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Comunicati 2010 |
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Rèz, 28 agosto 2010. Aeroporto, soci pubblici in stato confusionale. Politicamente la gestione della vicenda aeroporto è al limite della farsa. Delrio prima ha informato la città di aver deciso, con gli altri soci pubblici, che l’aeroporto “non esiste e non è mai esistito”, poi ha promosso con Provincia e Camera di Commercio, una iniziativa legale su presunte inadempienze del soggetto privato al quale in precedenza avevano affidato la gestione della società. Delrio & C. contesterebbero ai gestori di avere determinato
le condizioni per la cessazione di servizi indispensabili per la prosecuzione
dell’attività, dimenticando di essere stati i primi a disinteressarsi
dell’aeroporto lasciando sospendere la certificazione un mese prima
dell’assegnazione del bando. E’ ora che gli enti pubblici chiariscano una volta
per tutte le proprie vere intenzioni, poiché non vorremmo che questa
iniziativa legale alla fine risultasse un boomerang ed avesse il solo
effetto pratico di disincentivare l’interesse dei privati: perché
questa improvvisa azione contro imprenditori reggiani? Che senso ha infine
il tentativo di acquisire le quote di partecipazione di Avio Gestioni
nella società Aeroporto e per farne cosa? Rèz, 17 agosto 2010. Risorse pubbliche e sprechi, avanti con i tagli. L’Assessore Gandolfi invece di arrampicarsi sugli specchi con argomentazioni sconfessate di fatto dagli atti dell’Amministrazione che chiariscono come si sia dovuto porre rimedio su alcuni errori politico-progettuali che abbiamo denunciato, farebbe bene a tenere pronta una cassetta: se infatti anche l’intervento da 650.000 euro in corso di esecuzione alla rotonda dell’acquedotto fallirà, dovrà dimettersi seduta stante. Che si debba razionalizzare la spesa pubblica ponendo la dovuta attenzione anche nella progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche crediamo sia doveroso, così com’è doveroso tagliare tutte le spese inutili o non essenziali. Prendiamo ad esempio il tema delle consulenze, che nel
nostro Comune hanno avuto per molti anni un andamento costantemente attestato
mediamente sui 5,3 milioni. La Giunta Delrio, invece di proporre alla cittadinanza
una propaganda demagogica, dovrebbe cogliere l’occasione per andare
avanti dando un’ulteriore impulso ai tagli! Andamento degli incarichi esterni
Rèz, 16 agosto 2010. Sprechi Delrio, errori politico-progettuali ci costano 400mila euro. Piccolo saggio di come il Sindaco Delrio ed il PD sprecano il denaro pubblico. Caso 1. Caso 2. Caso 3. Caso 4. Caso 5. Caso 6. Il Sindaco piange miseria con una propaganda demagogica tesa a spaventare i cittadini per tagli ai servizi che alla fine non ci saranno e la Vicesindaco De Sciscio sentenzia “a Reggio niente sprechi”, ma anche i sei casi che abbiamo illustrato smascherano ancora una volta le bugie e gli sprechi del centrosinistra. Giacomo Giovannini CASO 1 CASO 2 CASO 3 CASO 4 CASO 5 CASO 6 Rèz, 10 agosto 2010. Rifiuti, Delrio beffa suoi elettori, sua guida della città è deprimente. L’avevamo già detto a febbraio, quando emersero via stampa le decisioni assunte da Enìa e dagli Enti locali sulla localizzazione dei nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti: come ci si può fidare di una classe dirigente, quella del PD, che prima tiene nascoste le carte e poi arriva a rimangiarsi le promesse elettorali? Da quando è stato rieletto attribuendosi la delega all’ambiente, Delrio è svanito nel nulla e sulla gestione dei rifiuti non si sono più avute adeguate informazioni né sullo stato dell’arte del progetto di raccolta differenziata né sulle prospettive riguardanti l’impiantistica occorrente a smaltire le frazioni residue dei rifiuti: la sua guida della città è deprimente. Sarebbe ora che il PD e questo Sindaco trovassero il coraggio di dire cosa vogliono fare senza tergiversare ulteriormente ed assumendosi le proprie responsabilità politiche senza continuare a prendere in giro i cittadini, i propri elettori e addirittura la propria maggioranza politica. Quando il Piano rifiuti venne approvato, era il luglio 2003, si doveva stabilire in quattro mesi la localizzazione dei nuovi impianti: sono passati ben sette anni perchè arrivassero a decidere ciò che politicamente era ventilato dall’inizio, ossia che il sito degli impianti di smaltimento rifiuti sarebbe stato Gavassa. Aspetteranno di essere sulla soglia dell’emergenza per degnarsi di annunciare che alla fine a Gavassa si farà anche un inceneritore? Alla ripresa delle attività consiliari chiederemo che Delrio venga
a relazionare immediatamente alla Commissione competente e soprattutto
a mostrare le carte: I cattocomunisti del PD strumentalizzarono anche il tema rifiuti per
negoziare la poltrona di Sindaco, dopo averla conquistata stanno realizzando
esattamente quanto era stato pensato dai loro predecessori, facendo però
perdere alla città tempo e denaro, perchè anche le non decisioni
costano. Giacomo Giovannini On. Angelo Alessandri Rèz, 4 agosto 2010. Aeroporto, nuovo fallimento politico Delrio. “I soci pubblici cioè Comune e Provincia insieme al sistema
camerale hanno deciso che l'aeroporto non esiste, non è mai esistito”
e ancora “questi privati hanno iniziato una gestione che oggi dimostra
come l'aeroporto non abbia un gran mercato” e per finire “poteva
essere liquidata tre anni fa: si è deciso poi di dare una opportunità
a qualche privato che volesse cimentarsi nel mercato aeroportuale: mi
pare che questa sfida stia per essere persa”. Come volevasi dimostrare con quelle dichiarazioni alla stampa il Sindaco ha gettato la maschera: voleva chiudere l’aeroporto, ma non avendone il coraggio ha aggirato l’ostacolo tentando di dimostrare che non poteva funzionare nemmeno in mano ai privati: ma quali privati? Già dalla relazione di un anno fa dell’Amministratore Unico della società Aeroporto srl, il Dott. Scalabrini, sullo stato dell’arte relativo alla privatizzazione della stessa, erano emerse situazioni a dir poco sconcertanti sotto il profilo politico. Per prima cosa la scarsissima quantità d’informazioni sugli assegnatari: politicamente era opportuno affidare una società pubblica a imprenditori che non si espongono in prima persona? In secondo luogo il fatto che con 150mila euro, ossia il 6,5% del nuovo
capitale sociale, la costituenda società assegnataria ha avuto
la possibilità di gestire la società aeroportuale in forza
di una sorta di “golden share” che le vedrebbe assegnati 2
consiglieri di amministrazione su 3. Vi era poi il problema dell’assenza di un concreto piano industriale, per il quale il Dott. Scalabrini riferì che sarebbe stato presentato ad Enac solo dopo l’assegnazione: in una situazione del genere politicamente sorse naturale chiedersi quali garanzie abbiamo per la salvaguardia del patrimonio pubblico, tant’è che di piano industriale non pare proprio che si sia vista l’ombra. Perchè il mandato del Dott. Scalabrini è stato politicamente
limitato alla sola privatizzazione o liquidazione della società
Aeroporto e non già al suo rilancio: non sarebbe stato meglio procedere
stipulando un contratto di gestione prima di decidere l’entrata
in società di nuovi soggetti? Ed ora? A cosa si vorrebbe la sciare spazio? Ad un a nuova speculazione edilizia? Un Sindaco ed una Giunta comunale, che intende privilegiare il sistema ferroviario dichiarando che l’aeroporto non esiste, dopo avervi investito circa 10 miliardi di lire pubblici ci pare politicamente irresponsabile. Anche la Fiera di fatto non è mai esistita, cosa fa Delrio chiude anche quella? Siamo di fronte all’ennesimo gravissimo fallimento politico dell’Amministrazione Delrio, la peggiore della storia di Reggio. Rèz, 3 agosto 2010. Notte bianca, abusivi graziati esercenti regolari puniti. Il 12 giugno 2010 si è svolta la “notte bianca”, un format di dubbio gusto culturale, che per altro sta segnando il passo, essendo ormai inflazionato persino dai più sperduti paeselli di provincia. La cronaca susseguente tale evento ha riportato i gravi fatti verificatisi nello svolgimento della stessa, tra cui un accoltellamento alla gola, almeno sei risse sedate e l’arresto di alcuni spacciatori. Nonostante l’evidenza di episodi che segnano il declino di un tale evento ludico, il Sindaco si è detto “fiero di questo successo”, mentre l’Assessore Catellani ha espresso il proprio “disappunto nei confronti di esercenti che non hanno osservato le regole ed i limiti di orario oltre i quali non era consentito spingersi nel divertimento”. Il comunicato stampa ufficiale della Giunta, datato 13 giugno, recava un paragrafo dedicato all’attività di prevenzione della Polizia Municipale in cui si sottolineava l’impegno di 40 agenti divisi in due turni (presente anche il Comandante Dott. Russo), che tra l’altro ha “consentito di bloccare 40 venditori abusivi di bevande e oggettistica, prevenendo così l’attività iregolare di vendita”. Il 26 luglio scorso il nostro gruppo ha formalizzato una richiesta al Dott. Russo per conoscere i dati relativi alle contravvenzioni per mancato rispetto del codice della strada nonché alle sanzioni di carattere amministrativo e/o penale derivanti da controlli su pubblici esercizi, attività commerciali ed artigianali ovvero di occupazione di suolo pubblico comminate nel periodo di svolgimento dell’evento. La risposta che ci è pervenuta il giorno successivo rendeva conto di quanto richiesto e, tra l’altro, riportava la seguente affermazione: “oltre ai suddetti controlli sono stati bloccati, prima che si potesse configurare attività illecita, una cinquantina di persone in possesso di bibite varie. Per evitare che si potesse configurare un’attività di vendita abusiva, si è provveduto a trattenere le attrezzature e le bibite sino al termine delle manifestazioni”. Il 28 luglio chiedevamo alla Dott.ssa Francia la copia degli atti relativi alle circa 50 persone bloccate ed al materiale sequestrato, in particolare per avere l’elenco dei fermati, i verbali si sequestro cautelare ed i conseguenti verbali sanzionatori ed infine conoscere come sia stata gestita e quale destinazione abbia avuto la merce trattenuta. Lo stesso giorno perveniva la risposta nella quale si può leggere con grande sorpresa: “Le comunico che non ci sono atti da poterle trasmettere. Infatti nella circostanza, così come riferito nella nota dal Comandante Dr. Russo, le persone sono state rintracciate e fermate prima che si potesse configurare qualsiasi tipo di illecito. Inoltre sono state invitate a depositare quanto in loro disponibilità per poi ritirarlo all’uscita.”. Abbiamo interpellato urgentemente la Giunta per sapere come mai abbiano fatto gli Agenti della Polizia Municipale, sotto il comando del Comandante, a determinare anticipatamente la configurazione di un possibile illecito, se non già quando i soggetti fermati erano mischiati tra la folla intenti nelle proprie attività, come per altro molti cittadini hanno potuto constatare. Se infatti così non fosse a quale titolo di legge gli stessi Agenti, sotto il comando del Comandante, avrebbero potuto trattenere della merce per poi restituirla e perché comunque non risulti alcuna documentazione in merito: avendo rilevato di fatto l’esistenza di un’attività illecita (la merce avrebbe potuto avere tra l’altro provenienza dubbia), perché non si è provveduto a formali provvedimenti di sequestro del materiale e sanzionamento (5.000 euro a sanzione) dei soggetti fermati i quali non risulterebbero nemmeno essere stati identificati. Nel complesso vogliamo sapere se non si possa prefigurare da parte del Comandante un comportamento omissivo e come si giudica politicamente la vicenda, considerato l’atteggiamento discriminatorio di cui risulta responsabile l’Assessore delegato alla Polizia Municipale (ossia il Sindaco) che di fatto ha “graziato” i circa 50 ambulanti abusivi fermati mentre ha punito altri esercenti regolari che in alcuni casi (n.11), quella notte, sono stati sanzionati per diffusione di musica oltre le ore 24. Certo è che tra ordinanze disattese e atteggiamenti “buonisti” certi politici mostrano il loro vero volto tutto chiacchiere e distintivo… Rèz, 31 luglio 2010. Aeroporto, Giunta relazioni su società e suo futuro. Se le argomentazioni contenute nell’atto di citazione nei confronti della Società Aeroporto e di Tiziano Scalabrini, presentato a fine giugno al Tribunale civile di Reggio Emilia, fossero confermate, la situazione della società Aeroporto e soprattutto il futuro della infrastruttura risulterebbero rispettivamente grave ed incerto. Considerato che gli indirizzi approvati dal Consiglio comunale a fine 2007 erano tesi a favorire il mantenimento e lo sviluppo dell’attività aeroportuale, che nella mano pubblica non ha avuto risultati virtuosi, crediamo improrogabile anche alla luce delle innumerevoli polemiche sorte negli ultimi mesi che l’Assessore Grasselli, il quale ha dovuto raccogliere questa “patata bollente” dalle mani dell’Assessore Spadoni, venga a riferire in Commissione di Garanzia e successivamente si tenga un Consiglio comunale aperto sulla vicenda. Crediamo infatti che dovrebbe essere interesse anche della maggioranza sapere come è stata gestita e quale sia lo stato dell’arte della vicenda, considerato che all’atto della votazione degli indirizzi gestionali venne approvato un loro ordine del giorno nel quale si impegnava la Giunta a mantenere la vocazione aeroportuale in essere. Considerato poi che in occasione di manifestazioni che si svolgono nell’area aeroportuale la responsabilità della gestione della stessa è in capo al Comune (come stabilito dal protocollo d’intesa in essere e sottoscritto con la direzione aeroportuale), crediamo vadano chiarite anche le problematiche denunciate e riferite in particolare allo svolgimento di “Festareggio”, per le quali abbiamo presentato una specifica interpellanza. Nell’atto di citazione presentato al Tribunale
