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Réz 15 Gennaio 2006

il 2005 è finito da pochi giorni ed è giunto il tempo di rendere conto degli impegni presi con i cittadini in relazione alla polemica politica scaturita dalla decisione di aumentare il gettone di presenza del Consiglio Comunale dai precedenti 67,00 € agli attuali 85,00 € a seduta.

Come ricorderà ci furono alcune prese di posizione sull’opportunità o meno di aumentare il gettone di presenza in un momento economico difficile che imponeva a tutte le Amministrazioni una maggiore attenzione alle spese.

In quella occasione il gruppo Lega Nord – Padania manifestò tutta la sua contrarietà all’aumento del gettone di presenza ma si dichiarò disponibile, se aumento doveva essere, ad un maggior contributo per le spese sostenute dai vari gruppi consigliari in quanto più facilmente documentabili cosa che però non fu accettata.

Al fine di ribadire la contrarietà all’aumento del gettone non presi parte alla votazione ma, per non essere l’ipocrita di tutrno che si dice contrario ma poi incassa lo stesso aumento, dichiarai che avrei devoluto in beneficenza, o altre attività similari, la differenza tra il vecchio ed il nuovo gettone.

Da quella data sono stati fatti n°23 consigli comunali che, considerato una differenza di aumento pari a 18,00 €, fanno un totale di 414,00 € di aumento incassati.

Tale importo è stato da me girato all’Associazione Donne Emiliane che lo ha utilizzato per le sue iniziative statutarie tra cui, l’ultima, una festa organizzata il giorno di S.Lucia per i bambini di una parrocchia reggiana.

Si potrà obiettare ed ironizzare sul beneficiario dell’importo o come sono stati spesi i soldi del gettone ma una cosa è certa; la promessa della Lega Nord - Padania è stata mantenuta!


16 Gennaio 2006

L’ipocrisia politica del centrosinistra reggiano è proprio senza fine!

Dopo avere criticato i consiglieri di minoranza per avere fatto mancare il numero legale nell’ultimo Consiglio Comunale, accusandoli di volere sottrarsi al confronto con la Città, ecco che ieri sera, nella settimanale conferenza dei Capigruppo, gli esponenti dei DS, della Margherita e dei Comunisti sono stati capaci di bocciare la richiesta della Lega Nord Padania di consentire l’accesso all’aula del Consiglio ai responsabili dell’ARPA ed al dott.Montanari, in rappresentanza dei comitati antinceneritore, ai quali si chiedeva di portare il loro contributo tecnico-scentifico necessario per un serio confronto sulla mozione presentata dalla Lega Nord Padania.

Il centro sinistra ha finalmente gettato la maschera sulle sue reali intenzione nei riguardi della salute dei cittadini.

A loro non interessa nulla dell’inquinamento da nanopolveri, non interessa nulla se le emissioni dell’inceneritore provocano tumori o malattie, non interessa nulla se i reggiani in numero sempre più numeroso vengono colpiti da questo mostro ecologico, l’importante è non disturbare il manovratore che deve portare a termine la sua missione di costruire un mega inceneritore con tutti i vantaggi economici che usufruiranno poche persone.

La scelta tutta politica, con motivazioni strumentali e pretestuose, di non consentire l’accesso all’aula del Consiglio Comunale è dimostrazione palese del doppiogioco del centro sinistra anche perché tale privilegio fu però concesso al Sig.Fantuzzi titolare delle Officine Reggiane.

In quel caso si dovevano difendere gli interessi immobiliari di alcuni potentati locali come ora si devono difendere gli interessi economici di ben precisi gruppi politico-affaristi.

Al centro sinistra la salute dei cittadini reggiani non interessa per niente.


19 Gennaio 2006

Anche oggi il blocco del traffico. Anche oggi è una giornata persa inutilmente.

E’ questo, in sintesi, la conclusione delle scelte fatte dall’Assessore Santel e dall’Amministrazione comunale contro l’inquinamento; giornate perse dai cittadini reggiani con inutili disagi che non portano ad effetti significativi.

Non contenta del danno l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ora vuole anche la beffa contro la cittadinanza e perciò si appresta a riattivare la linea dell’inceneritore di Cavalloni per scaricare nell’atmosfera tonnellate di sostanze inquinanti ed invece che essere la prima a cercare di ridurre l’inquinamento l’Amministrazione vuole essere la prima a provocarlo.

Il problema dell’inquinamento atmosferico da traffico andrebbe risolto con degli interventi strutturali, anziché adottare una politica di divisiti e disagi, ma che ad oggi ancora non si vedono anche se l’Assessore Santel è stato nominato per questo scopo specifico.

Un Assessore che ha prodotto il nulla, che non si vede mai ed è totalmente scollegato con i problemi veri della Città ma che è stato però capace di assumere un consulente esterno per fare il lavoro per il quale è pagato.

E’ giunto il momento che i cittadini reggiani facciano sentire la loro voce contro questa politica “alla gambero” della Giunta comunale e la prevista raccolta di 300 firme per trattare una mozione di iniziativa popolare sul tema dell’inceneritore è certamente un buon inizio anche per supportare l’analoga mozione della Lega Nord – Padania già nel programma di discussione del Consiglio Comunale per la prossima settimana.


Rèz, 19 gennaio 2006.

Esternalizzano per soccorrere Act.

Il blitz operato dalla Giunta Masini con la delibera di esternalizzazione dei servizi oggi svolti dalla Provincia in materia di gestione della mobilità non è solo l'ennesimo atto di arroganza degno della cultura sovietica, è una dichiarazione di inattendibilità politica che si propaga sia all'interno che all'esterno dell'Ente.

Le rappresentanze sindacali si sentono prese per il naso e i lavoratori, il cui destino è ora più che mai incerto, si sentono buggerati.
E tutto non per migliorare il servizio o i costi dello stesso ma per soccorrere Act, la cui gestione si presenta politicamente sempre più deficitaria.

Un'Azienda che non è in grado di controllare l'evasione dal pagamento dei biglietti sui propri mezzi, un'Azienda-holding che prima ha acquisito partecipazioni in diverse Aziende extra provinciali, per costruire alleanze finalizzate alla fase delle gare per l'affidamento di servizi di pubblico trasporto, salvo cederle oggi a causa "delle crescenti difficoltà che vive il settore del trasporto pubblico locale per scarsità di risorse pubbliche" come ha recentemente affermato il Presidente Giulio Fantuzzi.

Allora forse l'affidamento dei servizi oggi resi dalla Provincia così come la cessione di tutte le partecipazioni 'extra moenia' non sono giustificate dalla necessità di cambiare strategia aziendale, focalizzando la propria mission sul territorio locale, ma per recuperare risorse tout court.

Un altro brillante risultato del governo ulivista.


Réz, 23 Gennaio 2006.

Spese di notifica delle contravvenzioni

La ricorrenza di S.Sebastiano, patrono del Corpo della Polizia Locale, che è stata festeggiata il giorno 20 gennaio scorso con una solenne cerimonia presso la “Sala degli Specchi” del Teatro Municipale ed è stata l’ulteriore occasione per l’Amministrazione Comunale per dare sfoggio di tutta la sua ipocrisia, retorica ed autoreferenzialità politica.

Durante la cerimonia sono stati “snocciolati” una serie di dati documentanti l’attività della Polizia Locale facendoli passare come un risultato eccezionale mentre, in realtà, si tratta dei risultati derivanti del normale lavoro quotidiano di ogni corpo di Polizia Locale.

L’apoteosi di questa ipocrisia politica si è però avuta nel pomeriggio della stessa giornata durante il Consiglio Comunale dove era all’ordine del giorno una mozione della Lega Nord Padania con la quale si impegnava la Giunta ad utilizzare con maggiore incisività e determinazione la Polizia Locale nel contrasto del fenomeno dei “portoghesi”, cioè di coloro che non pagano il biglietto dell’autobus, ma che è stata respinta dalla maggioranza.

Al mattino si esalta il ruolo della Polizia Locale ed al pomeriggio la si umilia negandole di svolgere quelli che dovrebbero essere i suoi compiti naturali e mettendo così gli Agenti della Polizia Locale nella posizione di doversi vergognare di fronte ai cittadini reggiani in quanto costretti a rifiutarsi di svolgere l’intervento di identificazione dei “portoghesi”.

Dall’intervento d’assessore Salsi è emerso anche il fatto che sono state elevate oltre 60.000 contestazioni di violazione al Codice della Strada ma quello che ha volutamente ignorato di dire è che, a decorrere dal 1° gennaio, l’Amministrazione Comunale applicherà un costo di notifica della contravvenzione che passa dai precedenti 6,00 € agli attuali 12,00 € con un aumento secco del 100%.

Tale “gabella” sarà anche accompagnata da una nuova procedura di pagamento della contravvenzione per cui il cittadino non potrà più pagare immediatamente la sanzione, risparmiandosi così le spese di notifica, ma dovrà attendere che la contravvenzione gli sia recapitata presso la propria residenza con la conseguenza diretta che, oltre a dovere giustamente pagare l’importo di contravvenzione, dovrà pagare forzosamente ulteriori 12,00 € per le spese di notifica.

