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Rèz, 29 Dicembre 2007.

Spadoni scenda dal piedistallo.

Vittima della propria arroganza politica.
Così si può spiegare altrimenti la cecità politica di un Assessore e di una Giunta che vive chiusa da quattro anni nel suo nuovo Palazzo d’Inverno?

I “post-margheriti” sono asserragliati nelle stanze municipali, così faticosamente conquistate, tutti intenti a difendere l’indifendibile incuranti, sebbene le promesse elettorali improntate alla partecipazione, delle continue contestazioni che in particolare nel centro storico si stanno susseguendo dal proprio insediamento.

Stanno mettendo ulteriormente a soqquadro il centro, hanno diviso i cittadini e i sono divisi tra loro su ogni decisione, dalla settimana della mobilità alle notti bianche, dai mercati alle piazze, dalla sicurezza ai parcheggi sotterranei, dal parco Tocci a S.Stefano, ma imperterriti senza ascoltare nessuno e forti solo della propria arroganza politica vanno avanti.

Ora la storia dei platani d’oro e Spadoni riesce a contraddirsi anche su questa vicenda: egli afferma che sarebbe “una scelta coerente con il paesaggio urbano”, gli ricordo che già in Commissione consiliare in molti criticammo la piantumazione di quegli alberi utili solo a coprire il poco amato isolato S.Rocco, aggiunge poi che le manutenzioni “non saranno più onerose di quella delle rotonde”, lo informo che la quasi totalità delle rotonde di Reggio sono manutenute dagli sponsor e non dal Comune!

Spadoni scenda dal piedistallo e si adegui ad una condotta politica più votata all’ascolto ed alla razionalizzazione della spesa pubblica anche considerato che la sua Unità di Progetto ha affidato incarichi esterni nel solo biennio 2005-2006 per complessivi €.302.855.

Delrio si appresta ad aumentare le tasse ai cittadini reggiani, come spiega questo continuo scialaquo di risorse perpetrato dall’Assessorato alla Città Storica?


Rèz, 19 Dicembre 2007.

Asp Rete: decisione blindata e tardiva.

Meglio tardi che mai direbbe qualcuno.
Certo è che come al solito la Giunta Delrio arriva agli appuntamenti importanti al fotofinish, tanto da presentarli blindati!

Non si può commentare altrimenti la trasformazione di Rete in Asp approvata lunedì dal Consiglio comunale, infatti la discussione politico amministrativa tra Regione e Comune ha dilatato eccessivamente i tempi di questo importante passaggio: basti pensare che sebbene le leggi regionali siano state approvate nel 2003, in Lombardia la riorganizzazione è sostanzialmente attuata già dal 2004.

La Lega Nord ha presentato 13 ordini del giorno per chiedere modifiche statutarie e 11 emendamenti per modificare la Convenzione: naturalmente sono stati tutti respinti poiché anche una sola modifica avrebbe comportato la riapprovazione da parte degli altri Comuni soci.
Eppure le nostre proposte erano tese a garantire la sussidiarietà orizzontale, a stabilizzare i contratti dei lavoratori dipendenti, a garantire un maggiore controllo del Consiglio rispetto la gestione delle Asp.

Questa è stata insomma l’ennesima dimostrazione di come la Giunta Delrio sia incapace di presentare per tempo i provvedimenti per un vero confronto politico di merito, preferendo nascondersi dietro i ritardi della Regione.


Rèz, 19 Dicembre 2007.

Abolire le Circoscrizioni.

Ad un anno dall’approvazione del regolamento dei Consigli circoscrizionali, il Partito Democratico reggiano vorrebbe riaprire il dibattito sulle Circoscrizioni senza accorgersi di avere già fallito su tutta la linea in materia di decentramento.

Sconfessato dal suo Governo, che costringerà la Giunta a ridurne a cinque il numero così come sia noi che la sinistra chiedevamo (e com’era scritto sul programma della maggioranza), sconfessato dalla stessa Giunta Delrio che non solo non ha ancora attuato le uniche tre deleghe previste dal nuovo Regolamento (impianti sportivi, aree verdi e manutenzioni stradali), ma le ha svuotate attraverso il prossimo passaggio alla Fondazione dello sport del patrimonio impiantistico sportivo ed il conferimento ad Enìa della manutenzione dei parchi cittadini compresi quelli autogestiti dai volontari, senza contare la perenne esiguità delle risorse destinate alle manutenzioni.

Se a tutto ciò aggiungiamo che l’Assessorato alla città storica di fatto è il surrogato della Circoscrizione 1 e che l’unico palliativo partorito dalla Giunta per dare un senso a queste Assemblee è stata la sperimentazione fallimentare del cosiddetto bilancio partecipativo, allora forse bisognerebbe prendere in considerazione l’idea di abolire queste Istituzioni che continuano ad essere degli organi consultivi senza potere politico né di spesa, sostituendole con una rete vera di sportelli operativi a disposizione del cittadino.

Con buona pace del Pd sarebbe ora di assumere decisioni coraggiose votate concretamente al taglio dei costi della politica ed alla razionalizzazione dei servizi municipali: noi questo coraggio lo abbiamo!


Rèz, 19 Dicembre 2007.

No all’aumento Irpef.

La perfetta sintonia tra la Giunta Delrio ed il Governo Prodi si mostra anche in materia di tassazione: apprendiamo che molto probabilmente il prossimo bilancio preventivo conterrà l’aumento dell’Irpef.

La Lega Nord è nettamente contraria a questa ipotesi, poichè nel momento in cui le famiglie stanno attraversando una fase di grande difficoltà a causa della politica del Governo, è ingiustificato ricorrere ad un ulteriore inasprimento delle imposte e questo vale anche se si tratta di risorse destinate a fini specifici: i sindacati non si nascondano dietro banali foglie di fico!

Anche perché la stessa Giunta Delrio quando ad esempio entrerà in possesso dell’area dell’ex casello autostradale per poi cederla, per un valore molto simile all’eventuale entrata derivante dall’aumento dell’Irpef, non utilizzerà quelle risorse per le famiglie, ma solo per realizzare il nuovo casello autostradale con il progetto firmato Calatrava.

Il centrosinistra mostra il suo vero volto: a parole invocano l’attuazione del federalismo nella pratica è il partito delle tasse e degli sprechi!

Una bella coerenza!


Rèz, 14 Dicembre 2007.

Casello Calatrava: Delrio ritiri delibera.

Delrio si sta spendendo in prima persona nel tentativo di piegare i gruppi della propria maggioranza contrari alla realizzazione del casello firmato Calatrava, per il semplice motivo che la delibera iscritta all’ordine del giorno di giovedì 20 porta la sua firma.

Delrio sa benissimo che non vi è spazio di trattativa rispetto agli impegni assunti poiché già nella delibera n.105 del 19 aprile 2006 con la quale la Giunta all’unanimità (assenti Santel, Montanari e Ferrari) approvava la bozza della Convenzione poi sottoscritta con Tav, Cepav ed Autostrade, stava scritto chiaramente che, riguardo la pensilina, “gli extracosti da verificarsi sulla base della progettazione definitiva ed esecutiva, rispetto all’importo attualmente previsto da TAV per la realizzazione della copertura del casello autostradale e delle relative aree a verde secondo il progetto approvato dalla Conferenza di Servizi dell’8 luglio 2002, non potranno in nessun caso far carico a TAV o a Cepav Uno, ma saranno a carico del Comune di Reggio Emilia, che vi provvederà attraverso la cessione dei diritti di edificazione sulle aree limitrofe all’Asse Attrezzato”.

Inoltre si legge che “oltre agli extracosti di cui sopra, il Comune di Reggio Emilia è impegnato a finanziare e realizzare una serie di opere infrastrutturali di interesse pubblico indispensabili per completare il programma di riqualificazione territoriale dell’area, tra cui il parcheggio scambiatore del nuovo centro di interscambio della mobilità, il potenziamento della viabilità di collegamento tra tale centro di interscambio con il nuovo casello autostradale, nonché le opere di mitigazione a verde del comparto” quindi “le aree del casello, un volta acquisite dal Comune, consentiranno di reperire la copertura finanziaria per la realizzazione dei predetti interventi infrastrutturali di interesse pubblico”.

Insomma il ricavato dalla cessione del vecchio casello è già stato destinato per coprire gli extracosti derivanti dalla realizzazione della pensilina del nuovo casello ed al sistema delle opere legate al progetto Calatrava e quindi non sarà possibile definire politicamente come destinare quanto il Comune ricaverà dalla cessione di detta area, il cui valore di mercato è probabilmente tre volte più alto di quanto stimato dall’Agenzia del Territorio (€.2.085.000).

Delrio dovrebbe ritirare la delibera e scindere l’acquisizione dell’area del vecchio casello dalla realizzazione della pensilina del nuovo, anche perchè il Consiglio comunale sarebbe chiamato ad esprimersi a scatola chiusa senza potere sapere a quanto ammonteranno tali extracosti.


Rèz, 12 Dicembre 2007.

Legalità: da giunta Delrio solo annunci.

L’Assessore Corradini non faccia difese d’ufficio al Comandante della Polizia Municipale e la finisca insieme al resto della Giunta di praticare una politica della legalità fatta solo di annunci!

In discussione non vi è l’operato del Corpo di Polizia Municipale, ma solo quello del suo Comandante che a causa della propria assurda circolare impedisce al Corpo medesimo di dare il suo fattivo contributo per garantire il legale svolgimento delle macellazioni rituali.

Lo svolgimento di queste pratiche senza i dovuti controlli, nei luoghi e con i metodi dovuti non deve trovare cittadinanza alcuna nella nostra città poiché la Repubblica Italiana è uno stato laico e le sue leggi hanno una valore molto superiore alle barbare usanze di qualche nostro ospite.


Rèz, 12 Dicembre 2007.

Casello Calatrava: spreco continua.

Non si dica più che i progetti griffati da Calatrava sono una eredità della Giunta Spaggiari!

Poiché quegli esponenti della (ex) Margherita che si erano detti inizialmente contrari oggi sono i primi sostenitori di quel colossale spreco di denaro pubblico: addirittura in occasione dell’inaugurazione dei ponti Delrio ed i suoi sodali postdemocristiani, ha pensato bene di occupare tutta la scena “dimenticando” di dare visibilità a chi quel progetto lo volle…

Allora non stupisce oggi che la Giunta in assoluto silenzio, abbia cercato l’ennesimo blitz, facendo approdare in tutta fretta in Consiglio quella che poteva sembrare come una delibera “tranquilla” con la quale il Comune incamererà il sedime del vecchio casello dell’A1 senza informarne adeguatamente i Consiglieri: la nostra richiesta di una illustrazione alla competente Commissione è stata utile poiché molti, specie le “ali” della maggioranza, hanno appreso di cosa trattiamo in concreto.

La Giunta Delrio, nell’aprile 2006, ha voluto imprimere un’accelerazione sulla realizzazione del nuovo casello autostradale firmato Calatrava legando l’acquisizione dell’area del vecchio casello alla realizzazione della pensilina del nuovo casello dell’A1 firmato dall’architetto valenciano, tramite una Convenzione sottoscritta con Tav, Cepav ed Autostrade.

