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Rèz / Reggio Emilia, 3 novembre 2001

Oggetto: Risposta ad interrogazione su prefazione libro del Parco.

In merito ad una nostra interrogazione riguardo la prefazione del libro 'storia locale e cultura popolare' scritta dal Presidente del Parco Sergio Fiorini, nella quale lo stesso Fiorini esprimeva giudizi politici sul nostro Movimento politico, fuori dalle sue competenze istituzionali quindi.

Apprendiamo favorevolmente che nella risposta a tale interrogazione, datata 3 novembre, il Presidente Provinciale Ruini prende sostanzialmente le distanze da Fiorini, giustificando che l'apporto della Provincia di Reggio alla stampa del libro è stato unicamente funzionale al valore intrinseco dell'opera, e che la determina di spesa avvenne senza conoscere il testo di prefazione, declinando quindi la responsabilità politica di ciò che vi compare al Fiorini.

Sembra perciò intrinseca la bocciatura politica ed istituzionale del Presidente dell'ormai ex Parco Regionale.


Rèz / Reggio Emilia, 02 Gennaio 2002

Oggetto: In risposta al Consigliere DS Pucci Salvatore

Non mi stupisco che il Consigliere DS Pucci sia stupito.
La mia interrogazione provinciale circa il presunto progetto di un volo Reggio Emilia/ Crotone per i cutresi residenti a Reggio non mi trova d'accordo ma non da oggi comunque.

La cosa che mi stupisce e' che ancora qualcuno non riesce a spiegarmi che utilita' potrebbe avere un simile collegamento.

Generalmente un volo , che non e' cosa semplice da gestire, si mette in cantiere se ha valenza fortissima dal punto di vista turistico e/o commerciale.
Con tutta la buona volonta' e con tutto lo sforzo di immaginazione di cui sono capace proprio non riesco a vederne realmente utilita' e convenienza.

Si interroghi piuttosto Pucci del perche' l'aereoportino reggiano sia rimasto tale , oggi anche difficilmente inseribile in rotte particolari viste le conformita' dello stesso , rispetto a Parma che in pochissimi anni e' passato da appezzamento di terreno per amatori ad aereoporto con la A maiuscola.
Si interroghi Pucci su chi ha avuto in passato demeriti o poca lungimiranza in questa importante partita che sarebbe potuta essere strategica per le nostre aziende : e chi c'era a governare questo paese negli ultimi 50 anni ?

Abbiamo questo aereoporto dagli anni 30 ed e' pressoche' rimasto a quel livello : ammettera', signor Pucci , che qualche cosa non torna.

Ma torniamo a noi : ribadisco , se volo necessita preferisco che sia per mete piu' utili alla nostra economia e maggiormente ponderate.
Se qualcuno vuole andare a Cutro per Natale o per Ferragosto mi dice poi durante il resto dell'anno chi lo utilizzerebbe quel volo ?
Se devo volare mi arrangio , signor Pucci , cosa che tutti dobbiamo fare in mancanza di meglio.
E queste miei interrogativi non mi sembrano proprio frutto di leggerezza.
Semmai ci si puo' abbandonare a voli pindarici quando un problema non nasce da un pesante fardello ma piuttosto dall'insostenibile leggerezza dell'essere.
Rimango comunque a sua completa disposizione per spiegarle , quando vuole, gli innumerevoli vantaggi di avere un volo per Bruxelles ( o Parigi , o Berlino , o Londra, o....) a Reggio Emilia, rispetto ad un volo per Crotone.
Semmai chiediamoci , se non ci pensiamo , se non ci pensera' prima Parma.....


Rèz / Reggio Emilia, 02 Gennaio 2002

Oggetto: Reggiana ai reggiani

Leggo con piacere che il nuovo Presidente della A.C. Reggiana , Federico Spallanzani , mette al primo posto dei suoi obiettivi per l'anno che inizia un proposito che condividiamo pienamente.
La Reggiana ai reggiani.
Lo avevamo scritto in tempi non sospetti ma non eravamo stati neppure ascoltati dato che tutti o quasi vedevano nel signore navigato venuto da fuori chissa' cosa e chissa' perche'.
Scordandosi che il miracolo della Regia in serie A fu' ottenuto solo grazie ad una dirigenza reggiana che costrui' quel sogno alla reggiana appunto.
Ma allora nessuno ci ascoltava e questa Citta' ha dovuto prima scottarsi prima di capire che solo con la nostra forza e la nostra tradizionale lungimiranza costruttiva si poteva tornare a sognare come una volta.
E' storia di sempre : appena un prodotto reggiano balza alle vette ecco che i reggiani se la fanno sotto e cercano un salvatore della patria straniero.
Cosi' perdendo le proprie caratteristiche e la propria forza.
Anche per la Bipop sta succedendo lo stesso : quando si accorgeranno che l'accordo con i "foresti" fara' gli interessi solo degli "altri" allora, e solo allora , capiranno che si dovra' tornare alle origini.
Intanto applaudo alle intenzioni di Spallanzani ed auguro a me stesso, a tutti i tifosi ed a tutta la nostra Comunita' che questo progetto si realizzi.
Storie come quella del Chievo insegnano che la propria forza sta' proprio nella propia storia.
E mentre la Giunta cittadina si trova a gestire patate politiche bollenti con Dal Cin mi auguro che la squadra sappia finalmente trovare una dirigenza attenta ai risultati ancor prima degli affari.
Fiducioso auguro un 2002 reggiano pieno di soddisfazioni alla "nostra" magica Regia !


Rèz / Reggio Emilia, 07 Gennaio 2002

205° del tricolore

Sono passati 5 anni da quando in questa Citta' ed in questa provincia si e' "iniziato" a celebrare il cosidetto "primo tricolore".
Allora venne Scalfaro e spesero cifre da capogiro per celebrare una bandiera.
E noi contestammo proprio quelle spese.
Ma quale paese ha bisogno di celebrare , nelle buie stanze occupate dalle Istituzioni, una bandiera ? Solo questo paese , ovviamente.
Non hanno ancora capito che se una appartenenza e' vera non c'e' bisogno di celebrarla e di forzarla ? Non hanno ancora capito che ,in effetti, un vero sentimento nazionale compiuto in questo paese manca ? Evidentemente non l'hanno ancora capito.
Noi leghisti scegliemmo la nostra bandiera nel 1996 e da allora ogni anno la celebriamo senza spese, senza forzature , senza Istituzioni.
Ogni Settembre a Venezia c'e' la gente , spontanea e orgogliosa di esserci.
E la gente si sente cittadina del proprio Comune , della propria comunita' provinciale e regionale prima ancora che italiana od europea.
Dopo 5 anni di celebrazioni abbiamo voluto essere presenti, come convitati di pietra , per vedere se sarebbe uscita qualche novita' , qualche intelligente proposta , qualche spunto sul processo federalista in atto.
Macche' : tutta la solita retorica , uguale ogni anno e fotocopiata per i prossimi anni a venire.
Con la Spaggiari che cita Cattaneo dimenticando cosa pensava davvero , lo statista milanese, di questa Unita' italiana.
Con Ruini che accenna ad una Unita' italiana raccolta sotto il tricolore da oltre duecento anni scordandosi che dal 1861 ad oggi ne sono passati solo 151 di anni : ma forse nella confusione di calcolare gli Euro anche lui avra' avuto uno svarione contabile.
E non parliamo di Errani che cerca di affrontare l'argomento federalista e devolutivo, credo , senza conoscerlo davvero.
Molta e troppa retorica insomma.
E' tutto qua il 7 Gennaio : un film gia' visto e che rivedremo ancora.
Insomma per noi quella bandiera rimane a strisce orizzontali e simbolo della repubblica Cispadana nata dalle spinte della rivoluzione francese.
E tutta questa ostentata celebrazione ci fa' pensare che essere padani , si sia d'accordo o meno , e' stata una nostra scelta libera e orgogliosa e per questo la sentiamo veramente nostra.
Continuino pure a celebrare la bandiera ma si ricordino , lorsignori , che il popolo ha bisogno di risposte e non saranno queste parate istituzionali a darle.
Finche' non avranno risposte la gente sara' sempre piu' lontana da questo stato e dai suoi simboli : e anche la nascente Europa rischia di fare la stessa fine.
Non avevamo certo bisogno di andare in sala degli specchi per avere una conferma di quanto già sapevamo ma la nostra presenza e' servita a ricordare che se quei cambiamentio e quelle risposte non arriveranno al piu' presto avranno un bel da parlare di italianità.
Non sappiamo se con queste celebrazioni il popolo diventera' o meni taliano.
Noi sappiamo che ci sentiamo padani : e tanto ci basta per girare a testa alta.


Rèz / Reggio Emilia, 9 marzo 2002

Oggetto: Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

In merito alle recenti polemiche sulle nomine del Parco, bisogna prendere atto che la Lega Nord, ancora una volta, aveva visto lontano.

Il Ministro Matteoli ha fatto benissimo a prendere una decisione che evidentemente la sinistra avrebbe prorogato a chissà quando.

E' evidente che non sono le questioni di merito ad essere in discussione, tant'è che non abbiamo ancora sentito una sola parola sullo sviluppo possibile che questo Parco dovrebbe portare; il problema, come al solito, sono i posti e alla sinistra non va giù il fatto di avere perso le elezioni e di non poter fare le nomine.