Tale decisione viene giustificata dall’Amministrazione comunale come una necessità dovuta ad evitare confusioni o inutili ricorsi amministrativi ai cittadini se non fosse per il fatto che a fronte di almeno 60.000 contravvenzioni emanate in un anno si avrà ora un maggior introito per le casse comunali di oltre 360.000 € all’anno (60.000 multe per 6,00 € di aumento per ciascuna notifica).

In politica pensare male è peccato ma spesso ci si prende e non sfugge il fatto che il maggior introito annuale di oltre 360.000 € corrisponde, guarda caso, alla spesa sostenuta dal Comune nel 2005 per la ristrutturazione dei servizi igienici del campo nomadi di Codemondo ed analoga cifra potrà essere spesa nel 2006 per analoghi interventi e, come dice il proverbio, “a buon intenditor poche parole”.

La Lega Nord – Padania non è però disponibile ad assistere passivamente a questo ulteriore prelievo dalla tasche dei cittadini reggiani e pertanto abbiamo provveduto ad inoltrare una specifica interpellanza per conoscere quali siano state le motivazione tecniche, amministrative, economiche o politiche che hanno indotto la Giunta ad adottare tale improvvida decisione.


Réz, 25 Gennaio 2006

Reggiane: falsa partenza!

Area Reggiane: L’Assessore Ferrari sostiene che nella cosiddetta area Reggiane la costruzione di case non sarà una priorità ma, come spesso accade a questa Amministrazione, si dice una cosa ma se ne farà un’altra tanto è vero che di case se ne faranno eccome e, addirittura, si sta cominciando ad individuarne la localizzazione.

Non contenti, si annunciano nuovi spazi commerciali e direzionali, ma dell’idea qualificante dell’area e cioè la realizzazione di quel tanto decantato “parco scientifico tecnologico” non si sente molto parlare e, per ora, il risultato politico è che per l’ennesima volta a dettare l’agenda urbanistica e lo sviluppo della Città non è l’Amministrazione comunale ma l’interesse di specifici imprenditori privati.

Se verrà conservata questa impostazione di base, quella che viene definita una riqualificazione di un’area dismessa si tradurrà in pratica nell’ennesima speculativa colata di cemento.

La maggioranza di centrosinistra continua l’espansione di una Città, in cui il mercato immobiliare sta già dando ampi segni di saturazione, discostando di essere solo dei meri esecutori silenziosi ed accondiscendenti delle esagerate previsioni urbanistiche del Piano Regolatore Generale targato Spaggiari-Malagoli sconfessando le loro stesse promesse elettorali di un rallentamento della crescita urbana.


Réz, 30 gennaio 2006.

Delrio deve aprire la crisi.

Prima hanno cominciato i Verdi che aprono una polemica con la politica urbanistica dei Ds ma che accantonano, temporaneamente, nascondendosi dietro a frasi del tipo “………..se non ci fosse Berlusconi addio maggioranza”, confondendo così volutamente la politica sul piano nazionale con quella di carattere locale.

Passa un giorno ed arriva Rifondazione Comunista, questa volta sulla questione Enìa, che rincara la dose arrivando ad affermare che “…il Sindaco ha tradito la nostra fiducia” poi, a ruota, seguono i Comunisti Italiani che approfittano della situazione per tornare alla carica rivendicano ancora una volta più poltrone.

Questa benefica tempesta spazza finalmente la cenere sotto la quale, sin dall’inizio del mandato, covava il fuoco delle differenze programmatiche in seno all’Ulivo che, a Reggio così come a Roma, sono troppo evidenti e conflittuali.

E’ d’altronde logicamente impensabile che Delrio possa ingranare una retromarcia sul completamento di tutte le partite aperte sulle quali si regge il patto di potere tra i DS e la Margherita.

Ora siamo attivati alla resa dei conti perché, indipendentemente dall’esito delle elezioni politiche, qualcuno nell’Ulivo nostrano rimarrà politicamente scottato ed è quindi necessario che il Sindaco Delrio prenda subito atto della crisi che investe la sua maggioranza e ne tragga le dovute conseguenze.

La Città ha sopportato fin troppo una Giunta “mummificata” e la soluzione di ricorrere a rimpasti e rimpastini di Giunta sarebbero solo un brodino caldo per tirare a campare cosa che, in questo momento non è utile ai Reggiani.


Réz, 6 Febbraio 2006

Con il progetto Calatrava l’Amministrazione Comunale ci ha fatto vedere come si sprecano i soldi pubblici non facendo il concorso d’idee, con il progetto di ristrutturazione di Piazza Prampolini l’Amministrazione Comunale ci ha fatto vedere come si sprecano i soldi pubblici facendo il concorso d’idee.

E’ questa, in sintesi, la capacità politica dell’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia.

L’idea politica dell’Assessore Spadoni di ristrutturare Piazza Prampolini che rappresenta il “cuore storico” della nostra Città è certamente valida e condivisibile ma, come al solito, la metodologia adottata per raggiungere tale obbiettivo non è solo criticabile ma anche deleteria.

La Giunta Delrio, degna erede della Giunta Spaggiari, ha scelto di spendere soldi pubblici fare un concorso di idee per la ristrutturazione di Piazza Prampolini per ottenere un progetto preliminare elaborato da due pur validi architetti francesi ma che nulla hanno da spartire con la Città quando tale progetto era già stato predisposto, sempre a spese della Comunità, da altrettanto validi architetti reggiani che meglio conoscono la realtà locale e la cui opera creativa non era mossa solo dalla “ricompensa“ ma anche dalla profonda conoscenza dell’ambiente cittadino e delle caratteristiche reggiane che non possono essere capite ed assimilate solo guardando delle foto su Internet o in quattro giorni di visita alla Città così come hanno fatto i vincitori francesi del concorso di Piazza Prampolini.

Il progetto preliminare di ristrutturazione di Piazza Prampolini, come delle altre piazza reggiane, era già bello e pronto nei cassetti del Comune ed era stato preparato dagli Architetti Amedeo Magnani (qualche nesso con l’arch.Magnani dello staff di Spadoni?), Piero Cervi e Giuliano Cervi, che su incarico dell’Amministrazione Comunale, avevano effettuato uno “studio particolareggiato finalizzato alla elaborazione del piano dell’arredo urbano” da cui doveva prendere forma un organico progetto di rifacimento del Centro Storico.

L’indagine degli architetti “nostrani”, completa e dettagliata, forniva ampie risposte a tutte le problematiche connesse al rifacimento del centro storico della Città. piazza Prampolini compresa, e non vie era pertanto la necessità, in questo caso, di indire un concorso per arrivare scomodare progettisti d’oltreAlpe totalmente avulsi dal contesto del nostro territorio.

Era pertanto sufficiente che l’Assessore Spadoni, ed il suo strapagato staff, avessero aperto i propri cassetti e ripreso le risultante dello studio degli architetti reggiani per elaborare un progetto di ristrutturazione, semplice ed efficace, senza bisogno si spendere inutilmente i soldi dei Cittadini.

Un progetto semplice, senza costi eccessivi ed in armonia con la tradizione architettonica della Città che nulla ha che vedere con quello elaborato dagli strapagati archietetti francesi che, se portato a termine, cambierà irrimediabilmente l’aspetto di Piazza Prampolini rendendolo totalmente estranea a quella conosciuta dai reggiani.

La Lega Nord – Padania, per dimostrare ancora una volta quanto sia facile fare le cose semplici, ha elaborato un progetto di ristrutturazione a “costo zero” di Piazza Prampolini utilizzando i dati ed il materiale già esistente nei cassetti del Comune e ne farà dono al sindaco Delrio e all’Assessore Spadoni sperando che traggano lezione da tutto questo.

La speranza che questa Amministrazione comunale ne tragga insegnamento è vana ma si sa che la speranza è l’ultima a morire.


Rèz, 7 febbraio 2006.

Luceria: importante passo in avanti.

Il provvedimento adottato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici è un importante passo avanti per salvaguardare l'integrità del sito archeologico di Luceria.

Era troppo evidente come la politica urbanistica della locale Amministrazione comunale risultasse troppo invasiva e pericolosa per questo importante sito: ora la Giunta ne prenda atto e rinunci anche al previsto parcheggio, cercando una nuova localizzazione più appropriata.


Réz, 13 febbraio 2006.

Ora che la manifestazione islamica è passata senza i temuti incidenti si possono fare, a mente fredda, alcune considerazioni politiche su quando è accaduto nel pomeriggio di sabato scorso.

La prima considerazione è che, ancora una volta, quando si tratta di essere presenti sul territorio a difesa dei nostri principi, dei nostri valori e delle nostre tradizioni la Lega Nord – Padania è sempre da sola mentre altre forze politiche, che dovrebbero essere sulle nostre stesse posizioni, alla prova dei fatti non si fanno neanche vedere.

Gli organizzatori della manifestazione si proponevano concludere il corteo e di tenere il loro comizio finale in piazza Prampolini che, per la presenza del Municipio, del Duomo e per la sua storia, rappresenta il centro politico, religioso ed identitario dei reggiani ma la nostra presenza di sabato pomeriggio ha evitato che il fondamentalismo religioso islamico vi mettesse piede.

