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Rèz, 2 Dicembre 2008.

Approvata la variante Giglio, cattocom convertiti ai grandi centri.

Lunedì il Consiglio comunale ha approvato la richiesta di variante avanzata della Tuttogiglio per consentire “una maggiore flessibilità organizzativa della porzione commerciale, nella quale più esercizi commerciali possano essere inseriti in una struttura a destinazione specifica e possano usufruire di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente”: un bel regalo natalizio che come ha avuto modo di affermare anche l’Assessore Spadoni in una recente intervista “di fatto va a sanare una situazione già esistente riconoscendo a quell’area la sua vera valenza commerciale”.

E il suggello politico dei lavori consigliari è stato il voto dei consiglieri ex Margherita, che è stato favorevole per coloro che sono confluiti nel Pd e di astensione (solo dopo un accorato appello dell’Assessore Ferrari) per quelli di Italia popolare.
L’ennesima conferma, come nel 2002, che gli equilibri e gli interessi politici vengono prima del propagandato “bene comune”.

Il primo tassello della politica commerciale della Giunta Delrio, incentrata sui sette nuovi grandi centri commerciali, è stato posto.

Durante la seduta sono stati inoltre respinti dalla maggioranza due nostri ordini del giorno con i quali chiedevamo:
1.alienare gli spazi del Centro culturale (torre sud) destinando le risorse ricavate all’adeguamento alle norme vigenti delle zone sportive dello stadio Giglio oggi inagibili (tribuna distinti) e al potenziamento del centro sportivo di via Taddei;
2.ad esercitare il diritto di ottenere gratuitamente il trasferimento in proprietà dello stadio ovvero, essendo il Comune uno dei creditori di Mirabello 2000, promuovere la costituzione di una società che possa acquisire l’impianto dal curatore fallimentare attraverso un concordato preventivo.


Rèz, 29 Novembre 2008.

La variante Giglio e l’ipocrisia dei cattocom.


Lunedì il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi sulla richiesta di variante avanzata della Tuttogiglio spa nel febbraio 2006 motivata dal fatto che “in fase di realizzazione del nuovo insediamento si rende necessaria una maggiore flessibilità organizzativa della porzione commerciale, nella quale più esercizi commerciali possano essere inseriti in una struttura a destinazione specifica e possano usufruire di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente”: anche un occhio inesperto confrontando il progetto concessionato (galleria di vicinato) con il nuovo proposto (centro commerciale) non trova molte differenze rispetto all’attuale conformazione della struttura se non per la metratura di alcuni negozi che potranno estendersi fino a 2500mq: politicamente l’accoglimento della domanda appare come una vera e propria sanatoria.

La questione sembrava finita nel dimenticatoio lo scorso anno, ma la necessità di adeguare lo stadio alle attuali norme di sicurezza hanno suggerito alla Giunta Delrio di stipulare un accordo con la Tuttogiglio nel quale, tra l’altro, era previsto di adottare la variante entro il 30 settembre scorso.

Ci sembrava di avere capito dal Sindaco Delrio che volesse inaugurare una nuova stagione urbanistica improntata alla filosofia della “città delle persone”, ci sembrava che l’attuale Assessore Colzi avesse a cuore la necessità di “reti che connettano” e non di “luoghi dove spendere e basta”, ci sembrava che l’attuale Assessore Castellani ritenesse “altre varianti al camaleontico progetto Giglio” come “semplici provocazioni politiche”, forse hanno cambiato idea.
Mentre costoro si staranno allenando per la consueta arrampicata sugli specchi, immagino che l’ex Assessore Malagoli riderà sotto i baffi apprendendo che nel nuovo Psc, il suo successore ha addirittura promosso il Giglio a polo d’eccellenza della cosiddetta “città dei significati nuovi”: la coerenza non è per tutti.


Rèz, 26 Novembre 2008.

Viabilità, Giunta Delrio lascia nodi irrisolti.

Il Piano Urbano della Mobilità individua 5 nodi di congestione del traffico da risolvere: l’anello di via Adua, l’accessibilità allo stadio Giglio, l’anello di via Makallè, l’anello di via Cecati, la rotonda dell’Orologio.

Del primo abbiamo recentemente discusso in Consiglio comunale, prendendo atto di come i provvedimenti della Giunta Delrio abbiano acutizzato i problemi di traffico già esistenti in via Adua e via dell’Aeronautica lasciando i cittadini senza risposte, quando probabilmente l’unico provvedimento utile sarebbe il collegamento diretto tra le tangenziali nord e sud e il superamento di viale del Partigiano come asse di scorrimento.

Il sistema di accessibilità allo stadio Giglio è stato messo alla prova con insuccesso durante lo svolgimento della partita internazionale di rugby e a breve pare non troverà soluzione: ma che fine ha fatto lo studio commissionato in merito?

Con il raddoppio della pista ciclabile su via Regina Margherita la situazione in via Makallè è precipitata e probabilmente bisognerebbe arrivare rapidamente ad eliminare la circolazione ad anello ed inserire il doppio senso di marcia direttamente sulla stessa via Makallè.

Per quanto riguarda via Cecati l’Assessore Gandolfi ci ha informati che si procederà solo a rivedere le entrate sui parcheggi scambiatori realizzando una rotatoria all’incrocio con via Pariati: del progetto di rimettere a doppio senso via lungocrostolo chissà quando se ne riparlerà…

Infine per quanto riguarda l’asse attrezzato di via Inghilterra e della rotonda dell’acquedotto sempre l’Assessore Gandolfi, rispondendo ad una nostra interpellanza ha chiarito che sul primo verrà realizzata una ulteriore rotonda di accesso con via Dimitrov, sul secondo che esiste un progetto di decongestionamento: attendiamo che vengano quanto prima presentati alla Commissione competente.

Nel complesso si può affermare, ormai a fine legislatura, che la Giunta Delrio ha lasciato irrisolte tutte queste situazioni di criticità, anzi in talune di queste il congestionamento tanto del traffico privato come di quello pubblico si è aggravato, mentre l’unico impegno ci pare sia stato nel fare cassa aumentando gli introiti da multe e strisce blu.


Rèz, 18 Novembre 2008.

Molti project financing: nuovo Piano LL.PP. elettoralistico.

La Giunta Delrio ha approvato il 12 novembre scorso lo schema del Piano triennale dei lavori Pubblici 2009-2011 nel quale si riscontrano diverse curiosità.

Complessivamente sono previsti investimenti nel 2009 per ben 92 milioni di cui 69 per project financing, che come abbiamo imparato in questi anni hanno iter lunghissimi, mentre per le annualità successive si prevedono investimenti per 21 milioni nel 2010 e solo 7 nel 2011.

Alla luce di alcuni importanti insuccessi del recente passato (parcheggio ospedale, palasport, piscine) risulterà indispensabile approfondire bene come alcuni di questi project financing potranno reggersi economicamente, trattandosi di centri sociali, scuole, parcheggi, sportelli socio sanitari e cosa si vorrà fare a villa Marchi per la quale è previsto un importo di quasi 15 milioni.

Vi è poi la voce Paesaggi estensi lungo il Crostoso, progetto sempre in project financing già previsto nel bilancio dello scorso anno per 20 milioni e passato a 25 nel nuovo Piano triennale, vi è poi la realizzazione del nuovo casello autostradale disegnato dall’Arch. Calatrava che ci costerà 3,5 milioni invece dei 2,5 inizialmente previsti.

Un capitolo a parte merita il nuovo palasport, iscritto nel nuovo Piano per un valore di 16 milioni nel 2009, anch’esso in project financing (sarà ripreso quello già presentato a suo tempo ??), ma per il quale il Comune prevede una posta di 1,5 milioni quale “contributo per realizzazione opere” solamente nelle annualità 2010 e 2011.

Risulta del tutto evidente come trattandosi di un atto allegato al bilancio preventivo 2009, l’ultimo che firmerà Delrio, ha pienamente un sapore elettoralistico.


Rèz,11 Novembre 2008.

Enia, Delrio spieghi aumento dirigenti e attività Sot.


Come noto Enìa spa, è nata nel 2005 dalla fusione di tre società multiutility dell’Emilia occidentale e conta su circa 2.400 dipendenti.

All’atto della nascita i dirigenti della società erano 25 ma sono aumentati progressivamente dall’anno 2006 per raggiungere l’attuale numero di 39.

Dal novembre 2006 sono poi state attivate anche le tre Società Operative Territoriali di Enìa, con i rispettivi Consigli di Amministrazione, la cui funzione dovrebbe essere di garantire la gestione dei rapporti di collaborazione con gli Enti, le Istituzioni e le Organizzazioni locali, e le attività di monitoraggio delle esigenze della clientela e del territorio attraverso una puntuale pianificazione degli interventi.

Abbiamo presentato oggi una interrogazione per sapere dal Sindaco Delrio, in qualità di primo azionista di Enìa, le motivazioni per cui il numero dei dirigenti della multiutility sia aumentato così notevolmente (+56%) e quali siano appannaggi e benefit degli stessi.
Desideriamo inoltre conoscere quale sia stata l’attività dei Consigli di Amministrazione e delle Società Operative Territoriali dalla loro istituzione ad oggi e quali siano i compensi dei rispettivi membri per le funzioni svolte.

In un momento economicamente difficile per le famiglie come quello attuale, è indispensabile la massima chiarezza e lo è ancor più nella fase che anticipa l’incorporazione di Enìa in Iride.


Rèz, 6 Novembre 2008.

Pronta la “variantona” elettorale.


Formalmente è stata rubricata come “Variante urbanistica finalizzata ad implementare la qualità urbana e a corrispondere a esigenze specifiche coerenti con gli indirizzi del nuovo Psc”.
Di fatto si tratta di una maxi variante, dal sapore molto elettoralistico, che domani l’Assessore Ugo Ferrari presenterà alla Commissione e che soddisfa ben 36 richieste avanzate da singoli cittadini, società, enti in liquidazione, enti pubblici.

Circa la metà di queste varianti sono di poco conto trattandosi di piccole rettifiche o aggiustamenti cartografici, miglioramenti nelle dotazioni, nell’accessibilità.
Sei richieste di variante recepiscono istanze volte ad armonizzare ambiti a prevalente destinazione produttiva, mentre la parte restante riguarda ambiti di carattere residenziale.

Naturalmente le sorprese non mancano, specie per quanto riguarda le ennesime previsioni di delocalizzazione che francamente paiono molto votate alla speculazione.

Lasciamo da parte i casi ormai noti relativi a trasferimenti di cubature frutto del bando con il quale il Comune ha ceduto volumetrie proprie e del bando con il quale Act ha ceduto le volumetrie di via Talami.

Che dire però delle istanze sottoscritte dal liquidatore di ENAIP che ha chiesto di trasferire 4.030 mq di superficie utile dall’area di via Guittone d’Arezzo?
Che forse l’area di partenza delle volumetrie non è tra le più ambite e che se la “variantona” venisse approvata, il liquidatore di Enaip otterrebbe dal Sindaco Delrio di trasferire, per il momento, 3.330 mq in zone molto più pregiate: Fogliano 1.200 mq, S. Bartolomeo 630 mq, Canali 1.500 mq.

In conclusione ci pare che sebbene vi siano alcune situazioni che effettivamente contribuiscono al riordino di alcuni ambiti del territorio, non tutte le proposte però sono politicamente coerenti con la politica propagandata dalla Giunta Delrio.
Restano due domande: perchè non si poteva attendere l’adozione del Psc?
Quante istanze non sono state accolte?


Rèz, 5 Novembre 2008.