Ebbene, a distanza di quasi un anno dall'istituzione del Parco, la montagna esige che sia insediato un Consiglio Direttivo, non è possibile, come fa la sinistra oggi, porre su ogni questione delle pregiudiziali politiche a danno del ruolo che proprio la sinistra ha dato al Parco, ovvero quello di Agenzia di sviluppo: un anno l'abbiamo già perso, la gente di montagna quando potrà contare su 'quell'importantissmo' strumento che avete imposto? Lo chiediamo anche ai Sindaci


Rèz / Reggio Emilia, 07 Maggio 2002

Piazza Matteotti a S. polo d'Enza (RE)

Ci sono casi in questa provincia dove spesso serve insistere per rimarcare quanto sia importante e ormai urgente cambiare.
Dopo oltre cinquant'anni in cui i soliti amministrano tutto forse si finisce per perdere di vista i passaggi popolari e democratici , anche i piu' semplici ed ovvi , che servano a ridare fiducia verso la politica a questa nostra gente ormai troppo spesso rassegnata.
Tanto che di frequente assistiamo ad una maggioranza che , non sapendo che altro replicare, finisce quasi sempre per rispondere in maniera stizzita verso chi dissente.
Ma sarebbe bene non scordarsi mai che l'opposizione rappresenta elettori e che spesso determinate battaglie partono proprio dalla richiesta dei cittadini.

Proprio come sta avvenendo a S.Polo. la Lega Nord e' stata dall'inizio l'unica , in solitaria, a contestare la validita' sociale di questo intervento, l'opportunita' del realizzo , i disagi che puo' provocare agli operatori , la completa miopia politica di chi governa , la durezza dello scontro , i possibili intrecci con non completamente negabili presenze archeologiche e possibili danni.
Unitamente a vantaggi, svantaggi , tempi non certi , dubbi legittimi.

Insomma , tutto quello che avrebbe dovuto essere oggetto di pubblico confronto e che non e' stato.

Un referendum che sarebbe stato legittimo e che non sara'.

Faccia allora l'Amministrazione di S.Polo quello che vuole e se ne assuma ogni responsabilita' : cosa che spesso non avviene.

Ma soprattutto dicano la loro i cittadini visto che solo loro possono cambiare tra meno di due anni.

Questa battaglia e' solo cominciata e saremo cio' che i cittadini ci han chiesto di essere : i controllori di chi governa senza sconti e senza occhi chiusi.

Abbiamo l'orgoglio di rappresentare nostri concittadini che vogliono cambiare : e se avranno il coraggio di seguirci sino in fondo , con loro , cambieremo.

Saremo li' a seguire ogni passo dell'opera e denunceremo ogni passo falso, se ce ne saranno.
Controlleremo con il cronometro ogni secondo per vedere se saranno rispettati i tempi.
Saremo sempre in piazza tra la gente per meglio rappresentarla.
Cosa che altri si sono scordati di fare.
E attiveremo ogni canale per meglio svolgere questo ruolo : anche il Governo se servira'.
E non per centralismo a cui siamo contrari : la responsabilita' e' e rimane tutta del Comune.
Ma per controllare attiveremo ogni mezzo.

E' una promessa da parte di un partito popolare. e come tale la manterremo.

Crediamo che sia ora di cambiare , in ottica di una sana alternanza democratica : e da qui al 2004 incontreremo tutti i concittadini per spiegargli perche' ne vale la pena.
Con Piazza Matteotti , sopprattutto per come e' stata gestita tutta la vicenda , crediamo di avere una ulteriore motivazione per convincerli.
Poi tocchera' a loro decidere.


Rèz / Reggio Emilia, 25 Giugno 2002

Gatta-Pianello.

Ho visto con enorme piacere la nascita spontanea di un Comitato di cittadini a difesa, promozione e sostegno della Gatta Pianello.
Appena qualche mese fa'. Febbraio 2002 ,avevo fatto in modo che il Consiglio provinciale si pronunciasse in maniera definitiva circa l'intenzione di realizzare la tanto sospirata bretella di collegamento in sicurezza, e quindi non asfaltando la pista esistente. E devo dire che ci ero anche riuscito facendo approvare il mio Ordine del Giorno impegnativo.
Poi forse tutti si ricorderanno , i cittadini interessati di sicuro , come riuscirono a girare l'ingirabile per non urtare le sensibilita' dei verdi che erano stati presi in contropiede da questa approvazione.
Riunimmo subito i cittadini alla sapoteca di Cerre' Sologno. era l'8 di Febbraio e la sala era piena.
Da quella serata scaturi' l'intenzione di procedere e la nostra piu' completa disponibilita' ad aiutarli ma con un suggerimento.
La Gatta Pianello non sarebbe dovuta essere la strada di un colore politico : perche' senno' sarebbe stata ostacolata solo per questo.
Avrebbero dovuto i cittadini coinvolgere tutti , destra e sinistra , nella consapevolezza che una decisione non puo' essere piu' rimandata.

Con questo spirito ci facemmo da parte lasciando che fossero i cittadini a partire senza cappelli politici di sorta : predisponemmo una raccolta firme che poi lasciammo a loro ed effettuammo anche una visita dell'eurodeputato Borghezio proprio sulla pista.
Oggi vediamo quindi che i cittadini sono partiti gagliardi e orgogliosi e che , man mano che il comitato si fa' sentire , anche gli altri schieramenti e le associazioni di categoria stanno aderendo.
E tutto questo ci fa' enormemente piacere.
Quando i cittadini decidono di darsi da fare ,superando anche i colori politici , ritengo che sia sempre un atto civile di rilevanza straordinaria -
Come allora anche oggi siamo a completa disposizione di questo Comitato per intraprendere ogni strada sia in nostro potere intraprendere perche' tutti insieme si possa raggiungere l'obiettivo.

Augurandomi quindi che questo percorso civico sia pieno di soddisfazioni e che si arrivi in tempi celeri alla definizione della questione mi preparo anche io , e tutti gli amici leghisti dell'Appennino reggiano , ad essere presenti con il nostro piccolo contributo il 7 Luglio alla Gatta.
Se tutti daranno il loro piccolo contributo sono convinto che si potra' vincere e vincera' di fatto la popolazione del nostro crinale.
Non so' davvero pensare ad una vittoria migliore di questa.


Rèz / Reggio Emilia, 21 dicembre 2002

No ad un Sindaco 'moderato' per Reggio

In questa città non manca una alternativa: semmai manca un alternativa credibile.
I cosiddetti 'moderati', per esperienza, sono l'opposto di quello che manca ad una città come questa.
Noi non amiamo le mezze cose e le decisioni sempre rimandate: perchè è poi questo che vuol dire essere 'moderati'.
Vuol dire accontentare tutti per non scontentare nessuno, aver paura di prendere decisioni importanti per non passare da decisionisti, evitare di avere critiche pensando ecumenicamente di essere belli e bravi.

Se 'moderati' vuol dire essere tutto questo qualcuno mi spieghi a cosa servirebbe un alternativa di questo tipo a Reggio Emilia ed ai reggiani.
Io invece penso a candidati decisi, ad un Sindaco con le idee chiare e capace di non accettare compromessi.

Faccio politica per cambiare questa politica e vorrei vedere un aria nuova a Reggio.
Non i deja vu' di nostalgiche coalizioni, o tentativi di riproposizioni personalistiche: vorrei vedere un Sindaco che dica dieci cose, concrete e determinanti per il futuro di Reggio e che sappia lavorare per farle bene ed alla svelta.

E questo coincide con il superamento di ciò che c'è e delle logiche che stanno venendo avanti.

Un Sindaco poco 'moderato' ma altresì molto 'concreto' serve a questa Città.

Che non balli nè giochi ai girotondi: un artista che sappia ridisegnare l'intero impianto e che sappia garantire sicurezza e fiducia ad una popolazione seduta che da tempo ha perso entrambe le cose.

E' vero che oggi l'opposizione non è, in questo senso, ancora credibile ed alternativa.
Ma basterebbe uscire finalmente dalle ambiguità e decidere cosa fare da grandi.
E su quella strada ci potrebbero essere in tanti.
Anche quelli che oggi lanciano i sassolini nello stagno ed amleticamente sfogliano la margherita per capire se il futuro li ama o no.

Non so se la maggioranza dei reggiani preferisca un calderone moderato o una coalizione con le idee chiare.
Ma se ci confrontassimo su questo chissà che la classe politica possa averne utili suggerimenti.

Se Reggio aspira veramente ad avere un ruolo nuovo nell'ambito medio-padano, serve un Sindaco concreto e deciso, non certamente rozzo o volgare, ma che dia Coscienza alla città, che sia una locomotiva che faccia alzare le nebbie dell'attuale statica e decadente politica locale, per farci recuperare la qualità della vita che abbiamo perso, per farci avere una città più bella, sicura, efficiente, cioè competitiva e vivibile.


Reggio Emilia (Rèz), 23 dicembre 2002

Prodi ed il Finacial Times

C'era una volta un Democristiano , ma non uno qualsiasi di quelli che oggi trovi ovunque , ma uno di quelli veri:Romanoi Prodi.
Ed era uno di quelli che contava, , lontano dai palazzi politici sterili ma dentro alle stanze con poltrone foderate, quelle che contano.
Uno di quelli che quasi per caso (o no?) finiva a fare il Ministro dell'Industria succedendo niente popo' di meno che a Donat Cattin.