Con la diretta conseguenza che non sarà possibile definire politicamente come destinare quanto il Comune ricaverà dalla cessione di detta area, il cui valore di mercato è probabilmente molto più alto di quanto stimato dall’Agenzia del Territorio (€.2.085.000).

Delrio ha deciso quindi di impiegare ulteriori risorse municipali al progetto Calatrava distraendole da obiettivi di maggior urgenza come la riqualificazione di tante zone mal manutenute della città.

Risorse che abbiamo imparato non bastare mai in questo progetto tanto che nella stessa Convenzione è stabilito che gli eventuali extracosti eccedenti i previsti 2,5 milioni previsti per la realizzazione del casello nella sua forma standard, saranno totalmente a carico del Comune così come le successive manutenzioni ordinarie e straordinarie nonchè l’illuminazione: un film già visto!
Per di più che il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi senza sapere se e a quanto ammonteranno tali extracosti.

Oltre Calatrava? Ancora Calatrava!


Rèz, 7 Dicembre 2007.

Piazza della Vittoria: che fine ha fatto il parcheggio interrato?

Nel marzo 2006 la Giunta ha dichiarò la sussistenza del pubblico interesse della proposta di prject financing per la costruzione e gestione di un sistema di parcheggi a servizio del centro storico, progetto che prevede la realizzazione di tre parcheggi interrati rispettivamente: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e XXIV Maggio (1 piano per 72 posti): alla scala architettonica le singole progettazioni contemplano anche la riqualificazione delle aree in superficie.

Il 5 giugno 2006 l’Assessore Colzi, rispondendo ad una interpellanza, confermava che l’iter del project financing sul sistema parcheggi del centro sarebbe proseguito con l’indizione della gara sulla base del progetto approvato dalla Giunta (ovvero quello comprendente l’autosilo di piazza della Vittoria) entro l’estate 2006 e che “presumibilmente l’aggiudicazione dovrebbe avvenire entro l’autunno” ed infine che “l’inizio dei lavori sicuramente dovrà essere entro gli inizi del 2007”.

Nel frattempo con propria delibera di settembre 2006 la Giunta ha approvato il progetto definitivo relativo al 1° stralcio dei lavori di riqualificazione urbanistica di piazza della vittoria e di piazza martiri del 7 luglio per un importo complessivo di €.1.850.000,00.
Secondo tale atto l’oggetto dei lavori relativi al primo stralcio attuativo del progetto di riqualificazione delle Piazze in oggetto è “la piazza martiri del 7 luglio e la zona corrispondente al suo prolungamento, antistante il teatro municipale”, mentre i lavori previsti con il secondo stralcio interesseranno la zona corrispondente all’allineamento della Banca d’Italia - Teatro Municipale fino ai Musei civici e alla chiesa di S. Francesco, nonché l’area prospiciente il Teatro Municipale non più ricompressa nel primo stralcio, l’importo presunto di spesa ammonta a € 926.100,00 ed il terzo stralcio attuativo comprende tutta la piazza della Vittoria fronteggiante l’isolato S. Rocco, sino ai giardini pubblici e dal limite del teatro Municipale al teatro Ariosto, per un importo complessivo presunto di spesa è pari a € 2.417.900,00.

Poche settimane fa la Giunta ha adottato lo schema del piano triennale dei lavori pubblici 2008/2010 all’interno del quale, per l’anno 2008, è prevista una posta di €.3.000.000,00 per il terzo stralcio dei lavori di riqualificazione di piazza della Vittoria.

Abbiamo presentato una interpellanza alla Giunta per conoscere quale sia lo stato del procedimento relativo al project financing per la costruzione e gestione dei parcheggi interrati a servizio del centro storico e se non si ritenga utile integrare i lavori per la realizzazione del parcheggio di piazza della Vittoria con quelli di riqualificazione della piazza medesima essendo tra l’altro già previsto nel progetto relativo al parcheggio il completamento dell’area superficiale, il che comporterebbe un notevole risparmio alle casse municipali.


Rèz, 7 Dicembre 2007.

L’unica polvere è quella del traffico a Rivalta.

La principale caratteristica politica della Giunta Delrio è la totale incapacità di assumere decisioni strategiche: ogni qualvolta è chiamata a dare risposte ai problemi della città o adotta provvedimenti tampone o rinvia al futuro oppure rimpalla le responsabilità.

Questa condotta si è manifestata anche in occasione della presentazione della cosiddetta bretella di Rivalta, con le profonde contraddizioni tra quanto scritto nel PUM (“soluzione risolutiva”) e le dichiarazioni degli Assessori Gandolfi e Colzi (“soluzione non risolutiva”).

E’ evidente che risulta necessario rivedere il progetto per risolvere le criticità che abbiamo rappresentato alla Giunta in sede di Commissione: provvedimenti per spostare il traffico da via Repubblica alla sud-est nel tragitto Reggio-montagna, realizzazione del collegamento diretto tra la nuova tangenziale di Canali e via del Buracchione e soprattutto risoluzione del collegamento tra il sistema della viabilità sud-est e le varianti di Puianello per il tramite di un tracciato che non attraversi il territorio albinetano.

Ma quest’ultimo, che rappresenta il vero problema strategico da risolvere e presuppone un livello di dialogo tra Istituzioni che ad oggi non ci sembra esservi.

In assenza di risposte serie alle nostre osservazioni, la proposta progettuale del duo Gandolfi-Colzi è molto modesta rispetto alle aspettative create nella cittadinanza rivaltese e non è certo una libera interpretazione della Lega Nord, ma sono i dati stessi forniti dagli Assessori a testimoniarlo, con in più la possibilità che gli automobilisti utilizzino strade alternative a quelle auspicate dalla Giunta.

L’unico polverone esistente allora è quello che attanaglierà ancora Rivalta, poiché le esigenze elettorali di Delrio e soci non dovrebbero condurre a scelte pasticciate, che tra l’altro lasciano sul campo anche l’ombra grave di una nuova potenziale espansione urbanistica nelle aree poste tra la nuova bretella e via Repubblica.


Rèz, 5 Dicembre 2007.

Giunta Delrio contraddittoria su commercio.

Due giorni fa l’Assessore Ferrari sosteneva che per fare sistema nel territorio mediopadano, Reggio dovrebbe fare delle rinunce: basta aeroporto, basta fiere e soprattutto basta ipermercati.

Questa mattina il suo collega Spadoni afferma che bisogna recuperare l’evasione commerciale verso le città vicine quindi, trincerandosi dietro la presunta eredità del Prg, bisognerebbe prevedere nuovi grandi centri commerciali.

Ma in Giunta si parlano prima di spararle a casaccio?
Perché queste contraddizioni evidenziano come la Giunta Delrio stia navigando a vista senza una idea di città!

L’Assessore Spadoni, che non ha ancora prodotto nulla di concreto in materia di pianificazione commerciale, dovrebbe interrogarsi sul perché molti reggiani migrano verso le città vicine: non sarà che a Parma o Mantova si accede meglio ai centri storici e che questi siano meglio curati e più sicuri?

L’Assessore Ferrari dovrebbe spiegare meglio perché dovremmo rinunciare a due importanti strutture come l’aeroporto o la fiera: solo per non disturbare le trasformazioni edilizie delle rispettive aree?

Ma forse l’idea di città di Delrio & C è quella di un grande quartiere dormitorio tra Modena, Parma e Mantova (leggasi nuova speculazione edilizia nelle aree della città esistente) idea che noi rispediamo decisamente al mittente.


Rèz, 5 Dicembre 2007.

Bretella di Rivalta: palliativo della Giunta.

Ci aspettavamo che la “variantina” di Rivalta, col passante di via del Burracchione, fosse più razionale e meno costosa del passaggio per Albinea: sul primo aspetto in molti come noi sono rimasti perplessi, sul secondo certamente i costi saranno più contenuti (2 milioni invece dei 4 previsti), ma il risultato è comunque modesto.
Dopo la commissione di maggio quando la Giunta si presentò senza carte, ora si vorrebbe addirittura licenziare il progetto preliminare in assenza di una vera condivisione del Consiglio e soprattutto senza un quadro di area vasta, per il quale L’Assessore Gandolfi ha rimpallato le responsabilità alla Provincia, come se il problema viabilistico di Rivalta non fosse soprattutto un nefasto effetto della politica urbanistica attuata dal Comune di Reggio.

Bisogna rilevare infatti come il progetto proposto, all’esatto contrario di quanto dichiarato dal PUM, non sia affatto risolutivo rispetto al problema dell’attraversamento di Rivalta: non solo i flussi di traffico attesi lasciano sostanzialmente inalterati quelli attuali (tranne almeno un -36% dalla rotonda tra via Repubblica e via S.Ambrogio in direzione Reggio), ma il primo tratto di via Bedeschi subirà un incremento di circa il 42% del traffico oggi presente.

Flussi Verso Reggio Verso Collina
Strade Oggi Attesi Oggi Attesi
Via S.Ambrogio 1148 1000 620 630
Via Repubblica 1139 730 858 860
Via Bedeschi 310 280 467 820

Inoltre questa bretella non risulta direttamente collegata alla nuova tangenziale di Canali per cui il traffico che eventualmente verrebbe sottratto da Rivalta dovrebbe avventurarsi in un’assurda gimcana passando ancora per un tratto di via Tassoni.

Il tema vero allora è stato eluso, ovvero la risoluzione definitiva del nodo viabilistico a sud di Reggio. Ancora una volta, per motivi elettorali, la Giunta Delrio cerca di porre un inutile “pezza” (del costo di 2 milioni), rinviando al futuro ogni decisione strategica, qual’è la problematica viabilità sud della città.


Rèz, 30 Novembre 2007.

Solidarietà pelosa e vittimismo.

La Lega Nord condanna le indegne scritte anonime contro il Sindaco Delrio apparse nei giorni scorsi in via della croce bianca.

Ciò nonostante prendiamo atto di come il centrosinistra tenda a strumentalizzare ogni episodio per quanto stupido o minimo possa essere, inscenando una campagna di vittimismo, solo allorquando oggetto di queste riprovevoli attenzioni sono propri membri.

Ed infatti solamente dopo una vibrata protesta di Lega ed An, in sede di conferenza dei capigruppo, si è inteso modificare il proprio atteggiamento esprimendo “preoccupazione per frasi di intolleranza rivolte ad esponenti politici locali e nazionali che spesso campeggiano sui muri della città”.

Bisogna ricordare che non è la prima volta che accadono episodi simili e forse anche peggiori: basta leggere le simili scritte dedicate agli On. Bossi e Borghezio, per non dire delle minacce di morte subite da Gabriele Fossa nel 2004 (sulla vicenda Petali) o delle più recenti che mi hanno riguardato durante lo svolgimento di una trasmissione televisiva.
Nessuno di noi però ha piagnucolato suonando la gran cassa mediatica, o ha inteso strumentalizzare politicamente tali episodi o tanto meno ha chiesto solidarietà o condanna politica alcuna, per contro in tali frangenti nessun organo istituzionale si è sentito in dovere di muovere un dito o proferire parola in merito…

Quindi solidarietà sia a Delrio o qualsiasi altro ma che almeno non sia pelosamente interessata, ipocrita o di parte.