Enìa Solaris, perché scelta Ata Group come partner privato?


Nel mese di ottobre 2008 è nata Enìa Solaris, una società costituita da Enìa spa e Ata Group spa, azienda trentina attiva nella progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

La scelta di dare vita all’iniziativa segue le previsioni del piano industriale di Enìa e consentirà alla nostra multiutility di investire nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili rafforzandosi in un segmento che potrebbe offrire opportunità di sviluppo futuro.

Abbiamo chiesto alla Giunta Dlerio, con una specifica interpellanza, di sapere perché sia stato scelto come partner proprio Ata Group e non altre realtà, alcune delle quali presenti anche nel nostro territorio provinciale che sono tra l’altro leader nazionali nel settore.

Inoltre da una verifica che abbiamo effettuato, risulterebbe che il Presidente del Consiglio di sorveglianza di Ata Group spa sarebbe anche membro del Consiglio di Amministrazione di Enìa: sebbene non ci si trovi di fronte ad una situazione illegittima o incompatibile, desideriamo sapere dal Sindaco Delrio, che è il primo azionista di Enìa, se ritiene politicamente opportuna una tale commistione di cariche e, in ultima analisi se vi si siano in essere altre situazioni simili.


Rèz, 5 Novembre 2008.

Microarea via Felesino: anche per la Regione variante indispensabile.

Anche la Regione Emilia Romagna conferma che la Lega Nord ha ragione: la variante urbanistica all’area di via Felesino, oggi agricola, per insediare il primo dei nuovi 6 microcampi nomadi che Delrio vorrebbe realizzare per ridimensionare quello di via Gramsci, è indispensabile.

Rispondendo ad una nostra interrogazione, l’Assessore Anna Maria Dapporto, pur condividendo l’operato del Comune, non ha potuto non considerare indispensabile sottoporre al Consiglio comunale la variante al Prg “realizzando così la opportuna applicazione della Legge Regionale n.47 del 1988” sulle minoranze nomadi, che prevede una specifica zonizzazione dei campi sosta che non è quella agricola attuale.

La Regione ha anche assicurato che “condurrà comunque un’attenta opera di vigilanza affinché l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia non standardizzi questo iter accelerato giustificato dalla necessità di non perdere il finanziamento assegnato e di inserire i minori del nucleo prescelto già nell’anno scolastico 2008-2009 iniziando nei tempi previsti il percorso di inserimento sociale e di integrazione”.

Nel merito restano due considerazioni: la prima è che le scuole sono già cominciate mentre la microarea non è ancora realizzata, la seconda è che la Regione, probabilmente non sapendo che l’area di via Felesino è isolata e chiusa tra Tav e Canile, non può immaginare che l’inserimento sociale sarà impossibile, disattendendo così anche il comma 3 dell’art.4 della Legge Regionale sulle minoranze nomadi che recita: “l'ubicazione dell'area di sosta deve essere individuata in modo da evitare qualsiasi norma di emarginazione urbanistica e da facilitare l'accesso ai servizi pubblici e la partecipazione dei nomadi alla vita sociale”…

Politicamente le furberie procedimentali urbanistiche sono risultate alla fine inutili, mentre sotto il profilo dell’inclusione sociale il progetto del Sindaco Delrio è fallito ancora prima di partire.
Delle due l’una: o Delrio ha il coraggio di prenderne atto oppure abbia l’onestà politica di annunciare alla Città prima delle elezioni dove vuole realizzare gli altri 5 microcampi nomadi.


Rèz, 1 Novembre 2008.

Microarea via Felesino: per la Provincia variante indispensabile.


La Provincia di Reggio Emilia conferma che la Lega Nord ha ragione: la variante urbanistica all’area di via Felesino, oggi agricola, per insediare il primo dei nuovi 6 microcampi nomadi che Delrio vorrebbe realizzare per ridimensionare quello di via Gramsci, è indispensabile.

Rispondendo ad una nostra interrogazione, la Presidente Sonia Masini ha rilevato che “la destinazione di aree comprese nel territorio suddetto all’uso di campine per nomadi (uso extra-agricolo) deve essere prevista con lo strumento di pianificazione comunale o sua variante motivata”.

Non bastasse la Provincia conferma un’altra anomalia che avevamo evidenziato ossia che “dalla relazione dei legali fornita dal Comune su nostra richiesta” si palesa come “il percorso amministrativo adottato dal Comune in applicazione dell’art.16 (attrezzature del territorio) delle norme tecniche attuative del vigente Prg comunque prevede la successiva adozione della specifica variante urbanistica”, vale a dire che la Giunta al contrario di quanto aveva sostenuto poche settimane fa in Consiglio comunale respingendo la nostra richiesta di attingere la conformità urbanistica adottando preventivamente la dovuta variante, intenderebbe procedere sostanzialmente con una variante in sanatoria: un vero e proprio insulto ai cittadini che rispettano le regole seguendo le procedure richieste dall’Amministrazione.

La Presidente Masini conclude assicurando che “qualora la variante venga adottata, la Provincia esprimerà il proprio parere di legittimità valutando la proposta e gli atti presentati”, anche in considerazione del fatto che l’area in questione risulta interessata da inondazioni storiche e quindi in caso di trasformazione si rende necessaria la messa in atto di una corretta gestione delle acque per la riduzione del rischio idraulico.

Politicamente è ormai del tutto evidente che il Sindaco Delrio si prodiga con ogni strumento per riservare ai soli nomadi privilegi e corsie preferenziali inaccettabili ed ingiustificate.


Rèz, 23 Ottobre 2008.

Parcheggio Zucchi, spesi 150mila euro per lifting.

Il 22 marzo 2006 la Giunta Delrio dichiarò la sussistenza del pubblico interesse per il project financing relativo al sistema parcheggi del centro storico presentato del raggruppamento d’impresa costituito da CCC-Italcantieri e CFC.

Come noto oltre alla gestione delle strisce blu il progetto verte sulla realizzazione e gestione di tre parcheggi interrati: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti).
Solo per il parcheggio della Zucchi è prevista la fruibilità pubblica, mentre gli altri due sarebbero a servizio esclusivo dei residenti.

In particolare ad oggi la proposta relativa al parcheggio della Zucchi, che prevedeva anche la realizzazione in superficie di un parco, è stata ritenuta peggiorativa in quanto pur in assenza di problematiche tecniche che precludano la realizzazione di un parcheggio a più piani la proposta offre solo 460 posti auto su un piano interrato.

L’iter del project è ancora in essere e dovrebbe concludersi, se non sorgeranno problemi di natura politica, nella prossima primavera per poi avviare i cantieri.

Se questo sarà, ci pare stoni parecchio la scelta dell’Assessorato alla Città Storica di avviare un progetto di riqualificazione ed ampliamento del parcheggio attuale.

A fine agosto infatti l’Arch. Magnani, Dirigente dell’Unità di progetto città storica, ha approvato il progetto esecutivo che, trasformando anche parte degli spazi oggi utilizzati dalle autocorriere, porterà alla realizzazione di circa 250 nuovi posti auto oltre che a riorganizzare i flussi viabilistici e pedonali dell’area: costo dell’intervento 150mila euro.

Politicamente se tra sei mesi prenderanno effettivamente avvio i lavori per il parcheggio sotterraneo ci troveremmo di fronte all’ennesimo sperpero di denaro poiché i lavori appena finiti sarebbero gettati al vento, tanto paga Pantalone...


Rèz, 22 Ottobre 2008.

Psc: Giunta riferisca su area produttiva tra Roncocesi e Cadelbosco.

Nei giorni scorsi abbiamo informato la Città del vero dimensionamento del nuovo Piano strutturale comunale relativamente alle previsioni residenziali che sono ben più alte dell’obiettivo politico dichiarato dalla Giunta Delrio: ora ci occupiamo degli interventi relativi alle aree produttive.

Il Prg vigente prevede 1.440.000 mq a destinazione produttiva, di cui 340.000 relativi ad interventi diretti e la differenza relativa a 41 piani attuativi: di questi ultimi ne sono stati realizzati circa 600.000 mq, mentre la parte restante verrà gestita dal nuovo strumento urbanistico.

La Giunta Delrio ha individuato come ambiti specializzati produttivi di rilievo sovracomunale le aree di Mancasale, Gavassa-Prato e Corte Tegge.
In particolare le prime due, per il loro rilievo dimensionale, offrono l’opportunità di ospitare ulteriori insediamenti sia in aree già urbanizzabili secondo il vigente Prg sia in aree aggiuntive: per questi due soli ambiti sono previsti circa 450.000 mq di espansione.

Sul campo inoltre vi è anche la destinazione dell’intero ambito di circa 300.000 mq, compreso tra via Gonzaga ed il casello autostradale, ad area di trasformazione destinata ad ospitare industrie di eccellenza del territorio, prima delle quali sarà il nuovo stabilimento Brevini.

La Giunta Delrio sostiene di avere operato confrontandosi su scala provinciale per corrispondere alle esigenze del territorio: se così fosse all’Assessore Ferrari non sarebbero dovute sfuggire le previsioni del vicino Comune di Cadelbosco Sopra, che nei documenti preliminari del proprio Psc (recepiti anche dal nuovo Ptcp della Provincia), vorrebbe insediare una nuova area industriale di rilevo sovracomunale di circa 450.000 mq proprio al confine con Reggio vicino a Roncocesi.

Ci pare una dimenticanza di non poco conto considerate la portata e l’impatto che questa previsione comporterà non solo sui centri abitati vicini, ma anche sul sistema della mobilità nel suo complesso.
Diversi cittadini ci hanno interpellato allarmati per comprendere la situazione: la Giunta Delrio non sapeva o ha eluso la questione? Come si intende gestirla? Attendiamo risposte.


Giacomo Giovannini
Capogruppo


Gianluca Iori
Capogruppo Lega Nord
Cadelbosco Sopra

AreaProduttivaRoncocesiCadelbosco


Cerchiata l’area industriale sovracomunale prevista dal Psc del Comune di Cadelbosco Sopra.


Rèz, 22 Ottobre 2008.

Dimensione Psc: Giunta contraddice se stessa.

Ma quale stop al cemento, i proclami della Giunta Delrio sui numeri del nuovo Piano Strutturale Comunale palesano solo come la nuova stagione urbanistica fondata su un fantomatico “stop al cemento”, sia solo uno slogan: durante la seduta di Commissione tenutasi ieri, l’Assessore Ferrari ha confermato i nostri dubbi sul vero dimensionamento del nuovo Piano urbanistico.

Innanzitutto una doverosa premessa: a differenza di quanto sostiene l’Assessore Ferrari, una crescita come gli anni precedenti è oggi impossibile poiché il mercato vive una fase di stanca molto marcata tant’è che il residuo degli alloggi potenzialmente edificabili previsti dal Prg vigente è di circa 11.700 unità (di cui 5.370 contenuti in Piani urbanistici buona parte dei quali rinviati dal PPA 2006-2010), ovvero il 59% del totale.

Il nuovo Psc gestirà tale residuo integrandolo con quote aggiuntive di Edilizia Residenziale Sociale, nuove riqualificazioni e trasformazioni urbane (ex Reggiane e aree circostanti, ex Consorzio Agrario…), tessuti consolidati (previa demolizione e ricostruzione), nuove delocalizzazioni: il totale di queste previsioni farà molto probabilmente superare i 16.000 alloggi di previsione del nuovo Piano urbanistico della Giunta Delrio, ben al di là quindi dei 12.000 reclamizzati, si badi bene, solo come obiettivo politico.