Uno di quelli ben visti da De Mita e da tutta una serie di "politici" che oggi non si sentono piu'.
Ma si sa , la Dc era camaleontica : ed eccolo estratto dal cappello magico ulivista nel 1996 , quasi come fosse un soggetto politico nuovo , anzi proprio come tale. Ed eccolo vincere le elezioni , poi eccolo subito dopo cadere e rialzarsi catapultato dal suo successore a Bruxelles direttamente in barca a vela forse. Fin qui storia di ordinaria politica : tutto resta immobile tranne i soliti che si muovono, e come si muovono.E per anni qui , in Emilia , ci hanno fatto una testa cosi' con i rimpianti prodiani da parte di un Ulivo spremuto in olio scadente : e la stagione rutelliana ha di certo rialzato l'odience del politico in oggetto ma , aggiungo io , avrebbe forse rivalutato chiunque.
Ed era facile visto che questo reggiano di nascita ma... Romano... di nome , era stato "politicamente parcheggiato" in Europa e quindi non ben identificabile nell'operato quotidiano.
In questi giorni pero' le prime avvisaglie di politica meno ordinaria , prima ecco Fassino rispolverare il buon Prodi che ecumenicamente risponde che il suo futuro e' nelle mani di Dio (si chiama cosi' adesso la Margherita?) , poi ecco che la gente per strada si chiedeva: ma chi ci ha portato sto' Euro che ci alza il costo della vita ?
E naturalmente bisognerebbe essere li' con la gente a suggerirgli : non vi ricordate che fu' Prodi a regalarvi siffatta novita' ?
Censuriamo naturalmente le ipotetiche reazioni popolari a questo punto.
Ma ora ci si aggiunge pure l'impietoso ( o forse sincero) giudizio su Prodi dell'autorevole Financial Times : o meglio , di solito e' autorevole se parla bene del centrosnistra , ergo domani sara' un giornale spazzatura per certuni.....
E giu' legna , comunque , da parte del FT.
Pero' e' interessante la sintesi del giudizio e ,se ce ne fosse la voglia, dovrebbe almeno fare riflettere.
Dice, in pratica , che come politico europeo Prodi e' stato una frana : mentre e' considerato in Italia.
Se so' ancora leggere questo equivale a dire che, visto che ogni popolo ha i politici che si merita , secondo il FT Romano prodi ce lo meritiamo noi e non l'Europa ?
Ed ora che l'Europa si allarga, con molti interrogativi, verso est, chissa' se gli emiliani riusciranno ad aprire gli occhi in tempo questa volta


Rèz / Reggio Emilia, 16 gennaio 2003

"Indulto e Amnistia soluzione sbagliata a problema carcerario".

A margine della votazione del Consiglio Provinciale sull'Odg in materia di indulto ed amnistia, che i due Gruppi consiliari avevano presentato, i Presidenti dei rispettivi Gruppi ribadiscono la propria contrarietà a provvedimenti quali l'indulto e l'amnistia, che intaccano chiaramente la questione morale e non garantiscono alla cittadinanza onesta ed alle vittime di reati, la certezza della pena.
"Questi tipi di provvedimenti" hanno dichiarato i due Consiglieri, "sono solo una scorciatoia alla risoluzione del problema carcerario, che richiede invece una seria riforma del sistema giudiziario".

Angelo Alessandri
Presidente gruppo consiliare
Lega Nord per l'indipendenza della Padania


Leopoldo Barbieri Manodori
Presidente gruppo consiliare
Alleanza Nazionale


Rèz / Reggio Emilia, 16 gennaio 2003

Sono anni che denunciamo in solitaria il problema dell'infiltrazione mafiosa, e la sinistra ci ha sempre risposto con la solita minimizzazione.

Come raccontava anche Enzo Ciconte anni fa il problema è vasto ed oggi, l'azione delle forze dell'ordine ne ha dato conferma.

E che il settore edile e quello commerciale fossero quelli maggiormente a rischio lo si era capito: troppi strani episodi sono capitati negli ultimi tempi e allora oggi è necessario alzare il livello di attenzione, anche alla luce delle grandi trasformazioni urbanistiche che investono la nostra città, che ancora una volta ci fa rimpiangere l'isola felice che fu.

E di più oltre alla mafia che ci è giunta dall'Italia 'propriamente detta', bisogna porre l'attenzione su quelle nuove d'importazione: cinese, russa, albanese, slave, che sicuramente non sono meno cruente e che si spartiscono con quella italiana il 'mercato'.

Ringraziamo per questo anche le sinistre, le cui politiche lassiste hanno permesso l'invasione extracomunitaria dentro la quale sono avvenute queste infiltrazioni.


Rèz / Reggio Emilia, 8 marzo 2003.

RIFIUTI: AI CITTADINI SOLO FUMO NEGLI OCCHI

La Sinistra tira troppo la corda: sui rifiuti si illustri la strategia poi si avanzino le proposte operative.

Si è svolto ieri sera il convegno organizzato dal Gruppo Lega Nord della Provincia di Reggio al quale hanno tra gli altri partecipato anche i rappresentanti di vari comitati sorti in provincia sui temi ambientali.

A tutt’oggi nella nostra provincia sono in funzione solamente le discariche, dove per altro stanno affluendo anche rifiuti di Modena e Parma.
Queste discariche, ampliate di recente in un ottica provinciale, dovrebbero avere autonomia quinquennale, tuttavia con questo ritmo e senza inceneritore, probabilmente si esauriranno prima, causando quell’emergenza rifiuti di fronte alla quale la sinistra si sentirebbe autorizzata ad agire con i soliti metodi impositivi sopra tutto e tutti.

Se a questo aggiungiamo il progetto di multiutility tra le ex municipalizzate di Reggio, Parma e Piacenza, con tutte le trasformazioni societarie, organizzative ed amministrative conseguenti, capiamo come tutto il mare di parole spese sino ad oggi, non siano altro che fumo negli occhi della gente, che giustamente si ribella e si organizza in maniera coordinata in Comitati: il PCI è finito da tempo, lo ‘Spaggiarismo’, duro a morire, non capisce nemmeno che la rivoluzione federalista sta cambiando l’approccio del cittadino alla cosa pubblica.

E per compiere questa operazione mandano in avanguardia la componente ‘verde’, cioè la ‘sinistra in maturazione’ per dire che la gestione rifiuti sarà solo provinciale e senza approfondire ciò che scaturirà dalla nuova società interprovinciale: i cittadini non vanno trattati come fossero acefali, o come scocciatori, semplicemente perché il Comune e l’AGAC sono dei cittadini e dei loro sacrifici e non della maggioranza di sinistra.

Con la traformazione in Spa la sinistra ha cominciato a marginalizzare i Comuni della provincia, con la nuova multiutility si concluderà questo percorso.
Con la privatizzazione del 30% di AGAC la sinistra concederà alle Amministrazioni che governa, un ‘plusvalore’ da spendere in campagna elettorale, per poi dirigere il nuovo soggetto in compagnia di Ubaldi e del capitalismo nostrano.

E i rifiuti? A Reggio naturalmente, nel grande inceneritore che intanto avranno deliberato ‘per la nostra autonomia’, perché, diranno, piccolo costa di più; mentre guarda caso a Parma, in tema di inceneritori, hanno scelto l’opzione ‘zero’ ed hanno una raccolta differenziata molto più bassa della nostra, che non viene ‘spinta’, perché spiegheranno non rende il dovuto, ma intanto ai reggiani quanto costa in termini di impatti? E perché un’oligarchia rappresentante il 35% della popolazione provinciale decide per tutti?

Forse allora sarebbe utile che i 44 Comuni della nostra provincia stipulassero un patto parasociale per non privatizzare le proprie quote e sarebbe necessario che la maggioranza ulivista, se ancora esiste, chiarisse subito tutta l’operazione in Consigli istituzionali aperti, per illustrarne vantaggi e svantaggi, anche solo per il fatto che tra un anno si rinnoveranno le Amministrazioni comunali e questa fretta sa di colpo di coda dello Spaggiarismo tramontante.

Doveroso invece, da parte della Provincia, studiare la possibilità che il PPGR possa prevedere altre tecnologie alternative all'inceneritore ed una raccolta differenziata che in tempi considerevolmente brevi raggiunga il 60%, come avviene ad esempio in molte delle Amministrrazioni governate dalla Lega.


Rèz / Reggio Emilia, 14 aprile 2003.

Sui bocconi avvelenati dissolte maggioranza e opposizione, ma il problema rimane

Ieri si e' discusso l'Ordine del Giorno che, se approvato, prevedeva una forte risposta della Provincia, per lo spargimento dei bocconi avvelenati.

Una mozione, non contro la caccia in quanto tale ma contro questa pratica di frodo assolutamente aberrante e potenzialmente pericolosa non solo per i cani, una mozione che, al di la' della sua realizzazione, dava un segnale chiaro e forte e che per questo condividevamo.

Ed era una condivisione trasversale, come giusto su temi come questo che non possono avere colorature politiche tout court.

Ma ecco che, come gia' accaduto in passato, arriva la maggioranza diessinmargherita a far passare emendamenti che stravolgono completamente, svuotano totalmente e destituiscono indiscutibilmente anche il senso stesso della proposta, con l'aggiunta del voto favorevole di Camurani di Forza Italia.

