che, dopo quella di Mohammed Daki, si dia corso ad altre espulsioni nei confronti di tutte quelle persone che sono giunte nel nostro territorio non con lo spirito d’integrarsi e di farsi una nuova vita ma con il preciso obbiettivo di sovvertire la nostra società ed imporre la loro cultura.


Rèz / Reggio Emilia, 11 novembre 2005.

Traghettino: dalla Provincia solo promesse.

Per ben due volte ho portato all'attenzione della Provincia il problema del recupero delle corti storiche e del Traghettino in particolare e per ben due volte il Consiglio, all'unanimità ha formalmente approvato l'idea.

Le cronache di stampa odierne mi fanno pensare che la Giunta, a distanza di così tanto tempo, non si sia ancora mossa e non abbia fatto nulla in questo senso: ma forse sono troppo impegnati con la propaganda antigovernativa...

Oltre alla normale riprovazione per non aver adempiuto ad un impegno deliberato da parte di ben due Giunte presenterò in merito una specifica interrogazione per capire la situazione.


Réz 14 Novembre 2005

Non erano sufficienti i disinformatori professionisti della sinistra ed i provocatori dei centri sociali perché ora, al fine di gettare discredito sulla manifestazione della Lega Nord – Padania di sabato pomeriggio, ci si mette anche il coordinatore provinciale dei giovani dell’UDC che arriva addirittura ad inventarsi fatti e situazioni mai accaduti.

Il coordinatore dei giovani dell’UDC, tale Mattia Rivolti, nel suo intervento odierno scrive che “…….una vergogna le parole ascoltate durante un comizio volgare e all'insegna dell'odio reciproco. Gravi le affermazioni violente del(l'onorevole) leghista cariche di turpiloqui offensivi” inventandosi di sana pianta situazioni che non si sono verificate.

Chi era presente al comizio di Borghezio, ed ha potuto ascoltare il suo intervento, può tranquillamente confermare che queste presunte frasi vergognose o parole cariche di odio non sono state pronunciate da nessun esponente della Lega Nord – Padania e tanto meno da Borghezio mentre, al contrario, lo hanno fatto i “nipotini di Prodi”.

L’intervento di Borghezio è stato certamente duro e deciso, tipico di un esponente leghista, ma quello che ha detto non è stato offensivo, volgare o provocatorio e può essere confermato da qualunque esponente della stampa presente oppure riascoltando la registrazione fatta con il nostro impianto di amplificazione o da quello della DIGOS.

Quanto scrive il “giovane ragazzo” Mattia Rivolti è pertanto completamente infondato, privo di ogni fondamento e non corrisponde alla verità dei fatti.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi se il “giovane ragazzo” Mattia Rivolti era veramente presente al comizio e, in caso affermativo, chi abbia ascoltato in realtà? Perché se ne esce con queste affermazioni destituite da ogni fondamento? A meno che abbia approfittato di tale occasione per soddisfare la sua voglia di apparire e mettersi in mostra ovvero il suo livello di perbenismo è talmente elevato che basta una sola e semplice battuta, non proprio da educanda, può sconvolgerlo fino questo modo.

La risposta più semplice è che, molto probabilmente, il “giovane ragazzo” Mattia Rivolti è più avvezzo a frequentare i salotti alle cinque del pomeriggio sorseggiando the e mangiando pasticcini piuttosto che stare nelle piazze della città in mezzo alla gente e a contatto con la realtà.


Réz 15 Novembre 2005

L’Assessore Uberto Spadoni detto Mimmo come una novella Bella Addormentata nel bosco si è finalmente svegliato dal coma politico in cui era precipitato, insieme alla Giunta ed alla maggioranza che lo sostiene, ed ha cominciato a socchiudere gli occhi.

Saranno stati i “baci politici” della Lega Nord – Padania o forse, più realisticamente, le risse e gli accoltellamenti che si ripetono sempre più frequentemente in via Roma e nel Centro storico che vedono come protagonisti gli immigrati ma tanto è che anche lui ha capito che bisogna cominciare a porre un rimedio alla situazione prima che degeneri.