La prova scritta di questa tesi la troviamo nell’allegato B del “Verbale conclusivo della Conferenza di Pianificazione per l’adozione del Psc” del 23 aprile scorso.
In tale documento si possono leggere i contributi degli enti sovraordinati come Provincia e Regione: proprio la Provincia, chiedeva ripetuti chiarimenti rispetto alla valutazione del dimensionamento “politico” annunciato, di 12.000 nuovi alloggi in 15 anni, rispetto alla capacità insediativa massima prevista, questo al fine di potere valutare le ricadute a scala locale e vasta delle politiche e delle relazioni con i Comuni contermini e delle potenzialità trasportistiche dei principali assi viabilistici, in ultima analisi per avere una rispondenza tra gli obiettivi dichiarati e le scelte territoriali.

La risposta della Giunta Delrio a questa richiesta di chiarimenti della Provincia è chiara ed incontrovertibile: “il totale tra interventi diretti e Piani Urbanistici Attuativi, comprensivo come detto della quota aggiuntiva di Edilizia Residenziale Sociale e delle nuove riqualificazioni urbane ammonta a circa !5.000-16.000 alloggi.”, oltre a questo vengono richiamati “ma non possono essere puntualmente conteggiate le quote riferite ad interventi di recupero e riqualificazione di: complessi dimessi in territorio agricolo, tessuti consolidati, delocalizzazioni”.

Dunque il dato dimensionale delle previsioni residenziali è di 16 mila e più alloggi del Psc contro i 19.800 dell’attuale Prg (attuato nemmeno per la metà in dieci anni), senza tenere conto per altro dell’importante dato mai tenuto in debita considerazione, ossia le migliaia di alloggi invenduti presenti in città.

Se il dimensionamento del nuovo Psc fosse veramente quello delineato dalla Giunta Delrio (12 mila alloggi, praticamente poco più del residuo del Prg vigente) potremmo allora tranquillamente rivalutare il Prg targato Malagoli poiché ci consegnerebbe una visione della città a 25 anni e non dei soli 10 di vigenza, ma per contro essendo il vero dimensionamento potenziale del nuovo Psc sui 16 mila alloggi, dobbiamo constatare che i due Piani, dimensionalmente, sono pressoché equivalenti.

Piano
Dimensionamento potenziale
Attuazione
Residuo

Prg vigente
Giunta Spaggiari

19.800
8.100
(41%)
11.700
(59%)
Psc in adozione
Giunta Delrio
16.000
   

 


Rèz, 18 Ottobre 2008.

Enìa, Delrio difende interessi Reggio?

Sulle alleanze tra utilities, l’On. Castagnetti ha giustificato la clamorosa inversione a U di Delrio sostenendo la tesi che i Sindaci difenderebbero gli interessi delle rispettive città.

Considerato che i termini precisi degli accordi tra Iride ed Enìa sono ancora materia chiaroscura, ci pare che questa tesi debba essere tutta dimostrata soprattutto sotto il profilo industriale.

Certo è che sotto il profilo politico il tavolo emiliano è stato repentinamente gettato all’aria preludendo uno tsunami interno al Pd: politicamente bisognerà che il “piagnucolante” neo ricandidato Delrio spieghi bene ciò che è accaduto giacchè quasi a parità di offerte il cambio di rotta è palese e cambia molto il destino di Enìa, così come non potrà schivare il tema politico della coerenza delle alleanze di governo essendo stati piantati precisi paletti da parte dell’arcipelago di sinistra cui fa parte anche il Vicesindaco Ferretti.

Il vero interesse della nostra città non sta nei giochini di potere ma nell’esigenza di valutare un orizzonte chiaro per il futuro e la vicenda di Enìa intrecciata alla riproposizione mascherata dell’attuale cartello elettorale di governo finalizzato alla mera conservazione del potere non è un segnale incoraggiante.

Delrio considera Reggio in prestito e non sua: ma non doveva essere la propagandata città delle persone?
Come azionista di maggioranza dovrebbe allora cominciare a rendere conto ai cittadini dell’evoluzione (o secondo alcuni dell’involuzione) del progetto Enìa anche negli aspetti che potrebbero apparire secondari.

Le Sot ad esempio: quante volte si sono riuniti i rispettivi consigli di amministrazione? E cosa hanno prodotto?
Oppure sui vertici apicali dell’Azienda: perché nel 2005 nel consiglio di amministrazione sedevano in 8 ed ora sono in 11?
Come si giustifica la “lievitazione” dei Dirigenti che al 31 dicembre 2005 erano 25 mentre oggi sono ben 37?

E’ cominciando a rispondere a queste ed altre domande che si misura la cura del bene comune e dei veri interessi della città.


Rèz, 13 Ottobre 2008.

Enìa-Iride: Delrio schiaffeggia Errani e sinistra.

A settembre i problemi legati al concambio, alla governance ed al mantenimento della maggioranza in mano pubblica avevano arenato le trattative tra Hera, Enìa ed Iride, tanto che Delrio aveva rivolto il proprio sguardo verso la sola Hera, mentre Sinistra Democratica cui fa capo il Vicesindaco Ferretti, i sindacati e più in generale tutta la sinistra estrema, si erano espressi contro la privatizzazione del nuovo soggetto societario.

Ieri Delrio ha schiaffeggiato tutta la sinistra nascondendosi, così pare leggendo i quotidiani, dietro una clausola che garantirebbe per soli tre anni la proprietà pubblica delle azioni della nuova società che vede coinvolte le sole Enìa ed Iride e, a differenza di ciò che sosteneva lo stesso Delrio, ci pare che non sarà Enìa ad allargare la propria esperienza, ma Iride a fagocitarci.

E’ del tutto evidente che siamo di fronte a scelte più politiche che industriali, a difesa del potere costituito.

Non è un caso che il centrosinistra, una volta perso il controllo di Brescia e Roma, abbia escluso trattative con le rispettive utilities, non è un caso che anche la recente rinuncia di Cofferati a ricandidarsi a Bologna abbia complicato il quadro, ecco allora partorita la strada in sicurezza: partono Iride ed Enìa, si celebrano le elezioni amministrative, poi si vedrà, sia per Hera che per quanto riguarda il 51% in mano pubblica.

Chi esce malconcio dal blitz politico di Delrio è anche il Presidente della Regione Errani, il cui disegno di “Bologna capitale” non è andato in porto, chi invece non pare trarre beneficio da queste operazioni è sicuramente il cittadino-utente che in tutti questi giochi politici fatti di aggregazioni, fusioni e nuove poltrone, non vede diminuire le tariffe dei servizi.


Rèz, 10 Ottobre 2008.

Delrio a Bologna? Lega gli pagherebbe il biglietto di sola andata…

La rinuncia di Cofferati a ricandidarsi a Sindaco di Bologna deve avere acceso la fantasia di qualche buontempone: così nel disperato tentativo di spacciare il nostro Sindaco come un modello da esportazione, è stata lanciata l’idea che egli sia invocato come salvatore della patria del Pd bolognese.
Magari Delrio raccogliesse il fantomatico invito telefonico ricevuto, se così fosse saremmo onorati di pagargli il biglietto di sola andata del treno (naturalmente non quello Tav non esistendo ancora la stazione a Reggio)!

Ma se Delrio è veramente così forte che rischierebbe di stravincere, chi vivrebbe quel “malessere” tale da volersi sbarazzare politicamente di lui?

E di fatti le agenzie, alle 17,12 di ieri, divulgavano le dichiarazioni del segretario bolognese del Pd, Andrea De Maria, il quale garantiva che “nel Pd di Bologna vi sono personalità autorevoli che possono raccogliere il testimone di Cofferati” ed inoltre, a differenza di quanto avviene a Reggio, specificava che “il partito ha già definito un proprio percorso in vista delle primarie del 14 dicembre”.

L’impressione politica quindi è che si stia raschiando il barile della bassa propaganda pur di sostenere un Delrio in gravissima difficoltà per il nulla politico-amministrativo dimostrato in quattro anni e mezzo di governo, che hanno visto irrisolti tutti i principali problemi della città dal traffico, alla sicurezza, all’immigrazione.

Siamo di fronte ad una bufala e chi l’ha pensata forse crede che anche in politica una telefonata allunghi la vita …


Rèz, 9 Ottobre 2008.

Deleghe Circoscrizioni: fallimento annunciato.

Le relazioni presentate dalle circoscrizioni durante la seduta del consiglio sul decentramento di ieri, hanno fornito importanti spunti di riflessione che confermano per altro tutte le perplessità e i difetti del regolamento che nemmeno due anni fa venne approvato dalla maggioranza.

Ci pare che tutti abbiano concordato sulle problematiche ed in particolare sul fatto che dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta: le circoscrizioni restano scatole vuote senza potere né risorse adeguate.

Se solo a fine 2006 fosse stata approvata la nostra proposta di attivare entro un anno le deleghe ieri in consiglio ci saremmo confrontati sui primi esiti della sperimentazione territoriale delle stesse, ma anche in questo caso la Giunta Delrio è in grave e colpevole ritardo, anzi mentre il capogruppo del Pd auspicava una graduale attuazione delle deleghe, il vicesindaco Ferretti ha dichiarato apertamente che sulle manutenzioni, il capitolo più spinoso nell’attività delle circoscrizioni, “la piena attribuzione della delega avrà piena attuazione con la nuova organizzazione circoscrizionale conseguente alle prossime elezioni amministrative”: vale a dire l’ennesimo rinvio!

Di fatto come più volte abbiamo denunciato le circoscrizioni sono state svuotate delle competenze su verde (affidato ad Enìa per 400mila euro l’anno), sport (con la nascita della Fondazione le circoscrizioni gestiscono pochissimi impianti) e manutenzioni, mentre per contro si sono avviati costosi processi partecipativi che surrogano l’attività delle stesse ed i cui esiti sono insoddisfacenti.

Il Pd si è dimostrato confuso anche sulla questione relativa al numero delle circoscrizioni, di cui saremo chiamati a discutere solo in forza delle disposizioni di legge: il vicesindaco infatti ha chiarito, all’esatto contrario di quanto era scritto sul programma elettorale di Delrio, che la decisione di non rivederne il numero due anni fa fu per “garantire una rete di ascolto” più capillare, pur ritenendo che le circoscrizioni “non possono essere dei piccoli municipi”!

Per la Giunta Delrio la giornata sul decentramento non doveva essere un atto dovuto da regolamento, per contro né sulle deleghe né sulla revisione delle circoscrizioni è stata ancora depositata una proposta formale.