Sarebbe bene che, in questi casi, votassero un Ordine del Giorno fatto da loro anziche' ridisegnare quello degli altri.
E infatti, giustamente, alcuni dei presentatori, diessini, rifondazione, e Silvestro hanno tolto la loro firma, così come io ho ritirato i due emenadementi aggiuntivi (per sensibilizzare la popolazione e le scuole e per la messa in opera di un serio Numero verde di assistenza a disposizione di chi dovesse incappare in urgenza da boccone avvelenato ).

Fin qui la discussione, lunga e animata.
Poi arriva il voto: la maggioranza, tolti i due diessini Barbati e Possa contrari, si sarebbe votata questo nuovo Odg rifatto e senza piu' nessuna chiara indicazione e svuotato di ogni intendimento.
La minoranza invece esce dall'aula con i due diessini: a quel punto mancherebbe il numero per approvarla: erano presnti in 14 su 16 necessari.
Ma con nostro stupore, sia Alleanza Nazionale, che Camurani di Forza Italia, invece, entrano in aula quasi a sorreggere la maggioranza.

In verita' AN entra per votare contro, anche se cosi' da' il sedicesimo voto utile.
Invece Camurani di Forza Italia fa di piu': entra e vota a favore.

E' vero che ognuno e' libero in coscienza di votare come preferisce, per carita'.
Ma l'intera vicenda, qualche riflessione politica sui bocconi avvelenati politici la dovra' portare comunque.

E credo fosse giusto rimarcare quanto successo anche per trasparenza e per informazione pubblica.

Visto che abbiamo un ruolo pubblico e che questo problema interessa molti cittadini.


Rèz / Reggio Emilia, 5 maggio 2003.

Inceneritore: tesi Fradici inaccettabile, possibile l'opzione zero

Giovedì prossimo in Consiglio provinciale dovrebbe essere discussa la nostra mozione sul PPGR, dove chiediamo si dimezzino i tempi per il raggiungimento dell'obiettivo del 60% di raccolta differenziata e si valutino tecnologie alternative all'inceneritore imposto dai DS.

Per intanto valutiamo negativamente le dichiarazioni del Presidente dell'ATO, Lanfranco Fradici, sull'impianto di incenerimento dei rifiuti.

La tesi per cui un impianto più grande costerebbe di più, ma smaltirebbe a costi inferiori, desta più di una perplessità: basta vedere all'esperienza bresciana, dove esiste un inceneritore di ottima qualità tecnologica, che però è sovradimensionato e perciò sottoutilizzato.

E poi il rischio dell'importazione dei rifiuti rimarrebbe, così come il problema ambientale e sanitario.

Proprio il caso bresciano ci stuzzica alcune domande: ancora prima di nascere, sono già state contattate molte realtà locali a noi vicine per rafforzare la nuova Multiutility nord emiliana, perchè la 'Leonessa' non è stata ancora coinvolta?
E' solo per l'imminenza delle elezioni amministrative?
Non sarebbe strategicamente interessante 'fare massa critica' con quell'Azienda?
Se si, non sarebbe interessante un progetto che utilizzasse anche quell'impianto oggi sottoutilizzato?

Valutare anche queste opportunità non è chiedere molto, realizzarlo sarebbe molto (opzione zero) in termini di una seria politica ambientale per la Comunità, non legata agli appetiti finanziari e di potere locali.


Rèz / Reggio Emilia, 28 giugno 2003.

Emergenza acqua: riesaminare progetto diga a Vetto".

Negli ultimi anni si sta acutizzando il problema della reperimento e gestione della risorsa acqua, specie nei mesi estivi, quando, forse anche a causa dei cambiamenti climatici, questa diviene sempre meno disponibile.

Pensiamo ad esempio allo stato in cui si trova il fiume Po, dove la scarsità d'acqua sta danneggiando il comparto agricolo e non solo, perchè in quelle poche acque si concentrano più inquinanti.

Pensiamo poi, anche in condizioni normali, all'assurdo di consumare energia per pompare a monte l'acqua del Grande Fiume, invece di trattenerla quando è già a monte e sicuramente anche più pulita.

Queste brevi e forse scontate considerazioni, dovrebbero fare riflettere, ancor più che siamo nell'anno Internazionale dell'acqua: forse sarebbe utile tornare a discutere e valutare la possibilità di realizzare una diga a Vetto, come si paventava diversi anni orsono.


Rèz / Reggio Emilia, 7 luglio 2003.

Newco: deficit democratico su scelte legate a rifiuti ed energia

Le recenti polemiche tra i vertici di AGAC e AMPS, al limite 'dell'avvertimento politico', hanno chiaramente evidenziato quanto da mesi andiamo affermando e cioè che la nuova Multiutility nasce sulla testa della gente con un grave deficit democratico sulle scelte strategiche che si ripercuoteranno sui rispettivi territori.

Mentre a Reggio sta per andare in scena il teatrino legato al PPGR e ad un inceneritore de facto sovradimensionato (anche se i DS e AMPS ne vorrebbero uno ancora più grande), a Parma pensano ad un turbogas che dovrebbe sostanzialmente produrre energia per Reggio; aggiungiamo qualche 'strano' black out elettrico e su tutto l'ingombrante incombenza del gigante Ruhrgas, che spiazzerebbe le ansie di controllo dei vertici AGAC sulla nuova Multiutility ed ecco spiegate le tensioni che sicuramente rendono difficoltoso il parto di Newco.

Questa la scena politica del grande teatro al quale assistiamo; nel reale invece vediamo cittadini giustamente preoccupati, che come noi vogliono una gestione oculata del territorio e dei suoi abitanti, vogliono che si programmino gli interventi per la gestione dei rifiuti e dell'energia secondo principi di autonomia provinciale e collaborazione territoriale equa, chiara, compatibile secondo tecnologie pulite.

Ai cittadini interessa che le nostre provincie siano nuovamente vivibili ed a misura d'uomo non che si comprendano le Aziende pubbliche nei business di mercato che di per se, per altro, non sono garanzia di politiche tariffarie giuste.

Reggio e Parma stanno invece affrontando il problema dei rifiuti e dell'energia in ritardo e secondo logiche sbagliate, ed incompatibili con le vere esigenze del territorio e dei cittadini.
A questo aggiungiamo l'acutizzarsi del problema legato al reperimento e gestione della risorsa acqua, specie nei mesi estivi, quando, forse anche a causa dei cambiamenti climatici, questa diviene sempre meno disponibile.

Pensiamo ad esempio allo stato in cui si trova il fiume Po, dove la scarsità d'acqua sta danneggiando il comparto agricolo e non solo, perchè in quelle poche acque si concentrano più inquinanti e pensiamo anche in condizioni normali, all'assurdo di consumare energia per pompare a monte l'acqua del Grande Fiume, invece di trattenerla quando si trova già in montagna e sicuramente anche più pulita.

Tornare a discutere e valutare la possibilità di realizzare una diga a Vetto, potrebbe essere l'opportunità di cominciare a risolvere due di queste problematiche, quella della risorsa acqua e quella della produzione di energia pulita, ma forse sarebbe troppo semplice per chi invece ha già testa in Borsa.


Rèz / Reggio Emilia, 9 luglio 2003.

PPGR negativo perchè figlio di Newco e nipote dei ritardi della sinistra.

Il PPGR in approvazione domani nasce male, con grave ritardo e viziato dalle trasformazioni societarie che investono AGAC: insomma e' figlio di una logica che assolutamente non ci piace.

E' un Piano poco coraggioso che bada più agli equilibri politici che alle esigenze reali del territorio: nulla si puntualizza in merito alle cosiddette 'quote di solidarietà', cioè i rifiuti che giungono da fuori provincia e che dovrebbero essere limitati ai casi di vera emergenza, con una linea preferenziale per le altre Comunità emiliane e senza che questa divenga prassi come oggi.
Nulla è chiarito sulle politiche di riduzione dei rifiuti alla fonte, lasciando come cardine del Piano il nuovo impianto di smaltimento, costituito da un preselettore ed un termovalorizzatore, attorno al quale sono sorti gli scontri politici tra i partiti della maggioranza.

Di fatto, anche in questo caso, la partita è economica e la Provincia si è ben guardata dal dipanare la matassa: dimensionamento, tecnologia e localizzazione sono fattori di scontro tra Margherita e DS e tra le correnti interne agli stessi partiti, in conseguenza degli interessi di cui sono portatori.

Su tutto grava il progetto NEWCO, dove le recenti polemiche tra i vertici di AGAC e AMPS, al limite 'dell'avvertimento politico', hanno chiaramente evidenziato quanto da mesi andiamo affermando e cioè che la nuova Multiutility nasce sulla testa della gente con un grave deficit democratico sulle scelte strategiche che si ripercuoteranno sui rispettivi territori.

Noi vediamo cittadini giustamente preoccupati, che come noi vogliono una gestione oculata del territorio e dei suoi abitanti, vogliono che si programmino gli interventi per la gestione dei rifiuti e dell'energia secondo principi di autonomia provinciale e collaborazione territoriale equa, chiara, compatibile secondo tecnologie pulite: una logica così lampante che infatti non è stata seguita.

Ai cittadini interessa che le nostre provincie siano nuovamente vivibili ed a misura d'uomo non che si comprendano le Aziende pubbliche nei business di mercato che di per se, per altro, non sono garanzia di politiche tariffarie giuste.