La seconda considerazione è costituita dalla legittima domanda che si è posta la maggior parte della cittadinanza, ivi compresa l’onorevole Montecchi dei DS, perché proprio Reggio Emilia? Perché con tutte le grandi città italiane come Roma, Milano, Torino ecc. dove vi sono comunità islamiche ben più ampie e numerose si è scelto di fare la manifestazione a Reggio Emilia?

La risposta potrebbe essere che Reggio Emilia è la città di Prodi e di Daki.

Il primo rappresenta il centro sinistra, cioè quella parte politica che più di ogni altra vuole favorire, tramite l’immigrazione, la modificazione genetica della nostra società e che ha nel Sindaco Delrio e nell’Assessore Malagoli i massimi esponenti locali, mentre il secondo rappresenta la parte più fondamentalista di una religione che come obiettivo principale quello d’islamizzare ogni società che non sia musulmana.

La terza considerazione è l’ambiguità con cui gli islamici hanno manifestato il loro pensiero e le loro pretese.

Non una parola è stata spesa contro quei Governi islamici che nulla hanno fatto per difendere le ambasciate europee dagli attacchi dei loro confratelli, non una parola di biasimo si è elevata contro i terroristi che tengono in ostaggio i giornalisti occidentali come non parola è stata detta in favore della laicità dello Stato ma sono state pronunciate solo parole di condanna contro il “terrorismo” dei giornali occidentali che hanno pubblicato le vignette satiriche con la pretesa di avere le scuse solo per il fatto che il loro concetto di libertà di stampa non coincide con quello delle democrazie occidentali.

Non da ultimo l’ambiguità degli striscioni, dei cartelli e degli slogan scritti e gridati in arabo di cui nessuno ha potuto capire il vero significato ed in particolare se vi era corrispondenza tra quanto di diceva in italiano e quanto invece scritto in arabo.

Ricordo a tutti che una delle caratteristiche principali di Arafat, come quella di molti esponenti arabi, era quella di esprimersi in inglese, verso gli occidentali, con parole di pace e collaborazione per poi girarsi e dire esattamente il contrario quando si esprimeva in arabo ai suoi compatrioti mettendo in pratica una usanza, quella della doppiezza, che viene utilizzata spesso nel mondo arabo soprattutto quando gli interlocutori sono degli “infedeli”.

Gli islamici sabato pomeriggio hanno sfilato per le vie della Città in modo apparentemente pacifico ma significativa, e direi anche preoccupante, è stata la sosta del corteo davanti alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo dove più forte si è elevato l’inno ad Allah quale “unico Dio”.

La missione dell’islam è semplice e chiara ed è quella d’islamizzare, è quella di anteporre il volere del loro Dio avanti a tutto ed a tutti, tanto è vero che qualcuno nel corteo si è lasciato scappare una frase emblematica “……per il profeta siamo disposti a tutto, a dare il sangue e la vita”.

Il Sindaco Delrio è politicamente incosciente quando promuove sul campo gli islamici addirittura a Cittadini Reggiani, e la sinistra intera è ancora più incosciente perché è pronta a sacrificare tutte le libertà ed i principi della nostra democrazia sull’altare di una integrazione impossibile, che si trasformerà sempre più in sopraffazione, con il solo scopo di avere qualche voto in più.


Réz, 25 marzo 2006

Nei giorni scorsi ho presentato una interpellanza al Presidente della Circoscrizione V per avere notizie riguardo i lavori che stanno da ormai troppi mesi interessando l’incrocio tra le vie Frank e Martiri di Cervarolo, alle Due Maestà.

Inizialmente hanno cominciato modificando l’incrocio inserendo una micro-rotatoria e successivamente hanno avviato i lavori per la pista ciclo-pedonale.

Sebbene alcune delle settimane scorse abbiano registrato condizioni meteorologiche sfavorevoli, comincia ad essere inspiegabile un ritardo così ampio nella consegna dei lavori, il che sta arrecando grave disagio agli utenti della strada, che per le proprie caratteristiche è ad altissima frequentazione, nonché ai residenti ed alle attività commerciali della zona.

A questo punto sarà interessante capire quale sia il piano temporale di realizzazione delle opere e quali siano gli eventuali impedimenti che stanno rallentando tali lavori.


Réz, 22 aprile 2006

Gestione rifiuti: Ulivo basta nascondersi!

Se escludiamo la perfetta coerenza dei Ds, inequivocabilmente pro inceneritore, il resto dell’Ulivo reggiano sta arrampicandosi sugli specchi delle proprie promesse elettorali da marinaio.

E’ ormai evidente che la linea dei Ds è quella prevalente, tanto che dalle recenti dichiarazioni della Presidente della Provincia Masini la cosiddetta “road map” che condurrà al nuovo impianto non terrà di fatto in alcun conto i risultati della sperimentazione della raccolta ‘porta a porta’ effettuata nella settima circoscrizione cittadina che, come volevasi dimostrare, è diventata politicamente un brodino caldo per Verdi e Comitati, infatti il calendario di tale sperimentazione termina nell’aprile del 2007 proprio quando Enìa presenterà il proprio progetto.

Dopo l’esito delle elezioni amministrative del 2004, non ci si poteva aspettare nulla di diverso in quanto la politica dei termovalorizzatori è incardinata sull’attuazione della Direttiva Comunitaria 2001/99/CE, per la quale viene assimilata l’energia rinnovabile a quella ricavata dalla termovalorizzazione dei rifiuti, così da arrivare all’assegnazione di incentivi ai gestori di tali impianti per la vendita di energia elettrica prodotta in cogenerazione.

In questo modo il gestore per ogni tonnellata di rifiuto termovalorizzato, grazie all’elettricità prodotta riceve un incentivo da 25 a 50 euro che per un inceneritore da 200.000 tonn. può significare un introito aggiuntivo annuo da 5.000.000 a 10.000.000 di euro che le Multiservizi (ex municipalizzate) utilizzano per rimanere competitive attraverso operazioni di fusioni, concentrazioni, acquisizioni e joint-ventures.

Cosicché l’utente finale non gode di alcun beneficio tariffario mentre questi giganti economici continuano a crescere rendendo necessaria la disponibilità di impianti di termovalorizzazione di rilevanti dimensioni al fine di disporre di un’adeguata massa critica in termini di tecnologie impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti,.

Ecco allora che ben si comprende una linea politica che, al contrario esatto di quanto sostiene la Margherita reggiana, porterà l’Emilia-Romagna ad aumentare la propria capacità di termovalorizzazione di ulteriori 750.000 tonnellate/anno, contro l’attuale milione.

Ciò si ricava dalla lettura dei Piani industriali delle Multiservizi emiliane (Enìa, Meta, Hera), che stanno preparando ad unirsi, mentre l’Ulivo allarga già i discorsi sull’autonomia nella gestione dei rifiuti da quella provinciale a quella regionale.
La qual cosa ci preoccupa ancora di più, non solo perché argomentate proprio dal partito di Castagnetti, ma perché in una situazione di minor controllo da parte del territorio, rischieremmo di aprire il varco all’importazione extra-regionale in nome di una solidarietà finta quanto interessata: solo nella Campania di Bassolino, che negli ultimi dieci anni ha ricevuto per l’emergenza rifiuti quasi 2.000 miliardi di lire, giacciono ben 3.000.000 di balle di rifiuti…


Rèz, 6 maggio 2006.

Il cavallo di Troia.

Un ottimo risultato quello delle forze democristiane emiliane: usare Agac per creare Enìa e strapparla di mano ai Ds, o comunque a quella parte dei Ds che non sono ancora appiattiti sul potere della Margherita.

E la beffa, ben confezionata dal trio democristiano Delrio-Ubaldi-Reggi, è che fautore della creatura di Enìa sia proprio quel Cantarelli oggi costretto a salvaguardare il proprio operato con le dimissioni.

Chi pagherà a caro prezzo questa trama da prima repubblica sarà comunque la nostra Città che non solo ha contribuito “dissanguando” Agac per la nascita e la strutturazione di Enìa, ma che ora di fronte alle prospettive di partnership con Brescia o Milano, in assenza della quotazione di Borsa, rischia di vedere svalutato il proprio valore aziendale e di tornare ad essere periferia dell’impero, quello fondato sulle grandi Multiutility dell’incenerimento.

E’ evidente che i Ds, nell’ambito della progettualità politica, sembrano svolgere sempre più il ruolo di portatori d’acqua pur detenendo la maggioranza relativa dei consensi e la controprova sarà il tipo di sostegno che Cantarelli riceverà dai Sindaci della nostra provincia.
E’ altrettanto evidente che il nostro territorio deve interrogarsi se i nostri interessi siano o meno stati salvaguardati non solo rispetto all’intero progetto Enìa (sul quale la Lega Nord è stata sempre critica), ma anche dall’operato del Sindaco Delrio, cui non basterà rilanciare con una prospettiva di ‘matrimonio’ con la bolognese Hera che possa fargli confluire il consenso di una parte dei Ds: il modello emiliano è veramente finito.