Il buoni propositi espressi dall’Assessore relativamente alla necessità di iniziare una seria verifica su chi siano i residenti della zona, sugli stati di famiglia, sulle agibilità degli alloggi, i subaffitti ecc. non può che trovare il nostro consenso ed il nostro plauso.

Spiace però constatare come i nostri ripetuti appelli, le iniziative e gli incontri fatti in via Roma al fine di sollecitare le autorità competenti, ed in primis l’Amministrazione comunale, ad intervenire prima che la situazione degenerasse sono stati sempre inascoltati solo perché provenienti dalla Lega Nord – Padania.

Solo adesso, quando i buoi stanno già cominciando a scappare, ci si accorge che avevamo ragione.

L’Assessore e la Giunta di centrosinistra stanno però facendo un altro clamoroso errore in quanto si propongono come i paladini della sicurezza, come coloro che hanno in tasca la soluzione del problema dimenticandosi però di ammettere che sono loro stessi la causa di quanto accade. Vogliono essere la cura della malattia mentre ne sono il virus scatenante.

L’Assessore Spadoni deve scendere dal piedistallo su cui è stato messo, non certo per meriti politici, e lasciare perdere il buonismo, l’indulgenza, la pelosa solidarietà che contraddistingue tutta l’azione politica della Giunta e della maggioranza e prendere atto che il tempo è scaduto.

Le chiacchiere, le tavole rotonde, i convegni sull’immigrazione, le parolone sulla criminalità ecc. hanno già fatto il loro corso, il giustificare sempre e comunque il comportamento criminale di certe persone come conseguenza di presunti disagi sociali si è dimostrato sbagliato ed inutile ed è ora di dimostrare che anche a Reggio Emilia il rispetto della legalità è un obbligo assoluto e che non vi sono più zone grigie in cui muoversi a seconda delle convenienze politiche.

Siano però certi che, dopo un breve sbadiglio, le palpebre di Spadoni e della maggioranza si torneranno a richiudere e riprendere il loro sonno interrotto ma con la conseguenza diretta che il loro definitivo risveglio sarà tragico per la nostra Città.


Rèz / Reggio Emilia, 17 novembre 2005.

Enìa: mantenere alta guardia per difendere ambiente.

Un appello alla cittadinanza ed ai comitati, specie a coloro che in buona fede hanno rivotato questo centrosinistra nella speranza (vana) che da dentro si potesse cambiare qualcosa.

Ebbene le macro operazioni finanziare messe in atto dalla nuova multiutility nord emilana per acquisire Edison, ne stanno peggiorando la posizione finanziaria e mentre i risparmi, le sinergie per farvi fronte sono solo futuribili, non vorremmo che le tariffe subissero un’impennata con la scusa della Legge Finanziaria: cioè che fossero i cittadini a pagare ancora una volta una politica che intende proseguire sulla strada degli inceneritori che, per bocca del Sindaco Ubaldi “sono la scelta più economica” da un punto di vista finanziario, ma sicuramente più cara dal punto di vista ambientale e sanitario.

Reggiani occhi aperti !!

Perché se aggiungiamo a ciò che anche Uris Cantarelli ha recentemente ribadito la necessità di un solo inceneritore per le provincie i Reggio, Parma e Piacenza localizzato a Reggio e che la stessa Enìa è critica sui costi della sperimentazione del sistema di raccolta differnziata “porta a porta” in via di attuazione nella settima circoscrizione a Reggio, allora significa che il pressing per arrivare dove i cittadini non vogliono, ovvero ad un mega inceneritore interprovinciale si sta intensificando...


Réz 25 novembre 2005.

Basta regali ai nomadi!

Da quanto si può rilevare dal Piano Esecutivo di Gestione nel 2005 il Comune di Reggio Emilia ha “investito” la considerevole somma di €.1.618.954 nel Servizio immigrazione e pari opportunità il cui responsabile politico è l’Assessore Malagoli.