L'Ulivo sta invece affrontando il problema dei rifiuti in ritardo e secondo logiche sbagliate, ed incompatibili con le vere esigenze del territorio e dei cittadini ma, cosa più grave, senza mettere le esigenze popolari al primo posto nelle scelte.
Fino ad ora abbiamo sentito solo giustificazioni di vario tipo, secondo studi che sembravano fatti apposta per combaciare con le scelte politiche via via maturate: non era più semplice prendersi da subito le proprie responsabilità politiche?

Le recenti prese di posizione di alcune importanti Associazioni di categoria sembrano annunciare un possibile intervento in AGAC e Newco, di qualche loro associato: in tal caso come potrebbero giustificare la loro funzione, che è di portatori anche di interessi generali e non particolari della Comunità.

Questa partita dell'incenerimento dei rifiuti è un business sul quale la nostra Comunità deve fermamente schierarsi, schierarsi per una scelta democratica, di autonomia provinciale e non votata al mero perseguimento dell'utile.
Questa è la vera partita che ci attende domani e guai a sottovalutare quello che sta accadendo: quando faranno uscire i mostri economici dalle caverne sarà troppo tardi !


Rèz / Reggio Emilia, 10 luglio 2003

Perchè diaciamo no a questo PPGR

Questo Piano nasce con grave ritardo, non solo perchè si sono disattesi i tanti annunci del Presidente della Provincia sui termini di presentazione del Piano, ma perchè rincorre un sostanziale fallimento politico, quello programmatorio: il repentino allargamento delle discariche provinciali, a fronte dei ritardi sul superamento del vetusto inceneritore di Cavazzoli sono testimonianza pubblica di una scampata emergenza rifiuti.

Questo Piano poi è assolutamente influenzato dalle trasformazioni societarie in atto, che vedono AGAC protagonista nella nascita di una Multiutility interprovinciale, con le conseguenti riparametrazioni delle esigenze e delle strategie, senza contare le pressioni politiche ed economiche esercitate su questo che diviene sempre più business, sempre meno servizio pubblico.

Così il Piano in approvazione fa mezze scelte, per altro poco coraggiose, per non scontentare politicamente nessuno, tranne i comuni cittadini, passando idealmente la 'palla politica' ad altri.

Depurato di tutti i fronzoli, questo Piano si incardina nell'insediamento di una nuova impiantistica di smaltimento dei rifiuti non ricuperabili.

Depurazione di fronzoli, perchè difficilmente riusciamo ad inquadrare in modo diverso la politica di riduzione dei rifiuti alla fonte che blandamente è indicata: siamo in epoca globale, come può ad esempio la sola Provincia di Reggio obbligare i produttori internazionali a ridurre ad esempio gli imballaggi?

Veniamo quindi al vero oggetto del piano (preso atto che la scelta politica del'Ulivo è questa), cioè sui dati che vanno a determinare il dimensionamento dell'impianto pre-selezione/termovalorizzatore.

Si è valutato l'aumento dei rifiuti in termini assoluti e senza tenere conto dell'aumento reale dei rifiuti non ricuperabili da inviare all'impiantistica: dal 1997 al 2002 (5 anni) l'incremento di RU è stato di 173 kg/abitante, cioè un aumento del 24,5%; nello stesso periodo la raccolta differenziata è aumentata del 22,3% (dal 17,6% del 1997 al 39,9% del 2002): la differenza tra i due dati è del 2,2% ed infatti in quel periodo la quantità pro capite inviata allo smaltimento è stata pressochè invariata; per di più è enunciato nel Piano stesso, che nell'anno 2000 (anno record per Reggio nella produzione/raccolta in Emilia): "le maggiori quote di raccolta derivano dall'intercettazione di frazioni aggiuntive che accedono direttamente alla quota differenziata" ed in particolare "dal ruolo consistente della raccolta di sfalci e potature".

Quindi nulla di nuovo, soprattutto nella raccolta differenziata, dove l'attenzione al ricupero di altre tipologie di materiali, ben più inquinanti, è stabilizzata.

Sul dimensionamento influiranno poi il numero di abitanti, il tipo di preselezione che verrà effettuato e l'utilizzo effettivo dei vapori per il teleriscaldamento.

Sull'aumento degli abitanti, è evidente, sarà Reggio ed il tipo di politica urbanistica che verrà attuata, ad assumere il ruolo di protagonista, la nostra critica all'idea di sovraccaricare una piccola città come la nostra trova conferma nelle previsioni del Piano, cosicchè Reggio si avvia verso i 200.000 abitanti senza tenere in alcun conto le conseguenze sociali e di qualità della vita che ciò comporta.
Noi al contrario, siamo fermamente convinti nel limitare l'aumento della popolazione.

Bisogna poi non trascurare che tutto il calcolo è inevitabilmente distorto anche dal fenomeno delle residenze fittizie, cioè di chi fisicamente non 'abita' nella provincia.

Sulla preselezione bisognerebbe chiarire poi come si possa conciliare una previsione di preselezione del 30-40% rispetto all'aumento previsto della raccolta differenziata e comunque, mantenendo tali previsioni in un ottica di sviluppo tecnologico al 2007, come calare queste previsioni sui dati effettivi di produzione pro-capite e di abitanti.

Infatti se adattiamo i dati del Piano all'aumento reale della raccolta pro-capite (2,2%) scopriremo che alla bocca di fuoco dovrebbero accedere, nella fase insediativa del termovalorizzatore (la più alta), non più di 95.000 tonellate all'anno di rifiuti e non i 130.000 che si prevedono.

Sarà la tecnologia utilizzata a determinare un ottimizzazione del tutto, cioè alla conversione dei vapori prodotti, per questo è importante la discussione nelle commissioni allargate ai tecnici.

Sulla localizzazione il risultato che il piano fornisce è che si dovrà scegliere tra due tipologie di siti:
Mancasale che è già zona industriale, che è ben servito dalle rete della mobilità, dalle esigenze di approvigionamento idrico ed è ben localizzato rispetto al necessario allargamento del teleriscaldamento;
Prato e Gavassa, zone ad alta concentrazione agricola dove tutto è da costruire, compreso, si passi l'estraneità dell'oggetto, i rapporti politici tra i DS di Reggio e Correggio.

Ci chiediamo invece come si possa rendere compatibile, a parità di impatto per gli abitanti, la presenza delle attività agricole legate ai comparti del Parmigiano-Reggiano, del Lambrusco Reggiano oltre ai numerosissimi allevamenti suini e bovini.
Non per creare allarmismi, ma sarebbe da evitare quanto accaduto nella Regione Campania, applicando l'articolo 21 del D.Lgs 228 del 2001.

Sulle quote di solidarietà infine si doveva chiarire che Reggio non è la pattumiera di nessuno e che la solidarietà si da quando vera e non per carenze strutturali croniche: ci siamo salvati per caso dai rifiuti di Napoli, ci siamo giocati parte della capacità residua delle nostre discariche accogliendo quelli di Parma: questi sono due episodi di finta solidarietà che compromettono la nostra autonomia provinciale.


Rèz / Reggio Emilia, 22 settembre 2003.

L'Ulivo vada da solo in gita

Il comportamento della Giunta Ruini nella gestione dell'iter di approvazione del PPGR sta assumendo un aspetto sempre più grottesco.

Non solo hanno partorito un documento povero e poco coraggioso, non solo hanno dovuto correre ai ripari allungando i termini per la presentazione delle osservazioni: ora scavalcando quanto deciso in Consiglio provinciale, cioè di spostare la discussione nelle Commissioni competenti allargate ai tecnici, decidono di organizzare una bella gita 'europea' per visitare alcuni impianti.

E la discussione, con relative polemiche, si sposta miseramente sui costi della trasferta, o più seriamente su l'opportunità di visitare questo o quell'impianto.

Noi a questo gioco non ci stiamo, lo abbiamo ribadito in commissione qualche giorno fa, perchè il vero problema è nell'utilità di fondo della 'gita' ovvero: che cosa andiamo a vedere ? O meglio che cosa ci faranno vedere ? Andiamo a vedere o a capire ? E a che pro ?

Nella risposta a queste semplici domande sta l'inutilità di una iniziativa della Giunta che, per bocca dell'Assessore Bergomi, ha dichiarato che comunque le loro idee non cambieranno e quindi, lo diciamo anche ai Comitati, perchè andare ?

Noi non abbiamo nessuna intenzione di andare a condividere i loro 'pasticci programmatori' e quindi resteremo a casa, in attesa che i tecnici esperti possano confrontarsi nelle sedi opportune, cioè le Commissioni.

Siamo invece a disposizione per suggerire temi, aspetti e anche dubbi da affrontare che possano essere utili a ragionare sull'argomento.
Sempre che chi decide abbia almeno l'umiltà di prendere in esame ed in considerazione tutto questo.


Rèz / Reggio Emilia, 3 ottobre 2003.

PPGR: gita beffarda, avevamo visto giusto


Che questa Amministrazione non avesse in minima considerazione le istanze dei cittadini lo avevamo capito, che la 'gita farsa' fosse organizzata per produrre l'ennesima beffa anche.

Soli soletti in quel di Vienna, Ruini e C. non hanno potuto fare altro che svelare i propri piani: inceneritore dunque, tra Gavassa e Prato e a gestione AGAC, tutto come pianificato.