di Reggio Emilia a fine giugno, sarebbero stati infatti segnalati i seguenti
problemi: Rèz, 29 luglio 2010. Abuso edilizio D.G. Bonaretti, sanzione di 20mila euro. Il 12 luglio scorso il Dirigente all’Edilizia del Comune di Reggio Emilia ha determinato e irrogato la sanzione pecuniaria di 20.000 euro a Mauro Bonaretti, quale proprietario ed esecutore materiale di opere abusive, avendo accertato che la tipologia di interventi realizzati nell’appartamento di via Squadroni in centro storico ed in un immobile vincolato, “ha comportato un ampliamento dell’alloggio con conseguente aumento di superficie utile e di volume, un mutamento di destinazione d’uso da terrazzino a sala da pranzo nonché l’esecuzione di opere interne ” quali demolizione di alcuni tramezzi sia all’interno che all’esterno dell’unità abitativa ed il rifacimento di servizi ed impianti. Dopo il vergognoso voto consiliare attraverso il quale PD e l’IDV hanno “salvato” il Direttore Generale, votazione in cui hanno preso parte anche consiglieri, come Luca Vecchi, che hanno parenti Dirigenti dell’Amministrazione e quindi sottoposti alla valutazione dello stesso Direttore Generale, l’iter amministrativo interno ha concluso quindi la sua prima fase. Attendiamo ora che si esprima anche la competente Soprintendenza riguardo ulteriori eventuali disposizioni in merito e vigileremo sul procedimento in sanatoria che lo stesso Direttore Generale ha richiesto. Resta lo schiaffo morale alla città da parte di un Sindaco che ha minimizzato la questione riconducendola politicamente ad una “buona fede” che è offensiva per tutti i cittadini e professionisti reggiani. Rèz, 9 luglio 2010. Abuso edilizio D.G. Bonaretti, chi difende l’abusivismo è politicamente indegno. L’arroganza acceca chi non vuole capire di avere pesantemente sbagliato e non si rassegna a pagarne le conseguenze. Lunedì dunque il Consiglio comunale discuterà la mozione che abbiamo condiviso con tutte le forze politiche di opposizione al “malgoverno” Delrio, tesa a dimissionare il Direttore Generale del Comune. Direttore Generale che è stato individuato come responsabile di un abuso edilizio nella propria abitazione, nella quale tra il resto ha trasformato un terrazzo in una sala da pranzo in assenza di qualsivoglia autorizzazione dell’Amministrazione comunale. Già perché il titolo edilizio che sarebbe
stato necessario acquisire per potere procedere all’esecuzione delle
opere edilizie realizzate, sia quelle interne che esterne era il Permesso
di Costruire (non già la più semplice DIA), in quanto le
opere hanno comportato un incremento di volume dell’immobile per
altro contrario alla vigente disciplina urbanistica. Il fascicolo di questo abuso è stato affisso all’albo
pretorio del Comune ed è in corso di trasmissione alla Procura,
alla Soprintendenza ed agli altri uffici comunali competenti compreso
quello ICI, non risultando alcun aggiornamento al Catasto della consistenza
dell’unità immobiliare. Il Dott. Bonaretti per parte sua ha provveduto a presentare una DIA in sanatoria per lavori già realizzati, ma anche questa istanza è stata bloccata in quanto come si diceva il titolo edilizio occorrente è il Permesso di Costruire: un errore dietro l’altro! Eppure il Dott. Bonaretti aveva acquistato un immobile
con terrazzo… L’aspetto politico più inquietante è la presa di posizione del Sindaco, il quale ha ricondotto il comportamento del suo Dirigente ad una “buona fede” che dovrebbe fare arrossire tutto il PD. Con le sue dichiarazioni infatti Delrio, per tutelare l’indifendibile posizione del suo Direttore Generale, finisce per difendere l’abusivismo edilizio e offende tutti i cittadini, i lavoratori del Comune impegnati a contrastare questo fenomeno ed i professionisti reggiani che, volendo essere onesti e svolgere correttamente il proprio lavoro, si sono visti respingere domande per interventi edilizi di entità e valore infinitamente inferiori rispetto a quello che ha fatto il Direttore Generale. Vedremo lunedì come si comporteranno i consiglieri della maggioranza e del PD in particolare, tra le cui fila vi sono anche professionisti del settore ed il cui capogruppo dovrebbe conoscere da vicino la materia essendo marito del Dirigente all’Urbanistica oltre che volersi presentare come segretario cittadino del PD. Vedremo quale messaggio politico di legalità e di senso civico intenderanno trasmettere alla Città, scuse o giustificazioni non ve ne saranno. Rèz, 24 giugno 2010. PTCP, osservazione Sofiser sarebbe stata accolta. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato la settimana scorsa contiene tra le controdeduzioni alle osservazioni presentate, alcuni aspetti interessanti riguardanti l’area nord ed indirettamente il caso dell’osservazione presentata e poi ritirata dal Presidente di Sofiser. Come noto in data 28 gennaio 2009, il Presidente di Sofiser (società finanziaria per lo sviluppo e la valorizzazione dell’economia reggiana – di proprietà pubblica al 66,6%) presentò una osservazione al PTCP con la quale chiedeva alla Provincia di individuare in corrispondenza dell’area della fiera, di sua proprietà, un centro commerciale di livello inferiore (superficie non alimentare di almeno 10mila mq ed alimentare di 4.500 mq) al fine di valorizzare tutti i 18mila mq di superficie disponibile, anche mediante trasferimento parziale di grandi strutture commerciali esistenti. Ad oggi sussisterebbe già la possibilità di insediare all’interno della fiera una pluralità di medio-grandi strutture di vendita, ma con l’osservazione alla Provincia Sofiser mirava tra l’altro ad una “classificazione più corretta dal punto di vista amministrativo per evitare contenziosi che in Comune di Reggio su situazioni analoghe hanno già avuto riscontro”. In data 13 aprile 2010 il Presidente di Sofiser formalizzava però alla Provincia la richiesta di ritirare l’osservazione precedentemente presentata “essendo venuti meno gli obiettivi” che l’avevano generata. In data 7 maggio 2010 sempre il Presidente di Sofiser
recapitava una nuova missiva alla Provincia nella quale enunciava alcune
precisazioni ad integrazione della richiesta precedente nella quale si
leggeva tra l’altro: “riconosciamo la non pertinenza della
richiesta espressa nell’osservazione”. Se è pur vero che tecnicamente l’individuazione dell’area precisa che potrà eventualmente ospitare una struttura commerciale all’interno della più vasta area nord, avverrà con la sottoscrizione del patto territoriale tra Comune e Provincia, ci è parso politicamente avventato lanciare un messaggio di disimpegno quale la rinuncia all’osservazione trasmetteva. L’area della fiera infatti è inclusa all’interno del Polo Funzionale della cosiddetta “area nord” comprendente anche le aree della Società Agricola Marmotti-Lombardini, della società Aurora srl (denominata nel Prg come Pua1) e della stazione Tav: alcuni soggetti proprietari di aree incluse nell’area nord hanno infatti formalizzato richieste di insediamento di strutture commerciali. In data 12 maggio 2009, le società Aurora, Sansedoni ed Unieco, proposero al Comune di Reggio Emilia un accordo finalizzato alla realizzazione di un palasport chiedendo all’Amministrazione comunale tra le altre, di inserire nei propri strumenti di pianificazione la previsione di una grande struttura alimentare di attrazione di livello superiore (oltre 4.500 mq) nell’area di via Filangeri prospiciente la fiera. La Società Agricola Maramotti-Lombardini ha invece presentato una osservazione al PTCP con la quale chiedeva di individuare in corrispondenza dell’area di proprietà di un centro commerciale di livello superiore non alimentare per una superficie complessiva di 20mila mq di cui 2mila alimentare ed il restante non alimentare. Ebbene la Provincia ha accolto parzialmente tale osservazione ricordando che sono ammessi insediamenti commerciali di attrazione di livello superiore in tutto l’ambito della cosiddetta “area nord” e ricordando che la puntuale localizzazione ed il preciso dimensionamento di carattere commerciale verranno definiti con successivi atti a partire dall’accordo territoriale da stipulare con il Comune di Reggio Emilia. Vale a dire che se Sofiser avesse mantenuto la propria osservazione avrebbe avuto la medesima risposta affermativa! Altro che “non pertinenza” della richiesta! Noi continuiamo a credere che, in prima istanza, se si
deve valorizzare un’area, si dovrebbe propendere con la salvaguardia
degli interessi pubblici. Rèz, 19 giugno 2010. Abuso edilizio, il Sindaco rimuova il Direttore Generale. Di recente il Sindaco ha avuto modo, di fronte ad una platea di studenti, di rivelare come la sua attività politica lo abbia reso più consapevole della forza segreta della nostra Comunità: il senso civico. In nome di quel valore alcuni cittadini si sono rivolti
alla Circoscrizione Città Storica per segnalare un potenziale abuso
edilizio in un appartamento di un palazzo vincolato del centro, denominato
Squadroni-Arlottini. Accertamenti che si sono poi concretizzati in un sopralluogo nell’appartamento in questione, che hanno portato alla stesura di un verbale dal quale si riscontra e conferma che un abuso si è consumato presumibilmente dopo la metà del 2005. Completata la fase istruttoria ci attendiamo che gli uffici, come prassi consolidata, procedano con la dovuta severità e celerità nel pronunciare le proprie determinazioni e sanzioni, passando poi la pratica agli organi competenti: Procura e Sovrintendenza. La questione potrebbe finire li, se non fosse che la responsabilità di questo abuso edilizio su di un immobile vincolato dal 1912, che si è concretizzato tra gli altri nella chiusura di un terrazzo con una struttura in ferro e vetro fissa e nella trasformazione dello stesso terrazzo in una sala da pranzo, investe il Direttore Generale del Comune di Reggio Emilia. Al che la vicenda assume connotati evidentemente politici essendo la persona in questione un “esperto e studioso di pubblica amministrazione a livello nazionale”, parafrasando le recenti dichiarazioni del Sindaco che lo ha assunto. Vicenda aggravata anche dalle prime dichiarazioni dello
stesso Direttore Generale, tutte smentite dagli accertamenti, il quale
ha sostenuto in ordine che: Ci pare una situazione piuttosto imbarazzante per una Giunta e un Sindaco che non perdono occasione per promettere legalità e stile di governo: politicamente delle due o la persona in questione non è all’altezza del proprio ruolo oppure ci ha provato. Certo è che la credibilità del vertice organizzativo dell’Ente ci pare compromessa e politicamente la via d’uscita ci pare scontata: risulterebbe molto grave un atteggiamento diverso dalle dimissioni o dal dimissionamento immediato dello stesso.