Rèz, 28 Novembre 2007.

Variante Brevini: Assessore Ferrari risponda nel merito.

La riposta scomposta dell’Assessore Ferrari conferma che abbiamo colto nel segno.
Ma invece di prendersela con la Lega Nord dovrebbe darsi molto più da fare per risolvere i problemi che ben conosce e rispondere ai quesiti che gli abbiamo posto poiché la “pezza” che la Giunta ha cercato di mettere con l’introduzione della possibilità di esproprio potrebbe risultare una soluzione peggiore del “buco” creato da una politica fuori controllo.

Sappiamo perfettamente che il 15 ottobre 2007 sollecitammo la Giunta, con una mozione condivisa ed approvata a maggioranza, affinché nell’ambito del percorso di costruzione del Psc si prosegua nelle verifiche necessarie alla risoluzione dei nodi riguardanti la viabilità, la presenza degli elettrodotti e la destinazione dell’area vasta già pensata come possibile ambito per aree ecologicamente attrezzate per insediamenti produttivi ad alta tecnologia, lo abbiamo detto e scritto, così come sappiamo perfettamente quanto è stato introdotto a fine 2006 negli accordi tanto che il nostro nel febbraio scorso fu negativo.

Peccato che l’Assessore Ugo Ferrari abbia esplicitato pubblicamente al resto del Consiglio comunale e alla città, per la prima volta come si intendesse risolvere la situazione, solo il 15 ottobre scorso: “..l’amministrazione si riserva appunto di procedere anche agli atti necessari per la dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza cioè predisporci per l’esproprio in modo tale da evitare appunto che intervenga una situazione di prolungato passaggio lungo via Ochino. Naturalmente lavoreremo in questa fase per raggiungere gli accordi con la ditta interessata i proprietari delle aree circostanti all’insediamento per addivenire in tempi ragionevolmente brevi ad una soluzione che non si è riuscita a chiudere nella fase tra le deduzioni e le controdeduzioni”.

Forse l’Assessore Ferrari non è preoccupato come noi tanto delle aspettative dei residenti di via Ochino che di quelle della Brevini Riduttori che deve trovare rapide risposte alla legittima necessità di potenziare le proprie attività, aspettative che non vorremmo vanificate da una politica raffazzonata e poco improntata alla massima trasparenza e questo forse è l’unico comportamento “arcinoto” della Giunta Delrio.


Rèz, 28 Novembre 2007.

Piano triennale lavori pubblici 2008-2010.

Presentato ieri in commissione il piano triennale dei lavori pubblici 2008-2010.

Le manutenzioni straordinarie si attestano in 8 milioni nel prossimo anno per poi attestarsi a circa 6 nei due successivi, da segnalare come per le strade vengano impiegati solamente 2,1 milioni nel e 1,7 sia nel 2009 che nel 2010: per la sicurezza urbana sono destinati unicamente 100mila euro nel 2008.
Le poste complessive dedicate alla riqualificazione delle frazioni ricalcano quelle per le manutenzioni: da far notare come per la fluidificazione del traffico siano impiegati 1,3 milioni nel 2008, 600mila euro nel 2009 e 400 nel 2010, ma tra gli interventi indicati riguardano ben pocole frazioni (rotonde acquedotto, via Basso e via Piacentini, interventi sulle vie Makallè, Manfredi e Morandi…).

Per quanto concerne le opere pubbliche vi sono da segnalare alcuni dati interessanti: l’aumento dei costi previsti per il rifacimento di piazza della vittoria (da 2,5 a 3 milioni) e per il progetto in project financing denominato paesaggi estensi (da 13 a 20 milioni).

Per i cosiddetti viali urbani di connessione e accesso al centro storico sono previsti nel 2008 800mila euro, ma così come avvenuto negli anni scorsi la priorità riguarda una strada del centro storico a traffico limitato: dopo via Allegri toccherà a via Nobili, cosicché le vie Cecati, Regina Elena, Umberto 1°, Magenta, Eritrea ecc. resteranno al palo.

Molto significativi gli investimenti che ruotano intorno al progetto del Parco Ottavi: ai 2,4 milioni per la nuova scuola elementare già previsti nel 2007 (cui bisogna aggiungere altri 2,85 negli anni successivi), vi sono i 7,5 milioni per il collegamento tra via Teggi e via f.lli Bandiera, ed i 2,85 (in due stralci) per la nuova palestra la cui realizzazione scavalca perciò temporalmente quella di Masone.

Infine le poste dedicate alle opere infrastrutturali legate alle vele di Calatrava.
Se lunedì, approvando l’assestamento di bilancio, la Giunta ha inserito 20mila euro per il “completamento delle barriere sulla ciclopedonale del ponte centrale a tutela della scarpata” più 80mila euro per raddoppiare le corsie di entrata al casello autostradale (per consentire l’accesso anche in caso di incidenti), nel 2008 sono stati inseriti 250mila euro per il “sistema di sicurezza e controllo dell’accessibilità” dei ponti laterali in quanto non dotati di corsie di emergenza (!): d’altronde se non ne considerassimo il valore estetico, questi sono gli unici ponti al mondo realizzati per scavalcare una rotonda…


Rèz, 26 Novembre 2007.

Variante Brevini e ambito vasto: pasticcio politico urbanistico.

Negli ultimi mesi ci siamo occupati a più riprese delle problema viabilistico legato al futuro insediamento del nuovo stabilimento della Brevini Riduttori in via Ochino tra S.Prospero e Sesso.

Questa nuova previsione urbanistica ha infatti aperto un ragionamento sull’ambito vasto compreso tra l’autostrada, via Gonzaga e via Ochino nell’ottica di uno sviluppo complessivo improntato alla realizzazione di zone produttive di alta qualità che assumano i requisiti di “aree ecologicamente attrezzate”: in questo contesto quello della Brevini è stato considerato un progetto pilota e questa è la motivazione che ha comportato l’inserimento in prg di una nuova strada di accesso dedicata al comparto completamente autonoma dalla viabilità esistente.

In assenza però dell’assenso dei proprietari dei terreni ove quell’infrastruttura stradale dovrà essere realizzata, il progetto della Brevini correva il rischio di restare sulla carta ecco perché gli accordi già approvati dal Consiglio comunale il 5 maggio 2006 vennero integrati nel dicembre dello stesso anno prevedendo la possibilità della Brevini di utilizzare provvisoriamente via Ochino sino alla realizzazione della nuova strada dedicata perla cui realizzazione il Comune si è riservato di procedere anche all’esproprio.

I residenti della zona infatti si sono legittimamente preoccupati per il fatto che in seguito alla autorizzazione concessa alla Brevini Riduttori quella strada possa divenirne l’accesso aziendale definitivo, quando già oggi vige il divieto di accesso ai mezzi pesanti non essendo in grado di sostenerne il traffico.

Il 15 ottobre scorso sollecitammo allora la Giunta, con una mozione approvata a maggioranza, affinché nell’ambito del percorso di costruzione del Psc si prosegua nelle verifiche necessarie alla risoluzione dei nodi riguardanti la viabilità, la presenza degli elettrodotti e la destinazione dell’area vasta già pensata come possibile ambito per aree ecologicamente attrezzate per insediamenti produttivi ad alta tecnologia in relazione alle esigenze della città, della zona e di una adeguata valutazione dei costi e benefici ambientali.

In tale occasione l’Assessore Ugo Ferrari esplicitò pubblicamente per la prima volta come si intendesse risolvere la situazione: “..l’amministrazione si riserva appunto di procedere anche agli atti necessari per la dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza cioè predisporci per l’esproprio in modo tale da evitare appunto che intervenga una situazione di prolungato passaggio lungo via Ochino. Naturalmente lavoreremo in questa fase per raggiungere gli accordi con la ditta interessata i proprietari delle aree circostanti all’insediamento per addivenire in tempi ragionevolmente brevi ad una soluzione che non si è riuscita a chiudere nella fase tra le deduzioni e le controdeduzioni”.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare noi temiamo che il problema non sia risolto, poiché anche la procedura di esproprio, nel caso non venisse raggiunto un accordo tra i privati, potrebbe risultare una via difficile: è possibile ritenere di pubblica utilità la realizzazione di una nuova infrastruttura stradale, allo stato necessaria all’attuazione del progetto di un solo seppur importante soggetto privato?
E poi l’atteggiamento politico dell’amministrazione è rispettoso della dovuta equidistanza negli interessi di soggetti privati?
E rispetta la legge laddove potrebbe insorgere un pregiudizio dei diritti di terzi a causa di una nuova e diversa posizione del Comune di Reggio Emilia che si è riservato un uso potenzialmente impugnabile dello strumento dell’esproprio?

Tutte questioni delicate da chiarire e che porremo alla Giunta con una specifica interrogazione perché siamo preoccupati tanto delle aspettative dei residenti che di quelle di un’importante azienda qual è la Brevini Riduttori che deve trovare rapide risposte alla legittima necessità di potenziare le proprie attività, aspettative che non vorremmo vanificate da una politica pasticciata.


Rèz, 17 Novembre 2007.

Trasferte vietate: decisione assurda.

Osservando le decisioni dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive mi viene da sorridere poiché l’unico potenziale effetto che sortisce il divieto alle trasferte organizzate è quello di creare i cosiddetti “cani sciolti”.

Quando ad esempio si è svolta Inter-Napoli, venne vietata la trasferta ai tifosi partenopei con questo risultato: il secondo anello di S.Siro era pieno di “azzurri”…

E questo è l’effetto di provvedimenti governativi inadeguati a risolvere il problema della violenza negli stadi che ogni domenica comporta forti spese per l’impiego di uomini e mezzi che dovrebbero essere impegnati su altri fronti e non per il calcio.

La strada maestra allora è quella di interdire l’accesso agli impianti a chi ha subito condanne per atti di violenza così come avviene nel resto d’Europa: ricordate il ragazzino che diede un buffetto a Dida in Champions?
In Scozia è stata addirittura la società, il Celtic Fc a bandirlo a vita dallo stadio.

E poi bisogna aprire un dialogo con i tifosi laddove è possibile, poiché indispensabile anche un percorso culturale per tornare a rendere sicuri i nostri stadi.

Ha ragione allora chi ritiene che il divieto di trasferta ai tifosi reggiani sia l’ennesimo autogol.
Che senso ha vietare una trasferta solo perché questi sono tanti?
O per un fatto accaduto a Viareggio dove in molti sostengono sia stato causato dall’imperizia di un agente?

Ricordo che di recente il nostro Questore ha avanzato una proposta seria e simbolica: togliamo le reti di protezione dalla curva.
A Reggio credo vi sia ormai la maturità e la reciproca responsabilità per poterlo fare.
Si avvii allora un confronto franco a 360 gradi tra tifoseria e Forze dell’Ordine ne trarremmo tutti beneficio: sport, divertimento, sicurezza.
Facciamo osservare all’Osservatorio romanocentrico la civiltà di cui è fatta Reggio!