Queste scelte sono a dir poco infelici, perchè quella localizzazione proprio non convince: quale l'utenza per il teleriscaldamento ? Quale il necessario bilancio idrico ? Quale l'impatto ambientale e sulle produzioni tipiche ?

Ora che AGAC è intenzionata anche ad acquisire AGEA di Ferrara, bisognerà porre ulteriore attenzione al dimensionamento di quell'impianto, perchè a Reggio non vogliamo rifiuti non reggiani !! Mentre i conti del PPGR sono del tutto gonfiati.

Il tempo delle scelte è quindi giunto, quello della mobilitazione anche, alla cittadinanza diciamo di non abbassare la guardia, ne va della salute di tutti.


Rèz / Reggio Emilia, 7 ottobre 2003.

Quali vere novità da Baldi e Monducci ?

Leggo il programma del Dott. Carlo Baldi e devo stropicciarmi gli occhi per capire bene quello che leggo.

Mi sembra la fotocopia di quello che la Lega Nord va sostenendo da oltre cinque anni per la città: sulla sicurezza e sul riordino.
Anzi, su questi due punti addirittura noi siamo già andati oltre proponendo soluzioni di merito e fattibilità, testate da esperti e confronto.
E in questa legislatura abbiamo anche già elaborato seriamente prospettive e progetti su tantissimi altri punti cocenti della città, tali da farci venire appunto il dubbio se Baldi, o Monducci che segue in fotocopia, non abbiano semplicemente preso il nostro lavoro tanto per scrivere un programma credibile.

Si vadano a leggere i due neo candidati le nostre battaglie e le nostre proposte degli ultimi quattro anni: vedranno che avevamo già da tempo affrontato ogni singolo punto con competenza.
Con una differenza però davvero sostanziale: che noi queste cose le abbiamo affrontate anche battagliando e vivendole insieme alla gente in questi anni.
Questi invece, e non potrebbe essere diversamente, arrivano oggi con quello che, giocoforza, non può essere altro che una lista di slogan neppure tanto originali.
Dove erano in questi anni in cui c'era bisogno di affrontare i problemi della gente?
Uno, Baldi, era al suo lavoro e prima addirittura Assessore con coloro che oggi critica.
L'altro, Monducci, sino a poco fa' addirittura nella direzione dei Ds.

Non ci vengano allora a raccontare che loro sono uomini nuovi e non ci raccontino che loro faranno: non sono uomini nuovi alla politica e sarebbe stato meglio che ci fossero stati quando serviva davvero.

Si candidano? Questo lo ritengo invece positivo.
La democrazia si arricchisce sicuramente da voci aggiuntive fuori dal coro tanto più se escono da quel moloc centrosinistro che sembrava così compatto.
Ma abbiano l'umiltà di riconoscere il loro passato prima di avventurarsi in costruzioni di immagine magari opportuniste e abbiano anche l'umiltà di non credere di avere la bacchetta magica.

In attesa di ascoltare o leggere qualche spunto originale e di vederli tra la gente, non solo i mesi prima del voto, li invitiamo a valutare con serenità il lavoro fatto in questi anni da chi ha cercato di costruire, e non solo a parole, una vera e credibile alternativa a Reggio Emilia.

Se vorranno uscire dagli slogan e lavorare davvero per la città, al di là delle idee politiche o personali, siamo ben disponibili ad aggiornarli su parecchi passaggi da loro richiamati e su cui noi siamo già ad uno stadio avanzato.

A noi piacciono i fatti concreti: speriamo che anche gli altri si confrontino su questo... per Reggio.


Rèz / Reggio Emilia, 10 ottobre 2003.

Newco: perchè spendere altri 80 milioni di euro?

Mentre la cittadinanza si sta mobilitando sulla partita dell'incenerimento dei rifiuti, contestando chi privilegia il business ad una scelta civile di autonomia provinciale, AGAC procederebbe all'acquisizione del 35% di AMPS di Parma previo portage, ovvero anticipo da alcuni grandi gruppi bancari, per poi ricollocare sul mercato tali azioni.

Perchè AGAC, che recentemente ha speso ben 40 milioni per acquisire una quota di TESA di Piacenza, sente la necessità di utilizzare il pubblico denaro, 80 milioni di euro, per fare una operazione di sponda alla AMPS? A Parma sono incapaci di ricollocarsi le proprie quote?

Non vorremmo che anche in questa situazione, si badasse alla speculazione di cui alcuni di questi gruppi bancari non proprio in salute potrebbero beneficiare con questa operazione.

La creazione di questa holding, per i metodi costitutivi, sta avendo connotati di dubbia utilità anche in relazione all'offerta di acquisto di azione operata da AGAC sui Comuni reggiani e sul tentativo di arrivare alla quotazione in Borsa previo accordo con la META di Modena.


Rèz / Reggio Emilia, 21 ottobre 2003.

Sui rifiuti Newco smaschera il PPGR.

Il progetto politico-finanziario 'NEWCO' sta man mano smascherando le previsioni del PPGR in approvazione: tenendo fede a quanto indicato dal Memorandum of Understanding firmato dai Sindaci di Reggio e Parma, ci si avvia ad ospitare nella nostra provincia, sempre più probabilmente in zona agricola di grande valenza produttiva, un impianto di smaltimento interprovinciale, se non già regionale.

Mentre la cittadinanza è giustamente preoccupata e come noi vuole una gestione oculata del territorio e dei suoi abitanti e vuole che si programmino gli interventi per la gestione dei rifiuti e dell'energia secondo principi di autonomia provinciale, l'Ulivo affronta il problema unicamente secondo logiche di business.

E visto che l'Ulivo reggiano non intende prendersi la responsabilità della propria politica, deve intervenire il capogruppo DS in Comune di Parma, ribadendo molto chiaramente: Reggio deve ospitare i rifiuti di Newco, altrimenti niente energia!

Così risulta ancor più lampante quanto previsto dal PPGR in relazione alla capacità della discarica di Novellara e soprattutto all'inceneritore che, non ci stanchiamo di dirlo, è esattamente il doppio rispetto alla vera necessità della nostra provincia: ecco il motivo per cui l'Ulivo affossa ogni discorso sul virtuosismo della raccolta differenziata.

Insomma questa maggioranza è politicamente supina al potere di AGAC: ma non dovrebbe essere il contrario?


Rèz / Reggio Emilia, 25 ottobre 2003.

Newco: operazione affaristica o vera politica per i cittadini?.

Il progetto politico-finanziario 'NEWCO' ha ricominciato a 'camminare', mentre la cittadinanza è giustamente preoccupata e come noi vuole una gestione oculata del territorio e dei suoi abitanti e vuole che si programmino gli interventi per la gestione dei rifiuti e dell'energia secondo principi di autonomia provinciale, l'Ulivo affronta il problema unicamente secondo logiche di business e monopolio politico dei servizi.

Se la logica della nuova holding è questa la Lega Nord si dichiara da subito contraria.

Se il passaggio delle quote azionarie in favore di alcuni gruppi bancari è funzionale ad una gretta speculazione, anche in questo caso ci dichiariamo contrari: le banche, specie certi 'colossi dai piedi d'argilla' debbono fare meglio il proprio mestiere, cioè favorire la crescita dell'economia locale, non sfruttare le rendite di posizione garantite da una gestione monopolista dei servizi pubblici.

Se questa operazione vuole anche rappresentare un soccorso alla sofferente presenza in Borsa di Meta, anche in questo caso siamo in disaccordo.

Attendiamo comunque di esaminare il piano industriale di Newco, scartando da subito l'ipotesi, che ad esempio la provincia di Reggio possa divenire la pattumiera dell'Emilia.


Rèz / Reggio Emilia, 26 gennaio 2004.

Questa sera nuovo incontro pubblico sul PPGR.

Il nostro Gruppo consiliare intende in questo modo riportare all'attenzione dei cittadini il tema ancora aperto della gestione provinciale dei rifiuti.

Presso la sala convegni della 2° Circoscrizione, in via F.lli Cervi a Pieve Modolena (Reggio Emilia), dalle ore 21 si farà il punto della situazione, anche alla luce dell'atteggiamento dell'Amministrazione provinciale, che giusto due giorni fa rispondendo ad una nostra precisa interpellanza in merito alle conseguenze della localizzazione dell'inceneritore a Gavassa, continua a sottovalutarne l'impatto ambientale, sui cittadini, sulle produzioni tipiche.

All'incontro pubblico parteciperanno tra gli altri il Dott. Lorenzo Bagnacani, Coordinatore dei Comitati tutela salute e ambiente ed il Dott. Leonardo Muraro, Vicepresidente della Provincia di Treviso, che illustrerà le innovative politiche adottate dalla propria Amministrazione in tema di smaltimento rifiuti, in particolare sulla raccolta porta a porta e sugli impianti di smaltimento.

Crediamo sia un momento importante anche per confrontarsi con i cittadini di Cavazzoli, che stanno subendo in questi giorni la riapertura del vecchio inceneritore di via dei Gonzaga.


Rèz / Reggio Emilia, 11 febbraio 2004.

Le tre tappe della giornata di domenica, che hanno visto la presenza della totalità del Gruppo Lega Nord Padania del Senato e dell'On. Speroni visitare la nostra Provincia rappresentano per la Lega Nord Emilia ed in particolare per la Lega Nord reggiana, una giornata davvero storica ed importante.