Rèz, 18 giugno 2010. Ptcp, Masini e Ferrari schiaffeggiano Delrio. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato ieri non prevede tre centri commerciali che invece sono inseriti nel Psc: Parco Ottavi, ex Officine Reggiane e via Luxemburg.Analizzando le osservazioni pervenute al Ptcp, non ci è sfuggita la curiosa situazione, che di fatto ha visto coincidere le osservazioni presentate al Ptcp in materia commerciale dal Comune di Reggio Emilia con quelle presentate da alcuni soggetti privati interessati. Conad e Fantuzzi chiedevano di poter insediare sulle
proprie aree, rispettivamente Parco Ottavi e via Luxemburg la prima e
le ex Reggiane Fantuzzi, dei centri commerciali con possibilità
di classificarli, considerata la superficie dei comparti, anche come centri
di livello superiore, mentre il Comune avanzava richieste similari in
quanto il dimensionamento risultava circa il medesimo. Sotto il profilo politico il fatto più importante verificatosi ieri è che l'assessore Roberto Ferrari, neo segretario del Pd, e la presidente della Provincia Sonia Masini, hanno danno un sonoro schiaffo al Sindaco Graziano Delrio respingendo tutte queste richieste. Infatti, l'unica istanza del Comune che è stata
accolta è stata quella relativa alla previsione commerciale di
via Samoggia, in prossimità dell'area dell'ex casello autostardale,
dove il Comune chiedeva di eliminare il limite dei 6 mila metri quadri
di vendita e la Provincia ha concesso mille metri quadri in più
rispetto alla richiesta.Nell’ambito di un Ptcp per il quale il lavoro
di discussione e analisi delle oltre 300 osservazioni è stato strozzato
giungendo di fatto ad un “voto di fiducia”, dobbiamo però
giudicare positivamente l’approccio della Presidente Masini al tema
della pianificazione commerciale, sulla quale abbiamo da sempre sostenuto
la necessità di recuperare e valorizzare i centri storici contenendo
la proliferazione dei centri commerciali. Rèz, 5 Giugno 2010. Congresso cittadino: varate le 4 nuove sezioni. Si è svolta giovedì scorso l’Assemblea dei militanti della Lega Nord di Reggio Emilia che aveva come unico punto all’ordine del giorno la costituzione delle quattro nuove sezioni cittadine e la conseguente elezione degli organi direttivi. Le quattro sezioni coincidono con i territori delle attuali circoscrizioni cittadine, ma è già in programma la costituzione di una quinta sezione derivante dalla divisione della vasta area nord-est. I segretari risultati eletti sono: Città Storica – Iori
Gianluca (consigliere di circoscrizione), Sud – Pietro Mantovani
(consigliere di circoscrizione), Ovest – Maria Caroli (consigliere
di circoscrizione), NordEst – Matteo Iotti (consigliere comunale)
con Matteo Bulgarelli (consigliere di circoscrizione) indicato da subito
come responsabile della zona nord. Si è così conclusa la prima parte del percorso di radicamento
sul territorio comunale del nostro Movimento, che a ormai un anno dalle
elezioni comunali sta sempre più divenendo un punto di riferimento
per i cittadini. Rèz, 4 giugno 2010. Palasport tempi lunghi, Ferrari conferma: nuovi diritti su aree conferiti da Giunta Delrio. Si è svolta giovedì la seconda commissione di analisi della proposta di accordo attraverso la quale alcuni soggetti privati realizzerebbero un nuovo palasport subordinatamente all’inserimento nel POC ed all’approvazione definitiva dei Piani attuativi delle aree di proprietà site in via Romano e via Filangeri. E’ stata l’occasione per i gruppi di opposizione, cui è stata nel frattempo fornita la documentazione informativa, per rivolgere numerose domande alla Giunta e le sorprese, o meglio le conferme non sono mancate. L’Assessore Ferrari ha infatti confermato che precedentemente
all’adozione del Psc l’area di via Filangeri non poteva ospitare
nessun centro commerciale di livello superiore e che l’aumento degli
indici edificatori sull’area di via Romano, per la quale venne modificata
la destinazione d’uso (da residenziale a produttivo) un mese prima
che venisse richiesto formalmente dagli interessati, comporterà
un aumento delle volumetrie di circa il 20%. Riguardo l’area che ospita oggi il centro l’Ariosto, che si vorrebbe trasferire nell’area di fronte alla fiera, sempre l’Assessore Ugo Ferrari non ha saputo poi spiegare perché negli atti di pianificazione adottati sia riportata la definizione che “i centri commerciali sono ammissibili solo laddove preesistenti”, lasciando così sul campo il dubbio che vi si possa insediare un altro centro commerciale. Nebulosa poi resta la delicata questione relativa alla perequazione su quelle aree e riteniamo anzi che andrà valutata con grande trasparenza se sussista una perequazione, in quanto anche riguardo la proprietà del palazzetto dello sport non è riportato in nessuna parte della proposta di accordo che esso verrà ceduto al Comune, anche se questo aspetto Ferrari ha dichiarato di darlo per scontato… Delrio promise la prima pietra del palazzetto dello sport
nel 2009: mai vista. Politicamente la sensazione è che il palazzetto dello sport sia una foglia di fico per giustificare determinate decisioni politiche riguardo l’attribuzione di diritti edificatori e commerciali e meno male che Delrio nel 2003 era contro il progetto Petali che guarda caso con il Psc diverrà anch’esso centro commerciale… Rèz, 31 maggio 2010. Piscina via Melato, Del Bue relazioni a Commissione. Che l’offerta di piscine pubbliche a Reggio sia un problema atavico è appurato, così come l’obsolescenza delle due storiche vasche di via Melato, che per altro non bastano più a sostenere la domanda: già nel 2007, raccogliendo il grido d’allarme degli operatori del nuoto, interpellammo l’allora Assessore Catellani il quale balenò l’idea, di fronte all’insuccesso del bando in project financing per la ristrutturazione del centro natatorio, di delocalizzare il campo di atletica, ampliando così lo spazio “per il parcheggio e per una struttura polivalente ad uso anche della piscina”, proposta che noi leggemmo politicamente come possibile terziarizzazione dell’area per fare rientrare dell’investimento gli eventuali privati interessati ad intervenire. Nel frattempo i bilanci comunali hanno visto cancellate le risorse previste per la ristrutturazione dell’impianto, voce ammontante a diversi milioni di euro, ma nel frattempo torna a fare capolino l’idea di spostare il campo di atletica e di affidare alla Fondazione dello Sport la piscina. Per il dovuto rispetto dei cittadini e delle associazioni sportive che utilizzano l’impianto, non possono essere accettate fughe in avanti per addivenire ad un eventuale passaggio di consegne a settembre così com’è già stato balenato. Per questo abbiamo chiesto oggi che l’Assessore Del Bue relazioni alla competente Commissione rispetto allo stato dell’arte ed alle prospettive gestionali degli impianti natatori di via Melato: è indispensabile un’attenta ed accurata riflessione. In primo luogo perché una tale decisione potrebbe
risultare oltremodo gravosa per la stessa Fondazione dello Sport, in secondo
luogo perchè abbiamo già vissuto il fallimento del project
financing in quanto in ballo non vi è solo la costosa gestione
dell’impianto, ma anche appunto la necessità di importanti
risorse per le manutenzioni straordinarie (tra i 5 ed i 6 milioni). Rèz, 21 maggio 2010. La rinuncia Sofiser a nuovo diritto commerciale su Fiera avvantaggia privati ? Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come noto, è uno strumento di pianificazione che definisce, tra i suoi vari compiti, e disciplina le politiche per gli insediamenti commerciali di rilevanza provinciale o sovracomunale: l’iter per l’approvazione di questo piano in Provincia, è alle battute finali. In data 28 gennaio 2009, il Presidente di Sofiser (società finanziaria per lo sviluppo e la valorizzazione dell’economia reggiana – di proprietà pubblica al 66,6%) presentò una osservazione al PTCP con la quale chiedeva alla Provincia di individuare in corrispondenza dell’area della fiera, di sua proprietà, un centro commerciale di livello inferiore (superficie non alimentare di almeno 10mila mq ed alimentare di 4.500 mq) al fine di valorizzare tutti i 18mila mq di superficie disponibile. L’area della fiera infatti è inclusa all’interno del Polo Funzionale della cosiddetta “area nord” comprendente anche le aree del nuovo casello autostradale, della società Aurora srl (denominata nel Prg come Pua1) e della stazione Tav. In data 12 maggio 2009, le società Aurora, Sansedoni ed Unieco proposero al Comune di Reggio Emilia un accordo finalizzato alla realizzazione di un palasport chiedendo all’Amministrazione tra le altre, di inserire nei propri strumenti di pianificazione la previsione di una grande struttura alimentare di attrazione di livello superiore (oltre 4.500 mq) nell’area di proprietà Pua1. In data 30 ottobre 2009, il Presidente della Circoscrizione Città Storica presentò una osservazione al Piano Strutturale Comunale, che faceva propria l’istanza presentata in Provincia da Sofiser. Successivamente all’evento mediatico denominato
“Stati generali”, il Sindaco Delrio dichiarava alla stampa
il 22 marzo 2010: “servono risorse, ora le fiere vendano spazi alle
aziende”. In data 13 aprile 2010 il Presidente di Sofiser formalizzava alla Provincia la richiesta di ritirare l’osservazione precedentemente presentata “essendo venuti meno gli obiettivi” che l’avevano generata. In data 7 maggio 2010 (curiosamente lo stesso giorno della nostra richiesta di accesso agli atti), sempre il Presidente di Sofiser recapitava una nuova missiva alla Provincia nella quale enunciava alcune precisazioni per integrazione della lettera precedente. Politicamente la rinuncia ad una osservazione così
importante non parrebbe prefigurare la volontà di non volere valorizzare
l’area fiera conferendovi un diritto di natura commerciale? Il Presidente di Sofiser, Ivan Rinaldini, è il rappresentante nominato dal Comune in seno al consiglio di amministrazione: è coerente la decisione che ha assunto con i propositi politici annunciati dal Sindaco Delrio? Se è pur vero infatti che tecnicamente l’individuazione
dell’area precisa che potrà eventualmente ospitare una struttura
commerciale all’interno della più vasta area nord, avverrà
con la sottoscrizione del patto territoriale tra Comune e Provincia, pare
politicamente avventato lanciare un messaggio di disimpegno quale la rinuncia
all’osservazione trasmette. Crediamo quindi opportuno che Sofiser illustri in Commissione la propria politica di sviluppo. Rèz, 19 maggio 2010. Nuovi Dirigenti, Delrio smentisce se stesso. Il Sindaco Delrio si chiede di cosa parla la Lega Nord sbandierando una medaglietta, quella conferita dalla Fondazione Civicum, conferita sull’analisi di “ben” 21 comuni capoluogo su 117… Sarebbe tutta da ridere se non fosse che il Sindaco ha poi accusato la Lega Nord di riferire delle falsità: se Delrio si riferisce alle delibere approvate dalla sua Giunta allora dovrebbe smentire se stesso. Infatti sull’atto di Giunta sta scritto che l’attuale
Dirigente all’Urbanistica ed Edilizia manterrà anche in futuro
le funzioni di supervisione e coordinamento tecnico del Servizio Edilizia:
come si definirebbe politicamente la cosa se non un commissariamento di
fatto? Nel nostro Comune su 36 Dirigenti ben 23 sono di nomina
politica. Che poi il PD e l’IDV non si pongano seriamente una questione politica legata alla compresenza all’interno del Comune di Reggio Emilia, di Dirigenti parenti di Consiglieri di quegli stessi partiti la dice lunga sulla caduta di stile e credibilità politica. Infine sul numero degli Assessori: quando a dicembre