Rèz, 16 Novembre 2007.

Viale Umberto I°: salvaguardare storicità.

Diverse volte avevamo interpellato la Giunta perché si mettesse mano alla riqualificazione di viale Umberto I°, uno spazio pubblico molto frequentato non solo da chi lo attraversa ma anche da chi lo vive quotidianamente e che da troppi anni è in stato di abbandono.

Ieri sera l’Assessore Spadoni ha presentato alla Commissione consiliare uso e assetto del territorio i sette progetti, elaborati da giovani professionisti reggiani, contenenti le linee guida per la ristrutturazione di viale Umberto I°: tra questi verrà scelto quello cui verrà affidato l’incarico per la realizzazione del progetto preliminare.

Dall’esposizione sono emersi spunti molto interessanti che potrebbero essere senz’altro impiegati anche per la riqualificazione di altri viali di accesso al centro e per la stessa circonvallazione, certo che per quanto attiene la necessaria riqualificazione di viale Umberto I° probabilmente sarebbe sufficiente un semplice progetto di restauro predisposto dagli uffici tecnici comunali.

Bisogna infatti tenere presente che quale che sia il professionista esterno che verrà incaricato, non si dovrà e potrà sconfinare in progetti che tendano a stravolgere la struttura dell’unico viale storico cittadino con idee troppo moderniste: giustamente la Soprintendenza non lo consentirebbe e di fatti la recente seppur parziale messa in opera del nuovo impianto di illuminazione, così come a suo tempo il rifacimento del ponte di S.Pellegrino, sono stati condizionati dalla necessità di salvaguardare la storicità di questo spazio pubblico.

Crediamo che con un progetto mirato al completamento del sistema dell’illuminazione, al restauro del verde pubblico, della pavimentazione dei viali ciclopedonali e dell’arredo urbano ed infine alla ricollocazione e riqualificazione di alcune attività esteticamente incongrue (magari estendendo l’ordinanza sulle distese già adottata in centro storico), possa essere una strada semplice ma efficace per ridare adeguata dignità al viale più bello di Reggio.


Rèz, 14 Novembre 2007.

Viabilità Fogliano: Giunta insensibile.

Rivolgetevi alla Provincia perché la strada è loro!
Questa è la prima risposta dell’Assessore Colzi alla nostra interpellanza sulla viabilità di Fogliano.

Come se il Comune non potesse concertare le opere utili a risolvere il problema, come se il Comune non avesse le sue responsabilità ad esempio rispetto alle urbanizzazioni realizzate lungo via Fermi o all’espansione della frazione.
Peccato che sia la stessa Amministrazione comunale a dovere realizzare (e forse nel 2008 lo farà) la rotonda finanziata già da due anni all’incrocio tra via Fermi e via Casello Veneri.

Una vera e propria contraddizione, come quella di non potere installare il semaforo “intelligente” nei pressi delle scuole elementari perché, secondo la Colzi, non previsti (e quindi nemmeno vietati) dal codice della strada: eppure a Bosco esiste, anzi già oggi il Comune ha realizzato altre opere “non normate” come ad esempio tutti i passaggi pedonali posti sopra i dossi rallentatori.

Se vi fosse la volontà politica i problemi di Fogliano sarebbero già risolti, ma evidentemente la Giunta Delrio preferisce giocare al rimpallo di competenze.

Vista la situazione interpelleremo la Provincia affinchè intervenga installando anche i guard-rail nei tratti ove sono presenti i filari di platani.

Un ultimo appunto. Nel Piano Urbano della Mobilità è confermata l’ipotesi di una nuova tangenziale lungo il canale di Secchia: cerchiamo allora di far si che quest’opera sia progettata con criterio ovvero di non farla terminare prima delle Due Maestà, ma di collegarla direttamente alla nuova tangenziale Sud-est.


Rèz, 10 Novembre 2007.

Impianti sportivi: Giunta Delrio passiva.

Nel gennaio di quest’anno pensavamo che il 2007 sarebbe stato un anno decisivo per comprendere le sorti dei progetti relativi alla “grande” impiantistica sportiva.
Infatti dopo avere presentato e licenziato la Fondazione dello sport l’impegno della Giunta Delrio doveva essere rivolto a quella esigenza che a volte sconfina nell’emergenza.
Dopo la Commissione di ieri abbiamo la conferma che anche il 2007 è scivolando via senza alcuna certezza se non quella di un rinvio al futuro delle decisioni.

Se sulla pista di atletica ogni discorso è già rinviato alla prossima legislatura, sulle improcastinabili opere di rifacimento delle due storiche piscine di via Melato la Giunta ha preso atto di avere perso ben tre anni in un project financing che si sapeva dall’inizio sarebbe risultato antieconomico per i privati ed ha inserito nel piano triennale dei lavori pubblici una posta di 3,6 milioni: speriamo che i lavori siano più rapidi delle scelte.

Resta il fatto che l’impianto natatorio di via Melato non basta più a sostenere la domanda ed allora l’idea ventilata da Catellani è di realizzare una nuova piscina a nord della città: ricordiamo e sosteniamo che sarebbe opportuno, considerato che nella stessa zona dovrebbe sorgere il nuovo palasport, realizzare un unico intervento integrando questi due impianti, così come era stato previsto anche nella ipotesi C dello studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo palazzetto approvato dalla Giunta il 13/11/2006 (delibera n.301).

Il nuovo palasport però ormai ha messo le ruote: l’Assessore Catellani che quando era Consigliere della Margherita aveva salvato la Giunta Spaggiari sul progetto Giglio con un’astensione salvacoalizione, si accorge solo adesso che la viabilità (che doveva già essere stata pianificata dai progetti legati al “Parco Tematico dello sport, spettacolo e tempo libero”) è inadeguata rimettendo in discussione l’ubicazione del palasport cosicchè oggi si vocifera di trasferimento del centro commerciale l’Ariosto, dell’area Coopsette prospiciente la Fiera.
Allora se la Giunta non aveva fatto mistero di credere unicamente nella posa della prima pietra entro il 2009, giusto per la campagna elettorale, ora si deve decisamente ricredere perché se si vorrà rispettare quell’impegno bisognerà puntare unicamente sull’area prevista al Giglio che è già dotata delle urbanizzazioni occorrenti: la maggioranza si decida!

Infine lo stadio Giglio sul quale la Giunta deve fare la sua parte poiché quanto riportato dall’Assessore Catellani è alquanto singolare: il curatore fallimentare infatti riterrebbe valida la convenzione stipulata tra Comune e Mirabello2000 solo nella parte che prevede il passaggio dell’immobile al Comune nel 2044 e non nell’incameramento immediato dovuto al fallimento della Mirabello 2000.
Noi abbiamo messo sul tavolo una proposta su cui riflettere: se i tempi per la cessione dell’impianto si prospettano lunghi vista la base d’asta ed allo stesso tempo la nuova società di calcio deve fare i conti con improrogabili lavori di messa a norma e con l’impossibilità di ottenere nuove deroghe, allora probabilmente l’Amministrazione dovrebbe tentare una soluzione di concerto con la curatela, per salvaguardare tutte le posizioni in campo, ovvero scindere anche per la tribuna centrale le parti sportive da quelle non sportive (le cubature che stanno di sotto) così come fatto a suo tempo per le curve ed i distinti e mandarle all’asta, allo stesso tempo si dovrebbe fare valere la convenzione per tutte le parti prettamente sportive (campo, spogliatoi, pertinenze, tribune) in modo che il Comune a costo zero incameri subitamente l’impianto e programmi con l’AC Reggiana la messa a norma. Ricordiamoci infatti che lo stadio Giglio comunque dovrà rientrare nel patrimonio pubblico in forza delle urbanizzazioni realizzate a suo tempo e che questo stadio era stato realizzato in tempi record da privati per ovviare ad una esigenza pubblica ovvero l’inadeguatezza del glorioso Mirabello.


Rèz, 10 Novembre 2007.

Piazza Martiri del 7 luglio costi aumentano.

La Giunta municipale con propria delibera n.229 del 06/09/2006 ha approvato il progetto definitivo relativo al 1° stralcio dei lavori di riqualificazione urbanistica di piazza della vittoria e di piazza martiri del 7 luglio per un importo complessivo di €.1.850.000,00.

Secondo la succitata delibera, oggetto dei lavori relativi al primo stralcio attuativo del progetto di riqualificazione delle Piazze in oggetto è “la piazza martiri del 7 luglio e la zona corrispondente al suo prolungamento, antistante il teatro municipale, per complessivi 7.150 mq di superficie di intervento”, mentre i lavori previsti con il secondo stralcio “interesseranno un’area di complessivi mq. 4.185 e precisamente la zona corrispondente all’allineamento della Banca d’Italia - Teatro Municipale fino ai Musei civici e alla chiesa di S. Francesco e comporteranno un importo presunto di spesa pari a € 926.100,00” ed il terzo stralcio attuativo “tutta la piazza della Vittoria fronteggiante l’isolato S. Rocco, sino ai giardini pubblici e dal limite del teatro Municipale al teatro Ariosto, per complessivi 6.985 mq di superficie d’intervento; l’importo complessivo presunto di spesa è pari a € 2.417.900,00”.

Con propria delibera n.43 del 16/02/2007 la Giunta Delrio ha modificato il progetto definitivo del 1° stralcio dei lavori di riqualificazione urbanistica di piazza della vittoria e di piazza martiri del 7 luglio approvando contestualmente il progetto definitivo al 2° stralcio: con quest’ultimo atto, Spadoni & C. hanno provveduto a modificare il tipo di materiali di pavimentazione oltre a rinviare al 2° stralcio l’attuazione dei lavori sull’area prospiciente il teatro municipale che erano previsti nel 1° stralcio, lasciando invariati i costi di realizzazione di quest’ultimo.

La Giunta Delrio può continuare ad arrampicarsi sugli specchi, resta del tutto evidente che un lavoro più contenuto allo stesso prezzo significa semplicemente che i costi sono aumentati.
La controprova la si trova nel piano triennale dei lavori pubblici recentemente approvato (con delibera n.282 del 31/10/2007) dove per il terzo stralcio dei lavori di rifacimento di queste piazze si è passati da una previsione di 2,4 milioni a 3,0


Rèz, 8 Novembre 2007.

Pum: montagna partorisce topolino.

Il grave problema del caotico traffico reggiano era da tempo in attesa del nuovo Piano Urbano della Mobilità, che con grande lentezza la Giunta Delrio ha partorito faticosamente in estate e presentato ieri alla Commissione consiliare.

Chi si aspettava una rivoluzione rimarrà deluso poiché per espressa dichiarazione della Dottoressa Vittadini, consulente del Piano, per risolvere i problemi reggiani servirebbe solamente una nuova razionalizzazione del sistema della mobilità.

