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Rèz, 11 Gennaio 2005. L’aumento del 100% del costo della sosta oraria in tutti i parcheggi del centro storico testimonia ancora una volta, per quei pochi che non lo avessero ancora capito, che nulla è cambiato nella politica dell’Ulivo rispetto alle esigenze del centro cittadino. E non è finita! La Giunta Delrio si appresta, con il nuovo
Piano triennale dei lavori pubblici, a creare
nuovi parcheggi scambiatori ancora più
esterni rispetto agli attuali in particolare: Con la realizzazione di tali parcheggi gli attuali parcheggi scambiatori diverranno, conseguentemente, a pagamento così come le corse dei minibus. Questa politica costerà da subito ai lavoratori del centro fino a €.200/250 mensili, ma anche per il futuro il pericolo è che quei nuovi, ma lontani, parcheggi scambiatori (per altro inutilizzabili dagli ambulanti) risultino un investimento inutile. L’Ulivo prima di tartassare i cittadini nel tentativo di disincentivare l’utilizzo dei mezzi privati diretti verso il centro, dovrebbe pensare a risolvere i gravissimi problemi della mobilità pubblica, ed in particolare la vertenza dell’ACT con i suoi lavoratori e la grandissima evasione nel pagamento dei biglietti, dopodiché dovrebbe pensare anche di riservare agli operatori ambulanti dei parcheggi calmierati. Rimane comunque il fatto che il problema della mobilità reggiana è legato al pendolarismo verso le zone industriali e fintanto che la viabilità e la mobilità pubblica non saranno efficienti e il problema permarrà, mentre i balzelli sui parcheggi sanno tanto di volontaria penalizzazione del centro storico. Rèz, 8 febbraio 2005.
Più immigrati? Bargiacchi ascolti di più i suoi cittadini! Le dichiarazioni odierne del Sindaco Bargiacchi sono quanto meno sconcertanti: di fronte alla richiesta dei cittadini della montagna di migliori condizioni di accessibilità e quindi di competitività del loro territorio, la ricetta dei DS è che non ci vogliono più strade ma più immigrati. La domanda spontanea che sorge è cosa
se ne farebbero in montagna di più
immigrati se strade e lavoro continuano a
mancare? Forse ai DS non va giù il fatto che oramai la montagna si sollevi di fronte al loro fallimento politico-amministrativo, che la rende sempre meno competitiva ma, d’altronde quelli che oggi vogliono una montagna piena di immigrati sono gli stessi che avevano promesso ricchezza per tutti con il Parco Nazionale… E i DS sembrano fare finta di nulla anche sulle esperienze che hanno già avuto, ad esempio a Castelnovo Monti, dove una piccola comunità di stranieri ha prodotto gravissimi problemi di ordine pubblico. Morale: più ascolto alle idee dei montanari e meno a quelle dei Bargiacchi. Réz 14 Febbraio 2005.