chiedemmo di ridurne il numero a 8, in linea con le previsioni legislative
varate dal Governo, la risposta fu negativa perché “l’assetto
politico organizzativo dell’ente” era stato “ridefinito
valutato in considerazione delle esigenze pubbliche a seguito delle consultazioni
elettorali”. Rèz, 18 maggio 2010. Assessori e Dirigenti, zero risparmi. (vedi Organigramma) L’antefatto. Le interrogazioni. Le risposte. Nuovi Dirigenti. Risultato. Non solo perché politicamente pare evidente che nella scelta del nuovo Dirigente all’edilizia non si siano valorizzate le competenze interne, così come alla fine non si registreranno i risparmi di spesa annunciati. Curioso che nei giorni scorsi il Direttore Generale davanti alla Cgil abbia attaccato gli sprechi delle pubbliche amministrazioni, compreso il numero degli Assessori componenti la Giunta, per poi fare una repentina retromarcia… Mentre il Governo sta riformando gli enti locali tagliando
il numero di Assessori e consiglieri, questo Sindaco non riduce le spese
anzi, dopo avere nominato una perfetta sconosciuta a Vicesindaco continua
a schiaffeggiare la città con decisioni che in tempo di crisi stridono
alquanto. Rèz, 14 maggio 2010. Mafia a Reggio, centrosinistra ipocrita. E' dai primi anni novanta che il nostro Movimento denuncia il problema delle infiltrazioni mafiose in Emilia ed in particolare a Reggio: alla meglio venivamo tacciati di allarmismo, se non già dei essere dei terroristi o dei razzisti. Eppure ci limitavamo a leggere gli annuali atti parlamentari e le relazioni della DIA. Successivamente agli attentati del 1998, la Regione Emilia
Romagna commissionò uno studio ad Enzo Ciconte dal quale si prendeva
atto del fenomeno: l'isola felice non c'era più. Le responsabilità politiche di chi ha prima negato il problema per poi evidentemente sottovalutarlo, sono chiare e sotto gli occhi di tutti: l’urbanistica, il sistema degli appalti e dei lavori pubblici debbono essere monitorati con decisione. Le Istituzioni devono agire con fermezza e trasparenza, perchè il nostro territorio, ancor più in un momento di crisi economica, è molto appetibile per una criminalità organizzata ricca di risorse ancorchè sotto pressione da parte del Governo a partire dai rispettivi territori di partenza. Coerenti con il nostro impegno domani saremo in piazza con un nostro presidio. Rèz, 7 maggio 2010. Nuovo Vicesindaco, Delrio 2 sempre più anonimo. Dopo settimane di indecisioni di tira e molla e di un patetica corsa al tesseramento da parte dell’Italia dei Valori, siamo arrivati a conoscere il nome del nuovo Vicesindaco. Il Sindaco Delrio ha dovuto presentarla essendo praticamente sconosciuta alla città e ha tentato una sterile rassicurazione basata sul fatto che egli stesso l’aveva nominata alle farmacie Comunali: siamo al ridicolo. La scelta di Delrio è la conferma della debolezza politica di un Sindaco, che ormai ha tirato i remi in barca arroccato nel proprio ristretto circolo politico e di una coalizione di maggioranza incapace di avanzare proposte qualificanti per un esecutivo che risulta sempre più incolore. Il partito di maggioranza relativa, dopo essere stato “fregato” da Errani è sempre più diviso nell’ambito ex-Ds tra le vecchie alchimie politiche ed una nascente casta di quarantenni e allo stesso tempo ostaggio della minoranza organizzata postdemocristiana. Dopo un anno dalle elezioni la città è sempre più in declino a causa della totale assenza di progettualità e leadership della sua guida in Comune: fosse un’azienda sarebbe già fallita. Possiamo permetterci altri quattro anni così? Rèz, 23 aprile 2010. Rondò Acquedotto, valutare impatto della variante Parco Ottavi. Nei mesi scorsi ci venne presentato il progetto per la realizzazione della variante di via Teggi, ossia la nuova strada che attraversando il Parco Ottavi, congiungerà via Chopin alla Roncina. In tale occasione venne ribadito, in ottemperanza a quanto
indicato nel controverso Piano della Mobilità, che le finalità
di tale nuova arteria erano: Conseguentemente gli schemi dei flussi di traffico attesi, successivamente alla realizzazione di questa nuova strada, riportano un decremento teorico del traffico sul tratto di via Gorizia attestato ad ovest del rondò dell’acquedotto di circa il 40%. E’ proprio alla luce di queste previsioni, che quando ci venne presentato successivamente il progetto di rifacimento della viabilità della rotonda dell’acquedotto, insistemmo affinché non si procedesse a spendere 650mila euro per realizzare le famigerate due nuove rotonde, ma si attendesse di valutare l’impatto della nuova variante di Parco Ottavi che, ricordiamolo, costerà 7,5 milioni di euro. L’arrogante supponenza ideologica di chi non vuole sentire ragioni ma procedere a testa bassa contro ogni regola di buon senso, specie in una fase di scarsità di risorse pubbliche come quella attuale, ci fa pensare che delle due, o la cultura politica della Giunta Delrio2 è quella del “fare tanto per fare”, oppure la verità taciuta dall’Assessore Gandolfi è che anche la variante stradale del Parco Ottavi non risolverà alcunché, se non spostare di qualche centinaio di metri più a nord il nodo del traffico. Rèz, 16 aprile 2010. Tra le spese allegre di Gandolfi anche 3 “contabiciclette”. Non bastassero le opere inutili propinate alla città, senza accorgersi per altro della vera e propria emergenza costituita dalle buche che martoriano le strade cittadine, l’Assessore Gandolfi riesce a dilapidare le risorse pubbliche per acquisti a dir poco ridicoli. Da qualche mese campeggiano in tre punti (viale Simonazzi, via Emilia all’Angelo e Piazzale Diaz), tre “utilissimi” conta biciclette. L’acquisto ha comportato la spesa di €.23.760,00, la posa €.6.264,00 e l’allaccio elettrico €.4.932,00, per un totale di €.34.956,00. In tempo di crisi a Reggio avviene anche questo pur di soddisfare l’ego politico ideologico dei nostri Assessori che al contrario non paiono preoccuparsi dei problemi veri della viabilità.
Rèz, 15 aprile 2010. Dossi stradali, cessare uso indiscriminato e sistemare eccessi. L’art.179 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada (DPR 495/92) tratta dei rallentatori di velocità, in particolare per i dossi si dice che possono essere adottati sulle strade dove vige un limite di velocità inferiore o uguale ai 50 Km/h, solo su strade residenziali e che ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerario preferenziale dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento. In funzione dei limiti di velocità poi, i dossi
debbono avere le seguenti dimensioni: In realtà da una nostra misurazione a campione i dossi di Reggio presentano un’altezza media di 10cm (quindi ben oltre ai 7 cm previsti per legge) con punte estreme come in via F.lli Rosselli (curva Istituto Zanelli) dove si raggiungono i 20cm o in via Basso (pressi Villa Verde) dove si raggiungono i 16cm circa e sono realizzati in strade utilizzate dai mezzi di soccorso come nelle vie Cecati e Croce. La Direttiva del Ministro dei LL.PP. sottolinea che “gli Enti proprietari devono evitare che costituiscano pericolo per la circolazione” e che “è frequente un loro utilizzo indiscriminato”, ciò nonostante anche il Comune di Reggio tende ad aggirare la normativa considerando i dossi come “passaggi pedonali rialzati”, il che non è previsto in alcuna norma ed infatti la segnaletica verticale utilizzata è rappresentata dal cartello relativo ai dossi in evidente contraddizione all’inquadramento stradale a cui si riferisce l’opera. Una forte causa di inconvenienti è anche la pendenza delle rampe che in molti casi è incongrua rispetto all’altezza dell’opera e che comunque non dovrebbe superare il 10%: è evidente che nei casi di incidenti o guasti riconducibili alla loro collocazione o alle errate dimensioni si potrebbe dar luogo a responsabilità in capo a chi ne ha disposto la collocazione o a chi non ne ha disposto la rimozione. Abbiamo perciò presentato una nuova interpellanza
per sapere quale sia la situazione esatta dei dossi presenti nel territorio
comunale ed eventualmente come si intenda intervenire affinché
le norme siano rispettate ed in modo da evitare possibili danni alla collettività,
anche in considerazione delle promesse che nel recente passato la Giunta
aveva fatto sulla soluzione dei casi più eclatanti come quello
di via Basso, promessa da marinaio…
Votata all’unanimità la mozione che mette in mora la Giunta comunale In occasione del Consiglio tenutosi ieri sera, il gruppo
Lega Nord del Consiglio di circoscrizione Nord-Est ha Più precisamente, si tratta delle deleghe in materia di verde pubblico e manutenzione ordinaria di strade, edifici pubblici e verde urbano. In occasione della discussione sul nuovo regolamento delle circoscrizioni in Consiglio Comunale, la Lega Nord aveva fortemente voluto che queste deleghe fossero attuate da subito. Oggi il riconoscimento delle nostre richieste è arrivato tramite una mozione presentata dagli stessi gruppi di maggioranza. Si tratta di un vero atto politico, estremamente forte,
che mira a rendere le circoscrizioni utili e funzionali, ad affidare loro
deleghe vere e ad iniziare quel decentramento di cui tanto si parla. Se
le circoscrizioni devono rimanere scatole vuote, senza nessun potere operativo
vero, proprio come sono state finora a Reggio Emilia, Ecco perché la Lega Nord non poteva che essere favorevole ad una mozione che serve ad adempiere quegli atti, già deliberati, che permetteranno alle circoscrizioni di agire in base ai legittimi poteri che vengono loro attribuiti dal Regolamento stesso. Rèz, 13 aprile 2010. Rondò Acquedotto, Gandolfi demolisce la viabilità reggiana a spese dei contribuenti. L’Assessore Gandolfi non sapendo giustificare il nesso delle proprie balzane proposte, si rifugia raccontando le solite falsità politiche. Già nell’ottobre scorso, quando il Gandolfi presentò il suo balzano progetto attraverso il quale non solo vorrebbe sperperare circa 650mila euro per realizzare due rotonde nella rotonda dell’acquedotto, ma addirittura vorrebbe in futuro demolire quelle di via Hiroshima che precedono il cavalcavia della tangenziale, pista ciclabile compresa, presentammo le nostre proposte fattive che erano tutte tese ad attendere la realizzazione della bretella del parco Ottavi per verificarne l’impatto: non era proprio Gandolfi che infatti incensava le proprietà salvifiche per la circolazione di quella nuova strada? La cultura politica di questo permaloso Assessore è quella del fare tanto per fare? La Lega Nord è interessata a realizzare con parsimonia solo le opere ritenute utili e non a sostenere interventi che al contrario peggiorano la viabilità anche laddove funziona come invece fa quotidianamente la Giunta Delrio: piuttosto Gandolfi e compagnia si diano una mossa per asfaltare le strade che sono piene di buche e quindi molto pericolose! Rèz, 1 aprile 2010. Viale Umberto I°, sistemare dossi pericolosi. Finiti i lavori di rifacimento di parte dei marciapiedi di viale Umberto I°, da diverse settimane resta in uno stato pietoso l’incrocio con le vie Pariati e Codro. In particolare la realizzazione di due dossi molto alti, che per altro si sono letteralmente sbriciolati perdendo anche le zebrature (che dovrebbero essere visibili anche di notte) sta rendendo particolarmente pericoloso il transito veicolare. Avevo segnalato verbalmente il problema all’Assessore competente ma ancora non si è risolto il problema: presenterò una nuova interpellanza in merito a questa situazione particolare e più in generale all’utilizzo spropositato quando non fuorilegge, dei dossi artificiali.