Ecco allora che il Pum presentato dall’Assessore Gandolfi non contiene misure straordinarie, fatto salvo l’ampliamento fino ai quartieri che circondano il centro storico delle aree in cui la sosta sarà a pagamento.
Se il fine dichiarato è diminuire il numero delle auto circolanti restiamo dubbiosi che quel provvedimento sia di per sé efficace, anche perché l’attraversamento della città tramite la circonvallazione resta possibile ed infatti le proiezioni al 2015 inserite nel Piano dicono che l’utilizzo dei vari mezzi di trasporto (auto 67%, mezzi pubblici + piedi 15,8%, bicicletta 17,2%) resterà sostanzialmente invariato.

In buona sostanza si continuerà con provvedimenti diversificati, come la realizzazione di rotonde (circa 60) ed i restringimenti di carreggiata per fluidificare e moderare la viabilità, mentre per quanto riguarda le grandi infrastrutture verranno portate a termine solo quelle già previste, verrà inserita la via Emilia bis solo nel tratto verso Parma e verranno messe in collegamento diretto la tangenziale nord con la sud-est ponendo rimedio ad un evidente errore di progettazione ed infine si cercherà di mettere mano ai nodi più intricati del traffico come i sensi unici di via Cecati e via Adua per altro già previsti nei piani triennali dei lavori pubblici.

Ciò che resta irrisolto è l’attraversamento nord-sud ad ovest, lungo l’asse via Inghilterra-rotonda dell’acquedotto, l’efficacia del sistema del trasporto pubblico che come detto non risulterà in grado di contribuire a ridurre l’utilizzo del mezzo privato, e l’effettiva capacità di portare verso l’esterno il traffico dalla circonvallazione anche dopo le misure di rivisitazione strutturale della stessa.

Tre anni per partorire un Piano del genere ci appaiono francamente eccessivi anche per il semplice fatto che, sebbene l’esagerata espansione, la struttura della città è rimasta la stessa con le zone produttive a nord e quelle residenziali a sud.

I reggiani si armino di pazienza oppure decidano di cambiare il governo della città…


Rèz, 4 Novembre 2007.

L’ipocrisia del centrosinistra 2.

Dopo l’inganno dell’Euro tocca ora alla sicurezza: l’ipocrisia politica del centro sinistra non ha mai fine.

Dopo gli eventi di Roma, del Palazzo di Giustizia di Reggio, di Appignano del Tronto, solo per citare i casi più eclatanti e recenti di gravissimi episodi di barbara violenza da parte di extracomunitari, Prodi e la sua maggioranza, su ordine di Veltroni, cercano di correre ai ripari annunciando norme più rigorose in favore della sicurezza.

Parole vane e politicamente non credibili da parte di chi non solo ha incoraggiato in ogni modo l’invasione incontrollata di extracomunitari, ma si prefiggerebbe anche di regalargli il diritto di voto e vorrebbe un Europa allargata anche alla Turchia.

E’ stato proprio il Governo Prodi a cancellare la moratoria voluta da Bossi e Berlusconi sull’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea, come invece hanno fatto ad esempio Germania ed Austria, da quella decisione discende la situazione di degrado ed insicurezza di oggi: una situazione che non è stata gestita e che è inevitabilmente scappata di mano.

Da cittadino è veramente seccante constatare come le autorità romene ci invitino ad un atteggiamento meno tollerante verso la delinquenza e constatare che da loro (come in tutti i Paesi seri) la legge venga applicata rigorosamente ed anche duramente, mentre da noi tutto è permesso, chi uccide diventa una star ed il nostro Paese diventa giorno dopo giorno il comodo approdo della delinquenza di ogni latitudine.

E tutto in nome dell’utopica ideologia multiculturalista cattocomunista.

Una situazione che se è ormai di allarme sotto il profilo della sicurezza generale, sta divenendo esplosiva sotto il profilo sociale poichè la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni è sempre minore lasciando campo aperto alla giustizia “fai da te”.

Prodi e la sua variegata maggioranza non sono solo lontani dalla realtà, hanno dimostrato di essere totalmente inadeguati a governare tanto a Roma quanto nelle Città: è ora che si facciano da parte.


Rèz, 3 Novembre 2007.

Referendum: esposto al Difensore Civico Regionale.

Il referendum consultivo programmato dallo statuto comunale è un istituto di democrazia diretta che non tollera interpretazioni trasversali che non siano rispettose del favore della volontà popolare che attraverso questo istituto ha inteso essere interpellata su problemi di interesse generale.
Il regolamento che disciplina questo istituto di democrazia diretta prevede un voto formale da parte del Consiglio comunale che però, questa era l’interpretazione accettata sino alla seduta di lunedì scorso, era da intendersi come una presa d’atto.

Con il duplice voto negativo di lunedì 29 ottobre su altrettante proposte referendarie valutate positivamente dalla Commissione di garanzia, la maggioranza di centrosinistra del Consiglio comunale ha posto la pietra tombale all’istituto referendario, poiché con una capriola politica i consiglieri del sedicente Partito Democratico e dei loro sodali di centrosinistra, si sono arrogati il potere di entrare nel merito politico dei quesiti per respingerli, precludendo sostanzialmente ai cittadini, gli unici titolari dell’istituto referendario consultivo, l’utilizzo di questo strumento di democrazia diretta.

Una decisione politica gravissima, autoritaria ed antidemocratica, aggravata per di più dalle pesanti dichiarazioni di qualche consigliere di maggioranza contro la Commissione di garanzia rea solamente di avere ammesso sino ad oggi ben tre quesiti svolgendo appieno il proprio ruolo di giudice imparziale.

Ieri è scaduto il termine entro il quale il Sindaco doveva per statuto indire i due referendum ammessi dalla Commissione di garanzia: alla luce di questa scadenza e del comportamento della maggioranza del Consiglio comunale abbiamo inoltrato un esposto al Difensore Civico Regionale perché dia una valutazione di legittimità su quanto avvenuto e nel caso disponga l’annullamento delle deliberazioni del Consiglio comunale, nominando un commissario ad acta per l’indizione dei referendum secondo quanto disciplinato dallo statuto comunale.


Rèz, 30 ottobre 2007.

COMUNICATO STAMPA

Durante la festa di An che si è tenuta al parco Cervi-Tocci a fine settembre, il Senatore Berselli invitò i parlamentari a candidarsi nei rispettivi territori per far si che il centrodestra possa presentarsi unito alla competizione elettorale amministrativa.

Durante la nostra festa di Rubiera, l’On. Alessandri ha messo a disposizione la propria candidatura per le prossime comunali di Reggio.
Ed è stato un bene poiché più il tempo passa (e da qui al 2009 il tempo a disposizione non è poi così tanto) meno il centrodestra avrà la possibilità di proporsi unito come coalizione alternativa al Partito Democratico.

Comprendere la necessità di inaugurare una nuova stagione politica del centrodestra, elaborare un programma condiviso e portarlo in casa di tutti i reggiani è una operazione che richiede infatti almeno un anno poi saremo già in piena campagna elettorale: chi finge di non saperlo offre una facile vittoria, l’ennesima, al centrosinistra.

Ecco perché alcune delle reazioni a questo, che volutamente è uno scatto in avanti teso ad aprire una discussione ed un confronto, mi sono sembrate fuori luogo se non già quasi come un invito a continuare a corre da soli.
Perché limitare il proprio orizzonte ad una rivendicazione di candidatura fine a se stessa, o a quanti seggi un gruppo (che sarebbe comunque di opposizione) potrebbe ottenerne in più?

Mentre attendiamo che Forza Italia trovi il proprio equilibrio interno noi andremo avanti, convinti che non si debba restare immobili ad attendere un fantomatico “uomo della provvidenza” in veste civica, poiché il primo risultato da ottenere, se possibile, è quello dell’unità della coalizione che non certo noi ma tutti i partiti del centrodestra non hanno mai conseguito e che deve cercare anche di andare oltre, verso i tanti delusi dal centrosinistra guidato da Delrio.

E questo sarebbe già un importante passo avanti.


Rèz, 25 Ottobre 2007.

Stazione più corta e più cara.

La risposta del Ministro Di Pietro all’interrogazione dell’On. Garagnani conferma quanto da noi anticipato nei giorni scorsi: ovvero che la stazione reggiana della Tav sarà più corta e conseguentemente più cara, poiché già in partenza avremo un prodotto più piccolo allo stesso prezzo di realizzazione preventivato, e questo a prescindere dai naturali aumenti dei prezzi dei materiali.

Che poi Delrio cerchi di nascondere l’evidenza è singolare essendo stata la Giunta ad annunciare dalle colonne del giornalino Comunale spedito a tutti i reggiani, che la stazione sarà lunga 400 metri, ovvero circa un 17% in meno.

Bisogna ricordare allora che l’accordo tra Tav e Cepav non è stato trovato poiché quest’ultima per realizzare l’opera chiedeva circa una decina di milioni in più rispetto gli 80 stanziati, appunto circa quel 17% in più.

A questo punto la domanda sorge spontanea: a Cepav è stata avanzata la possibilità di realizzare l’opera a queste nuove condizioni?

Perché se così non fosse non solo molto probabilmente si potrebbe prospettare un braccio di ferro legale tra i soggetti esclusi e Tav, ma alla fine staremmo perdendo molto tempo prezioso.

E questo potrebbe essere l’ennesimo frutto amaro del malgoverno Prodi-Delrio.


Rèz, 25 Ottobre 2007.

Le doppie inaugurazioni di Delrio.

Che la Giunta guidata da Graziano Delrio abbia fatto poco o nulla di significativo sino ad oggi è un dato sotto gli occhi di tutti: basta considerare che i principali piani strategici (Pum, Psc, Piano commerciale) sono ancora allo stato di concepimento, che sui grandi impianti sportivi non c’è una posizione chiara così come sulle nuove grandi infrastrutture.

Allora cosa inauguriamo di qui alla fine del mandato? Avrà pensato il nostro Sindaco.
Un po’ di opere ereditate dalla Spaggiari e poi?

Ecco allora l’idea: la doppia inaugurazione.

Sabato scorso infatti sono stati inaugurati i ponti di Calatrava, i quali sorgono sull’asse attrezzato Reggio-Bagnolo e tecnicamente non sono altro la soluzione architettonica per scavalcare l’autostrada e la linea Tav.

Un normale cittadino potrebbe pensare che dopo la festa ai ponti, che rappresentano la peculiarità anche monumentale dell’asse attrezzato dedicato ai Trattati di Roma, la fruizione dello stesso sia sostanzialmente cosa fatta.

Invece no, perché sabato prossimo verrà fatta l’inaugurazione anche dell’asse attrezzato.

Abbiamo chiesto con una interrogazione a quanto ammontino i costi di tali eventi perché in linea di principio l’autocelebrazione politica fatta a spese dei contribuenti non è cosa buona e giusta


Rèz, 24 Ottobre 2007.

Valorizzare canale d’Enza.

Recentemente hanno preso avvio i lavori di demolizione del mulino di S.Claudio nei pressi dell’omonimo ponte sul torrente Crostolo.

Questa antica struttura sorge, o meglio sorgeva, sul canale ducale d’Enza il cui percorso verso la periferia segue parallelamente via Francia in alcune aree fortunosamente ancora conservate a verde.