L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia non finisce mai di stupire! A seguito della presentazione della mozione della Lega Nord - Padania riguardante la mancata applicazione del D.M.18/12/2000, relativo alla verifica periodica delle residenze dei cittadini extracomunitari, l’Amministrazione comunale si è sentita in dovere di emanare un comunicato stampa di precisazione quasi a volere giustificare il proprio operato. In tale comunicato stampa si afferma, quasi trionfalisticamente, che alla data del 10/2/2005 il numero dei cittadini classificati all’Ufficio Anagrafe come “irreperibili” è di n°1.529 di cui 827 italiani e padani e 702 stranieri . A prima vista sembrerebbe che tale valore, ancorché elevato, possa essere contenuto nei limiti fisiologici tipici di una Amministrazione comunale con la peculiarità però che a Reggio Emilia gli irreperibili anziché diminuire di numero aumentano ed anche in modo consistente. La conferma di ciò avviene dall’Amministrazione comunale stessa in quanto in una risposta ad una mia interrogazione datata 5/4/2004, a firma dell’allora Vice Sindaco Tancredi, il numero complessivo degli irreperibili era di n°985, di cui 552 italiani e 433 stranieri, e pertanto vi è stato un aumento di 544 unità pari a circa il 55% e tutto questo dall’insediamento del Sindaco Del Rio. In questo “turbinio” di numeri mancano però ancora all’appello le migliaia di altre persone, precisamente n°5.293, che alla data del 28/10/2002 risultavano come non censite al 14° Censimento della popolazione e come tali oggetto di accertamento per la cancellazione dagli elenchi anagrafici e di cui andremo presto a vedere dove sono finiti. Il comunicato stampa dell’Ufficio Anagrafe contiene inoltre una grave affermazione, che la dice lunga su come questa Amministrazione intenda rispettare le Leggi, in quanto lamenta il fatto che uno straniero residente a Reggio Emilia potrebbe essere privato della residenza unicamente per non avere compiuto un adempimento burocratico che non è previsto per tutti gli altri cittadini significando così che siccome tale adempimento non è richiesto per i residenti italiani e padani allora non bisogna richiederlo agli stranieri. Si ricorda ancora una volta che piaccia o no ogni Amministrazione comunale è comunque tenuta al rispetto delle Leggi vigenti tanto più di quella nel caso di specie in quanto si tratta di un Decreto emanato nel 2000 quando governava l’Ulivo.
Réz 16 Febbraio 2005
Le parole espresse dal nuovo Prefetto Montebelli sull’impiego fattivo della Polizia Municipale nell’attività di contrasto alla criminalità sono un segnale chiaro e assolutamente condivisibile. La Polizia Municipale è stata per troppo tempo sotto utilizzata e questa è una precisa responsabilità politica dell’Amministrazioni Comunale che non ha mai perso l’occasione per bocciare tutte le proposte e mozioni della Lega Nord - Padania indirizzate nel senso di dare un ruolo nuovo alla Polizia municipale, un ruolo che il nuovo Prefetto auspica. La maggioranza dell’Ulivo ha sempre inteso relegare il corpo della Polizia Municipale a meri compiti amministrativi e di repressione dei divieti di sosta e l’attuale Giunta Delrio intende utilizzare i nostri 150 Agenti locali di Pubblica Sicurezza per misurare il diametro degli alberi da tagliare così come è previsto nel nuovo regolamento del verde. Speriamo ora che il richiamo del Prefetto non venga disatteso perché i cittadini reggiani sono stanchi ed è arrivata l’ora di reagire per riappropriarsi del nostro territorio da troppo tempo in mano ai delinquenti. Réz 19 Febbraio
2005
La decisione presa dalla Federazione internazionale di assegnare all’Italia l’organizzazione dei campionati mondiali di pallavolo maschile del 2010, che vedrà coinvolte non meno di 6 Città italiane, apre delle importanti prospettive per la realizzazione del nuovo palasport della nostra Città. Oltre agli indubbi benefici d’immagine che se ne ricaverebbe internazionalmente, in occasione di tali manifestazioni vengono stanziati dei contributi pubblici per costruire e/o adeguare gli impianti sportivi allo svolgimento dei campionati il che ci permetterebbe di potere avere dei fondi per la costruzione del nuovo palasport. La realizzazione del nuovo palasport ci metterebbe nella invidiabile posizione di potere garantire al CONI un moderno impianto per caratteristiche di capienza, sicurezza ecc. che altre città non possono avere. La città di Reggio si trova pertanto nella invidiabile posizione di potere avere forti possibilità di ospitare un parte dei campionati mondiali di pallavoloi con irripetibili opportunità di carattere economico e di prestigio in campo internazionale ma per giungere a questo risultato occorre una mobilitazione generale di tutte le forze sportive, economiche, sociali, culturali ed anche politiche a sostegno di tale possibilità. L’Amministrazione comunale si deve pertanto fare promotrice di istituire uno specifico comitato organizzativo che raccolga tali forze che, per una volta almeno senza distinzioni e contrapposizioni strumentali, porti un pieno e incondizionato sostegno alla candidatura di Reggio. La Lega Nord – Padania ha pertanto presentato una specifica interpellanza per conoscere gli intendimenti della Giunta in tal senso perché per portare lustro alla Città di Reggio Emilia non c’è solo Calatrava. Rèz / Reggio Emilia,
1 Marzo 2005
Sul problema cinese e i governanti locali che si svegliano tardissimo La Cina è vicina,
e anche l'ipocrisia politica è abbastanza
vicina. Quante cose si potevano fare se avessero ascoltato noi leghisti che a nostra volta avevamo semplicemente ascolato la nostra gente , il grido di aiuto di quella parte di lavoratori che si era resa conto di cosa accadeva. E questo dimostra che non solo si sono ben guardati dall'ascolatre noi leghisti ma evidentemente si sono dimenticati anche di ascolatre la gente. E questo , in una terra come
l'Emilia dove qualche illuso ancora si culla
in fantasie di buon governo della sinistra
emiliana , non è un fatto da poco e
che và rimarcato con forza : anche
solo per rimettere in ordine cose fatte e
cose dimenticate. Apprendo che l' 8 Marzo p.v.