In particolare di tale somma sono stati spesi, in conto capitale, 380.000 € per il rifacimento dei bagni del campo nomadi di Roncina (di cui avevamo già dato tempestiva informazione alla cittadinanza), mentre tra le spese correnti sono stati spesi un totale di 726.533 € per oneri relativi al pagamento delle utenze e la gestione delle strutture per immigrati e campi nomadi di cui specificatamente 76.745 € per “servizi di consulenza” ai soli nomadi.

Il centrosinistra piange lacrime di coccodrillo, fa propaganda politica e sciopera contro i tagli della finanziaria, ma sull’utilità di queste spese non si interroga mai!

Per rimediare a tale dimenticanza è stata cura della Lega Nord Padani presentare una specifica interpellanza per sapere quali che siano tali “servizi di consulenza” e la loro utilità come anche quale siano stati gli importi specifici delle somme stanziate spesi a beneficio esclusivo dei campi nomadi


Réz 26 Novembre 2005

Le parole dell’Assessore Stecco, con le quali ha sostanzialmente auspicato l’arrivo entro 10 anni di altri 50.000 immigrati nel nostro territorio, dimostrano come, lentamente e passo dopo passo, il progetto strategico del centrosinistra di far diventare Reggio Emilia una città geneticamente modificata multietnica e multiculturale e senza una sua identità stia progressivamente delineandosi.

Si è cominciato con l’elaborazione di un PRG che prevede la costruzione di migliaia e migliaia di alloggi, si è approvato un piano dei rifiuti nel quale si è posto le basi per la costruzione di un inceneritore della potenzialità doppia rispetto a quella necessaria, si è continuato con una finta politica di integrazione e di pelosa solidarietà avente lo scopo di attirare sempre più immigrati nella nostra Città e si vuole ora concludere con il concedere il voto agli immigrati.

Questo deleterio progetto viene portato avanti dagli esponenti della maggioranza di centrosinistra pur con la consapevolezza che fallirà miserabilmente, così come sono già fallite tutte le politiche immigratorie negli altri paesi europei, e che porterà a gravi ripercussioni di ordine sociale e di criminalità ma agli esponenti politici dei DS e della Margherita questo non importa purché sia funzionale ai loro obiettivi di natura politica o economica.

A chi, come la Lega Nord - Padania, è ben chiaro e palese le finalità di questo progetto non può stupire il fatto che l’Assessore Stecco annunci “urbi et orbi” l’arrivo di migliaia immigrati e che, contemporaneamente, le frange più estreme della sinistra quali: Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani inneggino al diritto di voto.

Non è pertanto casuale il fatto che lunedì prossimo siano state messe all’ordine del giorno del Consiglio Comunale ben tre mozioni che erano giacenti da oltre un anno e che sono state riprese solo ora.

Il centrosinistra reggiano sta preparando alla spallata definitiva contro l’identità reggiana dovuta all’azione combinata dell’arrivo di ulteriore migliaia di immigrati associata al diritto di voto perché si attendono, così facendo, di potere ancora governare la Città di Reggio a loro piacimento.

Sappiano però che la Lega Nord – Padania non assisterà passivamente alla conclusione del loro progetto ed un secondo dopo l’approvazione di una delibera che vada nel senso di concedere il voto agli immigrati per le prossime amministrative chiederemo al Governo di annullare tale delibera in quanto contraria ai principi contenuti nella Costituzione Italiana che, quando fa comodo, ci si appella per la sua difesa fatto salvo calpestarla un attimo dopo quando questa non è più funzionale ai loro progetti.

L’azione politica della Lega Nord –Padania continuerà anche nelle piazze della Città dove tutti i militanti saranno impegnati a portare a conoscenza della gente quanto si sta preparando sul loro futuro.


Réz 28 Novembre 2004

A nome di tutta la Lega Nord – Padania di Reggio Emilia esprimo la mia più totale solidarietà ai Consiglieri Provinciali Marchi, Fioroni e Marastoni che sono stati oggetto di minacce da parte di gruppi cosiddetti “animalisti”.