L’Istituto Zanelli a suo tempo si era interessato presso la circoscrizione quarta proponendo un progetto di riqualificazione e valorizzazione del suddetto canale d’Enza senza però che si sia avuto un seguito fattivo.

Poiché l’Amministrazione comunale negli anni scorsi ha recuperato e valorizzato il percorso cittadino del canale di Secchia insistente nella quinta circoscrizione dal Buco del signore alla Rosta, abbiamo interpellato la Giunta per sapere se intenda prendere in considerazione la possibilità di creare un percorso ciclopedonale in affiancamento al tratto del canale d’Enza compreso tra il ponte di S.Claudio e l’Istituto Zanelli per valorizzare le aree verdi ancora presenti e consegnare alla città un nuovo luogo di fruizione pubblica.


Rèz, 19 Ottobre 2007.

Sprecopoli si autocelebra e i lavoratori...

Mentre i reggiani sono alle prese con il caotico traffico quotidiano, domani la “sprecopoli” politica ulivista troverà il suo massimo momento autocelebrativo con l’arrivo del Presidente Prodi che insieme al Sindaco Delrio accenderà la costosa illuminazione dei cavalcavia griffati Calatrava.

Non tutti però potranno festeggiare.

Infatti i lavoratori che dovevano realizzare la stazione reggiana della Tav, saranno a casa a masticare amaro per colpa dell’incapacità politica del centrosinistra, Delrio in testa, di iniziare e portare a conclusione la principale infrastruttura a servizio del nostro territorio.

Sulla stazione ci sarà ancora molto da dire, sui costi e sui tempi realizzativi, ma già oggi in attesa del bando ufficiale di gara, la cui base è fissata in 80 milioni, c’è un dato che ci ha incuriosito: la lunghezza dell’opera.

Nei documenti ufficiali infatti la stazione dovrebbe avere uno sviluppo di 483 metri, mentre oggi il giornalino del Comune riporta in soli 400 metri la lunghezza prevista: un 17% in meno su cui riflettere.

Bisogna ricordare infatti che l’accordo tra Tav e Cepav non è stato trovato poiché quest’ultima per realizzare l’opera chiedeva appunto circa una decina di milioni in più rispetto gli 80 stanziati, appunto circa quel 17% in più.

Se ne deduce che se effettivamente la stazione venisse accorciata di 83 metri non solo avremmo un’opera più piccola allo stesso prezzo di 80 milioni ma, probabilmente, anche Cepav sarebbe stata interessata alla realizzazione dell’opera a queste condizioni: staremo a vedere con la consapevolezza che, se nel bando di gara fosse confermato questo cambio di progetto, molto probabilmente si potrebbe prospettare anche un braccio di ferro legale tra i soggetti esclusi e Tav.


Rèz, 18 Ottobre 2007.

L’ipocrisia del centrosinistra.

L’ipocrisia politica del centro sinistra reggiano non ha mai fine, tanto da arrivare ad inviare un comunicato stampa assieme ai gruppi di opposizione per esprimere il proprio orrore per una tragedia, quella verificatasi al Palazzo di Giustizia, che era annunciata.

Ma non finisce qui.

Perché il Presidente del Consiglio comunale consegnerà al Presidente Prodi, sabato, durante la festa autocelebrativa sui ponti di Calatrava, una lettera contenente 3 richieste: maggiore sicurezza in Tribunale, accelerazione della sottoscrizione del protocollo tra Comune e Ministero sulla sicurezza ed introduzione del reato di persecuzione nella legge sulla violenza alle donne.

Se sulla prima la competenza della tutela interna in base ad un decreto del 1993 sarebbe della Procura Generale (mentre la tutela esterna spetterebbe al Comune), sulle altre questioni il centrosinistra ha precise responsabilità politiche per i ritardi accumulati in un contesto, quello reggiano in particolare, che ha subìto forzosamente una trasformazione sociale senza precedenti.

Una situazione esplosiva sotto il profilo sociale e ormai di allarme su quello della sicurezza generale della Comunità.
Una situazione scappata di mano ad un ceto politico che per troppo tempo ha parlato di “percezione di insicurezza” se non già di “balle”: un ceto politico lontano dalla realtà, inadeguato e da cambiare.


Rèz, 16 Ottobre 2007.

Via Ochino: approvata mozione dal Consiglio comunale.

Il Consiglio comunale nella seduta di ieri ha approvato una mozione proposta dalla Lega Nord e condivisa dai gruppi Ulivo per il Pd, Udc e Verdi sulle problematiche inerenti l’area di trasformazione urbanistica insistente tra via Gonzaga, via Ochino e l’autostrada del Sole.

I residenti della zona si sono legittimamente preoccupati per il fatto che in seguito alla autorizzazione concessa alla Società Brevini Riduttori di insediare la propria nuova sede in un terreno di proprietà posto in via Ochino, questa strada possa divenirne l’accesso aziendale definitivo, quando già oggi vige il divieto di accesso ai mezzi pesanti non essendo in grado di sostenerne il traffico.

In base agli accordi sottoscritti con il Comune la Brevini Riduttori è autorizzata ad utilizzare via Ochino sino alla realizzazione di una nuova strada che da via Gonzaga consenta l’accesso diretto al nuovo stabilimento: è ovvio che in assenza dell’assenso dei proprietari dei terreni ove questa nuova strada dovrebbe sorgere ciò che dovrebbe essere provvisorio rischierebbe di non avere una rapida soluzione.

Da qui la sollecitazione rivolta alla Giunta affinché nell’ambito del percorso di costruzione del Psc si prosegua nelle verifiche necessarie alla risoluzione dei nodi riguardanti la viabilità, la presenza degli elettrodotti e la destinazione dell’area vasta già classificata come possibile Ambito per Aree Ecologicamente Attrezzate per insediamenti produttivi ad alta tecnologia in relazione alle esigenze della città, della zona e di una adeguata valutazione dei costi e benefici ambientali.


Rèz, 13 Ottobre 2007.

Attuare progetto “Reggio Est”.

Nel luglio 2001 venne bandito dall’Amministrazione comunale un concorso nazionale d’idee per l’ambito di riqualificazione denominato “Reggio Est”, comprendente l’area vasta tra la stazione,il Mirabello, l’ex polveriera e le piscine di via Melato.

Quel concorso venne finanziato con contributi regionali derivanti dalla L.R. 19/98 ed il progetto primo classificato fu quello denominato “linea di terra 056” che sino ad oggi non ha però avuto attuazione, tanto che la Corte dei Conti negli ultimi anni sta svolgendo una indagine in merito alla destinazione del contributo stanziato dalla Regione.

Nella memoria difensiva inoltrata al Comune alla Procura della Corte dei Conti si spiegava che per alcuni punti della città interessati dal concorso erano stati previsti singoli progetti di riqualificazione come ad esempio la rotonda di porta S.Pietro ed il project financing per le piscine di via Melato, ma come ben sappiamo in realtà il progetto di realizzazione della rotonda “non rientra attualmente tra gli interessi considerati urgenti dalla Giunta” come riportato nella delibera n.342 del 27/12/06, tanto che a porta S.Pietro sono recentemente stati eseguiti lavori di ridefinizione degli attraversamenti ciclopedonali.

Ed anche il project financing per le piscine di via Melato non è andato a buon fine mentre per contro in zona si è costituito un comitato di cittadini che lamentano il degrado del quartiere, cosa già verificatasi anche nell’area della ex Polveriera.

L’unica zona soggetta a lavori di riqualificazione urbana è quella di piazzale Marconi, via Turri e via Paradisi, oggetto di più interventi urbanistici ai quali saranno sovrapposti quelli attualmente allo studio della Giunta e recentemente finanziati nell’ultima variazione di bilancio per un valore di oltre 300mila euro.

Abbiamo chiesto oggi alla Giunta Delrio, tramite una interpellanza, quali siano gli approfondimenti ritenuti necessari dalla Giunta che hanno causato lo slittamento dei lavori per la realizzazione della rotonda a S.Pietro e se si intenderà infine realizzarla, quanti e quali siano gli interventi urbanistici (telecamerizzazione dell’area compresa) effettuati in zona stazione (e quale sia la spesa complessiva sino ad oggi sostenuta dall’Amministrazione) ed infine come e quando si intenderà dare attuazione al progetto di riqualificazione dell’ambito denominato “Reggio Est”.


Rèz, 12 Ottobre 2007.

Sulle rotonde di S.Stefano e S.Pietro.

Nel 2002 il Comune approvò il progetto esecutivo, per l’importo complessivo di €.620.000 relativo alla costruzione di due rotatorie a porta S.Pietro (€.286.000) e porta S.Stefano (€.270.000).

Con propria delibera n.342 del 27 dicembre 2006 la Giunta Delrio ha proceduto alla ridefinizione del procedimento di progettazione relativo alla rotatoria di piazza Duca d’Aosta integrandola con gli interventi di sistemazione dei marciapiedi lungo via Emilia all’Angelo, il cui costo complessivo è stato fissato in €.1.120.000,00.

La decisione di realizzare un intervento anche su via Emilia all’Angelo è intervenuta nel momento in cui la Giunta ha richiesto ulteriori approfondimenti sul progetto di realizzazione della rotatoria di S.Pietro, facendone slittare di conseguenza i tempi legati alle procedure di approvazione, affidamento ed esecuzione dei lavori, cosa che avrebbe potuto comportare la perdita del finanziamento a suo tempo concesso dalla Regione: non bisogna dimenticare però che i marciapiedi di via Emilia all’Angelo erano già stati sistemati di recente dalla Giunta Spaggiari!

Ad oggi la rotonda di S.Pietro “non rientra attualmente tra gli interessi considerati urgenti dalla Giunta” come riportato nel testo della delibera stessa, tanto che a porta S.Pietro sono recentemente stati eseguiti lavori di ridefinizione degli attraversamenti ciclopedonali.

Abbiamo interpellato la Giunta per conoscere quali siano gli approfondimenti ritenuti necessari dalla Giunta che hanno causato lo slittamento dei lavori per la realizzazione della rotonda a S.Pietro e se si intenderà infine realizzarla.

Vorremmo anche sapere se non si sia presa in considerazione, in alternativa alla ripavimentazione dei marciapiedi del tratto di via Emilia all’Angelo compresa tra porta S.Stefano ed il ponte del Crostolo (in cui è prevista anche la realizzazione di ben tre “aree attrezzate in quota” attraversanti l’asse stradale in cubetti di porfido), la possibilità di intervenire per riqualificare altre zone di accesso al centro storico come ad esempio via Guasco, piazza Fiume, porta Castello ed infine a quanto siano ammontati i costi sostenuti dall’Amministrazione per il rifacimento dei viali ciclopedonali del tratto di via Emilia all’Angelo effettuati negli anni scorsi.


Rèz, 10 Ottobre 2007.

Stadio Giglio: massima trasparenza.