in Piazza del Monte a Reggio Emilia faranno
uno sciopero per chiedere cose che avevamo
chiesto da tempo. Oggi chiedono : di prendere atto che il settore ha perso 70.000 posti ( e pensate se si fossero mossi prima quanti ne avremmo salvati) , il 21% delle piccole aziende hanno chiuso ( che rabbia a pensarci ) , chiedono la tracciabilita' dei prodotti (e ci arrivano anche loro alfine ) , chiedono intensificare la lotta alla concorrenza sleale (rileggano i manifesti che da anni stiamo affiggendo sui muri della nostra terra cosi' almeno si vergogneranno un poco ) , e di istituire ammortizzatori sociali (quando oramai c'e' poco da fare ecco che propongono tamponature statali). Appena un mese fà
avevo sollecitato la Provincia di Reggio per
l'ennesima volta ed oggi finalmente vedo coronati
anni di paziente lavoro. E sui dazi ecco una novità
che sarebbe bene fosse finalmente pubblicizzata
con i giusti meriti ai cittadini e agli operatori
del mercato. E ci auguriamo che , al di la' delle proteste tardive e dei programmi sbandierati (tra l'altro ad unmese dalle elezioni regionali ) seguano anche i fatti in questa terra che ultimamente a livello politico non sà più costruire percorsi fattivi e fattibili ma spesso solo promesse e chiacchiere. In ogni caso noi non molliamo e continuiamo a controllare, a sollecitare , sensibilizzare , a dare in anticipo soluzioni , a rompere le scatole. Nella consapevolezza che la politica locale dorme e si sveglia sempre tardi e che se invece si svegliasse la nostra gente certi cambiamenti sarebbero puntuali e non sempre cronicamente in ritardo. Rèz / Reggio Emilia,
14 Marzo 2005
Alemanno viene in Emilia : sarebbe meglio che qualcuno gli spiegasse i problemi degli emiliani Metodi di lavoro , metodi
ascolto e metodi diversi di far politica . A mio modo di vedere e' invece
ben poco , almeno per i problemi piu' cogenti
, e non risolverà purtroppo i veri
problemi dei comparti piu' colpiti , dei distretti
strangolati e di tutti i cittadini che in
quel sistema lavorano e sopravvivono . Certo, va' anche detto che almeno questo Governo qualcosa sta' anche facendo , a confronto di quello Prodi-Dalema-Amato che invece chiacchiero' e basta . Ma tanto c'e' ancora da fare
a prima si parte e meglio e' : e tra le urgenze
quella dei dazi puo' aiutare immediatamente
questa terra a risollevarsi . Forse ad Alemanno andava
fatto un quadro completo della situazione
e sopprattutto dei problemi del tessile e
della ceramica e del biomedicale e....ma ,
tant'e' , siamo in cxampagna elettorale .
Rèz / Reggio Emilia,
27 aprile 2005.