Réz, 20 maggio 2006.

Enìa: a pagare saranno i cittadini.

Tra rallentamenti e fughe improvvise in avanti il fronte ulivista reggiano sulla partita Enìa sembra essersi momentaneamente ricompattato nel segno della quotazione in Borsa e del fronte comune anti-Ubaldi.
Durerà? Staremo a vedere, di certo lo scontro di potere tra Margherita e Ds ed all’interno stesso dei Ds non si è esaurito anzi, la scelta delle future strategie aggregative (Hera Bologna secondo i dalemiani, Asm Brescia per i prodiani) terrà ancora banco, perché in gioco è solo ed unicamente il potere derivante dal controllo delle Multiutility, cioè dei servizi pubblici.

Una partita politica insomma che non fa i conti con le strategie industriali e di mercato che al contrario ci segnalano come le performance di Borsa di chi ci ha preceduto nel recente passato, sono tutt’altro che esaltanti e sono ‘movimentate’ unicamente dai continui investimenti in nuove aggregazioni e nuovi impianti.

E qui bisogna cominciare a capire chi pagherà, non solo in termini ambientali, la scelta politica di gestire in questo modo i servizi pubblici di base.
Dal rapporto CISL su tariffe e tributi locali è stato ricostruito l’andamento della tariffa rifiuti per un’abitazione da 90 mq con 2 occupanti a Reggio Emilia dal 2000 al 2004: dal 2000 al 2003 l’incremento la tassa è passata da 110 euro a 122, mentre dal 2003 al 2004 si è avuta un’impennata sino a 131.5 euro.
Le tensioni tariffarie sono continuate nel 2005 e sono destinate a rimanere tali nel 2006 tanto che da una recente Delibera dell’Amministrazione comunale si evince un costo intorno ai 145 euro (comprese Iva e addizionale provinciale).

Una tariffa del tutto simile ad esempio a quella di Treviso, dove è ormai stabilizzata dove il sistema di raccolta cosiddetto ‘porta a porta’ è già consolidato e dove non c’è alcun inceneritore, mentre nel PPGR reggiano a partire dal 2007, anno in cui veniva stimato l’avvio del nuovo termovalorizzatore con preselettore, viene previsto un drastico aumento dei costi di smaltimento pari al 40%.
E’ necessario infatti precisare che i costi della termovalorizzazione rispetto ad altre forme di smaltimento sono i più alti vanno ad unico vantaggio degli azionisti delle Multiutility gravando sempre più sulle bollette di tutti, comprese quelle della luce poiché gli inceneritori che producono energia elettrica godono di cospicui incentivi (certificati verdi e CIP 6).
La scelte dell’Ulivo, oltre che essere tardive si stanno rivelando anche costose ed incentrate più su aspetti politici che di effettivo beneficio per la cittadinanza: come si concilieranno questi business con le promesse elettorali di Prodi non è dato sapere.


Rèz, 27 maggio 2006.

Enìa: chi rappresenta ora Delrio?

Cantarelli a parte l’operato del Sindaco Delrio appare quantomeno autolesionista: in un colpo solo è riuscito a dividere i Sindaci reggiani ed indebolire Enìa.

Certo politicamente per la Margherita ed i prodiani si è trattato di un indubbia vittoria: una minoranza, forte delle azioni detenute, ha messo le mani sulla più importante azienda pubblica locale.
Chi rappresenta infatti oggi Delrio? Sicuramente la minoranza politica dei reggiani, certamente non rappresenta più nemmeno l’assemblea dei Sindaci reggiani dopo le due spaccature consecutive verificatesi e quindi rappresenta la minoranza della popolazione della provincia reggiana.

Altro che Unione, Delrio sottraendosi al confronto con gli altri sindaci reggiani ha rotto l’ultimo brandello di patto solidaristico, lasciando il comando ai suoi colleghi di Parma e Piacenza, che pur rappresentando la minoranza delle azioni di Enìa sono a lui politicamente affini e sufficienti a fare “muro”: considerando che i Sindaci d’oltrenza sono in scadenza di mandato, questa novella “triade” rappresenta ormai solo se stessa se non già gli interessi del partito di riferimento.

La politica sta appagando i propri appetiti sulla testa dei cittadini e delle Comunità che hanno costruito le municipalizzate, Delrio è politicamente responsabile di questa operazione che sarà l’ennesima onta per la nostra Città, che non solo ha contribuito “dissanguando” Agac alla nascita di Enìa, ma che ora si trova in mezzo ad un guado molto pericoloso rischiando o un approccio disastroso alla Borsa o la fagocitazione da parte di qualche “pesce grosso” del panorama delle multiutil
Tutto secondo copione?


Rèz, 14 giugno 2006.

Il potere logora chi non ce l’ha.
Oggi più che mai l’adagio andreottiano calza a pennello alle forze di maggioranza che governano il nostro Comune.

Da una parte i cosiddetti “cespugli” che un giorno sì l’altro anche attaccano gli “anelli deboli” della propria Giunta nella speranza di un rimpasto che ne sazi gli appetiti politici, dall’altra l’ormai insanabile spaccatura tra vecchio e nuovo potere in seno ai partiti “maggiori” dell’Ulivo, che si manifesta sempre più intensamente tanto più ci avviamo alla metà del mandato, perché è ora che si decidono gli equilibri politici in vista del 2009.

Per una buona parte dei Ds la cessione del Sindaco alla Margherita era già stato un evento traumatico, così come le conseguente azione di governo ed il recente addio (o arrivederci?) di Uris Cantarelli, ora il fronte si sposta sul rinnovo delle cariche di partito, che vede ancora una volta registi, fazioni e tifosi schierati in campo aperto, con un unico dato certo, i Ds somigliano sempre più ad un dinosauro dal grande corpo e dalla testa piccola: l’incapacità, sebbene i numeri, di un progetto condiviso e rinnovatore per Reggio ne è la dimostrazione, così come l’autoreferenzialità di una classe dirigente datata quanto incollata alle poltrone.

Lorsignori si dilettano in questo “risiko” forti del conservatorismo politico dei reggiani mentre la Città vede irrisolti molti dei suoi problemi e se il tempo è denaro il cittadino-Pantalone pagherà molto caro gli interessi particolari e politici di pochi.
A questa classe dirigente non farebbe male un pò di opposizione, per questo sarebbe necessario superare l’empasse tramite una costituente delle forze riformatrici della Città fuori dagli orientamenti ideologici oggi in campo.


Réz, 17 giugno 2006.

Nei giorni scorsi ho presentato una interpellanza, l’ennesima, per avere aggiornamenti sul caso “stadio Giglio” per sapere quali iniziative abbia intrapreso l’Amministrazione comunale al fine di tutelare l’interesse pubblico considerato che il disposto degli artt.29 e 30 della convenzione stipulata con la Mirabello 2000 spa prevedeva il passaggio diretto all’Amministrazione del bene stadio, ovvero delle pertinenze sportive in caso di fallimento della Società.
Nel caso tale convenzione fosse stata dichiarata sciolta l’Amministrazione abbia provveduto a mettere in mora il curatore ovvero se si sia fatto valere nel passivo il credito conseguente il mancato adempimento della convenzione.

Inoltre vorremmo sapere se risultano vere le notizie riportate dalla stampa per cui il Comune avrebbe o avanzarà una offerta per l’acquisizione della zona strettamente sportiva dello stadio ovvero se intenda partecipare all’eventuale asta per la stessa e quale sia ad oggi il credito complessivo vantato dal Comune di Reggio Emilia nei riguardi della fallita Mirabello 2000 spa, poiché con provvedimento del 28/03/2006 il Giudice Delegato dichiarava esecutivo lo stato passivo del fallimento ammettendo in via chirografaria (per la quale il Comune ha presentato opposizione) complessivi €.247.941,60 più successivamente ulteriori €.472.844,45, sebbene il Vicesindaco Franco Ferretti, in data 13/07/2005, rispondendo ad una nostra specifica interpellanza affermava: “L’Amministrazione comunale … ha intenzione di compiere ogni possibile verifica circa gli obblighi che Comune e Mirabello 2000 hanno assunto con la convenzione del 24 maggio 2002” …omissis… ”sulla parte di immobili destinata allo stadio e sue pertinenze, in caso di fallimento della Mirabello 2000 si dovrà far fronte all’eventuale costituzione di diritti reali a favore di terzi su beni destinati a zona sportiva che dovessero preesistere alla convenzione del 24 maggio 2002, che vietava espressamente l’iscrizione di ipoteche” ed infine “rimarrà aperto anche il problema dell’incasso dell’ICI per gli anni 1996, ’97, ’98, ’99 e 2000 nonché dell’imposta di pubblicità del 2002 per un importo complessivo di €.1.262.000, peraltro a fronte della rateizzazione concessa per il pagamento la società ha presentato una fideiussione di €.370.000 per il cui incasso è stato interessato il servizio legale interno ad intraprendere la procedura per ottenere il decreto ingiuntivo”: è interessante conoscere l’esito di tale fideiussione.