Sull’annosa questione dello stadio Giglio sapremo probabilmente qualcosa di più entro l’anno, solo grazie al fatto che la gestione di questa “partita” è in mano ad un soggetto terzo ovvero il curatore fallimentare.
Rimane però il grande quesito: a chi può interessare uno stadio?
Per di più uno che abbisogna di inderogabili opere di ristrutturazione?

Apprendiamo dalla stampa che il valore della perizia richiesta dal tribunale stima in 11 milioni il valore dell’impianto, una cifra impegnativa sempre che le prime aste non vadano deserte.
Sempre che la Giunta Delrio abbia seriamente voglia di fare valere la clausola con la quale la convenzione firmata dalle parti prevedeva il passaggio gratuito al Comune in caso di fallimento della Mirabello 2000 perché, non dimentichiamolo, il Comune era il destinatario finale dell’opera nel 2044 alla scadenza della convenzione stessa.

Resta il fatto che il tempo a disposizione non è più molto e al di là di possibili deroghe, il rischio vero è che la Reggiana resti senza casa e questa sarebbe una beffa per un sodalizio, nuovo come costituzione societaria, ma che in linea di continuità storica a suo tempo si fece carico di risolvere un problema alla città, quello del nuovo stadio.

Allora è giusto che anche il Comune si interessi a questa vicenda senza perdere tempo ulteriore e chiarendo anche ciò che si intende fare rispetto al progetto dei Petali in particolare ed alla richiesta di variante di cui non si è più saputo nulla.

Crediamo che in occasione della seduta di Commissione che si occuperà prossimamente del nuovo Palasport, la Giunta debba politicamente dare conto del proprio operato e delle proprie intenzioni sui grandi impianti sportivi a 360 gradi.


Rèz, 9 Ottobre 2007.

Aeroporto: Delrio pensa in piccolo.

Partiamo da un dato di fatto: la Società Aeroporto srl è sovradimensionata rispetto alle attività che si svolgono attualmente al Campovolo.

Per questo e non per altri motivi le perdite di gestione che si sono susseguite sin dalla sua costituzione sono da considerarsi “strutturali”: ma allora perché si sta criticando un Consiglio di Amministrazione che invece di pensare solo a risparmiare ha proceduto anche nel tentativo di coinvolgere risorse private per rilanciarne l’attività?

Secondo alcuni settori della maggioranza questa Società andrebbe chiusa in quanto perennemente in perdita: ma allora che dire di altre Società pubbliche come Act?

In realtà Delrio era di fronte ad un bivio già nel 2004: chiudere e tornare al Campovolo o imprimere una svolta gestionale all’Aeroporto e tentare anche di inserirsi in un sistema aeroportuale più vasto.

Dopo tre anni, dopo avere ricapitalizzato sborsando un altro milione di euro e dopo avere tentato di forzare la mano con una liquidazione che avrebbe creato molti grattacapi sotto il profilo giuridico ieri il dado è stato tratto: si vende o si liquida.

Tutte le ipotesi sono aperte insomma, ma la domanda vera è: ci si vuole credere veramente ad un Aeroporto, così come previsto dal Piano dei trasporti regionale?

O la delibera approvata è solo una foglia di fico per giustificare una liquidazione ormai data per scontata anche dalla maggioranza?

Perché se ci si crede non si può affermare, come ha fatto Spadoni, che “nell’immaginario della Città c’è il Campovolo e non l’Aeroporto”.
E non si può sostenere nemmeno l’alternatività tra Aeroporto e stazione Tav: a Parma ad esempio hanno l’uno e vorrebbero anche l’altra.

Perché se ci si crede veramente la scadenza del 31 dicembre è francamente troppo vicina in quanto la perizia del valore delle azioni sulla base della quale il Sindaco dovrebbe tentare la vendita ancora non c’è.

Perché anche dalla discussione svoltasi ieri in Consiglio non è emersa con chiarezza, così come invece avvenuto in Provincia, la volontà di riqualificare l’attività aeroportuale in un ambito territoriale più vasto.

Perché non è stato dato un segnale politico forte d’incoraggiamento ai privati che volessero rilevare il controllo della Società.

Perché non è stato chiarito sufficientemente che l’evoluzione urbanistica che avverrà intorno all’Aeroporto non dovrà incidere sulle attività che vi si potrebbero svolgere.

L’impressione generale è che il socio di maggioranza relativa abbia lasciato troppe incertezze sul campo in una visione politica di basso profilo votata all’archiviazione definitiva dell’esperienza e della cultura aeroportuale consegnataci dalla storia che il centrosinistra non ha saputo valorizzare.


Rèz, 4 Ottobre 2007.

Modalità Referendum: svolta politica.

Il Consiglio comunale ha approvato ieri le modalità di svolgimento del referendum ed in tale occasione si sono determinati due importanti fatti politici.

1. con 17 voti contrari, 11 favorevoli ed 1 astenuto è stata respinta la proposta di potere svolgere le operazioni di voto nelle sedi scolastiche e conseguentemente, nel caso si svolgesse un referendum ed in assenza di una revisione del regolamento, tali operazioni si dovrebbero svolgere in sole 16 sedi circoscrizionali: di fatto si impedisce ogni consultazione democratica.
Il fatto clamoroso è che la bocciatura della proposta è avvenuta con il voto determinante delle 3 liste civiche che da sempre si riempiono la bocca tanto di “grillismo” quanto di partecipazione.
2. nel merito del referendum contro il porta a porta, maggioranza e liste civiche hanno poi presentato ed approvato un ordine del giorno (sul quale ci siamo astenuti) che invita il Sindaco a procedere alla revoca del procedimento referendario.
Al di là del merito è però importante segnalare come il Sindaco, dopo avere trovato una prima sintesi politica di maggioranza nella stesura nel nuovo modello di gestione rifiuti, abbia sentito la necessità di ricevere un ulteriore sostegno dai gruppi di centrosinistra che va molto oltre la ritrovata unità: di fatto questa espressione politica rappresenta una svolta nella gestione dei rifiuti che impegnerà tutto il territorio provinciale non solo perché il Comune di Reggio ha la maggioranza relativa all’interno di Enìa, ma perché una raccolta differenziata nel comune capoluogo che raggiunga il 65% archivia sostanzialmente l’inceneritore.

La palla ora passa alla Provincia che dovrà dare attuazione a quel PPGR che aveva lasciato aperte tutte le ipotesi vagliando la migliore tecnologia per smaltire la frazione residua dei rifiuti.


Rèz,1 Ottobre 2007.

INTERPELLANZA

Premesso che

durante la seduta del Consiglio comunale del 9 ottobre 2006 venne trattata una mozione d’iniziativa popolare in ordine “all’apertura di servizi igenici in porta Santo Stefano e mercato coperto”;

l’allora Assessore Annarita Salsi a nome della Giunta ebbe a dichiarare che “non c’è nessun tipo di diniego nei confronti dei bisogni che sono stati espressi dai cittadini attraverso questa raccolta di firme e come Giunta ci sembra giusto cercare di risolvere questo problema non attraverso l’approvazione letterale della petizione in quanto vi sono dei termini che poi potrebbero comportare la inapplicabilità di quanto approvato ma attraverso un ordine del giorno in cui sono previsti degli interventi di assoluta fattibilità”;

l’ordine del giorno di cui al punto precedente era quello sottoscritto da quasi tutti i gruppi consiliari ed approvato a maggioranza che invitava la Giunta “a predisporre i servizi igenici a porta S.Stefano, al mercato coperto e a valutare le necessità di ulteriori interventi all’interno del centro storico determinando le migliori soluzioni per la gestione degli stessi”;

durante i lavori venne anche respinto a maggioranza un ordine del giorno del gruppo Lega Nord (votato anche dal Sindaco) che si differenziava dal precedente per il fatto di indicare in sei mesi il termine preciso utile alla predisposizione di un progetto organico in merito;

l’Assessorato alla Città Storica ha redatto un progetto d’implementazione del numero di bagni pubblici in centro storico e la Giunta ha definito a bilancio gli stanziamenti utili alla realizzazione di tale progetto che però non ha ancora avuto attuazione sebbene l’Assessore Spadoni avesse dichiarato rispondendo ad una nostra specifica interpellanza durante il Consiglio comunale del 21 maggio scorso che “abbiamo individuato e abbiamo già provveduto a fare la richiesta di preventivi per l’acquisto dei primi tre bagni pubblici auto – pulenti”;

in occasione del programma di eventi estivi si è provveduto ad utilizzare bagni chimici la cui ubicazione non è sempre risultata congrua recando fastidio in diversi casi alla residenza;

interpella la Giunta per sapere

quali siano i tempi di attuazione del progetto d’implementazione dei bagni pubblici.


Rèz, 28 Settembre 2007.

Campi Nomadi: progetto Delrio prosegue.

E tre.

Dopo il trasferimento di una famiglia di Sinti da via Gramsci a Cadelbosco e dopo quello dal campo di Roncina a Pratofontana (quest’ultimo pagato dal Comune), entrambi in aree ove le Amministrazioni comunali hanno accertato abusi edilizi, ora si presenta il caso di via Zannoni.

La Polizia Municipale, per quanto riportato dalla stampa, era al corrente della situazione già da giugno ma è intervenuta solo ieri per tentare di ripristinare la legalità i via Zannoni: perché non ha dato seguito immediatamente allo sgombero?
E’ infatti nota una recente sentenza del Tar che ha respinto un ricorso del Comune di Bologna perché ha considerato l’abuso funzionale all’insediamento abitativo…

Quanto meno però ci aspettiamo ora che il Comune di Reggio provveda con lo stesso metodo sugli altri abusi rilevati da tempo in molte delle circa 20 microaree private già esistenti nel nostro Comune.

Il dato politico è che sostanzialmente, poco per volta, il progetto di Delrio si sta attuando.
Sempre però sulla base di abusi, alla faccia dei cosiddetti “patti di legalità” ed alla faccia delle promesse di partecipazione dei cittadini alle scelte.

Delrio probabilmente aveva fatto promesse ai nomadi, promesse che non riesce a mantenere e questi ora procedono con il fai da te.

A questo punto politicamente il vero abusivo è Delrio che governa contro la gente


Rèz, 27 Settembre 2007.

Act e Pum ai cittadini solo disagi.

Durante la seduta di Consiglio di lunedì scorso presentai assieme a Gente di Reggio, An e Udc una proposta di discussione (bocciata a maggioranza) di una mozione urgente per far si che la Giunta Delrio acceleri il percorso amministrativo del Pum, verifichi con Act la funzionalità delle novità appena introdotte nel trasporto pubblico locale e sospendere i lavori che modificano la struttura delle strade cittadine sino all’approvazione del Pum stesso.

Questo perché il rischio è che le azioni intraprese oggi risultino poi incoerenti con le determinazioni del Pum, infatti i restringimenti di carreggiata e i disagi provocati dalla modifica dei percorsi di diverse linee di autobus hanno la diretta conseguenza:
1. di peggiorare la fluidificazione del traffico aumentando l’inquinamento e tempi di percorrenza;
2. disincentivare la già scarsa propensione all’utilizzo del mezzo pubblico come alternativa all’auto privata.