Rèz, 30 marzo 2010. GRAZIE AGLI ELETTORI, CI PREPARIAMO PER LA PRESA DI REGGIO. Un grande ringraziamento a tutti gli elettori e sostenitori che ci hanno permesso di raggiungere un risultato così importante: il nostro impegno per la nostra Comunità prosegue. Non sarà certamente una beffa a “fil di sirena”, che per soli 160 voti di scarto ci ha impedito di eleggere il nostro consigliere in Regione ad affievolire il nostro entusiasmo. La breccia nel muro della sinistra si allarga ed anche queste elezioni confermano che la caduta dell’impero è ormai prossima: senza “l’ancora di salvezza” Errani, che comunque ha perso ben 10 punti percentuali, quel muro sarebbe crollato ben più fragorosamente. E anche a Reggio il vento del nord soffia forte. Solo un anno Delrio fa sosteneva che in città in realtà i voti della Lega non erano neanche il 13%, oggi sostiene che staremmo arretrando: si metta d’accordo con sé stesso, visto che in città abbiamo incrementato di circa il 2% i nostri consensi arrivando al 14,5%… Il segretario provinciale del PD sostiene che smaschererà le presunte incoerenze della Lega: ci fa piacere poichè significa che sono sulla difensiva, impauriti e senza idee! Mentre il PD si arrovella su come fermare il vento del cambiamento, noi proseguiamo il nostro cammino e ci prepariamo per conquistare il governo della città e di molti altri comuni e così l’Emilia sarà la “quarta gamba” del Nord!
Rèz, 23 marzo 2010. Asili, criteri cambiati grazie a Lega, PD arrogante e senza coraggio. Pur negando ogni confronto politico di merito con la
Lega Nord, alla fine hanno dovuto “partorire” dei nuovi criteri
di accesso agli asili. Da un’attenta verifica risulta che qualcosa è cambiato anche se troppo poco. I nonni all'estero non fruttano più punti aggiuntivi
(almeno nel punteggio principale) ed il "disagio sociale" dovrà
essere documentato per iscritto dalle assistenti sociali. Si poteva e si doveva avere politicamente più coraggio e fare di più. Il lavoro, così prezioso in questo periodo, continua ad essere
una cenerentola. Ancora prolissi i criteri. La visione ideologica del centrosinistra blocca ogni
riforma seria. Rèz, 20 marzo 2010. Area Nord, Delrio propone il più grande autogrill d’Italia? Vuotati i cassetti dei vecchi progetti, la piccola oligarchia regnante, in assenza di idee significative da presentare, ha radunato la corte per annunciare alcuni nuovi gruppi di lavoro e la chiamata in soccorso di un non precisato comitato di saggi. Il Re è nudo: Delrio ha mostrato alla città il vuoto politico che rappresenta. I consulenti dell’House Ambrosetti si sono focalizzati
su due punti precisi: ambizione progettuale e velocità di esecuzione. Ma infine è questo il futuro che immaginiamo per la nostra città? In questa cortina fumogena fatta di suggestioni e diapositive si intravede già qualcosa che politicamente appare ben più grave. Perché il tavolo dedicato ad infrastrutture e progetti urbani, quello più delicato perché legato all’attuazione dei nuovi strumenti urbanistici (ossia l’unico vero masterplan), sarà gestito direttamente dall’Amministrazione comunale che, come dichiarato*, convocherà su invito gli interlocutori ritenuti prioritari al proprio tavolo: è questo l’esempio di equidistanza, imparzialità e trasparenza che dovrebbe garantire una pubblica amministrazione? Come avevamo facilmente previsto i roboanti stati generali sono stati una vuota passerella: Reggio meriterebbe maggiore rispetto. Rèz, 18 marzo 2010. Sanità, un progetto sanitario nuovo per Reggio. Nella sedicente “città delle persone” di Delrio, uno dei migliori servizi resi alla cittadinanza, quello sanitario, pare vivere una fase involutiva. Con le scelte che portarono alla razionalizzazione del sistema ospedaliero provinciale, all’autonomia del Santa Maria Nuova e alla creazione di un presidio specializzato a Castelnovo Monti negli anni intorno al 2000 si è raggiunse l’apice dell’eccellenza sanitaria reggiana. Ora se da un lato i lavori per il completamento delle strutture ospedaliere procedono, dall’altro una politica eccessiva centralizzata sulla figura del Direttore Generale e sui dipartimenti, rischia di fare perdere centralità alle esigenze del paziente: l’autoreferenzialità è il primo sintomo della decadenza. La politica deve tornare a porre la massima attenzione sui problemi del
servizio sanitario locale e dovrebbe stimolare e poi sostenere un progetto
sanitario nuovo, improntato ad una partecipazione vera, che valorizzi
e dia nuove motivazioni alle professionalità: i medici hanno bisogno
di operare e fare ricerca non di firmare scartoffie, gli stessi operatori
ospedalieri desiderano più coinvolgimento in un lavoro d’equipe. In assenza di risultati e nella foga propagandistica Errani e Delrio
sbandierano l’IRCCS come grande eccellenza per Reggio: se è
veramente così bisogna allora capire quali sono i contenuti, le
tecnologie impiegate, gli operatori coinvolti e inoltre quale sarà
il livello d’integrazione di questo Istituto con il resto del sistema
ospedaliero provinciale. I cattocomunisti che dominano il PD reggiano pare abbiano scelto politicamente
di assecondare un disegno che depotenzia Reggio nell’ambito regionale
a tutto vantaggio di Modena. Rèz, 13 marzo 2010. La Lega Nord incontra gli Amministratori di condominio. Esiste un luogo dove gli effetti di questa crisi economica si manifestano in modo esponenziale e si mescolano ai problemi di integrazione creando una miscela esplosiva: la vita condominiale. La Lega Nord che da sempre affronta i problemi analizzandoli nella loro concretezza e nella manifestazione che producono sui cittadini, ha deciso di approfondire questo problema in ogni suo aspetto e di valutare delle soluzioni metodologiche che consentano a tutti coloro che vivono in un condominio di poter riacquistare la tranquillità economica e sociale che meritano, perché la vera integrazione deve partire dalla base e tra le prime regole da rispettare c’è, appunto, il vivere in condominio. La Lega Nord di Reggio Emilia ha promosso per venerdì 19 alle ore 17,00 presso la propria Sede in Via dell’Aeronautica un tavolo di lavoro, al quale sono chiamati a partecipare i rappresentanti degli Amministratori di condominio. Saranno discusse e definite le priorità e l’applicabilità delle soluzioni che la Lega Nord ha intenzione di proporre, con l’obiettivo di condividere le basi per una proposta di modifica al progetto di Legge che è in corso di discussione in Parlamento. Rèz, 11 marzo 2010. Area Nord, Delrio verso una vuota passerella. Ma gli studi sul Masterplan sull’area nord della città non
erano già stati ultimati a dicembre? Parrebbe di no visto che il 19 marzo verranno convocati i cosiddetti
“stati generali” unicamente per avviare una riflessione… Allora cosa resta? Stia tranquillo Delrio, non saremo certo noi a chiedere alcun rinvio della sua iniziativa poiché politicamente sarà molto interessante vederlo mostrare il nulla che ha prodotto. Sono infatti nove mesi che Delrio è stato rieletto Sindaco e per Reggio ha fatto ben poco: dopo l’immobilismo dei primi cinque anni ora viviamo il pieno declino della città. Rèz, 4 marzo 2010. Via Adua, Giunta accolga richieste cittadini e operatori economici. L’Assessore Gandolfi ha sempre sostenuto la bontà delle proprie scelte di viabilità, comprese quelle relative alla ridefinizione della circolazione tra le vie Adua, Saragat e Aeronautica. Dopo avere speso migliaia di euro pubblici vorrebbe modificare quanto appena realizzato spendendo altri 75 mila euro e guastando quanto appena finito: alla faccia della razionalizzazione della spesa pubblica e dei limiti del patto di stabilità! Bisogna infatti ricordare che nel novembre 2008 il Consiglio comunale votò a maggioranza un ordine del giorno del PD (contraria l’opposizione) con il quale si impegnava la Giunta a verificare per sei mesi la bontà delle scelte effettuate nella zona in coerenza con il Piano della Mobilità ed eventualmente di porre degli interventi di modifica anche sostanziale in caso di necessità rispetto alle soluzioni adottate. Purtroppo ancora una volta la Giunta e la Presidente della Circoscrizione non vogliono ascoltare i cittadini e gli operatori della zona, così coma già avvenuto nel 2008, rendendo la circolazione peggio di una corsa ad ostacoli: ormai l’autoreferenzialità del PD è proporzionale alla propria decadente follia politica. Di fronte al totale fallimento politico del PD abbiamo presentato oggi una mozione per chiedere immediatamente alla Giunta di ascoltare le richieste dei cittadini evitando ulteriori disservizi e sperperi di denaro pubblico.