Infine vorremmo fosse chiarito se risultano confermate le dichiarazioni rese dall’Assessore Ugo Ferrari riguardo il possibile ridimensionamento del progetto “Petali del Giglio” ed in quali termini, considerato che alcune note di stampa hanno riportato una sua ipotesi di variante urbanistica tesa a ridurre le superfici del progetto preliminare “Petali del Giglio” (peraltro alcune delle quali già in fase di avanzata realizzazione).


Rèz, 30 giugno 2006.

Inquinamento aria: Pm10 situazione allarmante.

Il fenomeno delle Pm10 dovrebbe essere prevalentemente invernale poiché in quel periodo sussistono anche le condizioni per la cosiddetta inversione termica e dovrebbe per sua natura attenuarsi in primavera ed estate.
Da una verifica dei dati correnti si può ricavare una situazione molto allarmante, che è aggravata in dal fenomeno estivo dell’ozono, poichè la miscela dei due inquinanti risulta assai dannosa.

Dal 18 giugno scorso infatti si sono registrati ben 10 superamenti del livello di legge consentito (50 micr/mc), mentre gli sforamenti dall’inizio dell’anno sono rispettivamente 28 alla stazione di S. Lazzaro, 34 in viale Risorgimento e ben 82 in viale Timavo.
Tenuto conto che ai fini della protezione della salute umana i superamenti consentiti sono 35 all’anno, c’è da chiedersi cosa accadrà da qui al 31 dicembre: solamente negli ultimi tre mesi del 2005 si registrarono in viale Timavo più di 40 sforamenti.
La situazione rimane critica anche a S.Ilario e Castellarano dove i superamenti dal 1 gennaio sono stati rispettivamente 74 e 50

L’emergenza localmente è legata anche al problema del caotico traffico cittadino, per la cui soluzione i tempi sembrano ancora piuttosto lunghi, mentre nell’area vasta padana, che è tra le più inquinate al mondo, si rende sempre più improrogabile un piano strutturale che coinvolga tutte le Regioni del bacino.


Rèz, 8 luglio 2006.

P.za Vivaldi: provvedimenti tampone, manca visione PUM.

L’aumento dell’improprio traffico pendolare all’interno dei quartieri residenziali genera proteste, le conseguenti modifiche alla viabilità dei quartieri come di recente in piazzetta Vivaldi genera proteste.
Nel caso di specie, se dal punto di vista tecnico pare non vi siano soluzioni migliori rispetto a quelle attuate, che per altro sono tutte da testare e verificare, è altrettanto vero che ci troviamo di fronte ancora una volta ad un provvedimento “tampone”.

La situazione del traffico a Reggio continua a peggiorare e la gente si attrezza come può, nel senso che per evitare le code nelle arterie principali, si inventa spesso percorsi alternativi che finiscono per intasare la normale viabilità di quartiere: è successo un po’ ovunque in Città e le soluzioni adottate sinora dall’Amministrazione comunale sono state l’istituzione di nuovi sensi unici di marcia o la realizzazione di rotonde per cercare una migliore fluidificazione del traffico.

Questa impostazione però non può funzionare a lungo, ciò che manca è una visione complessiva che solo il Piano Urbano della Mobilità può dare e mancano arterie di grande viabilità che servano esclusivamente i pendolari ed i lunghi spostamenti.
Se pensiamo invece a ciò che accadrà ad esempio in via Chopin, un pezzo dell’asse-attrezzato nord-sud, che diverrà tra non molti anni l’accesso del nuovo grande insediamento dell’ex parco Terrachini, possiamo comprendere il deficit di programmazione urbanistica che attanaglia la nostra Città.


Rèz, 13 luglio 2006.

Rifiuti: Legambiente premia buone amministrazioni leghiste.

Come consuetudine anche quest’anno Legambiente ha presentato il proprio dossier sui Comuni “ricicloni” ed anche quest’anno le Amministrazioni a guida leghista ne sono uscite vincitrici.

I vari sistemi di raccolta differenziata vedono infatti da parecchi anni le regioni Veneto e Lombardia ed il Nord più in generale in testa a tutte le classifiche sia per quantità che per qualità.

Tra i Comuni capoluogo di provincia ai primi cinque posti della categoria “miglior sistema di gestione dei rifiuti urbani”, ne registriamo ben tre governati dal Carroccio: Lecco (primo assoluto), Treviso e Varese, mentre la nostra Città, dove il dibattito sulla gestione rifiuti è più che mai aperto, si attesta al decimo.

Più attardati i piccoli Comuni, se risulta che tra quelli superiori ai 10.000 abitanti il primo Ente emiliano è Lugo (RA) al 127° posto ed il primo reggiano è Quattro Castella al 158°, mentre tra quelli inferiori ai 10.000 abitanti il primo emiliano è Sarmato (PC) al 346° ed il primo reggiano Albinea al 571° (!!).

In Emilia-Romagna la politica si è troppo attardata ad inseguire le strategie politico-finanziarie e gli assetti societari delle ex municipalizzate, mentre nelle altre regioni padane hanno messo in campo strategie gestionali funzionali ed innovative per il bene comune.
Questo è un gap da colmare seguendo i buoni esempi che hanno dimostrato funzionare, così come la sperimentazione nella Circoscrizione 7 di Reggio che va affinata adeguata alle esigenze emerse in questi primi mesi ed estesa a tutta la Città.


Rèz, 1 agosto 2006.

Inquinamento aria: soluzioni Regione inadeguate.

“Nel 2001, 2002, 2003 e nel 2004 è stato superato, negli agglomerati e nelle zone di tutte le Province della Regione, il valore limite di PM10 per la protezione della salute fissato dall'Unione Europea e dal decreto 60/02: sono stati, infatti, rilevati valori della media giornaliera superiori a 50 g/m3 per un numero di giornate superiore a 35”
Questa è la premessa che introduce ogni anno l’Accordo Regionale di Programma sulla Qualità dell’Aria, ovvero quei provvedimenti di limitazione del traffico che dovrebbero teoricamente combattere l’inquinamento atmosferico derivante dalla fatidiche PM10.
Parliamo di teoria, perché se ai fini della protezione della salute umana i superamenti consentiti sono 35 all’anno, i dati relativi al 2005 ed ai primi mesi del 2006 confermano che anche i blocchi come precedentemente le targhe alterne non sono serviti, tanto che la loro burocratica riproposizione anche per il prossimo anno sa tanto di suicidio politico nei confronti dell’Unione Europea che già da tempo monitora la situazione e che, di questo passo, tra non molto sanzionerà pesantemente l’italia e a caduta quelle Regioni responsabili di non essersi messi in regola (segnatamente quella dell’area padana).

La realtà, sebbene come Lega Nord lo abbiamo ripetuto a più riprese, è che in quest’ultimo decennio il fenomeno è stato sottovalutato, infatti l’accumulo delle polveri sottili, che si muovono come un gas su aree vaste, è favorito dalle particolari condizioni meteo-climatiche della Padania, ove si registrano prolungati periodi di inversione termica durante i quali si forma una vera e propria cappa di smog iperstabile che rende insignificanti i blocchi infrasettimanali.

A Reggio la situazione è tra le più difficili e i dati lo testimoniano (per di più nel corrente anno siamo solo al 1 agosto):
zona Sforamenti consentiti 2005 2006 (a tutto il 31/7)
V.le Risorgimento 35 54 34
V.le Timavo 84 82
S. Lazzaro 19 28
S. Ilario d’Enza 75 75

Quando l’Assessore Santel sostiene che “bisogna imparare a muoversi diversamente” forse non tiene conto del tipo di urbanistica che si è realizzata a Reggio, dove praticamente l’uso dell’auto è incentivato e dove conseguentemente anche il trasporto pubblico arranca.

L’area vasta padana che è tra le più inquinate al mondo, necessita indubbiamente di un piano strutturale che coinvolga tutte le Regioni del bacino, ma nell’attesa che la politica trovi un accordo si cominci intanto da casa nostra, dall’Emila-Romagna, con serie strategie a lungo periodo e non con logiche politiche demagogiche tese a scaricare la responsabilità solo sull’automobilista.

Di buono nell’Accordo riproposto dalla Regione, ci sono solo il potenziamento dei distributori di gpl e metano lungo l’Autosole (a tal proposito: la nostra proposta di aprire un distributore di metano in montagna datata 2003, che trovò l’assenso unanime della Comunità montana che seguito ha avuto?...) ed i finanziamenti per l’installazione degli impianti a metano, che però sono una goccia nel mare: se con 5 milioni di Euro si possono convertire 10.000 veicoli per arrivare a 30.000 entro il 2010, come ha spiegato l’Assessore Zanichelli, in Emilia esistono circa 480.000 vetture pre-euro (19% del totale circolante) mentre gli autobus non euro sono circa il 47% su un parco circolante che supera le 6000 unità.

Bisogna fare di più investendo, a partire dalle Pubbliche Amministrazioni, sul rinnovo tecnologico del parco veicolare e degli impianti di riscaldamento, su una logistica efficiente e porsi l’obiettivo di superare definitivamente come indicatore di riferimento le PM10 con le PM2,5.
Spesso la risposta è che i soldi sono pochi o addirittura che non ce ne siano: allora bisogna accelerare l’attuazione del federalismo fiscale perché il problema dell’inquinamento tocca la nostra terra e solo noi possiamo farcene carico per risolverlo.