Circ. 2
Dobbiamo purtroppo constatare che non si è ancora pienamente proceduto all’attivazione delle nuove deleghe ivi previste da parte della Giunta.
Verde – si ha motivo di ritenere che questo servizio possa essere in futuro completamente gestito dalla circoscrizione.
Manutenzioni – è doveroso constatare la sproporzione tra le richieste fatte e le capacità di risposta in quanto a disponibilità di bilancio. Circa le piccole manutenzioni pensiamo che possano essere gestite direttamente dalle circoscrizione in quanto attualmente trovano sempre risposta tardiva.
Circ. 3
Sport – limiti utilizzo aree attrezzate libere (assenza spogliatoi), presenti impianti gestiti dalla Fondazione dello Sport … in questa tipologia è un po’ più difficile entrare, la gestione delle 5 strutture ci ha permesso di andare molto vicino alla delega.
Verde – coordinamento di Enìa, la delega non è lontana (??).
Manutenzioni – anche in questo caso con una forzatura si potrebbe parlare di delega centrale e decentrata nello stesso tempo. Tempi di realizzazione punto debole rispetto approvazioni.
Circ. 4
Controllo tempi e attuazioni e scambio informazioni deve divenire pratica usuale pena sconfessione metodo partecipativo. Maggiore impegno di risorse.
Circ. 5
Deleghe ancora in corso di definizione. Programmi devono essere sostenuti con adeguati finanziamenti. Precisare modalità operative e gestionali per evitare di dar vita a nuovi livelli istituzionali che complicherebbero la struttura politica aggravandone i processi burocratici.
Riorganizzazione interna macchina comunale non in perfetta sintonia con tali esigenze.
Lavoro non sostenuto da precise capacità decisionali dirette.
Circ. 6
Dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta.
Sport – ruolo sociale, devono essere dati alla circoscrizione strumenti.
Verde – rendere attuabile la delega con gli strumenti necessari a curare la manutenzione.
Manutenzioni – creare condizioni affinché sulle piccole manutenzioni la circoscrizioni possa garantire rapidità e certezza degli interventi.
Circ. 7
Sport – verificare come possano dialogare i vari servizi: fondazione e circoscrizionali.
Verde – non attuata, si mantiene vivo il gioco della contrattazione politica tra centro e periferia.
Manutenzioni – non sempre le scadenze relative agli impegni concordati con i servizi sono state rispettate, lentezza e inadeguatezza nei tempi e modi di risposta. Per potere dire che le circoscrizioni hanno una delega occorre che siano in grado di programmare e decidere i criteri per ripartire le risorse, oggi siamo a mero coinvolgimento.
Circ. 8
Dopo l’approvazione del nuovo regolamento non si è ancora proceduto all’attribuzione delle nuove deleghe previste da parte della Giunta.


Rèz, 3 Ottobre 2008.

Più pedaggi e meno parcheggi, Delrio ha fallito.

In ossequio al Piano Urbano della Mobilità, il cui unico vero provvedimento è l’ulteriore estensione dei parcheggi a pagamento con la benedizione di Act, la Giunta Delrio pone un nuovo tassello concedendo ai residenti del centro un tardivo contentino la cui prima conseguenza sarà l’occupazione di molti posti delimitati dalle strisce blu, e quindi l’ulteriore spostamento fuori dalla circonvallazione dei lavoratori e degli utenti diretti in centro, per altro senza avere realizzato i nuovi parcheggi scambiatori.

Un disegno chiaro e per di più pasticciato di questa Giunta: per i reggiani del centro e non, vi sono meno parcheggi (interrati e scambiatori) e più balzelli (strisce blu e telecamere, abbonamenti), proprio come prefigurato nel febbraio 2006 quando l’allora Presidente di Act Giulio Fantuzzi, invocava misure draconiane al convegno della Provincia sulla pianificazione dei trasporti sostenendo che “va scoraggiato l’uso dell’auto anche tramite provvedimenti fortemente impopolari come l’imposizione di pedaggi per i centri urbani, la diminuzione dei parcheggi ed introdurre il pagamento per quelli ancora gratuiti”.

Il passo ulteriore sarà la riduzione a due sole corsie, una per senso di marcia, dell’intera circonvallazione.

Per rispondere alle esigenze dei residenti del centro crediamo che fosse necessario puntare sui parcheggi sotterranei, cosa che non è stata fatta: infatti avere abbinato nel project financing avviato dalla Giunta, la gestione complessiva del sistema di sosta con la realizzazione di tre autosilos di cui due per i residenti (piazza Vittoria - 120 posti e piazza 24 maggio - 72 posti), ha provocato dubbi e critiche da settori dalla stessa maggioranza forse perché oggi è Act a gestire le “strisce blu”.

Di fatto anche il progetto principale di Delrio sul sistema di sosta del centro cittadino non ha trovato attuazione.


Rèz, 23 Settembre 2008.

Depositata proposta su nuove Circoscrizioni.

La ridefinizione del numero e del dimensionamento delle circoscrizioni era un intendimento che si trovava in molti dei programmi elettorali dei candidati alle elezioni del 2004.

Nel gennaio 2007 il consiglio comunale approvò a maggioranza il nuovo regolamento dei consigli di circoscrizione ma sia la Giunta Delrio che la maggioranza di centrosinistra che lo sostiene, non tenendo fede alle promesse elettorali, lasciarono inalterato il numero delle circoscrizioni.

Ora in forza della legge finanziaria 2008 il consiglio comunale sarà nuovamente chiamato, dopo solo un anno e mezzo, a rivedere quel regolamento, poiché si rende necessario ridurre il numero delle circoscrizioni, che dovranno avere una popolazione media di 30mila abitanti, con la conseguenza che a Reggio ne potranno rimanere un numero massimo di 5.

La Giunta Delrio ha annunciato durante la conferenza dei capigruppo del 10 settembre scorso l’intenzione di abbinare alla conferenza annuale sul decentramento che si terrà in ottobre, la presentazione della propria proposta di ridisegno territoriale delle circoscrizioni: è la prima volta che su una materia di competenza consiliare la Giunta prende l’iniziativa ed è la prima volta che una proposta arriva direttamente in consiglio senza passare dalla commissione.
Evidentemente con questa iniziativa il Sindaco Delrio vuole al contempo garantirsi una operazione propagandistica e blindare il proprio progetto.

Prendiamo atto della scorrettezza istituzionale della Giunta Delrio e mentre il centrosinistra decide quante circoscrizioni debbano restare, noi abbiamo già depositato nei giorni scorsi il nostro progetto che ridisegna le circoscrizioni ed abbiamo chiesto al Presidente della commissione affari istituzionali, di convocare la stessa per avviare la discussione in quella che riteniamo sia la sede politica naturale.

Il progetto che abbiamo predisposto articola il territorio comunale in 5 circoscrizioni, in particolare il centro storico verrebbe allargato assumendo come confini a nord la ferrovia Reggio-Ciano, a est viale Risorgimento, a sud via Manenti e ad ovest il torrente Crostolo.
La popolazione della nuova circoscrizione del centro si attesterebbe circa su 25mila abitanti, mentre le restanti 4 circoscrizioni avrebbero mediamente 34mila abitanti ciascuna.


Rèz, 20 Settembre 2008.

Giglio, Delrio non rispetta i patti.

Lo stadio Giglio è finalmente tornato a norma e di questo bisogna ringraziare in primis l’Ing. Zambelli e Tuttogiglio: Reggio rispetta le regole e questo è un merito.

Restano sul campo due problemi, il primo è quello della proprietà dell’impianto per il quale auspichiamo una rapida conclusione del procedimento fallimentare, il secondo è quello del settore “distinti” per la cui riapertura sarà indispensabile continuare la collaborazione con Tuttogiglio.

I demeriti invece li lasciamo tutti alla Giunta Delrio, che prima ha sprecato molti mesi per assumere delle decisioni ed ora non rispetta nemmeno i patti che ha sottoscritto.

Infatti uno dei due punti salienti dell’accordo tra Comune e Tuttogiglio prevedeva esplicitamente l’impegno della Giunta a portare in Consiglio comunale la proposta di variante presentata da Tuttogiglio nel febbraio 2006, relativa alla riparametrazione delle aree commerciali, entro il 30 settembre: non solo il punto non è nemmeno iscritto all’ordine del giorno, ma la Giunta ne ha recentemente proposto la trattazione a novembre.

Politicamente anche questa vicenda la dice lunga sulla credibilità e sull’affidabilità del Sindaco e della sua compagine di governo.


Rèz, 17 Settembre 2008.

Circoscrizioni, no consiglieri aggiunti.

Il Consiglio di Stato il 6 luglio 2005 ha confermato che il diritto di elettorato e di accesso alle cariche pubbliche è coniugato espressamente al requisito della cittadinanza.
In forza di ciò anche lo Statuto comunale prevede che “Il Consiglio di Circoscrizione, è eletto dalle cittadine e dai cittadini del territorio della Circoscrizione”.

E questo è ciò che deve valere per tutti, pena calpestare le regole civili che il nostro Paese si è dato.

Noi rigettiamo con fermezza l’idea di Consiglieri di circoscrizione aggiunti in rappresentanza delle comunità immigrate avanzata dall’Assessore Corradini e benedetta oggi dal Sindaco Delrio, il quale non perde occasione di manifestare le proprie strampalate tesi: infatti all’esatto contrario di ciò che egli sostiene in Italia i diritti non sono affatto concessi ma si acquisiscono con la cittadinanza, titolo che può essere richiesto dopo dieci anni di residenza nel Paese.

L’integrazione non si realizza aggirando le regole o richiamandosi a un astratto concetto di “cittadinanza mondiale” come fa Delrio, ma con la precisa e manifesta volontà quotidiana di chi viene a risiedere qui.
Inoltre nella nostra città l’accesso alle forme partecipative di cui tanto si riempie la bocca questa Giunta, quali possono considerarsi ad esempio le commissioni delle Circoscrizioni, è già garantito a tutti, non ha alcun senso allora creare artificiosamente dei Consiglieri di serie B che non avrebbero pieni diritti come quello di voto in seno al Consiglio, che non si sa come e da chi verrebbero nominati: cosa ne potrebbero pensare i tanti stranieri che invece hanno scelto di diventare cittadini seguendo le regole?

L’integralismo ideologico del Sindaco Delrio combinato all’accoglienza indiscriminata offerta dai cattocomunisti hanno già fatto troppi danni alla nostra città con le conseguenze in termini di mancata integrazione, di tenuta del welfare locale, di sicurezza e controllo del territorio che tutti vediamo.

Cosa si inventerà poi il centrosinistra per stravolgere le regole? I consiglieri aggiunti per orientamento sessuale? Per religione? Per professione?
Politicamente siamo di fronte al delirio propagandistico di un modello, quello multiculturalista, che è fallito in tutto il mondo.


Rèz, 15 Settembre 2008.

Giunta Delrio paralizza traffico.

Quello del traffico è una delle emergenze che in quattro anni di governo la Giunta Delrio non è stata in grado di risolvere in prima istanza per la scelta di Delrio che propose alla città le ricette integraliste dell’ex Assessore Santèl, in seconda istanza per la scelta di Delrio di annacquare quell’impostazione evidentemente impopolare con un nuovo Assessore, Gandolfi, che pur dimostrandosi aperto all’ascolto e ad un maggiore pragmatismo, non è politicamente in grado di produrre soluzioni efficaci.

Non dimentichiamo infatti che il principale impegno dichiarato dalla Giunta, approvando il Piano Urbano della Mobilità, è di avere “meno auto in città” proposito che si sta concretizzando mettendo in opera numerosi interventi, come il restringimento di molte carreggiate stradali, che stanno rendendo molto difficoltosa la circolazione degli autoveicoli, mezzi pubblici compresi, così da bloccare invece di fluidificare il traffico.

Ultimo caso in ordine di tempo quello di via Adua, dove venne istituita la zona 30 in entrata da viale Regina Margherita al fine scoraggiarne l’attraversamento: il Piano Urbano della Mobilità indica lo snodo tra la parte finale di via Adua e via del Chionso come uno dei “Punti in congestione da rivalutare”, il dettaglio degli interventi proposti dal Piano prevede che “l’eliminazione del circuito di sensi unici tra via del Chionso, via Aeronautica, via Adua ripristinando i doppi sensi di marcia” e la contestuale realizzazione di tre rotonde.

Il risultato a lavori ormai conclusi, è che la decisione di mantenere il senso unico in uscita da via Adua, sommato al ripristino del doppio senso su via dell’Aeronautica sta producendo incolonnamenti continui su tutta via Adua, arrecando gravi disagi anche alle molte attività economiche che si svolgono in zona.