Sviluppo: “Dibattito sulle spiaggie utile, Giovanelli pensi a sua sconfitta su Parco nazionale”. La reazione del Sen. Giovanelli alla proposta del Vicepremier Tremonti di allungare la durata delle concessioni sulle spiaggie, è tipico di coltiva la cultura dell’odio politico oltre che risultare incoerente rispetto allo stesso atteggiamento recente del centro-sinistra. “E’ partita l’operazione coste, Un pool di esperti del ministero delle finanze, ha realizzato una fotografia aggiornata dei 6.000 km di coste. Ed ha avanzato una proposta tecnica che delinea un percorso di recupero che coinvolgendo gli enti locali valuti caso per caso l’ipotesi migliore: la vendita del bene”. Questa notizia data 13 febbraio 1998 in pieno governo Prodi! E’ evidente che anche allora, come oggi, non si intendeva vendere ciò che è inalienabile, ovvero il demanio marittimo, ma allora come oggi si intende avviare un dibattito, che grazie a Tremonti è esploso, su come valorizzare le migliaia di km di coste ancora oggi da valorizzare. Mentre Giovanelli si agita
usando il peggior repertorio della propaganda
soviettista, esistono già studi specifici
di Società quali Nomisma e Patrimonio
Spa che descrivono uno scenario molto diverso:
su quasi 8.000 km di coste circa 5.000 sono
balenabili (il 70% al centro-sud) e soprattutto
vi sono 11.573 concessioni in regola ed altre
10.639 (quasi il 50% al sud) da accertare. Valorizzare le spiagge non risolve certamente la cosiddetta ed abusata ‘questione meridionale’, ma significa valorizzare il territorio, portare più lavoro dove oggi non c’è, responsabilizzare gli Enti locali con le nuove risorse reperite: un maxi-investimento mirato al turismo balneare calcolato tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro a costo zero per lo Stato. Il Sen. Giovanelli, come è solita fare una certa sinistra “all’ultima spiaggia”, demonizza e non porta alcuna proposta, se non come quelle che abbiamo già sperimentato, che dovevano produrre un mirabolante sviluppo per l’economia appenninica e che a distanza di cinque anni sono ancora un costoso infruttifero fantasma: la politica statalista dei Parchi Nazionali. Rèz / Reggio Emilia,
07 Giugno 2005
Euro considerazioni Bisogna ammettere che se
non ci fossimo abituati potremmo anche spaventarci
, o quantomeno porci amletici dubbi , dopo
l'onda anomala di invettive contro la nostra
proposta euro/lira . Rèz / Reggio Emilia,
11 Giugno 2005.
Inceneritore non è unica soluzione. Bene hanno fatto le Associazioni di categoria ad ‘incalzare’ l’Amministrazione pubblica sulla realizzazione del Ppgr, la maggioranza politica che governa il nostro territorio deve dirci ora quale strada intende percorrere e su quella proposta avviare un dibattito non infinito, ma serio, approfondito, trasparente e partecipato: ne va della salute dei cittadini, dell’equilibrio ambientale, della salvaguardia della produzione agricola. Condividiamo quindi la necessità
di cominciare a dare risposte per garantire
una gestione dei rifiuti improntata all’autonomia
provinciale, efficiente, partecipata e costi
ragionevoli, ma agitare lo spettro dell’emergenza
rifiuti è una forzatura, anche in considerazione
del silenzio assoluto che ha caratterizzato
sino ad oggi la politica d’importazione
di rifiuti extra provinciali. Non condividiamo invece l’approccio al ragionamento sull’impiantistica: l’obiettivo primario di chi ha interessi particolari nella gestione rifiuti è da sempre stato unicamente la realizzazione dell’inceneritore ed il Ppgr prima, il piano industriale di Newco Emilia (ora Enìa) poi hanno indicato precisamente questo tipo di impiantistica per di più abbondantemente sovradimensionata: l’inceneritore però è una, non l’unica soluzione per gestire la parte residuale dei rifiuti! Detto tutto questo, ribadiamo
che per noi la scelta dell’inceneritore
è completamente sbagliata, non tiene
conto delle alternative e invece spinge su
scelte fatte a priori rendendo tutta questa
discussione quasi superflua e semplice retorica
accademica.
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