Réz, 2 agosto 2006.

Il 20 gennaio 2006 ebbi a trattare in Consiglio Comunale una interpellanza rivolta all’Assessore Spadoni in merito all’ubicazione finale dei mercati ambulanti dopo il rifacimento delle piazze Fontanesi e Martiri del 7 luglio, poiché si ventilava allora un possibile spostamento dei mercati dal centro storico, cosa che ne determinerebbe un ulteriore impoverimento.

In tale occasione Spadoni tentò prima di vendere come propria l’idea di un sistema mercatale fatto da piazze e strade posti sull’asse nord-sud che esiste già da almeno 20 anni poi nel merito ebbe a definire meglio gli intenti dell’Amministrazione: “…questo sistema delle piazze garantirà la presenza dei mercati all’interno del centro storico…Noi vogliamo arrivare a questi appuntamenti (il rifacimento delle 2 piazze) con un progetto organico con un nodo centrale che è piazza San Prospero da riorganizzare in termini di qualità e riduzione degli orari…quindi ad un asse che possa svilupparsi a nord in alcuni giorni della settimana in particolare con il mercato del martedì e del venerdì e a sud con la possibilità in piazza Fontanesi di instaurare un mercato quotidiano dei prodotti agro-alimentari”.

I costosissimi lavori di rifacimento in piazza Fontanesi si stanno lentamente ultimando ed il progetto realizzato, costituito da una pietra delicata nella parte centrale e chiusa su tre lati da fittoni in granito, conferma come lo spostamento di molti operatori da quella piazza sia pressoché definitivo, poiché la maggior parte di questi che già davano vita ad un polo alimentare utilizzano speciali furgoni che ora non avranno evidentemente più accesso all’area.
A questo punto c’è da chiedersi dove verranno sistemati e da chi verranno sostituiti in piazza Fontanesi e come l’Amministrazione intende gestire il mercato ambulante nella seconda fase che vedrà tra non molti mesi l’avvio dei lavori in piazza Cavour, tagliando nettamente i due l’asse mercatale “Ubertiano”.


Réz, 5 Agosto 2006

Come è noto è iniziata da qualche tempo la riqualificazione del tratto di via Emilia tra piazza Gioberti e piazza Duca d’Aosta che ha scatenato tante polemiche soprattutto da parte di chi, residenti e commercianti, è direttamente danneggiato dal protrarsi dei lavori.

Al fine di compensare gli operatori commerciali, ma anche i residenti, dai sostanziali danni economici subiti la Lega Nord Padania ha presentato già in data 23/6/2006, e quindi in tempi non sospetti, una mozione avente lo scopo di impegnare la Giunta ad eliminare, o quantomeno ridurre, le imposte locali quali ICI, rifiuti, pubblicità e simili ai residenti ed agli operatori commerciali per tutto il periodo di svolgimento dei lavori.

Si tratta di una proposta di buon senso che non incide in modo sostanziale sulle casse comunali e non servirà a compensare i danni subiti dai cittadini ma che ha un forte impatto politico in quanto tesa a dimostrare solidarietà da parte di tutta la Comunità reggiana verso coloro che sono costretti a subire danni personali a causa di lavori che interessano tutti.

Proprio perché sui tratta di una iniziativa di buon senso crediamo che tale mozione, che proponemmo anche alla Giunta precedente allorquando si stava realizzando il parcheggio in piazzale Marconi, sarà respinta con la scusa che i lavori in corso valorizzeranno gli immobili presenti: cosa che secondo l’allora Assessore Davoli doveva avvenire anche per la zona stazione e che comunque andrebbe a beneficio dei soli proprietari.


Réz, 24 Agosto 2006

Piscina comunale: Catellani riferisca.

L’Amminstrazione comunale aveva inserito nel programma triennale dei lavori pubblici 2005-2007, contenuti nel Bilancio 2005, alcuni interventi da realizzarsi con capitali privati in project financing: tra questi la ristrutturazione del centro sportivo natatorio di via Melato, per un valore presunto di €.2.800.000,00.

Come prevedibile per tale progetto nessun promotore ha avanzato proposte in merito: era ben difficile trovare un privato disposto a sobbarcarsi i costi per una struttura che abbisogna di interventi strutturali consistenti e ben superiori a quelli preventivati e per di più in un area priva della necessaria disponibilità di parcheggi.

Cosicché le piscine di via Melato continueranno a funzionare in una situazione piuttosto precaria con periodiche chiusure per manutenzione ed in una costante crescita dell’utenza, che di fatto tra società, associazioni e privati, si contende le corsie delle vasche.

Una situazione paradossale per una Città che ha due stadi di calcio, uno stadio da baseball sovradimensionato ed un nuovo centro “Acquatico” che non ha risolto la domanda dei nuotatori essendo configurato come parco divertimenti estivo.

A questo punto, con una specifica interpellanza, vogliamo sapere dall’Assessore Catellani com’è la sitazione e quali sono le prospettive, con un invito a pensare se non sia il caso di programmare, magari questa si in project financing, la costruzione di una nuova piscina coperta che assolva l’ampia domanda di nuoto presente in Città.


Réz, 25 Agosto 2006

Stazione Calatrava: si ritorni a progetto Tav.


“Non si è mai visto che un’opera pubblica di quelle dimensioni, che non deve neppure sottostare ai vincoli della Legge Merloni, per una scelta politica contro la quale ci opponemmo con successo all’Autorità di Vigilanza, mantenga il costo del preventivo”.

Questa era la risposta che il 13 settembre 2004 davo all’Assessore Colzi allorquando lamentò la mancanza di 17 milioni per il completamento delle opere calatraviane.

Infatti costi e modalità contrattuali per griffare la sola stazione Tav, nel frattempo riconcettualizzata dalle Vele alle Onde, erano già noti: dai 15,50 milioni del progetto originale della Tav si era passati a 56,30, coperti per il tramite di un Accordo del giugno 2004 tra Regione, Provincia, Comune e Act con i fondi destinati ad altre opere (sottopassi ed elettrificazione tratte Act e metropolitana di superficie), tanto che successivamente il “prode” capogruppo della Margherita Colosimo, interpellò la Giunta nel settembre 2005, per avere conto proprio del “dirottamento” quei denari.

Arriviamo al gennaio 2006 quando la Giunta da il via libera al progetto definitivo del nodo intermodale, ma non senza problemi politici: gli Assessori Santèl, Montanari e Colzi si astengono non senza le opportune critiche smorzate solo dalla benevola copertura dell’ennesimo aumento dei costi di 20 milioni da parte dell’odiato Governo Berlusconi.

Il costo totale della stazione si aggira ora sui 75 milioni cui vedremo se andranno aggiunte le ulteriori richieste emerse in questi giorni e per le quali il vicesindaco Ferretti giura e spergiura il disinteresse finanziario del Comune dimenticando però che l’accordo del 2002 tra Tav, Cepav, Provincia e Comune è molto chiaro: (art.3) “le parti concordano che gli extracosti rispetto all’importo di 15,5 milioni attualmente previsto per la stazione, da verificarsi sulla base della progettazione definitiva-esecutiva, non potranno in nessun caso far carico a TAV oa Cepav Uno. Pertanto Comune e Provincia di Reggio Emilia si impegnano, ora per allora, ad attivarsi per individuare ulteriori fonti di finanziamento” … si spera forse nel soccorso del Governo Prodi?

Qualche giorno fa a tornare alla carica è stato l’Assessore Catellani con le sue pertinenti quanto tardive considerazioni culturali: ma dov’erano tutti costoro nella scorsa consiliatura? E cos’hanno fatto oggi per arginare un simile spreco? Nulla.

Ma le voci di cui ho ricordato i precedenti sono anche quelle più vicine al Sindaco, quindi per un noto adagio egli “non può non sapere” … e condividere.

I ponti di Calatrava piacciano o meno, ormai li abbiamo e danno il proprio segno al territorio, se veramente questa Giunta avesse gli attributi per dare una svolta non solo simbolica all’urbanistica creativa degli scorsi anni ed all’allegra gestione dei pubblici bilanci, dovrebbe prendere il toro per le corna e ritornare al progetto originale di Tav e Cepav Uno per una stazione, che è bene ricordarlo, accoglierà “ben” 6 treni al giorno!


Réz, 25 Agosto 2006

Mercato coperto: Giunta frettolosa, molti punti da rivedere.

Sono diversi mesi che la Giunta Delrio è presa d’assedio dalle polemiche riguardanti il centro storico, stretto tra una situazione di degrado persistente e l’incapacità di comunicare ed ascoltare residenti ed operatori nelle fasi di gestione dei progetti di riqualificazione programmati.

Cosicché nelle settimane scorse si è arrivati alla presentazione in pompa magna del progetto di riqualificazione del Mercato coperto che, salvo complicazioni nell’iter amministrativo, partirà tra una decina di mesi circa.
La fretta, come si suol dire, è cattiva consigliera e non risparmia nemmeno l’esigenza tutta politica di dimostrare che si sta facendo qualcosa, poichè anche su questa ‘partita’ ci sono diversi punti da chiarire ed aggiustare.