Già nel novembre 2006 chiesi alla Giunta di attivarsi per migliorare le fermate Act che erano state poste provvisoriamente lungo la circonvallazione (per i lavori in via Emilia S. Stefano) poiché buie, scoperte e pericolose: nulla è stato fatto e lo spostamento delle linee è divenuto definitivo.

Mentre i cittadini si “gasano” lungo i viali della circonvallazione, i più inquinati della città, Delrio e la sua Giunta non si decidono a presentare lo schema del Pum.

Sparare contro Act è politicamente come sparare sulla croce rossa, ma la responsabilità politica vera sta da un’altra parte, in quanto la soluzione del problema traffico che attanaglia quotidianamente Reggio era una delle priorità dell’azione di governo del centrosinistra: un’azione costosa sul piano delle consulenze ma rinviata a data da destinarsi su quello degli interventi fattivi.


Rèz, 26 Settembre 2007.

Maxinegozi: Delrio come la Spaggiari?

Quando venne presentato il progetto commerciale legato allo stadio Giglio la nostra fu un opposizione forte sia di metodo che di merito poiché a nostro modo di vedere, politicamente la Giunta Spaggiari utilizzò l’escamotage della “galleria di vicinato” per eludere la pianificazione sovraordinata (quella della Provincia) agevolando così una operazione non a vantaggio del centro storico.

Oggi sulla proposta di variante inerente i cosiddetti “maxinegozi” in centro storico la nostra opposizione è altrettanto forte soprattutto per il metodo utilizzato da Delrio, che rischia di ricalcare quello del suo predecessore.

E questo politicamente è rilevante poiché questo Sindaco si era presentato con un programma votato alla trasparenza ed ad un recupero del centro fondato su incremento della residenza e rafforzamento dell’offerta di nicchia con il mix commerciale (botteghe, negozi al dettaglio, mestieri).

La politica sul centro della Giunta Delrio non va nella direzione indicata nei programmi elettorali, anche se questa variante ha il merito di rimuovere un ostacolo, quello della estensione massima della superficie dei negozi, che è antistorica e che riteniamo solo nel medio-lungo periodo potrebbe portare benefici al sistema commerciale complessivo del centro.

Potrebbe, se il centro fosse messo nelle stesse condizioni di accessibilità, sosta e sicurezza del resto della città e soprattutto se esistesse un quadro di riferimento programmatorio, poichè di tutti i piani fondamentali della città, da quello urbanistico a quello annoso della mobilità e soprattutto a quello del commercio, non vi è traccia, senza parlare dei progetti ancora in itinere come quello dei parcheggi sotterranei.

Allora anche a delibera acquisita rimarranno sul campo alcune semplici domande: quanti sono potenzialmente le gallerie di vicinato che potrebbero sorgere in centro? Che fine farà la richiesta di variante del Giglio? Come si coniugano queste varianti con le tante previsioni terziarie previste nell’attuale piano regolatore da Baragalla al parco Ottavi alla zona Fiera?

Responsabilità e lungimiranza nelle scelte si coniugano quando si ha la capacità di dare nuove opportunità anche al centro storico che per noi rimane una priorità, ma in un contesto preciso di sviluppo, Delrio invece continua ad operare senza una visione complessiva della città, ma per urgenze a seconda degli interessi particolari che si manifestano di volta in volta come nel caso di specie.


Rèz, 22 Settembre 2007.

Bilancio partecipativo, slogan ipocrita.

Con propria delibera n.232 del 12 settembre scorso la Giunta Delrio ha apporvato la Direttiva per la sperimentazione del cosiddetto “bilancio partecipativo” nella Circoscrizione 8.

L’obiettivo dichiarato, per il tramite di alcune assemblee di quartiere, è definire un numero imprecisato di istanze direttamente proposte e votate dai cittadini, da suddividere in quattro categorie d’intervento (opere pubbliche, ambiente, sport-cultura, politiche sociali) a loro volta classificate in base al livello di programmazione in piccole segnalazioni, interventi di quartiere e interventi cittadini, che poi verrebbero esaminate da alcuni tavoli tecnici per poi infine, in occasione della presentazione del bilancio, essere “restituite” alla cittadinanza stessa se accolte.

Per questa sperimentazione la Giunta ha stanziato una somma di €.50.000 ed ha già provveduto a stampare il materiale informativo sebbene il Consiglio comunale non abbia ancora votato la ratifica della terza variazione di bilancio in cui è inserito il finanziamento occorrente.

A prescindere dagli aspetti formali resta del tutto evidente che il bilancio partecipativo, in assenza di un ambito preciso e circoscritto di intervento e di un numero certo di proposte accoglibili, rispetto alle volontà espresse con il voto dei cittadini nelle singole assemblee che si terranno nella circoscrizione di riferimento, risulterà politicamente un mero esercizio di finta democrazia assembleare.

Allora risulterebbe sicuramente più interessante e fattivo un bilancio partecipativo gestito direttamente dalle Circoscrizioni sulla base delle funzioni effettivamente delegate e supportate finanziariamente dagli stanziamenti attribuiti alle stesse: peccato che dal momento in cui il nuovo regolamento delle Circoscrizioni è stato approvato (febbraio 2007), la Giunta non abbia ancora provveduto a definire l’elenco dei beni patrimoniali (impianti sportivi, aree verdi, strade, edifici pubblici ed arredo urbano) di rilevanza circoscrizionale e conseguentemente ad individuare gli stanziamenti da assegnare a ciascuna Circoscrizione per ciascuna delle funzioni deliberative delegate.

Stamane abbiamo presentato una interpellanza in merito, perché la partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica deve avvenire su basi di risposte concrete e non di slogan ipocriti.


Rèz, 15 Settembre 2007.

Impianti sportivi: anche 2007 improduttivo.

Nel gennaio di quest’anno pensavamo che il 2007 sarebbe stato un anno decisivo per comprendere le sorti dei progetti relativi alla “grande” impiantistica sportiva.
Infatti dopo avere presentato e licenziato la Fondazione dello sport l’impegno della Giunta Delrio doveva essere rivolto a quella esigenza che a volte sconfina nell’emergenza.
Purtroppo anche il 2007 sta scivolando via senza alcuna certezza se non quella che le scelte sono rinviate al futuro.
Il Piano triennale dei lavori pubblici parla da sé: gli interventi per ambiti programmatici vedono attribuiti al settore sport rispettivamente €.2.830.000 nel 2007 (di cui la metà per la nuova palestra di Rivalta), €.1.910.000 nel 2008 ed €.510.000 nel 2009: grosso modo sono tutti denari destinati alle manutenzioni.

Sulle necessarie opere di rifacimento delle due storiche piscine di via Melato, che per altro non bastano più a sostenere la domanda, non vi è da registrare nulla di nuovo ed anche l’idea di delocalizzare il campo di atletica per ampliare lo spazio “per il parcheggio e per una struttura polivalente ad uso anche della piscina” risulta congelata, l’Assessore Castellani, rispondendo infatti ad una nostra specifica interrogazione, ha confermato che “riguardo l’eventuale nuova pista di atletica ogni ragionamento è rinviato alla prossima legislatura”.

Dell’annosa questione dell’affaire Giglio sulla quale probabilmente e solo grazie al fatto che la gestione di questa “partita” è in mano ad un soggetto terzo (il curatore fallimentare) ne sapremo qualcosa di più in questi ultimi mesi dell’anno, rimane però il grande quesito: a chi può interessare uno stadio?
Per di più uno stadio che abbisogna di inderogabili opere di ristrutturazione?

Non vorremmo che qui si intrecciasse una nuova argomentazione per strumentalizzare parte dell’opinione pubblica e giustificare la variante al centro commerciale che sorge sotto le tribune, ma a prescindere da ciò crediamo che il Comune dovrà farsi carico del problema considerato che quando il progetto del nuovo stadio venne concepito, il fine ultimo era di fare entrare l’impianto nel patrimonio pubblico dopo un certo numero di anni.

Per quanto riguarda invece le ripetute promesse sul nuovo palasport, la Giunta non ha fatto mistero di credere unicamente nella posa della prima pietra entro il 2009, giusto per la campagna elettorale.

Certo è che le perplessità che nutrivamo, circa la possibilità che un privato possa realizzare il nuovo impianto accontentandosi di rientrare dell’investimento con la sola gestione, permangono con in più il fatto che ora si è riaperto il dibattito sul luogo dove dovrebbe sorgere il nuovo palazzotto, anche se nella delibera del novembre 2006 la Giunta, approvando gli indirizzi finalizzati alla sua costruzione, indicava in quella del Giglio l’area conforme ad ospitare la struttura, essendo già dotata anche dei parcheggi realizzati appositamente dal Comune.

Già a febbraio però la Giunta Delrio, che ha perso tre anni tra project financing e un bando d’appalto di cui non si vede l’avvio, aveva ventilato la possibilità di passare ad un nuovo strumento: l’accordo di programma, ovvero la concessione di un vantaggio di natura urbanistica al costruttore che si accollasse i costi di costruzione e gestione dell’impianto.

Ora con argomentazioni legate a quella viabilità che doveva già essere stata pianificata dai progetti legati al “Parco Tematico dello sport, spettacolo e tempo libero”, si sente parlare di trasferimento del centro commerciale l’Ariosto, dell’area Coopsette prospiciente la Fiera.

Decisamente una Giunta dalle idee poco chiare in tema di grandi impianti, ma riteniamo che per evitare gli errori politici commessi in passato si debba procedere alla luce del sole nelle stanze istituzionali e non come fatto sino ad oggi con semplici proclami alla stampa: chiederò perciò una seduta di Commissione in merito.


Rèz, 14 Settembre 2007.

Referendum e rifiuti: dichiarazioni Delrio squallide.

La Lega Nord dal primo momento in cui si avviò l’iter per il referendum sulla gestione rifiuti disse che era contraria nel merito del quesito, ma sicuramente non nella possibilità di fare esprimere la gente sul modello di gestione ritenuto migliore per la nostra città ed il nostro territorio.

Un Sindaco forte, con le idee chiare e deciso su quale strada intraprendere, non dovrebbe temere la consultazione popolare, ma Delrio non è stato capace dall’inizio di gestire politicamente questa partita.

La Giunta e la maggioranza sembrano avere trovato quella sintesi da noi auspicata che ha perfezionato il sistema porta a porta e quindi fermo restando l’obiettivo di differenziare il 70% dei rifiuti conduca, come ha confermato anche l’AD di Enìa Ivan Strozzi, a rendere antieconomico l’inceneritore e quindi a dovere valutare impianti di trattamento dei rifiuti residui alternativi e più ecocompatibili.

Non possiamo accettare però che si tenti di boicottare il referendum con artifici da azzeccagarbugli, anche perchè il quesito proposto, accettato dalla Commissione di garanzia e sostenuto da migliaia di reggiani è estremamente chiaro: si o no alla raccolta porta a porta.

Ma questo Sindaco, ormai giudicato politicamente da molti come il peggiore di tutti i tempi, oggi arriva laddove nessuno avrebbe potuto pensare, specie per un esponente del centrosinistra: offendere i diritti di cittadinanza dei lavoratori.