Alla solidarietà della Lega Nord – Padania si associa anche il mio personale sostegno in quanto accomunati nell’essere oggetto di particolari attenzioni da parte di chi non ha ancora ben chiaro il concetto di democrazia ovvero fa del proprio interesse economico l’unico scopo della propria esistenza.

Ai Consiglieri Marchi, Fioroni e Marastoni va pertanto il nostro appoggio più totale.


Réz 4 Dicembre 2005

Correva l’Anno Domini 1997 quando i militanti della Lega Nord – Padania facevano le tanto vituperate “ronde padane” che avevano il solo scopo politico di attirare l’attenzione delle Autorità preposte sul crescente fenomeno della criminalità a Reggio Emilia e, per questo, venivano derisi, se non anche insultati, ed accusati di ingiustificato allarmismo perché il problema non esisteva.

Oggi è l’anno 2005 e quanto temuto dalla Lega Nord - Padania si è puntualmente avverato per cui non ci sorprende vedere le statistiche che danno Reggio Emilia come una delle Città con i più alti indici di aumento della criminalità.

E’ invece irritante leggere gli interventi di quegli esponenti politici locali che si scandalizzano di quando sta accadendo e cercano di addossarne la colpa al Governo centrale ed invocano una maggiore azione di contrasto nei confronti della criminalità.

Gli esponenti dei DS e della Margherita, insieme agli altri gruppi della maggioranza, sono i responsabili dell’aumento dei fenomeni di criminalità nella nostra Città grazie alla loro deleteria politica “buonista” che, associata alla precisa volontà politica di non agire, ha fatto sì che oggi si sia giunti a questa situazione.

Queste forze politiche della maggioranza hanno un atteggiamento politicamente schizofrenico perché da un lato invocano legalità ma dall’altra non si fanno scrupolo di respingere mozioni e proposte politiche che vanno in tal senso così come è successo solo alcune settimane fa in Consiglio Comunale.

Come sempre DS, Margherita e le altre forze della maggioranza si propongono come la soluzione del problema mentre invece ne sono la causa scatenante.


Réz, 7 dicembre 2005.

La Giunta riferisca sul fallimento Mirabello 2000.

Come tutti si aspettavano, in quanto tale epilogo era già scritto da tempo, anche la Mirabello 2000 spa è stata dichiarata fallita per cui crediamo sia giunto il momento che il Sindaco riferisca d’urgenza al Consiglio comunale sulla situazione.

Quando già a luglio si iniziava a delineare una simile conclusione di questa triste vicenda politico-amministrativo-affaristica il vicesindaco Ferretti volutamente non rispose ad una nostra specifica interpellanza sull’argomento, prese tempo e rinviò sostanzialmente le spiegazioni: ora è tempo che si faccia chiarezza poiché gli interessi in campo della comunità reggiana sono diversi ed importanti.

Non si tratta unicamente interpretare la convenzione stipulata tra le parti secondo la quale, a fronte di un fallimento, sera previsto il ritorno dello stadio Giglio in capo al Comune ma anche di definire le intenzioni politiche della maggioranza relativamente alla questione del centro culturale, che ha un controvalore di 1.800.000,00 €, nonché della rinuncia al diritto di acquisizione delle zone non sportive che potrebbe avere pesanti ripercussioni all’intero progetto speculativo-commerciale che è attualmente in atto.

Vi è infine la questione relativa al destino, ed al valore economico, della capacità edificatoria residua che corrispondente a 17.679 mq. senza dimenticare i circa 2.000.000,00 € di ICI ed imposte pubblicitarie non pagate che spettano al Comune.

Se a Reggio Emilia esiste una Giunta comunale degna di tale nome sarebbe bene che, oltre a proporre e riproporre solo la solita trita propaganda, cominciasse a fare chiarezza su un tema che interessa tutta la Comunità.