Con l’interpellanza che abbiamo presentato oggi chiediamo conto alla Giunta anche di questa situazione particolare.


Rèz, 13 Settembre 2008.

Strade pericolose, Giunta Delrio non risolve problemi.

Via Fermi, via Inghilterra, via Cecati, via Settembrini: sono anni che chiediamo risposte ed interventi da parte della Giunta per razionalizzare il traffico e migliorare la sicurezza di queste arterie, ma Delrio e la sua Giunta quando non rispondono ideologicamente, non sanno far altro che allargare le braccia e dichiarare che “stanno studiando il problema”.

Mentre la Giunta Delrio “studia”, continuano a verificarsi incidenti anche mortali e gravi disagi per i cittadini.

A Fogliano sebbene i ripetuti annunci i lavori di messa in sicurezza, in particolare le due rotonde poste all’entrata dell’abitato, non hanno ancora preso avvio, mentre in via Inghilterra, per diatribe di maggioranza, non si comprende ancora come verrà risolto il nodo dell’intersezione con via Ungheria e via Dimitrov.
Via Cecati poi, pur essendo collocata in un ambito residenziale, continua a svolgere le funzioni di una tangenziale, da diversi anni vi è l’intenzione di ridisegnarne la viabilità ma l’unico stanziamento previsto dal bilancio preventivo 2005 pare sia stato dirottato su via Allegri.

Il caso di via Settembrini è emblematico del misto fra incapacità politica e ideologia che caratterizza la Giunta Delrio.

Dopo i due gravi incidenti verificatisi a fine agosto l’Assessore Colzi ha respinto ogni responsabilità morale e politica della Giunta anzi, ha ribadito che via Settembrini deve rimanere così com’è, come previsto da Comune e Circoscrizione, per contro l’Assessore Gandolfi tanto per cambiare promette ulteriori studi…
Evidentemente “i ricchi devono piangere” secondo lo schema politico della Giunta Delrio e conformemente a ciò l’Assessore Colzi avrebbe risposto, in merito allo stato della strada, che i cittadini dovevano sapere che il piano regolatore non prevede ampliamenti della viabilità esistente: niente di più politicamente falso!

Si può essere d’accordo o meno con le previsioni del piano regolatore e con l’urbanizzazione prevista su via Settembrini e noi siamo sempre stati critici in merito, ma si sappia che il piano regolatore vigente in corrispondenza delle nuove urbanizzazioni prevedeva eccome l’allargamento della strada: il 21 dicembre 2004 il consiglio comunale approvò il piano particolareggiato di via Reggiani (denominato Ti 2-26) nella cui relazione illustrativa si può leggere: “il progetto in relazione agli obiettivi del prg prevede l’allargamento di via settembrini” ed ancora nel parere del Servizio traffico allegato e citato nella delibera è scritto “via settembrini dovrà essere allargata su tutto il fronte dell’intervento considerando una sezione definitiva di m.7.00 simmetrica all’asse attuale” … “l’allargamento così pure la realizzazione della pista ciclabile a lato dovranno essere eseguiti anche davanti al circolo della cassa di risparmio fino a via negri in modo da rendere continuo e uniforme il fronte stradale”.

Queste previsioni avrebbero comportato il tombamento della canaletta prospiciente l’area d’intervento ed il tutto sarebbe stato a carico degli attuatori del piano (solo il tombamento aveva un costo di circa 22mila euro).

Poi nel luglio 2007 il Servizio ingegneria espresse il proprio parere favorevole ad una variante alle opere di urbanizzazione che riportava la larghezza della strada agli originari ed attuali m.4.74, modifiche “richieste e concordate con la circoscrizione e gli uffici dell’amministrazione comunale”: la politica ci ha messo lo zampino modificando di fatto le determinazioni del Consiglio comunale ed il Prg e piegando il buon senso dei tecnici al proprio ideologismo.

Risultati conseguiti dalla Giunta Delrio e dal Presidente della Circoscrizione (chissà dov’era questi quando venne approvato il piano regolatore…):
1. la strada è stretta e pericolosa in un ambito che è cambiato urbanisticamente, che è abitato da centinaia di persone e che presto ospiterà anche un nuovo asilo;
2. gli attuatori del piano che avrebbero adeguato a proprie spese la strada hanno avuto un evidente risparmio e se domani il Comune volesse rimediare all’errore politico dovrebbe pagare “pantalone”.

E’ forse questa la fantomatica “città delle persone” propagandata da Delrio?


Rèz, 9 Settembre 2008.

Viabilità, Gandolfi e Giunta non decidono e non fanno.

Via Fermi, via Settembrini, via Inghilterra, via Cecati: sono anni che chiediamo risposte ed interventi da parte della Giunta razionalizzare il traffico e migliorare la sicurezza di queste arterie ma per tutta risposta Delrio e Gandolfi non sanno far altro che allargare le braccia e dichiarare che “stanno studiando il problema”.

A Fogliano sebbene i ripetuti annunci i lavori di mezza in sicurezza, in particolare le due rotonde poste all’entrata dell’abitato, non hanno ancora preso avvio e in via Inghilterra non si comprende ancora come verrà risolto il nodo posto all’intersezione con via Ungheria.

Via Cecati poi, pur essendo collocata in un ambito residenziale, ha di fatto svolto negli ultimi anni le funzioni di una tangenziale, da diversi anni vi è l’intenzione di ripensarne la viabilità al fine di migliorarne sicurezza e vivibilità tanto che il programma delle opere pubbliche allegato al bilancio preventivo 2005 prevedeva una posta di €.200.000 nel 2007 per “moderazione traffico vie Cecati-Lungocrostolo-Pariati”, che pare siano stati destinati ad altri ambiti del centro storico.

Abbiamo perciò presentato in merito alcune interpellanze per potere comprendere quale sia lo stato dell’arte perchè mentre la Giunta “studia”, continuano a verificarsi incidenti e disagi per i cittadini.


Rèz, 3 Settembre 2008.

Microcampi nomadi: Giunta Delrio politicamente abusiva.

Approvando il progetto della prima microarea di via Felesino la Giunta Delrio certifica l’abusivismo politico in cui versa.

“I tempi sono democrazia” soleva ripetere l’Assessore Corradini quando era capogruppo dei Ds, ma lo stravolgimento delle regole operato dalla Giunta, che solo per paura politica e per risparmiare tempo non rispetta gli iter urbanistici preordinati la dice lunga sul concetto di democrazia che la ispira.

La giustificazione ufficiale di questa forzatura è il timore di perdere i finanziamenti ministeriali: se così fosse chiederemo subito, nelle sedi opportune, di congelare quel finanziamento, poiché è inaccettabile che un Sindaco decida per tutti come un novello Podestà, senza avere alcun sostegno popolare su un progetto che non faceva parte di nessun programma politico elettorale.

Da oggi infatti il Sindaco Delrio potrà realizzare tutti i campi nomadi che vorrà senza interpellare i cittadini, il Consiglio comunale, la Provincia, nessuno: l’ex Sindaco Spaggiari mai si era sognata di calpestare le regole e quando realizzò il campo di Masone affrontò, con la forza politica che la contraddistingueva, tutti i passaggi dovuti.

Ma questa è una stagione politica diversa ma certamente non migliore.

L’aspetto grottesco è che nelle vicinanze della nuova microarea, precisamente nell’ex cantiere della Tav, pare che la Provincia voglia insediare un polo di protezione civile, ma che il Comune abbia posto la necessità di una variante urbanistica essendo un’area agricola….
Due pesi e due misure a seconda delle convenienze politiche, una vicenda politicamente squallida che testimonia tutta la debolezza del peggior Sindaco della storia reggiana.


Rèz, 1 Settembre 2008.

Stadio Giglio: Catellani politicamente senza ritegno.

Nel mese di marzo discutemmo in Consiglio comunale la nostra mozione relativa alla proprietà ed alla messa in sicurezza dello stadio Giglio: in tale occasione l’Assessore Catellani sostenne che il Comune non aveva la titolarità per chiedere il rientro del bene così come invece previsto dalla convenzione con Mirabello 2000, ma tentò di rassicurare la città rispetto ai lavori di adeguamento dello stadio, pur dichiarando che il Comune non poteva tirare fuori un euro.
Sempre Catellani a maggio, di fronte ai primi problemi che andavano manifestandosi, chiamò in causa il “buon senso” del Ministro Maroni, nel tentativo di scaricare il barile delle responsabilità lontano da sé.

Ora che i lavori sono cominciati e la lotta contro il tempo si fa più serrata per la puntuale consegna dei lavori, lo stesso Assessore non trova di meglio che sbeffeggiare l’Ing. Glauco Zambelli, cui va tutta la nostra solidarietà, sostenendo che non vi sarebbero ritardi imputabili all’Amministrazione: Catellani non ha politicamente alcun ritegno!

Vi è infatti da porre in evidenza come alla base di tutto vi sia eccome una precisa responsabilità politica della Giunta Delrio, basta leggere il recente accordo stipulato con Tuttogiglio che si fonda su due punti precisi: il primo prevede la discussione entro settembre della richiesta di variante alla galleria commerciale, la cui istanza giace in Comune dal 2006, il secondo prevede la destinazione degli 826mila euro di fondi destinati alle opere di urbanizzazione, previste dalla convenzione urbanistica del 2003 stipulata sempre con Tuttogiglio, per la messa a norma dell’impianto.
Di più, perché nella delibera di luglio con la quale la Giunta Delrio ha approvato l’accordo con Tuttogiglio, sta scritto che “a seguito dell’intervenuto fallimento di Mirabello 2000 il Comune di Reggio Emilia è divenuto titolare del diritto, ad oggi non ancora esercitato, di ottenere il trasferimento in proprietà dello stadio”!!!

Da tutto ciò si possono ricavare alcuni dati di fatto:
1.
le condizioni per un accordo con Tuttogiglio erano già presenti da mesi solo che la Giunta Delrio ha perso tempo prezioso attendendo il termine del campionato scorso e a risultati sportivi acquisiti per ragionare sul da farsi.
2.
Contrariamente a quanto sostiene Catellani, alla fine parte delle opere di messa a norma viene realizzata con soldi pubblici.
3.
Contrariamente a quanto sostiene Catellani il Comune ha il titolo per chiedere il rientro immediato dello stadio.


Mi auguro che la Società granata convinca l’Ing. Zambelli a tornare al suo posto e che questi faccia prevalere la passione sportiva alle “miserie politiche” di questi cattocomunisti, che oltre a dimostrare la propria inettitudine politica vorrebbero anche prendere per i fondelli la città.


Rèz, 29 Agosto 2008.

Depuratore Mancasale: cos’ha fatto Giunta Delrio?

Nella Zona Industriale Mancasale sono presenti gli impianti di depurazione gestiti da Enìa, che ad un trattamento a fanghi attivi analogo a quello che si svolge negli impianti convenzionali affiancherebbero una linea di rimozione biologica dell'azoto (predenitrificazione-nitrificazione): da molti anni si registra in loco una situazione insostenibile per tutti gli operatori del complesso industriale a causa dei miasmi prodotti da tali impianti.

Questa situazione stride molto rispetto ai pomposi annunci della Giunta Deliro intenzionata a contenere il più possibile, con il nuovo Piano urbanistico generale, i fenomeni di dispersione urbana di aree produttive che corrisponde all’impegno politico di strutturare nelle zone di Mancasale e Gavassa due poli produttivi sovracomunali con tutte le caratteristiche di aree ecologicamente attrezzate.