Rèz, 3 marzo 2010. Via Dalmazia resterà aperta, ora risolvere problemi viale Umberto I°. L’Assessore Gandolfi ha risposto ad una interpellanza che ho presentato con il collega Antonio Olivo, con la quale chiedevamo alla Giunta quali azioni intendesse intraprendere al fine di limitare i disagi ai residenti ed agli operatori economici presenti lungo via Dalmazia, in quanto Enìa nei prossimi mesi aprirà un cantiere per la sistemazione della rete fognaria. Così come chiedevamo, ci è stato garantito che via Dalmazia resterà aperta almeno in un senso di marcia, se non addirittura con un senso unico alternato: restano da chiarire gli ultimi aspetti progettuali che dovranno essere discussi con i residenti. Auspico ora, che con la stessa sensibilità dimostrata, la Giunta Delrio ponga rimedio al pasticcio realizzato su viale Umberto 1°, ove in particolare gli esercenti risultano molto penalizzati dall’eliminazione dei pochi parcheggi presenti e dalla realizzazione dell’inutile e pericolosa corsia centrale. Rèz, 26 febbraio 2010. Il decadente conservatorismo del PD affossa Reggio.
La crisi economica strozza gli imprenditori e i lavoratori, mentre il Sindaco Delrio si permette un clima conflittuale sulle scelte strategiche per la città, con le Associazioni produttive che non lo hanno apertamente sostenuto alle elezioni. In questa situazione chi ha la responsabilità di governare una città, dovrebbe ricercare una coesione maggiore, una ampia condivisione degli obiettivi da perseguire e degli strumenti utili a raggiungerli, servirebbero decisione e volontà politiche non condizionate da una visione ideologica e non improntate unicamente al mantenimento del potere fine a sé stesso o all’occupazione sistematica delle poltrone, ma votate a generare un nuovo progetto di sviluppo, un nuovo modello emiliano. Sempre che si abbia un nuovo progetto da proporre. Basta scorrere la lista dei candidati alle prossime elezioni regionali per capire quale peso avrà Reggio nella prossima Giunta regionale se vincesse ancora l’eterno ed insostituibile candidato romagnolo Vasco Errani. Se il quadro è questo non sorprende allora che la principale preoccupazione
del PD sia fare o non fare la notte bianca! Rèz, 20 febbraio 2010. Giunta Delrio priva del minimo senso istituzionale.
Non si è mai verificato un simile comportamento scorretto che denota politicamente l’assenza dei minimi requisiti di senso istituzionale. Infatti a prescindere dai contenuti della risposta, che leggeremo a questo punto a partire dalle cronache di stampa, chi è responsabile di tale gesto politico, presumo gli Assessori Spadoni e Ferrari, se ne dovrebbe andare immediatamente poiché la propria credibilità istituzionale è nulla. Il Sindaco e la Presidente del Consiglio comunale da una parte pretendono
la giusta correttezza anche di stile nei rapporti, nelle richieste di
accesso e nell’utilizzo degli atti, dall’altro consentono
l’aperta violazione delle minime regole di comportamento istituzionale:
le interrogazioni sono infatti una corrispondenza diretta tra i soggetti
interrogante ed interrogato. Rèz, 20 febbraio 2010. Fondazione sport relazioni su attività ed investimenti.
Proprio per il ruolo così importante che svolgono per la formazione, la salute, la socializzazione ed in una città come la nostra anche per l’integrazione, credo che sarebbe indispensabile, in questa fase, che la politica privilegiasse gli investimenti nelle persone e nello sport, piuttosto che sui tanti lavori pubblici di estetica o mobilità di cui si potrebbe fare a meno. A due anni e mezzo dalla sua istituzione, crediamo sia indispensabile promuovere un incontro con i responsabili della Fondazione per lo sport, per fare il punto della situazione relativamente all’andamento della gestione ordinaria e soprattutto rispetto alle richieste delle società sportive per nuovi investimenti: sono convinto che la maggioranza non si sottrarrà all’invito che oggi abbiamo formalizzato al Presidente della Commissione competente. Rèz, 19 febbraio 2010. Area Nord, Palasport e masterplan: le favole della Giunta Delrio. Il Masterplan. “Il lavoro preparatorio per il masterplan è
ultimato, a gennaio convoco il tavolo”. Anche perché lo stesso Delrio, votando a favore di un odg che avevamo proposto con tutte le forze di opposizione pochi gironi dopo quell’altisonante impegno, di fatto palesava qual è la reale portata di un masterplan: giuridicamente irrilevante. Il fatto è che ormai siamo a marzo e questa città, a causa della sua guida politica, sta passando dall’immobilismo all’impaludamento. Attendiamo ancora le risposte dovute nelle sedi istituzionali al ventilato progetto relativo all’area nord, progetto che come ricordiamo vede coinvolti molti attori privati, tra cui quel pezzo di cooperazione che avanzò la proposta ipercoop-palasport. Il Bilancio 2010. A vedere gli atti oggi a disposizione parrebbe proprio che le anticipazioni rese a suo tempo dal capogruppo del PD (Reggio 24 Ore - “c’è quello che pubblicamente è ormai noto, c’è un accordo tra l’Amministrazione e una serie di imprese che hanno dato disponibilità a contribuire anche autonomamente alla realizzazione di un nuovo palasport”) abbiano avuto seguito se è vero, com’è vero che nel bilancio preventivo approvato di recente sono praticamente sparite tutte le voci relative al nuovo palasport. Bilancio preventivo 2009: Il Palasport gratis? Tutte le voci provenienti dalla Giunta, dal Pd, da quella parte di Cooperazione interessata al progetto, hanno univocamente parlato di palasport gratis. In effetti nella proposta pervenuta al Comune, le società
Aurora, Sansedoni e Unieco dichiarano la propria disponibilità: L’area dove dovrebbe sorgere il palasport ha visto una mutazione di destinazione d’uso nell’aprile 2009 con l’adozione del Psc, ancor prima che i proprietari lo chiedessero formalmente con la loro lettera di del 3 maggio 2009. Ma cosa prevedeva il Prg in precedenza? Cosa cambia? Resta un particolare non indifferente: a chi resterà
in capo la proprietà tanto del palsport che dell’area che
lo dovrebbe ospitare? Domande di non poco conto considerato che la Giunta ha fatto promesse precise alla città e che l’Amministrazione comunale, tanto nella valutazione della la proposta di Accordo, che nella prosecuzione dell’iter di approvazione dei nuovi strumenti urbanistici, deve garantire il rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza, pubblicità, parità di trattamento degli operatori. Rèz, 18 febbraio 2010. Ex Foro Boario, basta illegalità. I tanti esercenti che onestamente gestiscono i pubblici esercizi tanto in centro storico come in periferia, contribuendo a non desertificare ulteriormente la città, sono soggetti a continui controlli, chi come all’interno del centro sociale Aq16 pare viva al di sopra delle regole resta indisturbato. In molte manifestazioni pubbliche da loro organizzate (o alle quali partecipano)
si sentono unicamente insulti e violenze verbali contro chi come noi le
regole le rispetta e le vuole vedere rispettate da tutti. Non bastasse il parcheggio del Foro Boario è ormai diventato una zona franca, luogo di incontri, cambi e scambi di tutti i tipi, e soprattutto di quelli illegali. I cittadini assistono impotenti ai chiari movimenti di spaccio che avvengono in particolare durante la notte, protetti dall’oscurità poiché le luci dei lampioni rimangono spente in modo alternato per lunghi periodi. Le tanto promesse telecamere non sono ancora presenti: a suo tempo vi era stato un tentativo di installazione, ma mani ignote avevano divelto i pali prima che vi si potesse installare alcun apparato di controllo. La scorsa notte nel parcheggio del Foro Boario tre automobili parcheggiate,
di cui una del consigliere di Circoscrizione Ovest della Lega Nord Maria
Caroli, sono state oggetto di atti vandalici da parte dei soliti ignoti.
Vetri infranti, oggetti e documenti sparsi ovunque, rubato in pratica
niente se non un paio di guanti di lana e qualche monetina. Cosa altro dire, i fatti parlano da soli, evidentemente nelle stanze della Giunta Delrio c’è una chiara volontà politica affinché questa situazione rimanga inalterata nel tempo, nessun provvedimento e nessuna azione decisa è mai stata presa in modo determinato per portare la legalità dove questa non esiste, ma soprattutto dove viene accettata e sostenuta. Rèz, 10 febbraio 2010. Inceneritore, Delrio ha tradito Gavassa e cittadini reggiani. Passata la festa gabbato lo santo. Che si debbano imparare dalla stampa le decisioni assunte da Enìa e dagli Enti locali sulla localizzazione dei nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti ha dell’incredibile, se non fosse che ci troviamo di fronte ad un comportamento politicamente indecente. Il PD ed il Sindaco Delrio, hanno tradito i reggiani, in primis quelli di Gavassa. Ci si può continuare a fidare di una classe dirigente che tiene nascoste le carte? L’atteggiamento di Rifondazione Comunista ci sembra però ipocrita: già nel marzo 2009, insieme all’Italia dei Valori, aveva infatti votato in Giunta provinciale la delibera che dava il sostanziale via libera alla nuova impiantistica di smaltimento, ossia un Tmb di supporto al nuovo inceneritore. Nel prossimo Consiglio comunale chiederemo che il Sindaco riferisca immediatamente sulla vicenda. Rèz, 9 febbraio 2010 Giornata del ricordo, superare ideologia per rendere giustizia alla storia di un popolo.