Non solo per il consolidarsi di un già forte legame con la militanza locale, ma soprattutto per gli alti contenuti politici, dei luoghi visitati.

il Museo di Brescello, trasmette molto bene lo spessore artistico-culturale Guareschiano, che rimanda inevitabilmente allo spirito, alla moralità ed alla semplice umanità dei personaggi da lui raccontati: quel Mondo piccolo che era mondo reale, oggi troppo spesso sacrificato sull'altare di una globalizzazione ancora da democratizzare.

Ancora più significativo l'incontro di Gattatico, al Museo Cervi, dove il Sindaco Cantoni, il Senatore Ugo Benassi, rivolgendosi al Presidente Moro, hanno manifestato la loro soddisfazione per la presenza della Lega Nord in quella Casa della memoria, tanto da rinnovare un invito formale al Ministro Umberto Bossi per una visita successiva.
Gli interventi dei Senatori Moro, Agoni e Brignone hanno rimarcato come sia importante mantenere una memoria storica condivisa, di quei valori sociali e democratici che i figli della civiltà contadina con il loro sacrificio ci hanno trasmesso e che devono rimanere un punto fermo per il presente e per il futuro della nostra terra.

La Lega Nord si rende interprete di questi significati ed i suoi legislatori, proprio oggi impegnati in quella riforma federalista, che riteniamo una via indispensabile alla democrazia, alla pace ed alla collaborazione tra le Genti, lo hanno toccato con mano anche in Emilia.


Rèz / Reggio Emilia, 13 febbraio 2004.

Riapertura, Del Rio è d'accordo !

Emblematico che l'annuncio della riapertura dell'inceneritore di Cavazzoli sia avvenuta proprio la sera della pubblica assemblea dei Comitati: come tanti anni or sono si calpesta ogni promessa fatta ai cittadini !

Allora è il momento di dare nomi e cognomi perchè chi governa, o si candida per farlo, deve prendersi le responsabilità che gli competono: bene allora ha fatto Maino Marchi a difendere il Piano Rifiuti dell'Ulivo e ad annunciare che può essere chiuso così come è stato presentato.
Benissimo ha fatto a chiarire che anche Graziano Del Rio è stato informato e quindi d'accordo con la riaccensione del vecchio inceneritore.

Il campo è quindi sgombro da equivoci, senza se e senza ma: oggi e domani DS, Verdi, Margherita proseguono nella loro strada che è quella del business Newco e quindi degli inceneritori, una strada che come Lega Nord non accettiamo e contro la quale continueremo a batterci con ogni mezzo.

Un domani fatto da un ambiente salubre, da una gestione democratica dei rifiuti è una scelta che i cittadini potranno fare, se si considerano ancora cittadini, alle prossime elezioni.


Rèz / Reggio Emilia, 27 febbraio 2004.

Scelte spettano alla Politica

Le scelte sulla gestione rifiuti stanno scaldando l'ambiente politico come un inceneritore, ma non vorremmo che a finire incenerite fossero solo le legittime aspettative dei cittadini, che pretendono giustamente una soluzione condivisa e partecipata del problema, sulla strada maestra della salubrità ambientale.

La gente lo ha ormai capito: l'inceneritore non è la migliore soluzione tecnologica, ma la migliore fonte di business per Agac e Newco. A nulla vale invocare il fantasma di una improbabile emergenza rifiuti, almeno a breve termine, se non per lasciare compiere l'ennesimo colpo di mano politico, per 'chiudere' la partita sull'inceneritore.

La decisione è e deve rimanere politica ancor più ora che si va verso il rinnovo delle Amministrazioni: i cittadini potranno scegliere in base alle proposte che verranno avanzate anche in questa materia.

Se per anni un inceneritore ha funzionato senza filtri, o nulla è stato fatto per punire i responsabili dei silenzi sugli sforamenti recenti di Cavazzoli e se tutto questo ritardo programmatorio, sommato all'accoglimento dei rifiuti parmigiani sta conducendo le nostre discariche ad una rapida saturazione, queste sono responsabilità politiche da attribuirsi a chi ha governato gli Enti locali reggiani.

Appellarsi ai tecnici è auspicabile quanto tardivo: chiedemmo in fase di adozione del Ppgr la partecipazione dei tecnici nelle preposte commissioni consiliari, commissioni che non si sono più riunite da quando sono stati indicati gli esperti....


Réz / Reggio Emilia, 27 marzo 2004

No ai rifiuti campani, nè oggi nè mai

Come avevamo previsto, la periodica "emergenza" rifiuti è riesplosa in Campania ed ancora una volta il fallimento politico di Antonio Bassolino rischia di essere a carico anche degli emiliani, se è vero che l'Assessore Bruschini non ha escluso la possibilità che l'Emilia accolga parte dei rifiuti di quella Regione.

E dire che il Presidente Vasco Errani, dopo avere imposto la 'solidarietà' degli emiliani sia nel 2001 che nel 2003 ebbe a dichiarare: "...la collaborazione tra le Regioni non può trasformarsi in un'azione di supplenza a tempo indeterminato, anche per rispetto a quei cittadini che hanno responsabilmente accettato la costruzione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio...".

Errani non ha mai risposto alle nostre domande in merito, ma indirettamente lo ha fatto il Presidente della commissione parlamentare di inchiesta contro le ecomafie, On. Paolo Russo, affermando che quanto prodotto negli impianti campani "sulla carta dovrebbe trattarsi di Combustibile Da Rifiuto, ma troppe indicazioni tecniche e di buon senso spingono a ritenere che si tratti soltanto di rifiuto tal quale".

Il Commissario governativo incaricato di sostituire il dimissionario Bassolino, sta lavorando per portare tutti quei rifiuti negli impianti tedeschi (e anche questo non è positivo), ma si sa la cosiddetta 'solidarietà emiliana' potrebbe giungere a fil di sirena e questo è inaccettabile, come lo è lo stanziamento dello Stato, ben 30 miliardi di vecchie Lire, per pagare chi accetterà quei rifiuti:soldi di tutti sottratti dal Fondo nazionale della protezione civile per risolvere una questione che nulla ha a che vedere con calamità o disastri imprevisti, tranne quelli che potremmo politicamnete chiamare deficienze politico-amministrative delle Amministrazioni campane.

Teniamo conto che lo scorso anno a Reggio non arrivò nulla solo perchè l'inceneritore di Cavazzoli era spento, ma ora ? Non vorremmo che il partito di Agac volesse recuperare il tempo perso...
Ma un quesito ancora più inquietante, un rischio che da tempo denunciamo criticando il Piano rifiuti dell'Ulivo reggiano: con Newco, con il mega inceneritore che vogliono fare, chi fermerà il business?
Chi impedirà alla nuova Multiservizi di gestire i rifiuti di chi non vuole sul proprio territorio gli impianti di smaltimento ?

E' urgente che i reggiani e gli emiliani, già dalle prossime elezioni amministrative decidano di scegliere chi vuole veramente una gestione nuova fatta di partecipazione e non di inceneritori e business.


Réz / Reggio Emilia, 14 aprile 2004

L'Ulivo dice no al CDR

Il bilancio politicamente fallimentare di questa Giunta aggiungerà presto nel proprio carniere anche il Ppgr: nemmeno la ciambella di salvataggio elettorale lanciata da Rifondazione Comunista salverà l'Ulivo (ora con Rifondazione) di fronte ai cittadini che aspettavano scelte coraggiose e votate all'innovazione.

Sebbene i proclami e le 'tribolate' mediazioni, le controdeduzioni alle osservazioni dei Comitati affermano inequivocabilmente che "la proposta di sostituire il termovalorizzatore con un impianto di produzione del CDR non trova consenziente la Provincia, in quanto la c.d. qualità eccelsa dello stesso è pura enunciazione astratta.
Non esiste attualmente il commercio del CDR come materia prima, non esistono filiere o categorie di impianti che siano vocati all'utilizzo dello stesso come combustibile principale..." (omissis) "...Poichè il piano deve indicare soluzioni fattibili e non sperimentabili, coerenti col principio di autosufficienza e prossimità, si ritiene di confermare la scelta di un impianto di termovalorizzazione".

Alla richiesta di indicare gli effetti nocivi ed i rischi aggiuntivi relativi alla tossicità delle emissioni dell'incenerimento, in particolare riferimento alle diossine, la Provincia risponde che: "Non corrisponde al vero che nel processo di combustione degli impianti di termovalorizzazione vi sia una dispersione incontrollata di inquinanti e sostanze varie, è vero il contrario: le migliori esperienze dimostrano che è attivabile un sistema di controlli rigorosi e continui con la pubblicazione dei dati in tempo reale".

Sulla questione sollevata anche dal nostro Gruppo in Consiglio, circa il divieto di insediamento di impianti, in zone di produzioni tipiche (DOP e DOC), si afferma: "il Dlgs n.228 non vieta di fare inceneritori nelle zone DOP, IGP, IGT, ma impone delle cautele 'fatto salvo quanto previsto dal Decreto Ronchi'. Orbene questo 'fatto salvo' si deve intendere nel senso che, nel contemperamento degli interessi in gioco, prevale l'esigenza di una corretta gestione dei rifiuti secondo i principi dell'autosufficienza, della prossimità..."