Il Consiglio comunale in data 4 giugno 2007 approvò a maggioranza una nostra mozione con la quale si impegnava la Giunta “a pianificare con ENÌA l'installazione di impianti tecnologicamente avanzati volti a ridurre gli agenti patogeni eventualmente presenti nei fanghi e ad eliminare gli odori associati alla presenza di sostanze organiche volatili e putrescibili, nonché a realizzare un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati al fine di una organica pianificazione urbanistica tesa alla completa rivalorizzazione della Zona Industriale”.

Purtroppo leggendo i documenti preliminari del Psc non si rileva alcunché riguardo la soluzione dei problemi generati dalla presenza del depuratore, situazione che potrebbe pregiudicare tanto il possibile insediamento nelle residue aree di completamento della Zona Industriale di nuove attività produttive, che l’obiettivo conclamato dalla Giunta di riconvertire l’area produttiva in Area Ecologicamente Attrezzata.
Infatti tra i contributi pervenuti dai partecipanti alla Conferenza di Pianificazione del Psc, Enìa in merito rileva unicamente come “l’impianto sia in grado di sostenere i carichi attualmente veicolati ma con margini ridotti”, mentre il Comune si limita ad una presa d’atto di queste precisazioni “demandando a successivi approfondimenti la valutazione delle criticità conseguenti al possibile aumento del carico per gli assetti futuri che saranno definiti in sede di Psc”.

A questo punto abbiamo presentato oggi una interpellanza per sapere quali siano le azioni svolte con Enìa tese a superare i problemi derivanti dalla presenza del depuratore e quali siano le risultanze del lavoro svolto dai tavoli di concertazione con i soggetti interessati, poichè la nostra città non può ulteriormente sopportare la costante politica del rinvio delle decisioni condotta dalla Giunta Delrio.


Rèz, 29 Agosto 2008.

Ponte S. Pellegrino: Giunta dorme.

Il 5 marzo scorso presentammo una interpellanza alla Giunta Delrio per sapere quando si intendeva rimettere in sicurezza il ponte di S. Pellegrino.

Infatti dopo i lavori di riqualificazione che ne aveva comportato il rifacimento di marciapiedi e carreggiate attraverso la posa di una pavimentazione pregiata, si è presentato a più riprese il problema di profondi avvallamenti che ne rendono pericoloso il transito.

La Giunta ci rispose, per bocca dell’Assessore Colzi, che si sarebbe proceduto con il rifacimento della pavimentazione e successivamente a fine luglio, con una nota ufficiale alla stampa, la Giunta diede l’annuncio che “come da programma si svolgeranno in agosto i lavori di rifacimento del manto stradale…il periodo è stato scelto per le adatte condizioni climatiche e perché corrisponde alle ferie estive quindi a condizioni meno intense di traffico”.

Siamo al 29 agosto e nulla è stato fatto, mentre i cittadini giustamente protestano continuando a sopportare il disagio di un lavoro mal fatto.

La Giunta Delrio dorme, non tiene fede agli impegni e non si preoccupa di vigilare meglio sull’esecuzione di opere che sono pagate da tutti e che per la loro qualità dovrebbero garantire un’efficacia ed una durata media ben superiore a quella che si può troppo spesso riscontrare.


Rèz, 21 Agosto 2008.

Campine nomadi: Giunta inganna politicamente cittadini.

Come noto e così come si può anche leggere nel Documento preliminare e Relazione tecnica generale del progetto esecutivo della prima microarea sperimentale di via Felesino, l’Amministrazione ha proceduto “a produrre un’accurato studio da cui si poteva desumere la mappatura del territorio da cui identificare le zone dove ubicare le sei microaree da destinare ai nuclei familiari attualmente residenti nel campo sosta di via Gramsci”.
Già nel febbraio 2007 il Dirigente al Patrimonio relazionava come “per nessuna delle aree elencate sussiste compatibilità urbanistica tra l’attuale destinazione di Prg e gli interventi previsti ”, infatti anche il Presidente della Circoscrizione 2 il 17 maggio 2008 dichiarava alla stampa che “l’area è agricola e necessita di una modifica nella destinazione d’uso che può avvenire solo passando dal consiglio comunale” ne concludeva che le ruspe non avrebbero potuto partire prima del “necessario coinvolgimento della circoscrizione e dei cittadini”.

L’area di via Felesino che Delrio vorrebbe destinare ad area sosta per nomadi è inquadrata urbanisticamente come: zona agricola a valenza paesaggistica (art.65 norme Prg) ed area a vulnerabilità idrogeologica e soggetta ad allagamenti (art.68.03 norme Prg), se ciò non bastasse vi insistono anche vincoli sovraordinati del PTCP provinciale che classifica l’area come zona a paticolare interesse paesaggistico-ambientale (art.13) con vincolo paesistico (Legge Galasso).

Il giorno 26 maggio 2008 discussi una interpellanza con la quale chiedevo alla Giunta quale fosse “lo stato dell’iter amministrativo per il cambio di destinazione urbanistica dell’area di via Felesino”: la Giunta Delrio rispose che gli uffici tecnici stavano ancora approfondendo le valutazioni di merito.

Esattamente due giorni prima, il 24 maggio due legali del Comune rassegnavano il proprio “inquadramento normativo e procedimentale inerente le tematiche di carattere urbanistico per la realizzazione dell’area di sosta a particolare destinazione per la popolazione nomade”, tale documento venne poi allegato dal Dirigente alla Pianificazione e Qualità urbana al parere di conformità urbanistica del progetto esecutivo dell’area di sosta rassegnato il 4 giugno al Servizio di manutenzione titolare del procedimento.

La Giunta sapeva già tutto ma ha taciuto.
Perché? Nel contenuto di quel parere legale la risposta.

Tutte le aree sosta esistenti, quale diverrebbe anche quella di via Felesino, è normata a Prg dall’art.43 bis (zone D), in ottemperanza alle disposizioni della Legge regionale sulle minoranze nomadi: ne discende l’assoluta necessità giuridica e soprattutto politica di una variante al vigente Prg, altrimenti a cosa servirebbero gli strumenti di pianificazione urbanistica se non a mettere in grado i cittadini di comprendere l’evoluzione territoriale del Comune?
Ma qual è questa procedura che aggira le norme vigenti?
1. Approvazione del progetto dell’intervento con attestazione della conformità urbanistica ai sensi dell’art.16 delle norme di Prg (quindi senza variante);
2. esecuzione dell’opera.

Il parere legale che supporta il parere di conformità urbanistica, pur sostenendo che “il percorso procedimentale più lineare per attingere la conformità urbanistica è senz’altro quello della variante” valuta come “si tratta però di un percorso che comporta tempi lunghi di attuazione” stimati in un periodo non inferiore ai 9-10 mesi, da qui l’escamotage per tagliare tempi e discussione politica in barba alla legge regionale che cautelativamente dispone l’obbligatorietà di una zonizzazione specifica (zone D o F) che non è quella attuale di via Felesino (zona E) e di una conseguente variante motivata.

Con questo percorso consigliato dai legali del Comune si consente di intervenire tempestivamente con la realizzazione dell’area sosta recuperando eventualmente solo in una fase successiva l’ordine cartografico e normativo sulle tavole del vigente Prg.

Politicamente avere cercato vie brevi ed avere assecondato tale discutibile parere legale, si configura come un inganno politico alla Città: se un domani non lontano continuasse a governare ancora la Giunta Delrio, una volta fatta cessare la sperimentazione della prima microarea, il centrosinistra potrebbe procedere alla realizzazione di tutte le altre senza passare preventivamente dal Consiglio comunale e facendo conoscere solo a lavori ultimati le decisioni ai cittadini.

In un “paese normale” di dalemiana memoria, una Giunta ed un Sindaco così politicamente scorretti dovrebbero andarsene a casa di volata!


Rèz, 7 Agosto 2008.

Dimensione Psc: Giunta contraddice se stessa.

Ma quale stop al cemento, le argomentazioni della Giunta Delrio sui numeri del nuovo Piano Strutturale Comunale palesano solo come la nuova stagione urbanistica fondata su un fantomatico “stop al cemento”, sia solo uno slogan.

A differenza di quanto sostiene la Giunta, una crescita come gli anni precedenti è oggi impossibile poiché il mercato vive una fase di stanca molto marcata ed inoltre il residuo degli alloggi potenzialmente edificabili previsti dal Prg vigente è di circa 8.400 unità (di cui 5.370 contenuti in Piani urbanistici buona parte dei quali rinviati dal PPA 2006-2010), ovvero il 42% del totale.

Il nuovo Psc invece gestirà tale residuo integrandolo con quote aggiuntive di Edilizia Residenziale Sociale, nuove riqualificazioni e trasformazioni urbane (ex Reggiane e aree circostanti, ex Consorzio Agrario…), tessuti consolidati (previa demolizione e ricostruzione), nuove delocalizzazioni: il totale di queste previsioni farà molto probabilmente superare i 16.000 alloggi di previsione del nuovo Piano urbanistico della Giunta Delrio, ben al di là dei 12.000 reclamizzati.

La prova scritta di questa tesi la troviamo nell’allegato B del “Verbale conclusivo della Conferenza di Pianificazione per l’adozione del Psc” del 23 aprile scorso.
In tale documento si possono leggere i contributi degli enti sovraordinati come Provincia e Regione: proprio la Provincia, chiedeva ripetuti chiarimenti rispetto alla valutazione del dimensionamento “politico” annunciato, di 12.000 nuovi alloggi in 15 anni, rispetto alla capacità insediativa massima prevista, questo al fine di potere valutare le ricadute a scala locale e vasta delle politiche e delle relazioni con i Comuni contermini e delle potenzialità trasportistiche dei principali assi viabilistici, in ultima analisi per avere una rispondenza tra gli obiettivi dichiarati e le scelte territoriali.

La risposta della Giunta Delrio a questa richiesta di chiarimenti della Provincia è chiara ed incontrovertibile: “il totale tra interventi diretti e Piani Urbanistici Attuativi, comprensivo come detto della quota aggiuntiva di Edilizia Residenziale Sociale e delle nuove riqualificazioni urbane ammonta a circa !5.000-16.000 alloggi.”, oltre a questo vengono richiamati “ma non possono essere puntualmente conteggiate le quote riferite ad interventi di recupero e riqualificazione di: complessi dimessi in territorio agricolo, tessuti consolidati, delocalizzazioni”.

Dunque il dato dimensionale delle previsioni residenziali è di 16mila e più alloggi del Psc contro i 19.800 dell’attuale Prg (attuato per metà), senza tenere conto per altro dell’importante dato di mercato, mai tenuto in debita considerazione, relativo all’andamento del mercato e quindi all’invenduto. la crescita edilizia è ancora troppo marcata, il resto sono spot elettoralistici.


Rèz, 6 Agosto 2008.

Consulenze: media spesa rimane sui 5,3 milioni.

Come abbiamo a più riprese sostenuto, visionando i dati sull’esternalizzazione degli incarichi professionali risulta che l’Amministrazione Delrio sia sostanzialmente in media col recente passato.

Se escludiamo l’anno 2003, che vide una crescita eccezionale degli importi relativi agli incarichi esterni essendovi compreso il costoso onorario dell’Arch. Calatrava (circa 7milioni), tra il 2002 ed il 2007 la media si attesta su circa 5,3 milioni di euro.