Il 20% non sa cosa siano le foibe ed oltre il 37% non ne ha mai sentito parlare, mentre per l’emigrazione forzata dalle terre occupate dalle truppe di Tito, il 22% non sa cosa siano state, mentre addirittura il 58% non ne ha mai sentito parlare. L’indagine, commissionata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, deve fare riflettere anche la nostra Comunità che si appresta, domani, a celebrare la ricorrenza della Giornata del ricordo. Dovrebbe fare riflettere ancor più alla luce del fatto che a distanza di vent’anni dalla caduta del muro di Berlino esiste ancora chi sostiene teorie negazioniste sulla pulizia etnica avvenuta in Istria e Dalmazia, se non tesi tendenti comunque a ridimensionare il numero delle vittime di quei fatti. A Reggio lo scorso anno questo clima lo ha vissuto chi ha partecipato alla presentazione del volume “Naufraghi della pace”. Se vogliamo rendere giustizia alla nostra memoria e alla nostra storia, non è possibile continuare a mortificare, magari per convenienze o contingenze politiche, i tanti italiani che di qua e di la dell’Adriatico attendono la soddisfazione di un riconoscimento palese e corale della verità. Un Paese maturo deve sapere liberarsi dalla retorica degli schematismi culturali ed ideologici che hanno caratterizzato il dopoguerra. Rèz, 30 gennaio 2010. Area ex casello, Ferrari non faccia il “furbetto”, Delrio risponda. Qualcuno informi l’Assessore Ferrari che lo stalinismo è finito da tempo. Che alcune precise domande, poste istituzionalmente in nome della trasparenza, vengano considerate addirittura delle insinuazioni, è politicamente il segno del cortocircuito in cui si trovano questa Giunta ed il PD. L’Assessore Ferrari non ha nemmeno la delega al
patrimonio, eppure si lascia andare in velate quanto sterili minacce di
azioni legali: invece di rispondere con precisione alle domande, com’è
dovere della Giunta, preferisce politicamente essere reticente ed elusivo: Per determinare il valore della base d’asta, è
stata verificata o no, l’esistenza dei valori delle compravendite
dell’area confinate avvenuta nell’ottobre 2008 a circa 200
€/mq? E i moralisti dell’Italia dei Valori a Reggio dormono? E il loro Vicesindaco, che tanto si lagna del patto di stabilità? In discussione, in questa vicenda, non sono gli acquirenti dell’area dell’ex casello: Delrio, Ferrari e il PD non si nascondano, ma si assumano le proprie responsabilità politiche, come quella ad esempio di seguire la strada che ha già intrapreso Delbono a Bologna. Rèz, 29 gennaio 2010. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Premesso che: il comune di Reggio Emilia – Area programmazione territoriale ed investimenti, con note n.157 del 22 novembre 2004 e n.27 del 7 febbraio 2005, conferiva formale incarico all’ Agenzia del Territorio - ufficio provinciale di Reggio Emilia, per determinare il valore dell’immobile denominato -ex casello autostradale- ai fini dell’alienazione dello stesso; l’area in oggetto, la cui superficie complessiva
è di oltre 62.000 mq, è posta nel comune di Reggio Emilia
in località Mancasale ed è divisibile in due aree autonome
dal punto di vista del tessuto urbanistico esistente, poste rispettivamente
a nord e a sud dell’asse autostradale. successivamente l’Agenzia del Territorio - ufficio provinciale di Reggio Emilia rassegnava al comune di Reggio Emilia la propria stima datata 14 febbraio 2005: il valore delle aree ammontava complessivamente a €.4.863.000,00 da cui sottrarre gli oneri di trasformazione e ripristino valutati in €.2.860.000,00 per un importo definitivo di €.2.085.000,00; il consiglio comunale di Reggio Emilia, con propria deliberazione n.17 del 21 gennaio 2008, votata a maggioranza dei presenti, acquisiva le aree dell’ex casello autostradale al patrimonio del comune, attribuendovi il valore stimato dall’Agenzia del Territorio – ufficio provinciale di Reggio Emilia (ossia €.2.085.000,00 - recepito con delibera di giunta comunale n.7988/105 del 19 aprile 2006) sebbene le opere di ripristino fossero state terminate verso la fine del 2007 ed il loro onere fosse stato completamente a carico di TAV-Cepav Uno in relazione a pregressi accordi tra le parti; il consiglio comunale di Reggio Emilia, con propria deliberazione n.27 del 3 febbraio 2009, approvava a maggioranza il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009 ed i relativi allegati, tra cui il piano delle dismissioni patrimoniali che, nell’anno 2009 prevedeva la cessione dell’intera area denominata -ex casello autostradale- per un valore sommario di €.7.500.000,00 (in aumento rispetto al bilancio preventivo 2008 che iscriveva tale posta a 2.5 milioni di euro); in data 8 ottobre 2008 la società IL PONTE srl
(data di costituzione: 18 giugno 2008; soci: Immobiliare Nordest spa 90%
[a sua volta al 95% CCNE e 5% CCPL] e Tecnica immobiliare srl 10% [100%
CMR]) stipulava due atti di compravendita con due soggetti diversi: dall’agosto 2001 l’ufficio ICI del comune di Reggio Emilia ha inteso sviluppare una nuova metodologia per la formazione della banca dati relativa alle compravendite delle aree edificabili e pertanto ha effettuato una sistematica e periodica consultazione degli atti presso la locale conservatoria dei registri immobiliari al fine di ricercare consultare e catalogare TUTTI gli atti stipulati nel comune di Reggio Emilia aventi per oggetto la compravendita di aree edificabili; con delibera di Giunta n.333 del 10 dicembre 2008 veniva approvato l’aggiornamento dei valori di mercato delle zone omogenee per l’anno 2009 ai fini ICI: il documento allegato alla delibera prende in considerazione gli atti di compravendita compresi nel periodo agosto 2007-luglio 2008; al fine di procedere con la dismissione della porzione
dell’area edificabile denominata -ex casello autostradale- posta
a sud dell’autostrada, in data 2 marzo 2009, con P.S. n.171, il
Servizio gestione del patrimonio immobiliare del comune di Reggio Emilia
stimava il più probabile valore di mercato: in tale perizia vi è da segnalare che al punto 4) del giudizio di stima, è scritto: “nella pratica estimativa la metodologia più immediata per individuare il valore di un bene è quella sintetico-comparativa, basata sulla ricerca ed analisi delle compravendite avvenute nella zona di ubicazione dell’area d’intervento e più in generale nelle zone geografiche del territorio equiparabili per pregio, per destinazioni e tipologie edilizie richieste. Ciò detto la zona di San Prospero … omissis … non è pertanto facilmente equiparabile con altre zone omogenee di mercato tanto meno trovare dei valori di compravendita immediatamente adattabili all’area in questione. Nella fase di ricerca ed elaborazione dei dati, eseguita per la definizione dei valori di mercato delle aree fabbricabili da indicare ai fini ICI, sono maturate una serie di considerazioni in merito all’attribuzione dei valori medi delle aree di trasformazione, che si cercherà qui di riassumere in quanto si ritiene che detti valori ben si addicano al caso specifico … omissis …nella scheda n.17 – San Prospero riportano la seguente voce: art.53.02.01 App > 30.000 mq aree in PPA: €.106,00 al mq di St. detta valutazione è riferibile ad una situazione qualificabile come ordinaria ma l’area di cui si argomenta eccede l’ordinarietà”. Per quanto considerato il Servizio patrimonio ha ritenuto accettabile una valutazione superiore maggiorando il dato attinto dalle “tabelle dei valori medi di mercato” approvate nel dicembre 2008, di una percentuale dell’ordine del 20% che ha portato il valore unitario della St appunto a 127,00 €/mq; in data 20 marzo 2009, successivamente all’acquisizione
dei dati ed alla redazione delle relative schede degli atti di compravendita
dell’8 ottobre 2008 di cui al sesto punto delle premesse, il funzionario
responsabile dell’U.O.C. Gestione tributi del comune di Reggio Emilia
inviava la relativa comunicazione ai fini ICI (via raccomandata A/R) ai
soggetti interessati dalle predette compravendite; in esecuzione della propria determinazione dirigenziale n.6322 del 23 marzo 2009, il dirigente del Servizio gestione del patrimonio immobiliare richiedeva in data 25 marzo 2009 al U.O.C. Appalti Contratti la pubblicazione dell’avviso relativo utilizzando, oltre all’albo pretorio ed al sito internet dell’ente, la gazzetta ufficiale, due quotidiani a tiratura locale ed uno a tiratura nazionale; in particolare quest’ultimo avveniva, in data 1 aprile 2009, sulla testata Gazzetta Aste e Appalti Pubblici (quotidiano specializzato a diffusione nazionale solo in abbonamento, la cui tiratura si attesterebbe su 6.000 copie – vedi sito www.infoplus.gare.it/marketing/pubblicita.asp), nella pagina “Appalti di lavori”: in merito il Responsabile UOC Appalti e Contratti rispondeva ad una nostra precisa istanza con la quale si chiedeva il motivo della non pubblicazione su quotidiani nazionali a maggior tiratura così come invece previsto dall’art.41 del regolamento per le procedure di gestione del patrimonio immobiliare, in data 23 dicembre 2009 che “…si è determinato di pubblicare su tale testata nazionale per il buon rapporto costo per pubblicità legale (i costi di pubblicazione su quotidiani sono veramente elevati e normalmente la loro efficacia non risulta utile ai fini della conoscibilità degli avvisi legali). Il più grande veicolo informativo rimane il sito internet…”; l’estratto del bando di vendita pubblicato sui quotidiani e sulla gazzetta ufficiale, non indicavano il valore a base d’asta né i mq dell’oggetto in cessione e l’oggetto di vendita era così descritto: “…avrà luogo un pubblico incanto per la vendita, nell’ambito della zona di trasformazione produttiva App-5 del Comune di Reggio Emilia in località Mancatale (ex casello autostradale), dell’ivi compresa area e capacità edificatoria, con costituzione di servitù a non edificare a carico dell’ente.”, nel bando integrale si chiariva che tale servitù non riguardava tutta l’area ma solo la parte per la quale veniva ceduta la capacità edificatoria; nell’avviso pubblicato il 1 aprile 2009 sulla Gazzetta di Reggio (pagina Economia & Lavoro), in apertura era indicato quale giorno del pubblico incanto il 23 aprile 2009 invece del 30 aprile 2009; il bando integrale chiariva che la vendita era disciplinata con RD 23 maggio 1924 n.827 e successive modificazioni ed integrazioni e che inoltre erano applicabili le vigenti disposizioni del Regolamento per le procedure di gestione del patrimonio immobiliare del comune di Reggio Emilia, che all’art.41 prescrive, a differenza di quanto indicato nel capitolo “termine presentazione offerte” del bando, che la presentazione delle offerte DEVE avvenire mediante servizio postale con raccomandata; in data 6 aprile 2009 il consiglio di amministrazione della società Immobiliare Nordest spa (assente giustificato il presidente del collegio sindacale, Luca Vecchi, capogruppo consigliare del Partito Democratico nel comune di Reggio Emilia già all’epoca dell’acquisizione dell’area ex casello) si riuniva e deliberava di partecipare all’asta indetta dal comune di Reggio Emilia, ricordando che “l’App-6 che si pone a confine con l’area oggetto di bando è di proprietà della controllata IL PONTE srl per cui la partecipazione all’asta e l’eventuale aggiudicazione consentirebbe alla Immobiliare Nordest spa e alla sua controllata di potere promuovere un progetto unitario di elevata qualità edilizia ed urbanistica in una zona di città oggetto di importanti trasformazioni vedi i già realizzati ponti dell’Arch. Calatrava e la progettata e prossima ad essere realizzata stazione medio padana dell’alta velocità”; in data 30 aprile 2009 l’Archivio protocollo generale del comune di Reggio Emilia comunicava alla Gestione del patrimonio comunale, con propria nota non protocollata nè firmata, che alla data del 29 aprile 2009 era pervenuta n.1 offerta per l’asta in oggetto. il medesimo giorno alle ore 12,00 si teneva il pubblico incanto e l’unica offerta pervenuta era contenuta in una busta di colore giallo recante, oltre a n.3 firme poste sul bordo di chiusura, unicamente un timbro del comune di Reggio Emilia riportante la data di ARRIVO del 29 aprile 2009: valutate da parte della commissione preposta tutte le condizioni di ammissibilità e l’offerta presentata, venivano aggiudicate provvisoriamente le aree ad Immobiliare Nordest spa, per un prezzo di €.6.630.000,00. con determinazione dirigenziale PG 10907 del 6 maggio 2009 avveniva l’aggiudicazione definitiva dell’asta pubblica dichiarando aggiudicatario del bando la società Immobiliare Nordest; in data 21 maggio 2009 il Servizio patrimonio redigeva il certificato di destinazione urbanistica dell’area precisando che “con deliberazione del Consiglio comunale n.87 del 6 aprile 2009 è stato