La ristrutturazione in project financing del Mercato coperto era inserita nell’elenco dei lavori pubblici del 2005 per un importo presunto di €.6.000.000, senza alcuna previsione di contributo da parte dell’Amministrazione comunale.

Il 26 luglio scorso la Giunta municipale ha dichiarato, con delibera n.210, la sussistenza del pubblico interesse per la proposta poi presentata alla stampa, che si concretizza in un investimento di circa 12 milioni, di cui 4,7 milioni circa di manutenzione straordinaria (valore giudicato dall’Amministrazione molto elevato nonché privo di del relativo programma d’intervento) e 2 milioni quale contributo in conto capitale richiesto all’Amministrazione comunale, la quale riuscirebbe a provvedere solo parzialmente e che richiederebbe una variazione al bilancio per la copertura finanziaria necessaria.

Non bastasse l’Amministrazione avanza alcune perplessità sulla congruità della durata di gestione prevista dalla proposta, che è di 30 anni, durante la quale per di più il Comune non percepirà i canoni di concessione dei locatari, il cui ammontare al netto degli oneri sostenuti annualmente per la gestione funzionale della galleria è calcolato sulla base attuale in circa 4,5 milioni (totale nei 30 anni).
A ciò dovranno poi essere aggiunti i costi di indennizzo per gli attuali concessionari muniti di valido titolo, attinenti lo sgombero della galleria per i lavori di ristrutturazione, che nella bozza di convenzione sono totalmente a carico del Comune.

Altri aspetti da valutare riguardano l’ex Casa dello studente per la quale il progetto presentato prevede il riutilizzo per fini commerciali, necessitando conseguentemente di una deroga o variante al Prg in quanto oggi destinata a “edificio per la collettività” e da ultimo, ma non per importanza anche se più facilmente risolvibile in sede di progettazione definitiva, il progetto architettonico proposto per la galleria che è giudicato non pienamente coerente con l’impianto architettonico e decorativo presente.

Insomma la strada è ancora lunga e non bastano i proclami per promuovere un’azione di Giunta che risulta ancora una volta superficiale ed anche, nel caso di specie, più onerosa per le casse pubbliche.


Réz, 28 Agosto 2006

Ogni qualvolta si presenta un problema sulla sicurezza cittadina, l’Assessore Salsi riesce sempre a trovare qualche inutile dissertazione pur di ridimensionare la questione e non intervenire.

Stavolta è il caso della Canalina, dove esercenti ed abitanti chiedono da tempo maggiore sicurezza, ma già in passato come ad esempio al quartiere Orologio o nel parcheggio dell’ospedale il gioco a minimizzare è lo sport preferito della Salsi pur di lavarsene le mani, senza dimenticare della situazione del centro storico, della stazione e di via adua dove le telecamere non hanno di certo fermato i malviventi o quando sentenziò addirittura che “i vigili non saranno mai poliziotti” o dei controlli mai effettuati sulle residenze.

Questo Assessore, che si dovrebbe occupare di sicurezza, è inadeguata per meri motivi ideologici e all’intero centro-sinistra, per non ammettere quanto la propria politica immigratoria sia devastante per il nostro territorio, fa comodo avere qualcuno che fa muro arrivando a negare la realtà dei fatti, che vede invece una crescita esponenziale della criminalità dovuta esclusivamente all’immigrazione, perché se è vero che non tutti gli immigrati sono delinquenti è altrettanto vero che la quasi totalità dei delinquenti sono immigrati.

Oggi anche gli Assessori all’immigrazione, dopo avere sfoggiato per anni una dialettica intrisa di multiculturalismo, ovvero quel sistema di convivenza tra etnie basato sui ghetti e scolpito sul programma amministrativo della nostra Giunta sebbene fallito ormai in tutto il mondo, devono fare clamorosamente retromarcia, rilanciando il solito trito e ritrito ritornello sulle politiche e i percorsi di integrazione, quando ben sanno quale sia il livello d’integrazione anche delle comunità presenti a Reggio da più tempo o quanto importi a chi vuole delinquere seguire quei loro percorsi politicamente fantasiosi…

La città non ha bisogno di più poliziotti, ma di meno delinquenti ed ecco che la realtà si scontra ancora con l’ideologia ed il tornaconto dei partiti: che credibilità politica può avere chi ha appena liberato 30.000 carcerati tramite l’indulto?

E’ da almeno 15 anni che denunciamo i problemi dell’immigrazione, della legalità, della cessione del territorio di forte all’avanzata della criminalità, ma siamo sempre stati tacciati di catastrofismo quando non di razzismo od estremismo, ma oggi purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti arrivando all’assurdo che sia la gente onesta a doversi barricare dietro ai cancelli per difendersi: carcerati in casa.

Ma se è il cittadino il primo a concedere fiducia a forze politiche come quella dell’Assessore Salsi allora è giusto che il declino di questa Città continui e che alle istanze non venga data risposta, anche se noi da parte nostra continueremo a chiedere l’allontanamento di Assessori del genere.


Réz, 29 agosto 2006.

Fogliano: dal 2004 nulla è stato fatto.

Nell’ottobre 2004 il mio predecessore Paolo Roggero ebbe a presentare al Presidente della Circoscrizione 5 una mozione specifica sul problema dell’alta velocità tenuta da molti automobilisti attraversanti la frazione di Fogliano, proponendo “l’installazione di opportuni impianti semaforici intelligenti od altri dispositivi alternativi” atti a limitare la velocità su via Fermi, anche in considerazione del fatto che per la costruzione della tangenziale della frazione i tempi non sembrano brevi.

La discussione in Consiglio di Circoscrizione vide l’unanime approvazione di tale proposito, ma a tutt’oggi nulla è stato ancora fatto!

E’ pur vero che il programma delle opere pubbliche 2006-2008 prevede per quest’anno la costruzione di una rotatoria all’incrocio tra le vie Fermi e Casello Veneri del valore di €.150.000,00, ma dei tempi realizzativi nulla è ancora noto, perciò ho già provveduto a presentare una interpellanza alla presidenza per avere lumi in merito e giungere ad una speriamo rapida soluzione del problema, magari partendo dalla sistemazione dell’unico semaforo oggi presente nei pressi delle scuole elementari, in modo che possa “leggere” il superamento del limite facendo scattare il segnale di stop.


Réz, 8 Settembre 2006

Diversi cittadini hanno scritto al Sindaco Delrio per denunciare il persistere di una situazione certamente indecorosa nei parcheggi antistanti l’ospedale Santa Maria Nuova, ove gruppi di extracomunitari da anni molestano i frequentatori della struttura sanitaria richiedendo elemosine e/o l’acquisto (illecito) di piccoli articoli.

Per ben tre volte, nel gennaio e ad ottobre 2005 e nel febbraio del corrente anno, ho interpellato l’Amministrazione comunale su questo stato di fatto, ottenendone sempre risposte elusive quand’anche grottesche e contraddittorie.
L’Assessore Spadoni ci disse che non si trattava di venditori abusivi ma di mendicanti, e si meravigliava del fatto che queste persone fuggissero alla vista della polizia in quanto la richiesta di questua non è reato: non ha pensato che costoro potrebbero essere dei clandestini? Non ha pensato che il Sig. Questore emanò un’apposita ordinanza contro i “venditori abusivi” … appunto?
Senza parlare dell’Assessore Salsi per la quale il problema non è acciuffare dei clandestini o fare cessare questa situazione, ma contrastare la legge Bossi-Fini perché, a suo dire, la situazione dell’ospedale è “un effetto indiretto di tale legge” e bisognerebbe invece “attuare politiche per cui non vi siano persone che per sopravvivere debbano elemosinare”.

Tante sottigliezze terminologiche se non inutili parole: o quegli extracomunitari sono regolari e allora possono tranquillamente cercarsi un lavoro oppure sono clandestini ed allora debbono essere espulsi.

La verità, come abbiamo già avuto modo di dimostrare altre volte, è che l’Assessore Salsi, che si dovrebbe occupare di sicurezza, è inadeguata per meri motivi ideologici tanto che sostenne in Consiglio comunale che il fenomeno in questione era stato ridimensionato quando invece anche la petizione dei cittadini dimostra che non lo è.

Un altro pezzo della Giunta, molto più realisticamente, ha tentato indirettamente di risolvere la questione indicendo un bando di project financing per l’ampliamento e la gestione di tali parcheggi, ma per nessuno dei progetti delle imprese partecipanti è stata dichiarata la sussistenza di pubblica utilità.
Certo è che qualcosa si potrebbe fare e andrebbe fatto: basterebbe volerlo!


Réz, 13 Settembre 2006

“Per fermare la criminalità non ci vogliono più poliziotti, ci vogliono meno delinquenti!”

Questo è il testo di uno dei miei manifesti elettorali del 1999 quando mi presentai per la prima volta come candidato Sindaco della Lega Nord e lo conservo nel mio studio per non dimenticare che sono almeno dieci anni che denunciamo il problema dell’intensificarsi della criminalità nella nostra Città: derisi se non osteggiati dei più!