Mentre rileviamo che la proiezione dell'andamento della produzione /raccolta dei rifiuti nel periodo 2003/2012 è aumentata (dai 780 kg/abitante del testo adottato agli 805 di quello in approvazione, sembra che una osservazione accolta dichiara idonea l'area di Mancasale di proprietà AGAC, ad accogliere gli impianti previsti dall'art.8 delle norme tecniche di attuazione (funzionali alla raccolta, al recupero materia, al trattamento, al recupero energia, allo smaltimento) proprio come sosteneva anche la Lega Nord: l'osservazione è stata presentata da AGAC!


Réz / Reggio Emilia, 14 aprile 2004

L'Ulivo nega la partecipazione

Dopo la sospensione dei lavori consiliari della scorsa settimana, giovedì verrà approvato, il nuovo Statuto della Provincia.

E' uno Statuto che ha avuto una storia lunga e travagliata, fatta di continui stop and go, sebbene l'intento iniziale fosse quello di intraprendere un percorso condiviso.

Purtroppo sembra che la tanto sbandierata condivisione, non ci sarà, almeno per la Lega Nord, poichè la maggioranza, DS in testa, Masini in testa, ha fatto di tutto per negare de facto la partecipazione diretta dei cittadini: le firme necessarie per la convocazione dei referendum rendono inequivocabile come l'Ulivo non voglia sentire la voce della gente.

Abbiamo in tal senso proposto alcuni emendamenti, che dimezzano il numero di adesioni necessarie per lo svolgimento dei referendum, ma sicuramente questa maggioranza sarà incapace di accoglierli, lasciando l'impianto totalmente distorto: basti per tutti l'esempio del Distretto di Reggio, dove per svolgere un referendum provinciale, servirà il doppio di firme che lo Statuto del Comune prevede per lo svolgimento di un referendum comunale.

Un bel risultato insomma, che testimonia ancora l'inaffidabilità politica di una maggioranza che arriva ad approvare i suoi strumenti più importanti (Statuto, Ppgr, Piae) solo qualche giorno prima della scadenza del mandato, sulla scia di una mediazione interna traballante che lascia molti interrogativi aperti sul prossimo futuro.


Rèz / Reggio Emilia, 23 aprile 2004.

Piano Rifiuti: "Smascherati Margherita ed affaristi, Reggio pattumiera d'Emilia".

Senza nessun senso di pudore l'Ulivo fa carta straccia delle regole democratiche e, come ormai d'abitudine, approva i propri Piani con atti di forza illegittimi.
L'ennesima riprova l'abbiamo avuta nel consiglio fiume di mercoledì, quando i nostri emendamenti al Piano Rifiuti sono stati votati e respinti in forma accorpata, quindi illegittimamente.

Quel che rimane è la netta vittoria politica della Lega Nord, che sola, ha smascherato le false promesse di quei partiti, primo fra tutti la Margherita, che a parole sbandieravano soluzioni innovative per la gestione rifiuti, ma che nei fatti, hanno approvato il disegno affaristico del partito di Agac in contropartita alla candidatura a Sindaco di Del Rio.

Il Piano Rifiuti che l'Ulivo (con Rifondazione) partorisce è politicamente un aborto pensato e costruito sulla trama affaristica di Newco e quindi su inceneritore ed ampliamento della discarica di Novellara: il risultato è che da oggi Reggio sarà la pattumiera dell'Emilia e chissà forse anche di altri.

Noi abbiamo tentato di dare una via d'uscita all'impostazione di questo Piano, i nostri emendamenti 'padani' intendevano modificare alcune parti sostanziali, relative a raccolta differenziata con il metodo porta a porta, tecnologia di smaltimento dell'ultima frazione di rifiuto non identificata con l'inceneritore, eliminazione di Gavassa come ambito di localizzazione degli impianti che gestiranno tale frazione, limitazione della gestione della discarica di Novellara ai soli rifiuti provinciali.

Queste richieste andavano incontro alle giuste richieste dei cittadini e ad una gestione dei rifiuti democratica con l'utilizzo di tecnologie organizzative ed impiantistiche innovative: l'Ulivo si è accollato l'onere politico di proseguire su una strada che non conduce alla qualità ambientale ed alla responsabilità, ma a quella del business.

La caduta del muro di Berlino ha veramente contagiato gli ex catto-comunisti: invece di 'fare azioni di sinistra' privatizzano le azioni di Agac e con inceneritori e discariche sai che guadagni...

Una speranza c'è, che i reggiani alzino la testa e la smettano di subire e tacere: mai mùler, tin dùr!


Rèz / Reggio Emilia, 30 giugno 2004.

Lambrusco ai cinesi sì, Lambrusco cinese no!".

Leggiamo oggi che Shanghai ospiterà presto un festival gastronomico del "made in italy": si tratta indubbiamente di una importante opportunità che i nostri imprenditori ed il nostro territorio debbono cogliere.

Attenzione però, perchè la spietata concorrenza cinese l'abbiamo già conosciuta e la stiamo subendo anche "in casa" dai cinesi che sono qui arrivati.
Massima attenzione allora, perchè non si verifichi anche nell'agroalimentare quanto accaduto negli altri settori già tremendamente scottati, perchè non adeguatamente protetti dalle Istituzioni europee.

Esportare le nostre specialità è un'opportunità, farcele copiare senza le dovute tutele significa mettere a rischio il know-out che abbiamo costruito.

Si rende sempre più improrogabile chiarire e stendere precisi impegni a tutti i livelli perchè se i cinesi vogliono partecipare al mercato globale debbono essere pronti ad aprirsi accettandone le regole democratiche, garantendo i diritti umani, quelli dei lavoratori e quelli del mercato internazionale.


Rèz / Reggio Emilia, 30 giugno 2004

Emergenza Rifiuti: "Giovanelli non strumentalizzi le parole di Ciampi".

Mentre il prode Bassolino, responsabile dell'emergenza rifiuti campana continua a nascondersi, il nostro Sen. Giovanelli cerca di leggere tra le righe del messaggio del Presidente Ciampi qualche richiamo alla situazione reggiana.

E' del tutto evidente che il Presidente della Repubblica si riferiva al fatto che i cittadini campani non vogliono sul proprio territorio nessun tipo di impianto di smaltimento, discarica od inceneritore che sia, mentre a Reggio più nel male che nel bene abbiamo sopportato per anni quegli impianti.

Ora la sinistra cerca di strumentalizzare anche le parole di Ciampi per portare acqua al progetto affaristico del mega inceneritore: ed allora il recente voto dei reggiani, che credevano di cacciare Berlusconi votando la Masini, non farà altro che rafforzare la probabilità che Reggio divenga la pattumiera d'italia: l'Ulivo è così all'avanguardia nella gestione rifiuti da dovere ricorrere a nuovi termovalorizzatori invece di adottare un sistema organizzativo fondato sulla raccolta differenziata e sulle moderne tecnologie sostenute anche dall'Unione Europea.


Rèz / Reggio Emilia, 20 Ottobre 2004.

In risposta al Sig. Vivi (segretario Ds scandiano)

E’ un vecchio vizio quello d difendersi attaccando : e il diessino Vivi questa sublime arte deve ben averla assimilata.
Proviamo allora a ragionare : quale e’ il compito di un consigliere di opposizione in una Provincia come Reggio ?
Dico come Reggio perche’ qui “altri “ governano senza soluzione di continuità i Comuni , governano la Provincia , governano la Regione e pure ogni Ente di primo, secondo e persino terzo grado.
Quindi non si accampino scuse : tocca a “loro” fare le cose, spingerle e realizzarle.
Un Consigliere di opposzione può invece sollecitare e fare azione ispettiva.
Su Pratissolo quindi ho sollecitato e qualcuno mi ha ben detto che tutto è ormai pronto per essere realizzato : si metta dunque d’accordo con se stesso il Sig. Vivi , diessino di Scandiano , o con il potere dei vari Enti almeno.
Ricordo bene quando governava l’Ulivo a livello nazionale : sempre a dire che con l’Anas era impossibile poter influire direttamente.
Sempre a lamentarsi che i empi erano biblici e la burocrazia ineguagliabile : cosa è cambiato allora adesso da due o tre anni fà ?
Nulla è cambiato : anzi qualcosa in effetti è mutato , al Governo non ci sono più loro ed allora girano le frittate contando forse sulla poca memoria dei cittadini ?
Ma al di là delle facili polemiche , ed è in effetti facilissimi ribattere ai diessini come Vivi , riprendo l’argomento.
Sò bene della rotonda e con l’interrogazione volevo solo avere notzie precise , e volevo averle da chi governa il nostro territorio (da chi altri ?) , sollecitando e ispezionando.
Vuol forse che rinunci alla mia unica prerogativa , il Sig. Vivi ?
E a proposito di prerogative : perché mai ha sentito il bisogno proprio Lui di rispndermi visto che io interrogo semmai la Provincia ?
Coda di paglia ? Accavvallameto di competenze ? Confusione di ruoli ?
Mah.
Aspetto quindi le rispose precise della Provincia e , se potrò interverrò con ogni mezzo come ho sempre fatto , ma forse tutto questo al Sig. Vivi era ben sfuggito (e non glie ne voglio , a volte è difficile sapere tutto , vero? ) , negli ultimi anni in cui mi sono occupato e , in alcuni casi , anche aiutando concretamente i passaggi.
Tutto questo nonostante io non gevrni un bel nulla : le sembra poco ?
Mah.

Angelo Alessandri
Segretario Nazionale Lega Nord Emilia
Presidente Federale Lega Nord