Nell’aprile 2007 presentammo alla Giunta una interrogazione per avere conto della situazione locale relativa agli incarichi eterni, anche in funzione della Circolare n.5/2006 del Ministro delle Innovazioni nella Pubblica Amministrazione recante “Linee di indirizzo in materia di affidamento di incarichi esterni e di collaborazioni coordiante e continuative”.

L’obiettivo di tale Circolare era quello di “richiamare le amministrazioni al contenimento delle spese relative all’affidamento di collaborazioni” e più in particolare l’allora Ministro Nicolais esplicitava quali fossero i criteri ispiratori delle linee di indirizzo, legati sia alla natura dei contratti, ma anche alle norme che da un lato bloccano le assunzioni e dall’altro prevedono un complesso processo di pianificazione e programmazione per l’individuazione dei fabbisogni di personale.

Anno
Importi un Euro
Numero incarichi
2002
5.269.413,04
874
2003
12.104.392,00
927
2004
5.319.965,00
942
2005
5.746.017,00
801
2006
4.938.215,92
766
2007
5.374.581,22
585

Questo il resoconto degli incarichi negli ultimi anni:
(* il dato 2003 comprende l’incarico all’Arch. Calatrava che da solo ammonta a circa 7 milioni)

Alla luce dei dati consuntivi del 2007, ci preme una considerazione finale: anche nella nostra Amministrazione, pur in presenza di un calo del numero complessivo degli incarichi, si palesa la necessità di una verifica dei presupposti politici e giuridici che legittimano il ricorso alle collaborazioni esterne, che è bene ricordarlo, debbono rispettare contemporaneamente tre caratteristiche da motivare obbligatoriamente: straordinarietà, temporaneità e alta qualificazione della prestazione.


Rèz, 31 Luglio 2008.

Blitz di Spadoni: via Emilia Ospizio costerà 330 mila euro in più.

L’Assessore Spadoni aveva preparato il più classico dei blitz estivi: durante la seduta di Giunta di martedì scorso intendeva approvare sia il progetto definitivo di viale Umberto 1° che quello di via Emilia Ospizio.

Il blitz gli è riuscito a metà nel senso che nel primo caso vi era una precisa richiesta di alcuni Consiglieri di discutere il progetto in Commissione (già convocata per il 24 luglio e rinviata a settembre) e forse per questo motivo l’approvazione della delibera è slittata, nel secondo caso invece Spadoni ha tirato dritto senza passare dalla Commissione, mentre anche in Circoscrizione si è lamentata una scarsa informazione verso i cittadini.

Per sua sfortuna c’è la Lega Nord ad osservare il suo operato ed anche stavolta salta fuori che i costi aumentano.

Il progetto preliminare di rifacimento di via Emilia Ospizio e piazza Tricolore prevede due stralci realizzativi, per un costo complessivo presunto di 2 milioni di euro reperiti tramite l’accensione di un mutuo.
Il primo stralcio, oggetto della delibera approvata martedì, è quello relativo a via Emilia Ospizio, che è bene ricordarlo è stata già oggetto negli anni scorsi di lavori di rifacimento dell’illuminazione e delle piste ciclopedonali (ancora nuove) per un importo di circa 80mila euro: per rifare ancora una volta tali vialetti secondo il progetto preliminare la spesa doveva essere di 870mila euro, ma con l’approvazione del progetto definitivo si salirà ad €.1.200.000.

La scusa di questo aumento è l’allungamento dell’intervento da via Cagnoli sino a via Malaguzzi, 150 metri in più, ma non si tiene conto che ad esempio la prevista rotonda su via Melato non sarà più realizzata ed inoltre non è chiaro se i privati interessati dai rifacimenti contribuiranno alle spese come ad esempio la Parrocchia di San Francesco da Paola che si vedrà rifatto il sagrato.

Da sottolineare come anche la scelta dei materiali incide notevolmente sui costi, il calcestruzzo architettonico così di moda ed utilizzato in molte piste ciclopedonali costa circa 55 euro al mq, mentre l’asfalto ne costa circa 11: una contraddizione enorme dal momento che le risorse per la manutenzione di strade e marciapiedi continuano ad essere sempre insufficienti.

Anche questo progetto di estetica autoreferenziale della Giunta Delrio ci costerà parecchio e siamo solo al primo stralcio…


Rèz, 17 Giugno 2008.

Viale Umberto 1°: rivedere progetto e costi.

Che viale Umberto 1° avesse necessità di un restauro sono anni che lo sosteniamo, ma che l’Assessore Spadoni non abbia perso tempo strappando dalle mani dell’Assessore Colzi quella che doveva essere un’opera di dignitoso restauro dell’unico viale storico della città per costruire l’ennesimo costoso progetto rivoluzionario, allargandolo a tutto corso della Ghiara, non lo accettiamo: 9 milioni non sono bruscolini e considerato che le soluzioni proposte sono più che discutibili e meritano un approfondimento affinché non si ripetano gli scempi del parco Tocci, di piazza della Vittoria e di porta S.Stefano.

Mobilità.
Delle tre rotonde previste (p.za Lepanto, p.za Cadorna, porta Castello) l’unica necessaria è quella di p.za Lepanto anche in considerazione del fatto che ad esempio in p.za Cadorna è appena stato sistemato un nuovo impianto semaforico, inoltre è assolutamente superflua l’introduzione delle corsie preferenziali per gli autobus nel tratto centrale del viale che non presenta alcun problema di scorrimento.

Dotazioni e pavimentazioni.
Le nuove fontane nelle piazze e nelle rotonde previste (p.za Gioberti, p.za Roversi, p.za della Legna, rotatoria p.za Diaz, rotatoria p.za Cadorna e rotatoria p.za Lepanto) sono assolutamente superflue così come la realizzazione, di fronte alla Parrocchia del Buon Pastore di uno spazio in autobloccanti sulle aiuole per sopportare il carico e il calpestio prodotto dai mezzi della fiera di S.Pellegrino: perché finita la fase provvisoria di utilizzo del nuovo parcheggio di via Murri la fiera non viene spostata li? Sarebbe un ulteriore risparmio e non comprometterebbe la tranquillità della zona visto che la fiera dura 15 giorni e in quell’area si svolgeva la festa dell’Unità…
Da rivedere anche le tipologie di pavimentazioni da utilizzare: che ha di storico il calcestruzzo architettonico che sostituirebbe l’attuale asfalto?
E perché allora sono stati spesi 100mila euro lo scorso anno per rifare la pista ciclopedonale tra porta Castello ed il ponte di S.Pellegrino?
Su quest’ultimo poi si vorrebbe costruire in affiancamento una nuova inutile passerella ciclopedonale, proposta che non solo venne bocciata qualche anno fa dalla Soprintendenza, ma che ha già trovato soluzione nell’allargamento dei due marciapiedi presenti sullo stesso ponte: semmai bisogna preservare la struttura del ponte limitando il transito dei mezzi.

Se l’arroganza politica della Giunta Delrio lascerà il passo al dialogo forse si potrà giungere ad un progetto condiviso e meno costoso di quello proposto, vedremo anche se i precedenti non sono di buon auspicio.


Rèz, 27 Maggio 2008.

S.Stefano: frutto dell’ideologia cattocom.

A Santo Stefano il Sindaco Spaggiari aveva previsto solo un’opera funzionale: una rotonda per tentare di snellire il traffico: costo 286mila euro.
Il Sindaco Delrio invece ha speso un milione e 320mila euro per realizzare una piazza tanto anonima quanto brutta.

La Giunta Delrio propaganda una fantomatica “città delle persone”, ma le uniche persone di cui tengono conto sono se stessi: quando l’Assessore Spadoni sostiene che a Santo Stefano “il risultato può piacere o no”, tradisce un metodo contrario alla partecipazione ed alla condivisione delle scelte, della serie siccome a noi piacciono queste architetture tutta la città si deve adeguare.

L’arrogante autoreferenzialità di questa Giunta è lo specchio dell’ultima ideologia vivente, il cattocomunismo.
Le culture totalitarie hanno sempre consolidato il proprio potere sostituendo le diversità locali con gli stili di regime: il modernismo, anonimo, egualitario, apolide e banale, ha sempre fornito copertura ideologica allo scempio urbanistico, all’abbruttimento del paesaggio ed al sapere fare architettura locale.

Non bastava il contrasto funzionale che Reggio vive tra periferia e centro storico, ora la nostra individualità culturale di Comunità viene annientata scientificamente anche negli spazi pubblici storici: le porte sulla via Emilia, il sistema delle piazze, viale Umberto 1°.

Politicamente Spadoni e Delrio trasferiscono su pietra il proprio fervore ideologico multiculturalista, fallito in tutto il mondo, con l’arma del modernismo e dilatando per di più la spesa pubblica.

Se il prossimo anno vinceremo il Comune il primo segno del cambiamento sarà spostare il monolite colorato di porta Santo Stefano nel luogo che merita.


Rèz, 5 Giugno 2008.

Con PD troppi immigrati.

Il Procuratore Materia lega l’aumento dei crimini nel 2007 con l’esagerata presenza di immigrati a Reggio: ha ragione, ma non è una novità.

Perché non poteva essere altrimenti per una città la cui crescita è stata impostata, unico caso in Italia, sull’incremento demografico e quindi sull’espansione urbanistica, una città proiettata ai 200mila abitanti.

Le scelte politiche del centrosinistra si ripercuotono pesantemente oggi in tutta la loro forza con le problematiche conseguenze sociali che sono sotto gli occhi di tutti: aumento della criminalità, difficoltà di convivenza, tenuta del welfare locale a rischio.

Ma se abbandoniamo l’anomalia del caso specifico reggiano ed allarghiamo lo sguardo alle province vicine, si può constatare come il dato sull’incremento della criminalità sia diretta conseguenza della politica buonista del centrosinistra.

Il Sole 24 Ore ha proposto recentemente alcune statistiche su presenza di clandestini e criminalità: è solo un caso che nell’intera fascia mediopadana compresa tra Reggio, Bologna, Verona e Brescia, dove nel medio-lungo periodo governa o ha governato il centrosinistra, si concentra il tasso di clandestini più alto del Paese? E dove guardacaso si registra un tasso di criminalità in forte crescita?

No non è un caso, poiché il clima d’impunità generalizzata mixato ad una politica fondata sull’accoglienza indiscriminata è inversamente proporzionale ad un rigoroso controllo del territorio: in questo vi sono precise responsabilità politiche che non possono essere cancellate da una rincorsa disperata del Pd a ricostituirsi una verginità ed una credibilità ormai perduta.


Rèz, 4 Giugno 2008.

Fallito il primo bando sui volumi pubblici: la Giunta ci riprova.

Era l’ottobre 2006 quando la Giunta Delrio portò in Consiglio comunale una delibera avente ad oggetto “Indirizzi per l’alienazione di quote di capacità edificatoria di proprietà comunale destinate alla delocalizzazione” attraverso la quale si definivano le procedure ed i criteri da adottare per l’individuazione dei soggetti privati a cui cedere la capacità edificatoria comunale nonché il relativo schema di bando d’asta.

Sostanzialmente dopo che nel luglio dello stesso anno, con grande eco, veniva annunciato il “congelamento” di oltre un terzo della potenzialità edificatoria del Prg vigente, la stessa Giunta calpestando la promessa di una “nuova stagione urbanistica”, prevedeva di cedere all’asta circa 14.000 mq di superfici pubbliche da delocalizzare per un valore complessivo presunto di 4,6 milioni.

Una operazione di cassa imputata politicamente come “eredità” della precedente Giunta Spaggiari ma cui seguirono, anche successivamente all’approvazione del Programma Poliennale d’Attuazione 2006-2010, le delocalizzazioni dei volumi Act di via Talami.