adottato il PSC di Reggio Emilia e con deliberazione del Consiglio comunale di Reggio Emilia n.92 del 16 aprile 2009 è stato adottato il RUE di Reggio Emilia pertanto a decorrere dalla data di adozione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica citati si applicano le misure di salvaguardia come previsto dall’art.16 delle norme del PSC e dall’art.1.1.10 delle norme del RUE”; ricordato che il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2008 della società Immobiliare Nordest spa riporta che il valore della partecipazione nella società Il Ponte srl è di €.5.760.000 pari al 90% e che questa detiene un’area nella provincia di Reggio Emilia. il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2008 della società Il Ponte srl, controllata da Immobiliare Nordest spa, riporta che la gestione nel 2008 è stata caratterizzata principalmente dall’acquisto di un complesso immobiliare e di aree edificabili, che le rimanenze sono valutate al costo di acquisto e che trattasi di un complesso di immobili e terreni siti in via Gramsci a Reggio Emilia. interroga la Giunta, con richiesta di risposta scritta, per sapere se, al fine di una corretta lettura degli strumenti urbanistici adottati nel mese di aprile, si ritiene vi sia coerenza tra le norme di cui ai punti 3 e 4 dell’art.1.7 P2 del Psc ed il capo 4.5 R1 del Rue nonchè delle rispettive tavole P6 e R3.1; se, al fine di determinare il più probabile valore di mercato dell’area oggetto dell’asta, sia stata verificata da parte degli uffici competenti, l’esistenza dei valori delle compravendite avvenute tra i mesi di agosto 2008 ed il 23 marzo 2009 (data della determina dirigenziale n.6322), in particolare quelle di cui al sesto punto delle premesse; quali siano le motivazioni nel caso di una risposta negativa alla domanda precedente mentre in caso di risposta affermativa quali siano le ragioni per cui non sono stati presi in considerazione i valori medi delle due compravendite avvenute nel mese di ottobre 2008 di cui al sesto punto delle premesse; se si ritiene che il testo dell’estratto di bando pubblicato in data 1 aprile, fosse adeguato a chiarire le caratteristiche dell’oggetto in cessione per quanto attiene il valore a base d’asta, la dimensione dell’area in cessione e le caratteristiche di inedificabilità previste solo su parte di essa; se si ritiene che la pubblicità data all’estratto di bando per raggiungere tutti i potenziali acquirenti, sia coerente e congrua con quanto richiesto dall’art.41, comma 2, del regolamento per le procedure di gestione del patrimonio immobiliare; quale sia il motivo per cui la busta contenete l’unica offerta pervenuta per l’asta in oggetto, non sia stata protocollata e se si ritiene di avere garantito la certezza della ora e della data di arrivo dell’offerta; se si ritiene infine di avere adeguatamente valorizzato
l’area oggetto di vendita. Giacomo Giovannini Angelo Alessandri
Rèz, 26 gennaio 2010. Chiudere i campi nomadi e bloccare abusivismo. L’Assessore al welfare Matteo Sassi invece di occuparsi delle famiglie colpite dalla crisi spende i soldi del Comune per un convegno sulle esigenze abitative dei nomadi. Non solo, politicamente Sassi mente spudoratamente per nascondere il fallimento delle politiche del Sindaco che aveva promesso di smantellare il campo di via Gramsci tre anni fa: infatti all’esatto contrario di quanto egli sostiene, la Lega Nord i campi nomadi li vuole chiudere tutti e vuole combattere tutti i fenomeni di abusivismo in diverse aree private che sono ben noti all’Amministrazione. Il Comune infatti ha già usato troppe risorse
per sostenere strutture (pagando addirittura le utenze) di cui nel tempo
gli occupanti non hanno dimostrato di avere la dovuta cura. Che Delrio volesse proseguire con l’apertura di nuovi micro campi era noto e sarebbe ora che l’Assessore Sassi si degnasse di informare i cittadini di dove si vogliono creare le nuove quattro aree occorrenti al completamento del progetto. Il proclamato successo della sperimentazione di via Felesino è l’ultima barzelletta politica di una Giunta senza credibilità: per Sassi e Delrio l’integrazione starebbe nell’avere sistemato una famiglia in un luogo isolato a ridosso del canile e sotto il muro della linea Tav! Che infine lo stesso Sassi proponga di utilizzare risorse regionali non per alloggi popolari, ma per ristrutturare delle case coloniche ove sistemare i soli nomadi, dovrebbe fare riflettere i reggiani. Rèz, 19 gennaio 2010. Puianello-Canali, subito commissione congiunta Comune-Provincia. Ormai è chiaro che la soluzione per risolvere definitivamente il problema del traffico nei centri abitati di Puianello e Rivalta è la realizzazione della variante alla SS63 così come delineata a suo tempo da Provincia e Comune di Reggio. L’Assessore Gennari sostiene che la Provincia avrebbe dei progetti preliminari: forse li ha tenuti nel cassetto giacchè Anas sostiene di non avere nulla in mano. Per ocntro la Regione nel 2003 aveva stipulato con il
Governo (Ministro Lunardi) quell’Intesa Quadro all’interno
della quale stava proprio il collegamento tra Canali e Puianello per un
valore di 17,320 milioni di euro. Anzi la Provincia ha tenuto un atteggiamento ondivago: da un lato ha inserito il tracciato della variante nei propri strumenti urbanistici, dall’altro ha approvato il Prg di Albinea senza quella previsione. Possiamo dedurre politicamente che il PD reggiano si è occupato d’altro e che oggi tenta di accampare scuse e mettere pezze qua e la, non curandosi del fatto che la politica delle “bretelle” è un dispendioso diversivo per le Amministrazioni locali che in dieci anni non hanno fatto alcun passo in avanti. Infatti le ipotesi oggi in campo vedono da un lato la Provincia che vorrebbe spendere circa 6 milioni per il secondo lotto in località Puianello e dall’altro il Comune di Reggio che intende utilizzare circa 4 milioni per prolungare la tangenziale di Canali a via del Burracchione, adeguare quest’ultima e realizzare l’inutile bretellina a Rivalta. Crediamo che si debba mettere la parola fine ad una politica che non decide e si debba invece giungere ad una concreta azione concertata: quindi attendiamo con impazienza che si riuniscano congiuntamente le commissioni consiliari di Provincia e Comune per discutere (e decidere) della questione e successivamente supportarla a livello nazionale. Rèz, 18 gennaio 2010. Trasferta di Terni, Delrio verifichi e si faccia portavoce con Questore Terni. In merito ai possibili 53 provvedimenti “Daspo”, che potrebbero essere comunicati ai tifosi reggiani recatisi a Terni a dicembre (alcuni, pare, nemmeno fisicamente presenti allo stadio) ed alla richiesta pubblica di intervento delle istituzioni locali per sottolineare l’esagerazione di tale provvedimento, abbiamo presentato oggi una interrogazione alla Giunta per sapere se intende verificare presso il Questore di Terni l’accaduto facendosi portavoce della richiesta dei tifosi. Reggio Emilia, 14 gennaio 2010
Per la celebrazione del Nono Centenario della scomparsa della contessa Matilde di Canossa, nell'anno 2015, l'On. Alessandri ha presentato una specifica proposta di legge diretta a sostenere e a realizzare un progetto per la valorizzazione culturale, ambientale, turistica e architettonica della Rocca di Canossa, nonchè per il recupero della sua memoria storica e per la tutela del suo contesto paesaggistico. Il Parlamentare leghista ha inteso presentare la proposta di legge recante “Disposizioni per il restauro e la valorizzazione della Rocca di Canossa e per la celebrazione del nono centenario della morte della contessa Matilde di Toscana” per dare una specifica risposta allo sviluppo storico e culturale del territorio Matildico e per intervenire sulla tutela paesaggistica della ricca area monumentale che si rifà alla Contessa di Canossa. La proposta di legge dispone l'attuazione di un progetto
con interventi preordinati al raggiungimento di determinati obiettivi,
tra cui: L'On. Alessandri ha dichiarato il suo massimo impegno affinchè la proposta di legga venga prontamente assegnata allaCommissione di merito così che possa essere approvata quanto prima dal Parlamento. Non solo, il Parlamentare leghista sta valutando altre iniziative tutte volte alla valorizzazione paesaggistica e turistico-storico-religiosa del ricco territorio Reggiano e per questo intenderà a breve incontrare il Ministro Bondi ed il Ministro Brambilla per individuare specifiche sinergie da stringere con gli operatori e le istituzioni locali in modo da perseguire con maggior cognizione di causa gli auspicati obiettivi di sviluppo. Rèz, 13 gennaio 2010.
Invece di pensare al nulla politico che ha prodotto in sei mesi di governo della città, invece di dedicarsi alla Giunta litigiosa ed incoerente che ha messo assieme, invece di curarsi del proprio partito che ha escluso persino nella determinazione del principale atto politico che è il bilancio, invece insomma di fare il Sindaco, Delrio interviene con appelli politicamente sgradevoli e con richieste chiaramente strumentali rivolte alla Fondazione Manodori. Riteniamo politicamente quello del Sindaco un pessimo esempio di rispetto istituzionale nei confronti di un Ente che deve operare in autonomia e serenità scelte importanti per il bene comune, ossia per continuare a garantire l’erogazione della beneficienza così come avvenuto anche quest’anno per 10 milioni di euro.
Rèz, 4 gennaio 2010. Taglio Enti inutili, il PD si copre di ridicolo: il Governo Prodi prevedeva montanità oltre i 600 metri e Delrio non da poteri alle Circoscrizioni! Grazie Ministro Calderoli! Ben venga quindi la soppressione dei Direttori Generali di Comuni e Provincie, dei Difensori civici comunali, ben vengano i tagli al numero dei Consiglieri e degli Assessori di Comuni e Provincie. Nel gennaio 2007, quando si era rinnovato il loro regolamento,
sostenemmo che senza poteri e risorse vere, le Circoscrizioni restavano
scatole vuote: dopo 3 anni la Giunta Delrio non ha ancora provveduto ad
emanare le delibere attuative del decentramento, ben venga allora la loro
soppressione. Riguardo la cessazione del concorso ordinario dello Stato
al finanziamento delle Comunità Montane, il Governo ha operato
una scelta chiara e precisa mantenendo il 30% di tali contributi in favore
dei soli Comuni considerati montani (ossia quelli in cui almeno il 75%
del territorio si trova al di sopra dei 600 metri dal livello del mare). Chi semina disinformazione in merito lo fa strumentalmente e dimostra di avere la memoria molto corta, infatti già nel luglio 2007, il Governo Prodi aveva previsto che un Comune per essere considerato montano doveva avere l’80% del suo territorio sopra i 600 metri d’altezza! Il PD che continua a starnazzare su di un fantomatico
“federalismo al contrario” che non c’è, si copre
totalmente di ridicolo. Giacomo Giovannini
Romano Albertini
Rèz, 2 gennaio 2010. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Premesso che con delibera di Giunta n.240 del 29 luglio 2009 è stato rinnovato il contratto di assunzione in servizio a tempo determinato del direttore generale del Comune per il periodo 1 settembre 2009 - 31 agosto 2014, alle medesime condizioni giuridiche ed economiche pattuite nel contratto individuale PG n.394 del 7 gennaio 2005 (già confermate nella proroga del 18 dicembre 2007); in particolare, la retribuzione annua di tale figura professionale, collocata come previsto per legge al di fuori della dotazione organica dell’Ente, è fissata complessivamente in €.111.553,00 al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali oltre agli eventuali assegni familiari se dovuti, inoltre tale retribuzione può essere elevata fino ad un massimo del 20% dell’importo lordo complessivo sulla base dei risultati positivi di gestione raggiunti; l’art.2, comma 176, lettera d), della legge finanziaria 2010 prevede l’obbligo per i comuni e le province di procedere alla soppressione della figura del direttore generale lasciando facoltà agli Enti di attribuirne le funzioni al segretario generale; tra le misure di contenimento della spesa contenute nelle legge finanziaria 2010 figura anche, al comma 175 dell’art.2, il taglio degli assessori componenti la giunta, il che nel nostro Comune comporterebbe una riduzione ad un massimo di 8 assessori; entrambe le disposizioni di cui ai due punti precedenti saranno operative successivamente al rinnovo delle cariche dell’Ente, la cui scadenza naturale è prevista nella primavera 2014; interroga la Giunta, con richiesta di risposta scritta, per sapere se si ritiene opportuno, stanti le finalità delle disposizioni normative intervenute nonchè lo stato di crisi economica, procedere alla immediata soppressione delle figure del direttore generale e di n.3 assessori. |