Oggi anche una figura importante come Don Ranza si è dovuto fare interprete del problema arrivando a promuovere una manifestazione ai giardini pubblici che non è molto dissimile dalle famose “ronde padane”: un’azione di denuncia di una situazione insopportabile, che solo la cecità politica del centro-sinistra continua a minimizzare se non negare.

Dopo l’atteggiamento dell’Assessore Salsi è arrivato anche il Sindaco, con le sue statistiche inutili a sostenere che la percezione è cosa diversa dalla realtà: il problema è che la Città è piena di brutti ceffi e la gente non si sente sicura né a passeggio, né in al posto di lavoro, né in casa propria.

E la prova sta nel fatto che ormai si vive come carcerati: blindati ogni dove.

Ma forse la Salsi, Delrio e C. non hanno mai visto tornare a casa la propria figlia importunata o la moglie scippata, non hanno mai avuto una pistola in faccia nel mentre di una rapina, non hanno mai avuto la visita di ladri di appartamento o la propria attività svaligiata, no! E se anche si fossero trovati in un frangente simile dovrebbero comunque negare per opportunità politica.

E il punto è questo perché, lo hanno sostenuto anche fonti del palazzo di giustizia, la criminalità al 75% se non oltre è fonte di immigrazione e chi se non i catto-comunisti hanno riempito la nostra Città di immigrati per opportunità politiche ed economiche?

Reggio è sotto scacco.
Numerose fonti sostengono che l’edilizia (e quanta ne abbiamo avuta negli ultimi anni) sia la sede principale del riciclaggio, mentre andrebbe approfondito il legame tra lo spaccio di droga all’ingrosso ed al minuto (quest’ultimo effettuato da nordafricani); la criminalità balcanica si “diletta” per lo più in furti e rapine mentre la comunità cinese compra ed opera silente, mentre l’integralismo islamico ha trovato in Reggio una base sicura (dice niente la recente visita del Console americano?).

Ogni mattina si esercita il caporalato nei viali di circonvallazione, mentre durante il giorno i parchi del centro sono meta del bivacco di nulla facenti extracomunitari (o degli spaccini della sera prima?), in tante case, non solo del centro, vivono frotte di persone, ma di controlli neanche l’ombra.

L’impressione, al di là delle manifestazioni giuste anche se piuttosto tardive come quella di domani (dove per altro presenzieremo), è che da tempo i buoi siano scappati dalla stalla.

Basta ipocrisie politiche: la situazione non è per niente sotto controllo!
E se lo è perché non si fa nulla?
Paura di toccare troppi interessi?
O si vogliono veramente chiudere i reggiani in una riserva?

Caro Delrio, le uniche “balle” sono quelle che raccontate da troppi anni: smettila di fare inutili passeggiate in via Roma o di predicare una fiducia che la gente onesta ha già perso da tempo: fà quèl !


Réz 18 Settembre 2006

Tutte balle cara Pedroni!

Sono anni che sentiamo inutili chiacchiere da questi amministratori: ci dicevano che per essere al passo con i tempi bisognava essere multiculturali, ovvero adottare un sistema di convivenza tra etnie basato sui ghetti anche se fallito ormai in tutto il mondo; ci hanno detto che bastava riqualificare la città per renderla più sicura; che bastavano le telecamere; che ci volevano fantasiosi percorsi di accoglienza ed inclusione degli immigrati perché divenissero “reggiani”; che la cultura avrebbe battuto la delinquenza; che bla bla bla …

La verità è che la nostra città non ha bisogno di più poliziotti o telecamere, ma di meno delinquenti ed ecco che la realtà si scontra subito con l’ideologia e il tornaconto di qualche potentato partitico o economico: a chi giova e per quale motivo l’aumento spropositato ed artificiale degli abitanti per il tramite dell’immigrazione?
La cui conseguenza è che oltre il 75% dei fatti criminosi accertati sono opera di immigrati?

Cara Pedroni, i Reggiani purtroppo debbono subire questa realtà che Voi continuate a favorire ed i cui contraccolpi sociali sono solo all’inizio e si acuiranno tanto più continuerete a penalizzare chi la nostra società l’ha costruita e resa modello di vita civile, perché purtroppo per Lei e la Sua coalizione il punto che fingete di non conoscere è che chi è a Reggio per delinquere se ne strafrega delle Vostre dissertazioni politico-culturali.

Allora come esempio di concretezza politico-amministrativa, ho riproposto in Consiglio comunale il tema della recinzione dei giardini pubblici, perché qualcosa bisogna pur fare e se la chiusura del parco del popolo, come avviene in tutte le altre città italiane ed europee è cosa utile va fatta, considerato che anche a riqualificazione avvenuta la situazione non è per nulla cambiata.

Nel caso di specie si tratta di risolvere un problema contingente riguardante un luogo fisico perso dai Reggiani perchè non gode della sicurezza dovuta, non di dare sfoggio di inutili vagheggiamenti filosofici.

Allora per estensione, non è il Reggiano a dovere dimostrare nulla a casa propria, o di dovere rinunciare alle proprie abitudini, allo standard di sicurezza cui eravamo abituati, al proprio modello di vita, alla propria identità, ma eventualmente chi aspira a diventarlo, cosa che alla criminalità ad alcune Comunità da noi presenti non passa neanche dall’anticamera del cervello: allora chi è che erige recinti?
E cosa dovrebbero fare di più i Reggiani per salvaguardarsi?


Réz 20 Settembre 2006

Sicurezza: Ulivo allo sbando.

Le scomposte e scoordinate reazioni dell’Ulivo, in materia di sicurezza, ne denota lo stato di assoluto sbando.
Hanno minimizzato la situazione che hanno creato ed ora di fronte alle proprie responsabilità politiche non sanno che pesci prendere: in ordine sparso seminano le considerazioni più disparate “dimenticando” addirittura di supportare il proprio Sindaco nel suo tentativo di recuperare il terreno perso, che arriva addirittura (e diciamo noi finalmente) a proporre l’utilizzo della Polizia Municipale per l’attività di prevenzione del crimine. Non erano allora “tutte balle” …

L’ultima delirante perla politica ci arriva da Rifondazione Comunista, che di fronte alla nostra richiesta di recintare il parco del popolo per risolvere un problema contingente, si lancia in una invettiva piena di insulti costruita su contorte, antiquate e farneticanti basi ideologiche.

Rifondazione Comunista alimenta volutamente la confusione: la questione non è chi frequenta quell’area, ma quali attività vi svolge !
Se il parco del popolo è malfrequentato la notte e se la delinquenza che vi si annida è di origine extracomunitaria non è certo colpa della Lega Nord, ma va comunque fermata da qualunque luogo arrivi !

Ma Rifondazione Comunista è uno di quei partiti cui evidentemente piace avere i delinquenti a piede libero, tanto da avere approvato di recente il deleterio provvedimento d’indulto del Governo Prodi e di volere la chiusura dei Cpt e l’indiscriminata apertura del Paese a tutti i clandestini …
Del resto, lo abbiamo ricordato a più riprese, la stessa Giunta municipale ha ben pensato di recintare e chiudere la notte altri parchi cittadini a rischio, quindi al limite Rifondazione Comunista dovrebbe prendersela con la propria maggioranza.

Ma il fanatismo ideologico e l’odio politico rendono ciechi riducendo certe prese di posizione alla tristezza dell’ipocrisia: chi se non il Ministro rifondatore Paolo Ferrero ha recentemente “benedetto” l’ormai famoso muro del ghetto di via Anelli a Padova ? Tanto da volere esportare tale tipo di soluzione ad altre realtà italiane ? Che sia lui lo xenofobo?
Più badili e meno divi caro Sassi…


Rèz, settembre 2006.

Sull’Aeroporto di Reggio 2.

Ci siamo occupati alcuni mesi fa dello stato dell’aeroporto reggiano e delle prospettive delineate dall’AD Ermete Fiaccadori per il tramite di un piano pluriennale della durata di 30 anni, volto a giustificare la richiesta all’ENAC della concessione totale dell’aeroporto, la cui logica sarebbe l’affidamento alla Società dell’onere dello sviluppo dell’aeroporto attraverso iniziative proprie che individuate in “un’aviazione di terzo livello, cioè un’attività di trasporto per passeggeri e merci realizzata con aerei di piccola e media capacità in grado di garantire il collegamento con gli hub aeroportuali per i collegamenti nazionali ed internazionali e collegamenti diretti con destinazioni di interesse per aerotaxi e voli charter” secondo la Società si deve pensare “all’organizzazione di una tipologia di traffico alternativa ai collegamenti tradizionali”.
La prospettiva non sarebbe quindi di un ulteriore aeroporto in concorrenza con i quattro esistenti in regione, ma di una struttura specializzata per l’aviazione generale, le manutenzioni, le attività innovative (?), l’aeroclub e le scuole di volo e lancio.
Poco più di quanto c’è oggi insomma.

Come ricordavo il programma di sviluppo, che è