Réz 9 Dicembre 2005

Nel recente rapporto Ecosistema 2006 sullo stato di salute dei centri urbani, che è stato messo a punto da Legambiente in collaborazione con il Sole 24 Ore, vengono fornite alcune valutazioni sullo stato dell’ambiente a Reggio Emilia che sembrano prefigurare, soprattutto nel settore della gestione complessiva della qualità dell’aria, un mancato salto di qualità se non addirittura un preoccupante arretramento.
Come già riportato dalla stampa locale l’Assessore Santel non si è dichiarato d’accordo con le valutazioni del rapporto ed ha fornito una serie di argomentazioni in base alle quali invece si starebbe assistendo, a partire dal 2003, ad un progressivo miglioramento della qualità dell’aria tanto da rendere Reggio una delle migliori realtà della Regione.
Come è noto, dal 20 ottobre scorso, è diventato effettivo il “Quarto Accordo sulla Qualità dell’Aria” stipulato tra Regione, Province e, Comuni aventi popolazione superiore a 50.000 abitanti recante norme sul divieto di circolazione nelle aree urbane dei veicoli e ciclomotori pre - euro- compresi anche, a decorrere dal 7 gennaio, i veicoli diesel.
In tale contesto la Lega Nord - Padania ha avviato un’indagine specifica sulla reale situazione dell’inquinamento da PM 10 nelle diverse province dell’Emilia elaborando i dati forniti da Arpa in 21 stazioni di rilevamento collocate sul territorio con l’obiettivo di identificare i punti più critici e fornire dati più oggettivi possibili, lontani da ogni suggestione demagogica e/o tentazione pre-elettorale.
Tale indagine proseguirà sino al 31 marzo, data in cui è previsto il termine temporale dell’accordo Regionale sulla qualità dell’aria, ma dalle prime valutazioni dei dati ARPA emerge chiaramente come la qualità dell’aria a Reggio Emilia stia progressivamente peggiorando anche nel confronto con le altre realtà Emiliane e ciò è ampiamente documentato dalla comparazione delle varie rilevazioni eseguite tra il 12 Ottobre ed il 7 Dicembre:
Stazione di rilevamento misurazioni valide giorni numero di sforamenti


RE Viale Timavo 46 58 24
Piacenza P.Pas 55 58 23
Parma Cittadella 49 58 22
Modena via Giardini 55 58 33
Bologna S.Felice 56 58 25
Ferrara corso Isonzo 45 58 16

E’ sintomatico notare come la città di Reggio Emilia sia quella, insieme a Ferrara, quella che ha avuto il minor numero di misurazioni valide (n°46 su 58 giorni di rilevazioni) e questo perché per giorni mancanti i dati non sono, stranamente, disponibili ed ha anche, proporzionalmente, il più alto numero di sforamenti.
Il numero dei superamenti del limiti medi di legge è ancora più marcato nella nostra Provincia analizzando il periodo compreso tra il 13 Novembre e il 8 Dicembre:
Provincia superamenti giorni considerati

Piacenza 24 26
Reggio Emilia 16 26
Modena 17 26
Ferrara 12 26
Bologna 8 26
Parma 7 26

Nella valutazione analitica bisogna considerare la mancanza della disponibilità dei dati di rilevamento per 12 giorni su 58 cosa che è alquanto sospetta perché, negli stessi giorni, le altre province emiliane hanno rilevato percentuali di PM 10 molto elevate per cui può anche essere lecito pensare che nei 12 giorni mancanti il tasso d’inquinamento abbia ampiamente superato i limiti di legge facendo così modificare, in peggio, la tabella nella parte riguardante Reggio Emilia.
La valutazione finale che se ne ricava è che le politiche antinquinamento messe in campo dall’Amministrazione Comunale, nonché le famigerate settimane Santel, si stanno dimostrando fallimentari ed hanno solo un sapore propagandistico ed elettorale ed occorre una decisa inversione di rotta nelle strategie da porre in atto contro l’inquinamento atmosferico.