Secondo la Giunta quelle metrature sarebbero state fatte “atterrare”, per mezzo di un’asta pubblica, su due tipologie di zone: quelle regolamentate dal Prg all’art.48 (aree di trasformazione urbana) e all’art.63 (zone agricole periurbane), questo nel tentativo di costruire in aderenza alla cosiddetta città compatta rispettando almeno il proprio macro-obiettivo di non consumare ulteriore territorio.

Politicamente una delocalizzaizone di volumetrie pubbliche si prefigurava già come una grave incoerenza rispetto ad esempio al congelamento di diversi Piani Attuativi nel PPA: durante la seduta della Commissione Uso e Assetto del Territorio svoltasi ieri la Giunta Delrio, avendo preso atto che il bando ha visto l’aggiudicazione di un solo lotto di 1.500 mq sui 13.842 oggetto dell’asta, proporrà al Consiglio comunale di modificare gli indirizzi precedentemente approvati a maggioranza, al fine di esperire un secondo bando nel quale da un lato verrebbe eliminato il requisito temporale riguardante la proprietà delle aree di atterraggio per le quali non sarà più necessario che l’acquisto sia avvenuto prima del 19 marzo 2004, dall’altro si ridefinisce il requisito di contiguità delle aree d’atterraggio nel senso che la contiguità non dovrà più riguardare il “territorio edificato già consilidato”, ma “aree edificate o edificabili a destinazione prevalentemente residenziale”.

A fronte dell’insuccesso sostanziale del primo bando, la Giunta allarga le maglie nel tentativo di realizzare la totale cessione delle volumetrie pubbliche.


In una fase di mercato come quella attuale non è peregrina che si tenti di giocare al ribasso nella definizione dei requisiti: cosa succederà se anche il secondo bando registrerà un insuccesso? La Giunta proporrà ulteriori aperture?
E’ questo il messaggio di fermezza rispetto alla promessa di bloccare l’espansione urbana che si vuole dare?

Questa operazione rappresentava sin dall’inizio un comportamento politicamente incoerente da parte di una Giunta che si era ripromessa di ridurre il costruito, ora si rende evidente come la promessa “nuova stagione urbanistica” sia relegata al solo futuro di un PSC la cui approvazione non avverrà entro la consiliatura.


Rèz, 29 Maggio 2008.

Sicurezza: Pd tra confusione e stordimento.

E così il Partito Democratico ha dormito: come ha sempre sostenuto la Lega Nord.

E tra i dormienti indicati da Giulio Fantuzzi forse c’era anche l’On. Marchi che intenderebbe ridurre il problema di una città modificata geneticamente nella propria struttura ed identità, alla necessità di più coesione: problema creato e non gestito proprio dal suo partito che ha lanciato Reggio in una crescita proiettata ai 200mila abitanti.

Così come bisognerebbe chiedersi dov’erano Fantuzzi e Marchi quando il Governo Prodi si è “dimenticato” di firmare quel il Patto per la sicurezza di Reggio che oggi viene così sollecitamente invocato.

Stia sereno Fantuzzi, la Lega Nord farà la sua parte, c’è però da chiedersi se quello schema di Patto per la sicurezza sia sufficiente o se se ne debba aggiornarne qualche parte anche alla luce del pacchetto sicurezza varato dal Ministro Maroni, ad esempio nell’intensificazione del coordinamento tra Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza nelle attività di controllo dei quartieri cittadini anche migliorando lo scambio di dati ed informazioni.

Ci pare che il Partito Democratico stia vagando nell’ombra della notte di una sconfitta elettorale non ancora compresa e digerita: dopo che sull’ipotesi del Security manager il Sindaco Delrio è rimasto clamorosamente in mezzo al guado, il PD si è inventato la “task force”, una sorta di “Questura ombra” partecipata anche da un poliziotto in servizio, che dovrebbe avere il compito di scacciare la paura dai reggiani e che mirerebbe ad una città viva e solidale.

La delinquenza che si manifesta quotidianamente a Reggio è si molto viva ma ben poco solidale, mentre la politica del PD è ancora ferma al buonismo dialogante, ma con chi?


Rèz, 27 Maggio 2008.

S.Stefano, i costi lievitano ancora.

Mentre i lavori a porta S.Stefano procedono a rilento, i costi lievitano velocemente.

La costruzione di una rotatoria a porta S.Stefano, il cui progetto esecutivo era stato già approvato nel 2002 unicamente per cominciare a risolvere un problema di tipo viabilistico, si è trasformata nel 2006 per volere della Giunta Delrio, nella realizzazione di una nuova piazza non badando a spese, cosicché dai preventivati 260mila euro si è giunti a ben 1.120mila comprensivi anche dell’ennesimo rifacimento dei marciapiedi di via Emilia all’Angelo che non parevano assolutamente in cattivo stato e sui quali nel 2005 sono stati effettuati lavori per circa 32mila euro.

Il 20 febbraio di quest’anno la Giunta ha approvato la prima perizia suppletiva di variante tecnica al progetto, prevendendo un incremento dei costi di 200mila euro arrivando così ad un costo complessivo di 1.320mila euro.

1. Per il solo bagno autopulente, stranamente realizzato con una discutibile opera in calcestruzzo sono stati impiegati 120mila euro dei 250mila che la Giunta aveva stanziato per incrementare il numero dei bagni pubblici in centro storico (gli altri 3 chioschi installati di recente sono costati complessivamente 140mila euro): in sé il bagno posato a S.Stefano costa 30.500,00 euro, la parte rimanente dei 120 mila euro è stata impiegata per la struttura in calcestruzzo, gli arredi ed i sistemi di pavimentazione ed illuminazione.

2. La realizzazione dell’opera tratta da un bozzetto di Marco Gerra, finanziata dalla Signora Annamaria Ternelli con 80 mila euro, è costata 60mila euro (iva inclusa).

3. Questi interventi hanno comportato il conferimento di ulteriori incarichi di progettazione per un importo di 31.316,00 euro di cui 5.000,00 per la progettazione definitiva-esecutiva e direzione lavori delle strutture in cemento e ferro dell’opera ispirata dal Gerra.

4. Rimangono infine sulla carta le tre “aree attrezzate in quota” caratterizzate da pavimentazione in cubetti di porfido fungenti da dispositivi per la riduzione della velocità che dovevano essere realizzate in via Emilia all’Angelo così come previsto dal progetto definitivo-esecutivo: a spesa invariata l’opera non è completa.

A conti fatti pare che sia una parte delle risorse versate dalla vedova Gerra, sia parte delle risorse destinate ai bagni pubblici siano state utilizzate per sostenere i costi di una operazione non già funzionale ma meramente estetica, alquanto discutibile nel gusto ed anche incompleta.


Rèz, 17 Maggio 2007.

INTERPELLANZA

Premesso che

il Comune sta realizzando un costoso e discutibile intervento di riqualificazione urbanistica e viabilistica di Porta Santo Stefano e via Emilia All’Angelo, ove verrà complessivamente riorganizzata tutta l’area che costituisce di fatto e scenograficamente uno dei principali accessi alla città storica, mediante l’inserimento di una intersezione a rotatoria tra l’asse della via Emilia all’Angelo e i viali di circonvallazione e la realizzazione di una ampia piazza/porta pedonale dove confluiscono in entrata e uscita dal centro storico i percorsi pedonali e ciclabili;

l’Unità di Progetto Città Storica, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali che prevedono fra l’altro, la gestione delle problematiche complessive di salvaguardia, riqualificazione e valorizzazione degli spazi urbani aperti (strade, piazze, gallerie, portici, giardini) e degli edifici di interesse storico, artistico della città storica, ha indirizzato e coordinato la progettazione di tale intervento;

avendo la signora Annamaria Ternelli espresso la volontà di promuovere e finanziare la realizzazione di un opera da porsi in posizione centrale nell’area della rotatoria in questione, la Giunta con delibera n.231 del 4 settembre 2007 ha approvato la convenzione tra la stessa signora Annamaria Ternelli ed il Comune di Reggio per la costruzione di un monumento da realizzare su bozzetto di Marco Gerra da collocare all’interno dell’intersezione a rotatoria di piazzale Duca d’Aosta,;

così come riportato nella delibera la Giunta ha ritenuto tale offerta “particolarmente apprezzabile, in considerazione delle complesse attività che l’Amministrazione sta operando per salvaguardare e qualificare gli ambiti cittadini ed in particolare quelli del centro storico con la collaborazione di soggetti privati nell’ambito di un procedimento di sponsorizzazione”;

la Giunta Delrio ha politicamente trattato una delle due porte principali del centro storico alla stregua di una qualsiasi rotonda presente in città, ove gli interventi manutentivi sono affidati a sponsor privati;

la collocazione dell’opera non ha per altro trovato il gradimento dei cittadini reggiani anche a causa dell’inadeguatezza del luogo;

è intenzione della Giunta realizzare altre 12 rotonde lungo la circonvallazione;

si interpella la Giunta per sapere

se veramente il monumento in oggetto sia ritenuto di alto valore artistico (sebbene non opera dell’artista tanto che persino i colori originari sarebbero stati cambiati), si intenda ricollocarlo in un luogo più consono, come ad esempio presso la rotonda posta tra le vie F.lli Cervi-Chopin-Hiroshima, che oltre ad essere un importante snodo viario è anche collocata nei pressi dell’importante sede della Collezione Marmotti;

se si intende procedere con le medesime modalità anche nella fase di realizzazione delle altre rotonde poste sulla circonvallazione.


Rèz, 14 Maggio 2008.

Ospedale: nuove ali progettate senza parcheggi.

Si è tenuta ieri la Commissione consiliare che ha discusso di parcheggi e viabilità dell’ospedale.

Le nuove ali nord e sud dell’ospedale Santa Maria Nuova sono sostanzialmente state progettate senza prevedere una adeguata dotazione di parcheggi cosicché il Consiglio comunale sarà chiamato nelle prossime sedute ad approvare in tutta fretta la realizzazione di un nuovo parcheggio su via Murri per un costo di circa 400mila euro.

Se ciò non avvenisse infatti non sarebbe possibile rispettare gli standard di parcheggio di uso pubblico (287 posti complessivi di cui 148 per l’ala nord e 131 per quella sud ed 8 per la radioterapia) e quindi non sarebbe possibile aprire almeno la nuova ala nord dell’ospedale, il cui permesso di costruire è datato 6 dicembre 2003.

Per ovviare alla situazione la Giunta Delrio nel 2005 aveva pensato ad un project financing per la costruzione di un parcheggio in struttura del valore di 10 milioni di euro, ma per entrambe le proposte presentate è stata dichiarata nel 2006 l’insussistenza del pubblico interesse (ed era facilmente preventivabile), i motivi: scarsa compatibilità con la viabilità esistente, volumi di notevole impatto architettonico e livello di tariffazione eccessivo.

All’inizio di via Murri, sul lato che fiancheggia i condomini di via Balletti, verrà quindi realizzato un parcheggio con caratteristiche di reversibilità di 170 posti e allo stesso tempo verrà rivista anche la viabilità generale di accesso all’ospedale: un intervento che l’Assessore Colzi ha definito “tampone” tanto che è considerato come attività di manutenzione.

La reversibilità del parcheggio, così come ha evidenziato nei propri pareri sia il Servizio Pianificazione che la Commissione per la qualità architettonica, si impone per il fatto l’intera area in cui ricade è oggetto dell’Ambito di riqualificazione urbana denominato “Area Ospedali